silent bob Inviato 26 Novembre, 2011 Share Inviato 26 Novembre, 2011 (modificato) -Fencer ti stai disonorando per non ammettere lo sbaglio :( Nei videogiochi conta anche il nome di una spada o di una pistola perchè crea una certa atmosfera. ( chiaro il nome di una spada o pistola influisce di norma meno che un tema musicale, e la stessa alterazione di un nome a seconda di quanto lo alteri e di quanto signficato abbia quello ha più o meno valore. Però è sempre e comunque uno stupro illegittimo, anche se avvalorato da insuperabili logiche di mercato ) Modificato 26 Novembre, 2011 da silent bob Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Fencer Inviato 26 Novembre, 2011 Share Inviato 26 Novembre, 2011 Ma guarda, onestamente a me pare semplicemente di rispondere con la realtà a chi si astrae dalla stessa. Dubito infatti che il mio onore dipenda dalla considerazione che certe persone abbiano delle mie risposte (non me ne importa nulla in realtà). Però vedi: 1) In Resident Evil ogni cosa si chiama col suo nome, compresa la pistola. Ergo, l'atmosfera è perfettamente mantenuta; 2) La differenza tra due spade ha senso solo se vi è differenza effettiva tra le due durante l'applicazione in game E se magari hanno un senso nell'inserimento della trama (tipo la Masamune in Chrono Trigger) E se sono camei (tipo la Excalibur in Final Fantasy). Ma se in un survival horror hai a disposizione una sola pistola (tipo in Silent Hill) e invece di esserci scritto Pistola 40mm c'è scritto pistola, non c'è cambiamento alcuno dell'esperienza ludica e/o dell'atmosfera. Sei un tizio intrappolato nel buio con una pistola, una radio che fa casino e una torcia. Sopravvivi. Questa è l'atmosfera. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Arren Inviato 26 Novembre, 2011 Share Inviato 26 Novembre, 2011 (modificato) E chi parla d'interazione tattile col controller? Io parlo di trama, script della stessa e dei documenti, dialoghi, doppiaggio, gameplay in fase di esplorazione e combattimento. Che sono ciò che definisce l'esperienza ludica che è ciò a cui di fatto un giocatore si appassiona (se no, lo molla lì e se lo scorda, figurati ricordarsi il titolo originale).Il campo testuale, visivo, musicale e anche nominale (Residen Evil è l'unico cambiamento, tutti i nomi di tutto ciò che presente) è perfettamente rispettato. Fuorchè per il titolo. Che nel caso dei vg, è spesso l'ultima delle cazzate. Quanta gente sa effettivamente perchè si chiama Final Fantasy? Sì, molta gente ignora ciò che asserisce di apprezzare. E' proprio questo il punto. Come fai ad appellarti ad una (giusta) logica olistica di fruizione del videogioco e screditare il titolo come fosse la variabile più effimera di tutte? Mai letto la Le Guin? La conoscenza del nome è il primo dominio dell'oggetto. Non la falsa. Non la altera. Non la impedisce. L'esperienza tra il giocare Resident Evil e giocare Biohazard è esattamente identica. (...) Che la roba con cui lo fai sia di fatto una pistola o gli venga aggiunto un 40mm (magari pure sbagliato perchè stai usando una 9mm, cosa che succede spesso nei VG) non cambia la base. In primo luogo, il fatto che un certo tassello sia marginale rispetto al mosaico non ne autorizza mai l'alterazione. In secondo luogo, in un nome per te apparentemente insignificante possono nascondersi i più sconfinati rimandi, i più particolari giochi di parole, le più curiose o stravaganti intenzioni di chi quel nome l'ha deciso. Ciò che tu fruitore pensi sia insignificante =/= ciò che sia corretto inficiare Se io vado a Giurisprudenza, è perchè voglio imparare il diritto per mia precisa scelta (ricordati che non stai parlando con dei bambini). Se invece volessi imparare biochimica, andrei a Biologia o dovunque la insegnano. E' realtà purtroppo. Sì, ricordatelo anche tu, grazie. Quindi l'apprendimento è appannaggio dell'accademia, ok. (tipo la Masamune in Chrono Trigger) Non esiste la Masamune in Chrono Trigger, quella è un'invenzione di Ted Woolsey. Semmai c'è il Grandleon. Modificato 26 Novembre, 2011 da Arren Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 26 Novembre, 2011 Autore Share Inviato 26 Novembre, 2011 Again (terza volta) Biohazard come titolo era inutilizzabile in occidente. che avrebbero dovuto fare? Ma ti sei accorto che NESSUNO STA CRITICANDO i venditori/distributori del gioco? :) La fonte e l'esperienza giovanile sono identiche. Non è qyesto il perfetto argomentyo di OGNI girellaro a giustificazione di OGNI nefandezza obiettiva?D Dico "mia esperienza giovanile" = "fonte in senso oggettivo". Certo, come no... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 26 Novembre, 2011 Share Inviato 26 Novembre, 2011 Mai letto la Le Guin? La conoscenza del nome è il primo dominio dell'oggetto. (Per la cronaca, tale concetto e' di natura esoterica, non originario della Le Guin.) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 26 Novembre, 2011 Autore Share Inviato 26 Novembre, 2011 (modificato) Non ho ancora avuto risposta alla domanda. Ma forse sono io che tra le righe dovrei leggere che è legittimo che Capcom faccia ciò che vuole, ma il vero appassionato no. Tra le righe? L'ho scitto a chiare lettere che l'etica di un distributore l'etica di un appassionato sono cose diverse. Il distrubutore vende: ciò che fa vendere è la cosa migliore. L'appassionato (di suppone che) ama: ciò che non è veritiero nell'oggeto del suo amore dovrebbe esseregli intollerabile. Come se l'uso del nome pregiudicasse l'essere appassionato... Certo che sì. Un 'appasionato' che non sente neppure il bisogno di chiamare ciò di cui si dice appassionato col suo vero nome, che appasionato è? E soprattutto, con "ciò che è giusto" avete rotto i coglioni, non siete un cazzo di nessuno per insistere su cosa sia giusto, senza un minimo "secondo me", tra l'altro. Ciascuno è chi è, parla solo per sé stesso e esprime il proprio concetto di giusto e sbagliato? Non te n'eri mai accorto? Eppure è così da quando sei nato, ovunque intorno a te (salvo forse per preti e religiosi di sorta, che si credono portatori di verità a loro superiori). La verità di cui parlo, è la MIA verità. Tu puoi anche trovarla ridicola, e dirmelo, non mi offendo, eh! E se Shi(muni)to se ne esce per l'ennesima volta con la storia sulla verità che essendo appunto giusta è ciò che si diffonde per