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Differenza tra Arte ed Intrattenimento


kache

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Da quando ho letto i due( 1 e 2) post sul blog di Shito continuo a pensare alla differenza tra arte e puro intrattenimento.

Purtroppo non sono molto bravo a trasporre i miei pensieri in parole, ma farò del mio meglio:

Non può esistere un 'bello umano privo di significato', sarebbe un controsenso.

Ed è proprio qui che non sono d'accordo. Può esistere, e Bay ne è il massimo esponente. I suoi film, per quanto vuoti contenutisticamente sono belli, come dimostrano gli enormi incassi al boxoffice.

Mi lego a questo:

Quindi -realizzai in un istante- nessuno poteva 'amare' le opere di Miyazaki.

Se non le capisci, non le vedi per quello che sono. Quindi non ami quello che sono.

Ami l'idea di loro che tu ti sei fatto, ovvero un'immagine deformata creata DA TE.

Ovvero ami te stesso, ma non l'altro, non l'opera dell'altro.

E non sono d'accordo neanche qui. Perché il motivo per cui le persone guardano le opere d'intrattenimento( e i lavori di Miyazaki lo sono, in quanto utilizzano un medium di massa) è per sognare, per mettere qualcosa di se dentro quel prodotto.

Ed ecco perché i prodotti fondamentalmente vuoti hanno tanto successo. Non perché la gente ami la spazzatura, ma perché vuole avere qualcosa di bello esteticamente da riempire internamente con il proprio pensiero, con le proprie credenze, con la persona stessa. Perché l'individuo non vuole essere mero spettatore di quel mondo magico. Vuole esserci!

Ecco perché si chiama evadere dalla realtà, od immedesimarsi.

Ed ecco perché, dal mio modestissimo punto di vista, considero le opere d'intrattenimento più valevoli di quell'arte che tanto viene decantata, ma che vuole solo esprimere il suo autore, senza far sognare, ma condannando colui che vede/legge/ascolta ad un posto di mero osservatore/lettore/ascoltatore, e non protagonista.

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i Promessi Sposi non e' arte: e' solo un romanzetto da spiaggia scritto da un autore senza fantasia e dal contenuto nullo.

(scommetto che qualcuno, all'epoca, lo defini' in simil maniera)

 

 

also, i film di Alvaro Vitali ora sono arte.

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Ed ecco perché, dal mio modestissimo punto di vista, considero le opere d'intrattenimento più valevoli di quell'arte che tanto viene decantata, ma che vuole solo esprimere il suo autore, senza far sognare, ma condannando colui che vede/legge/ascolta ad un posto di mero osservatore/lettore/ascoltatore, e non protagonista.

 

allora, l'Arte non e' necessariamente da guardare in maniera "filologica", cioe' contestualizzandola con il tempo in cui e' stata creata, ma proprio perche' Arte (con la maiuscola) trascende il tempo ed e' fruibile a prescindere della contestualizzazione..

 

:prof:

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Ed ecco perché, dal mio modestissimo punto di vista, considero le opere d'intrattenimento più valevoli di quell'arte che tanto viene decantata, ma che vuole solo esprimere il suo autore, senza far sognare, ma condannando colui che vede/legge/ascolta ad un posto di mero osservatore/lettore/ascoltatore, e non protagonista.

 

allora, l'Arte non e' necessariamente da guardare in maniera "filologica", cioe' contestualizzandola con il tempo in cui e' stata creata, ma proprio perche' Arte (con la maiuscola) trascende il tempo ed e' fruibile a prescindere della contestualizzazione..

 

:prof:

Che è esattamente il contrario di ciò che dice Shito... :rotfl:

Cito:

Ogni arte è comunicazione, indi è un linguaggio. Se non lo si studia, se non lo si conosce, non lo si capisce. E' normale, no? Chi pretenderebbe di capire una lingua straniera senza averla prima studiata? E perché mai si pretenderebbe di capire un quadro senza aver studiato l'arte pittorica, o una sinfonia senza aver studiato musica, o l'opera di un autore senza aver studiato il contesto e l'intento di quell'autore?
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i Promessi Sposi non e' arte: e' solo un romanzetto da spiaggia scritto da un autore senza fantasia e dal contenuto nullo.

