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Roger: sì ma la botte è il prodotto, il cerchio sono io, e come ho scritto il mio gusto di oggi non c'entra niente con un'opera che chiaramente non dovrebbe intendersi come rivolta a me. Girellaro non credo proprio, dato che Bastard!! lo lessi finché era Granata Press (lol le cover con i frame dell'anime dei tempi), poi basta, ma non mi interessò mai più. Democristiano boh, mai capito cosa voglia davvero dire nella mente di chi usa quella parola in maniera casuale, ma in effetti non sono neppure cristiano (in teoria), e molti sostengono che io sia un nemico della democrazia as-is. Anche io concordo che questa trasposizione animata paia azzeccata, però. In sostanza, questo.
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Sì, è roba volgare, ma l'opera originale era così, quindi chi la conosce sa cosa aspettarsi - e comunque è coerente con i suoi natali. Anche l'atmosfera generale da metal-rock-e-le-sue-groupies mi pare ci sia. Quindi direi che come trasposizione animata sembra azzeccata. Non il mio genere a 45 anni, era il mio genere a 15 anni... ma ok, questo non vuol direi niente. :-)
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Strappare Lungo i Bordi - transustanziazione di una generazione autoreferenziale
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Sentendo la batttua dello schivare la vita mi sono ricordato chi è il doppiatore: Valerio Mastrandea, BRAVISSIMO sulla parte. BTW: "...the farting hunckback" seriously cracked me up. XD -
Strappare Lungo i Bordi - transustanziazione di una generazione autoreferenziale
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Del successo non so, ma da italiano ti posso dire che a tutta prima non avevo capito, e ancora trovo strano "lungo i bordi" - perché poi si tratta di strappare lungo la linea tratteggiata. Se sono "bordi" sono già "tagliati", no? Al massimo dire "lungo i contorni". Beh, in inglese i "bordi" sono diventati "the dotted line", lol. -
Strappare Lungo i Bordi - transustanziazione di una generazione autoreferenziale
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Prima ancora ci sono i primi esperimenti animati, assolutamente fatti in casa (sono filmati dallo schermo computer di casa, si vede). I primi esperimenti sono così (5 agosto 2018): Da qui, i corti visti in TV di "Rebibbia Quarantine". Si tratta non di una storia a puntante, ma di "strisce animate", direi, fatte nello stesso modo dei primi esperimenti ma con un po' di esperienza. L'occasione produttiva posso immaginare essersi creata sempre tramite Makkox. Almeno un episodio che poi ritroviamo in "Strappare lungo i bordi". Un altro transfugo dai corti di "Rebibbia Quarantine" a "Stappare lungo i bordi" credo sia "la crostata al Cardamomo", e si notano quindi quelle due tendenza che dicevo apprezzare di Zercalcare, ovvero il saper valorizzare le sue cose, e il saper valorizzare i suoi contatti nel tempo (Makkox), ma sulla serie rilancio le mie precedenti osservazioni: Parlando dei contenuti di "Strappare lungo i bordi" è vero, come dissi da principio, che il tema principale della morte di un amico ricorda quello di "La profezia dell'armadillo", e i toni di riconsiderazione della vita ricordano quelli di "MAcerie Prime", ma nel caso de "La profezia dell'armadillo" il protagonista viene toccato dalla notizia della morte Camille (pron: Camijə), una sua amica dei tempi delle superiori. Nel caso del molto più avanzato (nel tempo e nella crescita) "Macerie Prime", l'autore racconta "come sono andati avanti nella vita" i suoi amici intorno a lui. In mezzo a questi due momenti ci sta quella presa di coscienza che è mirabilmente espressa nella striscia intitolata "La paura più grande". Essenzialmente, in "Strappare lungo i bordi" l'autore affronta sì il lutto, o meglio l'elaborazione de lutto, di un'amica - ma con lo stato mentale più cresciuto che da post-Macerie-Prime. La questione del lutto dell'amica (morta per anoressia in un caso, sucida in un altro) è in comune, ma non è affatto la stessa cosa, e soprattutto non viene vissuta allo stesso modo dal protagonista. In questo senso, "Strappare lungo i bordi" avrebbe potuto essere un fumetto ed essere chiamato "Macerie Seconde: il viaggio". -
