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Shito

Pchan User
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  1. Shito

    BASTARD!!

    Al di là delle personali preferenze, che sono personali e come tali rispettabili, c'è che l'evoluzione stilistica, grafica, artistica di un autore (come della storia dell'arte essa tutta) è diacronica, e in questa diacronicità trova il suo senso, il suo valore, il suo essere. Questo è un fatto di logica e realtà, come tali valido dinanzi a tutti. Anche io, come te, preferivo lo stile originale. Questa è una preferenza che vale per me e per te. :-) Come dire, che so, che la Sfogliatella Santa Rosa è l'originale più antico conosciuto, ma io preferisco la frolla. Team Frolla FTW. :-)
  2. Capisco. A me quelle cose danno generalmente fastidio sempre, nel senso che la mia percezione separa così tanto finzione da realtà che non vorrebbe proprio citazioni in assoluto: urtano la mia sospensione di incredulità. Per dire, un mio amico alle elementari credeva che W.Genzo scritto sul cappellino di Wakabayashi Genzo fosse una storpiatura di W.Zenga, alé. Ma è tutto storto, come la si metta la si metta. Infatti l'unico che è riuscito a farmi digerire una simile intrusione di realismo nella narrazione fantastica è stato Takahata Isao, ma credo che lui sia stato proprio unico in tutto. Quando vidi la Tour Eiffel accoppata dal N.Nautilus in Nadia, per dire, mi smontò tutta la serie: "no, questo non è successo, non ci credo più". Che poi è – secondo me – una delle ragioni del successo della narrativa fantastica giapponese in occidente: il Giappone comporta un livello implicito di depaysemnt che fa funzionare il fantastico. Nel senso che è ovvio che per un bimbo giapponese il Fuji-san era il Fuji-san, e no, alle sue pendici NON c'era la base di Mazinger-Z, ma per me che ero un bimbo italiano? Boh! E negli effetti il "concetto di Giappone" esso tutto diveniva subconsciamente un ideale "paese dei balocchi". E infatti questa cosa resta, e per molti occidentali il Giappone resta la terra promessa dei bambini che furono e bambinoni che sono, una sorta di enorme parco giochi. Se ci pensi, i conti tornano.
  3. Sì, è il motivo per cui a me quel tipo di citazione "strutturale" no piace: perché è autostoppismo narrativo. Ovvero: se mi pongo davanti a un'opera originale non voglio avere la sensazione di essere monco nella lettura dell'opera perché non conosco... altre opere strutturalmente citate in quella. Hai presente quando T.S.Eliot parlava di wastelands? Ecco. Voglio dire, una cosa sono gli archetipi, che so, il ratto di Persephone piuttosto che la decapitazione allo specchio della Gorgone, se parliamo della cultura italica direi persino i grandi profeti trecenteschi, oppure ovviamente quella cristiana – anche io che cristiano non sono so che un giglio bianco è simbolo di purezza – ma pensare di dover avere frammenti di cose subculturali come bagaglio strumentale di lettura è un po' umiliante. Non è esattamente il canone della lettura simbolica del primo rinascimento, ecco. Nel caso del personaggio della madre, avevo semplicemente assunto che fosse rappresentata come una chioccia perché archetipo di "madre-chioccia", seppur di figlio unico.
  4. Salvo rare eccezioni, un patetico alibi. Perché non sono infantili nel modo giusto, ovvero dissimulato.
  5. Shito

    BASTARD!!