(scommetto che qualcuno, all'epoca, lo defini' in simil maniera)

 

Sicuramente è ampiamente sopravvalutato, un romanzo dove i personaggi interessanti sono solo quelli di contorno (la monaca di Monza, fra Cristoforo e l'Innominato) mentre i protagonisti sono insulsi a dir poco (Renzo e Lucia son due coglionazzi meritavano di affogarci in quel ramo del lago di Como e Don Rodrigo come cattivo fa davvero pena) significa che qualcosa non funziona... quando Manzoni ha sciacquato i panni in Arno doveva buttarcelo dentro 'sto romanzo

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Ed ecco perché, dal mio modestissimo punto di vista, considero le opere d'intrattenimento più valevoli di quell'arte che tanto viene decantata, ma che vuole solo esprimere il suo autore, senza far sognare, ma condannando colui che vede/legge/ascolta ad un posto di mero osservatore/lettore/ascoltatore, e non protagonista.

 

allora, l'Arte non e' necessariamente da guardare in maniera "filologica", cioe' contestualizzandola con il tempo in cui e' stata creata, ma proprio perche' Arte (con la maiuscola) trascende il tempo ed e' fruibile a prescindere della contestualizzazione..

 

:prof:

Che è esattamente il contrario di ciò che dice Shito... :rotfl:

Cito:

Ogni arte è comunicazione, indi è un linguaggio. Se non lo si studia, se non lo si conosce, non lo si capisce. E' normale, no? Chi pretenderebbe di capire una lingua straniera senza averla prima studiata? E perché mai si pretenderebbe di capire un quadro senza aver studiato l'arte pittorica, o una sinfonia senza aver studiato musica, o l'opera di un autore senza aver studiato il contesto e l'intento di quell'autore?

 

e infatti scito vuole contestualizzare le opere, e non dico sia un male, ma per l'Arte (con la maiuscola) non e' necessario, anche chi non ha mai studiato musica quando sente l'ultimo movimento della nona sinfonia di Beethoven resta a bocca aperta..

 

(parlando di scito m'e' venuto in mente questo, chissa' perche' :rotfl:)

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e infatti scito vuole contestualizzare le opere, e non dico sia un male, ma per l'Arte (con la maiuscola) non e' necessario, anche chi non ha mai studiato musica quando sente l'ultimo movimento della nona sinfonia di Beethoven resta a bocca aperta..

 

(parlando di scito m'e' venuto in mente questo, chissa' perche' :rotfl: )

 

Adesso stai generalizzando esageratamente.

Non puoi decidere tu che l'arte deve essere per forza di cose universale, può esserlo ma può non esserlo.

Sfido chiunque a dire, ad esempio, che i libri 1984 e la fattoria degli animali di Orwell non siano due due libri più importanti del secolo scorso, eppure se letti senza conoscere la storia e il contesto politico e sociale del periodo perdono buona parte del loro fascino.

Se si vuole davvero rispettare l'arte allora bisogna essere preparati per capirla (quando serve).

 

Ed è proprio qui che non sono d'accordo. Può esistere, e Bay ne è il massimo esponente. I suoi film, per quanto vuoti contenutisticamente sono belli, come dimostrano gli enormi incassi al boxoffice.

E chi mi dice che un film che ha incassato tanto sia bello?

Tytanic è il più bel film mai creato?

Spyderman 3 è meglio del 2?

I vanzina fanno bei film?

 

A parte che Bay a me non piace non è che quando si fa un blockbuster bisogna per forza arrivare a livello Transformers e fare una cazzata che non ha nulla da dire.

Per dire, i Batman di Nolan (che io adoro) per quanto siano dei blockbuster comunque comunicano qualcosa allo spettatore, qualcosa che non sia "minchia che fighe queste esplosioni e queste scene d'azione in cui non si capisce un cazzo".

