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Mah, direi di no. Primo esempio in mente: Howl.

Beh, Evangelisti, anche insieme a Masali (vedi sopra altri titoli) ed altri, hanno un po' 'rifondato' il genere fantastico italiano.   Quello che io ed altri contestiamo del 'fenomeno' della Miracol

Poco usato.   Comunque, i libri sono belli, specie perche' variano sia temi sia anche lingua che ne parla; il film fa' un po' torto ai libri per un motivo molto semplice; non per l'adattamento ma pe

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Comunque stavo pensando che in effetti il terzo libro della serie è quello più "compresso" perchè copre un arco storico di quasi cinquant'anni (pur concentrandosi sul periodo 1961-1989..).

I primi due libri, quasi altrettanto lunghi, coprono invece archi storici di una quindicina d'anni o poco più.

Edited by Eymerich
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  • 4 weeks later...

Mini otti'; e meno male che 'qualcuno' straparla di cultura.

 

http://roma.repubblica.it/cronaca/2016/02/01/news/roma_chiude_i_battenti_fanucci_la_libreria_di_fronte_al_senato-132498330/?ref=fbpr

 

La mattanza delle librerie a Roma, ora tocca a Fanucci di fronte al Senato
 
Lo annuncia l'editore sul blog della casa editrice. Resterà il negozio di Vigna Stelluti. Oltre 50 punti vendita hanno abbassato le saracinesche negli ultimi quattro anni
 
A Roma le librerie continuano a chiudere nell'indifferenza delle istituzioni. L'8 febbraio sarà la volta della libreria Fanucci, di fronte al Senato. Ad annunciarlo l'editore Sergio Fanucci sul blog della casa editrice: "Cari lettori, con grande dispiacere annunciamo che la libreria Fanucci non sarà più la libreria di fronte al Senato a piazza Madama 8, a partire dal giorno 8 febbraio. Le ragioni sono diverse: dal calo delle vendite di libri in Italia che pesa un gravoso 19%, ai costi che lievitano. Inoltre, il piccolo spazio ha esaurito quella spinta che ha avuto in passato, costretto oggi a confrontarsi con realtà ben più grandi e polivalenti".
 
La libreria fu aperta nel 2004, mentre nel 2010 Fanucci aprì una seconda libreria, a via di Vigna Stelluti 162, che continuerà la sua missione di libreria indipendente.
 
Negli ultimi quattro anni a Roma hanno chiuso cinquanta librerie; oltre cento in dieci anni. Piccole o grandi, non hanno avuto scampo: Amore e psiche, Bibli, Croce, Fandango incontro, Flexi, Herder, Red Feltrinelli, Feltrinelli di via del Babuino, Messaggerie, Mondadori Trevi, Remainders, Arion Veneto, Giunti in piazza Santi Apostoli. Dall'8 febbraio a questa lista si aggiungerà anche Fanucci.

 

 

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Io intanto continuo a 'segnalare' libri:

 

http://www.amazon.it/ascoltare-mondi-possibili-dalle-cornici/dp/8842490210

 

Arte di ascoltare e mondi possibili. Come si esce dalle cornici di cui siamo parte

 

 

Tutti noi, se la nostra vita non è completamente manicomiale, mettiamo in pratica esperienze di osservazione guidata dall'ascolto attivo. Lo scopo di questo libro è di renderci consapevoli di cosa facciamo quando ci riusciamo, in modo da permetterci di riflettere su queste dinamiche e darci la possibilità di metterle in atto sistematicamente e volontariamente ogniqualvolta lo riteniamo necessario.

 


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Stamattina - complice l'insonnia - ho iniziato un volume che spero possa interessare anche ad altri:

 

Le cattedre dei Non Credenti:

 

http://www.fondazionecarlomariamartini.it/LYT.aspx?CODE=FCMM&IDLYT=334&ST=SQL&SQL=ID_Documento=1855

 

“Io ritengo che ciascuno di noi abbia in sé un non credente e un credente, che si parlano dentro, si interrogano a vicenda, si rimandano continuamente interrogazioni pungenti e inquietanti l’uno all’altro. Il non credente che è in me inquieta il credente che è in me e viceversa”.

