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Cinema di genere nipponico


Aldo

Messaggi raccomandati

Shuji vieni qua :rotfl: Come da titolo, un topic per segnalare/recensire/chiedere consigli sui vari Pinku, Chanbara, Jideki che ci ha regalato e continua a regalarci la terra del Sol Levante.

L'ultimo che ho visto è Zero Woman: Red Handcuffs, il primo film tratto dal fumetto del mitologico (nel senso che nonostante la fama dei film tratti dai suoi lavori, sul web a stento si trova una vignetta) Tooru Shinohara. La cosa migliore del film è, purtroppo, il trailer:

http://www.youtube.c...h?v=AjTfeoVhUG4

la sceneggiatura è costruita su parti noiosissime che uniscono scene meravigliosamente deliranti; sono tutte nel trailer però, quindi guardate quello e passate avanti :rotfl:

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Attendendo el Bra...  :thumbsup:

 

Innanzitutto, due spartiacque, essenzialmente commerciali.

 

Come Gendai Geki, Il primo e' "Whiteout", non quello in preparazione attualmente da un racconto della Onipress di fine millennio (1999 circa), ma "Whiteout" di Setsurou Wakamatsu, tratto a sua volta da un romanzo di Yuichi Shinpo, grande successo del 2001 per un film che ha saputo coniugare realizzazione tecnica buona ad un budget non stratosferico. Whiteout ha rivitalizzato l'industria cinematografica nipponica che fino ad allora era sempre piu' ai margini. La sua controparte coreana e' *per me, e non solo per me* il bel film coreano "Shiri" di Kang Je-Gyu di uno o due anni antecedente.

 

Come Jidai Geki, genere di rappresentazione in costume d'epoca,il secondo spartiacque e' "GoJoe"di Sogo Ishii, guarda la combinazione, dello stesso anno di Whiteout, o di poco meno di un anno antecedente. GoJoe e' il film in costume, ambientato in era Heian se non ricordo male, che rivitalizzo' il genere ormai sempre piu' accantonato.

 

Tra parentesi poi, per una sorta di strano scherzo del destino, Wakamatsu nonostante il credito ottenuto in patria per Whiteout, solo l'anno scorso ha fatto qualcosa di decente dopo quasi 7-8 anni, mentre invece Sogo Ishii, nonostante fosse Gojoe un jidaigeki, quindi un film comunque legato ad una certa tradizione, e' considerato uno dei registi piu' sovversivi e di certo non reazionari, passando ad esempio per "Electric Dragon 80.000v", per poi chiudere in un certo senso il suo atipico senso artistico con un particolarissimo "Dead End Run" del 2003, film episodico in 3 parti, o per meglio dire 3 cortometraggi in qualche modo legati. Un film dove, realmente, ai 3 sfigati di turno succede veramente di tutto e dove i generi si fondono con uno stile, quello di Ishii, che qua raggiunge in un certo qual modo e senso quella sintesi tra film e rappresentazione scenica che ha inseguito quasi sempre fino a quel momento.

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Come Jidai Geki, genere di rappresentazione in costume d'epoca,il secondo spartiacque e' "GoJoe"di Sogo Ishii, guarda la combinazione, dello stesso anno di Whiteout, o di poco meno di un anno antecedente. GoJoe e' il film in costume, ambientato in era Heian se non ricordo male, che rivitalizzo' il genere ormai sempre piu' accantonato.

GoJoe se non sbaglio nel dvd italiano è ultracut, vero?
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Reduce dal far East Film festival (10^ Edizione) eccovi un pò di titoli che ho visto:

 

breve resoconto: quest'edizione si è svolta a pagamento. Normalmente gli unici spettacoli che prevedevano l'acquisto del biglieto erano quelli serali e non i diurni. Ma vabbè... è l'euro.

Ospite d'onore all'innaugurazione Hideo nakata (sì quello di The ring) che ha portato ben due film uno era L (sì quello di Death Note) e l'altro Kaiden.