 

E non sono d'accordo neanche qui. Perché il motivo per cui le persone guardano le opere d'intrattenimento( e i lavori di Miyazaki lo sono, in quanto utilizzano un medium di massa) è per sognare, per mettere qualcosa di se dentro quel prodotto.

Che brutta cosa, se fosse così per tutti.

Se io mi interesso al cinema, alla letteratura e ai fumetti è perché tutte queste opere possono lasciare un loro segno dentro di me, non perché voglio forzare me stesso in loro.

E non può esserci crescita interiore e allargamento dei propri orizzonti senza capire cosa si sta guardando, ed è triste pensare che opere del genere non possano comunicare quello per cui sono state fatte a causa dell'ignoranza o della pigrizia, perché vengono viste come autocompiacimento o svago. Poi ogni atteggiamento è legittimo, ma è uno spreco interpretare con le proprie idee un'opera quando invece si può comprendere le idee di chi l'ha creata (e poi, ovviamente, trarre le proprie conclusioni).

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Adesso stai generalizzando esageratamente.

Non puoi decidere tu che l'arte deve essere per forza di cose universale, può esserlo ma può non esserlo.

 

 

ma io parlavo dell'Arte Immortale, anche solo per contrapporla al Pensiero Consumistico Bancico :dance2::lolla:

 

..e' ovvio che se (per esempio) conosci la musica e il contesto in cui la nona di beethoven e' stata composta riesci ad apprezzare di piu' l'opera, ma l'Arte con la Maiuscola e' proprio quella che ti arricchisce anche se tu non ne sai nulla.. e' un po' come entrare in una cattedrale gotica, alzi lo sguardo e ti si ferma il respiro..

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i Promessi Sposi non e' arte: e' solo un romanzetto da spiaggia scritto da un autore senza fantasia e dal contenuto nullo.

(scommetto che qualcuno, all'epoca, lo defini' in simil maniera)

 

Sicuramente è ampiamente sopravvalutato, un romanzo dove i personaggi interessanti sono solo quelli di contorno (la monaca di Monza, fra Cristoforo e l'Innominato) mentre i protagonisti sono insulsi a dir poco (Renzo e Lucia son due coglionazzi meritavano di affogarci in quel ramo del lago di Como e Don Rodrigo come cattivo fa davvero pena) significa che qualcosa non funziona... quando Manzoni ha sciacquato i panni in Arno doveva buttarcelo dentro 'sto romanzo

 

 

Io invece penso che sia incredibilmente sottovalutato ^^

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also, le opere di Picasso non vogliono dire nulla se non "vaffancuuuuuuuuuuuuuuuulo!", e hanno senso esclusivamente contestualizzate-

prese da sole, sono sgorbi e basta.

 

l'arte, per sua definizione, e' qualcosa di esclusivamente personale: c'e' chi non considera arte la mera riproduzione della realta', altri che pensano il contrario, c'e' chi preferisce i Tokyo Hotel a un Bach a caso, considerando arte i primi e roba noiosa il secondo...

 

d'altra parte, arte NON e' sinonimo di intrattenimento, e viceversa: ci si puo' intrattenere con della spazzatura e annoiarsi con dell'arte cosi' come il contrario.

Ma e' anche possibile intrattenersi con dell'arte e annoiarsi con la spazzatura.

 

"Arte" e' una definizione di un'opera.

"Intrattenimento" e' una qualita' di un'opera.

 

sono indipendenti, ma possono incrociarsi cosi' come no.

 

Eva, per dire, e' una cazzata sotto ogni punto di vista e non vale la cellulosa che si e' fumato Anno, e chi dice che ha un qualsivoglia valore artistico e' un cretino(1).

Tuttavia puo' intrattenere, similmente a come intrattiene un Naruto a caso.

 

 

 

(1) buona fortuna a provare il contrario: per provarne il valore artistico, bisogna prima definire cosa e' arte... e l'arte e' un punto di vista soggettivo.

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Eva, per dire, e' un capolavoro sotto ogni punto di vista, e chi dice che non ha un enorme valore artistico e' un cretino(1).

