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"Ai miei tempi..." et "Si stava meglio quando si stava peggio" et altre cazzate


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Faccio notare che l'aimazione anni '70 ci è arrivata quasi tutta, perchè di serie ne producevano pochissime, e di quelle dei primi anni '80 ce ne sono arrivate più della metà... Poi però iniziarono ad essere troppe (OVA e film inclusi), e quindi ce ne perdemmo qualcuna, ma in fondo anche grazie a Yamato e Granata il grosso ci arrivò.

Se non mi credete, cercate su Wikipedia le liste degli anime trasmessi anno per anno.



Ed ecco un esempio, per le ricerche più approfondite fate voi (anche un eventuale split di questo split, magari)

http://en.wikipedia.org/wiki/Category:1978_anime_television_series

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Quello che dice Ryogo dovrebbe essere giusto. Prima producevano assai meno serie (anche perchè non poche erano più lunghe di quelle di oggi). Per dire, nell'intero decennio degli anni 70 (dal '70 al '79), facendo un calcolo sfruttando i dati messi a disposizione dal volume Storia dell'animazione giapponese che ho comprato a Lucca, sono state prodotte poco più di 200 serie (dovrebbero essere più o meno sulle 210).

Nel decennio '80 sono state sulle 310 (serie televisive, sono esclusi gli OVA).

Nel solo 2011 sono state 140 o poco più (pure qui non ho contato gli OVA).

Modificato da -Ataru-
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Come se gli anime del passato non avessero anche loro GROSSI problemi di originalità...

Nessuno si ricorda più le 10000 time bokan? Le innumerevoli majokko tutte semiuguali? I 50 milioni di anime di robot giganti e/o componibili?

Questi sarebbero personaggi e trame non cliché?

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Ti sembrera' strano, ma c'e' gente che sa scindere il proprio giudizio personale da una valutazione puntuale di un qualcosa.

Posso comprendere il tuo appunto, visto che questo settore dell'animazione in Italia allo stato attuale e' "fatto" da chi "si bagna" per un titolo particolare (o segue le classifiche di vendita giapponesi), ma basta un po' di onesta' intellettuale per dire con ampio margine di sicurezza, ad esempio, cosa puo' andare o cosa no in un certo settore, e fare tali valutazioni non unicamente basandosi sui gusti personali.

 

Ah, dimenticavo il terzo motivo con il quale si 'sceglie' un titolo in Italia; inciampandoci per caso (e a volte manco volendolo).

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Se volete avere un'idea sulle serie trasmesse in Giappone/arrivate in Italia e sulla "quantità annuale", basta andare qui:

http://anidb.net/perl-bin/animedb.pl?show=calendar

potete scegliere l'anno e il mese.

A me sembra che si, nel passato ci sono state parecchie ottime serie e veri capolavori, ma vanno comunque diluiti in almeno due decadi e in un mare di altri titoli, inoltre molta roba si porta dietro il fascino d'epoca, ma secondo me, per fare un esempio, un anime come Ken non è un capolavoro, anche se magari ha fatto scuola.Una serie importante e/o di rilevanza per il mercato anime non è detto che si possa considerare un capolavoro, e neanche che sia necessariamente una buona serie.

Per dire, tornando alle time bokan, si sono state importanti, ma a parte essere serie umoristiche per ragazzini di certo sono dimenticabili, nè più nè meno di tanta roba prodotta attualmente. Poi che l'occhio del nostalgico deformi le cose è un altro discorso.

Mazinger Z è ionguardabile, ma che abbia tracciato una strada è indubbio; è una serie importante ma fa cagare, nel passato per un ragazzino poteva essere il non plus ultra, ma seriamente a valutarla per quello che è esce con le ossa rotta.

Al solito, non voglio dire che non siano presenti i problemi citati nell'attuale mercato, ma secondo me il periodo migliore per le serie televisive animate nipponiche in termini di qualità/quantità va dal 1995 al 2005 con qualche punta verso il 2007.

