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Rebuild of Evangelion


El Barto

  

57 utenti hanno votato

  1. 1. Come dovrebbe essere il finale di Rebuild of Evangelion?

    • Pirandelliano! (come la serie tv)
      5
    • Pascoliano! (come The End of Evagelion)
      4
    • D'Annunziano! (va tutto a p*ttan*)
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    • Non so
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    • Kyoshinhei! (NSD Non Siamo Degni!)
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Ecco, immaginatevi un mondo abitato da migliaia di Shinji. Questi Shinji vedono Eva e vi si immedesimano. Perchè sono degli Shinji. Voi non siete Shinji, non potete capire come si sentono. Siete fortunati, forse!

 

Scusa, Garion, ma qui rifaccio la solita domanda che continuo a farmi ogni volta. Dobbiamo davvero vederci tutta questa enorme devianza nei personaggi di NGE? Io ne dubito. Io di Shinji a scuola ne ho incontrato più di uno; ma anche di Misato, e di Ritsuko. Non li vedo per niente come esseri alieni o irrealistici. Certo, vivere una vita normale invece che Salvare il Mondo Ogni Settimana li rende decisamente meno problematici, ma rende anche le loro storie molto meno attraenti come entertainment.

Modificato da werner
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Per quanto riguarda il mancato intervento dello Studio in generale, basti dire che all'epoca Gainax lavorava ancora nel "caos creativo". Cioè il modello che nacque con l'esperienza di Gunsbuter. Ci metto dentro questo e quello, e poi pure quell'altro. Poi come viene viene. E così anche Nadia. E in Eva fra il questo e il quello Anno ci ha inserito anche i suoi dubbi, ma in maniera massiccia. Quindi lo studio non aveva di sicuro nulla da ridire. E nemmeno col senno di poi, visto i soldi che ci hanno fatto.

 

Quanto al resto, si è già detto che Eva più che un punto di partenza è un punto di arrivo. Somma e attualizzazione delle tematiche anime degli anni '80 e inizio '90. Il problema semmai è che rispetto a Nadia e Gunbuster, il messaggio di Anno è troppo indicizzato. In Italia non ci sono gli otaku, non c'è quel tipo di atteggiamento maniacale che porta all'alienazione. Per cui lo spettatore italiano non capisce e bolla il tutto come seghe mentali.

Il fatto è che è pure un giudizio corretto. Perchè è un giudizio sul pubblico otaku giapponese.

 

Ecco, immaginatevi un mondo abitato da migliaia di Shinji. Questi Shinji vedono Eva e vi si immedesimano. Perchè sono degli Shinji. Voi non siete Shinji, non potete capire come si sentono. Siete fortunati, forse!

 

Shinji non è un personaggio inventato, è un'avatar di una generazione. Non essendo come lui, mancano le basi per capire. Quindi bisogna per prima cosa capire gli Shinji. Se uno ne ha voglia, eh! Non lo ordina il medico, e taluni preferiscono vivere l'animazione come pure entertainment.

 

Eppure io mi sento parecchio in sintonia con Shinji (ma non solo con lui), sarà forse che ho un atteggiamento maniacale che porta all'alienazione? :o

Senz'altro (mi rispondo da solo :P).

E poi ho sempre pensato di avere molto più in comune con i giapponesi che con gli italiani (forse :P).

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Quoto tutto il post di Garion, e aggiungo.

 

La cifra contenutistica di Evangelion, il cui contenuto è sempre stato psicosociologico, è tutta nipponista. Il punto di Misato è che lei è una vetinovenne nubile senza prospettive di matrimonio che vive da sola con cibo istantaneo. Gag a parte, questo in Giappone, nel giappone del'96 perdipiù, aveva un valore da leggersi su una scala del tutto ignota al pubblico internazionale, Italia inclusa.

 

E' un fatto che il pubblico internazionale di Evangelion ha da sempre preso un'ossatura meramente estetica (l'esoterismo, etc) come una matrice contenutistico-simbolica, quando così non era.

 

Quanto al contenuto, e alla chiave del successo, direi che tutto è ancora nell'interrogativo che Anno pone alla base del progetto della serie: "può un ragazzo che è cresciuto con l'animazione arrivare a 25 anni e continuare ad apprezzarla"?

 

Vi fa ridere? Pensateci megli.

 

Il punto era: se a 25 anni guardi ancora i cartoni animati, sei un otaku (ovvero, un bambinone più o meno ritardato). Allora Anno si chiese: "posso fare un anime per 25enni che non faccia sentire i 25enni che lo guardano dei ritardati"?

