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Moe, lolicon, kawaii, apocalisse, denti storti delle ragazzine


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Ho iniziato a scrivere un dossier sul moe, tenendo altresi' presente il suo rapporto con il lolicon (gia' illustrato da Garion nel suo "Otaku the Origin", pertanto non ne parlo) e il kawaii. Il titolo che penso di dare a questo scritto e' "Dalla malinconia di Betty Boop alla malinconia di Haruhi Suzumiya", o qualcosa del genere.

 

Penso che tutto abbia inizio con l'importazione di Betty Boop dagli USA negli anni '30. Il personaggio e' stato la principale fonte d'ispirazione per il kawaii televisivo e tezukiano, assieme alle opere di Walt Disney (penso che cmq il kawaii sia radicato nella cultura giapponese, si pensi agli Yuru-chara, che a loro volta derivano dagli Yokai dello shinto). La cosa che imho ha favorito il successo del personaggio oltre al suo aspetto e' la sua malinconia, a suo modo Wabi-sabi, ovvero decadente, modesta. In Betty Boop per me c'e' gia' una commistione tra americanismo e spirito giapponese.

In merito alla riflessione sul kawaii non si possono non citare le stanze private delle ragazzine nate nei 70s, che erano piene di oggetti "carini", e costituivano dei veri e propri "templi" nei quali prolungare la propria adolescenza e immaginarsi simili a quegli oggetti cosi' dolci, che suscitavano un sentimento artificiale di comunione con l'infanzia tanto candido quanto masturbatorio (Ejisonta qui avrebbe qualcosa da dire).

 

Fatta questa premessa, per parlare di moe vero e proprio devono entrare in gioco gli otaku. Miyazaki ci dice:

 

 

"I fell in love with the heroine of [Hakujaden (Legend of the White Snake)]. My soul was moved, and I stumbled back home in the snow that had just started. Comparing my pitiful situation to their (characters’) earnestness, I was ashamed of myself, and cried all night.”

 

Quello che viene descritto dall'otaku primigenio e' il sentimento del moeru, ovvero del "bruciare di passione" per un personaggio fittizio grazioso e con determinate - e commoventi - caratteristiche estetiche, sentimento misto ad un senso di "vergogna per se' stessi", proprio come quello descritto dai signori dell'otaku talk (uno dei capitoli del "Little Boy" di Murakami):

 

 

As a way of expanding on that, when otaku choose this orientation, they head in the direction of becoming more and more pathetic. At the same time, they enjoy watching themselves becoming increasingly unacceptable. If you think about it, in a very, very loose sense, this is wabi and sabi. I suspect this orientation is inherent in Japanese aesthetics. If you look for a Western equivalent, it would be Decadence, or the Baroque, though theirs is a tendency toward excessive decorativeness. I imagine such people think of themselves not in terms of “See what we’ve done. We’re amazing,” but more like, “See what we’ve done! How pathetic we are!”

 

 

Il termine vide “ufficialmente” luce su una board di 2ch (e’ impossibile avere prove certe della cosa giacche’ in tale sede i messaggi venivano cancellati dopo poco tempo), mediante la classificazione da parte degli otaku dei personaggi di Sagisawa Moe (“Kyouryuu Wakusei”, 1993-1994) e Takatsu Moe (“Taiyou ni Sumasshu!”, 1993). Cio’ premesso, la canonizzazione ufficiale del termine e’ dovuta alla grande notorieta’ riscossa (presso i nerd dell'epoca) dal personaggio di Hotaru Tomoe (“Sailor Moon S”, 1994), che in se’ riuniva molteplici substrati estetici ed emozionali intimamente connessi con la psicologia otaku. Hotaru rispecchia una fase di transizione: e' portatrice dell'apocalisse otaku tanto osannata dall'Aum Shinrikyo e dai loro soci meno estremi, e' bishoujo, lolicon e allo stesso tempo possiede una uniforme pregna di elementi moe (quelli di cui parla Azuma), allo stesso modo di card Captor Sakura e Di Gi Charat.

