Endrius Inviato 29 Dicembre, 2009 Share Inviato 29 Dicembre, 2009 Finalmente ho l'avi, visto che il dvd non esiste, dei promessi sposi del trio Solenghi, Marchesini e Lopez. Che dire almeno negli anni 80 la Rai delle fiction decenti le faceva. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
werner Inviato 29 Dicembre, 2009 Share Inviato 29 Dicembre, 2009 Che dire almeno negli anni 80 la Rai delle fiction decenti le faceva. Ti sei perso Coliandro? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 29 Dicembre, 2009 Share Inviato 29 Dicembre, 2009 Ho sempre detestato quel tipo di 'comicità' demente. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
m0ntella_9 Inviato 29 Dicembre, 2009 Share Inviato 29 Dicembre, 2009 In effetti erano un pochino pesanti. 2/3 minuti ok....ma poi si esagerava. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Mutsurini Inviato 30 Dicembre, 2009 Share Inviato 30 Dicembre, 2009 io quando ero piccino piccio' l'avevo adorato ("la monaca di mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmonza" ) l'ho rivisto recentemente (non tutto) e ho smesso di adorarlo cmq la cosa del trio che merita deppiu' sono le telenovelas brasiliane, quelle fuori sincro Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Endrius Inviato 30 Dicembre, 2009 Autore Share Inviato 30 Dicembre, 2009 io quando ero piccino piccio' l'avevo adorato ("la monaca di mmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmmonza" ) l'ho rivisto recentemente (non tutto) e ho smesso di adorarlo La girella è una brutta bestia. Ieri ho cercato di vedere la prima ora, ed ho fatto fatica! Me lo ricordavo molto più divertente. Certo che rispetto ai cinepanettoni di natale, i Promessi Sposi sono roba aulica. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 30 Dicembre, 2009 Share Inviato 30 Dicembre, 2009 (modificato) Ma solo io ho sempre pensato, sin da piccolo, che chi ride con la demenzialità è molto probabilmente demente? Tipo che sin da bambino detestato TUTTE quelle cose stupide tipo i film di Lino Banfi, le pallottole spuntate, tutto. Mi facevano arrabbiare invece che ridere. Non vi è alcuna arguzia intellettuale nella comicità italiana. La comicità italiana è comicità essenzialmente infantile. Ovvero, tenta di fare ridere perché A) crea un imbarazzo che il pubblico sfoga con la rista [è il motivo per cui le parolacce o le cose volgari specie a sfondo sessuale fanno ridere i bambini], o B) crea l'idea che una cosa sia comica, qualcuno dire, e il 'gregge' allora ride. Ma non c'è mai niente da ridere, in questo tipo di comicità. In un idiota che sale su un palco e dice cose random idiote, con un marcato accento dialettale idiota, sparanzo qualche volgarità random non trovo nulla da ridere. Penso piuttosto 'che tristezza'. Velo pietoso sui comici 'intellettuali' e 'satirici' che si sentono TAAAAANTO intelligenti scoprendo ogni settimana che gli umani sono umani e gli italiani sono italiani. Se solo si ricordassero chi gli paga la pappa, almeno sarebbero meno ipocriti. Ma poi non saprebbero cosa fare per vivere. Tristezza, davvero. Però mi fa ridere Voltaire. Leggere cose come Zadig mi fa sempre ridere. :) Modificato 30 Dicembre, 2009 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
werner Inviato 30 Dicembre, 2009 Share Inviato 30 Dicembre, 2009 Ma solo io ho sempre pensato, sin da piccolo, che chi ride con la demenzialità è molto probabilmente demente? No. Resta però una posizione estremamente arrogante, non supportata dai fatti, e stupida. Specialmente per chi, lavorando su entertainment di nicchia, dovrebbe sapere bene quanta poca verità ci sia negli stereotipi e magari aver imparato un po' di rispetto per i gusti differenti dai propri. