Vai al contenuto

Dagli albori dell'editoria degli anime ad oggi: una strada sempre in salita!


Zio Sam

  

50 utenti hanno votato

  1. 1. si stava meglio quando si stava peggio?

    • 9
    • no
      16
    • non so
      6
    • Hibiki deve schiatta'.
      1
    • Perusha ed Evelyn sono due nomi da zoccola.
      20011


Messaggi raccomandati

Questo è sensato, ed è stato a lungo il punto del cammino a cui mi ero fermato. Poi sono andato avanti, e mi sono chiesto: perché sono atrattato proprio da opere che in qualche modo abusano un canone/medium di estrazione infantile per proporre contenuti non più schiettamente infantili?

 

Ma infatti personalmente mi preoccuperei se fossi particolarmente attratto SOLO da quel tipo di opere, però, siccome così non è..

Link al commento
Condividi su altri siti

edit: ah, dunque...

 

Again: peccato. Dovresti però domandarti come mai se 'non hai voglia di discutere con me' (legittimissimo) non riesci ad esimerti/evitarti la teatrata. E' questo, appunto, che mi fa pensare alle ultime due tendenze che citavi. Parli a un altro, ma per tua stessa ammissione non gli stai parlando. Quindi, per cosa hai parlato a fare? Per te stesso, per compiacerti nel farlo, no? E per lanciare al teatro un oneliner figo da poser, peraltro in totale non-sequitur con quello alla quale la appendi? [rifletto]

 

ok parliamo di teatro e di attori.

si parlava di anime. ma tu cosa cerchi? cosa vuoi veramente? più utenti hanno dato delle risposte alle domande che hai posto, tuttavia nel momento della (tua) successiva replica è successa una cosa.

prova a rileggere i tuoi post. noterai che a un certo punto sposti l'attenzione sulla tua persona: la definisci in vari modi, ti descrivi, ti esponi, analizzi il tuo modo di pensare e fare. da quell'istante in poi nei tuoi post o scompare il soggetto della discussione o ciò di cui si parla diventa per te uno strumento di autoanalisi. è ovvio cosa abbia preso il sopravvento.

ci può stare, eh. ma dopo tante volte, quando ci si rende conto che questo comportamento equivale alla sindrome della valle dell'eco: urlare per sentire (confermare a sé stessi) la propria voce di ritorno, la discussione diventa noiosa, sterile.

pertanto non parlarmi di dialogo o ragionamenti con un interlocutore vero, perchè la comunicazione non ci può essere proprio a partire dall'utente shito, che ormai parla a sè e di sè stesso davanti agli altri.

ora... data la situazione non pretendere che prenda completamente sul serio le tue argomentazioni in merito agli anime. c'è un confine, e lo abbiamo abbondantemente oltrepassato.

se ritorni in topic stai sicuro che ti risponderò più volentieri.

 

No, no, no. Ho riletto tutto, tu l'hai fatto.

 

Io parlavo di anime, e di cosa penso/credo del mercato. Siccome -giustamente, forse- qualcuno mi ha fatto notare una (apparente) contraddizione tra le mie critiche e la mia propria condotta, ho fatto notare che non mi 'chiamavo fuori' dalla sociologia che criticavo. La cosa è stata recepita. Quando ho poi dovuto fare un esempio, un esempio su un termine forte, l'ho usato su di me, percjé è onesto e non mette in campo dubbi (buuuuh, shitarello dice ritardati agli altri e si sente bravo solo lui, tipodicosa).

 

Sei tu che te ne sei con un oneliner random in risposta a un mio post che NON rispondeva a quel post. Rispondeva ad altro, che io non avevo scritto, e che non era desumibile/riconducibile da quanto da me scritto.

 

Te l'ho fatto notare.

 

Allora tu sei partito sul personale, blablablah, ci sono gionare così e cosà, oggi per me era una cosà, con te non si parla, blahblah.

 

Ovvero: teatrata da poseur.

 

E poi la solita anima cicitatis del "tutti ti hanno detto", "molti ti hanno risposto". Bed news for you: non sei tutti. Parla per te. Io leggo e sceglo di rispondere e parlare in base a quel che leggo e secondo quanto la mia personalità liberamente mi suggerisce di rispondere. Amen.

