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Neon Genesis Evangelion - Pluschan Official Topic


Tetsuo

Messaggi raccomandati

11 minutes ago, Matteo Mascellani said:

 

Cosa penseresti se mettessimo a disposizione entrambi gli adattamenti e la gente rimanesse legata al primo? Anche se migliore pensi che un adattamento che resta fine a se stesso abbia senso? Alla fine il fruitore, nel recinto di adattamenti verosimiglianti, avrebbe comunque il compito di definire un “vincitore”?

Che ognuno ha i suoi gusti, ed essi sono in genere per lo più fondati sull'abitudine. Sì. Non c'è nessun vincitore, perché non c'è tenzone e non è decisa dal gradimento.

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Buongiorno, 
Sono uno dei "nuovi" venuti qui proprio per leggere e partecipare a questa discussione.
Non sono un fan "accanito" di evangelion, non conosco minimamente le dinamiche della lingua giapponese, e quando seguo gli anime preferisco vederli doppiati, soprattutto per comodità.

Io non ho dubbi che per ogni singolo estratto che possa risultare quantomeno di "dubbio gusto" alle nostre orecchie, ci sia una motivazione dietro, sicuramente anche ponderata.
L'adattamento poteva e doveva entrare nell'ottica del fatto che questo tipo di trasposizione fotte completamente la comprensibilità e la fluidità della lingua italiana.
La scelta di alcuni vocaboli risulta poi ingiustificabile in alcuni casi, visto che non credo che sostituire "recalcitranza" con "indugio" avrebbe sconvolto il significato dell'opera.

Voialtri e noialtri in italiano è ormai solo un'inflessione dialettale (veneto), ma questo è un discorso vecchissimo, che ormai risale ai vecchi adattamenti di miyazaki

Io credo che in questo caso, come nella vita, la parole chiave sia COMPROMESSO.
E in questo caso, di compromessi non ce ne sono stati.

 

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4 minutes ago, Matteo Mascellani said:

“Quanto a quel che non puoi fare che tu” di fatto vuol dire che solo lui puó farlo... ovvero guidare l’Eva... ma una cosa tipo: “Quanto a quello che solo tu puoi fare”?

 

In una sostanziale equipollenza di significato (come tu indichi), preferisco la prima perché più aderente all'originale (che non usa un 'dake' ma uno 'shika', ovvero un'esclusiva tendenzialmente negativa). Inoltre mi piace che il concetto esclusivio "tu" resti ben spiccato a fondo frase. :-)

Modificato da Shito
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3 hours ago, Chocozell said:

Prima di tutto, benvenuti ai nuovi iscritti notturni. Mi raccomando, manteniamoci sempre educati. Inoltre, vi ricordo che gli utenti del forum hanno il diritto di prelazione nell'insultare Shito(capita spesso a differenza di quanto si pensi), quindi a meno che non siate utenti storici, astenetevene.

Ah, ma allora chiunque lo conosca sa delle sue fisime. Il topic Apple è pieno di robe così

(Taro parla il giapponese)

Qui la questione si fa complicata. E ti spiego subito perché. Personalmente, non coltivo soldi(coltivare non è scelto a caso). Sono relativamente giovane rispetto al campo dell'editoria anime/manga in Italia(27 anni) e vivo in un paese sperduto tra i monti con Annette(in realtà è in pianura).

Fatta questa doverosa premessa, mi son dovuto beccare nel corso del tempo un sacco di prodotti "fallati" perché "l'infanzia viene prima" o perché "Così si capisce/suona meglio", sticazzi di quale che fosse l'originale(che fossero anime o serie americane, ad oggi). Mentre inizialmente ci potevo anche stare, nel corso del tempo la cosa ha iniziato a darmi fastidio, perché vedevo veri e propri scempi(Saint Seiya, Futurama, altro) operati nel passato e che si protraggono nel futuro. A quel punto ho dovuto operare una scelta: informarmi.

