El Barto Inviato 14 Luglio, 2010 Autore Share Inviato 14 Luglio, 2010 Una domanda, sperando non sia troppo prematura: di Takahata sono previste anche future riedizioni di Una tomba per le lucciole (che mi risulta essere l'unico film Ghibli non distribuito in patria dalla Buena Vista) e Goshu il violoncellista ? Devo ricordarmi al più presto di vedere Omohide e gli Yamada, a proposito... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 14 Luglio, 2010 Share Inviato 14 Luglio, 2010 Eccone un altro che si vol far male con 'una tomba per le lucciole' Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Garion-Oh Inviato 14 Luglio, 2010 Share Inviato 14 Luglio, 2010 Una tomba per le Lucciole aveva una distribuzione totalmente diverse, anche a livello di diritti. Per questo Yamato riusci' ad editarlo. E direi che e' ancora saldamente in mano loro. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
El Barto Inviato 14 Luglio, 2010 Autore Share Inviato 14 Luglio, 2010 Una tomba per le Lucciole aveva una distribuzione totalmente diverse, anche a livello di diritti. Per questo Yamato riusci' ad editarlo. E direi che e' ancora saldamente in mano loro. Come pensavo. La loro edizione com'è? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
silent bob Inviato 14 Luglio, 2010 Share Inviato 14 Luglio, 2010 (modificato) by the way, trovo pompoko molto più interessante e pregno di contenuto di Una Tomba Per Le Lucciole, nel quale alla fine si rimescolano un mucchio di cose trite e ritrite con un occhio, che oltre ad essere intriso di lacrime, è anch'esso abusato. p.s. anche gli Yamada contenutisticamente fa molto schifo. apologia della famiglia tramite transvalutazione da schiavo, un pò di mistificazione e il gioco è fatto. l'ho visto tipo un paio di anni fa ma ricordo che a tratti fu davvero fastidioso. Modificato 14 Luglio, 2010 da silent bob Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 16 Luglio, 2010 Share Inviato 16 Luglio, 2010 Nessuno ha mai provato la custom combo Ponpoko _> Mimi wo Sumaseba? E' dio. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dk86 Inviato 16 Luglio, 2010 Share Inviato 16 Luglio, 2010 Il Takahata di PomPoko spigne. (meno quello di Una Tomba per le Lucciole, che ho sempre trovato spinga sul patetico in maniera un po' troppo facilona) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Garion-Oh Inviato 17 Luglio, 2010 Share Inviato 17 Luglio, 2010 Nah, non lasciarti condizionare dai morti della storia. In realtà Una tomba per le Lucciole non è un film che vuole cercare le lacrime nello spettatore, assolutamente. Piuttosto, è una critica feroce verso i giapponesi stessi. Lo so che pare quasi assurdo, visto che nel film sono la parte lesa dai bombardamenti, ma se guardi bene noterai un sacco di aberrazioni che proprio la condizione di difficoltà mette in evidenza. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
silent bob Inviato 17 Luglio, 2010 Share Inviato 17 Luglio, 2010 (modificato) bah, non conosco Takahata quindi c'è la possibilità che la critica fosse davvero rivolta ai giapponesi. A me però sembrò rivolta agli adulti in generale, tipo gli zii cattivi nei confronti dei ragazzi rimasti orfani e che casomai li tengono in casa finché c'è da approfittarsene. Cosa trita e ritrita pure questa eh! Suona da romanzo inglese dell'800 - classico strappalacrime altroché- che di solito servivano ai borghesi per commuoversi con compiacimento sulle disgrazie altrui. D'altronde ennesimo indizio sulla non eccellenza del film è il grande successo ( genuino, non derivante da fanservice ) che ha riscosso da parte del pubblico ... Modificato 17 Luglio, 2010 da silent bob Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
pippov Inviato 17 Luglio, 2010 Share Inviato 17 Luglio, 2010 Piuttosto, è una critica feroce verso i giapponesi stessi. Ecco, ma da "qui", da un punto di vista occidentale, mi sembra che questa interpretazione sia sicuramente condivisibile. Ma un giapponese vede la storia allo stesso modo o a lui quelli sembrano comportamenti "normali" (considerata la normalità in quelle condizioni)? Anch'io trovo "la tomba" un po' piatto come film. Sono d'accordo con Dk86. Però, conoscendo poco o niente tanto Takahata quanto il Giappone del dopoguerra (e attuale...) forse questa interpretazione mi era sfuggita... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dk86 Inviato 17 Luglio, 2010 Share Inviato 17 Luglio, 2010 Nah, non lasciarti condizionare dai morti della storia. In realtà Una tomba per le Lucciole non è un film che vuole cercare le lacrime nello spettatore, assolutamente. Piuttosto, è una critica feroce verso i giapponesi stessi. Lo so che pare quasi assurdo, visto che nel film sono la parte lesa dai bombardamenti, ma se guardi bene noterai un sacco di aberrazioni che proprio la condizione di difficoltà mette in evidenza. In effetti io l'ho guardato dal punto di vista occidentale. Probabilmente per i giapponesi la percezione è decisamente diversa. