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Mawaru Penguin Drum


_gallo_

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Riesumo come richiesto :sisi:

 

Allora che minchia ci faceva o_O

 

 

Non è che non avessi considerato l'ipotesi della violenza sessuale, l'impressione che dà l'episodio ha fatto pendere un pò tutti verso questa interpretazione e di primo acchito non ho fatto eccezione, ma dopo averci pensato un pò l'ho scartata perchè altrimenti non sarei riuscito a collocare "La trahison des images" in presenza di quelle scene.

Risparmio a me e a voi quello che è successo nel mezzo -nella mia testa- e passo al dunque: il padre con quegli scalpelli faceva esattamente quello che sembrava, ovvero sfregiarci la figlia. Il suo era lo sfogo dell'ego dell'artista ferito, ferito dal "brutto" che non comprendeva la bellezza della propria opera e Yuri il suo prodotto. Il problema è che il "brutto" non può diventare "brutto" da un giorno all'altro "perchè si" ed è attraverso lo sfregio che oggettiva il meccanismo difensivo del proprio ego (non è la mia arte ad essere brutta ma lei ed è per quello che non la comprende).

Il padre era un artista famoso, uno scultore. Yuri la figlia, una figlia che gli voleva bene: da una parte il bene che ogni figlia vuole al proprio padre ma dall'altra gli voleva bene anche perchè era un artista. Yuri confidava sia nel fatto che la visione della bellezza del padre fosse giusta -come ogni bambino crede che il proprio genitore sappia sempre tutto e abbia sempre ragione-, sia nel fatto che vedeva in maniera tangibile che la sua visione era anche visione che ne aveva il mondo* -> la torre che sovrasta la città.

Quello che ai tempi fu il vero problema di Yuri con la suddetta era che questa la rendeva prigioniera del padre (in riferimento a tutti quei discorsi da lavaggio del cervello tipo "...tu hai solo me, solo io posso amarti davvero, non ti fidare degli altri ecc...") poichè, credendola appunto vera, opprimeva il suo normale desiderio di contatto umano a causa della paura di non poter essere accettata dagli altri per quello che era. Una persona "brutta", a suo parere... e come diceva sempre il suo papà nessuno ama le cose brutte -> lo scalpello, "la sbarra della sua prigione", l'atelier del padre; l'immagine sarebbe un rimando a quello.

I segni degli sfregi sono scomparsi con il trasferimento del destino per causalità, ma il danno è rimasto in quanto lei ricorda ed è per quello che nonostante ciò ha ancora problemi con il proprio corpo. Anzi, paradossalmente credo sia giusto dire che i problemi psicologici che nutre verso il proprio corpo si sono andati a sommare solo successivamente agli altri, con la consapevolezza del trauma che ha acquisito crescendo dato che nel flashback la vediamo convinta fino alla fine e solo provvidenzialmente salvata dalla morte grazie a Momoka. Questi problemi che ha con sé stessa la portano a divenire una persona sola -fino a quando...- che sviluppa un forte bisogno di sentirsi apprezzata dagli altri, motivo per cui diventa un'attrice (come d'altronde ci dice Masako nel dialogo che ha con Yuri verso il finale dell'ep).

Tornando a ciò che mi ha fatto pendere in questa direzione, il quadro di Magritte, è semplice: il quadro riporta testualmente "Ceci n'est pas une pipe", che in Penguindrum prenderebbe un senso alla "queste scene che fanno pensare all'abuso sessuale non sono immagini di un abuso sessuale". "Questo è il disegno di una pipa" è il senso (terra terra) del quadro e quelle di Penguindrum sono le immagini di un folle che seviziava la figlia con degli scalpelli. O così dovrebbe essere vedendo i segni che le lascia addosso, ma d'altronde se si fosse realmente visto il padre ferire Yuri con uno scalpello tutto ciò non avrebbe avuto senso.

 

 

* Notare che nonostante nell'episodio sia evidente che Yuri si sottoponga alla tortura per essere accettata dal padre la premessa iniziale non è quella di un "voglio bene a mio papà perchè è mio papà" ma "voglio bene a mio papà perché è un artista", quasi fosse intesa la volontà di essere approvata dall'uomo-cultore del bello che non dall'uomo-padre.

Cosa che non è che il frutto dell'infantilità della piccola Yuri, o almeno dovrebbe anche se forse è invece segno di quello che entra in gioco considerando la causalità provocata dal diario.

