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Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)


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Ah, e già che ci siamo, un appunto su cui volevo scrivere un testo breve, ma non ne ho mai trovato il momento (<- nota: è intesto come polisemico). http://distopia.altervista.org/2019/06/an

Ho finito di rivedere la serie, dopo un lasso di tempo di almeno 14 anni, se non oltre, in cui non rimisi mano alle VHS (mai comprati i dvd, in nessuna delle due versioni, ne tanto meno scaricate nel

Questa è una specie di pagina di diario sui pensieri Ghiblici di Shitarello. Inizia con quel self-quote dal topic di Eva. EPassando per Lum ero arrivato a Inoue Hisashi. Ero certo però che questo nome

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In quel filmato Miyamuu fa un resoconto dettagliato su come nacque la battuta,e anche sul significato ovvio/chiaro che ha.

Asuka esprime femminile disgusto per l'impotenza/mollezza maschile di Shinji. Finché la strangolava andava anche bene, lei lo accetta e lo carezza, ma quando lui al tocco della mano di lei subito molla la presa, mettendosi a piangere e mostrandosi l'irrisoluto ignavo che è sempre stato (salvo sprazzi) nella versione di Anno (specie dei film originali), lei commenta con uno scoratissimo "che schifo", rivolto a lui e al suo comportamento.

Così è, come Miyamuu racconta e spiega, in modo vertiero quanto colorito. Sono cose vecchie di quindici anni almeno. Forse di più. Per la cronaca, nel recente BD Box (giapponese) è stata inclusa anche la migliore incisione della battuta finael per come era stata originariamente scritta.

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Confermo che tra gli extra dei BD c'è la scena in questione. In pratica lo spezzone 'I NEED YOU' pari pari, ma con la battuta finale di Asuka diversa. Com'era la traduzione? Tipo "L'idea di essere uccisa da uno come te, non la sopporto assolutamente"?

Edited by Den-chan
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A beneficio di tutti (?) gli interessati (???), posto un link di un articolo molto informato di redatto sul suo sito da Filippo Petrucci (Nevicata):

http://distopia.altervista.org/2017/07/one-more-final/

Ci sono eufemismi e retorica, ma il contenuto è tutto giusto. Sulla traduzione:

あんたなんかに殺されるのは... まっぴらよ!
Anta nanka ni korosareru no ha... mappira yo!

Venire uccisa da uno come te... ma quando mai!

La parte parte conclusiva (まっぴら、真っ平) è del tutto idiomatica. In realtà l'idioma letteralmente significa "tabula rasa", nel senso di "linea piatta", nel senso di una cosa che non ha alcuna possibilità di mostrare alcuno sprazzo di niente, zero di zero, meno di zero. Ovviamente l'idioma può usarsi anche per esprimere un proprio soggettivo rifiuto verso qualcosa (Usciamo insieme? - Mappira yo! < "Nessuna possibilità, sottozero"), in quel caso a essere "piatto" è il soggettivo livello di disponibilità a qualcosa, ma non credo proprio sia proprio questo il caso.

Credo che la frase di Asuka non fosse infatti realmente un rifiuto (come dire: "non mi faccio uccidere da uno come te", ma un totale scoramento del tipo "quasi ci avevo creduto un'ultima volta, ma aspettare che tu prenda una qualsiasi iniziativa.... tavola piatta, ma quando mai, zero assoluto. Che schifo.") Del resto, Asuka non dice questa battuta divincolandosi, ribellandosi allo strangolamento di lui. L'aveva accettato supinamente. Questo commento finale arriva alle lacrime di lui che ha già mollato la presa, è un fatto. Quindi?

Per la cronaca, io penso (personalmente) di capire perché Anno fosse insoddisfatto della resa che Miyamuu dava della battuta. Si sente: perché lei la rende comunque volitiva, oppositiva, molto "in character" con Asuka. Ma il punto non è quello. Il punto è la delusione. La delusione di una ragazza dinanzi all'essere inane del suo "potenziale pretendente", come del resto Asuka esprimeva chiaramente nella ri-messa-in-scena del primo strangolamento (quando lei dice a lui: "tu non vuoi me, sono solo quella che ti fa meno paura di tutti, ma a te andrebbe bene chiunque" - che è una reprise di quando Shinji ha "ammazzato" Asuka dicendole della morte di Kaji, le "cose orribili" che le ha fatto – scena aggiunta nell'ep24', iirc), e in qualche modo è anche il fulcro dell'alterco tra i due che avviene sotto gli occhi di mamma-Rei nel "treno dei desideri" (lol) prima dell'inizio del Third Impact per rinuncia suicidaria di Shinji (Un mondo che finisce).

