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Porco Rosso e Ponpoko


El Barto

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no, il fulcro non era di parlare di cose realmente accadute.

 

 

Era di parlare di cose realmente accadute in modo dialettico.

 

Pom Poko mi ricorda molti film militanti anni '70, stile Dziga Vertov Group. Ma dico davvero eh! a parte i cartoni e tutto, ha un acutezza critica grandiosa, porta alla riflessioni su cose vere.

 

Chessò uno dopo aver visto Gits non hai capito cmq un cazzo di niente. Perché Gits parle di cose alla fine vacue e difficilmente identificabili: società supermoderne e disumanizzate, etc. etc. Classiche cazzate da fantascienze.

 

 

Pom poko ha un cipiglio militante davvero unico per un anime giapponese, e per dirla alla Shito la cosa pazza è che è anche un cartone destinato ai giovani alla fine.

 

 

 

Dopo Pom Poko puoi capire la contraddizione di amare la vita e volere la morte dei borghesi, la tristezza dietro tutti i concerti rock ( una decadenza ininterrotta ), il significato di parole come bobo ( non proprio boheme, ma alla fine hanno i classici vizi da borghesi: dicono non ricordo a che punto di non essere pronto ad ammazzare tutti gli umani ( = borghesi e capitalisti ) perché assueffatti alle loro cose ), CAPISCI EGREGIAMENTE TUTTI GLI ANNI '70.

 

Ma in modo critico, Takahata non dà un resoconto storico ma una SPIEGAZIONE SUA.

 

 

Versailles No Bara ha, per l'aspetto politico, il cipiglio di un libro di storia, Pom Poko di un saggio critico di primo spessore.

 

Cioè, in pratica, mi stai chiedendo non un opera che tratti di politica in qualsivoglia senso, ma un'opera che a tuo giudizio sia metaforica di un dibattito politico N, senza esservi esplicitamente legata ed anzi potendo essere in sé un'opera fantastica senza alcun legame con la politica visibile.

 

Beh... non posso far finta d'avere una telepatia analitica che gli esseri umani non hanno. :giggle:

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Da otto anni circa... ^^;

Oh! Nessuna modifica apportata ai copioni di allora? Conoscendoti, pare strano. :giggle:

(anche se in effetti ho scritto "iniziata", può essere che il processo ancora non si sia concluso)

 

Infatti sono ben lontano dalla fine.

 

Non è che abbia modificato il vecchio copione.

 

Ho ricominciato d'accapo.

 

Dimenticavo, anche Porco Rosso ha un taglio politico, per quanto infantile/otakuesco, direi quantopiù esplicito.

 

Tra le mie battute preferite:

Ferrarin: L'epoca degli aviatori di ventura è finita! Ormai non resta che volare sobbarcati di sponsor triviali quali lo stato o la nazione!

 

LoL

Modificato da Shito
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no, il fulcro non era di parlare di cose realmente accadute.

 

 

Era di parlare di cose realmente accadute in modo dialettico.

 

Pom Poko mi ricorda molti film militanti anni '70, stile Dziga Vertov Group. Ma dico davvero eh! a parte i cartoni e tutto, ha un acutezza critica grandiosa, porta alla riflessioni su cose vere.

 

Chessò uno dopo aver visto Gits non hai capito cmq un cazzo di niente. Perché Gits parle di cose alla fine vacue e difficilmente identificabili: società supermoderne e disumanizzate, etc. etc. Classiche cazzate da fantascienze.

 

 

Pom poko ha un cipiglio militante davvero unico per un anime giapponese, e per dirla alla Shito la cosa pazza è che è anche un cartone destinato ai giovani alla fine.

 

 

 

Dopo Pom Poko puoi capire la contraddizione di amare la vita e volere la morte dei borghesi, la tristezza dietro tutti i concerti rock ( una decadenza ininterrotta ), il significato di parole come bobo ( non proprio boheme, ma alla fine hanno i classici vizi da borghesi: dicono non ricordo a che punto di non essere pronto ad ammazzare tutti gli umani ( = borghesi e capitalisti ) perché assueffatti alle loro cose ), CAPISCI EGREGIAMENTE TUTTI GLI ANNI '70.

 

Ma in modo critico, Takahata non dà un resoconto storico ma una SPIEGAZIONE SUA.

 

 

Versailles No Bara ha, per l'aspetto politico, il cipiglio di un libro di storia, Pom Poko di un saggio critico di primo spessore.

 

Cioè, in pratica, mi stai chiedendo non un opera che tratti di politica in qualsivoglia senso, ma un'opera che a tuo giudizio sia metaforica di un dibattito politico N, senza esservi esplicitamente legata ed anzi potendo essere in sé un'opera fantastica senza alcun legame con la politica visibile.