Strappare Lungo i Bordi - transustanziazione di una generazione autoreferenziale
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Credo che "Undici" e "Un polpo alla gola" non siano mai comparsi come storie sul blog - però quei due libri non li ho mai letti. Non so quale sia uscito prima, ma sicuramente entrambi quando il blog era attivo. Lo stesso per il successivo "Dimentica il mio nome", che ho letto. Poi ci fu da un lato "Kobane Calling" (una parte era comparsa su Internazionale), e un libro di raccolta dal blog "Ogni maledetto lunedì su due" - non so se fosse il primo vero libro di "raccolta" dal blog, credo di sì. Di seguito il blog terminò, proprio all'ideale incipt di "Macerie Prime", credo che l'ultima storia preludesse al matrimonio di un suo amico, non so se poi reinserita in "Macerie Prime" o qualche altro libro di miscellanea. Per quanto riguarda il primo libro, credo che l'incipit (qualche episodio) fosse sul "vecchio" blog di ink4riot, poi l'edizione autoprodotta con Makkox aggiungeva tutta la storia "unita", ridisegnando gli episodi vecchi. Questo a memoria. -
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Però il doppiaggio dell'armadillo nella serie animata secondo me è grandioso. Non mi sovviene - davvero - il nome dell'attore. :-) Credo che i primi libri fossero tipo: uno inedito, uno di raccolte dal blog, uno inedito, uno di raccolte dal blog, uno inedito... il blog non c'è più (ma storie erano state pubblicate altrove, che sia Internazionale, che sia qualche sito di cinema, ecc). -
I paralipomeni della apostolomachia (versione restaurata)
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Oh, sì, le traduzioni di Kanemitsu erano materiale di riferimento interno. E sono diverse sia dal doppiato che dai sub inglesi di Netflix.- 1790 risposte
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Le pagine tratte dal web/blog "antico" di ZeroCalacre, che si chiamava ink4riot, contenevano storielle. Le prime, come quelle su Camille, diventarono poi parte del primo libro, ma completamente ridisegnate. Sulle date francamente non mi sono mai interessato, ma mi pare di aver capito che fu con "canemucco" che Michele Rech conobbe Makkox, che poi pubblicò il suo primo libro in versione "autoprodotta". In effetti questa è un'altra cosa che mi piace di Michele Rech, ovvero la capacità di individuare persone con cui s trova bene, con cui ha un rapporto. Dicevo Makkox, ma lo stesso vale anche per quell'attore che gli chiese i diritti per fare il film live del primo libro, e che poi ha doppiato l'armadillo nella serie animata. Credo che questa capacità di saper tenere vicino persone incontrate anche per caso, ma con cui si è stabilito un rapporto, sia molto bella ed importante. Nella vita. Come ance il saper dare valore a quello che si fa. So che molti hanno criticato, o criticano, Michele Rech per il suo pubblicare libri di raccolte di fumetti già comparsi altrove. A me pare una cosa bellissima. Io per esempio non sono capace, Ho scritto qui e lì cose, e ci sono editori o conoscenti o comunque persone vicine che mi hanno chiesto di scrivere – o raccogliere niei scritti, ma non ci riesco mai, condannadnole all'estemporaneità. :-/ -
