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Kickstarter, Indiegogo, Eppela and more... esperienze e informazioni sui portali di crowdfunding


Tetsuo

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Non sono proprio tutte uguali. Indiegogo ad esempio consente il funding parziale, cioè i soldi raccolti vengono incassati anche in caso di mancato raggiungimento del goal. Su Eppela invece bisogna passare una selezione da parte dello staff, e da quel che ho sentito sono abbastanza severi. I costi sono più o meno gli stessi per tutte le piattaforme.

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Se si vuole fare colpo su Dynit bisogna dimostrarsi più padroni della situazione possibile.

Quindi innanzitutto capire i pro e i contro di ogni piattaforma: bacino di utenza, se funziona in Italia (Kickstarter mi pare ad esempio non funzioni), le fee che applica per la sponsorizzazione ecc, opzioni (esempio Kickstarter non permette il funding parziale)

Fatto questo studio si potrà iniziare a ragionare su come condurre la campagna.

 

L'unica azione che mi aspetterei da Dynit nel breve termine (e qua ci serve DK) è capire se è interessata e con interessata non dico che voglia o meno fare il crowdfunding quanto a ragionare assieme a un ente esterno (il Pchan) della possibilità di fare delle campagne di crowdfunding in cui il Pchan si occuperebbe della gestione della campagna, della raccolta del denaro e SOPRATTUTTO degli aspetti editoriali dell'edizione che non è una cosa da poco.

 

In pratica dovrebbero rispondere SI a questa domanda "se noi vi portiamo Xmila euro tramite crowdfunding per fare una edizione FIGA di Lain voi ci stareste a produrre i BR di Lain secondo le nostre specifiche?"

 

Se già così rispondono NO possiamo chiudere bottega, se rispondono NI meriterà di investire tempo e voglia nella produzione di uno studio che dimostri che per le serie di nicchia il crowdfunding è una via percorribile per portare in Italia titoli "culturalmente rilevanti" ma che magari non avrebbero, o rischierebbero di non avere, il riscontro necessario a coprire le spese dell'operazione.

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La questione per cui ci rivolgiamo a Dynit è perché è proprietaria del doppiaggio di Lain. Punto.

Per me si potrebbero fare anche solo edizioni sottotitolate di certi anime di nicchia inediti, ma nel caso dovremmo essere tutti d'accordo. E intendo anche gli esterni, che saranno la maggioranza.

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Sia Indiegogo che Kickstarter funzionano in italia(Kick dall'anno scorso).

A seconda del progetto, c'è da considerare le tasse che si becca piattaforma. Ad esempio, Indiegogo mi sembra faccia un 5% su qualsiasi progetto e Kick invece vari.

Per il bacino d'utenza più ampio, dovremo rivolgerci ad Animeclick e Mangaforever, ma questo passo deve essere un passo secondario. Capiamo prima cosa vogliamo dall'edizione(nel caso si voglia andare oltre il semplice BR con sub/dub/ambedue fedeli)(sia noi che altri in realtà) e se Dynit/chi per essa è disposta.

 

Facendo un'ipotetica scaletta, secondo me dovremo andare nel seguente ordine:

-Decidere la piattaforma

-Decidere cosa vogliamo da Dynit

-Presentargli il progetto

 

Da qui in poi si deve vedere se son disponibili o no.

Modificato da Chocozell
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Quello mi pare sacrosanto, ma nel contempo avere almeno un'idea di quale di questi sistemi di crowdfunding proporre mi pare che non rappresenti un grosso problema ne' un qualche tipo di impegno.

Abbiamo aperto non a caso questa sezione, per discutere, altrimenti avremmo anche dovuto aprire questa sezione solo dopo aver sentito qualcosa da dynit; c'e', vediamo un po' di toglierci sti dubbi ^^

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Secondo me nella scaletta è meglio sapere prima se Dynit ci sta.

Probabilmente si, ma nel caso accettassero, suppongo vogliano anche un progetto da visionare e prendere in considerazione. O almeno, secondo me, è meglio prima progettare il tutto e poi fare la richiesta illustrando anche solo una bozza,piuttosto che chiedere solamente si o no.