 

Quindi, beh, no. Mi spiace, ma semplicemente no. Io sto ancora parlando di anime, e di quello che vedo e intendo di anime, Tu, forse infastidito da quel che dico, non lo fai, e rispondi sul personale con teatrate random facendo poi finta che a farlo siano altri (io). Non è così. Se non ti piace quel che scrivo, se credi che ti abbia rigato la macchina, non rispondere a miei post. Non te l'ha prescritto il dottore. Se lo fai, e sei libero di farlo, parimenti io risponderò -se vorrò- a quello che hai scritto per quello che hai scritto. Tutto qui, così funziona. Oh, poi puoi andare avanti con le tue punzecchiate. Ognuno passa il tempo a modo suo, e non so se i modi in cui lo passo io siano più intelligenti.

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

Mah.

 

Gli anime non sono Il business ma Una parte del business e di un mercato assai piu' sviluppato (che da noi), per questo motivo non cesseranno certo di esistere. Stiamo arrivando ad una sempre maggiore diversificazione dell'offerta, piu' o meno episodi o episodi piu' corti o mandati esclusivamente su web.

 

Niente come gli anime puo' mostrare personaggi (o robottoni) che 'prendono vita' e pubblicizzare meglio action figure o similari.

(gli spot televisivi di questi oggetti quando e' presente e' realmente ridicola)

Un manga con una serie animata ha un'appeal molto differente presso i lettori; magari non influenzera' direttamente le vendite del manga in questione, MA una rivista contenitore che ha all'interno una o piu' serie tv mandate in onda e' comunque vista in modo differente.

 

Certo.

Se gli anime fossero un prodotto come lo sono da noi, non avrebbe alcun senso realizzarli.

Ma in 'patria' per fortuna le cose stanno assai diversamente che da noi.

 

Qui da noi, francamente, se come detto prima, la 'richiesta' negli anni 90 e oltre era stata data dall'imprinting di un 'certo' modo di presentare le cose negli anni 80, allo stesso modo ai giorni d'oggi quanto di 'nuovo' mostrato non ha creato granche'.

 

Si sarebbe concretamente dovuto realizzare dei 'ponti' con dei collegamenti tra un certo tipo di tratto e di rappresentazione anni 80 con quanto poi e' seguito successivamente.

 

Ora e' tardi, anche in quanto il mercato delle fumetterie in agonia non ha piu' neanche tanto quella funzione di 'esposizione' della merce in questione.

 

Forse con un 'reset' generale, con una 'sparizione' da televisione e vendita... ma ormai i tempi sono cambiati, senza pensare poi alla diffusione degli episodi via internet, c'e' sempre ormai la possibilita' di acquistare da fuori italia.

 

Alla fine comunque delle cose vengono fatte uscire, e, paradossalmente, non e' che poi con i tempi dilatati delle vecchie gestioni 'collezionistiche' alla fin fine l'offerta *reale* sia poi stata di un altro ordine di grandezza in passato, eh,

 

Il resto e' globalizzazione, e la quasi impossibilita' di creare nuovi 'fenomeni' tra il pubblico.

 

Long live and prosper ©

Link al commento
Condividi su altri siti

sei senza speranza. sarò sintetico: ti ho spiegato che c'è un confine. se vuoi altre spiegazioni mandami PM.

 

Ok, quindi finalmente ti metti il cuore in pace? Grande. Tranquillo, non voglio niente. Non l'ho mai voluto, da te. Sei tu che vuoi occhio di bue, e forse sfogarti, e attacchi briga in public. Se fossi te ti direi che "se ne sono accorti tutti". Ma non sono te, quindi dirò solo "era ora" ^^.

 

Se gli anime fossero un prodotto come lo sono da noi, non avrebbe alcun senso realizzarli.

Ma in 'patria' per fortuna le cose stanno assai diversamente che da noi.

 

Qui da noi, francamente, se come detto prima, la 'richiesta' negli anni 90 e oltre era stata data dall'imprinting di un 'certo' modo di presentare le cose negli anni 80, allo stesso modo ai giorni d'oggi quanto di 'nuovo' mostrato non ha creato granche'.

 

Si sarebbe concretamente dovuto realizzare dei 'ponti' con dei collegamenti tra un certo tipo di tratto e di rappresentazione anni 80 con quanto poi e' seguito successivamente.

