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Aim for the Top! Gunbuster


Roger

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L'irresponsabilità del comunicatore mi è intollerabile.

Ogni artista è un cominicatore.

L'artista irresponsabile mi è intollerabile.

 

Be', come vuoi. Ma è un po' come criticare un porcospino perchè ha gli aculei.

Detto questo, l'immagine di Noriko che all'improvviso si rende conto che le sue amiche sono cresciute e sono diventate mamme, mentre lei è non è cambiata per nulla per via della sua battaglia contro i mostri spaziali, ha un suo certo significato.

Forse la comunicazione è stata troppo molle.

Ma tanto anche Bright che prende a schiaffi Amuro è diventato un meme piuttosto che una scena con un significato preciso.

E d'altronde un'anime che sbatte in faccia allo spettatore i concetti senza mediazione alcuna diventa pesante e non lo segue nessuno.

Slegami questo Uroboro :thumbsup:

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Detto questo, l'immagine di Noriko che all'improvviso si rende conto che le sue amiche sono cresciute e sono diventate mamme, mentre lei è non è cambiata per nulla per via de-lla sua battaglia contro i mostri spaziali, ha un suo certo significato.

 

E non potrebbe essere che semplicemente ad Anno e soci 'Guerra eterna' era piaciuto molto?

 

E quel libro aveva a che fare col Vietnam, non con presunti problemi di immaturità.

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La responsabilità di cui parlo è la responsabilità etica di chi espone molti al proprio pensiero, alla propria espressione, perché è un narratore. Non lo si dovrebbe fare, secondo me, autoreferenzialmente -nel senso di farlo a puro scopo di autocompiacimento del sé-. Questo è quello che hanno fatto certi autori tipo otaku-1st-gen: hanno fatto le opere che avrebbero voluto vedere loro da pubblico, solo che loro le hanno fatte proponendole a un ben più vasto pubblico di loro stessi. Questo innesca una spirale involutiva. Ovvero, è il modo di fare irresponsabile di un bambino che si trastulla a fare le cose dei grandi.

 

Quello che dico è che un autore di un'opera mediatica dovrebbe mettersi sulla sua sedia e riflettere sul fatto che sì, quello che lui dirà/farà finirà negli occhi e nelle orecchie di molte persone. Quindi non può farlo come se si trovasse allo specchio, sarebbe uno scriteriato. Ci deve pensare, al pubblico. Non per farsene influenzare, ma per tenerlo in onesto etico conto nel suo processo comunicativo esso tutto.

 

nel tuo discorso c'è un serio problema di impostazione: applichi una tua personalissima gabbia alla creatività del cantastorie ed al suo lavoro. con quale diritto? perchè privarci di gunbuster? o anche di un documento come otaku no video? capisco parlassimo di un flcl o di un abenobashi, che per un adulto dovrebbero essere una palla allucinante...

un autore (è banale far notare che un autore può essere ANCHE spettatore?) fa della propria creatura quello che vuole. è sua e il pubblico può, al massimo e in un secondo momento, decidere se adottarla *così come è fatta*.

riguardo a:

 

certi autori tipo otaku-1st-gen: hanno fatto le opere che avrebbero voluto vedere loro da pubblico, solo che loro le hanno fatte proponendole a un ben più vasto pubblico di loro stessi. Questo innesca una spirale involutiva. Ovvero, è il modo di fare irresponsabile di un bambino che si trastulla a fare le cose dei grandi.

 

in realtà quella generazione non è andata molto oltre sè stessa, pertanto non vi è il pericolo della spirale involutiva (panty & stocking with gartelbelts è stato l'ultimo canto del cigno che non voleva morire).

l'animazione giapponese si è involuta per altre ragioni (economiche, commerciali, culturali e ideologiche che si intrecciano malsanamente), non certo a causa di una manciata di otaku che hanno coronato il proprio sogno.

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Sì, ma che c'entra il povero Malick, se c'è uno che non si fa seghe mentali mi sa che è lui... :°_°:

 

La vignetta era troppo adatta all'aria che tira in questo thread perchè io potessi resistere.

Vero però che stavo per metterci un sottotitolo stile "però a me Malick da quel poco che ho visto non dispiace".

Non è l'unica cosa su cui io e Michele Rech siamo in disaccordo, del resto ;)

Modificato da werner
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'k.

 

Comunque propongo come titolo dello split una cosa come "Allegorie propodeutico-sociali negli anime: provare a educarne uno facendone fappare cento".

