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Mononoke Hime, aka: "razzolare come si predica"


Shito

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Non è detto che presto o tardi non la si recuperi. :-)

Perché, LR vorrebbe mettere le versioni Disney nei BR, oltre al ridoppiagio ?

Alllora  convincili a mettere anche il DS  di  Nausicaa quando lo pubblicherà ( anche se io sono scettico che Disney conceda la sua traccia audio  , ma nulla è impossibile, perciò....)

 

EDIT : a tu parlavi di Gunslinger Girl, quando parlavi di Elsa .....

Modificato da Dio Sam
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  • 3 weeks later...
Il tempo galoppa e ieri abbiamo eseguito i provini per il ridoppiaggio di Sen to Chihiro no Kamikakushi. :-)

Cosa buffa 1:

tutti i provinanti (meno una) per i due protagonisti, età media forse 12 anni, alla visione delle immagini hanno avuto una gamma di reazioni che andava dal "ah, ma l'ho visto!" a "Ehi, ma è il mio film preferito!"
--

Cosa buffa 2:

più significativamente, tutti i provinanti per Haku, età media sempre intorno ai 12 anni, erano così sorpresi nel rendersi conto di essere stati convocati a provino su Haku.

Chissà perché, eh?

Poi sentivano l'originale giapponese e capivano al volo. ^^
 
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Cosa buffa 3:

Perché tutti i giovani interpreti sentiti sui protagonisti non avevano ALCUN problema a pronunciare le H aspirate sia in ChiHiro che in Haku? Misteri intergenerazionali!

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Nota: ritengo Emiliano Coltorti uno dei migliori e più interessanti doppiatori del panorama del doppiaggio italiani. Non ho mai avuto modo di lavorare con lui, ma spero di poterlo fare presto - lo spero davvero e per precise ragioni! Tuttavia, che nel caso di Haku fosse stato distribuito su un personaggio con circa quindic'anni in meno di lui è anche un fatto obiettivo, di cui il buon Emiliano pure non ha alcuna responsabilità.
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Io non mi stupirei piu' di tanto per la sua 'notorieta', "Spirited Away" (piu' corto da scrivere), ai tempi aveva avuto, anche giocoforza, un grande risalto internazionale.

 

(BTW; e' anche l'unico DVD giapponese dello Studio Ghibli che ho da parte.)

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Ma la cosa interessante è che per un dodicenne l'uscita cinema non c'entra: avevano tipo 1 (un) anno! ^^

 

Quasi tutti avevano visto da piccoli Howl, e poi recuperato Sen to Chihiro in home-video. :-)

 

Il due più grandicelli del gruppo, che l'avevano visto al cinema da piccoli piccoli, mi dicevano di esserne stati inquietati.

 

Eccicredo!

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Ah, certo, in quel senso.

Beh, è comunque un film animato per bambine di 11 anni (Miyasan said) - tutto sommato la programmazione pomeridiana direi che non sia sballata. Ok, forse meglio anche il primo spettacolo serale, perché magari i genitori ci portano i figli... vedremo stavolta col re-run come lo tratteranno, anche se trattandosi di un 'evento per pochi giorni', dubito che la cosa fara testo.

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Beh, il giorno in cui la parola di un autore sulla sua opera avrà meno significato delle idee di un gruppo di stranieri a cui quel film non era neppure rivolto, davvero il mondo sarà alla rovescia, no?

 

Oh, wait... ^^;

 

Cmq, sciocche statuette orate aside, Sen to Chihiro no Kamikakushi resta un film per bimbe di dieci-undici anni.

 

In effetti solo questo conta, al di là di quando venga collocato e dove. Che lo veda il pubblico a cui l'autore stava "parlando".

 

Mi viene in mente cosa disse Miyasan a Venezia su Ponyo: "E' normale che il film sia piaciuto a un festival, ma quello che i interessa è se piacerà ai bambini."

 

Giustamente.

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Torniamo sempre al solito discorso che un'opera una volta 'rilasciata' dall'autore non e' (non materialmente) piu' "sua", che non ho intenzione di riprendere, tanto non porta a nulla.