Io non so se effettivamente Anno parli così, può essere. Il mio livello di comprensione del giapponese non mi permette di seguire un'opera senza un ausilio. Ho avuto modo di parlare con Shito(anche al di fuori del forum, più o meno), ho avuto modo di leggere molto della sua filosofia: https://magazine.pluschan.com/su-traduzioni-ed-adattamenti/ , che so essere anche estremizzata/estremista in alcuni casi, so che è un appassionato lui in primis e quando ci si mette spiega le cose in maniera davvero appassionata(ripetizione voluta cit.): https://magazine.pluschan.com/hols-hilda/ , https://magazine.pluschan.com/abenobashi/ ed inoltre le sue costruzioni sintattiche, nel mentre dell'opera, durante la visione, non mi hanno mai arrecato danno o fastidio. Senza contare che più persone che conoscono la lingua mi hanno confermato la bontà dei suoi adattamenti, pur non approvando la sua metodologia. 

Ogni volta che apro il topic Apple litighiamo perché secondo me dice una marea di stupidaggini quando ci si mette. Oltre che farti salire l'ansia di vivere il 90% delle volte che posta.

Perché sto sproloquio? 

Perché preferisco millemila cavolo di volte un doppiatore che parla strano o un sub avulso dalla normale costruzione/parlata italiana a:
-Frieza che urla che Goku ha ucciso il padre di Broly, quando in originale dicono tutt'altro(caso recentissimo).
-Titans reso come fascisti(a che pro?)
-"Allow me"--->"Chissà che ho detto" (questo l'ho sentito proprio l'altro giorno, giusto per non parlare sempre di giapponesate)
Altri millemila cavolo di casi su cui potremmo discutere per ore. Mi sembra di aver capito che tu sia dell'ambiente dell'editoria, quindi saprai di cosa parlo meglio di me. 

Almeno so che chi ci ha lavorato(sembrerà strano ma spesso e volentieri mi informo prima di comprare anime. Per le opere in inglese non ho problemi, tanto me le posso vedere in originale) può aver commesso un errore, ma cazzo ci ha buttato il sangue. E ripeto, mentre guardo/ascolto la roba su cui Shito ha lavorato, a me quelle frasi strane ed arzigogolate* non danno fastidio. Non me ne rendo nemmeno conto. Sono impegnato ad usufruire dell'opera, non a fare la caccia alle streghe.

(E comunque alcune frasi non mi sembrano così strane. Le ho sentite poco fa).

Di nulla, ti ho riportato la mia semplice impressione, essendomi dovuto sorbire centinaia di pagine dei topic Ghibli(sorbire perché le domande fatte eran sempre le stesse e le risposte idem, quindi ho passato serate a leggere le stesse cose per ore) ed avendo poi avuto modo di leggere anche gli scritti di Pasqualini, che ha attinto dalla mia stessa fonte per il materiale(quindi ho potuto fare un confronto diretto tra le accuse mosse ed il materiale contestato).

Per la seconda parte, ti ho linkato sopra la classica possibile risposta di Shito se ti può interessare(vedo comunque che non ne avrai bisogno).

 

Grazie a te per il contributo interessante piuttosto. Dovresti postare più spesso possibilmente >.<

 

 

 

 

*Comunque, ho fatto il sacrificio supremo e mi son visto i primi episodi. E nulla, a me gli adattamenti di Shito non sembrano così particolari. Presi a sé stanti, estrapolando le frasi dal contesto e facendoci i meme sopra, magari possono sembra alienanti(ma questo vale per qualsiasi opera). Nel mentre della fruizione non mi hanno fatto né caldo né freddo. Non avessi letto questo topic non avrei nemmeno notato determinate cose. Sarò strano io, boh. 

Faccio sempre una gran confusione coi quote, quindi perdona anticipatamente questo messaggio unico che risponderà con ordine ai tuoi.

Grazie, per la risposta.