 

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Nel video una presentazione del libro e del programma di pubblicazione dell'opera omnia del cardinale Martini. Ci vorranno alcuni anni ma è un'opera meritoria.

 

Edited by Debris
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  • 1 month later...

Di Miyazawa ho letto soltanto il Ginga Tetsudou no Yoru (conosciuto indirettamente tramite Mawaru Penguindrum e GE999).

 

Ho da poco finito il "Come Bambole" di Rumor (un libro sulla storia dello shoujo manga che non mi ha detto molto a livello di contenuti ed esposizione) e ora sto leggendo questo

 

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Mica male. Parte dal Wabi-sabi, dal Genji Monogatari e dal teatro giapponese, creando l'atmosfera giusta per parlare di quel tipo di romanzi alla Murakami in cui l'eroe "sfigato" incontra una donna/madre/ombra che lo riporta allo stato uterino (viva il Mukogawa). Ora sono arrivato al capitolo in cui si parla dell'architettura "superflat" tirata fuori da Murakami (non lo scrittore) nel suo Little Boy.

 

Il limite del libro btw e' che ogni capitolo e' scritto da un autore diverso, pertanto c'e' una certa discontinuita' nell'esposizione.

 

PS: ho in mente di scrivere nel mio blog un dossier in cui presentare un gran numero di letture su giapponesi, otaku, anime, manga, antropologia ecc., potrebbe servire a chi desidera informarsi.

Edited by AkiraSakura
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E' una lettura che ritengo "interessante" per i seguenti versi:

 

1) per comprendere un certo senso di vuoto postmoderno generazionale della generazione delle gioventù giapponese post Little Boy. In questo senso, è una lettura che è molto sensata Dopo Souseki e Akutagawa.

 

2) perché ci sono cose/momenti brillanti come questo:

 

«Ryuu, sei proprio un tipo strano! Sei da compatire! Tu anche se chiudi gli occhi cerchi di vedere lo stesso tutta una serie di cose che ti vengono in testa, vero? Non so come dirlo, ma se tu ti divertissi, se provassi veramente piacere nel fare le cose, non dovresti nel bel mezzo metterti a cercare o a pensare ad altro, o mi sbaglio?
Tu ti sforzi continuamente di vedere qualcosa, proprio come uno scienziato che registra tutto per poi farci le sue ricerche. O come un bambino piccolo. Ecco, sei proprio come un bambino! Quando si è bambini si vuole vedere sempre tutto, no? I neonati guardano fisso negli occhi le persone che non conoscono e poi scoppiano a piangere o a ridere; ma tu prova adesso a guardare fisso negli occhi qualcun altro, in un attimo vai fuori di testa! Provaci! Prova a guardare fisso negli occhi quelli che passano per la strada, ti senti subito strano! Insomma, Ryuu, non devi guardare le cose come se fossi appena venuto al mondo!»

 

La traduzione non deve essere troppo male. Dieci a uno che "sei proprio un tipo strano" era "henna yatsu da yo" (il proprio deve essere stato aggiunto per recuperare l'enfasi di un aspetto verbale o da particella) e "sei da compatire" era "nasakenai". "o mi sbaglio" probabilmente un semplice "deshou" o un "janai" insieme a un 'hazu".

 

3) [META] per capire il gusto della letteratura giapponese: questo libro d'esordio vinse il premo Akutagawa.

 

----

 

Topaz [che tu riferisci come "Tokyo Decadence"] l'ho letto, sì, se non erro era pubblicato in un volume con altri racconti. Non lo ritengo fondamentale. Però è più moderno. Blu quasi infinitamente trasparente suona molto passé, ha un valore sociologico ormai storico. Credo ci fosse anche Topaz II insieme (da cui Love&Pop di Anno), ma potrei sbagliare.

