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bassho

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Ho detto un libro, non un fumetto. I libri sono quelle cose senza figure, hai presente.

 

(c'è però da dire che ho letto un paio di testi di Verne, che alcuni considerano un padre della fantascienza -e concorderei- e il classico della Maria Shelley, che molti ritengono la testa di ponte tra il romanzo gotico e quello di fantascienza, e io concordo di certo... del resto è noto che sulle rive del lago di Lugano [casa Byron] si era fascinata proprio con le millantate sul galvanismo... si era proprio galvanizzata!)

Modificato da Shito
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Ho detto un libro, non un fumetto. I libri sono quelle cose senza figure, hai presente.

 

A dire il vero, vendono anche i libri illustrati, perlomeno qui nella grande metropoli! A volte senza nemmeno una parola o quasi. Da voi nel profondo sud questa innovazione non è giunta?

 

Seriamente, tu volevi dire un romanzo. Nausicaa è certamente (qualche) libro di fantascienza, e comunque è una narrativa di fantascienza.

 

Verne non è il padre della sci-fi. Quello è -drum roll please- Keplero! Il che è commuovente, se pensi che la scienza e la sci-fi sono nate un po' dagli stessi padri.

Modificato da Dairon
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Ho detto un libro, non un fumetto. I libri sono quelle cose senza figure, hai presente.

 

(c'è però da dire che ho letto un paio di testi di Verne, che alcuni considerano un padre della fantascienza -e concorderei- e il classico della Maria Shelley, che molti ritengono la testa di ponte tra il romanzo gotico e quello di fantascienza, e io concordo di certo... del resto è noto che sulle rive del lago di Lugano [casa Byron] si era fascinata proprio con le millantate sul galvanismo... si era proprio galvanizzata!)

 

Non ho letto questo libro, magari se passa di qua Eymerich potra' parlarne lui (mi pare sia venuto da lui il nome in qualche topic), segnalo/ricordo pero' con un po' di "nostalgia" che negli anni della scrittura di quel testo, la science fiction era molto ancorata ad una 'visione' del futuro che non c'e' piu' da molti anni; proprio in quegli anni o poco piu' in la' ricordo che sulla base di quanto scritto da vari autori di golden-etc age qualcuno aveva stilato uno 'spaccato' del futuro prossimo; in taluni casi ci avevanoa zzeccato, curioso e particolare che andando avanti nel tempo quel futuro si faceva sempre piu' 'ottimistico' di quanto poi e' accaduto, se non ricordo male c'era tutta una parte sul popolare altri pianei, realizzare colonie o un molto maggiore slancio per l'esplorazione dello spazio, che e' rimasto paradossalmente 'ad allora', nella science fiction.

 

Quel periodo in cui andavano nelle librerie anche illustrazioni di navi spaziali futuribili, luoghi alieni, e quant altro.

 

Forse, a furia di non credere piu' "in un futuro", si tende a credere sempre meno in se stessi e negli altri.

O forse e' il contrario, chissa'.

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Ah, ecco, ma non mi pare di averlo mai nominato in questo forum..

Comunque BRAVE NEW WORLD in realtà c'entra poco con la fantascienza classica (soprattutto con quella della Golden Age, nonostante la "vicinanza temporale" con quest'ultima..), trattandosi piuttosto di un'opera distopica che può essere accostata ad altre tipo 1984 di Orwell.

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Beh, qui è un pò una questione di opinioni personali, se considerare cioè la distopia un genere a se stante oppure un sottogenere della fantascienza (almeno per quanto riguarda le distopie con una chiara ambientazione futristica, ma allora in tal caso anche 1984 andrebbe considerato "fantascienza"..).

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C'e' pero' qualcosa che non mi convince.

 

Una certa parte della science fiction, aveva come obiettivo primario da parte dell'autore di 'divulgare' una qualche nozione pur romanzata, ma comunque con un obiettivo se non scientifico almeno para-scientifico, usando la forma del romanzo.

 

1984 a sua volta spingeva maggiormente l'accezione su quella che pure piu' a livello superficiale e' una non piu' cosi' velata critica alla societa'; quindi uno scopo in una certa qual misura differente dalla pura "invenzione".

 

Quindi quella parte della fantascienza che adopera il romanzo non come romanzo ma attraverso i suoi strumenti narrativi anche per divulgare/criticare, quindi con un fine differente da quello meramente narrativo, in un certo qual modo potrebbe avvicinare i due ambiti per via di considerazioni di fondo, piu' che di merito relativo al genere.