 

Ah riguardo la scrematura, imo non c'è stato nulla di realmente consapevole (gli importatori raccattavano un pò tutto quello che potevano senza un reale criterio, e come risultato, per dire, ci siamo beccati Lamù ma non Kimengumi, che pure poteva essere in linea con certe scelte, se fossero state realmente pianificate) e serie tutto sommato mediocri o cimenticabili sono arrivate (tanti robotici anni 70, per dire).

 

Di certo fino alla metà degli anni '90, quando iniziarono a trasmettere in fascia notturna, le serie erano comunque pensate per un pubblico giovane (e appunto come mi sembra ha ricordato lo Zio c'erano gli OVA per i titoli più maturi -si pensi alle opere di Hirano et similia, ma anche KO century Beast o le miniserie per l'home video della Pioneer), gli otaku semplicemente continuavano a guardarsele.

 

Quello che manca attualmente sono registi,sceneggiatori, ideatori di soggetti validi o che siano in grado di rendere adeguatamente un'opera tasposta da altro mezzo (libro, videogioco o fumetto che sia), gli animatori sono solo manovalanza, ma da quel che ho capito il settore alla fine ha spinto la gente valida ad orientarsi verso altri lidi (videogiochi, per esempio) più remunerativi.

 

Personalmente finchè ho in scaletta almeno un par di titoli più che validi e una manciata di serie gradevoli (da scazzo o meno che siano) che si lasciano seguire non mi lamento troppo.

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Bel sitarello. Così per divertimento ho messo ottobre 1975 (perchè so che è il mese di Goldrake e di Jeeg) e mi ha dato 10 serie. 8 di sicuro in Italia ci sono arrivate.

Arabian Nights: Sindbad no Bouken

Manga Wanpaku Oomukashi Kum Kum

Time Bokan

Koutetsu Jeeg

UFO Robo Grendizer

Andes Shounen Pepero no Bouken

Sougen no Shoujo Laura

Ikkyuu-san

 

Di queste due invece ninzò.

Ganso Tensai Bakabon

Sekai Meisaku Douwa: Manga Series

 

Ok, messaggio di puro cazzeggio.

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Fermo restando che personalmente concordo con Azuma (e non parlo solo dell'ambiente otaku, come del resto lui stesso), c'è da dire che tipicamente nella percezione soggettiva si fa paragone tra 'il passato' e 'il presente', dove nell'inconscio il primo è la sedimentazione di un lungo periodo, il secondo è un ben più breve periodo di 'adesso'.

 

Prendendo le distanze dall'ora come dall'allora, ci si renderà conto -credo- che la gran parte delle produzioni narrative di ogni epoca hanno seguito lo spirito del tempo di quell'epoca. Il fatto che l'animazione 'classica' sia arrivata da noi negli '80 in mono del tutto indiscriminato non aiuta ora a rendersi ben conto che tra le prime animazioni della Mushi e quelle della Tatsunoko spesso ci passava, per la rapita evolzuione sociologica e di mercato di settore giapponese, una vita. Ma c'è stato il momento in Giappone degli spokon, che no, non era lo stesso momento del boom della fantascienza, quello in cui Miyasan faticava a trovare qualcuno che producesse le sue idee 'vecchie'.  Credo che questa percezione correttamente diacronica dei momenti dello zeitgeist dell'animazione giapponese noi abbiamo iniziato ad acchiapparlo con i mid-'90, ovvero col momendo di apice del mercato OVA. Ma anche la nascita di quello credo sia abbastanza nebulosa per i più. Ci sono molti pezzi da mettere in ordine (Prandoni aiuta, imho), e composto il puzzle l'evidenza è che il momento delle serie nagaiane in Toei è stato un momento tanto quanto quello delle serie moe di KyoAni. Tra dieci anni credo si guarderà iniedro e anche questo momento, nella riconsiderazione dalla distanza, sarà stato modellizzato e incasellato. Anche il 'vuoto esistenziale', come quello che vedo -che so- in K-On! (produzione, contenuto e pubblico che lo segue) è un elemento caratterizzante del tempo di chi vive quel tempo. CI sono tempi di titatismo, tempi di cinismo, tempi di nichilismo diffuso. Lettura consigliata: "Kokoro" (Souseki Natsume) in combo con qualsiasi cosa di Akutagawa. Oppure: Hegel + VIco, in questo (invertito) ordine.