 

Beh... non posso far finta d'avere una telepatia analitica che gli esseri umani non hanno. :giggle:

 

 

esatto Pom Poko è proprio il capolavoro che dici sopra.

 

E se tu non lo riesci a capire problema tuo, l'intelligenza è una discriminante non da poco eh! ( pure sono sicuro che Pom Poko lo capisci :whistle: )

 

 

p.s.

 

a Ferrarin risponderei: si può anche non volare eh, se lo stato o la nazione non piacciono.

Modificato da silent bob
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http://www.youtube.com/watch?v=PH2M6iCSXhs

 

 

Divertiti Dairon ( video random )!

 

 

Da spiegarti mille cose non ho voglia - sinceramente è questione di voglia, tutte le volte che mi ci son messo hai potuto constatare che le mie opinioni reggevano - d'altronde educare è la passione di Shito, può darsi che in uno sprazzo di tempo libero ti risponda lui.

Modificato da silent bob
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Invero, io ho inteso la lettura meta-allegorica che hai visto in Ponpoko (anche se non sono un cinefilo come te, o come Shuji, per intenderci), tuttavia capisco l'appunto mossoti di Darion.

 

Credo che quello che Darion ti ha detto sia: tu non cerchi qualcosa di obiettivo, ovverco cerchi una suggestione meta-allegorica da palo a frasca, che in effetti potrebbe dirsi una cosa anche 'tutta tua', o comunque MOOOOLTO discutibile a livello di intentio auctoris.

 

Infatti io ti ho detto che 'capisco' quello che tu 'vedi' in Ponpoko, e che posso anche ritrovarcelo me medesimo, ma non so quanto di intenzionale ci sia. Pensando all'estrazione cultural-cinematografica del regista, è plausibile pensare a una simile *influenza*, ma non saprei dire quanto *intenzionalmente* riprodotta nell'opera.

 

Proprio da questo nasceva

 

A) la mia boutade su un'altra 'lettura allegorica' dell'opera ASSOLUTAMENTE opinabile/discutibile, e

 

B) il mio discorso di stare attento di non leggere un'opera scritta in russo con la grammatica greca, anche se le lettere si assomigliano.

 

BTW, direi che la risposta uber-piccata a Darion è fuori luogo. Oh, imho eh.

 

 

 

p.s.

 

a Ferrarin risponderei: si può anche non volare eh, se lo stato o la nazione non piacciono.

 

 

Eh, ma "un maiale che non vola è solo maiale..."

Modificato da Shito
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La spiegazione allegorica talvolta si rende necessaria, altrimenti Pom Poko avrebbe davvero poco senso visto che d'esplicito dice poco. Sarebbe una fiaba ambientalista da due soldi, cartone animato della domenica per mediaset.

 

 

Il contesto culturale in cui è nato e un minimo di cnoscenza del regista rendono la mia esegesi molto più che probabile.

 

è quanto basta in mancanza di parole esplicite. Cmq visto che parli di influenze io NON ho mai detto che T. sia stato influenzato dal cinema militante - e neppure lo penso - ma che i suoi contenuti siano simili a quelli di tale cinema.

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E' vero, che tu parlavi di similitudine e non di influenza diretta.

 

Tuttavia, è strano ritrovare il valore di una pellicola in una similitudine eventualmente rintracciabile solo a posteriori - se non intesa dall'autore (ovvero: no inflenza).

 

Che Ponpoko sia una 'fiaba' non tanto 'ambientalista' quanto di riflessione sull'evoluzione contemporanea della 'umanità giapponese', credo sia pacifico.

Che in questo ci sia un forte senso di nostaligia per degli antiqui mores nipponici messi negli atti dei tanuki, anche.

 

Se per te questo sarebbe 'da due soldi', beh... questo sarebbe un tuo giudizio di valore.

 

Io credo che in un momento di sviluppo esplosivo come quello dell'economia bolla nipponica, fermarsi a riflettere non fosse mai una cosa cattiva.

Credo che Ponpoko mirasse soprattutto a questo, in patria. E per me sono moooooolto più che due soldi.

 

Al contrario, per me il 'cinema militante' vale fose UN soldo BUCATO.

 

Detto ciò, dici che la tua esegesi p molto più che probabile,

 

Ti dico solo: se guardi 'La storia dei canali di Yanagawa' (Yanagawa Horiwari Monogatari). mi sa che ti rendi conto che l'interesse sociologico-ecologista di Takahata è reale come quello di M. non è forse mai stato.

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Darion, per favore non parlare solo per esempi.

 

Io, per esempio, non so manco cosa sia 'Dennou Coil'.