Modificato da Chocozell
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Dalla poca esperienza che ho, Indiegogo funziona di più in Italia per la sua possibilità di funding flessibile, cosa che nel nostro caso ci interessa ben poco dato che non stiamo realizzando un corto o un album, o si riesce a raccogliere quel minimo o i dischi non possono essere pubblicati. Indiegogo però da la possibilità di pagare tramite PayPal, cosa che Kickstarter non permette (si può comunque pubblicizzare all'interno della campagna un account PayPal su cui è possibile fare donazioni, ma questi pagamenti non vengono gestiti da Kickstarter e sono un piccolo problema per le campagne multimilionarie, quindi non so fino a che punto sia consigliabile per noi).

Secondo me Kickstarter donerebbe un microscopico senso di legittimità in più (dopotutto è sinonimo di crowdfunding), ma allo stesso tempo credo che per l'Italia il pagamento tramite PayPal sia fondamentale.

 

Le tariffe per l'Italia sono le seguenti:

 

Indiegogo:

PayPal_Fees.png

Credit_Card_Fees_graph.png

 

Kickstarter:

 

Kickstarter fee
5% of total funds raised

 

Payment processing fees
3% + €0.20 per pledge

Pledges under €10 have a discounted micropledge fee of 5% + €0.05 per pledge

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Altri limiti tecnici di queste piattaforme? Tempistiche precise o meno, o chessoaltro?

Specialmente a livello fiscale.


Comunque concordo che bisogna presentare almeno gli estremi di un progetto completo.

Questo significa:

  • le specifiche della versione base dell'edizione(ne parliamo nel topico specifico)
  • le differenze relative alle piattaforme per spiegare perché nel progetto proposto si è scelto una in particolare(questo topico)
  • potenziali rischi e potenziali guadagni di questo sistema
  • I vari tier di reward
  • I vari livelli successivi al raggiungimento dell'obiettivo base(doppiaggio, cofani DILACS, OST e cose simili)
Modificato da sirtao
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questo topic lo avevo aperto un po da rompere il ghiaccio e iniziare a discutere in maniera generica, poi si deciderà quale può essere la strada migliore....

 

La questione per cui ci rivolgiamo a Dynit è perché è proprietaria del doppiaggio di Lain. Punto.
Per me si potrebbero fare anche solo edizioni sottotitolate di certi anime di nicchia inediti, ma nel caso dovremmo essere tutti d'accordo. E intendo anche gli esterni, che saranno la maggioranza.

 

a me sfugge un attimo la questione dei ruoli, o perlomeno che idea avete in mente voi:

come vi vedete coinvolti nella pratica in un eventuale edizione di lain? mi spiego: Dynit oltre a fornirci il doppiaggio si dovrebbe occupare anche dell'acquisto delle licenze (video più extra), della realizzazione dell'edizione, della grafica, comparto video, ufficio legale, promozione varia, distribuzione (via terminal video) e non ultima la costosa burocrazia, (da quella per la licenza del titolo, alla dogana e spedizioni, ai bollini siae, licenze bd ecc ecc)

e noi come ci poniamo nei loro confronti? siamo dei semplici committenti (come lo potrebbe essere un emittente?) siamo un qualcosa di un po diverso come dei "collaboratori esterni" per edizioni finanziate dal cf, o altro ancora. 

 esempio base, la campagna di CF la lancereste come "pchan" o come "Dynit in collaborazione con..."?

se la proponesse dynit direttamente partirebbe con molta più credibilità rispetto ad un "forum di anime fan"

 

e poi i bd sarebbero solo per chi partecipa alla campagna o poi li si rende disponibili con la distribuzione classica?

vale la pena proporsi come "pchan" o conviene come immagine proporsi con un nome "pulito" (non credo che i fanboy del divo o di yamato verserebbero volentieri soldi in un progetto in cui è coinvolto il pchan)

 

riassumendo un attimo

- rapporto con l'editore

- identità: chi siamo noi? il forum del pluschan o una nuova realtà? ed esattamente di cosa ci andremmo ad occupare nella pratica?          (dove andiamo? si ma quanti siamo? 1 fiorino!)

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l'ideale sarebbe PChan come collaboratori esterni modello "si ringrazia il PChan" in quanto gli diamo l'imbeccata e gli presentiamo una idea\bozza di progetto che però sta a loro creare e gestire.