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 30 Dicembre, 2009 Share Inviato 30 Dicembre, 2009 Ma solo io ho sempre pensato, sin da piccolo, che chi ride con la demenzialità è molto probabilmente demente? No. Resta però una posizione estremamente arrogante, non supportata dai fatti, e stupida. Specialmente per chi, lavorando su entertainment di nicchia, dovrebbe sapere bene quanta poca verità ci sia negli stereotipi e magari aver imparato un po' di rispetto per i gusti differenti dai propri. Non posso far altro che quotare Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Eymerich Inviato 30 Dicembre, 2009 Share Inviato 30 Dicembre, 2009 Velo pietoso sui comici 'intellettuali' e 'satirici' che si sentono TAAAAANTO intelligenti scoprendo ogni settimana che gli umani sono umani e gli italiani sono italiani. Se solo si ricordassero chi gli paga la pappa, almeno sarebbero meno ipocriti. Ma poi non saprebbero cosa fare per vivere. Il punto è che non è poi così evidente che gli umani siano umani e gli italiani siano italiani (perlomeno ai più..): compito dell'umorismo "intelligente" dovrebbe essere proprio quello di aprire gli occhi alla gente (e se ci riesce facendo ridere piuttosto che piangere, come sarebbe naturale, francamente mi sembra una grande impresa..). Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 30 Dicembre, 2009 Share Inviato 30 Dicembre, 2009 (modificato) Ma solo io ho sempre pensato, sin da piccolo, che chi ride con la demenzialità è molto probabilmente demente? No. Resta però una posizione estremamente arrogante, non supportata dai fatti, e stupida. Specialmente per chi, lavorando su entertainment di nicchia, dovrebbe sapere bene quanta poca verità ci sia negli stereotipi e magari aver imparato un po' di rispetto per i gusti differenti dai propri. Il gioco è 'trova l'errore'. 1) Perché arrogante? Ho chiesto se io sia il solo a pensare un pensiero che non do neppure per certo, ma include un 'molto probabilmente'. 2) Come potrebbe un simile giudizio essere 'supportato dai fatti'? A parte che potrei avere i dati raccolti nella mia vita a conferma, ma non farebbero base statistica in ogni caso. 3) Perché stupida? 4) Lavorando sull'entertainment di nicchia personalmente ho trovato solo conferma agli steteotipi. Specie in logica di fenotipi umani. Lo so, è un pugno nello stomaco quando dopo che tutti ti hanno sempre detto che 'siamo tutti speciali' scopri che no, i fenotipi psicologici umani raggiungono a stento la decina, e poi sono solo ricombinazioni parziali, tipo crossing over genetico. Questo per NON andare nel profondo, certo. Si capisce che stiamo parlando di cose superficiali. 5) Dove sta scritto che il rispetto sia in qualche modo 'dovuto'? Su un testo sacro? Se è così, non l'ho mai letto. Ho sempre pensato che il mio 'rispetto' (che è comunque una parola violenta e che io personalmente odio, perché puzza sempre di rivendicazione) lo si debba conquistare. Quindi, perché dovrei 'rispettare' i gusti degli altri 'per se'? Se uno ha dei gusti che per me sembrano dementi, dirò che i suoi gusti mi paiono dementi, e NON stimerò, né rispetterò, quei gusti. Semmai per retrosintomatologia disprezzero (in varie forme commisurate alla trivialità del tutto) anche la persona in causa. Modificato 30 Dicembre, 2009 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 30 Dicembre, 2009 Share Inviato 30 Dicembre, 2009 Semmai per retrosintomatologia disprezzero (in varie forme commisurate alla trivialità del tutto) anche la persona in causa. Ecco, il "problema" e' proprio questo. Volendo si puo' prendere il "semmai" come indicativo di una eccezione o in qualche misura intenderlo come una 'iperbole' per un certo tipo di discorso di natura personale, ma il problema rimarrebbe anche come eccezione. Non e' questione di 'politically correct' se lo affermo, non si può disprezzare qualcuno per i gusti che esprime. Se capita che perculi qualcuno per qualche serie o per qualche preferenza, lo faccio perche' sia io che il diretto interessato sappiamo che e' uno scherzo, che e' cazzeggio. Ma arrivare a 'disprezzare' qualcuno per i suoi gusti, no, non