Salto a piè pari la prima giornata, un po' per evitare la ressa ed un po' per evitare proprio la trilogia di Death Note visto che i primi due furono proiettati l'anno scorso e sono a casa mia in dvd originali ed il terzo dicono essere scadente.

Visto l'obbligo d'acquisto del biglietto mi procuro il programma ed armato di pazienza vado a selezionare bene i miei titoli (ovviamente in base ai miei gusti) e riservando un must per l'horror day. Tutto il resto è commedia (come genere intendo...), ok non proprio tutto ma quasi...

 

il mio festival comincia domenica sera:

 

Going Back By The Book

Regia: RA Hee-chan Anno: 2007 Durata: 102' Stato: Korea Do-man è un poliziotto di basso livello adibito a dirigere il traffico, con una personalità insolita. Seppur di buone maniere e apparentemente un po' timido, è tuttavia inflessibile nel rispetto delle regole e della legge. La sua quieta testardaggine lo fa diventare lo zimbello dei colleghi e a volte lo caccia pure nei guai, come quando fa accostare il suo nuovo superiore, il capo della polizia appena insediato Lee Seung-woo, e gli fa la multa.

Il capo della polizia (interpretato dall'affidabile caratterista Son Byeong-ho) è sorpreso e leggermente infastidito dalla multa inaspettata, ma ha altre cose a cui pensare al momento. La città di Sampo è nel panico per via di una serie di rapine in banca e, per rassicurare la gente, Lee decide di fare una simulazione altamente realistica per dimostrare la professionalità e la fermezza delle forze di polizia. Degli agenti verranno fatti stazionare in diverse zone della città e, senza alcun preavviso, un finto rapinatore inscenerà un colpo in banca, prendendo anche degli ostaggi se necessario. Il capo annuncia il piano e più tardi, in segreto, comunica a Do-man che sarà lui a vestire i panni del finto rapinatore.

Magari il capo si è fatto una bella risata fra sé e sé pensando all'ironia di un uomo così ligio al dovere che interpreta la parte di un criminale, ma per Do-man non c'è nulla da ridere: dedicandosi al suo compito con la solita coscienziosità meticolosa, lui si prepara a commettere il delitto perfetto.

Il film è godibile. La recitazione buona e le gang divertenti. La figura di Do-Man da vita a siparietti in certi punti esilaranti aiutato anche dai personaggi che lo circondano. Lo consiglio per una serata spensierata. Inoltre dico: cominciamo bene!

 

Deathfix: Die and Let Live

Regia: MIKI Satoshi Anno: 2007 Durata: 103' Stato: Japan

Il protagonista è un rissoso scrittore freelance (Iseya), che riceve uno strano incarico dalla caporedattrice leggermente squilibrata (Mizuno Miki) di un giornalaccio che ha l’appropriato titolo di Kuroi Hon (“Libro Nero”). Deve avere un'esperienza di semi-morte, usando una misteriosa sostanza chiamata Deathfix, e scrivere un articolo sull’aldilà. Lo scrittore, dopo un po’ di pressioni, e addolcito da un consistente anticipo in contanti, accetta l’incarico.

Nella sua ricerca di un trip mortale con Deathfix, lo scrittore si avvale del dubbio aiuto di Endo (Suzuki), un hippie. Prima, però, i due vanno in cerca dell'amico fotografo dello scrittore, Mashima (Matsushige Yutaka), e scoprono che è sparito dal suo appartamento disastrato.

Poco dopo, incontrano Sayoko (Kikuchi), una ex accompagnatrice di un club sadomaso che sta contemplando il suicidio, Mister Eyeball, un tozzo boss che brama di iniziare una nuova vita, e la sua litigiosa tirapiedi (Fuse Eri), che si veste, parla e agisce come un ragazzo appena teletrasportato dal Pianeta Yazuka.

