genbu77 Posted September 21, 2009 Share Posted September 21, 2009 Ho appreso per caso dal sito di Rai 4 della forte"presa di posizione" di Freccero sulla possibilità di censurare alcune serie programmate sulla propria rete. Di seguito l'articolo: No a censura "Angel" A pagina 36 di Repubblica del 19/09/2009 Giovanni Valentini nella sua rubrica “Il Sabato del Villaggio” invoca interventi censori nei confronti di Rai 4. Poche pagine più in là prosegue la raccolta di firme in calce all’appello dei giuristi per la libertà di stampa. Sono stato tra i primi ad aderire e firmare l’appello. Ma mi chiedo: “E’coerente invocare la libertà di stampa ed insieme la censura?”. E’ una censura che chiede di espellere dal servizio pubblico i nuovi telefilm e per estensione anime e fiction non tradizionali. Vuole “normalizzare” la rete imponendole lo stile e la programmazione delle reti generaliste. Possibile che ogni volta che c’è un tentativo di rinnovamento, i benpensanti decidano (fortunatamente sino ad oggi senza successo) di stroncarlo sul nascere? Spiace vedere che sia sempre la parte “progressista” la più conservatrice. Ci interroghiamo perchè i giovani votino a destra e votino Berlusconi. Oggi solo la destra detiene l’immaginario e lo spettacolo, perchè finanzia e produce tutti i prodotti di culto delle nuove generazioni. Non è ora di riflettere? La cultura di oggi, l’immaginario della nostra epoca, deve essere a disposizione di tutti, non solo delle televisioni a pagamento. Oggi la fiction è serie e anime, non biografie di santi e di eroi del passato. Lasciamo questi prodotti a chi non condivide l’immaginario contemporaneo globale. Il servizio pubblico deve comunicare e diffondere ciò che è vivo. Non può continuare ad impersonare solo l’archeologia della comunicazione. Se la sua missione è una missione culturale, bisogna ammettere che accanto alle reti generaliste che ripropongono la cultura di ieri, esistano reti nuove che diffondano la cultura di oggi. La televisione sta vivendo una fase di rinascita e sperimentazione, nei confronti di un cinema che stenta a trovare nuove identità. Oggi le serie si traducono in film e non viceversa. Oggi la fiction americana ricostruisce intrecci narrativi complessi, mentre il cinema, per attirare il grosso pubblico, ha spesso sceneggiature elementari. Siamo in molti a condividere il culto per le serie televisive, per l’animazione giapponese, per i videogiochi, per gli scambi di informazione e di contatti in rete, per la convergenza tra mezzi digitali diversi, per un ruolo attivo dello spettatore. Difendiamo la nostra identità, combattiamo l’immaginal divide. Rai 4 Carlo Freccero Link to comment Share on other sites More sharing options...
Endrius Posted September 21, 2009 Share Posted September 21, 2009 Siamo in molti a condividere il culto per le serie televisive, per l’animazione giapponese, per i videogiochi, per gli scambi di informazione e di contatti in rete, per la convergenza tra mezzi digitali diversi, per un ruolo attivo dello spettatore. Difendiamo la nostra identità, combattiamo l’immaginal divide. Freccero santo subito. Link to comment Share on other sites More sharing options...
Alex Halman Posted September 21, 2009 Share Posted September 21, 2009 OH CAPITANO! OH MIO CAPITANO! (cite) Sono commosso Speriamo non lo caccino... Link to comment Share on other sites More sharing options...
Roger Posted September 21, 2009 Share Posted September 21, 2009 sicuramente freccero ha ragione in quel che dice. pero' non riesco a far coincidere quella sua risposta ad uno che ha scritto un librocosi'. Link to comment Share on other sites More sharing options...