 

No perché sta cosa dell'intento educativo a quanto appare con navi spaziali coi treni dentro (DIO quanto amo quel dettaglio!), coi robottoni mistici e l'estate perenne (oh ma nessuno ha mai capito come funzionava quella roba, come rotazione/rivoluzione terrestre?), con le rori cyborg... al massimo s'arriva alla corte di Versailles con le bishoujo. Insomma, tutta roba "fantastica", messa là per fa fappare secondo la vulgata qua diffusa. Per i decerebrati.

 

Non è figo come negli slice of life, dove potresti putacaso vedere un otaku che compie i crimini che gli si imputano nella vita reale (non so bene quali siano, ma vabbè, forse che se hai un poster di Totoro danneggi la tua fertilità)... non saltino fuori di questi più o meno presunti intenti puericulturali verso di loro? Del tipo, che quindi il messaggio sia un po' una cazzata anche se fosse vero che c'è.

O mi sono perso qualcosa?

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Comunque propongo come titolo dello split una cosa come "Allegorie propodeutico-sociali negli anime: provare a educarne uno facendone fappare cento".

 

Direi che calza alla perfezione :giggle:

 

In effetti è vero, gli anime che cercano di mostrare e far comprendere i problemi di essere un otaku poi finiscono per essere tanto fighi da generarne di nuovi... :sweatingbullets:

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è un po' troppo comodo chiedere lo split, e fornire un titolo al nuovo topic, piuttosto che smanettare quei dieci secondi che servono per aprire una nuova discussione e continuare lì.

 

Ma io non voglio continuare, porco cazzo! Insomma, se uno dice uno cosa così tranchant, sarà per finirla, no?

 

Solo, cerco di combattere il caos. :frown:

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In effetti è vero, gli anime che cercano di mostrare e far comprendere i problemi di essere un otaku poi finiscono per essere tanto fighi da generarne di nuovi... :sweatingbullets:

 

Ah, ma io non credo che "cerchino di fare comprendere". Semplicemente, gli autori parlano di quello che conoscono. Citazioni di millemila anime, e se stessi (otaku marci).

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In effetti è vero, gli anime che cercano di mostrare e far comprendere i problemi di essere un otaku poi finiscono per essere tanto fighi da generarne di nuovi... :sweatingbullets:

 

Ah, ma io non credo che "cerchino di fare comprendere". Semplicemente, gli autori parlano di quello che conoscono. Citazioni di millemila anime, e se stessi (otaku marci).

 

Ah bhe... allora sono perfetti :sisi:

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Ah, ma io non credo che "cerchino di fare comprendere". Semplicemente, gli autori parlano di quello che conoscono. Citazioni di millemila anime, e se stessi (otaku marci).

 

Appunto gli autori se ne strafregano di un "messaggio" nascosto. Quando dici che gli autori parlano di quel che conoscono e' vero, ma ce' da sottolineare un impoverimento culturale che si e' verificato con la generazione di animatori venuti alla ribalta alla fine degli anni 70 inizio anni 80. E poi da li di male in peggio. Quindi la scelta di parlare di quel poco che conoscono (citando millemila anime) e' certamente corretta. Ma e' una scelta necessaria nel senso che non saprebbero parlare d'altro perche' sono ignoranti. E se cercassero di farlo avremo anime ancora piu' vuoti di quelli a cui siamo gia' soggetti.

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Appunto gli autori se ne strafregano di un "messaggio" nascosto.

 

Be', il punto è che parlano a se stessi. Mettono in scena se stessi. Forse non sarà un "messaggio" indirizzato a qualcuno, però è un argomento. Per cui se io dico "ecco, stanno parlando di una questione otaku" e qualcuno mi risponde "ce la vedi solo tu", mi viene un po' da sorridere.

 

Quando dici che gli autori parlano di quel che conoscono e' vero, ma ce' da sottolineare un impoverimento culturale che si e' verificato con la generazione di animatori venuti alla ribalta alla fine degli anni 70 inizio anni 80. E poi da li di male in peggio.

 

E' molto semplice. I primi registi hanno ripiegato sull'animazione, ma facevano i registi per vocazione alla regia. Chi ha visto le loro opere è diventato a sua volta regista per l'amore verso l'opera stessa, invece che per la professione.

Dato che il lavoro nel settore animazione non viene pagato una ceppa, alla fine solo quelli che lo facevano per amore hanno continuato su quella strada (e qualcuno che ha azzeccato l'opera del decennio ci si è anche arricchito, ma si contano sulle dita di una mano. E cmq si è arricchito se aveva dei diritti sul copyright del merchandising, perchè altrimenti solo con l'animazione non si beccava niente).

Per cui spiegami tu perchè un giovane giapponese dovrebbe decidere di lavorare nel settore dell'animazione, quando sa che riuscirebbe a stento a viverci? Lo fanno solo gli otaku, per via della loro passione estrema.