Modificato da Shito
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Sfiga vuole che non sia un ragazzino, e che ad esempio quando mi capitava di voler parlare con qualcuno di cinema giapponese, parlavo con un amico della Toho (e mi fermo qui perche' si va quasi a finire a chi ce l'ha piu' lungo), o il distributore/produttore stante ad Hong Kong coinvolto in una delle produzioni dei fratelli Pang mi invitava a prendere una birra (ad HK hanno un modo di fare molto particolare, e non parlo di questa fesseria).
O se proprio lo vuoi sapere, il primo film di Appleseed (quello in CG3D-shaded) se non avessero dato il titolo ad altri, io spingevo per mandarlo in sala.

 

Ora, che ci siano dei criteri 'seri' di scelta e' una cosa, anche se tu non vuoi sentirne parlare; che chi investe soldi e poi 'sceglie' alla fine i titoli sia tendenzialmente un pazzo scatenato 'che lui sa tutto di tutto e di tutte le cose e sa come farle meglio di tutti' © (cfr. mondo reale) e' un'altra cosa ancora.
 

Ma non credere che questo specchio poco edificante della realta' significhi granche'.

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Vedi che non c'arrivi?


Io parlo di 'criteri', quelli che tu dici non esistere, mai detto di 'conoscere lo scibile umano e disumano dell'animazione mondiale' (tanto per ingigantire un po' ulteriormente la cosa). Infatti questi criteri non c'entrano nulla con questo.

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Credo che il punto sia sempre il ricoscimento di una sfera di oggettività nell'ambito dei giudizi comunque di valore.

 

E' una storia già vista più volte in queste pagine, caro soldatotitano. In primis perché io e Shuji siamo su posizioni avverse, quando non giustapposte. Io non credo nell'esistenza di alcun criterio obiettivo nell'emanazione di giudizi di valore. Perché non vi è quasi nulla di strtturalista nel mio pensiero, perché non credo che l'ontologico possa giustificare l'ontico, per un sacco di motivi. Credo ovviamente che ogni tentativo di ragguagliare appigli di oggettività, ovvero obiettività, nei giudizi di valore sia autoinganno e puntello e alibi. Peggio: deroga di giudizio a ente individuato come non-sé interiorizzato (orrore!). Quindi per me non esiste altro che il giudizio fattuale di definizione e riferimento (cosa è un metro, cosa ne misura due, o mezzo)e il giudizio puramente soggettivo, il cui valore è nella percezione di autorevolezza dell'emanante, individuata a sua volta dai riceventi secondo personalizzime strade e criteri di valutazione.

 

Ma sono io. Altri non la pensano così, credo.

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Ora, che ci siano dei criteri 'seri' di scelta e' una cosa, anche se tu non vuoi sentirne parlare

 

E' proprio la domanda che ho posto, a cui non è stata data risposta.

 

Se Shuji crede di conoscere tutto sulla storia del cinema giapponese, questo non è disonesto, e potrebbe essere che sia il più grande esegeta del mondo sull'argomento.

 

Ma questo non c'entra con quello a cui mi riferivo. La mia critica era riferita solo all'approccio non Logico riguardo l'indagine proposta da Kiba85. 

 

Mai sarei intervenuto direttamente sul tema dell'evoluzione artistica e del discacco nostalgico in manga e fandom. Non possiedo certo una preparazione storiografica contenutistica adeguata.

 

Ero intervenuto solo sul metodo con cui voleva essere affrontato l'argomento. 

 

Però aspetta, mi pare tu stia generalizzando un'affermazione che partiva da presupposti invece molto precisi.

La discussione se non sbaglio è iniziata da un punto, cioè che le serie attuali sono spazzatura perché rivolte ad un pubblico di otaku pervertiti, contrapponendo la situazione attuale a quella passata.