In fondo se rimuovere la causa rimuove l'effetto è inevitabile pensare che Ikuhara ne avesse combinata un'altra.

 

Bel post :thumbsup:

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Ho letto in questa pagina (a caso) messaggi molto interessanti pur non conoscendo la serie in oggetto di discussione.

 

Devo recuperarla?

 

Sto seguendo la serie su Rai 4 e, dopo alcune perplessità inerenti l'inizio, si profila sempre più una visione interessante. In passato ho già sfruttato questo forum per leggere alcuni commenti tuoi (e di qualche altro utente) che ho trovato ragionevoli e illuminanti su aspetti non considerati di alcune opere, quindi allo stato attuale della mia visione ti consiglierei di recuperare Mawaru Penguindrum, e te ne sarei anche grato :happy:

I primi episodi mi hanno male impressionato a causa di una certa ridondanza di scene un po' gratuitamente volgari che sembravano indirizzare la serie su binari sgradevoli, ma come ho già detto le vicende si fanno sempre più interessanti e ci allontaniamo dai suddetti binari. Per completezza aggiungo di non aver visto Utena, quindi non saprei confrontare queste due serie di Ikuhara.

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Sì certo zio, questa è proprio la serie ideale per quardarsi un paio di episodi a caso e pensare di capirci qualcosa :sisi:

Io mi auguro solo che la tizia con la pinguina cattiva non sia la classica pazza innamorata ossessivamente del pirla di turno che le ha promesso amore da bambini e ora manco se la ricorda più.

Un altra cosa che ha sempre dato fastidio è quella mela nella sigla che fa tanto death note ( ma cacchio, c'è già una serie famosa che la usa come simbolo , metti qualcosa d' altro al suo posto.)

Modificato da Zio Sam
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A proposito di penguindrum, oggi mi è sembrato di vedere un typo tra i titoli di coda.

Mi è sembrato di leggere il nome "Shbata", senza la "i".

A meno che non me lo sia sognato (dopotutto è stato un attimo) oppure che il tizio si chiami proprio così, forse facciamo in tempo a farlo correggere.

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Sarà che sto seguendo con diletto e trepidazione il topic su anime, target e otaku dove questa serie è oggetto di "discussione" (virgolette perche quella non è una discussione, è il tentativo inutile di sopprimere un delirio che difatti sta degenerando ulteriormente), sarà che ora Zio Sam ha postato i suoi brillanti commenti pure qui, ma anche a me oggi va di parlare di Penguindrum, in particolare di... implementare? il discorso dell'altra volta sul flashback di Yuri, nella quale mi sono abbastanza guardato dallo scoperchiare il vaso di Pandora salvo poi alla fine tirarmi comunque la zappa sui piedi durante uno degli edit con quell'asterisco parlando della causalità, che è il punto focale di una serie di letture dell'episodio diverse da quella che ho dato io che però alla fine non reggono molto. In alcune di queste letture -che fanno parte del ciò che è successo nel mezzo nella mia testa di cui parlavo prima- si può affermare l'idea dell'abuso sessuale e molto altro, come ad esempio dire che in realtà il padre non era un artista famoso ma solo un fallito che appariva come tale esclusivamente agli occhi della figlia... che in realtà non era sua figlia, verosimile in una serie che gioca così tanto su chi è fratello/figlio di chi. Da precisare che l'altro pezzo dove parlo di causalità e delle sue ferite è inteso in un modo diverso e ne parlerò qua sotto, mentre unrelated ma che voglio dire è che questa distinzione

 

Yuri confidava sia nel fatto che la visione della bellezza del padre fosse giusta -come ogni bambino crede che il proprio genitore sappia sempre tutto e abbia sempre ragione-, sia nel fatto che vedeva in maniera tangibile che la sua visione era anche visione che ne aveva il mondo* -> la torre che sovrasta la citta.