    Non proprio da zero, diciamo in tutte le vignette con personaggi femminili. Fu una grossa perdita, un anacronismo stilistico, e quanto di peggio si possa chiedere a un autore sulla sua opera. Non stupisce che lo stesso non riesca a condurla a conclusione. Come vedi nell'ultima vignetta nulla è cambiato. Ovviamente la prima (il primo piano di lei) è, dopo il ridisegno, pressoché ridicola: sembra un banale anime pornomoe di questi anni, sai che bello. O nella vignetta grande al centro, anche l'enormità del seno di Tia Nort Yoko, non che prima fosse altro che una pin-up, benché dovrebbe essere comunque la fanciulla/pulzella/ragazzina vergine e tutto, beh, adesso è veramente patetico nella sua proiezione libidica da ragazzino delle medie che ha appena scoperto, appunto, il porno (oggi si direbbe forse da "incel coomer"). Con lo schizzo d'acqua a coprirle le pudenda, mamma mia, è così cliché e sciatto che non fa nemmeno ridere. Nemmeno. Sembra davvero un doujin di quello che questo fumetto fu - non che brillasse per valore sin dall'inizio, ma almeno aveva una sua "coerenza" stilistica.
  6. Ah, capisco. Non avendo mai visto quei due film davvero non coglievo. Avevo però notato che aveva rimosso il titolo preciso del film "L'odio" (La haine), storpiandolo in "Che odio" dall'home-video che presta a un suo alunno di ripetizioni, parimenti cambiato da Blanka di Street Fighter 2 a una non citazionistica lucertola. Capisco che è lo stesso, con la stessa comprensibilissima ratio. Per me è un bene, dato che l'uso strumentale di personaggi, feticci e cliché della narrativa sottoculturale postmoderna è una delle tre grandi cose che faccio fatica a digerire dell'autore. In questo modo è un po' depotenziata. :-) Ah, ho editao il post aggiungendo righe di gusudio di valore personale, dato che mi sono reso conto che fino a prima non si capiva quanto mi fosse piaciuta la serie, e quanto mi abbia stupito il risultato che l'autore è riuscito ad ottenere. PS: De "La haine" avevo forse parlato da qualche parte. L'avevo recuperato proprio a causa di un fumetto di Michele Rech. Poi ovviamente studia il verlan e tutto, ma resta che il sottotitolo che gli affibbiai fu "I figli illegittimi del benessere". Quindi mi era piaciuto (ci avevo pensato), ma non quanto "Haut le coeurs" dei FAUVE.
  7. Si tratta de "La profezia dell'armadillo" rivista con la cognizione più amara di "Macerie Prime", ovvero quando "La paura più grande" era già stata metabolizzata. Quindi una cosa interessante, e anche intelligente - secondo me. Conosco i fumetti, ma non so chi sia "lady chioccia". L'alibi ungarettiano (no, non "mi illumino d'immenso", ma "e qui meglio mi sono riconosciuto una docile fibra dell'universo) non mi soddisfa, perché sono un bambinone e un bambinaccio, quindi no. Straordinaria produzione grafica. Una coerenza stilistica degna di cose davvero elevate. Straordinario doppiaggio. Incredibile che si tratti di una prima opera in un medium pressoché mai sondato dall'autore, se non con mirati esperimenti. Davvero spaventoso quasi. E sono il fan n.2 di Sarah. :-) Due link per voi: ma soprattutto: https://lanostrarivoluzione.blogspot.com/2021/11/strappare-lungo-i-bordi-il-prezzo-della.html cheers&hugs&trick&treats. :-) Ah, la soluzione di Yamaga, cortesia non di Ungaretti ma di Montale: Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio. Il mio dura tuttora, nè più mi occorrono le coincidenze, le prenotazioni, le trappole, gli scorni di chi crede che la realtà sia quella che si vede. Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio non già perché con quattr'occhi forse si vede di più. Con te le ho scese perché sapevo che di noi due le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate, erano le tue. --- grassetti da emishi a parte, per trovare Montale, cortesia del Bianconiglio: I cimiteri non danno pensieri, Sei tu che ti sbagli, se stanco, disperi E piangi per colmare i buchi dell'assenza, Vive come il pieno la vacanza e non spira mai. Quindi lascia perdere i dibattiti, La rete, i palinsesti Per un giorno non studiare, Non chattare, ma piuttosto Stringi forte chi ti ama, Fra le mute tombe del monumentale, Non c'è Dio e non c'è male, solo vaga oscurità. I camposanti non hanno rimpianti, Sei tu che li covi, li rendi fantasmi, Li canti per sentirne meno la mancanza, Come non bastasse l'esistenza e l'eco che fa. Giace qui ad libitum la tua imbecillità. Quindi lascia perdere i programmi Coi talenti, i palinsesti, Per piacere non andare a navigare sulla rete, Stringi forte chi ti vuole bene Tra le tombe del monumentale, Trovi Dio, trovi Montale, ed un'opaca infinità. Quindi lascia perdere i salotti Coi talenti e le baldracche, Vieni all'ombra dei cipressi Dona amore, al pomeriggio A chi sospende la sua vita Tra le urne amiche del monumentale, Di realtà e d'irreale, vieni a fartene un'idea. Beh, citare una canzone è terribilmente in topic se si parla dela serie animata di Zerocalcare, quindi sursum corda!
  8. Shito