Sulla ragione del vero senso della battuta, che diverrà infatti il famoso, laconico "che schifo", c'è chiarissimo a quel che racconta Miyamuu nella trasmissione linkata prima, che nell'articolo di Filippo Petrucci è un po' edulcorato, abbellito: Miyamuu racconta la cosa come esempio precipuo di come a volte sia difficile intendere le intenzioni del regista per delle battute. Racconta lungamente che nel caso di quella battuta, incisa tante volte, Anno continuava a ripetere "no, non va, non è così....", e che lei e la Ogata avevano anche provato a mettere in scena lo strangolamento in sala di doppiaggio, ma niente, nisba, Anno diceva "no, no".

Alla fine, Anno dice a Miyamuu "allora facciamo così... se tu [non Asuka il personaggio, proprio Miyamura Yuuko la ragazza, questo viene specificato] stessi dormendo da sola nella tua stanza, e dalla finestra fosse entrato un uomo sconosciuto... e poi, siccome sei incosciente nel sonno... lui in qualsiasi momento, mmmh.... beh, potrebbe aggredirti [Miyamuu pensa al verbo da usare, credo ne abbia cercato uno più delicato e generico di quelli che vogliono proprio dire "stuprare" in modo più esplicito]... ma a dispetto di questa situazione... ecco, lui senza aggredirti... mentre guarda il posto dove tu stai dormendo... – ecco, anche se non si tratta della scena di prima con Shinji – da solo... ecco, si mette a masturbarsi. E tu, aprendo gli occhi nel momento in cui lui si è masturbato... che cosa ti verrebbe da dire?"

Questo è quello che racconta realmente Miyamuu. Non ha senso addolcirlo (atti osceni): la scena che Anno le ha raccontato per suggestionarla, che poi è in effetti la stessa di Shinji in ospedale (ma che al tempo del doppiaggio Miyamuu non aveva ancora visto, presumibilmente), è semplicemente quella della scoperta di un "violentatore impotente". Ovvero, il trionfo (la disfatta) della mentalità aggressivo-passiva, che anche se a volte "scoppia" in sprazzi inconsulti, alla fine è sempre passiva, schifosamente passiva, succube, inane. "Che schifo", appunto.

Si noti, Miyamuu riporta anche la risposta che Anno diede quando lei gli disse che in quella situazione avrebbe detto solo "Chi schifo..." – Anno avrebbe risposto "Ah, e infatti è così, eh?", e adottato quella battuta. È ovvio il transfer del regista sull'essere aggressivo-passivo del protagonista. Quando Miyamuu gli ha detto, in sostanza, "beh, un uomo così imbelle mi farebbe pensare solo "che schifo"..." è probabile che Anno abbia pensato a questa situazione su di sé. Tipico di lui. Ora io non sono Freud né Berne, ma mi pare evidente la dinamica di coppia messa in scena. Ed è realistica: non c'è la solita scenetta da "aaah, maniaco!" e cazzate varie, ma la banale miseria della vita, della debolezza umana, del disgusto della donna per un uomo debole, e che schifo. Sembra un dialogo di Ozu: "Che schifezza, essere in vita" - "Eh sì, tutte solo schifezze!" (detto con un sorriso, però). Storia di Tokyo, cugina giovane e cugina adulta. Cose di vita.

Ah, ovviamente ora sembra che io stia facendo il fichetto, ma no, non si creda: nel 1997 – e direi forse ancora tre o quattro anni dopo – non avevo capito nulla, nulla e sottolineo nulla (ho detto "nulla"?) di questo finale. Forse quanto di più tominiano sia mai stato fatto da Anno in termini di realismo relazionale di coppia. Ma le dinamiche di un amore (che tenta di essere) adulto non sono afferrabili da chi ha ancora tutti e due i piedi, con tutte le scarpe, nell'infanzia più dilettuosa e delittuosa. Sempre l'atroce moratoria crepuscolare.
 

Ah, e se la cosa dovesse parere eccessiva: Arima Soichirou "violenta" Miyazawa Yukino e la ingravida. Nella sigla dell'anime già c'era lei con la mano sulla pancia. Ho usato le virgolette perché poi lui si pianta un taglierino nella mano, finché lei non lo affronta e gli dice a muso duro: "scusa, ma mi hai mai sentito dire "no"...?".

Quel manga piaceva molto ad Anno, sì. Un pinguino col nome elevato al quadrato lo prova da tempi non sospetti. Cose da Nobi Nobita.

Edited by Shito
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Oggi sono proprio in vena di liquidazioni...
 