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In realtà, quello che dici secondo me è vero a metà. Nel caso de "La profezia dell'armadillo" (sia versione originale autoprodotta che versione ridisegnata da zero) il protagonista viene toccato dalla notizia della morte Camille (pron: Camijə), una sua amica dei tempi delle superiori. Nel caso del molto più avanzato (nel tempo e nella crescia) "Macerie Prime", l'autore racconta "come sono andati avanti nella vita" i suoi amici intorno a lui. (capirete perché dicevo che in mezzo ci sta "La paura più grande") Essenzialmente, in "Strappare lungo i bordi" l'autore affronta sì il lutto, o meglio l'elaborazione de lutto, di un'amica - ma con lo stato mentale più cresciuto che da post-Macerie-Prime. La questione del lutto dell'amica (morta per anoressia in un caso, sucida in un altro) è in comune, ma non è affatto la stessa cosa, e soprattutto non viene vissuta allo stesso modo dal protagonista. In questo senso, "Strappare lungo i bordi" avrebbe potuto essere un fumetto ed essere chiamato "Macerie Seconde: il viaggio". Per la cronaca, questa è secondo me la migliore vignetta (in realtà una splash-page) mai realizzata dall'autore: "Per questa notte i demoni ce li lasciamo fuori dalla porta", aveva detto all'amica. Una cosa simile accadrà anche in "Strappare lungo i bordi", quando lui va di notte dall'amica, e l'Armadillo [la sua coscienza] resta letteralmente a casa, lasciandolo "solo". Come si vede, già dal primo libro l'evoluzione stilistica dell'autore c'è ed eccome, ecco una tavola più recente: Ma se proviamo a paragonarlo con una tavola del primo libro in versione autoprodotta, ridisegnata da zero (ahah) per Bao, il balzo è ancora più notevole: D'altro canto, a parer mio dapprima la vulgata romanesca era molto meno presente: Versione pre-libro: Anche questo fatto, del non-rispondere al messaggio, tornerà in "Strappare lungo i bordi" in un'esprienza passata (flashback) del protagonista. Si nota anche che "elucubrazioni" è diventato "dilemmi". E no, non sono sinonimi. :-) Anche questa tavola di flashback in versione orinale preenta un "giovane Calcare" molto meno fumettoso e molto più realistico dei successivi, e usa il nome vero: -
I paralipomeni della apostolomachia (versione restaurata)
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Io le traduzioni di Kanemitsu le ho lette, e posso dire che sono straordinarie.- 1790 risposte
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Shu, per carità, non parlavo delle ragioni del successo di Zerocalcare. Non sono un analista, critico spesso chi tra i miei detrattori non si accorge di parlare indebitamente per un gruppo, e non mi leggerai (leggerete) fare nient'altro che parlare per me, pour moi, per Shitarello - che non conta un ca**o, e meno male, e così sia. Io so cos'è Rebibbia perché lavoro da 25 anni a Roma, non ci sono mai stato e non mi interessa. Come ho detto ci sono tre grosse cose che mi risultano sgradevoli nella cifra delle opere di Zerocalcare, che mi venne dapprima fatto conoscere da Garion - un pavese, e di cui (ZC) a tutta prima pensai male (come autore, come opere). Poi ne ho letto qualcosa di più e ho trovato dei punti di interesse che mi hanno fatto leggere ancora di più, non tutto e forse neanche una metà della sua produzione, ma restano cose che mi risultano sgradevoli e cose che mi entusiasmano. Le cose che mi risultano sgradevoli sono 1) il romanesco, 2) il turpiloquio, 3) l'uso di elementi metanarrativi subculturali postmoderni. Questa cosa se ben ricordo mi capitò di dirla proprio a Michele, una volta a Lucca, che lo incontrai fuori orario mentre stava recuperando roba sua allo stand dell'editore, credo. Quando gli ho detto così, doveva ancora pubblicare Kobane Calling, lui mi disse tipo "eh vabbé ma allora che ci resta?" (nel senso: se non ti piacciono quelle cose che ci resta, nelle mie opere?). La mia risposta, che diedi a lui ora, vale ancora: restano