Le indagini portano lo scrittore e Sayoko a uno “show della semi-morte” inscenato da un hanbun otoko (un tipo a cui manca la parte inferiore del corpo) dal ghigno inquietante e dalla sua conturbante assistente. Nonostante il suo show sia un mero inganno, lo hanbun otoko racconta loro di un misterioso maestro (Mitani Norobu) che possiede il vero biglietto di andata e ritorno per l’altro mondo. Egli vive su un’isola popolata da senzatetto e quando lo scrittore, Sayoko e il resto della banda arrivano là, trovano non solo il maestro, ma anche molto altro che non avevano richiesto.

 

Ok... qui credo di non aver compreso l'ironia del regista. Ma a giudicare dalle poche risate in sala nono sono stato l'unico. Il film per alcuni versi tenta di ricalcare Paura e Delirio a Las vegas usando personaggi fuori dagli schemi (ce ne fosse stato uno normale :P ).

personalmente non lo consiglio a meno che non siate amanti del no-sense.

 

E fu sera e poi mattina... Lunedì

 

Funuke, Show some love you losers!

Regia: YOSHIDA Daihachi Anno: 2008 Durata: 112' Stato: JapanWago Sumika (Sato Eriko) ritorna alla sua casa nel Giappone rurale per il funerale dei genitori, uccisi in un assurdo incidente stradale. Qui rivede la scialba sorella minore Kyomi (Satsukawa Aimi), che ha un non meglio identificato lavoro part-time in città, il tetro fratello maggiore Shinji (Nagase Masatoshi), che fa il taglialegna, e la nuova moglie di questi, Machiko (Nagasaku). Machiko è una creatura solitaria nevroticamente cordiale, che abbandonato lasciato Tokyo per la campagna in cerca di una vita familiare normale, e si trova invece a fare da spettatrice in una guerra tra fratelli, con strane, pericolose correnti nascoste che la sorprendono e la spaventano in varia misura - sebbene non perda mai i suoi modi cinguettanti e la sua premura di appianare le divergenze in nome dell’“armonia familiare”.

Le linee di combattimento però erano già tracciate molto tempo prima che Machiko entrasse in scena. Quattro anni prima, Sumika aveva litigato con il suo testardo padre, contrario al suo sogno di andare a Tokyo e diventare attrice. Dalle parole si è passati alle vie di fatto: a Shinji è rimasta una cicatrice sulla fronte e la traumatizzata Kyomi, allora quattordicenne, ha disegnato il loro dramma familiare in forma di manga. Finita l’opera, in cui dipinge Sumika come una Lucrezia Borgia dei nostri giorni, Kyomi l’ha proposta a una rivista di fumetti horror, vincendo un premio per esordienti. Il roman à clef di Kyomi è stato letto avidamente dall’intero villaggio - di qui, l’improvvisa partenza di Sumika.

Ora è tornata, squattrinata, per reclamare la sua parte di eredità, e si infuria a sentire da Shinji che il denaro non è disponibile. Poco dopo, viene scaricata dal suo manager. Naturalmente sfoga il suo disappunto su Kyomi, che continua a disegnare di nascosto. Sumika legge in una rivista che un regista famoso sta cercando “un nuovo tipo di eroina” per il suo prossimo film, che avrà per tema la “comunicazione”. Decide di comunicare con lui via lettera - ed è pazza di gioia quando riceve una risposta, che accenna a una parte nel film. Verrà tutto perdonato alla fine, e il sogno di Machiko di una famiglia felice e amorevole si avvererà?

I problemi che stanno alla radice del clan dei Wago sono però talmente profondi e bizzarri che non ammettono una soluzione troppo facile. Come prima cosa, le tre donne sono infettate dal virus dell’arte: Sumika è ossessionata dalla recitazione, Kyomi dal disegno e Machiko realizza strane bambole con fili, bottoni e altri scarti che trova in casa.

 

Ed ecco un'altro film godibile. Quelle commedie noir che fanno bene. (oltre a quella patata di Sato Eriko). Il film funziona, è divertente, è nevrotico, per certi versi è ossessivo. I tre fratelli sono legati tra loro da qualcosa di morboso e chi ne risente è la povera Machiko che cerca, alla sua maniera, di riportare del buon umore.