 

Inoltre, Hotaru ToMOE suscita nell'otaku il sentimento del moeru: essendo graziosa, bisognosa d'affetto, gne gne gne, hihihihihi, malatina, sfigata ecc., oltre ad essere a suo modo Wabi-sabi, fa venir voglia di prendersi cura di lei, di darle dell'affetto. Questi elementi in quegli anni grazie ai lavori seminali dello studio Leaf vennero inseriti nelle visual novel, in cui bisognava prendersi cura di numerosissime "Hotaru Tomoe" dotate di numerose variazioni sul tema (grazie a internet gli otaku iniziavano a creare i moe database, in modo tale da catalogare in modo feticistico tutti i vari elementi del corpo e dei vestitini delle loro ragazzine bidimensionali predilette). E' un sentimento diverso da quello provato da un otaku per una Lum a caso: qui entra in gioco un vero e proprio coinvolgimento emotivo "bipolare", che come fa notare Azuma fa alienare l'otaku dall'affettivita' reale - otaku che da un lato si fappa sugli elementi moe dei personaggi (con SM crescono il numero di negozi fetish in cui sfilano ragazzine vestite con l'uniforme scolastica a mo' di manichini), mentre dall'altro e' coinvolto emotivamente da essi, come se fossero persone, tuttavia vergognandosene e trasformando la sua vergogna in una sorta di orgoglio sovversivo che sfida le convenzioni sociali (il moe e l'apocalisse in fondo sono cose sovversive e catartiche, che soddisfano determinati impulsi soppressi dovuti ad un determinato contesto socio-politico - il "castrante" articolo 9 della costituzione, per dirne una).

 

Morikawa Kaichiro ci dice:

 

 

After their apocalyptic fantasies collapsed, they steadily shifted to moe. Before their Armageddon obsession, there was science fiction, which provided otaku with an alternative to the actual future. In the broadest terms, moe has replaced the “future”.

 

Pertanto negli anni '90 moe e "reset the world" convivono, basta anche pensare a lain e Saikano, in cui ragazzine graziose si fanno portatrici di poteri in grado di resettare tutto, la sovversione totale.

 

In particolare anche Rei Ayanami contribuisce all'esplosione del moe, dato il suo temperamento simile a quello di Hotaru, la sua tutina, la sua affinita' con la figura materna - perche' in fondo gli otaku sono dei grandi mammoni, mi sa che una sezione dello scritto la chiamero' "MOEther".

 

Ovviamente il moe, come ogni cosa, e' perennemente in mutamento, e pertanto cio' che oggi e' moe non corrisponde a cio' che era moe nei 90s. L'impressione che (personalmente) ho e' che i personaggi moe stiano diventando sempre meno empatici (emotivamente) e sempre piu' pornografici (a livello di elementi moe e caratterizzazione). Pero' c'e' sempre della malinconia dietro, artificiosa e stucchevole - i lavori della Key, per dirne una -, si', ma come al solito deteriore e fittizia. Quel sentimento li' e' rimasto, assieme alla volonta' di diversificarsi, di "sentirsi brutti e ridicoli" perche' la societa' ci vuole tutti "belli e smaglianti".

 Non mi dilungo ulteriormente (avrei ancora molto da scrivere) perche' mi interesserebbe sentire i vostri pareri e racconti (dentistici?), sperando che mi forniscano ulteriori spunti di riflessione in grado di migliorare quello  a cui sto lavorando.

 

In particolare mi interesserebbe sviscerare piu' a fondo il rapporto tra moe e apocalisse. :)

Modificato da AkiraSakura
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Il thread di Garion dovresti linkarlo quando lo citi, a beneficio di tutti. :-)

 

Il titolo che hai pensato per il tuo articolo mi sembra molto bello (è una cosa importante).

 

Sul tema, ci sarebbe così tanto da dire. Facendo gli occidentalisti si parlerebbe di kore e vestali, vero?