Ora, posto che la produzione di anime oggi è decuplicata rispetto agli anni '80 (quindi il valore assoluto della merda è aumentato), il mio punto è: questi contenuti diciamo "discutibili" sono frutto di una deriva degli anime attuali, o al netto delle nuove tendenze grafiche (moeshit & Co), la proporzione tra anime "seri" e cazzatine pruriginose è più o meno la stessa nel corso degli anni? Io credo che sia rimasta più o meno invariata, non fosse altro che certi (pre)giudizi sull'animazione nipponica sono sempre esistiti, segno che anche in passato si sentiva un certo disagio a riguardo (disagio che a rivedere oggi quelle serie magari non avvertiamo ma all'epoca invece sì, un po' come le prime minigonne che turbavano i nostri nonni mentre oggi non fa effetto neanche la farfallina di Belen). Ogni periodo storico ha le sue diverse sensibilità, e non mi pare che l'animazione anni '70 e '80 non le urtasse a sua volta.

Nel sostenere questo non credo ci sia da parte mia un giudizio di valore, né tantomeno volevo fare classifiche tra gli anime di ieri e di oggi, anzi credo di sospendere proprio ogni giudizio contestualizzando ogni cosa nel suo giusto periodo storico.

 

Volendo fare un parallelo, è come dire che la TV di oggi è schifosa e volgare, mentre quella degli anni '60 era bellissima e di vero intrattenimento. Ma perché, negli anni '60 non c'erano forse trasmissioni ritenute, per la sensibilità dell'epoca, volgari e diseducative? Trasmissioni che oggi ci appaiono del tutto normali e innocenti? Non è la stessa cosa?

 

Uno "studio" atto a smentire la tesi di partenza "l'animazione di una volta era bella, buona e profonda, oggi è tutto caccapedopupù" credo sia onesto e fattibile, per chi fosse interessato a farlo.

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Credo che Kiba abbia qui ragione. Non credo che il punto sia la presenza di quello che oggi si chiama moe, ieri (ai tempi di Azuma Hideo) si chiamava lolicon. Il boom degli OVA venne dalle potenzialità delle produzioni erotiche, del resto, ed era tutto loli-ero. Credo, semmai, che il punto sia una preponderanza di questo elemento che se prima era spesso accessorio (Clarisse de Cagliostro non è tutto il film che la vede coprotagonista, né il contenuto di quello), oggi è diventato assoluto.

 

Anche coloro che erano maestri di fan-service (GAiNAX), lo usavano come spezia, non come pietanza principale. E quindi anche una miniserie otaku come Top wo Nerae! si rifà a una 'grande narrazione' (il senso degli affetti umani nel tempo), e non si *esaurisce* nelle pubescenti nudità talora esposte dalle protagoniste, o nell'epica poderosa ai limiti del grottesco di certi meccanismi, e neppure dall'onanismo-SF di certi passaggi, idee, rappresentazioni.

 

Credo quindi che Kiba abbia ragione nell'evidenziare la persistenza di una certa componente, e che il bunto sia lo sbilanciamento -tipicamente postmoderno- della 'sensatezza' verso la 'frivolezza' come componenti delle varie narrazioni.

Modificato da Shito
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Ora, posto che la produzione di anime oggi è decuplicata rispetto agli anni '80 (quindi il valore assoluto della merda è aumentato), il mio punto è: questi contenuti diciamo "discutibili" sono frutto di una deriva degli anime attuali, o al netto delle nuove tendenze grafiche (moeshit & Co), la proporzione tra anime "seri" e cazzatine pruriginose è più o meno la stessa nel corso degli anni? Io credo che sia rimasta più o meno invariata, non fosse altro che certi (pre)giudizi sull'animazione nipponica sono sempre esistiti, segno che anche in passato si sentiva un certo disagio a riguardo (disagio che a rivedere oggi quelle serie magari non avvertiamo ma all'epoca invece sì, un po' come le prime minigonne che turbavano i nostri nonni mentre oggi non fa effetto neanche la farfallina di Belen). Ogni periodo storico ha le sue diverse sensibilità, e non mi pare che l'animazione anni '70 e '80 non le urtasse a sua volta.

Il problema non è l'ecchi, il moe, il fans fervice e tutte quelle boiate lì.

Queste cose ci sono sempre state, solo che una volta, erano un elemento di contorno che girava intorno a una trama, a delle idee, a dei personaggi.

Oggi invece è il contrario, con trame  e personaggi anonimi  che girano intorno all' ecchi, il moe ecc.. che sono diventato l'elemento principale di molti anime odierni.