esiste proprio. Anche perche', estendendo solo di una iota il discorso appena al di fuori del contesto del 'problema', alla fine e' inevitabile che ciascuno di noi abbia gusti differenti dagli altri. Che dobbiamo fare, spararci? Poi magari c'e' qualche misunderstanding di mezzo, ma anche l'iperbole del disprezzare qualcuno per i propri gusti, che alla fine possono essere per qualunque cosa, anche la politica, la religione, assume ovviamente e scontatamente direi, socialmente intendendo, una connotazione negativa. My 0.02 Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Mutsurini Inviato 30 Dicembre, 2009 Share Inviato 30 Dicembre, 2009 al di la' che non condivido mezza virgola di quanto scrivi, retrosintomatologia neologismo? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 31 Dicembre, 2009 Share Inviato 31 Dicembre, 2009 (modificato) Non e' questione di 'politically correct' se lo affermo, non si può disprezzare qualcuno per i gusti che esprime. Perché? Comunque, se hai letto, dicevo 'disprezzare' nel contesto. Ovvero dirò "hai gusti di merda" o "non capisci niente di questo e quello". Non è che pensero "sei una cattiva persona". Esiste il piano orizzontale della competenza di ogni giudizio, oltre al piano verticale gerarchico dei giudizi. :) Quando al 'dimmi cosa ti piace e ti dirò cosa penso di te', se non dicessi questo, sarei un ipocrita. Ovvero: A) A X piace Y. B) Io penso che Y sia una cosa idiota. C) DEVO dedurre che a X piacciono cose idiote. D) DEVO tenere conto di questo nella mia idea di X (in una misura commisurata all'argomento trattato). Non esiste 'possono avere tutti ragione allo stesso tempo anche se dicono cose opposte'. E' solo il buonismo che frigge le menti e ammazza il dialogo reale tra gli esseri umani. Sorry. (Ma anche no, eh!) Modificato 31 Dicembre, 2009 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 31 Dicembre, 2009 Share Inviato 31 Dicembre, 2009 al di la' che non condivido mezza virgola di quanto scrivi, retrosintomatologia neologismo? Probabile. :) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 31 Dicembre, 2009 Share Inviato 31 Dicembre, 2009 Pirkaf, è una cosa che mi porto dietro fin dall'infanzia. Ovvero, quando alle elementari tutti si mettevano a fare le battute alla Lino Banfi, 'e che chezzo' e quelle cose, 'mito, mito', e io continuavo a gridare: ma no, non fa ridere. Non fa davvero ridere! Deve essere una cosa che mi ha segnato. Non sono d'accordo che tutta la comicità sia come la descrivo io nei punti A e B. Esiste anche la comicità situazionale, quella ri *vero* sarcasmo (in Italia non si sa cosa sia, imho, è cosa soprattutto francese), e altre. Moliere mi fa ridere. :) Anche un certo (non tutto) Allen mi fa ridere, per quanto la sua sia tipica comicità giudea/freudiana (fondata su un'etica del successo tipicamente sionista, ovvero 'soldi, sesso, potere e figure sociali'). Mi fa ridere persino la commedia dell'arte, soprattutto con i burattini, perché la trovo in qualche modo archetipale e non caricata. Non distrutta da un gusto del grottesco eccessivo che rende anche una potenzialmente innocente macchietta qualcosa di fastidioso. Per quanto riguarda i tuoi discorsi sui motivi del genere, sicuramente validissimi, non mi interessano. Personalmente, ho sempre fatto una questione psicologica nell'analisi del tipo di comicità che fa ridere ciascuno. E' davvero una delle prime cose che noto in una persona. Tipo quando mi trovo in comitiva faccio un certo tipo di arguzie e vedo chi le coglie, chi sorride, chi no. Perché il riso è una cosa relativamente spontanea e difficilmente mente. Anche perché quando è forzato si vede lontano un miglio. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Erik Inviato 31 Dicembre, 2009 Share Inviato 31 Dicembre, 2009 (modificato) Il sarcasmo in Italia non si conosce? Shito, fai un giro in Toscana, vieni. Dammi retta. :biggrin: Modificato 31 Dicembre, 2009 da Erik Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 31 Dicembre, 2009 Share Inviato 31 Dicembre, 2009 Non e' questione di 'politically correct' se lo affermo, non si può disprezzare qualcuno per i gusti che esprime. Perché? Comunque, se hai letto, dicevo 'disprezzare' nel contesto. Ovvero dirò "hai gusti di merda" o "non capisci niente di questo e quello". Non è che pensero "sei una cattiva persona". Esiste il piano orizzontale della competenza di ogni giudizio, oltre al piano verticale gerarchico dei giudizi. :) Perche' il disprezzare qualcuno per i propri gusti personali, e' la porta principale verso tutte le intolleranze e le deviazioni che ha avuto l'evoluzione della societa' nel corso dei secoli. E' il tipico atteggiamento del bullo di scuola che pesta uno per strada perche' non gli piace il giubbotto giallo che indossa. Quindi, visto che non si sta parlando di questo, ossia del disprezzare un altro individuo per i propri gusti personali, cosa che e' socialmente *inaccettabile* sotto qualunque punto di vista sia personale che collettivo, ritengo che anche il mio intervento si esaurisca con questo commento, visto che il rimarcare alla fine sarebbe alquanto ridondante :) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 31 Dicembre, 2009 Share Inviato 31 Dicembre, 2009 (modificato) A) A X piace Y.B) Io penso che Y sia una cosa idiota. C) DEVO dedurre che a X piacciono cose idiote. D) DEVO tenere conto di questo nella mia idea di X (in una misura commisurata all'argomento trattato). Io penso che Saikano sia (abbastanza) stupido. Non per questo penso che tu e Shuji siate (abbastanza) idioti. Ma proprio zero. E sai una cosa, alla luce dei fatti? Siete dei fottuti fasci dentro e mi fate incazzare, ma è vero, non siete certo idioti, stronzi o non vi considero degli corrispondenti per internet preziosi, e forse anche qualcosa di più. tl;dr giudizio estetico parziale =/=giudizio intellettivo parziale. Ma anche =/=giudizio estetico totale, e figuriamoci giudizio sulla persona! Comunque è abbastanza.. demenziale (:P) che chi idolatri il Giappone in generale senza distinguo ce l'abbia con un certo genere di comicità. A meno che in assoluto solo gli anime abbiano tutta la demenzialità prodotta nell'arcipelago. E' strano un casino Modificato 31 Dicembre, 2009 da Dairon Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 31 Dicembre, 2009 Share Inviato 31 Dicembre, 2009 (modificato) Non e' questione di 'politically correct' se lo affermo, non si può disprezzare qualcuno per i gusti che esprime. Perché? Comunque, se hai letto, dicevo 'disprezzare' nel contesto. Ovvero dirò "hai gusti di merda" o "non capisci niente di questo e quello". Non è che pensero "sei una cattiva persona". Esiste il piano orizzontale della competenza di ogni giudizio, oltre al piano verticale gerarchico dei giudizi. :) Perche' il disprezzare qualcuno per i propri gusti personali, e' la porta principale verso tutte le intolleranze e le deviazioni che ha avuto l'evoluzione della societa' nel corso dei secoli. E' il tipico atteggiamento del bullo di scuola che pesta uno per strada perche' non gli piace il giubbotto giallo che indossa. Quindi, visto che non si sta parlando di questo, ossia del disprezzare un altro individuo per i propri gusti personali, cosa che e' socialmente *inaccettabile* sotto qualunque punto di vista sia personale che collettivo, ritengo che anche il mio intervento si esaurisca con questo commento, visto che il rimarcare alla fine sarebbe alquanto ridondante :) Mmmh... ti seguo a metà. Ovvero, il 'disprezzare' è una cosa. E' un atteggiamento *mentale*. Disprezzo (nel senso letterale di 'non apprezzo, considero negativamente' molte persone, ma non ho mai dato adito ad alcun ATTO di intolleranza, ovvero pensare è una cosa, agire è altra. Ragione pura è una cosa, ragione pratica e altra. Questo in primis. In secundis, credo che l'ambito 'sociale' (ti