naturlaità di cose, giuro che ho pronta la trollata che fa per lui... Non ho mai detto questo. Si dimostra al contrario che per 'umana naturalità' la verità delle cose è rifuggita, perché è in genere la strada più ostica, meno comoda. Parimenti, credo che la verità delle cose vada sempre perseguita e mi adopro in questo. (Nota: la verità delle cose non è la mia verità. E' una verità obiettiva intrinseca a ciascuna cosa, tipo che "il nome originale di una cosa è il suo unico nome originale", ecco, non è una mia visione personae = mia verità, ma una verità oggettiva = verità della cosa. Naturalmente esistono interi ambiti in cui una verità obettiva non c'è, come l'etica, la morale e molto altro, e in quegli ambiti esiste solo la verità di ciascuno di noi)B tw, RyO: vai forte con le parolacce! Dacci dento, che la ragione sarà tua! Notevole anche il giochino sul nick! :-) Modificato 26 Novembre, 2011 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Fencer Inviato 26 Novembre, 2011 Share Inviato 26 Novembre, 2011 (modificato) Sì, molta gente ignora ciò che asserisce di apprezzare. E' proprio questo il punto. Se un tizio si gioca ogni singola stanza di tutta la serie di Resident Evil, ne acquista tutti i titoli usciti (compresi gli horribilius tipo quello GB), si crea una comunità dal vero appassionata del gioco stile club giapponese di VG, e soprattutto si diverte e adoraogni singolo minuto che ci passa su, tu hai davvero il coraggio di chiamarlo ignorante e di dire che non apprezza la serie solo perchè nonostante sappia che si chiama Biohazard lo chiama Resident Evil, titolo con cui è conosciuto da tutti gli occidentali (ai quali anche giustamente potrebbe non fregare di meno di qual'è il nome originale dato che se lo sono giocato en passant) e per giunta scelto dalla casa madre? Perchè questa è l'esatta definizione di arroganza. Come fai ad appellarti ad una (giusta) logica olistica di fruizione del videogioco e screditare il titolo come fosse la variabile più effimera di tutte? Mai letto la Le Guin? La conoscenza del nome è il primo dominio dell'oggetto. Premetto che di Le Guin non me ne importa nulla. Seconda cosa, io non ho discreditato il titolo, infatti se noti io non ho mai detto che chiamarlo Resident Evil sia stata una scelta furba da parte di Capcom, solo comprensibile. Ho discreditato il fatto di utilizzare il titolo come discrimine per decidere se una persona apprezza o meno il videgioco in questione dato che il titolo di fatto non compromette l'esperienza ludica. Parliamoci chiaro e palese: se Resident Evil si fosse chiamato BioHazard ma fosse stato una chiavica ingiocabile, a oggi a nessuno importerebbe niente di come si chiama a prescindere. Sarebbe semplicemente un brutto gioco. E nessuno ne parlerebbe all'origine, non si sarebbe mai originata questa discussione in primis nè tutte le sue ramificazioni. Se si è verificato il tutto è molto semplicemente perchè il gioco, inteso come esperienza ludica in sè a prescindere dal titolo, è a tutt'oggi considerato un capolavoro da molti (a me a parte un paio la serie ha fatto pena, ribadisco). In primo luogo, il fatto che un certo tassello sia marginale rispetto al mosaico non ne autorizza mai l'alterazione. Certamente. Però può capitare che venga alterato per necessità di fatto (come Resident Evil). In secondo luogo, in un nome per te apparentemente insignificante per te possono nascondersi i più sconfinati rimandi, i più particolari giochi di parole, le più curiose o stravaganti intenzioni. L'unica pistola in un survivor horror ha importanza in quanto funzionale alla meccanica di gioco di stessa. In base a cosa sia meglio usarla rispetto ad un'altra arma tipo il coltello e lo Shotgun. Quello che un vero esperto del VG sa è come utilizzare quell'arma al meglio in qualsiasi occasione. Ciò che tu fruitore pensi sia insignificante =/= ciò che sia corretto inficiare Certo. Ma il fatto di non saperlo o di non porsi il problema (per qualcosa che non inficia minimamente la fruizione da parte del fruitore) non autorizza a dargli del povero di spirito o ad affermare che non apprezza ciò che gioca. Per dire, io so che la Catoblepas in FFIX è il nome di un mostro che esiste fin da FF1. Ma io sono un maniaco. Non mi sognerei mai di dire onestamente che un tizio che non conosce il rimando non sia in grado di apprezzare FFIX o ne sia ignorante o non ne sia un esperto (infatti se manco te la vai a cercare quella spada non la trovi proprio, e se la vai a cercare è appunto solo ed esclusivamente perchè fa più danno di altre all'interno delle meccaniche di gioco, altrimenti ti scorderesti decisamente che esiste e la fruizione del gioco non ne verrebbe di fatto compromessa). Sì, ricordatelo anche tu, grazie. Quindi l'apprendimento è appanaggio dell'accademia, ok. Veramente io stavo parlando del semplice fatto che nessuno ha il diritto di impormi di volerne sapere di biochimica. L'apprendimento volontario di un adulto è una sua libera scelta. Imporglielo è appunto arroganza. Modificato 26 Novembre, 2011 da Fencer Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Zio Sam Inviato 26 Novembre, 2011 Share Inviato 26 Novembre, 2011 (modificato) Mai letto la Le Guin? La conoscenza del nome è il primo dominio dell'oggetto. (Per la cronaca, tale concetto e' di natura esoterica, non originario della Le Guin.) E Marshal Mc Luan diceva che " il mezzo è il messaggio". Che forse c'entra poco ma visto che tutti elargiscono citazioni dotte prese da internet , lo faccio pure io che sennò passo per un ignorante. Modificato 26 Novembre, 2011 da Zio Sam Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Fencer Inviato 26 Novembre, 2011 Share Inviato 26 Novembre, 2011 (modificato) Non è qyesto il perfetto argomentyo di OGNI girellaro a giustificazione di OGNI nefandezza obiettiva?D Dico "mia esperienza giovanile" = "fonte in senso oggettivo". Certo, come no... No. Dico che Resident Evil : BioHazard = 1:1. Le esperienze ludiche sono perfettamente identiche. E' un semplice dato di fatto, non una giustificazione. Modificato 26 Novembre, 2011 da Fencer Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 26 Novembre, 2011 Autore Share Inviato 26 Novembre, 2011 (modificato) Ma solo io ho capito che questo Arren è Shito travestito? Mai letto la Le Guin? La conoscenza del nome è il primo dominio