Sullo slato non lo stavo affatto difendendo. A ed E non sono vicini nella tastiera, gli è semplicemente partito un orrore di italiano.  I suoi slati sono altri e più facilmente riconoscibili. 🙂

Che Taro parli il giapponese o meno, la mia domanda resta tale. Sono stati fatti più esempi di come quella stessa frase si sarebbe potuta rendere in un italiano più scorrevole da sentire, da leggere, da pronunciare, da capire. Shito ha scelto una versione tutta sua, giustificandola con sinc (e le altre versione avevano lunghezze simili o ridotte), imposizione del cliente sull'uso di "evacuare" (imposizione credibile come un paio di mutande in un porno), termini giapponesi (poi smontati e usati non in modo fedele all'originale), il cambio di scena sul rifugio (e anche lì, inutile, trovi le spiegazioni nello scambio anche con Halman). Queste sono tutte cose che NON sono nel testo originale. Non ci sono, se le è inventate lui. Quindi in che modo riuscite a difenderlo dicendo che fa una resa precisa dell'originale? Spiegatemelo, vi prego, perché a tratti mi sembra un episodio di Black Mirror.

Il fatto che ci sia anche di peggio, non implica che non si possa fare meglio. E ti parla un classe '76 cresciuto davanti alla tv e che lavora come adattatore e editor. Non mi stupisce che gli unici, qui, che hanno azzardato una qualche difesa del lavoro di Shito A) sappiano il giapponese, ma non siano traduttori di professione (mi pare di capire) B) si lamentino giustamente di doppiaggi pessimi di altri prodotti. Di sicuro in qualcuna delle serie che hai guardato ci saranno state anche delle cappellate scritte da me, per colpa mia e/o del traduttore usato, e non sono certo qui per farmi pubblicità o altro (perché poi? LOL), ma un doppiaggio come quello che ho sentito da alcune clip di questo nuovo Evangelion... semplicemente, non è un doppiaggio.

Già dall'esempio del rifugio è evidente la volontà di Gualtiero di fare parlare i personaggi come lui immagina che facciano, giustificando cambi dall'originale per alcune scelte, e usando l'originale come dogma, per altre. Però ci sono altri modi per scrivere le stesse cose (senza tradire quindi l'originale), rendendole più fruibili. Basta volerlo.

Ribadisco per i nuovi che ancora definiscono Gualtiero un traduttore che no, non lo è, non avrebbe neppure i titoli per farlo (come dimostrato dal discorso sul prendere rifugio). Ha dei traduttori e poi lavora di suo sulla traduzione fatta.

"Sarò strano io, boh."

Sì, se posso permettermi. Sei stranino tu se non ti sono sembrate *almeno* strane certe frasi.
E, se non hai notato, io non sto dicendo nulla su angelo/shito, auto restaurata o esempi simili, non vorrei rientrare in quello stesso calderone. Per me i problemi, i limiti, restano altri.
 

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Ok ma lo scopo dell’adattamento è far incontrare in un luogo accettabilmente confortevole sia la traduzione che il fruitore... un compromesso dove né l’uno né l’altro escano sviliti.

il tuo adattamento va bene per un libro. Sai quanto devo rileggere King nelle traduzioni italiane. A volte tre/quattro volte tanto è reso astruso. Fosse un video/audio mi farei ricoverare subito.

Quella frase di Kaji suona leggendola un paio di volte. Ascoltandola no, devo tornare indietro e riascoltarla tre volte...

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10 hours ago, il Vì said:

Un momento. Ripercorriamo un secondo l'allegra disquisizione restando su quella frase (nel di lei caso LOL).

- Paragone tra sub, doppiato e una traduzione "esterna" di una frase;

- La pubblichi in originale giapponese;

- Giochi la carta dell'imposizione del cliente su "evacuare".

- Faccio presente che non è credibile che ti sia stata imposta una cosa simile.

- Ti faccio notare che la tua interpretazione della frase è sbagliata;

- Neghi/glissi/minimizzi dicendo che non è il tipo correttezza che ricerchi.

- Ti appelli ai dizionari, cercando di dimostrare il contrario di quanto da me affermato, usando però un altro termine non chiamato in causa da me.

- Ti rimando al termine esatto.

- Solo a quel punto te ne esci con lo schemino che ti saresti fatto per varie terminologie di quell'area semantica. Schermino che, in ogni caso, su quel termine particolare resta sbagliato.

- Ammetti di aver torto, MA che avendo fatto lo schemino di cui sopra, il tutto è giustificato. (WTF?!)