 

Per dire, "L'uomo disintegrato" di Bester e' sicuramente science fiction, ha vinto un premio Hugo, ma contemporaneamente 'tratteggia' un futuro anche distopico

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C'e' pero' qualcosa che non mi convince.

 

Una certa parte della science fiction, aveva come obiettivo primario da parte dell'autore di 'divulgare' una qualche nozione pur romanzata, ma comunque con un obiettivo se non scientifico almeno para-scientifico, usando la forma del romanzo.

 

1984 a sua volta spingeva maggiormente l'accezione su quella che pure piu' a livello superficiale e' una non piu' cosi' velata critica alla societa'; quindi uno scopo in una certa qual misura differente dalla pura "invenzione".

 

Quindi quella parte della fantascienza che adopera il romanzo non come romanzo ma attraverso i suoi strumenti narrativi anche per divulgare/criticare, quindi con un fine differente da quello meramente narrativo, in un certo qual modo potrebbe avvicinare i due ambiti per via di considerazioni di fondo, piu' che di merito relativo al genere.

 

Per dire, "L'uomo disintegrato" di Bester e' sicuramente science fiction, ha vinto un premio Hugo, ma contemporaneamente 'tratteggia' un futuro anche distopico

 

Certo, ma del resto tra le più importanti opere distopiche viene di frequente citato Fahrenheit 451 di Bradbury (un autore tra l'altro decisamente "popolare", a differenza di Huxley ed Orwell..).

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Minchia, speravo che almeno Brave New World fosse abbastanza conosciuto. Da me lo consigliavano i professori al liceo, credo.

 

Shito lo starà certamente prendendo come un "o tempora o mores" di quelli pesanti - invece credo valga per la sua ambiguità di fondo.

 

La science fiction certamente non nasce tutta da un afflato anche alla lontana di hard sci-fi (cioè, da voli pindarici o speculazioni strettamente realistiche di scienza), anche se, con buona pace di molti, è da lì che quasi certamente nasce e probabilmente né è il nucleo più importante. In questo senso, la distopia non ha senso di non essere fantascienza (non avrebbe senso di non essere fantasy il signore degli Anelli scritto dal punto di vista di Saruman, per dire).

 

Credo Huxley più che altro sia stato un precursore nei tempi: la fantascienza vira verso il sociale... boh? Dopo la seconda guerra mondiale?

 

Attenzione che nella golden age c'era una certa ingenuità anche a considerare abitabili certi mondi di questo sistema solare, e fantasticare sui viaggi fino a là credo sia perfettamente perdonabile anche mettendo nell'equazione di una storia una resa di verosimiglianza scientifica. Forse una Venere abitabile non ci avrebbe dato certi planteray romances, d'accordo, ma era immaginabile che nel caso avremmo solcato i cieli più facilmente (a livello di spinta economica-sociale).

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Finalmente ho letto un libro fantasy di mio gradimento: Il circo della Notte di Erin Morgenstern. L'ho apprezzato di più per la scrittura molto immaginifica che non per i contenuti. Dal lato della profondità e dell'analisi dei personaggi è stata una lettura un po' acerba, cioè priva di quel substrato di emozioni che un libro molto bello cela dietro ogni nome. L'autrice dovrebbe lavorare su questo, anche perché è giovane ed ha tutto il tempo davanti. Tuttavia la storia fra Celia e Marco, e l'eterno conflitto fra Alexander e Prospero, unito ai continui cambi di prospettiva e rimaneggiamenti temporali hanno reso il libro un'esperienza positiva. Credo che riesca a esprimere abbastanza lo stupore compiaciuto per l'atto magico o la prestidigitazione che dir si voglia.

 

Dovrebbero farne un anime. Con animazioni di alto livello e una regia competente sarebbe davvero una bella serie. Di conseguenza... solo il team di Hyouka potrebbe ricavarne un adattamento degno. :sisi:

Modificato da _gallo_
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No, non volevo dire romanzo. Volevo dire libro.