 

 

This, and this, and this again.

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

Mah, per me invece la faccenda è sostanzialmente semplice: esiste un media chiamato animazione che, nato come forma d'intrattenimento per bambini, può essere utilizzato anche per realizzare opere adatte ad un pubblico adulto, ed opere di questo tipo sono state realizzate pure in Giappone, per quanto li l'animazione venga generalmente ritenuta adatta soltanto a "persone non adulte" (in un senso o nell'altro..).

 

Questo è sensato, ed è stato a lungo il punto del cammino a cui mi ero fermato. Poi sono andato avanti, e mi sono chiesto: perché sono atrattato proprio da opere che in qualche modo abusano un canone/medium di estrazione infantile per proporre contenuti non più schiettamente infantili?

 

 

Perchè non c'è abuso a meno di non essere rigidi nell'inquadrare le forme d'espressione, io posso scegliere di raccontare la mia storia pensata per un pubblico adulto attraverso il medium del fumetto così come posso ideare una piece teatrale per fanciullini di sei anni.

 

Non c'è nessuna legge e non ci dovrebbe essere che impone la fruizione di tale medium solo a una determinata fascia d'età, è solo il pregiudizio radicato nella società a creare queste differenze.

 

Posso leggere Persepolis o Maus pensati per un pubblico maturo in grado di comprendere la storia ivi narrata in tutti i suoi aspetti così come per la prima volta leggere Alice nel paese delle meraviglie o Lo Hobbit a 40 anni senza sentirmi a disagio perchè nonostante siano meri libri sono stati concepiti per ragazzini, il fatto che il fumetto e l'animazione siano nati per essere letti/visti da bambini non stabilisce che debba essere solo e solo questo il loro uso.

Modificato da Kamisama
Link al commento
Condividi su altri siti

sei senza speranza. sarò sintetico: ti ho spiegato che c'è un confine. se vuoi altre spiegazioni mandami PM.

 

Ok, quindi finalmente ti metti il cuore in pace? Grande. Tranquillo, non voglio niente. Non l'ho mai voluto, da te. Sei tu che vuoi occhio di bue, e forse sfogarti, e attacchi briga in public. Se fossi te ti direi che "se ne sono accorti tutti". Ma non sono te, quindi dirò solo "era ora" ^^.

 

quanto frigni... evidentemente non hai capito nulla.

 

la tv non è più il mezzo principale, visto che i potenziali acquirenti di domani (ovvero i ragazzini di oggi) non guardano più tanto mtv o rai 4, ma ti passano le ore su internet.

 

però però... proprio internet è terra di conquista delle reti televisive; molto dipenderà dalla loro offerta e quanto sapranno rispondere adeguatamente alle esigenze del pubblico. una tra tutte, soprattutto se si vuole ridurre la pirateria, è la possibilità di vedere gratuitamente un certo programma ad un orario differente da quello del palinsesto dove è inserito. questo può non dico azzerare, ma ridurre sensibilmente i contatti a streaming vari non ufficiali che, a quella determinata rete tv, tolgono profitti (youtube, salvo contratti, ha potenzialmente fatto questo).

pertanto a tizio non dovrebbe far differenza se vedere one piece doppiato su megavideo o sul canale di chi ne possiede i diritti di trasmissione, ma chi è autorizzato a trasmetterlo in qualche modo ci guadagna (ad esempio con l'inserimento di piccole pubblicità che precedono l'inizio dell'episodio) e a seconda di come vanno le cose può decidere se investire o meno, e come, su quel determinato settore (es: gli anime).

altra discriminante potrebbe essere: meglio one piece (inteso sempre via internet streaming) davanti al monitor del pc o spaparanzato sul salotto di casa? meglio ancora: e se voglio vedere one piece sul tablet spaparanzato sul divano?

probabilmente è un passo troppo grande per le vecchie generazioni, ma per quelle più giovani che smanettano con internet si tratta di un altro scenario che, in un certo tempo, può addirittura far scomparire il concetto di 'televisione' come la intendiamo ora (che tra l'altro attualmente, nel concreto, non è più quello di nemmeno un decennio fa).

se però le ore su internet alle quali ti riferisci sono passate per altro, perchè gli interessi sono cambiati, tipo che so... lavoro, scuola, porno, beh, la storia cambia.