Guardatelo!!!

 

The Detective

 

Regia: Oxide PANG Anno: 2007 Durata: 110' Stato: Hong Kong

Conosciuto nell’ambito della vivace musica pop thailandese, il divo hongkonghese Aaron Kwok interpreta Chan, un detective privato pasticcione della Chinatown di Bangkok, incline a dare sui nervi ai poliziotti del posto e a mettere in pratica metodi investigativi poco ortodossi. Un giorno, quando il cliente Lung (Shing Fui-on) compare nel suo ufficio sgangherato con una foto di una donna senza nome affermando che questa lo vuole uccidere, e getta sul tavolo un’allettante rotolo di banconote sul tavolo, Chan si lancia sul sentiero di guerra. Ma mentre setaccia le strade della comunità cinese locale, armato solo della foto della donna e senza altri indizi sulla sua identità, cominciano a saltar fuori false piste e attorno a lui spuntano i cadaveri. E quando è ormai chiaro che è in atto una ben più complessa vicenda delittuosa, e che qualcuno non vuole che Chan ficchi il naso in giro, il detective si ritrova ben presto a cercare di salvare la sua stessa vita.

 

Il film si presenta bene. Il giallo c'è, Chang è come la Fletcher o Conan (il piccolo no il cimmero!!!) dove passa c'è il morto. Il problema però è che i Pang a star troppo lontani dal clichè dell'horror orientale non ci riescono. Provatelo se volete ma...

 

E furono due sere e due mattine: Mercoledì (martedì sera ero al lavoro :P ) HORROR DAY!!!!!!

 

The GuardPost

Regia: KONG Su-chang Anno: 2008 Durata: 112' Stato: Korea Il confine tortuoso della Corea del Sud con la Corea del Nord è uno dei luoghi più surreali al mondo, uno spazio pesantemente armato ancora intrappolato nella Guerra Fredda. JSA di Park Chan-wook ha ritratto le tensioni e la stretta vicinanza dei soldati del Sud e del Nord a Panmunjeom, ex zona di tregua attualmente divisa a metà. Ma altrove lungo la zona demilitarizzata le strutture principali sono posti di guardia (GP): fortini indipendenti e blindati infilzati sulla linea di confine come perline su una collana. Anche la Corea del Nord ha i suoi posti di guardia, che fanno coppia con quelli a Sud.

L’atmosfera nella “zona demilitarizzata” (il termine è un po’ una barzelletta) è tesa e claustrofobica. L’esercito invia qui i suoi soldati più forti, imponendo loro il più alto grado di disciplina. Ogni tanto ci si spara a vicenda al di là del confine. Si sa di suicidi o morti misteriose avvenute tra gli uomini di stanza in questo posto, e si è verificato il caso di un soldato in un posto di guardia che è impazzito e ha massacrato parecchi suoi commilitoni.

Quale luogo migliore per ambientare un’orgia di sangue soprannaturale? GP506 è un posto di guardia piombato in uno strano silenzio (ogni GP devo inviare un segnale al quartier generale a intervalli di mezz’ora; in assenza di tale segnale, si spediscono le truppe). Un contingente vicino entra nel posto e trova sangue sulle pareti e corpi brutalmente smembrati sparsi ovunque. Un ispettore militare arriva per indagare e in principio sembra che i decessi siano frutto di contrasti personali all’interno del gruppo. L’unico soldato sopravvissuto è in grave stato di shock e restio a parlare. Alla fine, tuttavia, emergono indizi più inquietanti.

A leggere la trama godo come un caimano delle bahamas mentre sgrufola con Ainette Stephens... L'apertura del film sembra confermare la mia eccitazione... Sembra... Perchè nonostante la visibile disponibilità di budget il film cerca di pescare da Resident Evil e da La Cosa. Tutto fa pensare ad un bel survival sanguinolento, ma bad Boys II m'è sembrato più splatter...