 

tra visione del padre/visione del mondo l'ho fatta io ma è autoevidente che può non essere necessaria in quanto si puo dire tranquillamente che il secondo termine sia compreso nel primo, d'altra parte ai tempi per Yuri suo padre era il suo mondo. E' una distinzione che di base ho voluto fare perche ritengo che Yuri si basasse molto sul fatto che lui fosse artista e famoso dato che il nocciolo della questione nasceva dal fatto che la madre, evidentemente (seppur mi pare non si sappia in che forma), non apprezzasse l'arte dell'uomo ma che Yuri non si è mai posta il dilemma su chi dei due genitori avesse ragione. Se non altro la ragione dell'assenza di indecisione non è in quel discorso da "retribuzione divina" che fa lui, il colpo da oggetto contundente che molto verosimilmente è uno scalpello sulla foto della madre di Yuri non lo supporta granchè bene. Notare poi che gli elicotteri che giravano sempre intorno alla torre erano sempre parte dell'idea di controllo che il padre aveva su Yuri.

 

Ora, penso che chiunque abbia visto la serie comprenda che Penguindrum non è uno sci-fi e non lo pretendeva ma non per questo non segue una logica comprovabile. L'abnorme e voluta ambiguità non aiuta ma tutto ha il suo senso, un senso che si viene a perdere se non si fanno le dovute inferenze; non si puo parlare di Penguindrum o di Utena per le loro trame, personalmente lo trovo inconcepibile. Se poi le conoscenze pregresse portano a dire cose come "la corda rossa del destino che collega le persone fin dalla nascita" sul filo rosso del destino e che il SENSO dello Shibari sia una definione data malamente di ciò in cui consiste è meglio evitarle, equivale a perdere del tempo su qualcosa che probabilmente non piacerà e fare un torto enorme alla serie in un colpo solo.

Per andare sul concreto rimanendo in tema flashback e tirare fuori altre ambiguità:

 

 

 

16hpv6o.jpg

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quando in un momento quasi immediatamente successivo ci si trova davanti a questo

 

sc5gue.jpg

 

senza dimenticare anche quest'altro

 

2zznkv5.jpg

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Le prime 4 immagini sono chiaramente contradditorie. Nel momento in cui solo lei, solo il suo corpo ricorda non ci può essere la scena di Yuri che appena si sveglia nota il cambiamento nello scenario. Come fu per il coniglio (quello che doveva morire e che Momoka ha salvato, cosa alla quale Yuri risponde con un "Non può essere vero, il coniglio a scuola è sempre stato sano") così avrebbe dovuto essere anche per questo cambiamento. Tuttavia, in precedenza (non ricordo in che episodio se no avrei messo volentieri l'immagine) Yuri parlando di Momoka disse "eravamo una cosa sola". Il momento in cui questo accade è probabilmente proprio quello in cui Yuri si affaccia alla finestra e vede, come dice lei, "l'amore di Momoka", il sacrificio da lei compiuto. Può sembrare vago ma Penguindrum funziona così, è appurato che Penguindrum è "l'idealmente" e non "la fisica" o presunta tale, parliamo di una serie con un finale nella quale

 

"i fratelli si sacrificano per amore e rinascono" perche facendo il sacrificio da Scorpion's Soul miyazawiana mettono l'amore sopra ogni cosa e ricevono il premio, la mela, che tra le altre cose è anche simbolo della rinascita tanto per dirne una, "la morte è soltanto l'inizio" e via discorrendo.

 

Checchè Zio Sam si compiaccia della propria ignoranza e tiri fuori Death Note pensando di far ridere qualcuno con lui e non di lui.

Le ultime 3 immagini invece le ho messe per la questione delle fasciature. Quando Yuri si sveglia e guarda dalla finestra si vede che non ha un graffio, ma quando esce per cercare Momoka -prima immagine- ha braccio e gamba fasciati come nello scenario precedente. Solo che, quando la trova, mentre la stanno portando via con l'ambulanza, la fasciatura al braccio (la gamba non è mai visibile in quella scena) non c'è più. Poteva essere caduta data la posizione del braccio, ma è (era) solo una speculazione. Nel terzo screen, che verosimilmente non si colloca immediatamente dopo in linea temporale in quanto Yuri dice a Momoka "papà non sta tornando a casa", non ha alcun segno e non porta nessun tipo di fasciatura. Ciò mi confondette ma mi diedi pace con una spiegazione che ci poteva anche stare, salvo poi controllare la versione BD (per le fasciature e per le statue nell'atelier nel nuovo scenario, cose che erano fondamentali per arrivare ad una sola lettura) e vedere che effettivamente, almeno per le fasciature, era un errore

 

 

192xs9.jpg

 

 

Altra cosa interessante è stato vedere come le uniche "features" derivate dal padre e poi mutate sulla Yuri nel nuovo scenario fossero gli sfregi. A primo impatto (eufemismo) può sembrare un pò troppo conveniente e può... far pensare. Io ci ho pensato, e posso assicurare che sono arrivato a dire quello che ho detto per esclusione in un processo che non tengo a scrivere perchè questo in confronto non sarebbe il wot che è ma due cose in croce.