silent bob Posted September 21, 2009 Share Posted September 21, 2009 Ho appreso per caso dal sito di Rai 4 della forte"presa di posizione" di Freccero sulla possibilità di censurare alcune serie programmate sulla propria rete. Di seguito l'articolo: No a censura "Angel" A pagina 36 di Repubblica del 19/09/2009 Giovanni Valentini nella sua rubrica “Il Sabato del Villaggio” invoca interventi censori nei confronti di Rai 4. Poche pagine più in là prosegue la raccolta di firme in calce all’appello dei giuristi per la libertà di stampa. Sono stato tra i primi ad aderire e firmare l’appello. Ma mi chiedo: “E’coerente invocare la libertà di stampa ed insieme la censura?”. E’ una censura che chiede di espellere dal servizio pubblico i nuovi telefilm e per estensione anime e fiction non tradizionali. Vuole “normalizzare” la rete imponendole lo stile e la programmazione delle reti generaliste. Possibile che ogni volta che c’è un tentativo di rinnovamento, i benpensanti decidano (fortunatamente sino ad oggi senza successo) di stroncarlo sul nascere? Spiace vedere che sia sempre la parte “progressista” la più conservatrice. Ci interroghiamo perchè i giovani votino a destra e votino Berlusconi. Oggi solo la destra detiene l’immaginario e lo spettacolo, perchè finanzia e produce tutti i prodotti di culto delle nuove generazioni. Non è ora di riflettere? La cultura di oggi, l’immaginario della nostra epoca, deve essere a disposizione di tutti, non solo delle televisioni a pagamento. Oggi la fiction è serie e anime, non biografie di santi e di eroi del passato. Lasciamo questi prodotti a chi non condivide l’immaginario contemporaneo globale. Il servizio pubblico deve comunicare e diffondere ciò che è vivo. Non può continuare ad impersonare solo l’archeologia della comunicazione. Se la sua missione è una missione culturale, bisogna ammettere che accanto alle reti generaliste che ripropongono la cultura di ieri, esistano reti nuove che diffondano la cultura di oggi. La televisione sta vivendo una fase di rinascita e sperimentazione, nei confronti di un cinema che stenta a trovare nuove identità. Oggi le serie si traducono in film e non viceversa. Oggi la fiction americana ricostruisce intrecci narrativi complessi, mentre il cinema, per attirare il grosso pubblico, ha spesso sceneggiature elementari. Siamo in molti a condividere il culto per le serie televisive, per l’animazione giapponese, per i videogiochi, per gli scambi di informazione e di contatti in rete, per la convergenza tra mezzi digitali diversi, per un ruolo attivo dello spettatore. Difendiamo la nostra identità, combattiamo l’immaginal divide. Rai 4 Carlo Freccero guardate che Freccero ha detto solo diamo al pubblico quel che vuole. Ovvero bene gli anime perché le biografie dei santi non tirano più ... meglio la tv che il cinema perché quella tira di più con intrecci complessi ( che poi come disse qualcuno il cinema è rammemorazione, la tv discomunicazione: film buoni ogni tanto escono ancora ... ) Io penso che Freccero dell'evoluzione Gainax da Evangelion/Shinji a TTGL/Kamina-Simon non ne sappia niente. Santo Subito mi sembra proprio fuori luogo ... Link to comment Share on other sites More sharing options...
Alex Halman Posted September 21, 2009 Share Posted September 21, 2009 E chissenegrega dell'evoluzione Gainax Intanto è uno dei pochi che stanno nelle stanze dei bottoni delle TV che sta dalla nostra parte e vuol promuovere gli anime senza censure... sputagli addosso già che ci sei... Link to comment Share on other sites More sharing options...
silent bob Posted September 21, 2009 Share Posted September 21, 2009 E chissenegrega dell'evoluzione Gainax Intanto è uno dei pochi che stanno nelle stanze dei bottoni delle TV che sta dalla nostra parte e vuol promuovere gli anime senza censure... sputagli addosso già che ci sei... no no, non ci sputo sopra: concordo che è una fortuna che ci sia. Diciamo che è un buon compagno di strada. Lui però appoggia gli anime perché ora tirano di più delle biografie dei santi, non perché siano migliori delle biografie dei santi. Tale logica farà cestinare anche gli anime allorquando ne diminuisca la fortuna. non è il caso di oh capitano, mio capitano Link to comment Share on other sites More sharing options...
Shuji Posted September 21, 2009 Share Posted September 21, 2009 E chissenegrega dell'evoluzione Gainax Intanto è uno dei pochi che stanno nelle stanze dei bottoni delle TV che sta dalla nostra parte e vuol promuovere gli anime senza censure... sputagli addosso già che ci sei... no no, non ci sputo sopra: concordo che è una fortuna che ci sia. Diciamo che è un buon compagno di strada. Lui però appoggia gli anime perché ora tirano di più delle biografie dei santi, non perché siano migliori delle biografie dei santi. Tale logica farà cestinare anche gli anime allorquando ne diminuisca la fortuna. non è il caso di oh capitano, mio capitano Scusa, ma che discorso e'? Al di la' di gusti e preferenze, a me pare fin troppo scontato che un direttore deve prima far bene i conti, prima di fare qualcosa, e come primo scopo ha quello di far andar bene a livello di bilanci la rete. Qua il 'focus' della discussione e' quello legato alla censura, e a questo riguardo, vivaddio, forse finalmente qualcosa si muove, su rai4, in una fascia oraria che permettera' di mandare in onda queste serie senza obblighi sforbiciatori. E cio' che dice Freccero e' altamente condivisibile. Link to comment Share on other sites More sharing options...
jabawack79 Posted September 21, 2009 Share Posted September 21, 2009 certo che repubblichella 2000 non si smentisce mai Link to comment Share on other sites More sharing options...
silent bob Posted September 21, 2009 Share Posted September 21, 2009 Qua il 'focus' della discussione e' quello legato alla censura, e a questo riguardo, vivaddio, forse finalmente qualcosa si muove, su rai4, in una fascia oraria che permettera' di mandare in onda queste serie senza obblighi sforbiciatori. E cio' che dice Freccero e' altamente condivisibile. "E’ una censura che chiede di espellere dal servizio pubblico i nuovi telefilm e per estensione anime e fiction non tradizionali. Vuole “normalizzare” la rete imponendole lo stile e la programmazione delle reti generaliste" Ho desunto dal sopraccitato e dal testo intero che non si parlasse di censura nel senso di sforbiciamento dell’anime o similia ma nel senso di rimozione dell’anime. Link to comment Share on other sites More sharing options...