La differenza, semplice e profonda al tempo stesso, è tutta qua.

 

Faccio notare che l'aimazione anni '70 ci è arrivata quasi tutta,

Io di quel decennio ho contato ben 53 serie inedite da noi.

Se ci metto pure i film e gli special tv , andiamo vicini al raddoppio.

Non mi pare proprio "quasi tutto" ( anche se per molti può rimanere a marcire lì dove è).

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Te lo ricordi Dash Kappei? (Gigi la trottola) vienimi a raccontare che il fanservice era solo contorno quanto tutto ruotava attorno alle mutandine bianche che facevano arrapare il protagonista... o parliamo di Lamù dove Ataru che stava sempre a sbavare dietro a cosce tette e culi delle gnocche che gli giravano attorno... e sto citando due Sacre Girelle dei Bei Tempi Andati...

Modificato da Alex Halman
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Quello che dice Ryogo dovrebbe essere giusto. Prima producevano assai meno serie (anche perchè non poche erano più lunghe di quelle di oggi). Per dire, nell'intero decennio degli anni 70 (dal '70 al '79), facendo un calcolo sfruttando i dati messi a disposizione dal volume Storia dell'animazione giapponese che ho comprato a Lucca, sono state prodotte poco più di 200 serie (dovrebbero essere più o meno sulle 210).

Nel decennio '80 sono state sulle 310 (serie televisive, sono esclusi gli OVA).

Nel solo 2011 sono state 140 o poco più (pure qui non ho contato gli OVA).

Ma bisogna sempre tener conto del numero di episodi dell' epoca: Maicchingu Machiko ne contava da sola 95, pari a circa 7 serie odierne di 13 episodi.

Indi......

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Se volete avere un'idea sulle serie trasmesse in Giappone/arrivate in Italia e sulla "quantità annuale", basta andare qui:

http://anidb.net/perl-bin/animedb.pl?show=calendar

potete scegliere l'anno e il mese.

A me sembra che si, nel passato ci sono state parecchie ottime serie e veri capolavori, ma vanno comunque diluiti in almeno due decadi e in un mare di altri titoli, inoltre molta roba si porta dietro il fascino d'epoca, ma secondo me, per fare un esempio, un anime come Ken non è un capolavoro, anche se magari ha fatto scuola.Una serie importante e/o di rilevanza per il mercato anime non è detto che si possa considerare un capolavoro, e neanche che sia necessariamente una buona serie.

Per dire, tornando alle time bokan, si sono state importanti, ma a parte essere serie umoristiche per ragazzini di certo sono dimenticabili, nè più nè meno di tanta roba prodotta attualmente. Poi che l'occhio del nostalgico deformi le cose è un altro discorso.

Mazinger Z è ionguardabile, ma che abbia tracciato una strada è indubbio; è una serie importante ma fa cagare, nel passato per un ragazzino poteva essere il non plus ultra, ma seriamente a valutarla per quello che è esce con le ossa rotta.

Al solito, non voglio dire che non siano presenti i problemi citati nell'attuale mercato, ma secondo me il periodo migliore per le serie televisive animate nipponiche in termini di qualità/quantità va dal 1995 al 2005 con qualche punta verso il 2007.

 

Ah riguardo la scrematura, imo non c'è stato nulla di realmente consapevole (gli importatori raccattavano un pò tutto quello che potevano senza un reale criterio, e come risultato, per dire, ci siamo beccati Lamù ma non Kimengumi, che pure poteva essere in linea con certe scelte, se fossero state realmente pianificate) e serie tutto sommato mediocri o cimenticabili sono arrivate (tanti robotici anni 70, per dire).

 

Di certo fino alla metà degli anni '90, quando iniziarono a trasmettere in fascia notturna, le serie erano comunque pensate per un pubblico giovane (e appunto come mi sembra ha ricordato lo Zio c'erano gli OVA per i titoli più maturi -si pensi alle opere di Hirano et similia, ma anche KO century Beast o le miniserie per l'home video della Pioneer), gli otaku semplicemente continuavano a guardarsele.