le cose che mi piacciono tanto di lui [delle sue opere], il fatto che è palesemente una persona gentile, e che è una persona intelligente. Che sia una persona gentile per me si vede da come disegna i suoi personaggi femminili, e i bambini. Che sia una persona intelligente lo si legge dall'uso che fa del suo bagaglio culturale, l'uso più sottile - come l'Emilio di cui sopra. E gli dissi che questa combinazione faceva sì che anche quando esprimeva delle posizioni diametralmente opposte alle mie su un dato argomento, mi venisse voglia di capire la sua posizione, mettendomici in ideale dialogo. Gli dissi anche che era nella natura delle cose che preso si sarebbe dedicato a temi più seri, e lui mi disse "eh, ma ora sto scrivendo una cosa sulla guerra nel Rojava". Risposti: "una simile evoluzione nei tuoi contenuti era inevitabile." - Ci salutammo così. Poi ci rincontrammo all'uscita del Cinema Moderno a Roma, io uscivo e lui entrava, per La tomba delle lucciole. Era di nuovo da solo, lo riconobbi, scambiammo qualche parola, tra cui "eh, io ci sto proprio in fissa per 'ste cose" . Inutile dire a chi appartenesse la battuta in questione. :-) Questo, tornando a Shuji, sta a dire che io non so perché "agli altri" piaccia Zerocalcare. Non so perché "alla maggioranza" piaccia Zerocalcare. Non so quale sia la ragione, il segreto del suo successo. E francamente non me ne importa un fico. Quello che so è cosa mi piace e cosa non mi piace delle opere di Zerocalcare, so quale è il bilancio, e so quindi che probabilmente vedrò altre sue cose, senza fare file per accaparrarmele. Per il mercato, il segreto del successo è spesso una "fortunosa congiuntura" tra valore reale dell'artista e sua commercializzazione (quindi incontro con l'eitore giust), più un "momento giusto nella società giust". In fondo non fu così anche per Evangelion, in Giappone - per dire di "fenomeni". In fondo, mi dico, è sempre così. Col che intendo che alla base Michele Rech ha una grande capacità espressiva, e anche narrativa -io non sarei mai capace di fare nulla di quello che fa lui - io per uno, che sono nessuno. Il mio vanto, anche se ogni tanto ci siamo scambiati messaggi con il cellulare (e ultimamente non risponde mai, ma sarà ben più impegnato di me), è che non gli ho mai, mai chiesto un "disegnetto" né gli ho mai proposto un "accollo". Ma la cosa più divertente è ovviamente questa: Perché anche se molti l'hanno preso come un "attacco", a me sembra da sempre e sempre una "difesa" di Shitarello. Come dire "un povero abruzzese s'è tanto impegnato per parlare forbito, e ancora hanno da rompergli le scatole" Che è francamente lol, nella discomunicazione polarizzata che se ne ebbe. Per restare in topic, chiaramente, aveva ragione Richelieu. E leggere per capire è sempre difficile. Ma soprattutto, cos'ha in mano l'UnitàPrima? Un "sercio"? Il momento sembra amletico, però... ...però l'altra cosa che mi piace tanto di Zerocalcare è che lui le cose le fa. La sua serie animata l'ha fatta, dopo aver provato in solitaria con degli esperimenti rudimentali, e poi con dei corti immagino in quasi solitaria, e poi ha trovato modo di farsi produrre una cosa francamente ammirevole da così tanti punti di vista che non ho neppure voglia di enumerarli. Perché, soprattutto, lui l'ha fatto. PS Sì, mi piacerebbe provare a fare una versione non-romanesca, non-volgare di un suo fumetto - anche solo per gioco, lol. -
Strappare Lungo i Bordi - transustanziazione di una generazione autoreferenziale