 

Capiamoci: Anno andava a nuoto e guardava SailorMoon. Non poteva neppure dirlo ai suoi amici di piscina. Non è normale essere un uomo adulto e guardare roba da ragazzine. E ci mancherebbe.

 

Anno, che si diceva uscito dalla sua depressione, voleva provare a fare una serie 'otaku non otaku', ovvero una serie che in effetti -avendo contenuti più maturi- non avrebbe dovuto essere la tipica 'cosa per bambini fruita da adulti' nel modo dell'otakuzoku.

 

Evangelion è nato così. E' per questo che, rispetto a Gundam -che è intelligente ma è onestamente per ragazzi- la sua cifra stilistica è più "pesante". Ed è per questo che, tutto sommato, il finale TV -per storto che sia- è il suo degno finale. Ed èper questo che, quando il pubblico (dico giapponese), non lo ha 'capito' o 'apprezzato', Anno è impazzito: alla fine gli otaku erano otaku, ovvero bambocci, e volevano i robbottoni e stop. FAIL.

 

Forse tutto questo farà ridere, oggi: viviamo in un mondo in cui "gli adulti" vanno al cinema a vedere film di fumetti per ragazzini americani, o roba demenziale per bambini che però siccome è in CG allora è sdoganata anche "per i grandi" (magia della tecnologia!).

 

Ma personalmente, a vedere i trentenni e più che si interessano di Harry Potter, io mi sento in imbarazzo intellettuale e ripenso al legittimo interrogativo di Anno.

 

Quella che era una nicchia (l'otakuzoku) è diventata una contaminazione latente nel pubblico mainstream (la demenza), e se chiedete a me forse è proprio questo quello che sta mandando a donnine la nostra bella società civile contemporanea progressista blablablah: il fatto che i trentenni, invece che interessarsi a opere con un contenuto intellettuale adatte alla loro età e *presunta* capacità intellettiva, vogliono SpiderMan, Hulk, i robbottoni e i cartoni in tivvù.

 

Lo sapete, vero, che il concetto di "ritardo mentale" (in senso clinico, medico, accademico) non è fisiologico, ma meramente psicologico? Nel senso che un bambino di dieci anni che ragiona come uno di sei lo dice "ritardato di quattro anni".

 

E guardare intrattenimento da quindicenni quando si hanno trent'anni?

 

Ah, ma è una nicchia di matti, ok.

 

E se invece è la maggioranza della società civile?

 

Chissà...

Modificato da Shito
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Il punto di Misato è che lei è una vetinovenne nubile senza prospettive di matrimonio che vive da sola con cibo istantaneo.

 

Capiamoci: Anno andava a nuoto e guardava SailorMoon.

 

Usagi influenced the hairstyle and personality of Misato Katsuragi from Neon Genesis Evangelion.[69]

 

alla fine gli otaku erano otaku, ovvero bambocci, e volevano i robbottoni e stop. FAIL.

 

eeeh... magari eva-rebuild li soddisferà.

 

E guardare intrattenimento da quindicenni quando si anno trent'anni?

esistono gli anime per trentenni? possibilmente qualcosa che non sia hentai.

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Mi viene in mente qualcosa di Takahata (Omohide Poroporo, tipo), e altre lungometraggi "anche" per trentenni o persino quarantenni, ma su tutto: dovrebbero esistere?

 

Quando sei adulto più che necessitare della fascinazione delle immagini, dovresti avere testa a sufficienza per cogliere il pensiero dei tuoi simili espresso in forma articolata (linguaggio scritto).

 

Quindi Shito ti stai dando del ritardato visto che su questa industria più o meno ci campi? (FIGO SONO UN GALLONISTA!!!)

 

Tendenzialmente sì.

 

Anche se -ti sorprenderà- il dedicarsi professionalmente a ambiti infantili è da sempre la scappatoia di chi non riesce a darsi in toto, ciecamente, a questo ritardo. Tutti i narratori per l'infanzia sono così, in primis. Si narra al fanciullo perché "si vuole ancora essere parte della fanciulezza", sai? Miyazaki è così. Gli animatori sono così. E' la voglia di trovare un'entrata di servizio per un modo che il tempo vuole temporaneo nella vita di ciascuno: l'infanzia.