dell'oggetto. (Per la cronaca, tale concetto e' di natura esoterica, non originario della Le Guin.) Splendida aggiunta di cronaca. Ci credi se ti dico che questa semplicissima nota mi ha arricchito? E' la verità, lo giusto. Ho unito almeno un 5 puntini importanti. Grazie. ... Fencer: senza alcuna provocazione, come sono sempre ma come a volte sembra che non sia: -Siamo tutti concordi che, se il nome BioHazard non era utilizzabile in USA, quel nome sarebbe stato cambiato. -Non staremo a fare le pulci sulla bontà o cattiveria del nome. Potrei farlo, è anche il mio mestiere, ma qui *non conta*. Non stiamo parlando della ratio del distributore. -Dal punto di vista del giocatore, del consumatore del prodotto, non si dica che un nome non conta nulla. Certo, non conta TUTTO, e non cambia TUTTO. Nessuno, o almeno io, ti dirà questo. Nel caso di BioHazard, un po' cambia. Ad esempio, se pensi a uno che non ci abbia mai giocato, giocare a 'BioHazard' subito ti pone nell'idea che sia una questione scientifica: ci sono gli zombie, ma è un virus. E' un'informazione basica ma molto chiara. Gli zombie sono creature generalmente intese come mistiche, dei resuscitati, il che sta a metà tra la vita e la morte, quindi tra il piano materiale e quello animistico. Con 'BioHazard', il taglio è subito su un piano materiale, biologico. Al contrario, Resident Evil strizza l'occhio all'esatto contrario, dato che 'evil' è un concetto etico, non biologisco-scientifico. Quindi direi che un titolo significa eccome, vedi? Ma concordo con te che il cambio del titolo non cambia i *contenuti* del gioco. Solo che un gioco non è fatto di meri contenuti, o meglio l'esperienza di gioco non è una mera somma algebrica di contenuti, è anche una questione di soggettiva fruzione, e il mind-set in cui un titolo ti dispone influenza l'impatto che un'esperienza ti darà. Ti risparmio strali di psicologica cognitiva in merito, ma sono davvero molto convinto di questo, e non mi importa di quanta psicologia mi dia ragione: lo sono a prescindere da quella. -Il punto di vista che qui si discute, che io discutevo da principio col mio scoramento, è che l'appassionato non è il venditore del gioco. L'appassionato è chi quel gioco si suppone che lo ami. E se lo ama, per i suoi contenuti e tutto il resto, come fa a tollerare/accettare di chiamarlo LUI STESSO (l'appassionato, non il venditore) con un nome alterato? C'è una cosa bellissima che Arren ha detto: vale anche per le persone. Anche io ho conosciuto la mia sorellina con il suo nickname. Se la chiamassi ancora con quello, dopo tanti anni d'amore, qualcuno mai crederebbe che io la ami? EDIT: e io che credevo di essere l'unico a chiamare la spada di Chrono Trigger come 'Grandleon'... mamma mia, quanto mi sentii offeso quando scoprii che Baltashar, Melchior e Casper erano la fantasiosa e velleitaria invenzione di un americano, che il tono arcaico della vulgata di Kaeru era tutta invenzione contraria alla caratterizzazione originale, e tante altre cose! Momento di commozione per Shitarello, che questa sera si sente un po' meno solo... Cmq, quanto a stravolgimenti di nomenclature di spade, demoni, etc, la saga di AkuDora batte tutti, con il suo massimo in Gekka no Yasoukyoku e Akatsuki non Enbukyoku. ;_; Modificato 26 Novembre, 2011 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Arren Inviato 26 Novembre, 2011 Share Inviato 26 Novembre, 2011 (modificato) Se un tizio si gioca ogni singola stanza di tutta la serie di Resident Evil, ne acquista tutti i titoli usciti (compresi gli horribilius tipo quello GB), si crea una comunità dal vero appassionata del gioco stile club giapponese di VG, e soprattutto si diverte e adoraogni singolo minuto che ci passa su, tu hai davvero il coraggio di chiamarlo ignorante e di dire che non apprezza la serie solo perchè nonostante sappia che si chiama Biohazard lo chiama Resident Evil, titolo con cui è conosciuto da tutti gli occidentali (ai quali anche giustamente potrebbe non fregare di meno di qual'è il nome originale dato che se lo sono giocato en passant) e per giunta scelto dalla casa madre? Con la stoccata di prima, alludevo a chi ignora le ragioni che decretarono il titolo 'Final Fantasy'. Non conosco l'individuo che citi, ma allorché si riferisca alla serie che predica di amare con un titolo che non attiene a quanto quell'opera è nella sua essenza, sta in quella misura sconfessando un presupposto della sua dichiarazione di amore. Ho discreditato il fatto di utilizzare il titolo come discrimine per decidere se una persona apprezza o meno il videgioco in questione dato che il titolo di fatto non compromette l'esperienza ludica. Non è questo, è che la verità non può essere taciuta per mera abitudine o per rassegnazione agli eventi, pena l'inganno di sé e la negazione dell'apprezzamento che si sostiene. Non mi sognerei mai di dire onestamente che un tizio che non conosce il rimando non sia in grado di apprezzare FFIX o ne sia ignorante o non ne sia un esperto (infatti se manco te la vai a cercare quella spada non la trovi proprio, e se la vai a cercare è appunto solo ed esclusivamente perchè fa più danno di altre all'interno delle meccaniche di gioco, altrimenti ti scorderesti decisamente che esiste e la fruizione del gioco non ne verrebbe di fatto compromessa). La sua esperienza apparirà comunque lacunosa rispetto a chi comprende la realtà di quei riferimenti, o semplicemente chiama le cose con il proprio inequivocabile nome. Tra 'consumatore' e 'appassionato' c'è esattamente questa differenza. Che forse c'entra poco ma visto che tutti elargiscono citazioni dotte prese da internet , lo faccio pure io che sennò passo per un ignorante. Quali citazioni? Ma soprattutto, prese da internet? Ma l'hai letto il mio nickname? EDIT: e io che credevo di essere l'unico a chiamare la spada di Chrono Trigger come 'Grandleon'... mamma mia, quanto mi sentii offeso quando scoprii che Baltashar, Melchior e Casper erano la fantasiosa e velleitaria invenzione di un americano, che il tono arcaico della vulgata di Kaeru era tutta invenzione contraria alla caratterizzazione originale, e tante altre cose! Eh sì, ho avuto la tua stessa reazione di sgomento e repulsione immensa... Non risparmiò neanche la Silvard, ahimé. :( Modificato 26 Novembre, 2011 da Arren Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 