Prima di dare un senso che non sia "in fondo parliamo di magia" è piuttosto cool capire come la situazione si fosse evoluta: il padre la convince a sottoporsi alla tortura dicendole che sarebbe stato in grado di epurarla (nb che se il padre fosse stato davvero convinto di ciò che diceva, ovvero che loro fossero brutte, non avrebbe avuto bisogno di torcere un capello alla figlia -nè alla madre, come invece probabilmente ha fatto-) in una maniera che paragona al modo in cui Michelangelo ha scolpito il David da un blocco di marmo, che in un certo senso è ciò che effettivamente avviene; nel suo torturarla di volta in volta è come se l'avesse scolpita e il giorno in cui sarebbe avvenuta la sua morte sarebbe stato anche il giorno in cui avrebbe completato quello che secondo lui sarebbe stato "il suo capolavoro", che nel suo narcisismo pensa consistere nella distruzione di ciò che ha messo in discussione la sua arte e conseguentemente ferito il suo ego. D'altronde nel momento in cui chi "critica la sua arte" sparisce questa diventa indiscussa e Yuri in fondo, come dice lui, "è figlia di sua madre". A scanso di ogni possibile equivoco faccio presente che questo discorso non solo non è alternativo a quello del meccanismo difensivo ma è in simbiosi con esso, è il motivo per cui Yuri a suo dire, nella sua mentalità malata, sarebbe potuta diventare "qualcosa che avrebbe potuto amare per sempre" (in quanto simbolo di affermazione della bellezza della propria arte, affermazione che è tale in quanto cessazione dell'esistenza della negazione; ricapitolando è un "tu non vedi bellezza nella mia arte ma io non lo posso accettare e scuso la cosa col fatto che te essendo brutta non puoi apprezzare la bellezza. Quello che voglio pensare di te però non è quello che penso guardandoti e per questo devo far diventare quella che è solo una scusa una convinzione reale, quindi ti privo letteralmente della tua bellezza. Essendo che io ti vedo come tutto ciò che nega la bellezza della mia arte però non mi limito a offendere la tua figura ma nel processo faccio di te una mia opera, opera che una volta completata sarà simbolo della scomparsa di tutto ciò che non vedeva la bellezza della mia arte rendendoti di fatto il capolavoro che la consacrerà").

Prendendo quindi atto del fatto che lui la tratta come il proprio David, che la forma della torre che incarna la bellezza secondo il padre e il padre stesso (e conseguentemente il controllo su Yuri) è quella del David e che lo scalpello con il quale la stava per uccidere ha sopra rappresentato il David ha il suo senso che facendo Momoka scomparire la torre il padre venga, parole sue, "lasciato indietro" e con esso -lo dico io- i segni "della realizzazione del proprio David" (ed è questo il causa/effetto a cui mi riferivo) mentre le altre sculture e comunque tutto il resto rimane tale quale. Spero che questo pezzo sia chiaro, credo di aver fatto il possibile in questo senso.

Modificato da Garion-Oh
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Ti ho messo il finale sotto spoiler. Almeno quello, dato che c'è chi sta seguendo la serie in tv.

 

Io mi auguro solo che la tizia con la pinguina cattiva non sia la classica pazza innamorata ossessivamente del pirla di turno che le ha promesso amore da bambini e ora manco se la ricorda più.

 

In realtà è

la vera sorella di Kanba

.

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A naso mi era parso un drama psicosessuale su volontà di potenze e cose, un 'outing' della violenza femminile creatrice di realtà nell'idealizzazione infantile dell'amato e nel superamento di quella, ovvero la parabola della 'tesi dell'angelo crudele' in chiave femminile (crescere = rinunciare, tradire gli ideali infantili - nel caso femminile sono ideali amorosi). Ovviamente avrò capito tutto sbagliato e starò solo proiettando. ^^;

Beh... In parte sì. Non è un caso che Anno e Ikuhara fossero amiconi al tempo della realizzazione di entrambe le loro opere (e lo siano tutt'ora, per quel che ne so), e non è altresì un caso se Utena viene spesso definito "la versione shojo di Evangelion" (e insomma, Adolescence Mukoshiroku fa molto End of Evangelion, con tanto di finale praticamente speculare).