 

Facendo gli orientalisti... eh, bisognerebbe partire dal significato proprio dei kanji di 可愛い e di alcuni suoi 'sinonimi', come soprattuttto 可憐 (karen) o 愛らしい (airashii).

 

http://gogen-allguide.com/ka/kawaii.html

 

L'incipit dice già tutto. L'origine etimologica del senso della parola e la sua evoluzione.

 

かわいいは、元は「不憫だ」「気の毒だ」といった意味を表す語で、その意味を受け継いでいる言葉には「かわいそう」がある。

 

Al che a me viene subito in mente Schopenhauer: "ogni amore puro e sincero è pietà".

 

E nel racconto dell'erba giovane (aka: piccole donne) c'era una certa Beth. Che non sarà una Sailor Senshi, ma suonava anche il piano. Wow.

Modificato da Shito
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Il link al post di Garion http://www.pluschan.com/index.php?/blog/16/entry-34-otaku-the-origin/

 

Non lo avevo mai letto, shame on me.

 

Leggerò volentieri l'evolversi della discussione, ma credo di avere pochi elementi per intervenire in modo costruttivo. Se non vi dispiace però ne approfitto per chiedere maggiori lumi sul rapporto tra otaku e Aum Shinrikyo, da quel che ho letto credevo di aver capito che la setta avesse utilizzato i medium manga e anime così come la fantascienza come mezzo per modernizzare il proprio messaggio. Il rapporto è stato più profondo? 

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@Godai

 

Dato che ormai Anime al Cinema è introvabile ti allego un mio scritto in cui attingo direttamente dal capitolo di cui parla Shito, aggiungendo anche altre cose.

 

http://lanostrarivoluzione.blogspot.it/2016/04/aum-shinrikyo-considerazioni-e-spunti.html

 

Inoltre non posso non consigliare l'Underground di Murakami (quello più famoso tra tutti i vari Murakami). :)

Modificato da AkiraSakura
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Penso che tutto abbia inizio con l'importazione di Betty Boop dagli USA negli anni '30. Il personaggio e' stato la principale fonte d'ispirazione per il kawaii televisivo e tezukiano, assieme alle opere di Walt Disney (penso che cmq il kawaii sia radicato nella cultura giapponese, si pensi agli Yuru-chara, che a loro volta derivano dagli Yokai dello shinto). La cosa che imho ha favorito il successo del personaggio oltre al suo aspetto e' la sua malinconia, a suo modo Wabi-sabi, ovvero decadente, modesta. In Betty Boop per me c'e' gia' una commistione tra americanismo e spirito giapponese.

Tu pensi, ma forse abbiamo bisogno di fonti oggettive se vogliamo fare informazione vera, e non servizi come quello delle Iene.

 

Sappiamo tutti che Disney si è accorto che i nasi non contribuivano alle espressioni del volto, e li ha ridotti enfatizzando gli occhi e la bocca. Tecnicamente Betty Boop è stata inventata dopo i primi cartoni Disney. Betty Boop tra l'altro ebbe un episodio ambientato in Giappone, cosa che ai giapponesi piacque molto. Tutto ciò alla fine ispirò a Tezuka, anche se il merito storico di chi diffuse in Giappone lo stile di disegno imbastito sugli occhi grandi non è in realtà molto pertinente col tema della tesi.

 

E tanto per chiarirci, il wabi sabi è un'estetica basata sulla povertà e l'imperfezione. Una tazza grossolanamente asimmetrica d'argilla è wabi sabi, non Betty Boop che venne creata come una ragazza perfettamente alla moda (la moda del tempo). Il wabi sabi è uno stile rustico, Betty Boop è disegnata per essere pop come lo è Hello Kitty. Siamo proprio agli antipodi.

 

Kawaii in origine significava pietoso, significato che è ancora rimasto nell'aggettivo kawaisou ("che sembra kawaii").

