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Panini's counterattack


aznable85

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Sento che dopo che la Panini a ripreso manga interrotti e adesso addirittura cambia le copie fallate dei DVD...

 

Ebbene sento una grandissima passione per la casa delle figurine, che rinasce in me....

 

Una passione che mi porterà ad acquistare tutto quello che sta uscendo in duplice copia....

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Il problema e' che anche in questo modo stanno uccidendo un mercato gia' moribondo.



Pensaci un po'; uno magari scopre su un bancone tra le novita' un numero di un certo manga; le possibilita' che non sia il primo sono alte, cosi' che faceva prima? Ecco, va a cercare il numero/i numeri arretrati e o li prende insieme o se li fa mettere da parte, in ogni caso non sono piu' una giacenza per il negoziante.



Ora, invece, non va' piu' a cercare gli arretrati perche gli basta aspettare la 'new edition'; risultato, le copie dell'edizione precedente restano sun groppone al negoziante, il quale spesso e volenteri (e lo fanno anche i distributori in molti casi...) quasi 'omaggia' tale parte di giacenza ad un rivenditore dell'usato per una cifra simbolica, il tanto per non rimetterci e magari anche pagare per il magazzino a fine anno.



MA resta il fatto che in questo modo il negoziante, con la prospettiva sempre piu' concreta di non poter piu' monetizzare in maniera decente le giacenze, semplicemente, prende sempre MENO copie e materiale, riduce l'esposizione, fino ad acquistare per mero ordine di molti prodotti che qualche anno fa il 'circuito' poteva permettere di avere in esposizione.



Unisci questo al fatto che le grosse e lussuose collane planeta-style costano l'ira diddio e che sbagliando anche solo a prenderne una decina di copie sono cifre comunque 'interessanti' perse se va male, ecco che l'assortimento nelle fumetterie e' sempre minore, in quanto sia l'esposizione e' sempre minore, sia il numero per copia di un albo e' sempre minore. Mentre dove e' maggiore e' inequvocabilmente per i prodotti piu' spinti dai distributori e dai vari naruti che vendono.



E se anche grosse fumetterie su Roma hanno avuto problemi, figurarsi le medie e piccole. Non lo diro' con fare 'cassandrico' nonostante in cio' ci sia una certa componente apriorista ( :rotfl: ), ma prevdeo una certa desertificazione di punti vendita, e, comunque, un certo snaturamento delle fumetterie come si erano sempre piu' imposte da una decina d'anni a questa parte.


Sì ma Shuji non fingere di ignorare il contesto in cui tutto ciò sta avvenendo.

La crisi economica non è una fantasia dei telegiornali. Molte imprese piccole e medie nel lombardo-veneto, cioé il cuore pulsante dell'economia italiana, stanno chiudendo, gettando gente o sulla strada o (più raramente) in cassa integrazione; le grandi imprese, invece, stanno semplicemente licenziando a manetta. Il mercato immobiliare è in crisi, il mercato edile è in crisi, il mercato dell'auto è in crisi, ecc.; se dovessero fallire altre banche o aziende come la General Motors le cose precipiterebbero ulteriormente. Come risultato di tutto la gente ha meno lavoro, quindi meno soldi, e ancora meno soldi del solito li hanno i ragazzi e gli studenti, che sono costretti a tagliare le passioni più sacrificabili, quali appunto quella anime e manga. Il fatto che Panini si voglia dedicare alle ristampe per il 2009 è un chiaro segnale di un anno all'insegna del "massimo guadagno per minore spesa" dato che vengono rimossi tutti i costi di traduzione e adattamento. Quindi tira la cinghia Panini a suo modo, tirano la cinghia gli acquirenti finali, e non vedo perché non dovrebbero tirare la cinghia le fumetterie. Che poi il mercato fumettario sia già precario e un'ulteriore "tirare la cinghia" possa significare la chiusura... è nell'ordine delle cose.
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Allora, adesso faro' un'affermazione un po' forte per la quale molti se non tutti sobbalzeranno ma prima di cliccare su 'rispondi' chiedo di leggere fino in fondo ;)

 

LA CRISI NON ESISTE.

 

Avete letto prima si? Aspettate quindi ora che mi spiego.

 

Quanto sopra dicevo e' frutto di una serie di considerazioni.

 

Prima considerazione.

La crisi c'e' sempre stata.

E' contraddittoria questa frase rispetto a quanto detto prima? No, e il bello e' proprio questo.