Link al commento
Condividi su altri siti

Mah, per me invece la faccenda è sostanzialmente semplice: esiste un media chiamato animazione che, nato come forma d'intrattenimento per bambini, può essere utilizzato anche per realizzare opere adatte ad un pubblico adulto, ed opere di questo tipo sono state realizzate pure in Giappone, per quanto li l'animazione venga generalmente ritenuta adatta soltanto a "persone non adulte" (in un senso o nell'altro..).

 

Questo è sensato, ed è stato a lungo il punto del cammino a cui mi ero fermato. Poi sono andato avanti, e mi sono chiesto: perché sono atrattato proprio da opere che in qualche modo abusano un canone/medium di estrazione infantile per proporre contenuti non più schiettamente infantili?

 

 

Perchè non c'è abuso a meno di non essere rigidi nell'inquadrare le forme d'espressione, io posso scegliere di raccontare la mia storia pensata per un pubblico adulto attraverso il medium del fumetto così come posso ideare una piece teatrale per fanciullini di sei anni.

 

Non c'è nessuna legge e non ci dovrebbe essere che impone la fruizione di tale medium solo a una determinata fascia d'età, è solo il pregiudizio radicato nella società a creare queste differenze.

 

Posso leggere Persepolis o Maus pensati per un pubblico maturo in grado di comprendere la storia ivi narrata in tutti i suoi aspetti così come per la prima volta leggere Alice nel paese delle meraviglie o Lo Hobbit a 40 anni senza sentirmi a disagio perchè nonostante siano meri libri sono stati concepiti per ragazzini, il fatto che il fumetto e l'animazione siano nati per essere letti da bambini non stabilisce che debba essere solo e solo questo il loro uso.

 

:thumbsup:

Link al commento
Condividi su altri siti

è un passo troppo grande per le vecchie generazioni

 

credo sia vero per ogni tipo di tecnologia della comunicazione obsoleta. la tv morirà quando la nostra generazione, quella che ha saltato il fosso dell'imposizione mediatica ma non riesce a scrollarsela di dosso, non sarà più in grado di confrontarsi col presente, perchè la per la maggioranza la televisione come artefatto culturale è semplicemente irrinunciabile, al di là della comodità nell'usufruirne. nel frattempo, coesisterà in vari livelli di declino e compromesso, fino a diventare un ppv, un servizio free o quant'altro.

.txt

Modificato da Merdaio
Link al commento
Condividi su altri siti

io penso che..... SENZA ANIME X ME SAREBBE LA FINE :fear:

io penso che...ne avrai per altri 10 anni...a meno che non esce una roba alla Eva che riunisce gli otaku e si porta avanti il verbo per un tempo maggiore... :pfff:

 

menomale cominciavo gia a preoccuparmi... :sweatingbullets:

Link al commento
Condividi su altri siti

Ma, in tema di trasformazione della TV, sbaglio o la Smart TV tanto sbandierata ha fatto flop?

O forse la sua diffusione è rimandata a data da destinarsi?

 

Comunque Mediaset con Premium Play e Sky con Sky Go hanno iniziato a muoversi. Però in entrambi i casi si tratta principalmente di fruizione da PC, smartphone o tablet. Penso sia più che altro un modo per vedere quello che si vuole di sfuggita, nel caso in cui non si abbia il TV a disposizione, ma non penso proprio che questo soppianterà il modo di guardare la TV. La maggior parte non ce la farebbe a seguire un film dal portatile o dal tablet, il divano di fronte alla TV e molto più comodo.

 

In questo senso Premium Play è un po più avanti perché è usufruibile da uno speciale decoder o da Xbox. Ma c'è ancora molta strada da fare, anche se quello è il futuro...

Link al commento
Condividi su altri siti

Mah, per me invece la faccenda è sostanzialmente semplice: esiste un media chiamato animazione che, nato come forma d'intrattenimento per bambini, può essere utilizzato anche per realizzare opere adatte ad un pubblico adulto, ed opere di questo tipo sono state realizzate pure in Giappone, per quanto li l'animazione venga generalmente ritenuta adatta soltanto a "persone non adulte" (in un senso o nell'altro..).