 

Ma per capire il kawaii, bisogna probabilmente prima capire l'amae. L'amae è il dipendere dagli altri, come un bambino dal genitore. In Giappone la dipendenza non viene scoraggiata, ma porta anzi ad una connessione umana e persino romantica.

 

E a quel punto possiamo risalire oltre, e tiriamo fuori il concetto di neotenia.

https://en.wikipedia.org/wiki/Neoteny

Neotenia è la ritenzione di tratti infantili nel corpo dell'adulto. Viene anche chiamata pedomorfismo. Gli asiatici tendono ad avere la maggiore neotenia tra gli esseri umani. E in effetti in generale le donne presentano un maggior tasso di pedomorfismo rispetto agli uomini. Donne e bambini sono accomunati da tratti fisici infantili. Ma d'altra parte, i tratti infantili servono esattamente anche a suscitare protettività. Narrativamente parlando, le donne sono tendenzialmente damsel in distress nelle narrative maschili.

 

Quello che viene descritto dall'otaku primigenio e' il sentimento del moeru, ovvero del "bruciare di passione" per un personaggio fittizio grazioso e con determinate - e commoventi - caratteristiche estetiche, sentimento misto ad un senso di "vergogna per se' stessi", proprio come quello descritto dai signori dell'otaku talk (uno dei capitoli del "Little Boy" di Murakami):

Il 萌える di cui parli è quello che vuole dire "sbocciare", non quello che vuol dire bruciare. Credo che qualcuno lo usi pure come eufemismo per "erezione", in effetti.

 

Non ho presente il libro di cui parli, ma direi che concordo solo in parte.

 

Innanzitutto il Giappone ha una crisi di potenza percepita ma questa non deriva tanto dal non poter avere un esercito proprio. Dipende dalla situazione economica. Quando cala il potere d'acquisto la gente inizia ad avere meno figli. E' vero qui, come in America e in Giappone. In Giappone la bolla scoppiò sul finire degli anni '80. Il moe scoppiò negli anni '90. Un caso? Forse, o forse no. Probabilmente la perdita di potere personale viene compensata da modelli femminili in condizioni peggiori di chi li guarda.

 

Quanto al senso di "vergogna" degli otaku... la vergogna è una risposta alle aspettative della società. Non bisogna suggerirla come caratteristica innata degli otaku. Molti omosessuali provano vergogna della loro omosessualità, ma è anche perché molti omosessuali vengono uccisi per la propria omosessualità.

 

Esorto a dubitare di descrizioni dove gli otaku sembrano provenire da un'altra specie umana. Non sono sicuramente oggettive, vogliono solo far presa sull senso per l'esotico.

 

As a way of expanding on that, when otaku choose this orientation, they head in the direction of becoming more and more pathetic. At the same time, they enjoy watching themselves becoming increasingly unacceptable. If you think about it, in a very, very loose sense, this is wabi and sabi. I suspect this orientation is inherent in Japanese aesthetics. If you look for a Western equivalent, it would be Decadence, or the Baroque, though theirs is a tendency toward excessive decorativeness. I imagine such people think of themselves not in terms of “See what we’ve done. We’re amazing,” but more like, “See what we’ve done! How pathetic we are!”

Cavolate. Ecco un esempio di cazzabubbole sugli otaku di cui parlavo.

 

Hotaru rispecchia una fase di transizione: e' portatrice dell'apocalisse otaku tanto osannata dall'Aum Shinrikyo e dai loro soci meno estremi,

Ecco, qui stiamo svirgolando.

 

E' fuorviante sostenere che Aum Shinrikyo osannasse un'apocalisse "otaku". E' fuorviante dire che Aum "osannasse" l'apocalisse, nel senso comunemente assunto dal verbo osannare. Aum era un culto sincretico, prevalentamente buddista, ma anche con componenti ispirate al libro delle rivelazioni. Per chiarirci, con l'apocalisse cristiano il mondo non finisce, ma va avanti altri 1000 anni. Ad ogni modo il fondatore di Aum, noto con il soprannome di Shoko Asahara, diceva di essere Gesù e aveva predetto l'armageddon nel 1997. Il che suppongo sia normale per una setta, credo che molte sette preannuncino la fine del mondo. Fa impressione sui seguaci. La maggior parte dei quali non sapeva comunque nulla degli attentati.