    BASTARD!!

    In effetti almeno la narrazione fino allo scontro con Anslasax, che era un po' quella impostata fin da principio, la potrebbero fare...
  9. L'avevo guardata. Ma i numeri sui volumi di vendita non dicono nulla sugli acquirenti (ovviamente). Resta solo il dato assoluto, che ha un valore di tendenza in sé, direi.
  10. In un mondo che si reinfantilizza, le forme di intrattenimento e persino cultura infantile occupano ogni spazio di fruizione e vendita. 12 e più anni fa, but it never gets old. For that's not the past. That's the future. Right ahead of you. Look closely and you'll spy it already.
  11. Shito

    BASTARD!!

    Ah, sì, capisco. Immagino di sì. Molte cose invece non erano state proprio sfiorate, ma francamente quando un autore giapponese mette nomi di fantasia e citazione rimaneggiata da lingue varie la cosa diventa davvero difficile - parlo della "retrotraslitterazione". Quindi personalmente non mi sento di fare una colpa a nessuno, se non a chi persevera nell'errore anche quando questo si sia palesemente mostrato come tale, vedasi ad esempio il nome sballato di Monkey d. Luffy.
  12. Shito

    BASTARD!!

    Sì, ma anche quello era solo un errore da principio. Perché tra Athrax e Anslasax ci sono giocoforza dei kana di differenza. Ovvero アンスラックス e アンスラサクス, come puoi vedere. Quindi no, erano solo semplici errori. In genere le persone che credono id avere capito tutto hanno capito meno degli altri. Una cosa tipicamente umana.
  13. Shito

    BASTARD!!

    Il contrario, credo. Perché traslitterare アビげ’ール come "Avigell" invece di "Abigail" va precisamente nella direzione opposta, per dire. No, no, erano semplici errori.
  14. Shito