 

Questo è sensato, ed è stato a lungo il punto del cammino a cui mi ero fermato. Poi sono andato avanti, e mi sono chiesto: perché sono atrattato proprio da opere che in qualche modo abusano un canone/medium di estrazione infantile per proporre contenuti non più schiettamente infantili?

 

 

Perchè non c'è abuso a meno di non essere rigidi nell'inquadrare le forme d'espressione, io posso scegliere di raccontare la mia storia pensata per un pubblico adulto attraverso il medium del fumetto così come posso ideare una piece teatrale per fanciullini di sei anni.

 

Non c'è nessuna legge e non ci dovrebbe essere che impone la fruizione di tale medium solo a una determinata fascia d'età, è solo il pregiudizio radicato nella società a creare queste differenze.

 

Posso leggere Persepolis o Maus pensati per un pubblico maturo in grado di comprendere la storia ivi narrata in tutti i suoi aspetti così come per la prima volta leggere Alice nel paese delle meraviglie o Lo Hobbit a 40 anni senza sentirmi a disagio perchè nonostante siano meri libri sono stati concepiti per ragazzini, il fatto che il fumetto e l'animazione siano nati per essere letti/visti da bambini non stabilisce che debba essere solo e solo questo il loro uso.

 

Capisco quello che dici, ovviamente è sensato, ma da un po' di anni a questa parte, ovvero dopo un po' di anni in cui la pensavo onestamente così, le parole "alibi" e "convenzienza" iniziarono a ronzarmi in testa. Sono molto autocritico, e mi metto continuamente sotto analisi/accusa. Quindi ho cercato di girare intorno al mio ego per guardare l'es alle sue spalle, e lasciare che il superego giudicasse con occhi non velati. Quello che tu dici credo ancora abbia un senso, ma pure mi pare che una certo 'retrosintomatologia' dell'apprezzare -guarda caso- prorpio queste stranezze (si definisce favola una storia per bambini! esistono favole per adulti | a me piacciono storie per bambini per adulti), e ancora non posso evitare di riflettere su questo.

 

Quando lessi "the annotated Alice" di Gardner, ai tempi della mia adesione alla società Carrolliana di Londra, ebbi un sussulto: mi pareva che nella sua lettura 'adulta', egli mancasse del tutto l'idea che il testo era stato scritto per il diletto di una bambina. Ovviamente, posso divertirmi anch'io a girare intorno a un certo tipo di compiacimento da narratore cervellotico -è il mio pane!- ma questo è per Carroll un effetto collaterale, dato che lui era così. Non era il suo fine recitativo. Sarà che quant'ero piccolo mio padre inventava alla bisogna, alla spicciolata storie per me e poi il giorno dopo non se le ricordava, ed ero io a ragguagliarlo sul 'dove eravamo rimasti', ma leggendo The Adventures of Alice in Wonderland (Underground mi rifiuto ancora di leggero per ragioni di considerazione dell'originale intento privato), sento molto questo 'scrivere a soggetto', da cui vengono tante scelte sulle quali sono poi stati scritti fiumi di inchiostro critico. Capisci cosa intendo con "deformità"? Del resto, anche la capacità regressiva allo stadio di lettore infantile, cosa che non mi è del tutto aliena, mi spaventa altrettanto. Sembra, a me, un po' una situazione di perdita-perdita, alla fine. L'escamottage che ho trovato è ancora sempre lo stesso, ma chissà se durerà. O se tornerò a pensarla come te, e come Shuji. Grazie sinceramente per gli spunti interessandi, e il costruttivo confronto. :-)

Link al commento
Condividi su altri siti

Roger: Frignare

 

Dai, se vuoi proprio continuare a farti trollare gratis almeno non fare assist così. Again, sei davvero il mastro della "proiezione", eh? :D Meno male che capisci tutto, tu. ;)

 

hai contato il numero delle volte che sei stato trollato dalle 19:48 di ieri? in realtà l'importante è che tu sappia che finora ho volutamente lasciato correre molte tue battutine e accuse che mi hai rivolto contro finora.

comunque è ora di darci un taglio definitivo, quindi da qui in poi fine delle cazzatelle. nel caso volessi lamentarti di qualcosa fai riferimento a quanto scritto nel regolamento.