 

Se ho inteso il tuo commento, per favore glossami. Almeno so che la direzione è quella giusta. :)

Modificato da Shito
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E' vero, che tu parlavi di similitudine e non di influenza diretta.

 

Tuttavia, è strano ritrovare il valore di una pellicola in una similitudine eventualmente rintracciabile solo a posteriori - se non intesa dall'autore (ovvero: no inflenza).

 

Che Ponpoko sia una 'fiaba' non tanto 'ambientalista' quanto di riflessione sull'evoluzione contemporanea della 'umanità giapponese', credo sia pacifico.

Che in questo ci sia un forte senso di nostaligia per degli antiqui mores nipponici messi negli atti dei tanuki, anche.

 

Se per te questo sarebbe 'da due soldi', beh... questo sarebbe un tuo giudizio di valore.

 

Io credo che in un momento di sviluppo esplosivo come quello dell'economia bolla nipponica, fermarsi a riflettere non fosse mai una cosa cattiva.

Credo che Ponpoko mirasse soprattutto a questo, in patria. E per me sono moooooolto più che due soldi.

 

Al contrario, per me il 'cinema militante' vale fose UN soldo BUCATO.

 

Detto ciò, dici che la tua esegesi p molto più che probabile,

 

Ti dico solo: se guardi 'La storia dei canali di Yanagawa' (Yanagawa Horiwari Monogatari). mi sa che ti rendi conto che l'interesse sociologico-ecologista di Takahata è reale come quello di M. non è forse mai stato.

 

 

allora cinema militante inteso come autocritica non come arte per formatrice di rivoluzionari dicevo io, anche se la parola ha entrambi i sensi.

 

 

Boh Shito, le ruspe che distruggono cantieri e cose varie con i buoni ( bambini, tizi random attaccati al villaggio o animali ) che s'oppongono è cosa vecchia.

 

Il film diventa notevole se mette un qualcosa in più.

 

Il qualcosa in più di Pom Poko è che il modo in cui viene intrapresa questa lotta è un'osservazione critica dei moti sessantottini nelle loro varianti.

 

Ok, non c'è una sola cosa esplicita a dire ciò. Ma XD mi ci giocherei un dito della mano destra che l'interpretazione è giusta, o anche un qualcosa random. Tipo una macchinetta nespresso.

 

Al posto tuo, se hai almeno un recapito di Takahata, porgerei la domanda direttamente a lui.

 

 

 

p.s.

non so, io il contenuto specifico di Dennou Coil non sono riuscito a enuclearlo. Se ti riferisci alla troppa "computerizzazione" nelle nuove generazioni beh niente a che fare con Pom Poko.

 

Dico ad una delle prime riunioni sul decidere cosa fare i tanuki prima chiacchierano molto, poi si addormentano al momento di fare qualcosa di concreto per svegliarsi appena arriva da mangiare.

 

Quando Gonta tenta di fare una presa di potere con la violenza tutto finisce in una chiacchierata generale tra amici.

 

 

Alla fine i tizi che avevano fatto la manifestazione pacifica ( = concerti, Woodstock ) trovano da lavorare all'interno del sistema e sopravvivono in quel modo ( = rockettari ) mentre gli altri incapaci a fare trasformazioni dice che diverranno barboni e vivranno ai limiti della società.

 

Gonta alla fine va a fare il terrorista ma conclude poco e niente a prezzo di grandi sacrifici ( e pel poco che ne so il Giappone insieme a Germania e Italia fu quello in cui la lotta armata divampò maggiormente ).

 

Questa è critica PRECISA, altro che Dennou Coil. E si capsice subito non sto sovrainterpretando un cazzo.

 

p.p.s.

cmq Dennou Coil, al di là del messaggio facilmente equivocabile e molto vacuo, è un gran cartone perché ha personaggi di spessore e gran storia.

Modificato da silent bob
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No, secondo me stai sovrainterpretando tutto. :(

 

Anzi, stai proprio leggendo tutto in una chiave matta.

 

Semmai, i tanuki obbligati a vivere all life long in human disguise, in una società che cmq trovano frenetica e pazza, mi fanno pensare ai giapponesi pre-occidentalizzazione obbligati a vivere in giacca e cravatta, ovvero 'in disguise' da occidentali...

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Dopo rapida documentazione, scopro che il ChaDe è di Honda Takeshi. Potevi dirmi questo e avrei deciso di huardarlo in battuta.

 

Honda ha lasciato la serie dopo i primi due episodi. E' stato richiamato da Anno a supervisionare le animazione mecha dei film di Evangelion.

 

Nel primo episodio ha comunque animato scene notevoli.

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:smarrimento: possibile?