 

È la cover di una canzone francese molto amata in Giappone, originariamente la theme song di un film che mi pare si intitolasse "La femme de ma vie". Magari poi la certo e la posto, non so dove.

Questo è il titolo del capitolo "cuore" di KareKano: il sonetto di lui & lei. È il capitolo dove Yukino inizia davvero a "curare" Arima, bambino abbandonato (ma sul serio, non come Shinji). Nel confronto tra i due, i "non devi fuggire" di lei, che lo esorta ad affrontare un passato sepolto, sono innumerevoli. Credo sia il capitolo 72 del manga. Tutto il manga prende titolo da questo capitolo chiave: Il sonetto di lui, il sonetto di lei, il sonetto di lui e lei -> le situazioni di lui, le situazioni di lei, le situazioni di lui & lei.

Yukino "rompe" Arima ricevendone la violenza, letteralmente. La notte dopo sogna di lui placido, e si tocca il ventre al risveglio. Lui si pianterà un taglierino nella mano, ma poi lei lo confronterà ancora più dura per tirarlo fuori dal suo guscio. La nonchalance con cui spacca un vetro (uno specchio?) col dorso della mano per farle vedere che è stato solo un cretino a ferirsi, ed infantile, è grandiosa. "non ho detto no neppure una volta". E lui ancora a autocolpevolizzarsi. Per difesa.

Ma Yukino è Yui, non è Asuka. E Shinji non è Jean. Come diceva qualcuno, almeno uno dei due deve avere ricevuto una mela, per spartirla con qualcun altro. Due metà senza mela, come farebbero?

Chi volesse capire Evangelion, potrebbe cercarne il senso raccogliendo queste molliche di pane, risalendo fino a Miyazawa Kenji e Akage no Anne, a Hisashi Inoue e Takahata Isao. Non so che smiley mettere in chiusura, quindi credo che non ne metterò nessuno.

Edited by Shito
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I punti di domanda erano diretti anche al sottoscritto, immagino. :happy:

Boh, a me vien comunque da dubitare prima di tutto cosa ci sia da capire: cosa è consapevole e cosa è casuale? cosa è una "cazzatina" per tener sveglio il pubblico e cosa è assai profondo? ecc.

L'ideale primario sarebbe tenere entrambi gli opposti assieme per assimilare tutto (!), e presumibilmente Evangelion è assai buono in questo.

Edited by Anonimo (*lui*)
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6 hours ago, Anonimo (*lui*) said:

I punti di domanda erano diretti anche al sottoscritto, immagino. :happy:

No, a nessuno di specifico. È che quando provo a parlare di EVA in reaktà mi chiedo sempre chi possa essere realmente interessato, al di là delle banalità, delle scemenze, delle letture "da anime shounen". MA non dar peso a queste mie parole: sono i vaneggiamenti vittimistici di un veccho mezzo-otaku invecchiato male. :-)

 

Quote

Boh, a me vien comunque da dubitare prima di tutto cosa ci sia da capire: cosa è consapevole e cosa è casuale? cosa è una "cazzatina" per tener sveglio il pubblico e cosa è assai profondo? ecc.

Capisco il dubbio e il suo fondamento. in genere scioglierlo (quanto più possibile) sarebbe compito della più sana ermeneutica funzionale, a sua volta radicata nella più rigida esegesi delle fonti, ma senza dimenticare una percezione diffusa del tutto, sempre imprescindibile nella comunicazione umana. Secondo me.

 

Quote

L'ideale primario sarebbe tenere entrambi gli opposti assieme per assimilare tutto (!), e presumibilmente Evangelion è assai buono in questo.

Mi chiedo spesso anche io, dinanzi a un grande successo, quanto sia imputabile a una percezione (anche solo inconscia percezione) del suo profondo, e quanto al godimento superficiale della sua godereccia e goduriosa superficialità.

La risposta che mi do nel 2020 è: dipende dal fattore T. un grande ma effimero successo può venire anche da una gustosa patina, ma un amore duraturo nasce sempre da qualcosa di più profondo, non importa quanto indigesto sia. Credo invero sia il contrario. Come insegna la Volpe al Principino, è il tempo investito nell'addomesticare persone e cose che ci lega a quelle. Quindi ciò che è di facile comprensione, è di volatile memoria. Al contrario, ciò che è criptico, ermetico persino, ma profondamente significativo lascia un segno altrettanto profondo nelle persone e nel loro mondo. Secondo me.

Edited by Shito
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10 hours ago, Shito said:
  • un articolo molto informato
  • di Filippo Petrucci (Nevicata)

Pick one. (cit.)

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