26 Novembre, 2011 Autore Share Inviato 26 Novembre, 2011 (modificato) Arren è ancor più categorico di me. Dal mio punto di vista, l'appasionato non è quello che 'comprende tutto', quanto colui che ha l'INTENZIONE di comprendere tutto. Ciò che intendo dire è che 'comprendere tutto' è un concetto limite. Una cosa a cui si può tendere, ma mai raggiungere. Specie per chi come me, come noi, ama i prodotti di una cultura straniera, poi, l'intenzione è foriera di apprendimento continuo a mai completo, mai concluso, mai pago. Per esempio, per quanto io possa avere studiato, e ragionato, e ragionato tanto, e paragonato... so bene che non saprò/comprenderò mai *tutto* di un film di Miyazaki, anche solo perché non sono giapponese, non sono nato giapponese, e sono uno straniero, e qui film sono stranieiri per me. Questo non si può cambiare. Ciò non toglie che anzi, proprio per questo, se amo quei film io debba impegnarmi di più per comprenderli quanto più possibile. Lo stesso vale per un videgioco, per un libro, per qualsiasi cosa si ami. Ho scritto il libro sul NeoGeo non per dire "ecco guardate quante cose so". L'ho scritto per dare a chi voglia informasi una fonte di informazioni verificate, controverificate, organiche, approfondite. E' un libro dedicato agli appassionati per come io li intendo, e gli appasionati per me non sono quelli che "già sanno tutto", sono quelli che *vogliono sapere per davvero*. La passione, l'amore, per me è sempre voglia di conoscenza quasi compulsiva. Come per le persone, appunto: quando si ama, sin dall'innamoramento all'amore più maturo, si vorrebbe sapere tutto dell'altro, cosa che è impossibile, ed ecco che un amore può durare una vita. :) Così per le cose, così per le persone.ù E ovviamente, l'amore no, non ammette mistificazione alcuna (che l'intento commerciale, al contrario, si mostra poter ammettere). Modificato 26 Novembre, 2011 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Zio Sam Inviato 26 Novembre, 2011 Share Inviato 26 Novembre, 2011 Ma possibile che qui siate tutti affeti da plaenosma? Non sarà contagioso? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 26 Novembre, 2011 Share Inviato 26 Novembre, 2011 Mai letto la Le Guin? La conoscenza del nome è il primo dominio dell'oggetto. (Per la cronaca, tale concetto e' di natura esoterica, non originario della Le Guin.) E Marshal Mc Luan diceva che " il mezzo è il messaggio". Che forse c'entra poco ma visto che tutti elargiscono citazioni dotte prese da internet , lo faccio pure io che sennò passo per un ignorante. (Che infatti non c'entra granche' ) E' uno dei concetti esoterici che piu' mi hanno affascinato; sapere il 'vero' nome di qualcuno equivaleva anche a comandarlo, per le origini dovrei vedere sui miei testi perche' vedo che su internet non c'e' granche'; un po' anche sulla falsariga di Emeth (per i Golem), elemento ad esempio ripreso poi da Lewis C.S. Il fantastico/fantasy e' sempre stato un genere fortemente sincretico (lo stesso Tolkien ha messo insieme varie tradizioni e suggestioni), ma credo che questo sia argomento da affrontare altrove Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Arren Inviato 26 Novembre, 2011 Share Inviato 26 Novembre, 2011 (modificato) Ma possibile che qui siate tutti affeti da plaenosma? Non sarà contagioso? Considerato che non so a cosa tu intendessi alludere, e che di fatto non esiste nulla che rechi quello strano nome, non credo ci sia rischio di infezione per te. Ciò che intendo dire è che 'comprendere tutto' è un concetto limite. Una cosa a cui si può tendere, ma mai raggiungere. Specie per chi come me, come noi, ama i prodotti di una cultura straniera, poi, l'intenzione è foriera di apprendimento continuo a mai completo, mai concluso, mai pago. Per esempio, per quanto io possa avere studiato, e ragionato, e ragionato tanto, e paragonato... so bene che non saprò/comprenderò mai *tutto* di un film di Miyazaki, anche solo perché non sono giapponese, non sono nato giapponese, e sono uno straniero, e qui film sono stranieiri per me. Questo non si può cambiare. Ciò non toglie che anzi, proprio per questo, se amo quei film io debba impegnarmi di più per comprenderli quanto più possibile. E' verissimo, in effetti quanto scrivevo prima lasciava probabilmente intendere una indebita coincidenza tra 'chi sa (tutto)' e 'chi ama', ma il 'tutto' qui non può che essere regolativo in senso kantiano. Fermo restando che la conoscenza è la forma intrinseca di ogni tensione amorosa, il vero discrimine si situa sull'onestà del voler comprendere, anche perché credo che né l'altro possa mai essere totalmente scibile, né il cammino della conoscenza autentica di qualsiasi cosa possa mai annoverare approdi conclusivi. Un po' come la figura matematica dell'asintoto. :) Modificato 26 Novembre, 2011 da Arren Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 26 Novembre, 2011 Autore Share Inviato 26 Novembre, 2011 (modificato) Shuji: io ricordavo qualcosa di simile anche nella demonologia forse orientale, tipo "conoscendo un nome di un demone/genio, lo si sconfigge e domina". Mi mi hai fulminato con la questione alchemica, perché l'alchimia è un po' l'anello mancante che 'magia' e 'scienza', ovvero è proprio quell'elemento che togliendo la soluzione di continuità tra le due ci dice che ogni 'conoscienza' è 'potenza', così sul piano magico che alchemico che scientifico e oltre. In questo senso, il potere della nominazione stesso viene a cadere nell'ambito del 'coscientia est potentia'... Modificato 26 Novembre, 2011 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Fencer Inviato 26 Novembre, 2011 Share Inviato 26 Novembre, 2011 (modificato) -Dal punto di vista del giocatore, del consumatore del prodotto, non si dica che un nome non conta nulla. Certo, non conta TUTTO, e non cambia TUTTO. Nessuno, o almeno io, ti dirà questo. Nel caso di BioHazard, un po' cambia. Ad esempio, se pensi a uno che non ci abbia mai giocato, giocare a 'BioHazard' subito ti pone nell'idea che sia una questione scientifica: ci sono gli zombie, ma è un virus. E' un'informazione basica ma molto chiara. Gli zombie sono creature generalmente intese come mistiche, dei resuscitati, il che sta a metà tra la vita e la morte, quindi tra il piano materiale e quello animistico. Con 'BioHazard', il taglio è subito su