 

Il problema è la dubbia serietà\competenza di certi soggetti...

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questo topic lo avevo aperto un po da rompere il ghiaccio e iniziare a discutere in maniera generica, poi si deciderà quale può essere la strada migliore....

 

La questione per cui ci rivolgiamo a Dynit è perché è proprietaria del doppiaggio di Lain. Punto.

Per me si potrebbero fare anche solo edizioni sottotitolate di certi anime di nicchia inediti, ma nel caso dovremmo essere tutti d'accordo. E intendo anche gli esterni, che saranno la maggioranza.

 

a me sfugge un attimo la questione dei ruoli, o perlomeno che idea avete in mente voi:

come vi vedete coinvolti nella pratica in un eventuale edizione di lain? mi spiego: Dynit oltre a fornirci il doppiaggio si dovrebbe occupare anche dell'acquisto delle licenze (video più extra), della realizzazione dell'edizione, della grafica, comparto video, ufficio legale, promozione varia, distribuzione (via terminal video) e non ultima la costosa burocrazia, (da quella per la licenza del titolo, alla dogana e spedizioni, ai bollini siae, licenze bd ecc ecc)

e noi come ci poniamo nei loro confronti? siamo dei semplici committenti (come lo potrebbe essere un emittente?) siamo un qualcosa di un po diverso come dei "collaboratori esterni" per edizioni finanziate dal cf, o altro ancora. 

 esempio base, la campagna di CF la lancereste come "pchan" o come "Dynit in collaborazione con..."?

se la proponesse dynit direttamente partirebbe con molta più credibilità rispetto ad un "forum di anime fan"

 

e poi i bd sarebbero solo per chi partecipa alla campagna o poi li si rende disponibili con la distribuzione classica?

vale la pena proporsi come "pchan" o conviene come immagine proporsi con un nome "pulito" (non credo che i fanboy del divo o di yamato verserebbero volentieri soldi in un progetto in cui è coinvolto il pchan)

 

riassumendo un attimo

- rapporto con l'editore

- identità: chi siamo noi? il forum del pluschan o una nuova realtà? ed esattamente di cosa ci andremmo ad occupare nella pratica?          (dove andiamo? si ma quanti siamo? 1 fiorino!)

 

Secondo me, l'unica e' quella di 'qualcuno che gestisce la campagna per conto di'; e' irreale costituire qualunque altra cosa, dall'associazione fino alla persona giuridica. Volendo essere fissati ed andare oltre, non c'era una particolare forma giuridica che consentiva di aprire e chiudere un'attivita' su base stagionale/per un periodo limitato? Ma vabbe' e' tanto per dire, sarebbero comunque solo costi in piu'.

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mi spiego: Dynit oltre a fornirci il doppiaggio si dovrebbe occupare anche dell'acquisto delle licenze (video più extra), della realizzazione dell'edizione, della grafica, comparto video, ufficio legale, promozione varia, distribuzione (via terminal video) e non ultima la costosa burocrazia, (da quella per la licenza del titolo, alla dogana e spedizioni, ai bollini siae, licenze bd ecc ecc)

e noi come ci poniamo nei loro confronti? siamo dei semplici committenti (come lo potrebbe essere un emittente?) siamo un qualcosa di un po diverso come dei "collaboratori esterni" per edizioni finanziate dal cf, o altro ancora. 

 esempio base, la campagna di CF la lancereste come "pchan" o come "Dynit in collaborazione con..."?

se la proponesse dynit direttamente partirebbe con molta più credibilità rispetto ad un "forum di anime fan"

Essendo la prima volta, io direi di raccogliere i soldi che servono a Dynit e poi far fare tutto a loro. In sostanza facciamo da committenti. Poi se la cosa funziona, il valore della nostra committenza potrebbe aumentare.

A parte che cmq a me come crowdfunder non interessa guadagnare nulla. Basta andare in pari e che ognuno abbia il suo box. Ma Dynit vorrà guadagnarci qualcosa.

Cmq, qualcuno dovrà andare a fare la proposta a Lucca. Suppongo direttamente a Cavazzoni. Chi si offre?

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