 

E non volevo dire neppure libro illutrato, proprio libro e basta. Che sono in genere quelle cose con le parole e senza disegni. Infatti quando sono libri di disegni con poche parole a corredo li chiamano 'libri illustrati' proprio per distinguerli dai 'libri', mica per niente. :-)

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Finalmente ho letto un libro fantasy di mio gradimento: Il circo della Notte di Erin Morgenstern. L'ho apprezzato di più per la scrittura molto immaginifica che non per i contenuti. Dal lato della profondità e dell'analisi dei personaggi è stata una lettura un po' acerba, cioè priva di quel substrato di emozioni che un libro molto bello cela dietro ogni nome. L'autrice dovrebbe lavorare su questo, anche perché è giovane ed ha tutto il tempo davanti. Tuttavia la storia fra Celia e Marco, e l'eterno conflitto fra Alexander e Prospero, unito ai continui cambi di prospettiva e rimaneggiamenti temporali hanno reso il libro un'esperienza positiva. Credo che riesca a esprimere abbastanza lo stupore compiaciuto per l'atto magico o la prestidigitazione che dir si voglia.

 

Sto leggendo sinossi e alte info, ma sei sicuro che si posa definire di 'genere'?

Per dire, "Che fine ha fatto Mr.y" di Scarlett Thomas come lo 'piazzi'?

 

Per dire, c'e' un genere che va da un po' di anni specie negli States, e adopera un elemento specifico anche di natura 'magica' ma in un contesto 'normale', o quasi

 

Dovrebbero farne un anime. Con animazioni di alto livello e una regia competente sarebbe davvero una bella serie. Di conseguenza... solo il team di Hyouka potrebbe ricavarne un adattamento degno. :sisi:

 

Un film lo stanno gia' mettendo in cantiere.

Quelli di Twilight.

 

Ohibo'.

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Finalmente ho letto un libro fantasy di mio gradimento: Il circo della Notte di Erin Morgenstern. L'ho apprezzato di più per la scrittura molto immaginifica che non per i contenuti. Dal lato della profondità e dell'analisi dei personaggi è stata una lettura un po' acerba, cioè priva di quel substrato di emozioni che un libro molto bello cela dietro ogni nome. L'autrice dovrebbe lavorare su questo, anche perché è giovane ed ha tutto il tempo davanti. Tuttavia la storia fra Celia e Marco, e l'eterno conflitto fra Alexander e Prospero, unito ai continui cambi di prospettiva e rimaneggiamenti temporali hanno reso il libro un'esperienza positiva. Credo che riesca a esprimere abbastanza lo stupore compiaciuto per l'atto magico o la prestidigitazione che dir si voglia.

 

Sto leggendo sinossi e alte info, ma sei sicuro che si posa definire di 'genere'?

Per dire, "Che fine ha fatto Mr.y" di Scarlett Thomas come lo 'piazzi'?

 

Per dire, c'e' un genere che va da un po' di anni specie negli States, e adopera un elemento specifico anche di natura 'magica' ma in un contesto 'normale', o quasi

 

 

A questo non saprei risponderti, perché non ho una conoscenza molto approfondita dei canoni del genere.

 

Tuttavia nel libro è presenta una forte componente che attiene alla pura immaginazione; accadono eventi che svicolano del tutto dalla realtà. Per esempio: il libro è in sostanza una sfida fra due maghi e rispettive scuole di pensiero che usano il circo come arena del proprio scontro. Subito all'inizio è riportato che uno dei due mentori dei maghi usava un coltello per incidere le dita della mano dell'allieva, in modo che quest'ultima fosse obbligata a usare la magia per rimarginare le ferite e si dice che questa pratica era ripetuta più volte al giorno per affinare meglio il potere.

 

Più in generale, mi è sembrato un libro dove la scrittura non mette in sospensione l'interpretazione dei fatti, lasciando dopo ogni evento l'ambiguità di stabilire se sia un trucco di magia (e quindi finto) o se sia vero. La narrazione si addentra con convinzione nel terreno della magia e dell'impossibile.

Lo stesso stile di scrittura è poi paragonabile a quello del cosiddetto "realismo magico", che solitamente ho visto essere considerato come un sottogenere della letteratura fantastica in senso ampio, in quanto è una scrittura molto immaginifica che però rende piede dalla realtà.

Modificato da _gallo_
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Sta cosa mi incuriosisce, in realta' mi incuriosisco ogni volta che vedo un hype del genere; che diavolo ha di cosi' particolare sto famoso 'ciclo' (avro' contato 3-4 colori diversi) di sfumature di grigio?