dici, giustamente, *socialmente* inaccettabile) sia intrinsecamente l'ambito 'collettivo' e NON 'personale'. Dato che la società è appunto il teatro della vita umana comunitaria e nulla più. Credo infatti che i più grandi problemi del nostro tempo vengano dalla perdita di vista della salda demarcazione tra ambito pubblico e ambito privato, ovvero come ogni nonna sapeva "a casa tua fai come piace a te, in società fai come non dispiace agli altri". Altrimenti non si vive (in gruppo), giustamente. :) Modificato 31 Dicembre, 2009 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 31 Dicembre, 2009 Share Inviato 31 Dicembre, 2009 (modificato) A) A X piace Y.B) Io penso che Y sia una cosa idiota. C) DEVO dedurre che a X piacciono cose idiote. D) DEVO tenere conto di questo nella mia idea di X (in una misura commisurata all'argomento trattato). Io penso che Saikano sia (abbastanza) stupido. Non per questo penso che tu e Shuji siate (abbastanza) idioti. Ma proprio zero. E sai una cosa, alla luce dei fatti? Siete dei fottuti fasci dentro e mi fate incazzare, ma è vero, non siete certo idioti, stronzi o non vi considero degli corrispondenti per internet preziosi, e forse anche qualcosa di più. tl;dr giudizio estetico parziale =/=giudizio intellettivo parziale. Ma anche =/=giudizio estetico totale, e figuriamoci giudizio sulla persona! Comunque è abbastanza.. demenziale (:P) che chi idolatri il Giappone in generale senza distinguo ce l'abbia con un certo genere di comicità. A meno che in assoluto solo gli anime abbiano tutta la demenzialità prodotta nell'arcipelago. E' strano un casino Il tuo discorso è sacrosanto. Torno sul concetto di 'ambito di competenza' (e conseguentemente, pertinenza di livell di valore) di ciascun giuduzio. Del resto, se tu consideri un fascistone come me uno con cui vale la pena parlare sarà (spero) per degli altri tuoi giudizi di valore su cosa dico e Trovo infatti tutte le tue non equivalenze del tutto sensate. :) come lo dico, che poi, ciascuno con la sua pertinenza di livello, metti sull'ideale bilancia che porta il mo nome, no? Modificato 31 Dicembre, 2009 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 31 Dicembre, 2009 Share Inviato 31 Dicembre, 2009 (modificato) Allora, in virtù di cosa, se non apprezzi Banfi, ti permetti di sostenere chi lo apprezza sia probabilmente demente? Secondo te io dovrei giudicare te e Shuji (esempio di Saikano) come giudico l'opera, cioè sostanzialmente vuota? Dovrei forse farlo fino a prova contraria per un accidente del genere, e questo anche alla luce del fatto che non sembra essere la demenzialità il vero problema? Mi sfugge proprio il passaggio. Modificato 31 Dicembre, 2009 da Dairon Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 31 Dicembre, 2009 Share Inviato 31 Dicembre, 2009 Mmmh... ti seguo a metà. Ovvero, il 'disprezzare' è una cosa. E' un atteggiamento *mentale*. Disprezzo (nel senso letterale di 'non apprezzo, considero negativamente' molte persone, ma non ho mai dato adito ad alcun ATTO di intolleranza, ovvero pensare è una cosa, agire è altra. Ragione pura è una cosa, ragione pratica e altra. Questo in primis. In secundis, credo che l'ambito 'sociale' (ti dici, giustamente, *socialmente* inaccettabile) sia intrinsecamente l'ambito 'collettivo' e NON 'personale'. Dato che la società è appunto il teatro della vita umana comunitaria e nulla più. Credo infatti che i più grandi problemi del nostro tempo vengano dalla perdita di vista della salda demarcazione tra ambito pubblico e ambito privato, ovvero come ogni nonna sapeva "a casa tua fai come piace a te, in società fai come non dispiace agli altri". Altrimenti non si vive (in gruppo), giustamente. :) A parte che come dicevo prima, "ho gia' dato" :) In primis, non e' l'esternazione della violenza fisica (e anche morale) il fattore di discrimine tra gli ambiti che citi. Vero che per una 'catalogazione' che so, di un piromane, vale solo