Shuji Posted September 21, 2009 Share Posted September 21, 2009 Qua il 'focus' della discussione e' quello legato alla censura, e a questo riguardo, vivaddio, forse finalmente qualcosa si muove, su rai4, in una fascia oraria che permettera' di mandare in onda queste serie senza obblighi sforbiciatori. E cio' che dice Freccero e' altamente condivisibile. "E’ una censura che chiede di espellere dal servizio pubblico i nuovi telefilm e per estensione anime e fiction non tradizionali. Vuole “normalizzare” la rete imponendole lo stile e la programmazione delle reti generaliste" Ho desunto dal sopraccitato e dal testo intero che non si parlasse di censura nel senso di sforbiciamento dell’anime o similia ma nel senso di rimozione dell’anime. Si parla di censura da oramai decenni per gli anime, e il fatto che questa sia correlata ad un discorso di censura sul contenuto piuttosto che del contenuto, come si evince qua sopra, e' ininfluente; parliamo sempre di censura, un discorso vecchio come il cucco. Inoltre, questo discorso, era stato 'instillato' subdolamente dalle varie associazioni dei genitori, moige in resta, quando ad un certo punto anni orsono iniziarono a venir fuori strane dichiarazioni che si dicevano dalla 'parte dell'opera e contro le censure', salvo celare appunto il discorso del 'avete ragione con le censure su questi anime, e' una cosa disdicevole, quindi non importateli proprio'. Non e' un discorso che viene dall'altro ieri, e investe di per se' una certa 'questione' censura, che come dicevo prima, da non moltissimo si e' risolta e pure con il plauso di molti 'non capenti', sull'orientamento di far fuori certi contenuti, e non di sforbiciare. Che poi Repubblica, giornale indipendente a parole, sia innestato in un circuito editoriale nazionale che fa dell'ipocrisia quando non del cerchio bottismo la propria stessa ragion d'essere, e' cosa anch'essa palese ai piu'. Link to comment Share on other sites More sharing options...
Roger Posted September 22, 2009 Share Posted September 22, 2009 dunque... stando a certi siti, il seguente sarebbe l' articolo incriminato apparso su repubblica. IL SABATO DEL VILLAGGIOGiovanni Valentini. LA TELEVISIONE SENZA QUALITÀ LA VOCE della verità si accompagna a un rumore accessorio sospetto, ma gli interessati non vogliono sentirlo. (da "L'uomo senza qualità" di Robert Musil - Einaudi, 1996 - pag. 343) «Quattordici milioni e passa di euro, per pagare la sanzione comminata dall'Autorità sulle Comunicazioni per l'incompatibilità dell'ex direttore generale Alfredo Meocci, la Rai riesce a trovarli: ovviamente, a carico dei cittadini contribuenti e abbonati. Ad altri 50-60 milioni all'anno, per interrompere il contratto con Sky e non trasmettere più sulla sua piattaforma i canali satellitari, si può anche rinunciare: idem come sopra. Ma i soldi per introdurre il sistema di rilevazione "Qualitel", già previsto dal contratto di servizio con lo Stato per il triennio 2007-2009, l'azienda di viale Mazzini non vuole proprio tirarli fuori. E così l'ultimatum lanciato dal presidente dell'Authority, Corrado Calabrò, nell'audizione del 15 luglio scorso davanti alla Commissione parlamentare di Vigilanza, con cui si assegnava alla Rai una proroga di sei mesi per "dare attuazione" al nuovo sistema di "rilevazione, monitoraggio e analisi della qualità" dei programmi entro la fine di agosto, è ormai scaduto. Perciò l'azienda pubblica verrà sottoposta adesso a un'indagine per inadempienza contrattuale, al termine della quale potrebbe essere condannata a pagare fino al 3% del suo fatturato, vale a dire una maxi-multa di circa cento milioni di euro. Nel contratto di servizio in vigore, sottoscritto con l'ex ministro Paolo Gentiloni nel 2007 e in scadenza alla fine di quest'anno, la Rai s'era impegnata a introdurre il "Qualitel" a garanzia della sua offerta al pubblico, sempre più insoddisfatto e deluso: un antidoto insomma contro la "tv deficiente", volgare e violenta, orientata alla rincorsa dell'audience. Appena insediato in marzo al vertice dell'azienda, il presidente Paolo Garimberti si era subito preoccupato di verificare lo stato di attuazione del progetto. E infine, a metà luglio, era stato Calabrò - come già ricordato - a richiamare formalmente la tv di Stato al rispetto degli impegni assunti, indicando il termine ultimo di agosto. In quell'occasione, il presidente dell'Authority riferì puntualmente dei problemi tecnici, burocratici ed economici eccepiti dalla Rai, secondo