La "crisi" storicamente e' brandita da anni, anni e anni da esponenti di vari settori che non vogliono l'ingresso di altri operatori nel loro orticello; prove? E' da piu' di 10 anni che sento parlare di crisi dell'editoria; le edicole non sono mai state sfornite, ma l'occupazione degli spazi e' proseguita tanto negli anni che si sono 'inventati' sempre nuovi spazi piu' larghi ed ampi, e una manciata di anni orsono era partita una sperimentazione per *l'ampliamento* dei punti vendita delle edicole, allargando le maglie della licenza tipo. Da allora ad esempio si sono sempre piu' ampliati gli spazi di rivendita di riviste ad esempio in vari 'punti' Mondadori ed altre catene.

L'editoria puo' anche essere drogata dai contributi statali, ma faccio presente che i contributi sono limitati a riviste che in qualche modo fanno parte del circuito politico piu' stretto; tempo fa bastava avere un parlamentare a firma e un direttore responsabile per fare un giornale di partito o comunque di riferimento correnziale/etc. MA anche in questo caso specifico i contributi sono orientati a forti sconti sulla carta sopra cui stampare (hint: per risparmiare e non poco, chi stampa molta roba da che mondo e mondo *compra* la carta da se e la lascia in tipografia per la stampa; i contributi statali per l'appunto sono per l'appunto per l'acquisto della carta).

 

Sono quindi piu' di 10 anni che c'e' crisi nell'editoria MA la quantita' di materiale in vendita e' SEMPRE maggiore, di anno in anno. Tutti anni in cui c'e' crisi su crisi.

 

Parliamo del video?

APPENA era stato ventilato l'ingresso a tamburo battente di Sony nel mercato della produzione home video di anime, QUALCUNO (Big_D di allora) affermava e lamentava che c'era CRISI su CRISI. Poi Sony ha ridimensionato fino ad annullare praticamente i suoi investimenti nel settore home video di anime, e molti hanno non  poco tirato un sospiro di sollievo. Continuando a vendere. In piena crisi. E qua parlo di quando ancora esisteva la Polygram e la Big D si affacciava da non molto sul mercato, quindi non 10 anni fa, ma siamo li'.

 

SI E' SEMPRE PARLATO DI CRISI, NON DA QUEST'ANNO, NON DA 10 ANNI, MA PRATICAMENTE DA SEMPRE.

 

Cosa e' cambiato ultimamente?

Che finalmente esiste una crisi, crisi ereditata dai mercati finanziari.

MA questa si sta affacciando sul mercato da poco tempo, in quanto le meccaniche che inceppano i meccanismi di circolazione del danaro si stanno mostrando sempre con maggiore evidenza da poco nel 'momento' terminale che sono le imprese.

Sono gia' almeno un paio di anni che le bache diffidano un po' dalle proprie colleghe e quindi i tassi sono sempre stati piu' elevati, tassti di prestito tra banca e banca. E per le imprese?

C'e' da considerare che le banche italiane, storicamente, non sono mai state tanto 'aperte' nel prestare denaro, motivo questo per cui il settore bancario italiano e' messo meglio di altri stati: i soldi circolano quasi sempre tra le stesse persone/imprese e dove circolino all'esterno di questo circolo vizioso e' sia apparenza, in quanto vanno a foraggiare il relativo indotto di una delle solite imprese, sia mercatino delle pulci, in quanto le piccole e medie imprese esterne dalla 'grande circolazione', vedono davvero pochi soldi, in confronto.

OVVIAMENTE il sistema deve continuare la circolazione, e chi cade, per forza di cose, e' parte dell'indotto che campava per 'contatto' con le grandi imprese, com'anche ovviamente il settore delle PMI, che e' tranquillamente sacrificabile, nello scopo di mantenere lo status quo della 'solita' circolazione.

 

Come vengono meno questi soldi? Semplice, dal livello piu' banale che e' dato dall'anticipo delle fatture (in un paese dove i pagamenti circolano sui 120 giorni data fattura e poco piu'/meno, se non si ottengono anticipi un'impresa non campa), passando per il piu' semplice massimo scoperto, fino ai vari veri e propri prestiti, che, ovviamente, possono essere 'esigiti' dalle banche in qualunque momento.

 

Sono pochissime le aziende che per vari motivi non hanno debiti con le banche; viene da se che in un periodo ove sia indispensabile 'immettere' liquidi nel circuito, i primi a cadere sono, volgarmente, gli stracci delle PMI.

 

ORA.

Questo regime di cose, ereditato dal grosso casino del flop del sistema attuale dell'alta finanza, ha effetti concreti sull'economia reale delle aziende relativamente da poco tempo.

 

Troppo facile associare il SOLITO discorso della crisi, al nuovo alibi della crisi SISTEMICA molto piu' profonda e che corre su binari del tutto differenti dell'economia reale.

 

I motivi del fatto che negozi e vari hanno chiuso, e' altro.