quando egli ha appiccato piu' volte e non per caso, il fuoco, ma il piromane e' tale per una ossessione mentale. L'esternazione di un disagio, di una ossessione, di una rabbia piu' o meno latente non e' la causa. Quanto un 'fine'. In secundis, la salda demarcazione cui giustamente accenni e' possibile solo per piena convinzione, accettazione e rispetto di regole. Regole che non sono frutto di imposizione, ma di evoluzione insieme personale e sociale; tanto che una delle principali pulsioni del nostro secolo e' quella dei 'sensi di colpa', che non sono dati dal non aver seguito un testo, ma dalla consapevolezza piena, cosciente e consapevole, che talune azioni o circostanze sono 'giuste' a prescindere dai testi stessi; e' infamante essere chiamato ladro, ma nessuno presumo conosce il dispositivo di legge corrispondente, e cosi' via. La socialita' alla fine e' frutto di evoluzione, di elaborazione e di rielaborazione di istanze personali e di esperienza a piu' livelli. Allo stesso modo chi non riconosce centralita' a determinate istanze di natura prettamente evolutiva e sociale, spesso prende il 'testo' come motivo di "oppressione" e quindi scusante per atteggiamento 'altro', con accezione individualistica, o di piu' la legge come vera e propria causa di un rigetto in toto di determinati atteggiamenti. Noi viviamo in un 'mondo', e il mondo non si esaurisce con noi stessi, che piaccia o non piaccia. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 1 Gennaio, 2010 Share Inviato 1 Gennaio, 2010 Allora, in virtù di cosa, se non apprezzi Banfi, ti permetti di sostenere chi lo apprezza sia probabilmente demente? Ovviamente ora tu stai parlando di un caso singolo. I parlavo di 'chi ama tutto l'umorismo demenziale' e del fatto che 'potesse essere probabilmente demente anch'egli', tuttavia il senso non cambia. Come ogni giudizio personale, esso viene mentalmente messo in base alle proprie idee di 'demenza' e 'sintomatologia della demenza', chiaramente. Secondo te io dovrei giudicare te e Shuji (esempio di Saikano) come giudico l'opera, cioè sostanzialmente vuota? Se non lo fai, ovvero se non dai valore (positivo o negativo) ai tratti di caratterizzazione degli altrui pensieri con cui ti scronti, paragonati al tuo, è un grosso punto di vacuità nel discorrere con te. Come comporresti, altrimenti, la tua personale 'immagine' (interiore) delle altre persone, se non valutando (giudicando) ogni loro comportamento, pensiero, o altro? Dovrei forse farlo fino a prova contraria per un accidente del genere, e questo anche alla luce del fatto che non sembra essere la demenzialità il vero problema? A parte che nel mio pensiero la demenzialità può spesso essere un problema, dovresti farlo sempre: nel bene, nel male, nell'eventual alternanza e riconsiderazione tra i due, sulle cose e sulle persone. Come disse Emanuele, per gli esseri umani pensare *è* giudicare, indi non giudicare ovvero vietarselo o fingere a sé stessi di non farlo per buonismo sociale, è un poco spegnere il cervello. Al contrario, credo che la sensatezza sia nel tenere nella corretta prospettiva la dimensione, il valore e la pertinenza di ognuno dei nostri infiniti giudizi. Personalmente, cerco di sforzarmi in questo. Ma magari è solo un problema mio, eh! Mi sfugge proprio il passaggio. Non capisco invero cosa ti sfugga. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 1 Gennaio, 2010 Share Inviato 1 Gennaio, 2010 A parte che come dicevo prima, "ho gia' dato" :) E allora perché hai risposto? In primis, non e' l'esternazione della violenza fisica (e anche morale) il fattore di discrimine tra gli ambiti che citi. Vero che per una 'catalogazione' che so, di un piromane, vale solo quando egli ha appiccato piu' volte e non per caso, il fuoco, ma il piromane e' tale per una ossessione mentale. Stai facendo un gran casino. Se parli di società, parli di diritto, non di morale. E il diritto, per definizione, non