 

Shoko Asahara poi, per convertire la gente più facilmente, presentava la sua dottrina anche traendo ispirazione dall'immaginario manga e anime. Anche questo però è probabilmente normale, pure Scientology ha iniziato in un modo del genere.

 

Tirare in ballo Aum Shinrikyo per collegarlo agli otaku è pretestuoso.

 

Se ti interessa sapere come si viveva dentro Aum leggiti The Place That Was Promised di Murakami (lo hanno incluso all'interno di Underground nelle edizioni inglesi).

 

(grazie a internet gli otaku iniziavano a creare i moe database, in modo tale da catalogare in modo feticistico tutti i vari elementi del corpo e dei vestitini delle loro ragazzine bidimensionali predilette).

Prima volta che sento parlare di questi "moe database". Intendi forse le board tipo danbooru? O pixiv? Criminalizziamo l'usanza di taggare le immagini?

 

E' un sentimento diverso da quello provato da un otaku per una Lum a caso: qui entra in gioco un vero e proprio coinvolgimento emotivo "bipolare", che come fa notare Azuma fa alienare l'otaku dall'affettivita' reale - otaku che da un lato si fappa sugli elementi moe dei personaggi

Con il moe non ti fappi. Ti fappi con una dojinshi. Gli elementi moe servono più che altro a rendere simpatico un personaggio, ma è il design del personaggio quello che lo rende realmente fappabile. Lo puoi vedere dalla grande popolarità di Fumina Hoshino o di Hestia nelle fan art.

 

Oggigiorno è stato inventato pure il termine ero-kawaii per spiegare meglio il concetto.

 

(con SM crescono il numero di negozi fetish in cui sfilano ragazzine vestite con l'uniforme scolastica a mo' di manichini),

Ed è sempre per SM che Berlusconi ha una compagna 50 anni più giovane di lui.

 

No dai, seriamente, gli uomini tendono sempre ad avere un fetish per le ragazze giovani. La pancia piatta delle ragazze giovani indica che non hanno ancora avuto un figlio, in altre parole se le metti incinta sei quasi sicuro che il figlio sarà tuo.

 

mentre dall'altro e' coinvolto emotivamente da essi, come se fossero persone,

Di più. Come se fossero animali. La gente fa più follie per i propri cani e gatti che per i consorti.

 

Ma seriamente, lo scopo dei personaggi di un anime è il coinvolgimento emotivo. Se non ci riescono l'anime è noioso. Non c'è niente di cui sorprendersi.

 

tuttavia vergognandosene e trasformando la sua vergogna in una sorta di orgoglio sovversivo che sfida le convenzioni sociali (il moe e l'apocalisse in fondo sono cose sovversive e catartiche, che soddisfano determinati impulsi soppressi dovuti ad un determinato contesto socio-politico - il "castrante" articolo 9 della costituzione, per dirne una).

Il tuo accostamento di moe e apocalisse non è nient'affatto convincente.

 

Morikawa Kaichiro ci dice:

 

After their apocalyptic fantasies collapsed, they steadily shifted to moe. Before their Armageddon obsession, there was science fiction, which provided otaku with an alternative to the actual future. In the broadest terms, moe has replaced the “future”.

 

Stiamo parlando di generazioni diverse di otaku come se fossero un tutt'uno storico.

 

La verità è che quando l'economia funziona la gente inizia a pensare al futuro, da cui la fantascienza. Quando le cose vanno male ritorna il fantasy e la magia. E' normale. E' normale che la fantascienza abbia perso attrattiva col tempo, promettevano colonie spaziali nel 2000 ma alla fine noi siamo ancora qui.