quanto comunicato dal vice-ministro, Paolo Romani. Ma poi aggiunse testualmente: «Tuttavia l'Autorità ha ritenuto che, nonostante le difficoltà segnalate, la messa in esercizio del nuovo sistema non potesse non intervenire nell'arco di vigenza dell'attuale contratto di servizio»: e cioè, appunto, entro il corrente anno. Lo stesso presidente Calabrò definì "irrinunciabile" l'impegno dell'azienda in questo campo: «Un servizio pubblico che non valorizzi la qualità - si legge nel testo dell'intervento - viene meno alla sua funzione». Fatto sta che ora la Rai, trincerandosi dietro le difficoltà tecniche e i costi dell'operazione, propone un progetto alternativo in versione ridotta. Ma, a quanto si può capire dalle prime indiscrezioni, non sembra tale da soddisfare le attese del presidente Calabrò e soprattutto gli impegni assunti nel contratto di servizio. E così l'Authority, dopo averlo esaminato nella prima seduta dopo le ferie estive, lunedì 14 settembre, ha deciso di aprire un'istruttoria formale. Un'altra pesante ipoteca si accende dunque sulla gestione dell'azienda radiotelevisiva, sotto la direzione generale di Mauro Masi. Qui, però, non si tratta più di polemiche politiche, di palinsesti o di talk-show più o meno compiacenti nei confronti del governo e del presidente del Consiglio. La faccenda del "Qualitel", al di là degli impegni contrattuali, attiene alla natura stessa della Rai, alla sua funzione e alla sua responsabilità: una tv pubblica senza qualità è destinata a perdere la propria legittimazione, la propria ragion d'essere. Al povero telespettatore che paga il canone, può capitare intanto di sintonizzarsi intorno alle 19.30 su Rai 4, la "nuova" rete del servizio pubblico sul digitale terrestre e di imbattersi in un orripilante telefilm americano, intitolato Angel, a base di sesso e violenza, interpretato da personaggi che al momento di entrare in azione cambiano sembianze e si trasformano in vampiri. Sarà pure «una delle serie televisive fantastiche più amate dal pubblico mondiale degli anni Duemila», come recita trionfalmente una locandina pubblicitaria. Ma non ha proprio nulla a che fare con la missione del servizio pubblico. E non c'è neppure bisogno del "Qualitel" per impedire visioni del genere e per di più a quell'ora, nella fascia cosiddetta preserale, mentre i bambini hanno finito i compiti e le mamme stanno trafficando magari in cucina.». (sabato@repubblica.it) a questo punto mi sembra proprio che quanto scritto da freccero non c' entri nulla, nel senso che valentini parla di qualitel ed indirettamente di fasce orarie da regolamentare (che angel non gli piaccia o non l' abbia capito poco importa) mentre lui se ne viene fuori con "libertà di stampa", "pericolo censura totalitaria" e "benpensani conservatori", con stoccata finale di immaginal divide... Link to comment Share on other sites More sharing options...
genbu77 Posted September 22, 2009 Author Share Posted September 22, 2009 dunque... stando a certi siti, il seguente sarebbe l' articolo incriminato apparso su repubblica. IL SABATO DEL VILLAGGIOGiovanni Valentini. LA TELEVISIONE SENZA QUALITÀ LA VOCE della verità si accompagna a un rumore accessorio sospetto, ma gli interessati non vogliono sentirlo. (da "L'uomo senza qualità" di Robert Musil - Einaudi, 1996 - pag. 343) «Quattordici milioni e passa di euro, per pagare la sanzione comminata dall'Autorità sulle Comunicazioni per l'incompatibilità dell'ex direttore generale Alfredo Meocci, la Rai riesce a trovarli: ovviamente, a carico dei cittadini contribuenti e abbonati. Ad altri 50-60 milioni all'anno, per interrompere il contratto con Sky e non trasmettere più sulla sua piattaforma i canali satellitari, si può anche rinunciare: idem come sopra. Ma i soldi per introdurre il sistema di rilevazione "Qualitel", già previsto dal contratto di servizio con lo Stato per il triennio 2007-2009, l'azienda di viale Mazzini non vuole proprio tirarli fuori. E così l'ultimatum lanciato dal presidente dell'Authority, Corrado Calabrò, nell'audizione del 15 luglio scorso davanti alla Commissione parlamentare di Vigilanza, con cui si assegnava alla Rai una proroga di sei mesi per "dare attuazione" al nuovo sistema di "rilevazione, monitoraggio e analisi della qualità" dei programmi entro la fine di agosto, è ormai scaduto. Perciò l'azienda pubblica verrà sottoposta adesso a un'indagine per inadempienza contrattuale, al termine della quale potrebbe essere condannata a pagare fino al 3% del suo