 

 

eppure vedevo il gruppo di Gonta come terroristi che scelgono la via dura, i tanuki delle manifestazioni come roba tipo rock stile facciamo un grande evento per testimoniare la nostra forza e poi il grande evento diviene una macchina per far soldi inglobata dal sistema, pur contro la voglia di realizzatori e partecipanti.

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Questa è critica PRECISA, altro che Dennou Coil. E si capsice subito non sto sovrainterpretando un cazzo.

 

Come rispondere a simili argomentazioni di fede, se non con il silenzio?

 

Ho il sospetto che l'esempio che ho trovato sia perfetto. Con simili basi, D. C. è un anime politico, o magari di speculazione piagettiana, chessò. :giggle:

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:smarrimento: possibile?

 

 

eppure vedevo il gruppo di Gonta come terroristi che scelgono la via dura, i tanuki delle manifestazioni come roba tipo rock stile facciamo un grande evento per testimoniare la nostra forza e poi il grande evento diviene una macchina per far soldi inglobata dal sistema, pur contro la voglia di realizzatori e partecipanti.

 

Questa è la controprova che sei fuori strada.

 

La grande 'parata dei mostri' dei tanuki è l'epitomo della morte della tradizione nella società giapponese. Perché i tanuki mettono in scena una cosa grandiosa, ma non 'ribelle' (come il rock), assolutamente tradizionale. Una cosa in cui tutto i giapponesi avrebbero dovuto ritrovare le loro radici, e averne rispetto e timore. E per fare questo sforzo estremo hanno anche delle perdite (l'anziano). Ma per i 'nuovi giapponesi', è solo un parco giochi. Questa è la sconfitta suprema, non di un gruppo (i tanuki), ma di una tradizione culturale essa tutta, che nella sua 'evoluzione' ha smarrito sé stessa. Infatti, anche l'ultimo atto rievocativo di vita bucolica, che al contrario nasce dalla disperazione ormai placatasi, è in questo senso. "Almeno cerchiamo di far ricordare loro che vita era la loro'. La madre di famiglia che corre verso la casetta rurale della sua infanzia è davvero tutto.

 

Per fare un paragone, è come se da noi qualcuno rimettessa in scena la crocifissione e la passione di Cristo, ammazzando davvero l'attore in croce, e poi dopo tre giorni quello risorge davvero, ma tutti gli ex-paesani anziché esserne impressionati pensassero "ah, stranno girando un film...". Altro che rock! Mi viene il dubbio che senza accorgene sia tu ad aver formattato la tua mente sull'espressività bobò da gauche-caviar francese. :/

 

Tra l'altro, c'è una cosa che forse ti è sfuggita. Tutto il film è recitato in stile teatrale. In particolare, teatro Rakugo. Il narratore è un famoso narratore di Rakugo. All'inizio, i tanuki che parlano come in delle interviste parlano come PERFETTI giapponesi 'umani' dell'inizio degli anni ottanta, specie quando la 'tanuki femmina' dice "ah, era un sogno poter avere una villetta monofamiliare tutta per noi", sono proprio i sogni della middle class all'INIZIO della bolla. Ma poi anche questo si è perso.

 

A guardare Ponpoko, mi pare come se Takahata si stia chiedendo "Ma quand'è che è incominciato ad andare tutto storto? E com'è che non ce ne siamo accorti?"

 

 

Al momento attuale, seppure capisco il discorso *stilistico cinematografico* che fai, e che potrebbe essere in parte sensato, dal punto di vista dell'analisi contenutistica mi pare che tu indossi lenti colorate molto spesse. :/

Modificato da Shito
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La grande 'parata dei mostri' dei tanuki è l'epitomo della morte della tradizione nella società giapponese. Perché i tanuki mettono in scena una cosa grandiosa, ma non 'ribelle' (come il rock), assolutamente tradizionale. Una cosa in cui tutto i giapponesi avrebbero dovuto ritrovare le loro radici, e averne rispetto e timore. E per fare questo sforzo estremo hanno anche delle perdite (l'anziano). Ma per i 'nuovi giapponesi', è solo un parco giochi. Questa è la sconfitta suprema, non di un gruppo (i tanuki), ma di una tradizione culturale essa tutta, che nella sua 'evoluzione' ha smarrito sé stessa. Infatti, anche l'ultimo atto rievocativo di vita bucolica, che al contrario nasce dalla disperazione ormai placatasi, è in questo senso. "Almeno cerchiamo di far ricordare loro che vita era la loro'. La madre di famiglia che corre verso la casetta rurale della sua infanzia è davvero tutto.

 

Piccolo OT; tutto questo mi ricorda molto il tipo di atmosfere di Yume/A.Kurosawa

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