 

Anche perche', proprio fuori dai denti, di CRISI ne parlano, e poi a seguire, i grandi gruppi che vedono erosi incassi stratosferici di qualche punto percentuale; sono sempre soldi, ma in prospettiva si sono create maggori o minori fasce di nuove aziende che con quello che e' considerato 'poco incasso' per le grandi/enormi realta', vanno avanti da anni e anni.

 

L'economia reale e' molto piu' complessa e variegata rispetto ai soliti strilloni sui giornali o al passa parola del momento.

 

Concludo in questo modo; i VERI effetti di questa crisi sono ANCORA a vedersi appieno sull'economia italiana reale. Prima c'e' da scontare la "crisi" che c'e' sempre stata, specie nel periodo di boom delle aziende del nord-est italiano, come ben ci dicono le tonnellate di carta stampata che invade ogni angolo d'Italia, da anni, i soliti anni della sempiterna CRISI.

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Perdonami la povertà della risposta, ma dal tuo messaggio sostanzialmente si ricava che a una crisi parzialmente reale e volatile paventata nell'ultimo ventennio bisogna aggiungere l'effetto distruttivo dell'attuale crisi finanziaria, che per ora è ancora come una valanga montana sullo sfondo ma che nell'immediato futuro ci travolgerà con tutta la sua forza.

Quindi non vedo perché, nell'ordine di queste cose, non sia normale che Panini si tuteli il 2009 esponendosi il meno possibile.

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Il fatto e' che Panini (e non solo, ma specialmente visto il cambio di politica) si trova a rosicchiare quei margini che erano delle fumetterie.

 

Prima faceva tirature il piu' possibile mirate, tendenti all'ovvio motivo di non realizzare il piu' possibile magazzino.

 

In questo modo, per le serie a piu' numeri, o ti rivolgevi alle fumetterie e al loro magazzino, oppure c'era un fiorente mercatino d'oro del numero vecchio, con numeri esauriti (appunto) che i singoli e non solo facevano ben pagare.

 

Da un po' di tempo, ripeto, specialmente Panini visto il cambio di prospettiva, sta sempre piu' rendendo disponibili in piu' ristampe molti suoi prodotti, generando meno ricavi e meno vendite in prima battuta per le novita' nelle fumetterie, che tendono a tenere sempre meno roba, visto che difficilmente potrano monetizzare le giacenze di magazzino se non per pochi centesimi per numero.

 

A questo, ovviamente, si aggiunge l'elevata offerta che tende a non scremare piu' nulla ma a pubblicare cio' che si trova a disposizione, affianco alla concreta mancanza di titoli che vendano bene.

 

Molti editori tendono oramai quasi a vendere la maggior parte delle proprie proposte in prima battuta, quindi l'importanza del 'catalogo' e della visibilita' e' importante, mentre i riordini sono sempre piu' un miraggio. Per questo e altri motivi si tende ad avere in fumetteria prezzi sempre piu' alti dei singoli albi, e con il prezzo sempre piu' alto degli albi, unito al problema sempre piu' presente del problema delle giacenze, unito alla sempre maggiore offerta numerica (ma per gli editori, poco importante perche' dipende dalla visibilita' sui cataloghi) che non sempre e' accomunabile a offerta qualitativamente buona, tende a fare in modo che le fumetterie (per via anche del disgraziato sistema che le fa funzionare) prendan su ORDINE del cliente.

 

Ma questo comporta che il cliente occasionale lo perdono, perche' hanno meno copie, perche' hanno meno esposizione, quindi in ogni caso si trovano a vendere di meno perche' prendono meno materiale per l'esposizione.

Ergo, moltissima gente va' in fumetteria, chiede tale albo e al 90% se non e' quello che 'vende' di principalmente due editori, si sente dire "Lo possiamo ordinare".

 

Il cliente che fa? Lo ordina o va a cercarlo dove lo trova?

Il negoziante che fa? Ordina un solo albo magari a un cliente che non ha mai visto prima? Se l'albo costa 'tot' non gli chiede qualcosa in anticipo?

Il cliente questi soldi in anticipo li da'? L'albo arriva prima o poi, o va' tot volte dal negoziante a sentire tutta una serie di balle dette dal distributore cui spesse volte NON conviene dare quell'albo?

 

E gia' stiamo a parlare di un cliente che SA di voler prendere un ALBO PRECISO, che gia' e' informato.

 

Il cliente occasionale, invece, per definizione, non sa un ca**o, e tende a guardare cio' che e' esposto. E qua si chiude il cerchio.

 

Ti diro' di piu', il problema non e' neanche la storia del diritto di resa.