fatturato, vale a dire una maxi-multa di circa cento milioni di euro. Nel contratto di servizio in vigore, sottoscritto con l'ex ministro Paolo Gentiloni nel 2007 e in scadenza alla fine di quest'anno, la Rai s'era impegnata a introdurre il "Qualitel" a garanzia della sua offerta al pubblico, sempre più insoddisfatto e deluso: un antidoto insomma contro la "tv deficiente", volgare e violenta, orientata alla rincorsa dell'audience. Appena insediato in marzo al vertice dell'azienda, il presidente Paolo Garimberti si era subito preoccupato di verificare lo stato di attuazione del progetto. E infine, a metà luglio, era stato Calabrò - come già ricordato - a richiamare formalmente la tv di Stato al rispetto degli impegni assunti, indicando il termine ultimo di agosto. In quell'occasione, il presidente dell'Authority riferì puntualmente dei problemi tecnici, burocratici ed economici eccepiti dalla Rai, secondo quanto comunicato dal vice-ministro, Paolo Romani. Ma poi aggiunse testualmente: «Tuttavia l'Autorità ha ritenuto che, nonostante le difficoltà segnalate, la messa in esercizio del nuovo sistema non potesse non intervenire nell'arco di vigenza dell'attuale contratto di servizio»: e cioè, appunto, entro il corrente anno. Lo stesso presidente Calabrò definì "irrinunciabile" l'impegno dell'azienda in questo campo: «Un servizio pubblico che non valorizzi la qualità - si legge nel testo dell'intervento - viene meno alla sua funzione». Fatto sta che ora la Rai, trincerandosi dietro le difficoltà tecniche e i costi dell'operazione, propone un progetto alternativo in versione ridotta. Ma, a quanto si può capire dalle prime indiscrezioni, non sembra tale da soddisfare le attese del presidente Calabrò e soprattutto gli impegni assunti nel contratto di servizio. E così l'Authority, dopo averlo esaminato nella prima seduta dopo le ferie estive, lunedì 14 settembre, ha deciso di aprire un'istruttoria formale. Un'altra pesante ipoteca si accende dunque sulla gestione dell'azienda radiotelevisiva, sotto la direzione generale di Mauro Masi. Qui, però, non si tratta più di polemiche politiche, di palinsesti o di talk-show più o meno compiacenti nei confronti del governo e del presidente del Consiglio. La faccenda del "Qualitel", al di là degli impegni contrattuali, attiene alla natura stessa della Rai, alla sua funzione e alla sua responsabilità: una tv pubblica senza qualità è destinata a perdere la propria legittimazione, la propria ragion d'essere. Al povero telespettatore che paga il canone, può capitare intanto di sintonizzarsi intorno alle 19.30 su Rai 4, la "nuova" rete del servizio pubblico sul digitale terrestre e di imbattersi in un orripilante telefilm americano, intitolato Angel, a base di sesso e violenza, interpretato da personaggi che al momento di entrare in azione cambiano sembianze e si trasformano in vampiri. Sarà pure «una delle serie televisive fantastiche più amate dal pubblico mondiale degli anni Duemila», come recita trionfalmente una locandina pubblicitaria. Ma non ha proprio nulla a che fare con la missione del servizio pubblico. E non c'è neppure bisogno del "Qualitel" per impedire visioni del genere e per di più a quell'ora, nella fascia cosiddetta preserale, mentre i bambini hanno finito i compiti e le mamme stanno trafficando magari in cucina.». (sabato@repubblica.it) a questo punto mi sembra proprio che quanto scritto da freccero non c' entri nulla, nel senso che valentini parla di qualitel ed indirettamente di fasce orarie da regolamentare (che angel non gli piaccia o non l' abbia capito poco importa) mentre lui se ne viene fuori con "libertà di stampa", "pericolo censura totalitaria" e "benpensani conservatori", con stoccata finale di immaginal divide... Indubbiamente Freccero ha debordato, ma la frecciatina a rai 4 c'è stata. (tra l'altro parlare di sesso su "Angel" mi sembra strano, o ricordo male io per quel poco che ho visto) Link to comment Share on other sites More sharing options...
Endrius Posted September 22, 2009 Share Posted September 22, 2009 Indubbiamente Freccero ha debordato, ma la frecciatina a rai 4 c'è stata. (tra l'altro parlare di sesso su "Angel" mi sembra strano, o ricordo male io per quel poco che ho visto) Non ho mai visto Angel, però è indirizzato allo stesso taget di Buffy, per cui dubito che si veda qualcosa. Magari per lui i telefilm di vampiri sono tutti uguali e l'avrà confuso con True Blood. Link to comment Share on other sites More sharing options...