 

Diciamo che questo l'avevo capito già da prima di lavorare su Evangelion (era il 1996, avevo vent'anni), perché già mi sentivo male a stare appresso a idoli per l'infanzia/adolescenza - età che non mi appartenevano più. E allora, la scappatoia era farne un lavoro/professione. Diciamo che la cosa cosa mi era almeno chiara/conscia nell'animo.

Modificato da Shito
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Ecco, immaginatevi un mondo abitato da migliaia di Shinji. Questi Shinji vedono Eva e vi si immedesimano. Perchè sono degli Shinji. Voi non siete Shinji, non potete capire come si sentono. Siete fortunati, forse!

 

Scusa, Garion, ma qui rifaccio la solita domanda che continuo a farmi ogni volta. Dobbiamo davvero vederci tutta questa enorme devianza nei personaggi di NGE? Io ne dubito. Io di Shinji a scuola ne ho incontrato più di uno; ma anche di Misato, e di Ritsuko. Non li vedo per niente come esseri alieni o irrealistici. Certo, vivere una vita normale invece che Salvare il Mondo Ogni Settimana li rende decisamente meno problematici, ma rende anche le loro storie molto meno attraenti come entertainment.

 

Inserisci gli improperi che più desideri.

 

Comunque credo si inizi a vedere di che cosa parlavo rispetto alla "verità rivelata". Mi ritiro dove "nessun racconto degno di essere letto a cinque anni non lo è di essere letto a cinquanta" ;)

Perlomeno non si sta sostenendo NGE voglia dire che l'unico linguaggio adulto è quello scritto (fiuuuu...)

 

Oh, cmq non è mai infantile dire "soccia, ma X è merda!". E' infantile non motivarlo.

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E se invece un'opera si potesse godere a più livelli?

Mi viene in mente soprattutto Up della Disney dove il bambino vedrà l'avventura mentre l'adulto una più o meno profonda riflessione sulla vita e i molteplici cambiamenti a cui andiamo incontro nel corso del tempo.

 

E per rimanere in tema: anche Evangelion per me riusciva a seguire questo discorso di doppia lettura fino a Seele - Il Trono dell'Anima.

Il ragazzino vedeva i robottoni combattere gli angeli, il venticinquenne riusciva a vedere anche la crescita e la formazione di Shinji da scartina umana vittima del padre che accetta tutto passivamente perchè ha paura di mettersi in discussione a, uhm, è orribile dirlo, a soggetto funzionante della società.

Modificato da Lord Gara
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Sicuramente ci sono opere così, e sono grandi opere.

 

Mi viene in mente Le Petit Prince su tutti, e poi anche certe intelligenti opere della Pixar, concordo (magari non proprio Up!, per me molto deludente, ma non cambia il punto).

 

Ah, Porco Rosso è un film per quarantenni e più (businness men in volo, per l'esattezza), ma è un'eccezione. E ce ne sono altre. Non tante, non la maggioranza di un mercato e di un'industria.

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Non ho capito il senso dell'ultima affermazione.

 

Non è che esistano opere 'necessarie'. Non è che sia 'necessario' che ci sia animazione "per persone adulte", e non è che il fatto che un autore si sia a suo modo provato di fare ciò, risultando in Evangelion, sia una conseguenza da giudicarsi come deforme. E' stata solo una realtà emersa nel mondo reale, no?

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Non so, D. Ovviamente tu manderai a caghèr ciò che credi, e credo di avere inteso come la pensi.

 

Come la pensi, io lo chiamo "stordimento da falsi miti di progresso veicolati da un lieve sospiro da progressismo finto giacobino". Più o meno.

 

Per me quello è il mondo alla rovescia, il mondo degli invertiti, il mondo in cui quella che credo essere la matrice fondamentale della specie a cui credo di appartenere (quella umana) viene ignorata e anzi boriosamente negata in un grottesco a triste individualismo narcisistico e indi anarcoide, ovvero solitudine dissimulata e autoingannata al sé.

 

Come capirai, non fa per me. Ma sono io, eh. Se chiedi a me, dirò che non fa per me e non dovrebbe fare per nessuno.

 

Ma questo non ti vieta di mandare a cagare qualsivoglia idea, o sinanco me medesimo con le mie idee. Nessuno si offenderà.