 

(1) buona fortuna a provare il contrario: per provare che non ha valore artistico, bisogna prima definire cosa e' arte... e l'arte e' un punto di vista soggettivo.

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Da quando ho letto i due( 1 e 2) post sul blog di Shito continuo a pensare alla differenza tra arte e puro intrattenimento.

 

Per intenderci, siccome leggo impostato un certo dualismo, quali sono per te le finalita' dell'arte e quelle dell'intrattenimento?

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Da quando ho letto i due( 1 e 2) post sul blog di Shito continuo a pensare alla differenza tra arte e puro intrattenimento.

 

Per intenderci, siccome leggo impostato un certo dualismo, quali sono per te le finalita' dell'arte e quelle dell'intrattenimento?

Le stesse che hanno rispettivamente un testo scolastico( arte) ed un thriller d'azione( intrattenimento).

Il primo insegna ed aggiunge qualcosa alla persona, laddove il secondo è un mero contenitore dove il lettore può porsi ed essere il protagonista.

Il primo è impersonale( a parte per l'autore, che rappresenta), il secondo è la personalizzazione del personale( perché il lettore è dentro l'opera).

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Il fatto e' che personalmente ho sempre detestato porre suddivisioni del genere.

 

Io ho sempre posto un duplice punto di vista soltanto, uno piu' personale e uno prettamente critico, e solo per strumenti differenti di valutazione.

 

Io considero arte ogni espressione dell'essere umano, non faccio distinzioni con opere piu' o meno nobili.

Questo in quanto nella storia dell'uomo quelli che possono essere chiamati 'punti di riferimento' raramente hanno avuto un'etichetta particolare, o un ambito particolare, lo sono diventati e basta.

 

Le opere di Shakespeare sono oggettivamente dei punti di riferimento, ma non e' che nascano o non siano cosa assai differente dall'intrattenimento.

Moltissime, se non la maggior parte, delle commedie che si rappresentavano nell'antica Grecia erano commedie quasi assimilabili alle nostre telenovelas, ma hanno veicolato ad esempio il concetto di catarsi, poi fatto proprio in molti altri ambiti non solo legati allo spettacolo.

 

E' un po' come ogni tanto qualcuno che ripropone la litania dei 'fumetti colti' e i 'fumetti altri'.

 

Per me quindi e' piu' una questione di come e quanto un'opera possa divenire un punti di riferimento, specialmente negli anni slegata dal proprio contesto storico.

 

Io poi ho una mia concezione personale di Arte, che e' quella che 'provoca' una reazione da parte dello spettatore, fino anche a scuoterne la coscienza.

 

Ma nella mia 'visione' delle cose, ogni espressione dell'uomo e' arte, e anche l'intrattenimento apparentemente piu' frivolo e' tale, in quanto nessuno alla find ei conti puo' realmente sapere come, dove e quando verra' qualcosa che scuotera' interesse o coscienza.

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Posto qualcuna delle mie reazioni a questo topic, giusto per vedere l'effetto che fanno.

 

Premetto che ho sempre trovato il blog di Shito illeggibile, e non ho problemi a dirglielo esplicitamente: in quei post c'è troppa indulgenza verso se stesso, lo preferisco molto quando dialoga qui sul forum.

Per esempio, l'episodio della domanda a Miyazaki che tanto lo ha fatto infuriare viene usato come esempio della sua opinione sull'approccio pigro alla cultura di una generazione ignorante; letto da me, mi fa chiedere se sia il caso di prendersela tanto con un giornalista che, riconoscendosi appunto ignorante riguardo all'opera di un autore, chiede a questi di insegnare qualcosa a lui e dunque ai suoi lettori riguardo al suo lavoro. (Che poi l'insegnamento possa essere impossibile da trasmettere in poche parole durante una conferenza stampa è un'altra faccenda.)

Se il motivo dell'incazzatura sta invece nel fatto che chi intervista un regista plurititolato come Hayao Miyazaki non dovrebbe essere ignorante sull'animazione giapponese, potrei anche essere più d'accordo, ma la realtà è diversa...