Dk86 Posted September 22, 2009 Share Posted September 22, 2009 Non ho mai visto Angel, però è indirizzato allo stesso taget di Buffy, per cui dubito che si veda qualcosa. Magari per lui i telefilm di vampiri sono tutti uguali e l'avrà confuso con True Blood. Ma tu True Blood non te lo puoi vedere, non è Endrinosafe. Link to comment Share on other sites More sharing options...
bakka Posted September 22, 2009 Share Posted September 22, 2009 Avevate già aperto il topic Scusatemi ho messo un post simile su Televisioni :goccia: Comunque la serie Angel è po' più cupa di Buffy (almeno rispetto le prime tre stagioni della seconda) ma Angel fa praticamente vita ritirata, anche perché se ha un rapporto sessuale diventa malvagio perdendo l'anima. Dunque di sesso se ne vede ben poco ed è ben cesurato di suo già dalla vecchia The WB, a dimostrazione che l'autore di quell'articolo non sa cosa sta scrivendo. Però colui che parlava di corsi e ricorsi storici aveva ragione: già dieci anni fa in Buffy Mediaset censurò il bacio tra Tara e Willow per evitare storie (fa poi i telespettatori giustamente s'infuriarono) e adesso s'invoca la censura per Angel. Per certi soggetti non cambia mai nulla. Link to comment Share on other sites More sharing options...
Swen Posted September 22, 2009 Share Posted September 22, 2009 Lui però appoggia gli anime perché ora tirano di più delle biografie dei santi, non perché siano migliori delle biografie dei santi. Tale logica farà cestinare anche gli anime allorquando ne diminuisca la fortuna. non è il caso di oh capitano, mio capitano Gli anime senza censura in seconda serata tirano? Ma se si parla di crisi del mercato da eoni... Link to comment Share on other sites More sharing options...
Alex Halman Posted September 22, 2009 Share Posted September 22, 2009 E chissenegrega dell'evoluzione Gainax Intanto è uno dei pochi che stanno nelle stanze dei bottoni delle TV che sta dalla nostra parte e vuol promuovere gli anime senza censure... sputagli addosso già che ci sei... no no, non ci sputo sopra: concordo che è una fortuna che ci sia. Diciamo che è un buon compagno di strada. Lui però appoggia gli anime perché ora tirano di più delle biografie dei santi, non perché siano migliori delle biografie dei santi. Tale logica farà cestinare anche gli anime allorquando ne diminuisca la fortuna. non è il caso di oh capitano, mio capitano Gli anime tirerebbero più delle biogeafie dei santi? in che dimensione parallela di grazia? che s'è ribaltato il mondo e non mi hanno avvisato? Link to comment Share on other sites More sharing options...
silent bob Posted September 22, 2009 Share Posted September 22, 2009 Gli anime tirerebbero più delle biogeafie dei santi? in che dimensione parallela di grazia? che s'è ribaltato il mondo e non mi hanno avvisato? nel mondo parallelo di Freccero XD: "Oggi la fiction è serie e anime, non biografie di santi e di eroi del passato. Lasciamo questi prodotti a chi non condivide l’immaginario contemporaneo globale. Il servizio pubblico deve comunicare e diffondere ciò che è vivo. Non può continuare ad impersonare solo l’archeologia della comunicazione. Se la sua missione è una missione culturale, bisogna ammettere che accanto alle reti generaliste che ripropongono la cultura di ieri, esistano reti nuove che diffondano la cultura di oggi." l'impressione è che non abbiate manco letto quello che ha dichiarato ... Link to comment Share on other sites More sharing options...
Alex Halman Posted September 22, 2009 Share Posted September 22, 2009 In che punto direbbe che gli anime tirano di più (che a casa mia significa fanno dati di share migliori) delle biografie dei santi? a parte che è una vera follia sostenerlo (non ci vuole molto a guardare i numeri... magari fosse davvero così!) nella parte che hai sottolineato si può intendere al massimo che per lui hanno una possibilità di sviluppo per IL FUTURO è che sarebbero più innovativi e in sintonia coi giovani... ma questo discorso non c'entra nulla col "tirare"="fare maggiori profitti", anzi, in quanto servizio pubblico sembrerebbe sostenere che la RAI dovrebbe andare oltre la logica commerciale e fare qualcosa di nuovo (che è l'opposto di quel che dici te, cercare il consenso facile per innalzare gli ascolti, ti ricordo che l'Italia è un paese DI VECCHI) Link to comment Share on other sites More sharing options...