un piano materiale, biologico. Al contrario, Resident Evil strizza l'occhio all'esatto contrario, dato che 'evil' è un concetto etico, non biologisco-scientifico. Quindi direi che un titolo significa eccome, vedi? Ma concordo con te che il cambio del titolo non cambia i *contenuti* del gioco. Solo che un gioco non è fatto di meri contenuti, o meglio l'esperienza di gioco non è una mera somma algebrica di contenuti, è anche una questione di soggettiva fruzione, e il mind-set in cui un titolo ti dispone influenza l'impatto che un'esperienza ti darà. Ti risparmio strali di psicologica cognitiva in merito, ma sono davvero molto convinto di questo, e non mi importa di quanta psicologia mi dia ragione: lo sono a prescindere da quella. -Il punto di vista che qui si discute, che io discutevo da principio col mio scoramento, è che l'appassionato non è il venditore del gioco. L'appassionato è chi quel gioco si suppone che lo ami. E se lo ama, per i suoi contenuti e tutto il resto, come fa a tollerare/accettare di chiamarlo LUI STESSO (l'appassionato, non il venditore) con un nome alterato? C'è una cosa bellissima che Arren ha detto: vale anche per le persone. Anche io ho conosciuto la mia sorellina con il suo nickname. Se la chiamassi ancora con quello, dopo tanti anni d'amore, qualcuno mai crederebbe che io la ami? Non taglio punto per punto perchè non saprei bene come tagliare, comunque cerco di essere il più chiaro possibile. Prima di tutto, il titolo BioHazard è decisamente migliore della scelta miope che rappresenta Resident Evil. L'ho sempre detto e continuerò a dirlo. Alla stessa maniera però io credo,che ciò che veramente crea quell'interesse che fa eventualmente scattare la scintilla della conoscenza ulteriore, il cuore del tutto , sia quella che chiamo l'esperienza ludica. Perchè se in primis quella non funziona, al gioco non ci si appassiona. E' come se non esistesse alla base, di conseguenza non ci si interesserebbe mai del quid ulteriore. Già appassionarsi onestamente a quello quindi, per me indica il fatto che quel determinato fruitore apprezzi il gioco per come è stato creato. Cosa che a sua volta può portare ad apprezzare la serie, giocarsela, rigiocarsela, dedicarci del prezioso tempo da soli e con degli amici spendendoci dei soldi. E dato per scontato questo, nel giudicare la passione sincera di una persona per qualcosa, il fatto che pur sapendo che si chiami BioHazard lo chiamino Resident Evil secondo me non implica una discriminante per decidere se una persona è un vero appassionato o meno. Perchè gli capita di chiamarlo Resident Evil? Per mille motivi. Può capitare di non avere a che fare con altri maniaci, ma con chi semplicemente si è appassionato a questo o a quel determinato titolo della serie, o anche a tutti i titoli, si è divertito a giocarlo apprezzandone i contenuti, ma semplicemente non ne sa il nome giapponese, e ritiene preminente parlare di come ottimizzare i suoi risultati nel combattimento, o come trovare quella scena che al primo giro si è perso, o magari come cambiano i punti di vista tra questo o quel personaggio nel caso di RE2. E già quello per me è passione, perchè si va oltre la tipica botta e via che darebbe un videogioco giocato per trendy (come può essere angry birds). Certo, il gioco non è la somma algebrica dei contenuti, ma sono quelli a fare la differenza e a creare l'appassionato. Il titolo se non è rapportato a quelli alla fine assume poca importanza, dato che non ci si sarà appassionati alla base stessa, indi non ci sarà passione nemmeno per il contorno. Come dicevo prima, io sono un maniaco di Final Fantasy (almeno fino al IX). Conosco tutti i richiami alla maggior parte delle armi, mi ricordo a memoria tutti i passaggi necessari per pestare questo o quel boss segreto. Però io sono appunto un maniaco, non un semplice appassionato. Una persona che si è giocato Final Fantasy IX dall'inizio alla fine, si è divertito, se l'è rigiocato e ne ha una piena conoscenza, non sarà a mio parere meno appassionato al cuore del gioco di quanto lo sia io anche se non sa della Catoblepas. Non potrei onestamente dire una cosa del genere perchè da videogiocatore sono in grado di riconoscere la passione che anima chi parla degli stessi e tutte le varie sfaccettature della stessa. Perchè il vero bello dei videogiochi è proprio l'esperienza ludica che offrono e in quello la Catoblepas è solo un di più. Credo che il contenuto sia ciò che renderà poi pregna la conoscenza del tutto. Se uno vuole approfondire ancora di più quella conoscenza è libero di farlo, e io gli spiegherò molto volentieri da dove derivi un determinato richiamo e ne farò un maniaco come lo sono io. Ma se il nucleo di questa conoscenza non è una passione già preesistente qualunque cosa io possa dire non sarà nient'altro che qualcosa di sterile, come può essere la formula della relatività di Einstein, che tutti conoscono ma di cui nessuno sa le implicazioni a parte i fisici. Quello che mi sembra (almeno, che tra Arren e te credo di aver compreso) ci divida è il fatto che ritieni che passione e passione viscerale (non lo sto intendendo in senso negativo, solo non so come esprimermi diversamente) siano esattamente la stessa cosa. Per me invece quando parlo di videogiochi, basta sentire che una persona si è divertita e si è goduta ogni singolo momento di un determinato titolo per pensare che se ne sia appassionato. Poi se deciderà di passare la linea tra semplice appassionato e diventare un hardcore della serie per qualunque motivo, o deciderà di non farlo, altrettanto per qualunque motivo, il nucleo fondamentale della passione sarà sempre lì. Altrimenti non ci si sarebbe interessato in primo luogo. Per questo non faccio una colpa al mio amico di dover scendere qualche volta a patti con qualche semplice giocatore chiamando il gioco Resident Evil, nè faccio una colpa ad un semplice giocatore o ad un appassionato normale di non conoscere il titolo o di non farci un caso sopra. Loro amano giocare a RE e il divertimento che ne traggono (i videogiochi, ancora più degli anime, sono qualcosa che apprezzi solo se in partenza risuonano con qualcosa di te stesso, forse, non saprei onestamente). Ci sono un sacco di sfaccettature nella passione per un videogioco e ci sono un sacco di persone che lo apprezzano senza essere maniaci degli