Però non è tutto qua. Se ti può interessare articolo meglio, Shito. E comunque PenDrum recuperalo a prescindere.

 

Ah, e complimenti a Chroniko per i superbi post di analisi.:sisi:

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  • 2 weeks later...

VIsto il primo episodio di Penguin Drum, così ora riconosco anche il tuo avatar, DK. ^^

 

Pensieri sparsi e vergini:

 

1) Stupisce la qualità delle colorazioni, delle luci, del dettaglio dei fondali, del mix audio. I colori sono intensi (molto saturati) e fortemente contrastanti, ma coordinati benissimo. Grande realismo visivo, si riconoscono locandine dei konbini, di tutto. Il mix audio è supremo. Mi ricordo in questo il primo episodio di Abesho.

 

2) Noto che il leitmotif sono i mezzi pubblici su rotaia. Mi viene da pensare che questa sia allegoria di un 'tracciato segnato'. Con un'auto vai dove vuoi, e sappiamo che il regista ha questo tormentone sulla libertà di movimento. Un destino segnato è un destino dove non puoi andare dove vuoi. Come per un malato terminale, o per chiunque creda al 'fato'. Sappiamo che il regista ha questa fascinazione della volontà di potenza dell'emancipazione dal proprio destino, del riuscire a 'farsi fabbro del proprio destino', ovvero di cambiarlo.

 

3) Fin dalla sigla avevo notato la differenza tra il pinguino e il 'pinguino imperatore', nel cappello di Himari. Pinguino imperatore + malata terminale = 1 Litro di Lacrime, chi l'ha visto? BTW, i pinguini sono super tormentoni dei bambini in Giappone. Chissà perché.

 

4) Ovviamente il 'fuori campo' dei bimbi che passano fuori dalla casa dei tre e parlano dell'allegoria microcosmo/macrocosmo della mela, tirando in ballo l'amore, non può essere a caso. Non in un anime in cui le comparse sono disegnate come omini dei cartelli stradali.

 

5) Noto che i tre pinguini sono un terzetto che fa perfetto contraltare ai tre fratelli.

 

6) C'è anche qui la dinamica del 'tirare fuori le cose dall'interno delle persone'. La stessa metafora della spada di Utena che viene fuori da Anthy (metafora della forza per cambiare il proprio destino, in genere), e questo mi fa pensare anche a FLCL, nella metafora dell'estroiezioni della volontà di potenza dell'adolescente Naota, in lotta nell'affermazione dell'adulità contro un mondo adulto che si rifiuta. Anche qui, di genitori non se ne vedono, e l'unico adulto considerato -il medico- non è esattamente stimato.

 

La sensazione è sempre quella dell'animo sensibile di Ikuhara che soffre (ha sofferto?) non sentendosi in mano le leve di una vita che scorre nel mondo retto dagli adulti, ormai insensibili, impotenti nella loro presunta onnipotenza.

 

Ma è solo il primo episodio.

 

Splendido a vedersi, interessante a seguirsi.

 

I tempi mi sono apparsi perfetti.

Modificato da Shito
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1) Stupisce la qualità delle colorazioni, delle luci, del dettaglio dei fondali, del mix audio. I colori sono intensi (molto satuati) e fortemente contrastanti, ma coordinati benissimo. Grande realismo visivo, si riconoscono locandine dei konbini, di tutto. Il mix audio è supremo. Mi ricordo in questo il primo episodio di Abesho.

Beh, la coordinazione dei colori è sempre stata uno dei punti forti di Ikuhara, in fondo. Già in Utena, dove la popolazione andava in giro con capelli di colori impossibilmente sgargianti ma che sembravano avere perfettamente senso nel contesto.

 

 

2) Noto che il leitmotif sono i mezzi pubblici su rotaia. Mi viene da pensare che questa sia allegoria di un 'tracciato segnato'. Con un'auto vai dove vuoi, e sappiamo che il regista ha questo tormentone sulla libertà di movimento. Un destino segnato è un destino dove non puoi andare dove vuoi. Come per un malato terminale, o per chiunque creda al 'fato'. Sappiamo che il regista ha questa fascinazione della volontà di potenza dell'emancipazione dal proprio destino, del riuscire a 'farsi fabbro del proprio destino', ovvero di cambiarlo.