Adesso, non prendiamoci per i fondelli.

Avessi avuto quello schema da principio lo avresti di certo usato alle mie prime obiezioni. Invece no, solo dopo tutta la diatriba, per magia, eccolo che arriva. Schema che, per inciso, continua a non giustificare il punto principale della contestazione iniziale, che era: com'è possibile che una frase, la cui traduzione è molto semplice, in italiano venga resa in modo così astruso, forzato, con termini sbagliati?

Su questo, ancora non ci siamo.

Perché se una frase può essere scritta in un italiano più fluido tu devi necessariamente darle una tua cifra stilistica che non è minimamente presente in originale, nonostante tu ti faccia sempre scudo della fedeltà per difendere le tue scelte? Da cultore della fedeltà assoluta al prezzo della fruibilità di un'opera, non vedi come tu, in tutti i tuoi lavori, abbia fatto parlare i personaggi non come si esprimono in origine, ma come tu pensi che si stiano esprimendo?

Una frase presa davvero a casaccio tra tutte quelle che ti stanno contestando è risultata l'emblema del tipo ti seghe mentali che ti fai su un prodotto, trasformandolo in quello che tu credi debba essere. Un po' come il discorso del cut sul rifugio che avrebbe giustificato la tua scelta, tra un tentativo di buttarla sull'imposizione dall'alto e la magia dello schemino.

Oltretutto, sempre in merito a questa frase, le varianti proposte non sono meno rispettose dell'opera della tua, è questo che forse non ti è chiaro. Quindi perché fare il possibile per farli parlare a quel modo?
 

@Shitocredo di essermi perso una tua risposta a questo mio.

Perdonami se resto su quella frase, ma quando in altre risposti la continui a giustificare dicendo cose inesatte sento la necessità di ribadire il concetto espresso anche qui sopra.

 

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2 minuti fa, Shito ha scritto:

In una sostanziale equipollenza di significato (come tu indichi), preferisco la prima perché più aderente all'originale (che non usa un 'dake' ma uno 'shika', ovvero un'esclusiva tendenzialmente negativa). Inoltre mi piace che il concetto esclusivio "tu" resti ben spiccato a fondo frase. 🙂

Quanto a quello che puoi fare solo tu...

Quanto a quello che nessun altro se non te potrebbe fare (già suona da supercazzola, ma almeno suona)

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2 ore fa, Shito ha scritto:

Salve. 🙂

Come per il corretto recupero di "apostolo/i" in luogo di "angelo/i", che era stato erroneamente mutuato dalle scritte inglesi contenuti nei disegni della serie, sovraimponendosi alla corretta resa del preciso termine giappone 使徒 [shito - apostolo], analogamente anche le nomenclature delle varie unità Eva sono state riaccordate alla loro vera dicitura originale giapponese.

Nella serie televisiva originale e nei suoi film conclusivi, le unità Eva in giapponese sono chiamate:

零号機 (ZeroGouKi), 初号機 (ShoGouKi), 弐号機 (NiGouKi),  三号機 (SanGouKi), 四号機 (YonGouKi), 5号機 (GoGouKi) [...] 13号機 (JuuSanGouKi).

Dall'Unità5 all'Unità13 si parla di EVA量産機 (EVA RyousanKi), ovvero "Unità a Produzione di Massa".

Nel caso delle prime quattro unità, il cui numerale viene riportato in kanji, si tratta delle unità "protagoniste" degli eventi della serie (anche se l'UnitàQuattro viene solo citata e mai mostrata).

Questa numerazione in primo luogo, non vede mai un doppio numero, come "ZeroZero", "ZeroUno", "ZeroDue", etc. Tali diciture erano state erroneamente mutuate, o "inventate", ancora una volta da vari scritte in caratteri latini sparpagliate per le immagini della serie, tuttavia, esattamente come per il dualismo shito/ANGEL, allo stesso modo si capisce che anche in questo caso (e in vari altri), si hanno nell'originale due nomenclature parallele: quella in lingua giapponese, la principale, e quelle in caratteri latini, per lo più intese come angloamericane, in vari luoghi grafici interni alla narrazione.