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C'è una cosa che cito sempre, perché secondo me è quanto di più bello abbia fatto Michele, perché è vero e intenso e onesto e genuino, ed è la storia a fumetti "La paura più grande", pubblicata dapprima sul suo blog, poi su un suo libro - ma non so quale. Ve la LINKO. Quella storia si colloca perfettamente tra "La profezia dell'armadillo" [ l'eco del ticchettìo cdel tempo che passa, e che molto presto è troppo tardi ] e "Macerie Prime" [la vita che è andata avanti intorno a te, e il tuo fortino sembra crollarti addosso]. Michele ha detto spesso che lui è una persona che vive dei suoi sensi di colpa. Il che è molto evidente nei suoi fumetti, proprio in tutti. Ma la riflessione fondamentale è che i sensi di colpa, per quanto gravosi, sono legami col passato. Ti riportano al passato. Suppongo che la cosa davvero difficile sia dover accettare di andare avanti, quando si ha la sensazione che quello che ci aspetta [il futuro, l'adultità] sia molto peggio di quello che ci si lascia alle spalle [il passato, l'infanzia]. Nella mia teoria, infanzie felici fanno generazioni di adulti fiacchi, infanzie dolorose fanno generazioni di adulti volitivi. Si tratta di un modello veramente generico, con tutti i suoi limiti, ma avrei esempi che vanno da Nerone alla Domus Aurea a Ludwig II nei suoi castelli fatati a Micheal Jackson a Neverland. E io stesso, nel mio insignificante piccolo, come prototipo del "figlio di boomer" mi metto nel primo gruppo, ecco. PS: Io di quel fumetto adoro il fatto che il bimbo di chiami "Emilio". No, non penso sia un caso. C'è anche il coccodrillo di Peter Pan, sì. E c'è l'Emile. Con pari genuinità, credo. LaFontaine in trasferta a Grottaferrata è anche caruccio, volendo. PS2: Fu con quel fumettino che scoprii che Cthulu ha a che fare con gli Annunaki, forse? PS3 In ogni caso, penso che lì ci sia tutta la cifra stilistica di Michele. Ed è la stessa cosa che capita con la Ragazza-Topo nella serie animata, eh. LA stess epifania: non il tempo che passa, ma il tempo che è passato. Si noti che il consiglio del coccdrillo alla fine è quello che ha portato ESATTAMENTE a "Macerie Prime" e a "Strappare lungo i bordi". Senz'altro il nostro Zerocalcare sta tentando di razzolare come predicava. Infatti, alla fine della serie animata, c'è una scena di lui che rosica in casa sua attrezzata come un set - presumibilmente come avranno fatto per girare "Un giorno con Zerocalcare" (o come si chiama), un bel "dietro le quinte". Tutto ha un costo. -
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Wow, non lo sapevo! Tra Totti e Touji, congratulazioni - insomma! -
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Capisco tutto il discorso. E lo condivido, volendo, perché ripeto: "a me le rimasticazioni subculturali non piacciono". Ho la sensazione, e potrei sbagliare, che a me come a te piacciono le citazioni, non le appropriazioni di elementi narrativi altrui, Quindi che so, ricordo che in Nathan Never c'era una tuta spaziale che si chiamava tipo Hanson-Tomino, e ok. Ovviamente gli atlantidi in Nadia vengono dalla Nebulosa M66, e ok. La data del Second Impact viene da dove viene, e lo sappiamo, cose grosse quel dì sulla Luna. Ma sono tutte citazioni. Non sono pezzi presi di peso e messi in una nuova narrazione a scopo strumentale. La cosa su cui mi pare io e te divergiamo è lo spirito con cui Zerocalcare opera quello che tu hai definito "appropriazione culturale", io ho chiamato "autostoppismo narrativo". Il punto è che la tua terminologia fa pensare a una cosa studiata e anche un po' bieca, come se io che sono Shitarello ora facessi lo "streamer" e in barba al fatto che non mi sento in alcun modo legato a "le principesse Disney" ne facessi una bandiera, perché so che sono popolari. Non mi pare questo il caso di Zerocalcare, che mi sembra si esprima mettendo strumentalmente in scena "pezzi" di cui è proprio fatta la sua materia mentale. Il che apre le danze a tutta un'altra più lunga e serie di paradossi, ma dicevo di voler rimanere ordinato. Anche l fatto che lui parli di "sirio di