Al di la' del discorso che agli editori (specialmente i due di prima) NON conviene il diritto di resa, alla fine a dirla proprio tutta, la cosa e' ininfluente ANCHE per le fumetterie; questo perche' specialmente nel periodo di boom espansivo iniziato una decina di anni fa, in luogo della resa, ottenevano condizioni migliori, migliore scontistica, che viene e veniva fatta quasi per SINGOLO centro vendita; quindi quando tutto 'esplodeva' e si vendeva comunque quello che c'era (e allora i distributori CERCAVANO molto nuovo materiale da distribuire, di qualunque natura; molti non so se si ricordano le fanzine su carta), per le fumetterie la cosa, alla fine, era ininfluente.

 

Mi e' giunta voce ad esempio che specialmente al sud molte fumetterie si sono in qualche modo organizzate per spuntare condizioni migliori, ma il problema e' che QUESTA COSA si sarebbe dovuta fare quando circolavano molti piu' soldi, nel periodo espansivo. Ora che i soldi che circolano sono minori, e i ricavi per gli editori sono sempre piu' limati per una assurda guerra alla licenza che ha portato ad esempio (tanto per dirne un'altra) si' i manga ma specialmente le serie tv a prezzi assurdi, l'importante al momento e' continuare a far funzionare in qualche modo lo status quo. O quel che ne rimane.

 

Questo sto cercando di dire, io vedo gente che straparla ora di crisi in relazione ai problemi dell'alta finanza; gente, al momento, SE le nostre banche rispetto a TUTTI gli altri paesi, non hanno ancora avuto necessita' d ricapitalizzazioni spinte (ANCHE in Germania che e' il 'reference', specialmente per lo 'spread', il differenziale tra loro obbligazioni/bund considerate le piu' solide in Europa e i nostri BTP decennali, dicevo, se ANCHE loro hanno immesso miliardi di euro nel circuito bancario...) qualcosa vorra' pur dire.

 

Vuol forse dire che c'era una crisi abbissale nel nostro circuito economico?

O che gli effetti sull'economia reale (il nostro e' un paese che e' basato sulle PMI) devono in realta' sostanzialmente farsi sentire?

 

Che poi, se vai in giro e chiedi a chiunque se e' soddisfatto della propria condizione economica, e' scontato che nessuno lo e', ma e' al di la' del discorso crisi.

 

Quindi gli effetti concreti e reali e importanti di questa crisi, che non ha influito neanche sul nostro sistema bancario in modo significativo come altrove, si stanno affacciando e se mai ci saranno a livello 'importante' si vedra', MA non e' QUESTA la crisi di cui si va' parlando da anni.

 

Quella che ci vede fare la fila per prendere l'IPOD o che non influisce sulle vendite di tecnologia, o quella che questo natale vedra' si' un miliardo di euro in meno in ballo rispetto al 2007.

Ma che vede una flessione dell'investimento per viaggio di poco inferiore all'anno scorso, in una comunque minore propensione generale.

 

Tutti questi editori stanno creando sempre piu' cortocircuiti nel sistema delle fumetterie, che non regge piu' il sistema com'era anni fa. E i motivi di questa 'difficolta' sono tutti interni, ma soprattutto il momento di oggettiva difficolta' dei mercati attuali non ha nulla o pochissimo a che fare con esso.

 

A me sembra quasi che siano anni che si dica a denti stretti 'crisi-crisi', e che la situazione attuale stia fornendo una qualche 'materializzazione' piu' concreta e meno aleatoria.

 

Forse alla fine le cose inizierebbero ad andare molto meglio, se ci fossero meno piagnistei da rendite di posizione e di alibi piu' o meno artefatti o artificiosi, e si riprendesse in tutta Italia a realizzare cose concretamente, e non solo specialmente in singole parti di essa. Che possono oggettivamente avere difficolta', come tutte le aziende, in qualunque epoca e situazione storica.

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  • 1 month later...

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E' stato detto pure nel topic trollate.

A quanto pare Brighel ha scritto che hanno intenzione di acquistare pure qualche serie interrotta dalla play press  ( ci stanno Negima e School Rumble).




frega cazzo, io voglio get backers  :pazzia:


A me pure meno, io ormai gli prendo le serie iniziate eoni fa. :lolla::rotfl:


In realtà gli sto prendendo anche Eureka Seven  :ph34r::rotfl:

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Annunciano Sooru Ita. :lolla:

Me cojoni :lolla::lolla::lolla::lolla: (Ma un bel Vinland Saga no, eh?)

Piuttosto, mi pare di aver letto della ristampa dei primi numeri di Host Club, (speriamo che facciano lo stesso per Nausicaa e il numero 5 di Eden :beg: ), l'anime mi è piaciuto molto, il manga com'è (inteso sia come qualità dell'opera in sè sia dell'edizione)?
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