Hint 1: tieni d'occhio gli eyecatch.

Hint 2: la linea Marunouchi di Tokyo (quantomeno il ramo principale) ha 25 fermate.

 

 

3) Fin dalla sigla avevo notato la differenza tra il pinguino e il 'pinguino imperatore', nel cappello di Himari. Pinguino imperatore + malata terminale = 1 Litro di Lacrime, chi l'ha visto? BTW, i pinguini sono super tormentoni dei bambini in Giappone. Chissà perché.

Perché tutto è migliore con i pinguini (http://tvtropes.org/pmwiki/pmwiki.php/Main/EverythingsBetterWithPenguins)

(da notare chi sia il poster trope...)

 

 

4) Ovviamente il 'fuori campo' dei bimbi che passano fuori dalla casa dei tre e parlano dell'allegoria microcosmo/macrocosmo della mela, tirando in ballo l'amore, non può essere a caso. Non in un anime in cui le comparse sono disegnate come omini dei cartelli stradali.

Ovviamente. Se hai familiarità con l'opera letteraria di cui parlano (come immagino) parecchie delle simbologie della serie ti saranno decisamente più chiare e visibili.

 

 

5) Noto che i tre pinguini sono un terzetto che fa perfetto contraltare ai tre fratelli.

E avrai probabilmente notato che di pinguino ce n'è anche un quarto, che compare brevemente nella sigla.

 

 

6) C'è anche qui la dinamica del 'tirare fuori le cose dall'interno delle persone'. La stessa metafora della spada di Utena che viene fuori da Anthy (metafora della forza per cambiare il proprio destino, in genere), e questo mi fa pensare anche a FLCL, nella metafora dell'estroiezioni della volontà di potenza dell'adolescente Naota, in lotta nell'affermazione dell'adulità contro un mondo adulto che si rifiuta. Anche qui, di genitori non se ne vedono, e l'unico adulto considerato -il medico- non è esattamente stimato.

Ti dovessi rispondere ora, visto che hai visto solo il primo... Ti direi sì e no. Soprattutto perché - come vedrai proseguendo con la visione delle puntate - il rapporto fra genitori e figli è davvero uno dei punti focali dietro l'evoluzione psicologica dell'intero cast principale.

(nota a margine: il padre di Ringo, ovvero il personaggio che comparirà nel secondo episodio, è doppiato da Tachiki Fumihiko)

 

 

La sensazione è sempre quella dell'animo sensibile di Ikuhara che soffre (ha sofferto?) non sentendosi in mano le leve di una vita che scorre nel mondo retto dagli adulti, ormai insensibili, impotenti nella loro presunta onnipotenza.

In parte sì. Ma appunto, non c'è solo quello. In fondo, il bello di Penguindrum è il suo aprirsi piano piano verso le proprie tematiche (nonostante il discorso dei due bambini nel primo episodio sia una chiara dichiarazione di intenti di quello che deve e vuole essere la serie). :sisi:

Modificato da Dk86
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Beh, la coordinazione dei colori è sempre stata uno dei punti forti di Ikuhara, in fondo. Già in Utena, dove la popolazione andava in giro con capelli di colori impossibilmente sgargianti ma che sembravano avere perfettamente senso nel contesto.

 

Trovo tuttavia che qui la ricercatezza si sposi -mirabilmente- con realismo estremo in un connubio davvero stupefacente.

 

 

Hint 1: tieni d'occhio gli eyecatch.

Hint 2: la linea Marunouchi di Tokyo (quantomeno il ramo principale) ha 25 fermate.

 

 

Queste cose mi erano chiare.

 

4) Ovviamente il 'fuori campo' dei bimbi che passano fuori dalla casa dei tre e parlano dell'allegoria microcosmo/macrocosmo della mela, tirando in ballo l'amore, non può essere a caso. Non in un anime in cui le comparse sono disegnate come omini dei cartelli stradali.

 

Ovviamente. Se hai familiarità con l'opera letteraria di cui parlano (come immagino) parecchie delle simbologie della serie ti saranno decisamente più chiare e visibili.