 

E non perché non ti si consideri: solo perché ritengo che avere e proporre le proprie idee impliciti anche la possibilitàdi farsi mandare a cagare. Fa parte del confronto, e credo vada bene così. :)

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E' buffo perché sai a che cosa pensavo, riguardo un epoca dove l'arte non aveva età? All'ellenismo. (e potevo of course sceglierne qualunque pre-'800)

 

Se è quell'epoca il progresso, falso o vero che sia... i poveri girellari studieranno accadico! :lol:

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Mi pare che Shito, quando parla di animazione per ventichinquennii faccia un errore di fondo, ovvero animazione = roba per bambini.

Perchè tutto è relativo: è più "adulto" Ken il guerriero che è in teoria un anime per ragazzi, o un telefilm come Beatiful considerati un prodotto esclusivamente rivolto agli adulti ( vabbè, è un esempio del cactus, ma spero capireteil messaggio)?

Avete detto il secondo?

Vabbè, passiamo oltre.

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Tu diresti il primo?

 

Stai ragionando proprio come un bambino. Il target di un prodotto non è determinato dalla sua qualità intrinseca, o dal livello dei suoi contenuti. E' determinato da tante cose.

 

Che tu lo voglia o meno, Hokuto no Ken è una cosa per preadolescenti e adolescenti, e Vacanze a Fanculo -per idiota che sia- è roba per persone adulte.

 

Abbandona i tuoi comodi alibi e accetta la realtà, dai! Non è difficile.

 

Anche lo sdegno della mediocrità adulta, che potrei facilmente spalleggiare, è bambinata.

 

E' tutto molto banale, davvero.

 

E' buffo perché sai a che cosa pensavo, riguardo un epoca dove l'arte non aveva età? All'ellenismo. (e potevo of course sceglierne qualunque pre-'800)

 

Se è quell'epoca il progresso, falso o vero che sia... i poveri girellari studieranno accadico! :lol:

 

C'è un dettaglio che ogni buon esegeta dovrebbe considerare, ovvero la storia ingigantisce l'impatto sociologico di chi più si dava a scrivere. Quindi l'ellenismo ci par pieno di gaissimi filosofi circondati da gitoni e cose, ma la verità è che la maggioranza di persone comuni non scrivevano, e probabilmente nessuno scriveva di loro.

 

Vallo a dire ai neoterici latini, per dire. E' come se tra mille anni si dicesse che in quest'epoca erano tutti emo, consultando solo lo storico dei blog.

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Secondo me su questo ha ragione lui. Cioè, se il prodotto ha un certo target anagrafico, perché non dirlo? Se la ficccion RAI della settimana è rivolta più alle famiglie "della massa" di... di che minchia ne so, di uno dei reality per ragazzine di emmettivvì, dov'è il problema?

 

Non per questo il prodotto è migliore o più intelligente, in una graduatoria o nell'altra. Fintanto che sia "dai quattordici in su", insomma da quando le capacità mentali di una persona sono -e intendo realmente- formate.

 

(aggiungerei che di solito la roba di qualità se ne fotte di tanti vincoli di target, ma vabbè)

 

Quindi l'ellenismo ci par pieno di gaissimi filosofi circondati da gitoni e cose, ma la verità è che la maggioranza di persone comuni non scrivevano, e probabilmente nessuno scriveva di loro.

 

Uhm... a parte che non parlavo granché di letteratura (le pitture vascolari avevano target di età? La scultura? ;) ), non capisco il problema. Anche nell'ottocento le persone comuni non scrivevano (anche se leggevano relativamente). Dunque?

Modificato da Dairon
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Darion: come già dicevamo si concorda che le opere proprio supreme riescono a parlare contemporaneamente a più eta, in una sorta si multistratificazione di forma e contenuto. E' una cosa WOW.

 

Concordo anche che, anzi, più spesso che no sono le opere (onestamente, genuinamente e responsabilmente) rivolte all'infanzia ad avere un valido contenuto intelletuale, in quanto si rivolgono a un pubblico che ancora capisce qualcosa, e tentano di esprimere qualcosa. Tra adulti ormai è più spesso che no sedazione e null'altro, o semmai autocompiacimento autoreferenziale.

 

Ma che dobbiamo farci? Empatizzo con gli scrittori di buone favole, si capisce, ma anche loro stanno rincorrendo un'età che ha smesso da tempo di appartenergli. Ognuno cerchi la sua strada: sintanto che rimane onestamente cosciente io la dirò sempre individualmente onesta. Il punto è semmai l'analisi su larga scala, la prospettiva sociologica su numeri elevati. E' per questo che una nicchia ha una tollerabilità diversa da un comportamento massimalista, dico.