Il film è godibile senz'impegno. La trama viene fatta e disfatta diverse volte e la sceneggiatura lascia dei perchè e dei ma che c***o!

Di positivo c'è la psicologia dei personaggi che hanno delle reazioni plausibili alla situazione.

 

 

Black House

Regia: SHIN Terra Anno: 2007 Durata: 103' Stato: Korea Black House, coprodotto dalla Kadokawa e dalla CJ Entertainment, è tratto da un premiato romanzo, uno fra i primi, dello scrittore giapponese Kishi Yusuke. La storia vede come protagonista un perito assicurativo, che viene risucchiato dentro una terribile rete di inganni, mutilazioni e omicidi messi in atto da uno psicopatico in confronto al quale Norman Bates sembra Spongebob.

Questa almeno è parte della recensione che trovate sul sito del FarEast Film festival.

Il film risulta godibile sino alla fine. Alcune scene sono delle chicche sanguinolente, ma più che un horror qua siamo di fronte ad un thriller. Cosa intendo? Semplice, oramai il confine dell'horror credo si sia spostato (grazie anche alle pagine di cronaca nera reali). Non basta più lo psicopatico (ma Psycho lo definireste horror?) omicida serve altro. Questo film manca di un qualcosa che possa far squotere lo spettatore dalla poltrona. Non si sobbalza, non c'è paura ma si assiste alla lotta tra il buono ed il cattivo e basta.

Forse ci lascia un bel interrogativo: fin dove vi spingereste per soldi?

Una visione è possibile  ;)

 

 

Giovedì... Mi sono perso Crows Episode 0 di Miike (ero al lavoro) e quindi passiamo a venerdì

 

An Empress and the warriors

 

Regia: Tony CHING Siu-tung Anno: 2008 Durata: 92' Stato: Hong Kong

L’azione ha inizio due millenni fa, quando il regno di Yan è in guerra con l’esercito rivale di Zhao. È l’epoca dei Regni Combattenti e lo spargimento di sangue continua da generazioni, quando la principessa Yan Feier (Kelly Chen) si ritrova al potere in seguito alla morte del re sul campo di battaglia.

Mentre la sua improvvisa ascesa al comando suscita rancori in qualche personaggio dei ranghi più elevati della corte, Feier fa voto di servire il popolo e si dedica totalmente all’addestramento militare sotto la guida del compagno di vecchia data e valoroso soldato Muyong Xuehu (Donnie Yen), che l’aveva in precedenza aiutata a prendere il potere.

L’impegno entusiastico di Feier per diventare una degna erede del re guerriero incontra, però, un inciampo, in seguito a un’esperienza che le cambia la vita. Quando

le viene teso un agguato mentre è impegnata a lavare il suo destriero, l’imperatrice fugge a cavallo attraverso una foresta, ma viene colpita da un dardo avvelenato. Poi il solitario dottor Duan Lanquan (Leon Lai) accorre in suo aiuto. Quando, più tardi, Feier si riprende nel magnifico e idilliaco nascondiglio del suo salvatore, il guaritore pacifista le apre gli occhi su una vita dove non ci sia questa guerra senza fine. Una volta guarita e ritornata a Yan per riprendere il suo ruolo militare, l’imperatrice che ha ormai cambiato punto di vista cerca di sovvertire lo status quo.

 

Allora...qua penso "Evvai!! Un wuxia!!!" invece no... Se costumi e scene di battaglia sono più che positive qua manca proprio la trama.

Perchè degli stacchi inutili per metterci una storia d'amore inutile e che non aggiunge nulla alla storia? Cioè.. la trama ci starebbe pure, il clichè anche ma il tutto è ammalgamato in fretta a volte non facendo capire nemmeno lo svolgimento della stessa. E comunque sa di già visto e rivisto.

 

Mi perdo MAD DETECTIVE causa concerto serale.