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Appunto gli autori se ne strafregano di un "messaggio" nascosto. Quando dici che gli autori parlano di quel che conoscono e' vero, ma ce' da sottolineare un impoverimento culturale che si e' verificato con la generazione di animatori venuti alla ribalta alla fine degli anni 70 inizio anni 80. E poi da li di male in peggio. Quindi la scelta di parlare di quel poco che conoscono (citando millemila anime) e' certamente corretta. Ma e' una scelta necessaria nel senso che non saprebbero parlare d'altro perche' sono ignoranti. E se cercassero di farlo avremo anime ancora piu' vuoti di quelli a cui siamo gia' soggetti.

Dici quindi che mancano sceneggiatori del calibro di quelli adottati per le serie TV USA?

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Comunque gli "otaku di prima generazione" non erano così ignoranti da conoscere solo gli anime, visto che GUNBUSTER attingeva a piene mani anche dalla fantascienza americana (romanzi come il già citato FOREVER WAR e ENDER'S GAME, ma pure film come FANTASTIC VOYAGE e BLADE RUNNER..).

Erano gli "otaku di seconda generazione" quelli che invece conoscevano solo manga ed anime..

Ma in ogni caso dopo GUNBUSTER sono venuti pure gli anime "che cercano di mostrare e far comprendere i problemi di essere un otaku", cioè EVANGELION (e così l'abbiamo nominato pure qui..).

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Dici quindi che mancano sceneggiatori del calibro di quelli adottati per le serie TV USA?

 

Nelle serie tv usa girano i soldi, chi ci lavora guadagna. Negli anime ci guadagnano solo i produttori, nel caso.

Per il calibro, boh. Generalmente le serie tv usa non mi piacciono per niente, quindi non saprei giudicarli.

 

Ma in ogni caso dopo GUNBUSTER sono venuti pure gli anime "che cercano di mostrare e far comprendere i problemi di essere un otaku", cioè EVANGELION (e così l'abbiamo nominato pure qui..).

 

Secondo me è un fraintendimento anche quello. Nel senso che pure lì Anno stava parlando a se stesso, della sua propria esperienza. Solo che l'aveva fatto in modo troppo veemente, tanto che non era possibile far finta che il discorso non esistesse (come ad esempio in Gunbuster). Per cui si è preso dei sonori vaffanculo (sulle minacce di morte si postula che fosse un inside joke).

 

Gli spettatori vogliono dei giocattoli con cui obnubilarsi la mente, non glieli puoi rompere.

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Secondo me è un fraintendimento anche quello. Nel senso che pure lì Anno stava parlando a se stesso, della sua propria esperienza. Solo che l'aveva fatto in modo troppo veemente, tanto che non era possibile far finta che il discorso non esistesse (come ad esempio in Gunbuster). Per cui si è preso dei sonori vaffanculo (sulle minacce di morte si postula che fosse un inside joke).

 

Beh, però proprio la veemenza di EVA fa pensare che Anno non si stesse rivolgendo solo a se stesso..

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Beh, però proprio la veemenza di EVA fa pensare che Anno non si stesse rivolgendo solo a se stesso..

 

Be', lì è la questione degli ultimi due episodi. Forse si è trovato costretto ad essere veemente, dato che non poteva fare animazione in modo tradizionale. Ma d'altronde, The beast that shouted love at the heart of the world.

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Be', il punto è che parlano a se stessi. Mettono in scena se stessi. Forse non sarà un "messaggio" indirizzato a qualcuno, però è un argomento. Per cui se io dico "ecco, stanno parlando di una questione otaku" e qualcuno mi risponde "ce la vedi solo tu", mi viene un po' da sorridere.

 

Ma gli otaku di allora si vedevano davvero come persone "marce"?

Perchè Noriko Takaya mi pare un personaggio decisamente positivo, diversa da uno Shinji Ikari anime version (gli altri tre shinji sono tutti migliori).

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Be', lì è la questione degli ultimi due episodi. Forse si è trovato costretto ad essere veemente, dato che non poteva fare animazione in modo tradizionale. Ma d'altronde, The beast that shouted love at the heart of the world.

 

Boh, può anche darsi che abbia approfittato della situazione per fare un finale volutamente "provocatorio" che altrimenti non gli sarebbe mai stato permesso di fare..

 

P.S.

 

Visto?

Il titolo stesso dell'ultimo episodio di EVA (nonchè degli ultimi episodi di GUNBUSTER, NADIA e DIEBUSTER..) dimostra che gli "otaku di 1° generazione" non conoscevano solo manga ed anime!

Modificato da EYMERICH
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