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 17 Luglio, 2010 Share Inviato 17 Luglio, 2010 Beh, se fosse un punto di vista esterno, sarebbe ovviamente coincidente con l'idea "se la sono cercata". Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Garion-Oh Inviato 17 Luglio, 2010 Share Inviato 17 Luglio, 2010 A me però sembrò rivolta agli adulti in generale, tipo gli zii cattivi nei confronti dei ragazzi rimasti orfani e che casomai li tengono in casa finché c'è da approfittarsene. La critica coinvolge tutti, anche Seita stesso. Tutti presi dal proprio egoismo, intendo. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 18 Luglio, 2010 Share Inviato 18 Luglio, 2010 (modificato) Nah, non lasciarti condizionare dai morti della storia. In realtà Una tomba per le Lucciole non è un film che vuole cercare le lacrime nello spettatore, assolutamente. Piuttosto, è una critica feroce verso i giapponesi stessi. Lo so che pare quasi assurdo, visto che nel film sono la parte lesa dai bombardamenti, ma se guardi bene noterai un sacco di aberrazioni che proprio la condizione di difficoltà mette in evidenza. io in questo senso ho sempre letto La tomba delle lucciole come una critica all'umanità, che nella guerra e nei momenti di crisi lascia talvolta emergere quelli che eticamente si possono facilmente chiamare 'i suoi lati peggiori'. Siccome Takahata è giapponese, ha giustamente usato il contesto a lui domestico per lanciare un film monito sugli orrori della guerra, anche per chi la subisce, e su quanto dell'umanità dobbiamo temere. Ben al di là della vittimizzazione tanto cara a noi altri, non mi pare di vedere americani cattivi ne La Tomba per le Lucciole. Mi pare una critica a uso di monito a 360° gradi, di quelle cose da lasciare ai posteri. D'altro canto, in un film come Hotaru no Haka si vede bene la passione di Takahata per il cinema neorealista. Si vede bene anche in Ponpoko, ma a causa dell'altro livello di allegoria è più difficile scorgerla. Modificato 18 Luglio, 2010 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 18 Luglio, 2010 Share Inviato 18 Luglio, 2010 Takhata se ne discosta perfettamente, ma di sicuro riguardo a quella guerra il chiamarsi ipocritamente vittime vede sul podio il Giappone, tra tutti i partecipanti. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
silent bob Inviato 18 Luglio, 2010 Share Inviato 18 Luglio, 2010 (modificato) io in questo senso ho sempre letto La tomba delle lucciole come una critica all'umanità, che nella guerra e nei momenti di crisi lascia talvolta emergere quelli che eticamente si possono facilmente chiamare 'i suoi lati peggiori'. Ben al di là della vittimizzazione tanto cara a noi altri, non mi pare di vedere americani cattivi ne La Tomba per le Lucciole. 1 - essere buoni col vento in poppa è cosa da poco, non cadere nella meschineria in situazioni avverse è la prova del nove. 2 - la zia è cattiva, i giapponesi che rimettono a nuovo la stazione per l'arrivo degli americani ( una delle scene finali mi sembra, sempre che non sto confondendo con altri film ) sono meschini. Si potrebbe anche dire che sono atteggiamenti umani ma alla fine non ha senso, è indulgenza inopportuna. p.s. sempre avverso al neorealismo. Suona tanto di piagnistei inconcludenti. Modificato 18 Luglio, 2010 da silent bob Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 19 Luglio, 2010 Share Inviato 19 Luglio, 2010 Non sono un esperto di cinema, ma sempre avverso alle etichette direi che 'sotto il nome di Neorealismo si trovano merda e gemme'. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
pippov Inviato 19 Luglio, 2010 Share Inviato 19 Luglio, 2010 io in questo senso ho sempre letto La tomba delle lucciole come una critica all'umanità, che nella guerra e nei momenti di crisi lascia talvolta emergere quelli che eticamente si possono facilmente chiamare 'i suoi lati peggiori'. Siccome Takahata è giapponese, ha giustamente usato il contesto a lui domestico per lanciare un film monito sugli orrori della guerra, anche per chi la subisce, e su quanto dell'umanità dobbiamo temere. Ok, allora ci siamo. Pensavo a qualche riferimento più "giapponese", ma evidentemente ho frainteso il post di Garion-Oh. E allora, messaggio a parte, continuo a trovarlo un po' troppo piatto come film... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 19 Luglio, 2010 Share Inviato 19 Luglio, 2010 Ovviamente dipende da cosa intendi per 'piatto', e anche ciò definito non si può neppure assumere sottobanco che la 'piattezza' sia una cosa negativa tout-cour. Mi verebbe da dire, per esempio, che a dispetto di chi ci vuole vendere digicam integrate nei telefonini come se la vita di ciascuno fosse da fotografare 24/7, la vita è una cosa generalmente piatta -per fortuna-. E che quindi, volendo fare un film con una certa dose di realismo, giustamente fabula+intreccio saranno 'piatti'. Oh, altrimenti possiamo anche guardare sempre e solo filmoni d'avventura holliwoodiani in cui *succedono tante cose*. Però boh, mi sembrano sempre più cose dementi. Dico in generale. Sarà che sono invecchiato. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