 

L'idea era di chiudere sabato con Sparrow di To e Shadow in the Palace (quest'ultimo mi ispirava parecchio) purtroppo impegni e una levataccia domenicale mi hanno costretto a rinunciare.

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Come Jidai Geki, genere di rappresentazione in costume d'epoca,il secondo spartiacque e' "GoJoe"di Sogo Ishii, guarda la combinazione, dello stesso anno di Whiteout, o di poco meno di un anno antecedente. GoJoe e' il film in costume, ambientato in era Heian se non ricordo male, che rivitalizzo' il genere ormai sempre piu' accantonato.


GoJoe se non sbaglio nel dvd italiano è ultracut, vero?


non so se è ultracut...
ma a me ha fatto abbastanza schifo.


@bra:
funuke l'ho visto ed è un film che consiglio pure io,
per chi ama l'umorismo nero.

the sparrow se puoi vedilo, a me è piaciuto moltissimo, ma ho un debole dichiarato per To (anche se il famossimo election non mi ha esaltato), mad detective lo recupererò al più presto.
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Intendiamoci, questioni di tagli a parte, non facevo distinzioni in qualche modo 'qualitative' nei 2 film da me citati (ove non le abbia fatte espressamente per altri) ma quei due citati rappresentano in ogni caso un po' il 'prima' di loro e il 'dopo' di loro. Sono comunque due film importanti nella filmografia giapponese e rappresentativi di quel periodo  8)

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  • 8 months later...
  • 8 months later...

Mi segnalano questo:

http://www.cineblog.it/post/22002/maratona-johnny-to-al-politecnico-fandango-di-roma

 

Maratona Johnny To al Politecnico Fandango di Roma

 

Johnny To maratonaJohnny To sarà in Italia nei prossimi giorni per accompagnare Vengeance - Vendicami e presentarlo alla stampa ed al pubblico del nostro Paese. Con l’occasione, la Fandango ha organizzato un pomeriggio interamente dedicato al cineasta, una vera e propria maratona cinematografica, nel corso della quale verranno proiettati Breaking News, Election, Exiled e Ptu. Johnny To sarà l’ospiete d’onore dell’evento ed incontrerà il pubblico intorno alle 20.30. Appuntamento dunque il 24 aprile al Politecnico Fandango di Roma.

 

Vendicami, presentato in concorso all’ultimo Festival di Cannes e vincitore del Leone Nero all’ultimo Courmayeur Noir in Festival, debutterà in Italia il prossimo 30 aprile dopo un passaggio al Far East di Udine.

 

Omaggio dichiarato a Frank Costello faccia d’angelo, il film narra le vicende di un uomo che, dopo anni passati a fare il sicario per una gang malavitosa, cambia radicalmente vita e diventa un cuoco. Ma quando la famiglia della figlia viene massacrata, l’uomo decide di tornare ad impugnare la pistola e a farsi vendetta da solo...

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  • 2 months later...

mini recensione di assault girls, film di oshii.

la cosa più inquietante arriva da da wikipedia:

Three women and one man - with an assortment of weaponry - wage war against giant mutant sandwhales in a barren digital landscape, all to achieve points within the virtual reality video game called Avalon.

 

quindi oshii s'è fatto l'unofficial remake di avalon? :pazzia:

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  • 6 months later...

Mentre leggevo con una certa felicità che è stato escluso dagli oscar quella ciofeca del film di Paolo Virzì La prima cosa bella(per mia sfortuna ne ho visto un pezzettino su mediaset premium), leggevo che tra i film stranieri in concorso "potrebbe esserci" il film Confessions di Tetsuya Nakashima, ho googlato cercando notizie su questo film e la storia sembra essere interessante. Non credo possa ambire all'oscar(tra altro gli ammmerrigani non capiscono un ghezzo di cinema) però sarei curioso di vederlo ed essendo dello stesso regista di Kamikaze Girls, qualche remota possibilità che possa arrivare anche da noi ci sarebbe, anche se sono quasi sicuro che primo o poi Ghezzi ce lo proporrà durante il suo programma Fuori Orari, logicamente sottotitolo. :happy:

 

Altre info su http://en.wikipedia.org/wiki/Confessions_%28film%29

 

http://www.youtube.com/watch?v=F73eXXiMwB4

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  • 10 months later...
  • 5 months later...