 

Quello che manca attualmente sono registi,sceneggiatori, ideatori di soggetti validi o che siano in grado di rendere adeguatamente un'opera tasposta da altro mezzo (libro, videogioco o fumetto che sia), gli animatori sono solo manovalanza, ma da quel che ho capito il settore alla fine ha spinto la gente valida ad orientarsi verso altri lidi (videogiochi, per esempio) più remunerativi.

 

Personalmente finchè ho in scaletta almeno un par di titoli più che validi e una manciata di serie gradevoli (da scazzo o meno che siano) che si lasciano seguire non mi lamento troppo.

 

Condivido totalmente, del resto come per il vino ci sono le annate migliori e peggiori ma non si può generalizzare all'estremo dicendo che una volta era tutto bello oggi fa tutto schifo e viceversa

 

Quello che dice Ryogo dovrebbe essere giusto. Prima producevano assai meno serie (anche perchè non poche erano più lunghe di quelle di oggi). Per dire, nell'intero decennio degli anni 70 (dal '70 al '79), facendo un calcolo sfruttando i dati messi a disposizione dal volume Storia dell'animazione giapponese che ho comprato a Lucca, sono state prodotte poco più di 200 serie (dovrebbero essere più o meno sulle 210).

Nel decennio '80 sono state sulle 310 (serie televisive, sono esclusi gli OVA).

Nel solo 2011 sono state 140 o poco più (pure qui non ho contato gli OVA).

Ma bisogna sempre tener conto del numero di episodi dell' epoca: Maicchingu Machiko ne contava da sola 95, pari a circa 7 serie odierne di 13 episodi.

Indi......

 

Ecco, bravo, ora durano anche molto meno oltre a essere molte di più (e direi che la prima cosa implica la seconda se devi riempire i palinsesti) e questo ha i suoi vantaggi e i suoi vantaggi, il vantaggio è che non devi ammazzare una serie di riempitivi tanto per allungare il brodo, lo svantaggio è che hai meno tempo di sviluppare storie troppo complesse e che dovendo inventare roba nuova a getto continuo poi si finisce per forza a raschiare un po' il fondo del barile perché le idee valide non crescono sugli alberi

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Te lo ricordi Dash Kappei? (Gigi la trottola) vienimi a raccontare che il fanservice era solo contorno quanto tutto ruotava attorno alle mutandine bianche che facevano arrapare il protagonista... o parliamo di Lamù dove Ataru che stava sempre a sbavare dietro a cosce tette e culi delle gnocche che gli giravano attorno... e sto parlando di due Sacre Girelle dei Bei Tempi Andati...

Perché ovviamente in Dash Kappei oltre alle pants non c'erano tutti  i personaggi bizzarri della serie, con tutti i loro tic, manie,   le assurde tecniche segrete che usavano i vari giocatori di basket, scherma, ping pong, ecc....  vero ?

E lo stesso discorso vale per Lamù, per la geniale trovata della Takahashi di mischiare in maniera perfetta  fantascienza, umorismo demenziale , love comedy, horror e leggende in un unica serie,  il cui schema e personggi  vengono  copiati allo sfinimento ancora oggi ?

Perché se si trattava solo di mostrare qualche mutanda e tetta, veniva dimenticata dopo poco, eh ( come invece succede al 90% degli anime di oggi)!

Modificato da Zio Sam
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Volendo fare un parallelo, è come dire che la TV di oggi è schifosa e volgare, mentre quella degli anni '60 era bellissima e di vero intrattenimento. Ma perché, negli anni '60 non c'erano forse trasmissioni ritenute, per la sensibilità dell'epoca, volgari e diseducative? Trasmissioni che oggi ci appaiono del tutto normali e innocenti? Non è la stessa cosa?

 

Uno "studio" atto a smentire la tesi di partenza "l'animazione di una volta era bella, buona e profonda, oggi è tutto caccapedopupù" credo sia onesto e fattibile, per chi fosse interessato a farlo.

 

Il paragone che fai con la TV è interessante, in effetti anche a livello quantitativo è calzante, una tempo c'era un solo canale poi due poi tre poi sono arrivate le TV commerciali ma solo negli anni '80 e ora abbiamo 300 canali solo sul DTT senza contare il satellite... chiaro che questo ha portato a un aumento abnorme dell'offerta che per forza di cose non può più essere paragonata a quella di una volta, un tempo la RAI mica doveva preoccuparsi dello share, c'erano solo loro...