 

(Cosi' come la questione del 'stranieri cui non e' rivolta' e' straordinariamente provinciale; alla fine, perche' localizzarlo questo film se tanto mi da tanto nell'ottica di questo discorso?)

 

Il tutto, poi, nell'ottica che la collocazione (volente o nolente) non piu' solo 'per infanti femmine' come originariamente pensata dall'autore, e' una cosa positiva, non negativa.

 

P.s.

Spirited Away e' l'unico film d'animazione che abbia vinto non come film d'animazione, come ad esempio l'Oscar, ma come film tout court (di un premio che ha visto Tadashi Imai, Zhang Yimou, Godard, Pasolini, Bergman e Fassbinder, io direi che uno spunto di riflessione almeno ci stia).

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Torniamo sempre al solito discorso che un'opera una volta 'rilasciata' dall'autore non e' (non materialmente) piu' "sua", che non ho intenzione di riprendere, tanto non porta a nulla.

 

Sì, in effetti è come tu dici, giriamo sempre intorno a questo punto.

 

Tuttavia, è un punto sempre molto interessante, sicuramente un punto focale. Ultimamente ne ho parlato molto anche con Alessandro Bencivenni, di cui sono diventato un po' amico, che è stato molto in contatto con molti registi e professionisti del settore cinema (lui principalmente è uno scenggiatore, ha lavorato molto nell'ambiente). Mi spiace che tu non abbia intenzione di riprendere il tema.

 

 

(Cosi' come la questione del 'stranieri cui non e' rivolta' e' straordinariamente provinciale; alla fine, perche' localizzarlo questo film se tanto mi da tanto nell'ottica di questo discorso?)

 

Perché, anche riconoscendo che non è una cosa originariamente destinata a noi (italiani), anzi PROPRIO riconoscendo questo, ci si può comunque sforzare *da stranieri* di avvicinarsi a un diverso che ci interessa.

 

Non è una cosa molto diversa che andare a visitare un paese staniero con la giusta umiltà: sei a casa d'altri, e devi sforzarti di capire il diverso, SE ti interessa. Se non ti interessa, resta pura a casa tua.

 

Quello che tu chiami provincialismo, qui, non è che l'onesta umiltà della cognizione del sé e del non-sé.

 

Il vero provicinalismo, al contrario, è credere egoticamente che tutto sia per tutti, ovvero anche "per me". Non è così.

 

 

 

Il tutto, poi, nell'ottica che la collocazione (volente o nolente) non piu' solo 'per infanti femmine' come originariamente pensata dall'autore, e' una cosa positiva, non negativa.

 

 

Non capisco bene cosa tu intenda per 'collocazione'.

 

Chiramente un film esce al cinema e lo vede chi vuole. Tuttavia, resta nella pellicola l'intezione di chi quel film l'ha pensato, da zero, e l'ha creato.

 

Non intendo dire che il film sia 'vietato ai maschietti' o 'vietato ai maggiori'.

 

Intendo dire che senza voler capire qualcuno, non si può capire nessuno. Quindi, senza riconoscere a chi il regista stesse parlando, come si potrà capire cosa stesse dicendo?

 

Infatti.

 

 

 

P.s.

Spirited Away e' l'unico film d'animazione che abbia vinto non come film d'animazione, come ad esempio l'Oscar, ma come film tout court (di un premio che ha visto Tadashi Imai, Zhang Yimou, Godard, Pasolini, Bergman e Fassbinder, io direi che uno spunto di riflessione almeno ci stia).

 

Forse tu non riesci a immaginare che per qualcuno (me) delle cose che per te hanno un valore imprescindibile (dei premi cinematografici di sorta) non significhino nulla.

 

Eppure è semplicemente così.

 

Quando mi pongo dinanzi a un'opera, intendo l'opera come il mezzo di una ideale comunicazione intentata tra l'ideale autore dell'opera e l'ideale pubblico, ovvero me medesimo, in quel momento.

 

Tutto il resto non conta. Non conta niente. Sono cose accessorrie, e anzi parassite.