 

 

Non ho familiarità. ^^

 

 

5) Noto che i tre pinguini sono un terzetto che fa perfetto contraltare ai tre fratelli.

 

E avrai probabilmente notato che di pinguino ce n'è anche un quarto, che compare brevemente nella sigla.

 

 

 

Non avevo notato - viste anche le sigle solo una volta. ^^

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@dikappero, intendi ginga tetsudo no yoru?

 

intendete il racconto di Miyazawa Kenji?

 

Precisamente, intendevo proprio quello. :sisi:

 

In Utena Ikuhara sovente attingeva dal Demian di Herman Hesse, qui invece la fonte primaria di simbolismi "letterari" è proprio Ginga Tetsudo no Yoru. :sisi:

Modificato da Dk86
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intendete il racconto di Miyazawa Kenji?

Certo. I due bambini lo nominano anche.

 

小学生A「だからさ林檎は宇宙そのものなんだよ。

      手の平に乗る宇宙。この世界とあっちの世界を繋ぐものだよ。」

小学生B「あっちの世界?」

小学生A「カンパネルラや他の乗客が向かってる世界だよ。」

小学生B「それと林檎になんの関係があるんだ?」

小学生A「つまり、林檎は愛による死を自ら選択した者へのご褒美でもあるんだよ。」

小学生B「でも、死んだら全部おしまいじゃん。」

小学生A「おしまいじゃないよ!

      むしろ、そこから始まるって賢治は言いたいんだ。」

小学生B「わかんねぇよ。」

小学生A「愛のハナシなんだよ?なんで分かんないのかなぁ~。」

 

Diciamo che qui sta tutto il senso della serie. Solo che al primo episodio mancano gli strumenti per capirlo. Ikuhara è un furbacchione (anche perchè dopo avere spiattellato tutto così, cerca di depistare in qualsiasi modo).

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Personalmente avevo capito/sentito che quel dialogo era 'tutto'. Perché era troppo finto casuale. Ma non conosco il contenuto del racconto.

 

Non so, credo che andando a diggare adesso sarebbe un po' quasi come barare. Che ne dite? Continuo a seguire la serie senza informarmi sul racconto di Miyazawa?

 

Ho visto l'episodio due, ho anche agganciato il quarto pinguino nella sigla - l'avevo notato anche al primo giro, per il colore diverso, ma poi mi era passato di mente.

 

Quindi ora la mela è diventata Mela. Ed è la nemesi del pensiero di uno dei protagonisti, almeno stando all'avant-title. E Miyazawa viene citato in una telefonata, stavolta per cognome. C'era anche una scritta sulla lavagna che, del tutto a caso, mi ha colpito: カノッサの屈辱 ovvero: http://it.wikipedia.org/wiki/Umiliazione_di_Canossa

A naso penserei a un altro riferimento finto random. ^^

 

La cosa che mi affascina di questo anime è il tessuto urbano che fa da sfondo, ma direi proprio da ordito, alla trama. Credo che se non fossi stato più volte a Tokyo non subirei questo forte fascino. C'è un forte realismo visivo, ma anche situazionale, che cozza intenzionalmente (credo) col surrealismo grottesco della parte pinguinica. Una cosa simile l'avevo vista solo in Jarinko Chie (è un complimentone). Per esempio, Ringo mi pare suuuuuper realistica come psiche. Nel senso che il suo essere compulsiva è intercalato con vezzi banalissimi. E anche la compulsività di una ragazzina è banale, nel senso di normale, realistica. Io ho la sensazione che Ikuhara stia cercando di descrivere una sorta di 'sottotesto' della 'pazza vita urbanizzata' dei giorni d'oggi. E' interessante.

 

Il modo di rappresentate le persone 'insignificanti' per la storia (per i protagonisti) come meri segnali stradali mi ricorda quello che mi spiegò una docente di sociologia della Toudai, facendo un paraogne tra il tessuto sociale di Tokyo e quello di Kyoto, ovvero che secondo lei non è che Tokyo sia più 'aperta' nei confronti di qualsivoglia stranezza personale, è che a Tokyo le persone si ignorano a vincenda a livello di non-esistenza, salvo appartenere a un medesimo gruppo sociale. Secondo questa professoressa, a Tokyo si è realmente 'invisibili' fra sconosciuti.

 

Cmq nella serie lo chiamano Ping-drum. E ci sono altre Ping-cose qui e lì. :-)

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