 

Le sfumature per ora sono tre: grigio, nero e rosso. Non è solo per tardone, viene letto anche dalla categoria young adult. Tutte le mie amiche hanno letto l'intera trilogia, escluso me (leggo si romanzi erotici, ma solo urban fantasy), per cui posso riportare solo quello che ho ascoltato durante le innumerevoli discussioni sui tre libri e sui 2 personaggi. Ad essere sincera mi ero anche incuriosita, così sono anche andata a fare un po' di ricerca in rete. Non mi ha convinto, non ho letto nemmeno il primo, nonostanze le insistenze delle mie amiche.

 

Per rispondere alla tua domanda, alle ragazze e donne piace; piace perché il romanzo erotico in generale adesso va alla grande nell'universo femminile.

Ascoltando le mie amiche e leggendo varie recensioni, sembra che i libri siano piaciuti perché da un lato le ragazze/donne si trovano nel quotidiano a doversi confrontare con maschi in crisi d'identità e dall'altro (come ha anche commentato Rocco Siffredi dopo la lettura del primo libro ed è comunque interessante leggere i pareri degli uomini che hanno letto il libro) perché fondamentalmente la natura delle ragazze/donne è essere sottomesse (eh si, le mie amiche erano d'accordo anche su questo, mah...). Il protagonista, in questi libri, piace perché oltre ad essere bello, tenebroso e ricco, è sadico perché poverino ha subito un trauma e la Lei in questione è masochista solo perché vuole aiutarlo, ma in definitiva sarebbe una grande storia d'amore. Sarà, ma quando sentivo le mie amiche discutere sui vari capitoli e leggerne degli stralci, io della storia d'amore tra i due non vedevo neppure l'ombra, mi è sembrato solo il racconto di un rapporto sadomaso tra i due.

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Sta cosa mi incuriosisce, in realta' mi incuriosisco ogni volta che vedo un hype del genere; che diavolo ha di cosi' particolare sto famoso 'ciclo' (avro' contato 3-4 colori diversi) di sfumature di grigio?

 

Le sfumature per ora sono tre: grigio, nero e rosso. Non è solo per tardone, viene letto anche dalla categoria young adult. Tutte le mie amiche hanno letto l'intera trilogia, escluso me (leggo si romanzi erotici, ma solo urban fantasy), per cui posso riportare solo quello che ho ascoltato durante le innumerevoli discussioni sui tre libri e sui 2 personaggi. Ad essere sincera mi ero anche incuriosita, così sono anche andata a fare un po' di ricerca in rete. Non mi ha convinto, non ho letto nemmeno il primo, nonostanze le insistenze delle mie amiche.

 

Per rispondere alla tua domanda, alle ragazze e donne piace; piace perché il romanzo erotico in generale adesso va alla grande nell'universo femminile.

Ascoltando le mie amiche e leggendo varie recensioni, sembra che i libri siano piaciuti perché da un lato le ragazze/donne si trovano nel quotidiano a doversi confrontare con maschi in crisi d'identità e dall'altro (come ha anche commentato Rocco Siffredi dopo la lettura del primo libro ed è comunque interessante leggere i pareri degli uomini che hanno letto il libro) perché fondamentalmente la natura delle ragazze/donne è essere sottomesse (eh si, le mie amiche erano d'accordo anche su questo, mah...). Il protagonista, in questi libri, piace perché oltre ad essere bello, tenebroso e ricco, è sadico perché poverino ha subito un trauma e la Lei in questione è masochista solo perché vuole aiutarlo, ma in definitiva sarebbe una grande storia d'amore. Sarà, ma quando sentivo le mie amiche discutere sui vari capitoli e leggerne degli stralci, io della storia d'amore tra i due non vedevo neppure l'ombra, mi è sembrato solo il racconto di un rapporto sadomaso tra i due.

 

Grazie per la risposta, punto molto interessante :thumbsup:

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Non l'ho letto ora ma anni fa quando venne pubblicato ma visto che nella shoutbox si è ricordato il programma Sfide e che da quest'anno è presentato da Alex Zanardi consiglio a tutti la lettura di "...però, Zanardi da Castelmaggiore!" la sua autobiografia scritta non molto dopo il suo incidente. Nel libro ripercorre tutta la sua vita da quando era bambino, gli esordi coi kart e via via tutta la sua carriera, l'incidente che gli ha portato via le gambe e gli sforzi per rimettersi (letteramente) in piedi il tutto condito con aneddoti a volte divertente altre volte commoventi. Penso piacerà a qualsiasi appassionato di motori ma anche a tutti gli altri dato che lo spazio più ampio è dato al lato umano del personaggio più che alle competizioni.

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