 

E comunque al tempo ci sarà stata pure l'influenza della seconda guerra mondiale, non dico di no, ma il thriller apocalittico è comunque un genere che chiunque si può reinventare. Ci sono generi che nascono solo perché c'è stata un'opera di successo che poi tutti imitano.

 

In particolare anche Rei Ayanami contribuisce all'esplosione del moe, dato il suo temperamento simile a quello di Hotaru, la sua tutina, la sua affinita' con la figura materna - perche' in fondo gli otaku sono dei grandi mammoni, mi sa che una sezione dello scritto la chiamero' "MOEther".

Rei non ha affinità con la figura materna. Come temperamento non ha nessun tratto realmente materno. Non confondiamo la trama di Evangelion con la caratterizzazione.

 

assieme alla volonta' di diversificarsi, di "sentirsi brutti e ridicoli" perche' la societa' ci vuole tutti "belli e smaglianti".

Attualmente vanno di moda gli harem dove il protagonista ha poteri superfighi perché è il prescelto. Nessuno vuole sentirsi brutto e ridicolo.

 

In particolare mi interesserebbe sviscerare piu' a fondo il rapporto tra moe e apocalisse. :)

Che non esiste. Sono due sottogeneri distinti.

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Il wabi sabi è uno stile rustico, Betty Boop è disegnata per essere pop come lo è Hello Kitty. Siamo proprio agli antipodi.

 

Ho scritto che malinconia di Betty Boop e' a suo modo wabi-sabi, non Betty Boop in se'. E' la sensazione di cui parla Toshio Okada, quello la cui asserzione da me riportata e' stata da te liquidata come "cazzabubbola" (essendo il suddetto un otaku giapponese penso che ne sappia piu' di te sull'argomento).

 

 

Innanzitutto il Giappone ha una crisi di potenza percepita ma questa non deriva tanto dal non poter avere un esercito proprio. Dipende dalla situazione economica. Quando cala il potere d'acquisto la gente inizia ad avere meno figli. E' vero qui, come in America e in Giappone. In Giappone la bolla scoppiò sul finire degli anni '80. Il moe scoppiò negli anni '90. Un caso? Forse, o forse no. Probabilmente la perdita di potere personale viene compensata da modelli femminili in condizioni peggiori di chi li guarda.

 

Non li conto neanche tutti gli anime e manga in cui viene esternato un complesso d'inferiorita' di natura militare. Se non erro lo stesso takashi Murakami associa la cultura militare al kawaii (fonte: Little Boy).

 

Quello che dici non mi convince. E poi l'otaku esercita il suo potere nella sua cameretta (gia' negli anni '80), di cui e' il Re incontrastato.

 

 

E' fuorviante sostenere che Aum Shinrikyo osannasse un'apocalisse "otaku".

 

Seeee, buonanotte.

 

"The Art of Japan's EXPLODING subculture". Nelle prime pagine: bomba atomica. Subito dopo, Yamato. E mi fermo qui.

 

 

Tirare in ballo Aum Shinrikyo per collegarlo agli otaku è pretestuoso.

 

Di nuovo, no.

 

 

Prima volta che sento parlare di questi "moe database". Intendi forse le board tipo danbooru? O pixiv? Criminalizziamo l'usanza di taggare le immagini?

 

Non criminalizziamo nulla, citiamo soltanto Hiroki Azuma e il suo Generazione Otaku.

 

 

Con il moe non ti fappi. Ti fappi con una dojinshi. Gli elementi moe servono più che altro a rendere simpatico un personaggio, ma è il design del personaggio quello che lo rende realmente fappabile. Lo puoi vedere dalla grande popolarità di Fumina Hoshino o di Hestia nelle fan art.

 

Gli elementi moe servono per suscitare nell'otaku il sentimento del moeru, e hanno una funzione erotica non indifferente, come fanno notare (penso) tutti gli studiosi dell'argomento.