Link al commento
Condividi su altri siti

Il fatto puro e semplice e' che gia' l'associare un medium ad un'eta' specifica, fuor dai denti, e' una minchiata.

Ma passi, facciamo un passo avanti nel discorso.

 

Poi pero' torniamo sempre ed eternamente sugli stessi discorsi e considerazioni, un pelo frustrante lo e'.

 

Hai una tua personale convinzione sull'argomento, amen.

 

Ma non e' che poi si debba eternamente a mo' di loop ritornarci su, sempre con gli stessi argomenti, sempre arrivando agli stessi identici punti.

 

Le posizioni sono distanti e non poco, ne prendo atto e dico: "Ci rinuncio."

Link al commento
Condividi su altri siti

Lo capisco e cmq ti ringrazio per gli spunti da me presi into account. :thumbsup:

 

Alla fine questo discorso riciccia spesso fuori, è un po' inevitabile, e se qualcuno risponde intelligentemente a una cosa da me scritta con onestà all'interno di un discorso più ampio, naturalmente rispondo a mia volta. Capita così, non è mica per tediare o fare proselitismo del nulla. Poi, chi vivrà vedrà, ma tanto mi pare il tipico discorso in cui anche a strappare la ragione non si vince nulla, se non l'essere eventualmente riusciti ad equilibrare il proprio bilancino *durante* la discussione. :)

 

Back on topic: ma poi Di Sanzo ha fatto il colpo gobbo oppure no?

Modificato da Shito
Link al commento
Condividi su altri siti

Mettiamola così : l'animazione giapponese , è nata per essere data in pasto a un pubblico di bambini.

Questo è un fatto.

Lo dimostra che ai tempi di Astroboy e co. gli sponsor degli anime erano tutte ditte di dolciumi che aprirono la cosidetta " guerra del cioccolato".

Poi, a fine anni 70, inizio anni 80 è nato un tipo di animazione per un pubblico adolescente , con particolari esigenze, che continua ancora oggi.

Detto questo, se Shito pensa che l'animazione tutta , in quanto linguaggio nato per piacere ai bambini sia destinato a rimanere tale, dice un emerita fesseria.

Se invece dice, che l'animazione jap è nata per bambini e a un certo punto si è indirizzata verso un pubblico di adolescenti malinconici e adulti che non vogliono crescere ,e continua a battere stancamente quella strada , gli si può dare ragione.

Ma null' altro.

 

Back on topic: ma poi Di Sanzo ha fatto il colpo gobbo oppure no?

Perchè non lo chiedi direttamente a lui ?

Modificato da Zio Sam
Link al commento
Condividi su altri siti

Io penso che il fansub sia un ottimo sistema pr far conoscere serie bellissime che probabilmente in Italia non arriveranno mai però e per diffondere la cultura anime, ma questo solo nella teoria.

Nella pratica, i gruppi fansub perdono tempo a subbare serie inutili ( tipo harem , ecchi o hentai) che magari altri 5 gruppi stanno già subbando.

Nessnuo che si metta a subbare serie del passato , importantissime sia nel contesto storico che qualitativo del mercato degli anime, tipo Ideon, Dougram, Votoms per rimanere nel campo delle serie robotiche.

E no parliamo di molti film del passato .

Il problema non è certo nel reperire i titoli, quanto il fatto che si ha paura che non se le scaricarebbe nessuno.

Ma i gruppi fan subber, se davvero fanno questo lavoro per passione e senza scopo di lucro come dicono, dovrebbero subbare i titoli di vera qualità, che hanno fatto la storia di questo settore , fregandosene altamente se verranno scaricati a manetta o meno.

 

Solo così si potranno ottenere dei risultati di diffusione della cultura anime nel lungo periodo.

Link al commento
Condividi su altri siti

Crea un account o accedi per lasciare un commento

Devi essere un utente registrato per poter lasciare un commento

Crea un account

Iscriviti per un nuovo account nella nostra comunità. È facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Sei già un account? Accedi da qui.

Accedi Ora
  • Navigazione Recente   0 utenti

    Nessun utente registrato visualizza questa pagina.

×
×
  • Crea Nuovo...

Informazione Importante

Procedendo oltre nell'uso di questo sito, accetti i nostri Termini Di Utilizzo