 

In the miso soup [che tu riferisci come "Tokyo Soup"] non l'ho letto.

 

Mi interesserebbe Il fascismo dell'amore e dell'illusione (Ai to Gensou no Fascism) - da cui Suzuhara Touji e Aida Kensuke, ma non credo sia mai stato tradotto.

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Ok, grazie. L'ho trovato in e-book (avrei preferito la versione cartacea, ma ahimè è introvabile).

 

Pardon per i nomi storpiati dei libri, ma non sapendo il giapponese devo rifarmi alla traduzione italiana ("Tokyo Soup" cmq suona strano, sembra un titolo abbastanza "dada". XD)

 

BTW, il leggere roba inerente l'estetica superflat mi sta facendo venir voglia di aprire un thread apposito nell'altra sezione... appena inquadro bene cosa scrivere magari lo faccio.

Edited by AkiraSakura
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Ma se metti una quadro superflat appeso a un muro è veriticale: trovo il tuo titolo insensato ^^;

 

Che ne pensi di: Superflat: Morbid State Society?

 

Troppo cattivo?

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Ok, adesso ho trovato il tempo per postare la riflessione presente nel libro che ho detto prima. Inutile dire che mi ha colpito parecchio. Mi piacerebbe approfondirla.

 

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Per "verticalità" della modernità intendo la struttura finalistica che parte dal basso e "cerca di andare verso l'alto", la gerarchizzazione della società, il finalismo insito nel modo di percepire le cose. Per "orizzontalità" della postmodernità intendo l'appiattimento della suddetta concezione a favore degli archivi di dati, della decentralizzazione del potere, la mancanza di scopo ecc.

Edited by AkiraSakura
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Sì, Azuma Hiroki parla molto di questo, riprendendo il concetto di Ootsuka Eiji - soprattutto. E' un po' la "società a stato liquido" della postmodernità, siamo sempre lì.

 

Di che libro si tratterebbe? La citazione che proponi mi pare alquanto banale, ma magari il libro è altro.

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Infatti per adesso non apro alcun thread perche' mi piacerebbe partire dalla suddetta cosa banale per parlare di cose meno banali. XD

 

La citazione viene da questo libro.

 

https://monash.rl.talis.com/items/E778342E-E35E-6C50-AEA8-AF41011671DF.html

 

Inoltre, un'altra lettura potenzialmente interessante e' questa, che parla dei non-luoghi e della loro non-storia (Yume Nikki, scelgo te! :wub: ).

 

http://www.libreriauniversitaria.it/nonluoghi-introduzione-antropologia-surmodernita-auge/libro/9788889490662

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Sempre questo, di cui ho detto qualcosa nel post #708.

 

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Secondo me le cose trattate nel libro ti sono gia' ben note. Se vuoi farti un'idea cmq appena ho tempo ti passo qualche foto del capitolo sul superflat.

 

Adesso sono arrivato al capitolo in cui viene trattata la letteratura giapponese postmoderna: pertanto Yoshimoto Banana, Murakami Haruki, Takahashi Gen'ichirō... quest'ultimo tra l'altro e' quello che viene trattato meglio e in modo piu' approfondito, mediante l'analisi di un suo scritto.

Edited by AkiraSakura
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Un libro costituito da un insieme di articoli di n autori differenti non puo' che essere un minestrone cartaceo in cui determinati argomenti vengono buttati li' a caso senza i dovuti approfondimenti. Tuttavia, alcune cose trattate nel libro non le sapevo, e le approfondiro' attraverso nuove letture o su internet.

Se devo essere sincero, l'ho preso perche' tra gli autori c'e' Jean Marie Boisseau, che reputo un figo.

 

La copertina e' citazionistica, frivola e... si', fa cagare. XD

Edited by AkiraSakura
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Beh, il minimale che hai postato è piccino, ma da un punto di vista tecnico artistico non sembra neppure brutta.

 

Temo proprio che fosse una richiesta brutta, non una brutta realizzazione dell'artista - soprattutto.

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