 

 

Il tuo accostamento di moe e apocalisse non è nient'affatto convincente.

 

 

Accostamento che viene fatto dagli stessi otaku giapponesi.

 

 

Il tuo accostamento di moe e apocalisse non è nient'affatto convincente.

 

 

No, perche' quella dell'Armageddon e' la prima e quella del moe dei romanzi gioco la terza. Hotaru e' il punto d'incontro di queste due tendenze.

 

Rei non ha affinità con la figura materna.

 

Lo stesso Shinji le dice che sembra una mamma, in una scena sull'ascensore, dopo che l'ha vista strizzare un panno.

 

 

Attualmente vanno di moda gli harem dove il protagonista ha poteri superfighi perché è il prescelto. Nessuno vuole sentirsi brutto e ridicolo.

 

Ok.

 

 

Che non esiste. Sono due sottogeneri distinti.

 

Si sta parlando di concetti e si sta cercando di contestualizzarli, non si sta parlando di generi.

Modificato da AkiraSakura
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La discussione si fa interessante, e chiedo scusa se al momento non ho le energie per tuffarmici come vorrei. :-/

 

Ho trovato il post di Final Vegeta molto vero, molto intenso. Si mischia impressione personale a ragionamento diciamo etologico-umano, roba che mi è sempre affine.

 

Per contro, AkiraSakura è più strutturato, forse un po' strutturalista. Occhio che anche Azuma Hiroki lo è, di certo già troppo per me.

 

Per contro, Vegeta non coglie secondo me tutte certe suggestioni. Ovvero: il rapporto tra otakuzoku e Aum Shinrikyo non si limita all'uso di materiale divulgativo in stile anime - era una questione di vuoto lasciato dalla modernità in delle menti infantili e, proprio questo, proclivi a una certa idealità, recalcitranti alla post-modernizzazione dell'individuo. Secondo me qui AkirSakura mi segue. Vegeta, vorrei provarti a mettere qualche tassello in più nel tuo schema, perché il tuo mindset molto libero secondo me è quello migliore. Bisogna, insomma, conciliare la destrutturazione con i contenuti specifici, che è sempre la cosa più difficile.

 

Uno spunto:

 

le bambine, le donne fragili, istigano il senso di protezione nell'uomo. Ma è sempre la stessa cosa, ogni forma di dipendenza, l'amae forse più di tutti, è mutuale. Perché colui che vuole amare come dare protezione ha bisogno di sentirsi in questo utile a qualcuno. E' esistenzialmente insicuro. Cerca il suo posto nella sua specie. Come viene detto nella parte live tagliata dai film originali di Eva, una madre dipende dal figlio che dipende da lei, nel senso che senza un figlio dipendente, una madre non è più una madre. Torno a citare il film"La femme de ma vie". Oppure, devo davvero citare la dialettica schiavo-padrone di Hegel?

 

Torniamo ancora più indietro. Alla tragedia greca.

 

Siamo sempre e solo schiavi delle nostre debolezze, delle nostre insicurezze, delle nostre latenze. E da lì partono tutti i nostri autoinganni, e i meccanismi mentali inconsci di conservazione. E da lì si evolve la sociologia umana, come etologia in mano agli Es e dissimulata come Superegotica.

 

Per tollerare sé stessi. E tirare avanti.

 

No?

 

Un essere autocosciente e mortale vive cercando di rifuggire gli specchi (di Dioniso).

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Per contro, AkiraSakura è più strutturato, forse un po' strutturalista. Occhio che anche Azuma Hiroki lo è, di certo già troppo per me.

 

Hai colto benissimo il modo di essere. In fondo non ho mai avuto un'istruzione umanistica, sono uno scienziato duro e puro. :)

 

 

il rapporto tra otakuzoku e Aum Shinrikyo non si limita all'uso di materiale divulgativo in stile anime - era una questione di vuoto lasciato dalla modernità in delle menti infantili e, proprio questo, proclivi a una certa idealità, recalcitranti alla post-modernizzazione dell'individuo

 

Bingo. "L'otakuismo" dell'Aum sta tutto qui. E' radicato nell'expo di Osaka, nella sua potentissima carica ideologica. La Setta dell'Amico, 20th CB. Urasawa ce ne parla in modo quanto mai brillante.