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Anche lo sdegno della mediocrità adulta, che potrei facilmente spalleggiare, è bambinata.

 

Ma secondo te si può davvero definire per ragazzi qualcosa realizzato pur sempre da degli adulti ?

E solo perchè serializzato su una rivista per ragazzi?

Perchè poi anche qui il concetto " per ragazzi" e "per adulti" è molto fumoso e relativo, basti pensare a come in Occidente Ken ( e molti altri manga) sono considerati inadatti ai bimbi/pre-adolescenti ( e Ken è visto in Italia da molti adulti) mentre in Giappone no.

 

 

Non per questo il prodotto è migliore o più intelligente, in una graduatoria o nell'altra. Fintanto che sia "dai quattordici in su", insomma da quando le capacità mentali di una persona sono -e intendo realmente- formate.

 

Ma io penso anche dai 14 anni in giù, dipende sempre dalla qualità del prodotto.

Esempio: Anna dai capelli rossi e Heidi, li ho sempre considerati cartoni per adulti, perchè raccontano l'infanzia e il modo di percepire la vita a quell' età col senno di poi, cioè dell' adulto che si guarda indietro e pensa " ma guarda come eravamo".

Un bambino non capirà mai tutte le sfumature di questi anime , perchè gli manca l'esperienza e il modo di pensare di adulto che gli permetterebbe di capire completamente il linguaggio filmico di Takahata .

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Sono classici per l'infanzia, scritti per l'infanzia e sceneggiati per l'infanzia.

 

Sto dicendo che chi li ha realizzati stava coscientemente "pensando di parlare ai bambini".

 

E' un fatto, non un'opinione. Pensaci.

Però gli anime li hanno realizzati altre persone, diverse dagli autori originali.

Magari loro avevano in testa di parlare anche d'altro.

Pensaci.

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Includevo Takahata tra gli autori che dicevo, dato che hai detto di due anime a sua regia.

 

Proprio Takahata è un autore molto responsabile che ha inteso parlare ai bambini. Se già mi dicessi 'Jarinko Chie', ti direi che quellaèuna commedia a più vasto target, ma Heidi e Anne sono proprio per l'infanzia.

 

Recupero quanto rimasto indietro (scusa il ritardo).

 

Ma secondo te si può davvero definire per ragazzi qualcosa realizzato pur sempre da degli adulti

 

Sì, certo.

E solo perchè serializzato su una rivista per ragazzi?

 

 

Certo che no! Quella è una spia, una marca, ma il punto è "per chi l'ha creato" il suo autore, quale pubblico aveva in mente mentre scriveva.

 

 

Perchè poi anche qui il concetto " per ragazzi" e "per adulti" è molto fumoso e relativo, basti pensare a come in Occidente Ken ( e molti altri manga) sono considerati inadatti ai bimbi/pre-adolescenti ( e Ken è visto in Italia da molti adulti) mentre in Giappone no.

 

Ne consegue che il pubblico occidentale è, in questo, "ritardato" rispetto a quello d'origine, dato che fruisce / si esalta / segue da adulto un prodotto pensato e realizzato per ragazzi(ni).

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Non per questo il prodotto è migliore o più intelligente, in una graduatoria o nell'altra. Fintanto che sia "dai quattordici in su", insomma da quando le capacità mentali di una persona sono -e intendo realmente- formate.

 

Ma io penso anche dai 14 anni in giù, dipende sempre dalla qualità del prodotto.

Esempio: Anna dai capelli rossi e Heidi, li ho sempre considerati cartoni per adulti, perchè raccontano l'infanzia e il modo di percepire la vita a quell' età col senno di poi, cioè dell' adulto che si guarda indietro e pensa " ma guarda come eravamo".

Un bambino non capirà mai tutte le sfumature di questi anime , perchè gli manca l'esperienza e il modo di pensare di adulto che gli permetterebbe di capire completamente il linguaggio filmico di Takahata .

 

Sì, ma il punto è: oggi mi piacerebbe di più rivedere Takahata perché bla bla bla, tutte cose vere, ma all'epoca andavo pazzo per i GI-Joe, e non credo vi sia da aspettarsi che non li preferissi ad Anna dai Capelli Rossi... o che comunque non "ci capissi una sega", a sette anni!

 

(Detto questo da bimbo avevo dei gusti veramente da... shojomita, ma è un'altra storia, Cobra e amici erano un'eccezione! )

Modificato da Dairon
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