Nel caso in questione, nomi quali 零号機 (ZeroGouKi), 初号機 (ShoGouKi), 弐号機 (NiGouKi),  三号機 (SanGouKi), oltre a non presentare mai la doppia cifra, al contrario presentano sempre, come parte integrante del nome stesso, il kanji 機 (ki), generalmente utilizzato per le strutture/elementi meccanici, anche in molti composti. Quindi in primo luogo nel nuovo e più corretto adattamento ho inteso eliminare le doppie cifre, indebite, e ripristinare la parola "unità" come parte integrante dei nomi delle varie Unità EVA.

In particolare, nei nomi delle prime tre unità, le vere "protagoniste" della serie, si notano alcune particolarità:

零号機 (ZeroGouKi), 初号機 (ShoGouKi), 弐号機 (NiGouKi): nel caso della unità tra la "zero" e la "ni" (due), non abbiamo il noermale numero "uno" (ichi, in giapponese), ma il kanji di "sho", che viene usato per "il primo elemento" di una serie. Per esempio è tipicamente usato per la "prima uscita" di una pubblicazione seriale. Anche nelle produzioni industriali viene talvolta usato. A livello citazionistico, la sequenza Zero-Sho-Ni rimanda anche alla produzione delle animazioni su pellicola, dove "sho" è usato per nominare la "prima copia" di un film, quella usata per la proiezione di controllo interna.

Narrativamente parlando, lo "ShoGouKi" (UnitàPrima) è un'unità particolare per molte ragioni, come chi conosce la serie dovrebbe sapere.

In ogni caso, per tutte le ragioni qui esposte ho inteso rendere i nomi 零号機 (ZeroGouKi), 初号機 (ShoGouKi), 弐号機 (NiGouKi),  三号機 (SanGouKi), 四号機 (YonGouKi), 5号機 (GoGouKi) [...] 13号機 (JuuSanGouKi) come i più correttamente corrispondenti: UnitàZero, UnitàPrima, UnitàDue, UnitàTre, UnitàQuattro. Unità5 [...] Unità13 - sempre nel tentativo di usare una denominazione italiana più correttamente derivata da quella originale, in contenuti lessimici e allusioni incluse.

Sperando che la spiegazione della mia scelta sia risultata esaustiva. 🙂

Grazie per la risposta esaustiva. Assieme al famigerato Apostolo questa la considero una esatta scelta di adattamento e quindi non errata ma opinabile come alcune altre.
Purtroppo però, senza entrare nel merito di quanto già hanno scritto altri con toni più o meno accesi o polemici, per quanto mi riguarda ho trovato nel complesso tutto il nuovo adattamento dissonante, spesso non immediatamente comprensibile, poco suggestivo e alla continua ricerca del lessico ma non del significato. Un'occasione sprecata per introdurre queste nuove traduzioni, più coerenti con l'originale, che avrebbero potuto soltanto arricchire l'opera.

Ovviamente resta una mia opinione personale.

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9 hours ago, Den-chan said:

Fate degli esempi. Incontestabili. (ciaone!^^)

ti devo riproporre di nuovo la frase del prendere rifugio? Trovi tutto qui dietro. È un esempio. È incontestabile (cioè, lui ci ha provato a contestarlo, poi se per te regge la sua supercazzola è davvero un altro problema). 🙂

3 hours ago, Thoril said:

Al di la tutto...volendo tenere il significato di rifugio,  non sarebbe stato più scorrevole (per quanto non strettamente aderente al testo originario) un "i civili sono già nei rifugi"?

E perché tenere il significato di rifugio se non c'è? Non doveva esserci fedeltà estrema al testo originale?

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1 hour ago, Shito said:

Il punto, come sempre, ed è quello che ribadisco ogni volta, è che l'istanza "più scorrevole" (sempre quanto più soggettiva e presunta) per me non vale a sacrificare alcun contenuto di un testo.

Ovvero il testo originale essendo:

すでに退避完了との報告が入っています。

il mio intento sarà sempre quello di "non perdere pezzi" lungo la via dell'adattamento.