Shuji Posted September 22, 2009 Share Posted September 22, 2009 dunque... stando a certi siti, il seguente sarebbe l' articolo incriminato apparso su repubblica. IL SABATO DEL VILLAGGIOGiovanni Valentini. LA TELEVISIONE SENZA QUALITÀ LA VOCE della verità si accompagna a un rumore accessorio sospetto, ma gli interessati non vogliono sentirlo. (da "L'uomo senza qualità" di Robert Musil - Einaudi, 1996 - pag. 343) «Quattordici milioni e passa di euro, per pagare la sanzione comminata dall'Autorità sulle Comunicazioni per l'incompatibilità dell'ex direttore generale Alfredo Meocci, la Rai riesce a trovarli: ovviamente, a carico dei cittadini contribuenti e abbonati. Ad altri 50-60 milioni all'anno, per interrompere il contratto con Sky e non trasmettere più sulla sua piattaforma i canali satellitari, si può anche rinunciare: idem come sopra. Ma i soldi per introdurre il sistema di rilevazione "Qualitel", già previsto dal contratto di servizio con lo Stato per il triennio 2007-2009, l'azienda di viale Mazzini non vuole proprio tirarli fuori. E così l'ultimatum lanciato dal presidente dell'Authority, Corrado Calabrò, nell'audizione del 15 luglio scorso davanti alla Commissione parlamentare di Vigilanza, con cui si assegnava alla Rai una proroga di sei mesi per "dare attuazione" al nuovo sistema di "rilevazione, monitoraggio e analisi della qualità" dei programmi entro la fine di agosto, è ormai scaduto. Perciò l'azienda pubblica verrà sottoposta adesso a un'indagine per inadempienza contrattuale, al termine della quale potrebbe essere condannata a pagare fino al 3% del suo fatturato, vale a dire una maxi-multa di circa cento milioni di euro. Nel contratto di servizio in vigore, sottoscritto con l'ex ministro Paolo Gentiloni nel 2007 e in scadenza alla fine di quest'anno, la Rai s'era impegnata a introdurre il "Qualitel" a garanzia della sua offerta al pubblico, sempre più insoddisfatto e deluso: un antidoto insomma contro la "tv deficiente", volgare e violenta, orientata alla rincorsa dell'audience. Appena insediato in marzo al vertice dell'azienda, il presidente Paolo Garimberti si era subito preoccupato di verificare lo stato di attuazione del progetto. E infine, a metà luglio, era stato Calabrò - come già ricordato - a richiamare formalmente la tv di Stato al rispetto degli impegni assunti, indicando il termine ultimo di agosto. In quell'occasione, il presidente dell'Authority riferì puntualmente dei problemi tecnici, burocratici ed economici eccepiti dalla Rai, secondo quanto comunicato dal vice-ministro, Paolo Romani. Ma poi aggiunse testualmente: «Tuttavia l'Autorità ha ritenuto che, nonostante le difficoltà segnalate, la messa in esercizio del nuovo sistema non potesse non intervenire nell'arco di vigenza dell'attuale contratto di servizio»: e cioè, appunto, entro il corrente anno. Lo stesso presidente Calabrò definì "irrinunciabile" l'impegno dell'azienda in questo campo: «Un servizio pubblico che non valorizzi la qualità - si legge nel testo dell'intervento - viene meno alla sua funzione». Fatto sta che ora la Rai, trincerandosi dietro le difficoltà tecniche e i costi dell'operazione, propone un progetto alternativo in versione ridotta. Ma, a quanto si può capire dalle prime indiscrezioni, non sembra tale da soddisfare le attese del presidente Calabrò e soprattutto gli impegni assunti nel contratto di servizio. E così l'Authority, dopo averlo esaminato nella prima seduta dopo le ferie estive, lunedì 14 settembre, ha deciso di aprire un'istruttoria formale. Un'altra pesante ipoteca si accende dunque sulla gestione dell'azienda radiotelevisiva, sotto la direzione generale di Mauro Masi. Qui, però, non si tratta più di polemiche politiche, di palinsesti o di talk-show più o meno compiacenti nei confronti del governo e del presidente del Consiglio. La faccenda del "Qualitel", al di là degli impegni contrattuali, attiene alla natura stessa della Rai, alla sua funzione e alla sua responsabilità: una tv pubblica senza qualità è destinata a perdere la propria legittimazione, la propria ragion d'essere. Al povero telespettatore che paga il canone, può capitare intanto di sintonizzarsi intorno alle 19.30 su Rai 4, la "nuova" rete del servizio pubblico sul digitale terrestre e di imbattersi in un orripilante telefilm americano, intitolato Angel, a base di sesso e violenza, interpretato da personaggi che al momento di entrare in azione cambiano sembianze e si trasformano in vampiri. Sarà pure «una delle serie televisive fantastiche più amate dal pubblico mondiale degli anni Duemila», come recita trionfalmente una locandina pubblicitaria. Ma non ha proprio nulla a che fare con la missione del servizio pubblico. E non c'è neppure bisogno del "Qualitel" per impedire visioni del genere e per di più a quell'ora, nella fascia cosiddetta preserale, mentre i bambini hanno finito i compiti e le mamme stanno trafficando magari in cucina.». (sabato@repubblica.it) a questo punto mi sembra proprio che quanto scritto da freccero non c' entri nulla, nel senso che valentini parla di qualitel ed indirettamente di fasce orarie da regolamentare (che angel non gli piaccia o non l' abbia capito poco importa) mentre lui se ne viene fuori con "libertà di stampa", "pericolo censura totalitaria" e "benpensani conservatori", con stoccata finale di immaginal divide... No, allora. Esistono critiche ed esistono Critiche. Se Vera Slepoj scrive una cosa del genere su Riza Psicosomatica, magari e' ripresa da qualche talkshow, riportata in calce da qualche periodico, ma si tratta di posizioni oramai acclarate, che al massimo ravvivano il fuoco della polemica tra chi e' pro e chi e' contro. SE la Critica invece viene da REPUBBLICA, e' tutt'altra cosa. Non c'entra niente di chi siano le parole, quel tipo di giornali, anche i quotidiani locali piu' sfigati lo fanno, sono on ogni parte espressione del direttore e dintorni. Il fatto e' che Repubblica e' prima di tutto una voce/organo politico. La RAI e' ampiamente politicamente lottizzata. Ergo, un commento del genere, ad un direttore della RAI, fa' alzare le antenne e alzare il livello di Defcon, in quanto c'e' qualcuno che vuole veicolare un certo tipo di messaggio. Che non e' solo quello dell'editorialista. Link to comment Share on other sites More sharing options...