 

 

Te lo ricordi Dash Kappei? (Gigi la trottola) vienimi a raccontare che il fanservice era solo contorno quanto tutto ruotava attorno alle mutandine bianche che facevano arrapare il protagonista... o parliamo di Lamù dove Ataru che stava sempre a sbavare dietro a cosce tette e culi delle gnocche che gli giravano attorno... e sto parlando di due Sacre Girelle dei Bei Tempi Andati...

Perché ovviamente in Dash Kappei oltre alle pants non c'erano tutti  i personaggi bizzarri della serie, con tutti i loro tic, manie,   le assurde tecniche segrete che usavano i vari giocatori di basket, scherma, ping pong, ecc....  vero ?

E lo stesso discorso vale per Lamù, per la geniale trovata della Takahashi di mischiare in maniera perfetta  fantascienza, umorismo demenziale , love comedy, horror e leggende in un unica serie,  il cui schema e personggi  vengono  copiati allo sfinimento ancora oggi ?

Perché se si trattava solo di mostrare qualche mutanda e tetta, veniva dimenticata dopo poco, eh ( come invece succede al 90% degli anime di oggi)!

 

 

 

ROTFL il tuo doppiopesismo è davvero comico :giggle: c'era anche altro in Dash Kappei come può esserci altro in Haganai o Mayo Chiki (due titoli a caso) anzi, qua non abbiamo tizi che traggono la loro forza dalla visione delle mutande della propria amata... in effetti son da rimpiangere certi protagonisti paladini dell'eterosessualità in mezzo a questa miriade di anime-boys che manco a sbattergliela sul naso capiscono... meno male che ogni tanto appare un Akatsuki a ridarmi fiducia per il domani (commozione)

 

Seriamente parlando, se avessi un briciolo di onestà, ammetteresti che oggi Dash Kappei lo bolleresti come roba per otaku marci porno ecc... tutte le altre cazzate che tiri sempre fuori, solo che è girella quindi lo devi difendere a costo di renderti ridicolo... in effetti potevo fare il paragone con Accel World visto il protagonista tappo :giggle:

Modificato da Alex Halman
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Quello che dice Ryogo dovrebbe essere giusto. Prima producevano assai meno serie (anche perchè non poche erano più lunghe di quelle di oggi). Per dire, nell'intero decennio degli anni 70 (dal '70 al '79), facendo un calcolo sfruttando i dati messi a disposizione dal volume Storia dell'animazione giapponese che ho comprato a Lucca, sono state prodotte poco più di 200 serie (dovrebbero essere più o meno sulle 210).

Nel decennio '80 sono state sulle 310 (serie televisive, sono esclusi gli OVA).

Nel solo 2011 sono state 140 o poco più (pure qui non ho contato gli OVA).

Ma bisogna sempre tener conto del numero di episodi dell' epoca: Maicchingu Machiko ne contava da sola 95, pari a circa 7 serie odierne di 13 episodi.

Indi......

Non ho capito quell'indi, tra l'altro messo dopo una tua annotazione che avevo già fatto io nel messaggio che hai quotato.

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Te lo ricordi Dash Kappei? (Gigi la trottola) vienimi a raccontare che il fanservice era solo contorno quanto tutto ruotava attorno alle mutandine bianche che facevano arrapare il protagonista... o parliamo di Lamù dove Ataru che stava sempre a sbavare dietro a cosce tette e culi delle gnocche che gli giravano attorno... e sto citando due Sacre Girelle dei Bei Tempi Andati...

 

Vabbè Halman, te lo ricordi cos'era IAC del 1999? Vatti a rileggere qualche messaggio, era il periodo in cui anche nelle discussioni fra appassionati sembrava che il culo di Ai Amano fosse il porno. Tuttora (siccome un sacco di gente è ancora in giro nell'ambiente) ogni tanto si prende per i fondelli K2R come allora, ma uscisse oggi la sua roba ci farebbe caso qualcuno? Dai.

Modificato da werner
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