dragone", ovvero proprio a livello basico, per me sta a dire solo "era un mio tormentone di infanzia". Un po' come era, forse Ken il Guerriero per una generazione subito precedente, nella sua versione italica. Sai qual'è la differenza, Shuji? IL CARATTERE! Tipo. Se sei di Roma, sono sicuro che tu possa cogliere, o forse sono io che di Roma frequentavo solo certi circoli intorno a una certa sala giuochi ad Arco di Travertino. A me pare che tu legga con una certa "malignità" il modo di essere narrativo di Zerocalcare, ecco. E quel modo narrativo a me non piace, ma davvero ne vedo l'onestà: tutti gli animali ci sono perché da piccolo adorava andare allo zoo con la nonna, e i pezzi di roba pop-televisiva ci sono perché è stato un bimbo italiano dinanzi a quella generazione - che io identifico molto con "il GameBoy", guarda caso un altro dei suoi feticci, per me una cosa del mio cuginetto più piccolo. Guardando le cose di Michele Rech sento molto una frattura generazionale, o forse solo mia, in cui per me le cose "subculturali" sono in un angolo, una stanza chiusa, "fuori della vita". Una specie di sacrario, se vogliamo, ma del tutto avulso dalla quotidianità. Mi pare invece che generazioni successive abbiano del tutto attuato una fusione di quelle nel loro quotidiano a livello di linguaggio. E se guardo cose di persone ancora pù giovani di Zerocalcare, fino alle peggiori meme da FB, mi pare proprio così. Questo mi riporta a T.S.Eliot. Per dire che se vedessi un affiatato duo di amici, nella realtà, non direi mai "wow, siete proprio Batman e Robin" (per dire ci un classico subculturale precedente alla mia nascita, quindi da me conosciuto come "pregresso" ovvero "già dato"), e non direi mai neppure "wow come Dylan Dog e Grouchi", semmai penserei ad Achille e Patroclo, a Morgante e Margutte, a Don Quixotte e Sanch, a Garguantuà e Pantagruele persino - perché per me gli archetipi sono solo gli archetipi culturali, e la subcultura deve starsene all'angolo. Che sì, la donna dello Stilnovismo era una "waifu", forse, ma non userei questo argomento quando spiego la secondo me FOLLIA della lettura contemporanea invertita del più celebre verso del canto di Paolo&Francesca - sul quale sono tipo Biglino. Forse Zerocalcare darebbe a Paolo&Francesca i volti di Oscar e Andrè, però. O di Marie Antoinette e Fersen, magari. Del resto la sua formazione culturale è italofrancese. E questo sì, lo capisco, perché per un quarto almeno è stato così anche per me. Shu, a te piaceva Robert Miles? Io l'ho scoperto col ritornello del tema di Rock Howard. Che ha la faccia di Nagisa Kaworu, si capisce. E dico, CHILDREN. Fourth Children, soprattutto. ^^; -
Come mettere un soggetto corpulento del Giudizio Universale tra gli ignudi più snelli della Volta Sistina, eh? Al di là delle preferenze individuali e degli studi anche approfonditi dell'evoluzione dell'autore, l'evoluzione esiste nel tempo. Non a caso.
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Eh, il che è comprensibile – per carità – e chi sono io per criticare che non so disegnare manco l'omino col pallino e le stanghette, ma... resta un'incoerenza diacronica obiettiva. Suppongo sia molto difficile portare davvero avanti a lungo una narrativa, specie giovanile, e poi concluderla compiutamente in età più adulta. Proprio nel mondo dei manga abbiamo brillanti esempi di simili difficoltà. Con il senno di poi, Bastard!! sarebbe stato forse idealmente chiuso con Anslasax, in fondo – e parlo del manga – e poi l'autore avrebbe potuto dedicarsi ad altro, a qualcosa di nuovo e diverso. Ma del resto, ci sono non pochi autori che sentono di avere da dir e raccontare una cosa sola, e quini l'opera unica diventa l'opera omnia, e in questo allargarsi spesso si perde la bussola, tra i naturali cambiamenti nel tempo della persona.