Chibi Goku Posted September 22, 2009 Share Posted September 22, 2009 ma questo discorso non c'entra nulla col "tirare"="fare maggiori profitti", anzi, in quanto servizio pubblico sembrerebbe sostenere che la RAI dovrebbe andare oltre la logica commerciale e fare qualcosa di nuovo (che è l'opposto di quel che dici te, cercare il consenso facile per innalzare gli ascolti, ti ricordo che l'Italia è un paese DI VECCHI) In realtà non lo sostiene lui, lo sostiene Valentini, dicendo che non si dovrebbe mandare Angel ma qualcosa di culturale/di qualità. Al che giustamente Freccero risponde che invece di mandare le solite troiate che vanno in tv da millanta anni è più importante dare spazio alla cultura dei giovani, a ciò che si sta diffondendo oggi e non a quello che era diffuso anni. D'altronde per i reazionari finti di sinistra c'è già rai 3, che si guardassero quella e la piantassero di rompere i coglioni. Link to comment Share on other sites More sharing options...
Roger Posted September 22, 2009 Share Posted September 22, 2009 Se Vera Slepoj... SE la Critica invece viene da REPUBBLICA, e' tutt'altra cosa. Non c'entra niente di chi siano le parole, quel tipo di giornali, anche i quotidiani locali piu' sfigati lo fanno, sono on ogni parte espressione del direttore e dintorni. Il fatto e' che Repubblica e' prima di tutto una voce/organo politico. La RAI e' ampiamente politicamente lottizzata. Ergo, un commento del genere, ad un direttore della RAI, fa' alzare le antenne e alzare il livello di Defcon, in quanto c'e' qualcuno che vuole veicolare un certo tipo di messaggio. Che non e' solo quello dell'editorialista. beh ma sono d' accordo che il contenuto delle parole "di" valentini sia di stampo politico; quanto sia appropriato o no, non ne ho idea dal momento che non conosco la situazione degli argomenti che affronta (detta facile: ok puo' avere pigliato una scusa a random per fare opposizione, ma non ne sono sicuro). quel che non mi soddisfa e' la risposta di freccero. posso apprezzare l' astuzia dell' aver rispedito al mittente, trollandolo, la provocazione; ripeto che sono pure d' accordo con quanto afferma, ma non approvo vittimismo gratuito e sfruttamento di ovvieta' che nulla c' entrano col problema, chiunque glielo mandi. e' naturale che tutti gli orfani (degli anime in tv) saranno solidali con l' uomo tigre (freccero), se questo piagne che mr. X (valentini) di tana delle tigri (repubblica) lo vole menare (censurare). ma l' uomo tigre non deve piagnere come l' uomo coccodrillo, deve menare onestamente. Link to comment Share on other sites More sharing options...
jabawack79 Posted September 22, 2009 Share Posted September 22, 2009 ma cristo c'è rai storia ecc. per i programmi culturali e cazzabubbole varie dobbiamo beccarci solo canali e programmiper vecchi bacucchi moralisti? in una rete giovanile voglio sesso sangue e violenza(sorry reduce da una maratona di dokurochan) ah e spettate di vedere come repubblichella attaccherà il palinsesto di italia2 ancora prima che nasca. e pure tante parolacce! Link to comment Share on other sites More sharing options...
Chibi Goku Posted September 22, 2009 Share Posted September 22, 2009 Il fatto è che Freccero ha dato una risposta politica dicendo che: - una simile posizione non è conciliabile con la posizione di una sinistra moderna (che infatti in Italia non esiste) - dal punto sopra viene naturale che ciò ha un impatto negativo verso i giovani, che non riescono a condividere i valori che questi loschi figuri gli propongono - la destra è molto più furba e non ha le fette di salame bolscevico sugli occhi E sono tre affermazioni vere e sacrosante, e non mi pare più di tanto vittimismo, leggendo tra le righe io ci vedo un bel "siete dei grandissimi coglioni", che poi è l'unica opinione possibile verso una certa categoria di persone. Link to comment Share on other sites More sharing options...
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