può che afferire al mondo pratico, non teorico. Ovvero NESSUN atteggiamento *mentale* può essere argomento di diritto, solo atti pratici, è evidente. La questione della piromania, per come tu la poni, è infatti argomento di medicina, semmai. Che con la questione della società c'entra anche poco. L'esternazione di un disagio, di una ossessione, di una rabbia piu' o meno latente non e' la causa. Quanto un 'fine'. E' semmai l'effetto (causa->effetto in senso meccanicista, non metterei in campo la teleologia qui, parlando di 'fine'), ma è comunque l'unica cosa rilevante nell'ambito del diritto, ovvero del vivere in comune, ovvero della socialità. Altrimenti fai una cosa peggio del Regime di Terrore, peggio della PreCrimine di cui Dick, ti pare? Non ha senso. In secundis, la salda demarcazione cui giustamente accenni e' possibile solo per piena convinzione, accettazione e rispetto di regole. Concordo. Regole che non sono frutto di imposizione, ma di evoluzione insieme personale e sociale; tanto che una delle principali pulsioni del nostro secolo e' quella dei 'sensi di colpa', che non sono dati dal non aver seguito un testo, ma dalla consapevolezza piena, cosciente e consapevole, che talune azioni o circostanze sono 'giuste' a prescindere dai testi stessi; e' infamante essere chiamato ladro, ma nessuno presumo conosce il dispositivo di legge corrispondente, e cosi' via. Continui a mischiare diritto e morale. Il diritto è ciò che, in un determinato ambito territoria, posso/non posso fare senza incorrere in sazione (eventualmente). Morale è la legge che c'è nel mio animo. L'una cosa non ha NULLA (o quasi) a che fare con l'altra. Io che non credo gli esseri umani essere degli animali sociali, come Rousseau, penso che abbiano formato gruppi sociali per mero raggiumento di utile individuale tramite utile comune. Nulla più. La socialita' alla fine e' frutto di evoluzione, di elaborazione e di rielaborazione di istanze personali e di esperienza a piu' livelli. Ma questa è un'istanza storiografica, antropologica persino, non appartiene alla mente del singolo. Almeno non alla mente del singolo emancipata abbastanza per capire che non è che io 'non possa' -che so- uccidere dei passanti. Posso farlo eccome. Solo, se lo faccio incorro in data sanzione. Quindi non è che non sia libero di farlo. Solo, è un atto che -in questa realtà geografico-temporale- comporta date conseguenze. Quindi, si tratta di valutare nel caso le proprie motivazioni e il deterrente, fare un conto da allibratore, e decidere. Allo stesso modo chi non riconosce centralita' a determinate istanze di natura prettamente evolutiva e sociale, spesso prende il 'testo' come motivo di "oppressione" e quindi scusante per atteggiamento 'altro', con accezione individualistica, o di piu' la legge come vera e propria causa di un rigetto in toto di determinati atteggiamenti. Questo un poco lo capisco, ma ancora lo capisco come analisi globale, non singolare. E' la descrizione di una certa forma di 'angst' esistenzialista che ha anche fatto la fortuna di certi narratori da due soldi (penso tipo a Salinger, Keruak, quella robaccia là) ed è stata cavalcata, più che espressa, da certe tendenze giovanili. Ma alla fine sono solo fregnacce da wagamama (bambino viziato/piagnone). Perché la libertà di mettere una bomba c'è eccome, di suicidarsi pure, quindi anche la 'ribellione' come atteggiamento non ha senso. Alla fine è solo una rivendicazione di attenzione, come il vagito del neonato o meglio il pianto del bambino. Alla fine è solo debolezza esistenziale. Noi viviamo in un 'mondo', e il mondo non si esaurisce con noi stessi, che piaccia o non piaccia. Questo l'ho detto anch'io nel citare l'insegnamento della nonna. Meglio sarebbe dire che il mondo interiore e quello esterire non coincidono, che ci piaccia o meno. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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