 

Comunque, per quanto riguarda la possibilità di interpretazione personale di un'opera d'arte, io sto con Stanley Kubrick: e gli sono grato per aver espresso il seguente pensiero quando gli è stato chiesto "cosa volesse dire" 2001 Odissea nello Spazio.

 

<<You're free to speculate as you wish about the philosophical and allegorical meaning of the film — and such speculation is one indication that it has succeeded in gripping the audience at a deep level — but I don't want to spell out a verbal road map for 2001 that every viewer will feel obligated to pursue or else fear he's missed the point.>>

(By the way, questo ovviamente non esclude che un artista che parte con un intento diverso utilizzi la sua arte per trasmettere un messaggio esplicito e che tenti di renderlo non fraintendibile. Scopi differenti, entrambi sensati e accettabili.)

 

Seconda cosa: sarei curioso di sapere che fine faccia la musica, specialmente la musica classica, se davvero la definizione di "arte" richiede la trasmissione di un messaggio linguisticamente concepibile.

 

Anche qui, dato che sono pigro ed ho altro da fare, parlerò attraverso una citazione, che però mi sembra più che adatta a descrivere ciò che penso in materia.

 

<<How do you do? My name is Deems Taylor, and it's my very pleasant duty to welcome you here on behalf of Walt Disney, Leopold Stokowski, and all the other artists and musicians whose combined talents went into the creation of this new form of entertainment, "Fantasia".

 

What you're going to see are the designs and pictures and stories that music inspired in the minds and imaginations of a group of artists. In other words, these are not going to be the interpretations of trained musicians, which I think is all to the good.

 

Now there are three kinds of music on this "Fantasia" program.

First, there's the kind that tells a definite story. Then there's the kind that while it has no specific plot, it does paint a series of more or less definite pictures.

And then there's a third kind: music that exists simply for its own sake.

Now, the number that opens our "Fantasia" program, the "Toccata and Fugue", is music of this third kind; what we call "absolute music".>>

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  • 1 month later...

Wow, mi era sfuggito questo topic, che pure mi riguarda/cita direttamente... in che sezione stava?

 

Ringrazio dunque la nascita di questo nuovo sub-forum, anche se è un po' lol (come se gli altri non siano tutti 'angoli di otaku'... :D )

 

Comunque.

 

Da quando ho letto i due( 1 e 2) post sul blog di Shito continuo a pensare alla differenza tra arte e puro intrattenimento.

Purtroppo non sono molto bravo a trasporre i miei pensieri in parole, ma farò del mio meglio:

Non può esistere un 'bello umano privo di significato', sarebbe un controsenso.

Ed è proprio qui che non sono d'accordo. Può esistere, e Bay ne è il massimo esponente. I suoi film, per quanto vuoti contenutisticamente sono belli, come dimostrano gli enormi incassi al boxoffice.

 

Temo ti sia sfuggito (o io non abbia reso chiaro), il senso di 'bello umano'.

 

Il bello umano è il bello creato dall'uomo per l'uomo. Poiché ciò che caratterizza la razza umana è il pensiero e la comunicazione, e l'arte *è* una forma comunicativa, allora il Bello umano è comunicativo. E non esiste comunicazione senza contenuto, che è il significato/senso/fine della comunicazione stessa.

 

Quindi, semplicemente, io dico che 'si chiama bello' ciò che 'fa passare il tempo', ma per me bello non è. Si tratta, a mio modo di vedere, di un uso improprio del termine.

Insomma uso il termine 'bello' in senso 'estetico filosofico', non generalista.

 

Quanto all'argomento massimalista ("piace a tutti quindi è bello") ti prego, risparmiamelo. Fa troppo male per quanto è fail.

 

 

 

Mi lego a questo:
Quindi -realizzai in un istante- nessuno poteva 'amare' le opere di Miyazaki.

Se non le capisci, non le vedi per quello che sono. Quindi non ami quello che sono.

Ami l'idea di loro che tu ti sei fatto, ovvero un'immagine deformata creata DA TE.

Ovvero ami te stesso, ma non l'altro, non l'opera dell'altro.