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topic ha risposto a Shito in una mtpgpp nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Sì, il discorso che faceva Shuji sulla "appropriazione culturale" è stato per me interessante. Non conoscevo questo concetto. Seguendo in link fornito da Shuji stesso sono andato a leggerne qualcosa. Ma non mi pare il caso di Zerocalcare, principalmente per due motivi: 1) l'uso di "miti postmoderni" che Zerocalcare fa non mi pare altro che basato su una conoscenza sua propria, e nativa, degli stessi - non parlerei quindi di "appropriazione", perché gli sono propri da principio, e 2) non mi pare che Zerocalcare ne faccia un uso strumentale preordinato e calcolato, mi sembrano semplicemente suoi referenti interiori. Che parli dello Slime Pit dei Masters of the Universe, che si tratti del poster della Stella della Senna alle spalle della piccola Sarah che studia, che metta in scena alcuni personaggi di Star Wars (più o meno rielaborati nei loro stilemi archetipali), io vedo esattamente quello che la proto-GAiNAX faceva ai tempi dei duo DAICON o.a. - ovvero la rielaborazione genuina. Nel caso dei corti della DAICON, si trattava del 95% della materia narrativa usata (è una narrazione c'era, sì). Nel caso dei fumetti e poi della serie animata di Zerocalcare si tratta, mi pare, di una componente diffusa e disciolta all'interno di narrazioni di stampo sociale autobiografico, ma la cosa mi pare altrettanto – se non più – genuina. Shuji: certamente che queste sono cose generazionalmente "molto comuni", e infatti – non a caso – da molti Michele Rech viene inneggiato come nuovo intellettuale di quella generazione. Ora, a me quell'uso narrativo di "pezzi di postmodernità" (e farne quel tipo di uso è cosa terribilmente postmoderna in sé) non piace, ma questo non significa nulla - ovviamente. Per quanto abbia spiegato le ragioni del mio personale non apprezzamento di quell'elemento narrativo. In ogni caso, non vedo in alcun modo un caso di "appropriazione culturale" nelle opere di Zerocalcare, per come tu mi hai spiegato cosa sia e per come io ho poi seguito le tue indicazioni per capirlo un po' meglio. Mi vengono in mente casi che io stesso definirei "di appropriazione culturale", ma sicuramente non Zerocalcare, e non ne parlo qui perché trovo sensate le richieste di Gara - che ringrazio per l'opportunissimo split. :-) Magari non ho capito niente, caso in cui ti chiedo ulteriori lumi. Ma per capirci, se al posto di Zerocalcare ci fosse Zeroshito, beh le storie dovrebbero essere piene zeppe di citazioni da videogiochi da sala ottantini e novantini, suppongo. Ognuno ha il suo retroterra consumistico, no? Ma non è che il rigurgito di quelli, per quanto sgradevole per taluni (come per me), sia meno che genuino, ecco. Per quanto riguarda il discorso diciamo "politoco" (ho messo le virgolette) la cosa è ancora più interessante, perché ho la sensazione che il concetto stesso di "politica" sia molti diverso a seconda della generazione a cui si appartiene. E io sono vecchio, Shuji persino antico, Zerocalcare incomincia ora a essere un po' attempato. Anche di questo mi piacerebbe parlare con voi, ma con ordine, quindi per ora non metto altra carne sul fuoco. :-) -
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topic ha risposto a Shito in una Tetsuo nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Scusa se sono tardo, mi sono perso. Potresti spiegarmi meglio il tuo pensiero? Soprattutto "negli anni ha fatto dell'appropriazione culturale la ragione del proprio essere" - cosa intendi? -
Per restare sui (graditi) termini freudiani, io vedo questa ambivalenza distonica pressoché psicotica di una società che riscopre gli achetipi di Basile/Vasile pre-Grimm ma poi OMG i baci non consenzienti sulle belle addormentate.