 

Io devo capire l'opera per quello che è, non per quello che terzi hanno inteso. Cosa me ne importa dei terzi?

E' l'unico film di myazaki che mi sia piaciuto (insieme anche se in misura minore a Howl).

Questo spiega molte cose  :°_°:

 

Tipo cosa? :-)

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Sì, in effetti è come tu dici, giriamo sempre intorno a questo punto.

 

Tuttavia, è un punto sempre molto interessante, sicuramente un punto focale. Ultimamente ne ho parlato molto anche con Alessandro Bencivenni, di cui sono diventato un po' amico, che è stato molto in contatto con molti registi e professionisti del settore cinema (lui principalmente è uno scenggiatore, ha lavorato molto nell'ambiente). Mi spiace che tu non abbia intenzione di riprendere il tema.

 

 

Appunto, ne abbiamo parlato per tanto tempo, sei di opinione diversa, non e' che ci porti molto lontano continuare ancora  8)

 

Per il resto, quel premio 'occidentale' (piu' dell'Oscar che alla fine e' stato comunque settoriale) e' importante perche' dato al film in quanto film, e non film d'animazione.

 

Io non sto dicendo "quant'e' figo ha vinto l'orso d'oro', sto dicendo "e' una cosa oggettivamente importante, per quanto detto qua sopra."

 

L'Oscar e' importante fondamentalmente perche' i film che lo vincono hanno un secondo passaggio in sala.

(il problema in questo caso e' che i distributori per l'animazione ai tempi vedevano bene solo i soliti due nomi, se ne era parlato ai tempi con i tizi di Moviemax per un'eventuale distribuzione del film di Appleseed. Oggi con questa storia del digitale e un po' il look & feel specie delle ultime produzioni, forse qualcosa in piu' s'e' smosso).

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Appunto, ne abbiamo parlato per tanto tempo, sei di opinione diversa, non e' che ci porti molto lontano continuare ancora  8)

 

Beh, potrei sempre riscoprirmi in grande torto e cambiare idea a seguito delle tue osservazioni. Di base, quello che di cinema ne sa e ne capisce tra noi due sei tu, non certo io.

 

Anche quanto osteggio fortemente il tuo pensiero, perché divergente dal mio, non è che non stia riconsiderando il mio. Anzi. Tipo quando parlavi di recensioni. Oppure quando hai scritto di fantascienza. O in altre occasioni. :-)

 

 

 

Per il resto, quel premio 'occidentale' (piu' dell'Oscar che alla fine e' stato comunque settoriale) e' importante perche' dato al film in quanto film, e non film d'animazione.

 

Io non sto dicendo "quant'e' figo ha vinto l'orso d'oro', sto dicendo "e' una cosa oggettivamente importante, per quanto detto qua sopra."

 

Effettivamente hai ragione.

 

Non posso negare che proprio lavorando ora su Sen to Chihiro, pian piano, se da un lato mi rendo conto di *quanto* il film sia piuttosto genuinamente 'per bimbe', dall'altro capisco come mai proprio questo film di Miyasan abbia raccolto grande approvazione a livello mondiale. In questo senso, è davvero molto interessante. Sarebbe interessante parlarne con te.

 

 

 

L'Oscar e' importante fondamentalmente perche' i film che lo vincono hanno un secondo passaggio in sala.

(il problema in questo caso e' che i distributori per l'animazione ai tempi vedevano bene solo i soliti due nomi, se ne era parlato ai tempi con i tizi di Moviemax per un'eventuale distribuzione del film di Appleseed. Oggi con questa storia del digitale e un po' il look & feel specie delle ultime produzioni, forse qualcosa in piu' s'e' smosso).

 

 

Queste sono obiettive questioni relative al mercato in cui tu, onestamente, puoi solo erudirmi. :-)

 

(PS: fare quoting preciso sul forum è sempre piacevole come sbattere la testa contro il muro - con la rincorsa. Quando la netiquette diventa endurance! Almeno da qui. ;_; )

 

 

-----

 

Ryoga: ma quello non vale per tutta la produzione di Miyasan tranne poche eccezioni? (Mononoke Hime)

Modificato da Shito
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