    Otaku no Thread

    Den-chan: era anche il mio pensiero, che ritrovavo tra le righe della "delusione incredula" di Garion. Ci pensavo ieri notte. Vi lascio un pensiero. Quando ero un ragazzo, un ragazzotto, e mi piacevano anime e manga e videogiochi giapponesi, sdegnavo davvero molto chi fruiva di intrattenimento americano o, peggio, italiano. Dall'America mi parevano giungere solo bambinate (Disney) e idiozie (serie tv giovanilistiche). La TV italiana, beh... lasciamo perdere. Quanto incappavo nelle pubblicità italiane di roba Nintendo o SEGA mi sentivo offeso più che imbarazzato. Questo era lo Shitarellino minorenne. Nel suo gruppo di amichetti liceali. Un branco di piccoli otaku in erba, si direbbe, con quella tipica spocchia da autosegregati nella propria nicchia e sdegnosi di quanto sta alll'esterno. una cosa quasi da Nakamori Akio, se avete letto le traduzioni di quegli storici articoli. Erano i tempi in cui un libro-catalogo come Anime veniva letto per il piacere di impararlo pressoché a memoria. Almeno da me. We were livin'... linving in Nineties, Nineties... Irridevamo le "sigle italiane", dalle quali ci sentivamo umanamente (lo ripeto) offesi. Cose come "I raqazzi della 3a C", o il Festival di San Remo, o i cinepanettoni, ci sembravano cose tra il grottesco e il ridicolo, ma soprattutto schifose. Capiamoci, nessuna crociata. Al massimo zimbellaggio inter nos - Internet era di là a venire – ma soprattutto non c'era la voglia di evangelizzare nessuno, di convertire nessuno: stavamo bene nella nostra nicchietta e l'importante è che quella nicchietta non avesse NULLA A CHE FARE con la robaccia che aborrivamo. Non cercavamo di fare proseliti, anzi. Flashforward... Una volta, a una tavolata "professionale" con ospiti e ospiti (hosts e guests), c'erano delle idol-cantantine e i loro giovani producers/mangers e tutti parlavano di anime come per "darsi un tono" figo e professionale ... io a un certo punto sono sbottato. Sbottai in giapponese, ma qui vi traduco. Dissi "ASPETTATE UN MOMENTO! Ma parlare di anime da adulti non è una cosa da fighi, è la cosa PIÙ DA SFIGATI che esista!" Calò il silenzio a tavola. Tutti ammutoliti tranne una chade veterana e suo marito sakkan, più veterano di lei, che ridacchiavano. A un certo punto, la giovane donna nippo-americo-italiana dinanzi a me, mi guarda negli occhi e mi dice (in italiano): "Sai Gualtiero, tu sei il primo vero otaku che vedo. Perché quando parli di queste cose si vede che lo fai perché ti piacciono, non per apparire, anzi, anche se ti senti di apparire ridicolo". Le risposi che non sapevo se vi avesse inteso un complimento o un insulto, ma lo prendevo di buon grado in ogni caso. Il fatto è che sotto sotto sono ancora così. Quindi mi stranisce vedere, da un lato, i "nuovi appassionati" per cui le principesse Disney e Nadia e Asuka non sono cose ossimoriche, ma ancor più dall'altro vedere dei "vecchi appassionati" come me che tanto ora sono stati riassorbiti nell'alveolo dei normie, e stanno lì a far battute su calcio, Sanremo e cazzate varie, magari facendo montaggi con personaggi di anime. Che ridere. Al comiket di capodanno 2007, e io mi trovavo lì al Tokyo Big Sight, uscì la prima edizione (autoprodotta) del libro di Okada Toshio "Otaku ha sudeni shindeiru". Se ben ricordo, uno dei tormentoni di quella fiera era "Mai fidarsi di un otaku che ha meno di quarant'anni". Come dicevo, era il 2007. E 2007-40=1967. Sarei tagliato fuori anche io (1976). Ma chissà, forse questa cosa in Italia ha avuto una buona decade di ritardo. Il mio amico Francesco Messina ne ha scritto un bell'articolo sul suo blog, e io ho imbrattato varie "pagine", in questo stesso forum nel corso degli anni. O forse ero atipico io fin da principio, che ero un appassionato di anime, manga, videogiochi e filosofia - prima di Eva, intendo – e già quando muovevo i primi passi nel settore certi miei colleghi mi chiedevano cosa ci facessi io lì. La mia consorte me lo chiede ancora, il che è più significativo e più grave. E probabilmente anche questo articolo non verrà affatto capito. E va bene così. Oltre all'essere stato atipico sin da piccolo, il non essere compresi è un gran bel privilegio dei vecchi. Cosa che, per fortuna, mi sento di essere da tempo. Spero di sì. Non del tutto a vuoto.
  15. Shito

    BASTARD!!

    In effetti erano 29 anni fa. Ricordo bene quell'estate, e quelle 10.000 lire. :-) Certo che in quell'edizione di traslitterazioni di nomi non ne avevano presa una che fosse una... :-/
  16. Shito

    Yamato Video - News

    Gli "appassionati di animazione" finiscono insieme con i formati fisici, temo. Si è trattato di una parentesi breve ma intensa. Soprattutto breve.
  17. Shito

    Yamato Video - News

    Non mancare di farmi sapere cosa penso dell'edizione italiana, essendo un titolo Yamato questo è il thread giusto. :-)
  18. Shito