 

Ah, Prandoni parla dei membri dell'Aum come di della gente "da fumetto" (infatti erano finiti addirittura in delle Doujinshi). Da bambini bisognosi dei loro giocattoli, sono diventati a loro volta i giocattoli di altri bambini.

 

 

le bambine, le donne fragili, istigano il senso di protezione nell'uomo. Ma è sempre la stessa cosa, ogni forma di dipendenza, l'amae forse più di tutti, è mutuale. Perché colui che vuole amare come dare protezione ha bisogno di sentirsi in questo utile a qualcuno. E' esistenzialmente insicuro. Cerca il suo posto nella sua specie. Come viene detto nella parte live tagliata dai film originali di Eva, una madre dipende dal figlio che dipende da lei, nel senso che senza un figlio dipendente, una madre non è più una madre. Torno a citare il film"La femme de ma vie". Oppure, devo davvero citare la dialettica schiavo-padrone di Hegel?

 

Di nuovo, bingo.

 

Questo e' un sentimento molto, ma molto affine alla psicologia otaku. La nostra Hotaru/Beth e' un po' come un verso dell'Amico Fragile de De Andre', in un certo senso - " se mi vuoi bene piangi...". E' un sentimento protettivo, malinconico, frutto di una persona - affettivamente - insicura, che fatica ad integrarsi in cio' che la circonda. Come Shinji Ikari.

 

E' proprio quello di cui parla Okada, in rapporto alla societa' giapponese e all'emozionalita' esasperata (per noi occidentali) che la caratterizza.

 

C'e' anche da dire che Hotaru per proteggere la sua individualita' indossa una divisa. Soltanto con la gonnella e la tiara puo' invocare l'apocalisse. Idem Chise, il cui corpo subisce una trasformazione in arma finale.

 

In fondo, postmodernita' significa anche egotismo, individualismo apocalittico. Che ovviamente pero' viene afflitto dalla solitudine nel momento in cui chi lo vive non sente piu' di appartenere ad un determinato contesto/corpo fisico/luogo antropologico.

Modificato da AkiraSakura
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Ora prova a risentire "Bad Apple!!" (col testo che adattai).

 

"Io sono la mela marcia, non valgo nulla, sono pessima, mi lascio solo trascinare, meglio che non muova un dito. E' colpa mia, faccio schifo. Ma se apro gli occhi, che muoiano tutti"

 

La vittimizzazione, l'autocommiserazione, è una forma ni narcisismo egocentrico infantile, no?

La vittima è protagonista.

 

Oh, Justine, oh Lolita. Così fragili, così pietose, così mortali.

 

Warburg impazzì inseguendo l'idea della "ninfa".

 

Che poi è l'idea della femminilità essa stessa.

 

Salomé che danza d fronte a Erode per la testa di Giovanni, le ninfe che sbranano Orfeo che le rifiuta non dimentico di Euridice.

 

La dama del melograno.

 

La stasi e il movimento, omeostasi e transistasi, morte e vita.

 

Permanenza e impermanenza.

 

Asincronicità e sincronicità.

 

Il tempo.

 

Alice che cresce. Il segreto dei pigmenti duraturi. Il rifugio dell'arte.

Modificato da Shito
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  • 6 months later...
  • 1 year later...

Sono dei fansubber che hanno qualche problema con l'italiano.  :pfff:

 

chissà da quale lingua traducono...

 

C'è un grosso freintendimento linguistico o lui è fissato con delle lesbiche cge amano il fruit vert?

 

essendoci go nagai di mezzo potrebbe pure avere senso.

sicuramente non è così.

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  • 7 months later...

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