stessi. Tante persone che sono estasiate ogni singola volta di giocare un titolo della serie, che però più che porsi il problema del titolo, se lo pongono per le meccaniche di gioco (la pioggia di merda per il 4 ancora non si è placata), non credo che questo li squalifichi come appassionati però. In più, è secondo me senza senso cercare di inculcare ad un semplice giocatore o ad un appassionato normale, delle nozioni non fondamentali per il suo divertimento. Perchè sarà un sapere sterile spesso dimenticato il giorno dopo se non lo stesso. Non è un nome in definitiva, per quanto pregno, a costruire la passione di una persona per un videogioco. Aggiungo poi una cosa: io e la mia ragazza spesso ci chiamiamo con un soprannome. Non credo che questo ci renda meno innamorati l'uno dell'altra, nè credo che qualcuno affermerebbe mai una cosa del genere. Con la stoccata di prima, alludevo a chi ignora le ragioni che decretarono il titolo 'Final Fantasy'. Le ignora il 70% della fandom di Final fantasy almeno. Molti pensano che si un riferimento alla fantasia dei creatori o non si pongono il problema. Non tantissimi sanno che è semplicemente una megatrollata chiamata Final perchè se non avesse venduto la Square sarebbe fallita e quindi sarebbe stato il suo ultimo gioco. Ma non credo che questo renda il 70% della fandom dei falsi fan. Non conosco l'individuo che citi, ma allorché si riferisca alla serie che predica di amare con un titolo che non attiene a quanto quell'opera è nella sua essenza, sta in quella misura sconfessando un presupposto della sua dichiarazione di amore. Ma è una misura praticamente inesistente, dato che adora sinceramente la serie e sa benissimo che si chiama BioHazard il gioco. Gli capita di riferirsi allo stesso col nome Resident Evil. Per questo ti dico, avresti sinceramente il coraggio di dirgli con senso che lui non è un appassionato della serie, che non la "ama"? Perchè sarebbe di fatto un errore madornale. Non è questo, è che la verità non può essere taciuta per mera abitudine o per rassegnazione agli eventi, pena l'inganno di sé e la negazione dell'apprezzamento che si sostiene. Ma guarda che non siamo in una specie di guerra santa per la verità da troppo tempo nascosta. Semplicemente, capita che la gente chiami le cose con il nome che gli è più noto (o solamente che gli è noto) o normale, anche solo per sbaglio. Però affermare che questo infici la loro passione per il prodotto e che porti a "inganno di sè" e "negazione dell'apprezzamento" quando le persone comunque hanno apprezzato con sincera onestà un'opera è qualcosa che semplicemente non corrisponde al vero, specie nel caso di RE. Semplicemente si dedicano a giocarlo e non a guerre sul titolo. La sua esperienza apparirà comunque lacunosa rispetto a chi comprende la realtà di quei riferimenti, o semplicemente chiama le cose con il proprio inequivocabile nome. Tra 'consumatore' e 'appassionato' c'è esattamente questa differenza. Ma il tizio magari sa benissimo che si chiama Catoblepas, ne conosce tutte le implicazioni in game e conosce tutte le condizioni necessarie ad ottenerla. Semplicemente, non coglie il richiamo, già di per sè nato per fanfapservice. Questo però non inficia nè la sua fruizione, nè la sua conoscenza del gioco e delle sue meccaniche, nè farà apparire la sua conoscenza lacunosa. Quello di cui parlo con Catoblepas è esattamente la differenza che c'è tra il maniaco e l'appassionato. Modificato 26 Novembre, 2011 da Fencer Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Arren Inviato 26 Novembre, 2011 Share Inviato 26 Novembre, 2011 (modificato) Ma non credo che questo renda il 70% della fandom dei falsi fan. Gli capita di riferirsi allo stesso col nome Resident Evil.Per questo ti dico, avresti sinceramente il coraggio di dirgli con senso che lui non è un appassionato della serie, che non la "ama"? Ad entrambi gli spunti, replico che qualora non ci si ponga neanche il problema e che non si sia animati da un desiderio di comprensione assoluta finanche negli elementi più marginali, allora vi sarà sufficiente fondamento per poter quantomeno discutere su quell'amore dichiarato. Ma guarda che non siamo in una specie di guerra santa per la verità da troppo tempo nascosta. Semplicemente, capita che la gente chiami le cose con il nome che gli è più noto (o solamente che gli è noto) o normale, anche solo per sbaglio. Ma guarda che nessuno qui sta intentando crociate, dato che il tema riguarda pur sempre un argomento di diletto. Tuttavia, l'abitudine è sempre l'antitesi dell'amore, perché porta alla paralisi, alla nostalgia e ad altre più o meno allarmanti cancrene dell'intelletto. Torno a ripeterti che 'ciò che capita' =/= 'ciò che è giusto' Ma il tizio magari sa benissimo che si chiama Catoblepas, ne conosce tutte le implicazioni in game e conosce tutte le condizioni necessarie ad ottenerla. Semplicemente, non coglie il richiamo, già di per sè nato per fanfapservice.Questo però non inficia nè la sua fruizione, nè la sua conoscenza del gioco e delle sue meccaniche, nè farà apparire la sua conoscenza lacunosa. Scusami, ma se costui non ne coglie il richiamo, è evidente che la conoscenza che ne possiede sia lacunosa. Modificato 26 Novembre, 2011 da Arren Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Zio Sam Inviato 26 Novembre, 2011 Share Inviato 26 Novembre, 2011 Pleonasma, volevo dire pleonasma . Ho slatato. E questa maledetto forum che continua a cambiarmi il formato delle lettere che mi fa confondere. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Arren Inviato 26 Novembre, 2011 Share Inviato 26 Novembre, 2011 Si dice pleonasmo, comunque. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 26 Novembre, 2011 Autore Share Inviato 26 Novembre, 2011 Fencer: senza dubbio il titolo a priori non è il fondamento dell'appassionari a un videogioco, concordo. Anche se un libro attira per la copertina, poi è dopo dieci pagine che si decide se proseguire nella lettura, dopo cento che si sa se si è caduti in amore o meno col testo. Tuttavia, il mio punto è che una volta che passione è (posto che passione sia, dico), quella chiama conoscenza reale, DEVE chiamare conoscenza veritiera, altrimenti passione non è. :) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Fencer Inviato 26 Novembre, 2011 Share Inviato 26 Novembre, 2011 (modificato) Ad entrambi gli spunti, replico che qualora non ci si ponga neanche il problema e che non si sia animati da un desiderio di comprensione assoluta finanche negli elementi più marginali, allora vi sarà sufficiente fondamento per poter quantomeno discutere su quell'amore dichiarato. Non v'è nessun fondamento in realtà. Perchè come già detto, la cosa non influisce minimamente sul desiderio di voler comprendere e utilizzare sempre meglio nonchè godersi l'esperienza ludica che è il cuore del gioco. Piuttosto che farsi domande sul titolo, se le fanno su come possono utilizzare meglio quell'arma, come possono limare quel secondo in più, come possono superare quella determinata situazione perdendo quel po' di vita in meno. Apprezzamento per un videogioco è riuscire a conoscerne con profitto ogni anfratto, ogni segreto, ottimizzare le proprie prestazione raggiungendo il massimo risultato con la massima maestria e nel contempo riuscire a divertirsi sinceramente mentre lo si fa. Questa è passione per un videogioco. In questo la conoscenza di un di più trascurabile è solo un fattore aggiuntivo che nulla aggiunge e nulla sottrae alla passione e all' "amore" che una persona ha verso un vg. E in sè, è appunto qualcosa di sterile a meno che non si senta il viscerale bisogno di conoscerla. Ma di sicuro non funge da base per la discussione della passione del soggetto in questione. Ma guarda che nessuno qui sta intentando crociate, dato che il tema riguarda pur sempre un argomento di diletto. Tuttavia, l'abitudine è sempre l'antitesi dell'amore, perché porta alla paralisi, alla nostalgia e ad altre più o meno allarmanti cancrene dell'intelletto. Torno a ripeterti che 'ciò che capita' =/= 'ciò che è giusto' Non leggi bene il mondo in cui scrivi vero? Detto questo, la tua è retorica. Parli di amore, nostalgia e cancrene varie, ma nel contempo hai impigrito il tuo intelletto in quello che altro non è che un esercizio di stile. Tutte le parole altisonanti di questo mondo non cambiano il fatto fondamentale che una persona può appassionarsi sinceramente ad un videogioco senza sentire la necessità di farne oggetto di feticismo. E' nella realtà dei fatti che esula dalle tue categorie autoimposte di protettore di giusto, verità e amore (diosanto, se davvero stiamo parlando di oggetti di diletto, perchè l'uso di queste parole?) Scusami, ma se costui non ne coglie il richiamo, è evidente che la conoscenza che ne possiede sia lacunosa. Se un tizio conosce ogni aspetto di un videogioco fin nei più remoti recessi dello stesso, il fatto che non conosca per sbaglio ciò che altro non è che un orpello per nostalgici della saga non rende la sua conoscenza del gioco lacunosa, bensì l'orpello un di più inutile ai fini del gioco. Tuttavia, il mio punto è che una volta che passione è (posto che passione sia, dico), quella chiama conoscenza reale, DEVE chiamare conoscenza veritiera, altrimenti passione non è. :) Lo so, eh. Per questo dico che è ciò che ci divide. Rispetto la tua posizione (quando la argomenti così), ma sono in disaccordo per i motivi che (credo) di aver spiegato. Modificato 26 Novembre, 2011 da Fencer Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Arren Inviato 26 Novembre, 2011 Share Inviato 26 Novembre, 2011 (modificato) Non leggi bene il mondo in cui scrivi vero? Detto questo, la tua è retorica. Parli di amore, nostalgia e cancrene varie, ma nel contempo hai impigrito il tuo intelletto in quello che altro non è che un esercizio di stile.Tutte le parole altisonanti di questo mondo non cambiano il fatto fondamentale che una persona può appassionarsi sinceramente ad un videogioco senza sentire la necessità di farne oggetto di feticismo. E' nella realtà dei fatti che esula dalle tue categorie autoimposte di protettore di giusto, verità e amore (diosanto, se davvero stiamo parlando di oggetti di diletto, perchè l'uso di queste parole?) Ma cosa c'entra il lessico del mio intervento ora? Ma tu leggi ciò che le parole indicano? In base a cosa postuli che i termini che ho adottato fossero solo retorica? Ci conosciamo per caso? O presumi di sapere, imputandomi delle vanità che mai ho nutrito, in questa come in altre sedi? Leggo benissimo, grazie. Non ho detto che la fruizione debba equivalere al feticismo (?), si può giocare ed agire come più si preferisce. Tuttavia, dico che ogni passione non può che comportare perlomeno una intenzione di conoscenza che sì, è incessante, assoluta e non tollera concessioni o distinzioni quantitative, né tantomeno abitudini sedimentate. Le passioni vere sono sempre totali, feticistiche e come diceva Shito 'compulsive'. Non v'è nessun fondamento in realtà. Perchè come già detto, la cosa non influisce minimamente sul desiderio di voler comprendere Se non ti importa nulla del titolo, la cosa ha diretta attinenza con il desiderio di comprendere e, dunque, con la passione che si dichiara di profondere verso l'opera. Modificato 26 Novembre, 2011 da Arren Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 26 Novembre, 2011 Autore Share Inviato 26 Novembre, 2011 Ridurre ora il nome a un orpello mi pare però parossistico. Direi di conoscere "ogni aspetto di un gioco sino nei più remoti recessi" e non riverire come giusto il nome rale di quello mi pare anche parossistico. Come, ancora, conosce sino il numero di scarpe della propria amata, tutti gli episodi della sua vita, e ostinarsi a chiamarla con un nickname in quanto 'primo nome con cui la si è conosciuta'. Direi alquanto deforme! Fencer: sembri sempre glissare sull'idea che la passione, l'amore, vogliano la verità delle cose e non si accontentino della 'cosa più comoda', della 'cosa a cui si è abituati'. Questi sono strali di pigrizia, indolenza, e la passione non può cerco fondarsi su simili basi. Quello è solo il consumo, anche compulsivo e forsennato. Tipo il girellaro che sa tutto di GOLDRAKE, e crede di 'amare il cartone', ma no, non lo ama affato, dato che non fa che consumare avidamente il ricordo della sua stessa infanzia trasfiugrato in quel NOME FASULLO. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Fencer Inviato 27 Novembre, 2011 Share Inviato 27 Novembre, 2011 (modificato) Ma cosa c'entra il lessico del mio intervento ora? Ma tu leggi ciò che le parole indicano? In base a cosa postuli che i termini che ho adottato fossero solo retorica? Di tutto l'intervento ciò che ti è rimasto in mente è che utilizzi parole altisonanti? In caso non ci arrivi, lascia che ti dica una cosa, qualcosa che traspare dalle tue stesse parole: non c'è un senso di realtà nel parlare con te , nè si vede un qualunque desiderio di discussione o un desiderio di conoscenza, ma solo l'inserimento di qualunque cosa esista in categorie precostituite che non ammettono repliche nemmeno davanti al temperamento chiamato realtà. Il senso delle proporzioni è inesistente (guarda tutto il percorso che ti ha portato al pistolotto preregistrato che ti fa tanto incazzare ti tocchino). Semplice guerra santa. Verità, giustizia, amore. Lotta per la verità. Inganno di sè. In base a come uno chiami un videogioco nelle conversazioni con altre persone. Ma per favore. Ci conosciamo per caso? No e non ci tengo. O presumi di sapere, imputandomi delle vanità che mai ho nutrito, in questa come in altre sedi? E vanità è ben diverso da quello che ti sto imputando. Per essere vanitoso devi avere dei contenuti. Tu mi sembri la brutta copia di Shito. Leggo benissimo, grazie. Mai affermato che tu fossi analfabeta. Non ho detto che la fruizione debba equivalere al feticismo (?), si può giocare ed agire come più si preferisce. Tuttavia, dico che ogni passione non può che comportare un'intenzione di conoscenza che sì, è incessante, assoluta e non tollera concessioni o distinzioni quantitative. Le passioni vere sono sempre totali, feticistiche e come diceva Shito 'compulsive'. La cosa figa è che no, non lo sono. C'è gente semplicemente appassionata di qualcosa per il fatto che ci si diverte mentre ci gioca. E al gioco si ferma. Gioca, rigioca, si diverte, gioca meglio e gioca tranquillo. Perchè è quello il fulcro. Ripetere a manetta le parole di Shito non serve ad annullare quella che di fatto è la realtà delle cose, ovvero quella per cui la passione del gioco non è certo il feticismo di mettere su un piedistallo ogni singolo bit dello stesso. Può diventarlo per fissazione tua. Ma grazie a Dio, così non è. Se non ti importa nulla del titolo, la cosa ha diretta attinenza con il desiderio di comprendere e, dunque, con la passione che si dichiara di profondere verso l'opera. Quello che ti sei dimenticato è che: 1) Il tizio sa benissimo che il gioco si chiama BioHazard. Quindi non è che non gli importa, solo nelle discussioni con altri che non lo conoscono magari usa il titolo RE, indi la sua passione non è in discussione, al massimo quella dell'interlocutore, ma anche lì lo è solamente preinquadrando il tutto in determinate categorie come fai tu; 2) il titolo Final Fantasy è uno dei pochissimi titoli la cui origine non ha NESSUNA attinenza con NESSUN titolo della serie. Ha solo la funzione di fare da titolo (e sì, lo conoscono tutti), ma non c'è alcuna connessione col contenuto del gioco stesso. Quindi non è che non importa, è che semplicemente in questo caso non ha davvero alcuna importanza dato che ve ne è lasciata libera interpretazione al giocatore (infatti se aveva senso chiamare il primo gioco Final Fantasy, il senso di chiamare gli altri in quel modo non c'è più, è un semplice caso di fidelizzazione del pubblico); indi la passione ancora non è in discussione. Ridurre ora il nome a un orpello mi pare però parossistico. Direi di conoscere "ogni aspetto di un gioco sino nei più remoti recessi" e non riverire come giusto il nome rale di quello mi pare anche parossistico. Riverirlo magari no, ma come detto gli esempi da lui fatti sono presi da un tizio che conosce il titolo originale e lo usa quando parla delle versioni giapponesi, e da un gioco che a tutti gli effetti usa il titolo solo come richiamo per le allodole e ne fa un di più trascurabile. Non sono esempi che in quel momento ho fatto a caso. Per orpello io parlavo della Catoblepas. Come, ancora, conosce sino il numero di scarpe della propria amata, tutti gli episodi della sua vita, e ostinarsi a chiamarla con un nickname in quanto 'primo nome con cui la si è conosciuta'. Direi alquanto deforme! Non è il primo nome con cui l'ho conosciuta, sono nomignoli arrivati con la conoscenza. Non ci ho mai visto niente di male, onestamente, non li vedo niente di diverso dal chiamarsi "tesoro" o "amore" per una coppia sposata. Semplicemente, non hanno molta importanza. E posso essere onesto? Trovo un po' alienante paragonare la mia ragazza a un videogioco. Possiamo smetterla? Fencer: sembri sempre glissare sull'idea che la passione, l'amore, vogliano la verità delle cose e non si accontentino della 'cosa più comoda', della 'cosa a cui si è abituati'. Questi sono strali di pigrizia, indolenza, e la passione non può cerco fondarsi su simili basi. Quello è solo il consumo, anche compulsivo e forsennato. Secondo me la passione per il videogioco si basa sull'apprezzamento onesto dei contenuti. Non c'è niente di compulsivo o forsennato, perchè stanno apprezzando onestamente il gioco nelle sue forme così come è stato creato e ne stanno traendo divertimento tanto da riprenderlo poi quando ne hanno la possibilità (anche perchè al giorno d'oggi c'è sempre il gioco più figo a cui giocare). Semplicemente il fulcro del gioco e della loro passione non è solo il semplice titolo, ma le ore di divertimento spese sopra. Non lo fanno perchè devono o ne sentono il bisogno, lo fanno perchè si divertono. Come ti dicevo, ho incontrato gente che gioca esattamente per queste motivazioni. E non vedo davvero come non si possano definire appassionati. Tipo il girellaro che sa tutto di GOLDRAKE, e crede di 'amare il cartone', ma no, non lo ama affato, dato che non fa che consumare avidamente il ricordo della sua stessa infanzia trasfiugrato in quel NOME FASULLO. Ma il girellaro che rompe le balle per avere gli stupri non è un appassionato, è un pazzo. Però io non trovo ipocrisia in chi dice che vuole comprarsi il cartone in quel modo perchè riconosce onestamente che è l'unica cosa che gli interessi senza professare un qualunque interesse per ciò che c'è alla base dello stesso. Si dichiara semplicemente appassionato dell'infanzia trascorsa e usa il cartone come mezzo per ritornarci. Che poi sia una buona cosa o meno, sono problemi suoi. Modificato 27 Novembre, 2011 da Fencer Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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