E non sono d'accordo neanche qui. Perché il motivo per cui le persone guardano le opere d'intrattenimento( e i lavori di Miyazaki lo sono, in quanto utilizzano un medium di massa) è per sognare, per mettere qualcosa di se dentro quel prodotto.

 

Non ci siamo. Tu PRIMA di dire che l'opera di un ALTRO ti PIACE, devi averla conociouta/capita, altrimenti non stai giudicando QUELL'opera, ma la TUA defomazione percettiva di quella, che è altra cosa. Allo stesso modo, prima di dire se ti piace o meno il mio pensiero, devi essere certo (il più possibile) di averlo compreso, altrimenti cosa giudichi? Un altro pensiero che tu CREDI che sia il mio, ma non l'hai capito? E' la stessa cosa.

 

Ed ecco perché i prodotti fondamentalmente vuoti hanno tanto successo. Non perché la gente ami la spazzatura, ma perché vuole avere qualcosa di bello esteticamente da riempire internamente con il proprio pensiero, con le proprie credenze, con la persona stessa. Perché l'individuo non vuole essere mero spettatore di quel mondo magico. Vuole esserci!

Ecco perché si chiama evadere dalla realtà, od immedesimarsi.

Ed ecco perché, dal mio modestissimo punto di vista, considero le opere d'intrattenimento più valevoli di quell'arte che tanto viene decantata, ma che vuole solo esprimere il suo autore, senza far sognare, ma condannando colui che vede/legge/ascolta ad un posto di mero osservatore/lettore/ascoltatore, e non protagonista.

 

I prodotti di puro intrattenimento sono come prostitute: li riempi di te nella violente e volgare ignoranza di loro.

E' uno stordirsi, un ingannare il tempo, un inebriarsi di pseudo-creatività che usa violenza all'altrui. Insomma è debolezza mentale. :)

 

(nelle righe che seguono non tu Bancio, ma 'tu generico impersonale')

 

Se vuoi creare del tuo, pensa a cosa vorresti dire al prossimo,

pensa se credi davvero che sia utile al prossimo che tu glilo dica

(no, il prossimo non è tua madre e non devi usarlo per sfogarti/consolarsi) (<- questo taglia la testa al 905 della pseudo-arte romantica/esistenzialista)

e allora sfortazi di esprimerti.

Altrimenti taci e semmai senti cosa di buono hanno trovato da dire gli altri.

 

Se stai in mezzo, per me è viltà. :)

 

 

Miyazaki Hayao è un proto-otaku che solo da vecchio ha iniziato a capire la verità di sé stesso, ma almeno sin da giovane ha sempre sentito la necessità di giustificare il suo tentativo di comunicazione nei confronti del suo pubblico. Lo stimo per questo.

 

Oshii è al momento un frignone che non accetta tutta la solitudine a cui il suo egotismo l'ha condannato. Lo disistimo per questo.

 

DIMENTICAVO:

 

Grazie, Bancio! Non so se mi sia stato mai rivolto un complimento più bello di "Shito fa pensare...".

Ti ringrazio di cuore davvero per l'attenzione e la considerazione che mi hai rivolto. :)

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Ringrazio dunque la nascita di questo nuovo sub-forum, anche se è un po' lol (come se gli altri non siano tutti 'angoli di otaku'... :D )

 

in anime e manga ovviamente :lolla:

 

..ad ogni modo e' per distinguere la sezione akibake (anime e manga) da quella otaku >_<

 

te sentiti libero di usare questa sezione come meglio ti aggrada :dance2:

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Ringrazio dunque la nascita di questo nuovo sub-forum, anche se è un po' lol (come se gli altri non siano tutti 'angoli di otaku'... :D )

 

in anime e manga ovviamente :lolla:

 

..ad ogni modo e' per distinguere la sezione akibake (anime e manga) da quella otaku >_<

 

te sentiti libero di usare questa sezione come meglio ti aggrada :dance2:

 

LoL, gli Akibakei non sarebbero 'otaku'? :D

Mi sa che dovevi chiamarla "Anglo degli otaku pensanti, ovvero di prima-seconda generazione"

 

oppure

 

ANGOLO OTAKU SNOB

 

che mi pare molto in linea con forum esso tutto (<- l'uso dell'espressione "esso tutto" certifica questo post come "snob" :D )

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Non ci siamo. Tu PRIMA di dire che l'opera di un ALTRO ti PIACE, devi averla conociouta/capita, altrimenti non stai giudicando QUELL'opera, ma la TUA defomazione percettiva di quella,

peccato che sia impossibile capire\conoscere un'opera "obiettivamente" quindi solo il valore soggettivo ha valore... insomma, De Gustibus Non Disputandum Est.