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topic ha risposto a Shito in una Tetsuo nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Io conosco HPL davvero per caso, credo che me ne parlò un amico alle scuole medie che era appassionato di letteratura horror, insieme a LeFanu, Polidori e altri. In ogni caso, sia per estrazione letteraria che per epoca ('80-primi-'90) credo che HPL sia un po' un "quarto di nobiltà" nerdica, e lo dico con tutto l'affetto del mondo. C'è poi il fatto che HPL mi pare fondere due elementi nerdoni, ovvero la fantascienza cosmica e la mitologia antica, con qualcosa di orrifico a glassa del tutto. Ai tempi anche avere letto "Monna Lisa Cyberpunk" faceva molto gran visir dei nerd, quando "cyberspazio" era una parola ancora così nuova e si credeva che "Koukaku Kidoutai" volesse dire "Squadra Speciale Ghost" - ma quando mai? In realtà significava "protesi di silicone in full power", ma ai tempi il giapponese era ancora una lingua esotica. Un pochino, forse ma non so, anche E.A.Poe è un po' da nerd-posh. Forse ma forse. Ditemi voi. Di Poe (che mi fu presentato dallo stesso amico) qualcosina lessi più tardi, ma a causa degli Alan Parson Project e poi, beh, Nabokov. No more. Nevermore. Ora che mi ci fai pensare, forse il secondo speciale, ovvero quello a mio dire obbro-briosamente disegnato da Attilio Micheluzzi, pure mi portò un poco a indagare su HPL. Noto che questa pagina di thread è scivolata verso un consesso di otaku d'antan (tautologia). Mi piace. :-) -
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topic ha risposto a Shito in una Tetsuo nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Non so, a me Lovecraft, che è un autore letterario, pare già un po' particolare. Le basi del nerdismo sono forse Star Wars e altre bambinate holliwoodiane, poi elevate a feticci postmoderni per "giovani adulti" (ossimoro), che non a caso mi paiono ben più citate da Zerocalcare che HPL. Infatti la sua mi pare non solo una boutade, ma la tipica boutade fatta in quel modo in cui "ci si da un tono" all'interno di un determinato ambiente subculturale. Tutto molto tipico, direi. Strizzi l'occhio al pubblico con i Masters of the Universe, con Darth Vader, col Piccolo Mugnaio Bianco e Clementina (in genere senza sapere dell'autrice Nidasio, però) e i Pan di Stelle, con il GameBoy, e poi te la tiri con Lovecraft. Booooring. :-) Se le parole scritte occupano una superficie superiore a quella occupata dai disegni, non è vero "nerdismo" postmoderno - temo. Infatti, le graphic novel.... lol. -
Guarda, sono d'accordissimo con te, qui con me sfondi la Breccia di Porta Pia - ma io personalmente sono particolarmente interessato ai culti misterici Orfici e Eleusini soprattutto, quindi se parliamo di kore, beh, Persephone è LA kore. E parliamo di culti di originie direi micenea, quindi persino pre-ellenica, che ritengo alla base dei riti massonici (la spiga è Cerere è Demetra). Ora però il punto non sono io, che pure trovo volgare il Ratto di Proserpina berniniano, mentre adoro quello delle Sabine di Jean de Boulogne, e ritengo persino elegante il Perseo Trionfante di Cellini, lì accanto. Il punto è il "comune sentire" del "popolo" (di internette?) nell'anno 2022A.D. - a cui non bisogna spiegare, mi raccomando, cosa vuol dire "A.D."
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topic ha risposto a Shito in una Tetsuo nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Sì, ricordo quella boutade, ma resta comunque una boutade. Nulla da eccepire alla legittimissima libertà espressiva ed autoriale di Zerocalcare, comunque. Parlavo semplicemente delle mie personali, e per questo insignificanti, inclinazioni. :-) Allo stesso tempo, ci sno cose nelle sue opere che mi paiono davvero valide e che quindi me ne hanno fatte fruire (ad apprezzare) svariate. Una cosa onestamente umana. -
Perché Yoko (che per quanto giovane è comunque procace) che bacia Rusie (del tutto infantile) in modo pressoché unilaterale è ancora OK nel 2022? E il fatto che la sua (di lei) verginità sia un presupposto fondante dell'intreccio?