Quello che Aoba dice con quella battuta, rispondendo a una stringa tomanda implicita di MIsato, che dice solo "I civili e il personale non combattente?" (se ben ricordo), senza alcuna parte verbale - solo soggetti e interrogativa - è appunto:

すでに(sudeni = di già)退避(taihi = evacuare, prendere rifugio)完了(kanyou = completato)との(to no" = congiunzio di citazione oggettiva)報告(notifica, annuncio,, comuinicato)が(ga = particella rematica)入っています(ireteimasu = "è entrato", nel senso di "è pervenuto", "è giunto2 - come ogni tipo di posta o comunicazione)。

Quindi il contenuto totale è che:

E' giunta comunicazione che (dice che) l'evacuzione/messa in salvo (dei civili di cui chiedeva Misato) è già stata completata.

Questo è il contenuto che ho cercato di sacrificare il meno possibile. La mia prima istanza è perdere meno possibile del tutto, non "dire più o meno la stessa cosa in un modo che mi paia scorrevole".

Quanto al termine "taihi" reso con "prendere rifugio", come dicevo con Valerio è inteso questa resa nella resa organica (ordinata) dei vari termini specifici della stessa gamma presenti nella serie, ovvero:


シェルター: shelter -> rifugio
疎開: sokai -> evacuazione
避難: hinan ->  mettersi al riparo
待避: taihi -> prendere rifugio, rifugiarsi
退避: taihi ->
退去: taikyo -> sgrombero

In particolare ho voluto "riservare" il termine evacuazione per il monto specifico "sokai", che è proprio "abbandonare un luogo venendone trasferiti via, se ben ricordo.

Nello stesso episodio compare ad esempio questa battuta di Kensuke che ripende a Touji sul fatto che in classe ci siano sempre meno alunni:

疎開だよ、疎開。みんな転校しちゃったよ。

Kensuke risponde: "Sono le evacuazioni, evacuazioni. Hanno tutti finito per cambiare scuola".

Si sta riferendo al fatto che, iniziati gli scontri sul territorio di NeoTokyo-3, molti abitanti sono stati "evacuati dalla città'.

In senso più genericop, termini quali "hinan" e "taihi" vengono proposti come sinonimi anche da dizionari monolingua, come abbiamo visto, per "adiacenza semantica". Indicano in effetti la stessa azione, considerata da due punti di vista diversi "evacuare -> lasciare un posto a rischio per evitare il pericolo, "prendere rifugio" -> andare in un posto sicuro per evitare il pericolo. Trovando "sokai" ,olto più specifico e univoco, ho intwso "riservare2il termine "evacuzione" alla resa di quello.

Valerio: mi scuso se nel ricostruire tutto questo processo mentale che ho per lo più compiuto a dicembre dell'anno passato mi sia un po' perso, e abbia commesso delle imprecisioni "ricostruttive" del preciso processo mentale che ho seguito. In effetti sono cose abbastanza minuziose, anche perché cercando di mantenere ordinata la terminologia di una serie intera le catene di parole sono diventate molto lunghe, e in più qui da ieri i messaggi che si sono susseguiti e alternati sono stati davvero molti. In ogni caso non credo che il punto sia "quanto maldestramente io abbia in prima battuta ricostruito le cose", quanto semmai "come o operato, e  perché" - cosa che adesso credo di aver chiarito - con tutta la componente di opinabile scelta da me compiuta, che non viene nullificata, certo.

 

Posso solo aggiungere che se davvero ti ricordi che i miei refusi siono solo per lettere vicine alla tastiera hai dimenticato la fatica che facevi (mai ringraziato abbastanza) quando ti sgobbavi tutti i testi sulle prove di stampa dell'Encyclopedia alla caccia di errori di ogni genere. Ed eri notoriamente il migliore di tutti (mai lodato abbastanza). Ovviamente da allora non sono che peggiorato (<- tipo, questa parola l'ho scritta tre volte, la prima era "pegigorato", giuro).

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1 hour ago, Garion-Oh said:

Tradurla come e per chi? 