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LoL, gli Akibakei non sarebbero 'otaku'? :D

Mi sa che dovevi chiamarla "Anglo degli otaku pensanti, ovvero di prima-seconda generazione"

 

no, a quanto ne so io, gli akibakei sono gli otaku moderni, non piu' ossessionati da un particolare feticcio ma dei semplici anime e manga addict nel senso piu' consumistico del termine, con pochissime serie che sopravvivono alla fine della serie animata.. da poco sono finiti Gundam 00 e Macross Frontier, e gia' sono diventati anime _vecchi_ :whistle:

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LoL, gli Akibakei non sarebbero 'otaku'? :D

Mi sa che dovevi chiamarla "Anglo degli otaku pensanti, ovvero di prima-seconda generazione"

 

no, a quanto ne so io, gli akibakei sono gli otaku moderni, non piu' ossessionati da un particolare feticcio ma dei semplici anime e manga addict nel senso piu' consumistico del termine, con pochissime serie che sopravvivono alla fine della serie animata.. da poco sono finiti Gundam 00 e Macross Frontier, e gia' sono diventati anime _vecchi_ :whistle:

 

Non so se sia stato tu a cambiare il nome della sezione, ma ti sottoscrivo e mi inchino, perché mi hai letto nel pensiero! Ci avevo pensato anch'io. Del resto, è proprio quello il titolo della riflessione meta-otaku di Anno, non a caso citata anche nel sottotitolo del mio ormai abbandonato blog.

 

Se vuoi un sottotitolo buffo e calzante, c'è quello che va spesso in giro nelle fiere giapponesi tipo WonderFestival o Cokiket:

 

"Mai fidarsi di un otaku sotto i trent'anni..."

 

che poi riassume un po' la tua (a mio avviso giusta) differenziazione.

 

Se parti dal presupposto che per gli otaku 'antichi' la prima cosa da collezionare era la conoscenza (i 'grandi esperti' erano rispettati per il loro bagaglio 'culturrale'), si vede bene come gli antichi non possano che spregiare i moderni consumatori del superficiale, per i quali in effetti forse non si dovrebbe neppure usare il termine 'otaku', la cui ermeneutica -a datare da Macross- è precisa e specifica di un mondo che essi NON rappresentano più!

 

In soldoni: GET THE SO-CALLED THIRD GENERATION OUT THE THE OTAKUZOKU KINGDOM!

 

E con questa uscita super-snob ho tenuto fede al mio rank! ;)

 

Non ci siamo. Tu PRIMA di dire che l'opera di un ALTRO ti PIACE, devi averla conociouta/capita, altrimenti non stai giudicando QUELL'opera, ma la TUA defomazione percettiva di quella,

peccato che sia impossibile capire\conoscere un'opera "obiettivamente" quindi solo il valore soggettivo ha valore... insomma, De Gustibus Non Disputandum Est.

 

Non esageriamo: esistono, per le opere recenti, le interpretazioni autentiche. Proprio a quel concetto tende lo studio sull'autore di ogni opera, che inizia IN PRIMIS dalla raccolta di materiale di interpretazione risalente direttamente a lui. Bisogna capire una persona diversa da noi, per capire cosa sta dicendo, e in questo rendere almeno *un pochino* utile ogni forma di comunicazione. So bene che la comunicazione perfetta non può esistere. Tuttavia, se non si prova almeno a perfezionarla, a che pro tentare di comunicare? Diventa solo masturbazione (<-sterilità)!

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