pippov Inviato 19 Luglio, 2010 Share Inviato 19 Luglio, 2010 E che quindi, volendo fare un film con una certa dose di realismo, giustamente fabula+intreccio saranno 'piatti'. Ma non è che "le esplosioni" rendano un film meno banale e prevedibile... ^^ Non vedo questo film da tempo, per cui non posso essere molto preciso. Ricordo l'impressione generale che mi ha lasciato e corrisponde un po' a quella di Dk86. Sarà che non sono particolarmente educato al neorealismo, ma penso che ci sarebbero potuti essere altri modi per parlare della stessa cosa, per raccontare la stessa storia... "Piatto" in questo senso. Il film inizia dichiarando la fine, e tutto lo svolgimento altro non è che la descrizione pacata e visivamente dettagliata del lento e inesorabile avvicinarsi del finale. Sicuramente ciò non toglie forza alle immagini, non impedisce una riflessione sugli avvenimenti raccontati. Ma "lo svolgimento" (non mi piace come termine, ma non ne trovo uno mogliore...) mi sembra un po' troppo "facile".Tutto quà. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 19 Luglio, 2010 Share Inviato 19 Luglio, 2010 Credo che partire dalla fine sia esattamente la cosa più intelligente del film. Non dovendo allocare neppure l'1% di risorsa mentale alla sciocca curiosità del 'come andrà a fanire', lo spettatore può concentrarsi sul significato e sul valore di ciò che è messo in scena. Credo del resto che, al di fuori del dramma personale di ciascuno, la vita e la morte siano banali. Credo che anche in questo stia l'occhio di un regista non strappalacrime come Takahata. Vi è sempre una freddezza intellettuale, distaccata, nella sua regia. In un epoca in cui il pietismo da call center sembra più che mai il modo migliore per spillar soldi ai borghesi in necessità di lavanda etica, direi he è un toccasana. Senza del resto scivolare nel vizio opposto, ovvero il compiacimento sardonico e dionisiaco del dramma goduto che diviene pornografia reale. Sicuramente Takahata è un grande genio, e commuoversi con i suoi film non è catarsi, è solo un atto delicato e intellettuale che credo appacifichi l'umano con la propria -imprescindibile- maschinità. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Garion-Oh Inviato 19 Luglio, 2010 Share Inviato 19 Luglio, 2010 Ok, allora ci siamo. Pensavo a qualche riferimento più "giapponese", ma evidentemente ho frainteso il post di Garion-Oh. Secondo me c'e' una scena emblematica del film. Quando Seita dopo esseri seduto composto come l'educazione richiede, si dice che dopotutto in quel frangente non serve mica e che puo' farne anche a meno. Mi sono sempre chiesto cosa ci avrebbe mai capito un italiano di questa scena. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 19 Luglio, 2010 Share Inviato 19 Luglio, 2010 Per contro, mi viene in mente il ceffone dato dal padre alla figlia che è uscita di casa senza scarpe in Omohide Poroporo... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Dairon Inviato 20 Luglio, 2010 Share Inviato 20 Luglio, 2010 Ok, allora ci siamo. Pensavo a qualche riferimento più "giapponese", ma evidentemente ho frainteso il post di Garion-Oh. Secondo me c'e' una scena emblematica del film. Quando Seita dopo esseri seduto composto come l'educazione richiede, si dice che dopotutto in quel frangente non serve mica e che puo' farne anche a meno. Mi sono sempre chiesto cosa ci avrebbe mai capito un italiano di questa scena. Non mi pare così' incomprensibile. Si "sa" che i giapponesi sono formali "sempre". Né vedo difficile immaginare un equivalente locale, magari legato ad un comportamento in chiesa. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
silent bob Inviato 20 Luglio, 2010 Share Inviato 20 Luglio, 2010 (modificato) Ok, allora ci siamo. Pensavo a qualche riferimento più "giapponese", ma evidentemente ho frainteso il post di Garion-Oh. Secondo me c'e' una scena emblematica del film. Quando Seita dopo esseri seduto composto come l'educazione richiede, si dice che dopotutto in quel frangente non serve mica e che puo' farne anche a meno. Mi sono sempre chiesto cosa ci avrebbe mai capito un italiano di questa scena. Non mi pare così' incomprensibile. Si "sa" che i giapponesi sono formali "sempre". Concordo con Dairon. p.s. di solito quando penso a sto film di Takahata mi viene in mente anche Rapsodia in Agosto, sarà che di cinema orientale conosco poco. Modificato 20 Luglio, 2010 da silent bob Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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