Approfitto del topic dedicato ai films giapponesi per segnalare (con molto ritardo ) agli utenti romani del forum una serie di proiezioni all'Istituto giapponese di cultura (di Roma):

 

 

NEW CINEMA FROM JAPAN 2012

L'Istituto Giapponese di Cultura presenta le recenti acquisizioni della propria Cineteca e della Japan Foundation Film Library:

commedie, film in costume (jidaigeki), drammi familiari, noir e lungometraggi animati sono i protagonisti della rassegna NEW CINEMA FROM JAPAN 2012 che avrà inizio martedì 8 maggio e proseguirà fino al 14 giugno 2012 con proiezioni bisettimanali, il martedì e giovedì alle ore 19.00

 

martedì 8 maggio ore 19.00

Noriben – La ricetta della fortuna

di Akira Ogata

(
Nonchan noriben
, 2009, DVD, 107’, colore ©Kinoshita Management Co. Ltd.) sott. italiano

 

giovedì 10 maggio ore 19.00

A Good Husband

di Isao Yukisada

(
Kondo wa aisaika,
2009, 35mm, 128’ colore ©Toei,
Amuse Soft Entertainment
) sott. inglese

 

martedì 15 maggio ore 19.00

Villain

di Sang-li Lee

(
Akunin,
2010, 35mm, 139’ colore ©Toho) sott. inglese

 

giovedì 17 maggio ore 19.00

Rebirth

di Izuru Narushima

(
Yōkame no semi,
2011, 35mm, 147’ colore ©Shochiku) sott. inglese

 

 

giovedì 24 maggio ore 19.00

Sword of Desperation

di Hideyuki Hirayama

(
Hisshiken torisashi,
2010, 35mm, 114’ colore ©Toei) sott. inglese

 

martedì 29 maggio ore 19.00

The Last Ronin

di Shigemichi Sugita

(
Saigo no chushingura
2010, 35mm, 133’ colore ©Kadokawa) sott. inglese

 

giovedì 31 maggio ore 19.00

The Chef of South Polar

di Shuichi Okita

(
Nankyoku ryorinin
, 2009, 35mm, 125’ colore ©Tokyo Theatres Co., Inc.) sott. inglese

 

martedì 5 giugno ore 19.00

Someday

di Junji Sakamoto

(
Ooshikamura Soudouki,
2011, 35mm, 93’ colore ©Shochiku) sott. inglese

 

giovedì 7 giugno ore 19.00

Kappa – Il folletto del fiume e Sampei

di Toshio Hirata

(
Kappa no Sampei
, 1993, DVD, 90’, colore ©Nikkatsu) ANIMAZIONE sott. italiano

 

martedì 12 giugno ore 19.00

Bravo Shinchan! La battaglia dei samurai

di Keiichi Hara

(
Shinchan: appare! Sengoku daigassen
, 2002, DVD, colore ©Shin-ei Animation) ANIMAZIONE sott. italiano

 

giovedì 14 giugno ore 19.00

Colorful

di Keiichi Hara

(
Karafuru
, 2010, 35mm, 126’ colore ©Toho) ANIMAZIONE sott. inglese
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Mi è venuto in mente un film probabilmente giapponese di cui ho sentito parlare molto tempo fa, e mi dà un fastidio enorme se non non averlo visto, non sapere che titolo è. Quindi... help me pchan, you're my only hope!

Una ragazza stalkera un ragazzo (mi pare siano sui vent'anni, poi boh) e guarda la sua spazzatura per tenerlo sotto controllo, capendo tantissime cose della di lui vita.

 

Non so come sia il film, ma il concetto mi era rimasto impresso e quindi sarei curioso di che roba sia.

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