    Yamato Video - News

    Nel 2019 rividi Alps no Shoujo Heidi e Akage no Anne. In giapponese. E forse ne ho capito qualcosa. Non linguisticamente, intendo. I dialoghi li capivo. Dico contenutisticamente. Ma io sono tardo, si sa. Devo tornare alla Regia Astronautica.
  19. Con DeepFake qualcuno ha già fatto Robocop3 con Peter Weller. Cut&Paste potrebbe essere il futuro del "cinema". Mimi, stuntmen, e volti da copertina.
  20. Shito

    Yamato Video - News

    Non ho mai creduto il contrario, certo.
  21. Shito

    Yamato Video - News

    Ma sono generoso. :-) In più, quello che scrivo, foss'anche rivolto a te (come nel caso), è sempre disponibile alla lettura di tutti, dacché scrivo su un forum pubblico. E infatti, anche se non l'hai chiesto a me, Colorful è un film intelligente. Valeva la pena scriverlo.
  22. Shito

    Yamato Video - News

    È un film intelligente.
  23. Shito

    Yamato Video - News

    Come tutti. Ma, per fortuna, il giudizio umano sulle persone e sulle opere d'umano ingegno non si basa sull'elemento statistico. :-) O almeno non dovrebbe. Secondo me.
  24. Shito

    Yamato Video - News

    Lo sai che il box di Eva ha venduto nella sola Italia più del doppio che in tutta l'America? E più del doppio che in ciascuno di tutti gli altri territori Europei? Quindi, non solo il best seller dei tempi era anche un piccolo lusso, un oggetto del desiderio, che il pubblico voleva permettersi al punto che vendeva facilmente 5x di quanto vendevano gli altri titoli, aiutava un'azienda per introiti e un mercato per acquisti sublimativi della sua assenza, ma ancora oggi la sua "mitologia" continua a vendere. Ripeto, in Italia più del doppio che in tutta l?America, e non l'avevamo sublicenziato dall'America. Parli di "mercato, mercato, mercato", ma che ne sai, davvero? Sai quante altre cose furono editate ai tempi, da Dynamic Italia, GRAZIE agli introiti di Eva? Sai quale spinto quel piccolo "fenomeno" diede all'azienda, e quindi al piccolo mercato in cui l'azienda si muoveva? Sai quale leva la vendita (ritardata) di quel prodotto fu sulle trattative con MTV? E sai quanta base stilistica e di modello di lavoro, ai tempi, stabilì quella lavorazione nell'azienda che avevo contribuito a fondare operativamente e creativamente? Quantomeno Escalfowne, Lain, Nadeshiko vennero acquisiti per replicare "il modello Eva", dico all'interno dell'azienda e dei suoi piani. Infatti su Escaflowne ancora mi occupai dell'impostazione grafica delle fascette, con il "compendium" dentro, anche se non ai livelli di Eva. E dapprima ache Escaflowne lo curai personalissimamente io, proprio come Eva. Perché Eva aveva funzionato a quel modo, con quelle scelte. E ancora oggi, quella "mitologia di prodotto" fa vendere in Italia più di 2x che in territori infinitamente più vasti. Quindi forse sì, le scelte furono GENIALI, costi e tempi. Questo stando ai fatti, dico. Poi come opinioni ciascuno ha le sue, ma i fatti parlano una lingua incontrovertibile che si chiama "realtà". Fattene una ragione, tu stai solo rosicando perché ai tempi sganciasti quei soldi, no? E non credo ti avessero minacciato con una pistola alla tempia, no? Quindi vedi che avevo ragione? Li hai sganciati. E adesso, il box, l'hai comprato? Vedi che la realtà parla? Se ho ragione, tu ti lamenti ma sei il campione prototipo del successo che creai. I soldi di chi si lamenta sono buoni quanto i soldi di chi gioisce. Anzi, in genere è proprio chi disprezza a comprare. Vecchi adagio, sempre veritiero.
  25. Shito

    Yamato Video - News

    Tutto giusto, Shu. La versione tl;dr per me: "non esiste un'indagine di mercato gratis, se lo credi stai sorbendo dei risultati drogati prendendoli per buoni, e peste te ne incoglierà". Sul breve periodo, e sul lungo ancor più.
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