Letterale per Shito direi: "c'è l'informazione del già completato rifugio". Con in più note varie. Tipo il tempo verbale, significati dei singoli termini e loro ampiezza semantica, ecc... (un lavoraccio).

No, intendevo una traduzione per te, fosse stata in un articolo su Tomino o su CCA. Quindi senza note o altro. Frase giapponese, la tua migliore resa per la stessa in italiano.

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2 minuti fa, Shito ha scritto:

La mia prima istanza è perdere meno possibile del tutto, non "dire più o meno la stessa cosa in un modo che mi paia scorrevole".

Si riassume tutto qua. Io cercherei un compromesso tra perdere meno possibile e garantire la scorrevolezza, tu no e appurato questo ogni locuzione che hai adottato è coerente. Se resti su quella filosofia ogni adattamento sarà così (anche se onestamente amo tutti i Ghibli, ma esasperazioni come queste non le ricordo in nessuno) e finchè ti incaricano di fare adattamenti li farai così 👍

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16 minuti fa, Kiba85 ha scritto:

Per molte delle tue domande credo tu possa trovare risposta in questo articolo del Magazine di PlusChan: https://magazine.pluschan.com/su-traduzioni-ed-adattamenti/

MI è chiaro da questo articolo che lui non veda la professione di dialoghista nella mia stessa maniera, e va bene così. Io sarò sempre dell'idea che le migliori traduzioni e i migliori adattamenti delle opere giapponesi siano quelli fatti da persone in grado di rendere in italiano semplice e comprensibile a tutti una lingua come il giapponese, senza perdere comunque lo spirito dell'opera. È difficile, è vero, ma c'è chi ci riesce. Vi auguro una buona giornata! 

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1 minute ago, Matteo Mascellani said:

Si riassume tutto qua. Io cercherei un compromesso tra perdere meno possibile e garantire la scorrevolezza, tu no e appurato questo ogni locuzione che hai adottato è coerente. Se resti su quella filosofia ogni adattamento sarà così (anche se onestamente amo tutti i Ghibli, ma esasperazioni come queste non le ricordo in nessuno) e finchè ti incaricano di fare adattamenti li farai così 👍

Beh, contrariamente a quanto si dice, i testi di partenza sono sempre diversi. Proprio perché la mia logica/filosfia è quella che dicevamo, ad esempio, in tutto Evangelion credo che NON ci sia un solo "sorellona" o similiari? Nei testi Ghibli invece sono termini molto presenti. Non è che "Shito vuole a tutti i costi scrivere sorellona nei dialoghi", che poi come dicevamo in una cosa come "Penguin Highway" c''è persino un personaggio che si chiama ed è chiamato così, per non dire dell'amuchina.

A me sembra sempre che, legittimamente, ciascuno si stranisca per ciò che "gli fa strano", e poi a partire d quesro si *mon tino dei casi* che si autoalimentano.

Che poi il mio modo/logica di operare un adattamento a te, come ad altri, non piaccia - questo è legittimo.

3 minutes ago, Dave666 said:

MI è chiaro da questo articolo che lui non veda la professione di dialoghista nella mia stessa maniera, e va bene così. Io sarò sempre dell'idea che le migliori traduzioni e i migliori adattamenti delle opere giapponesi siano quelli fatti da persone in grado di rendere in italiano semplice e comprensibile a tutti una lingua come il giapponese, senza perdere comunque lo spirito dell'opera. È difficile, è vero, ma c'è chi ci riesce. Vi auguro una buona giornata! 

Anche questa mi pare una posizione personale del tutto onesta e rispettabile.

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2 hours ago, Shito said:

il mio intento sarà sempre quello di 2non perdere pezzi" lungo la via dell'adattamento.

L'hai però fatto. Cambiando un termine. Per altro, in una stringa di 4 kanji che significa "evacuazione completata", se proprio vogliamo restare sulla frase.

Prendere rifugio non è equivalente all'andarse da una zona pericolosa (e poi mettersi al riparo). Usando questo termine, sempre desueto, ma vabbè, se ti urlano di "prendere rifugio" (sarebbe: rifugiarsi) mentre sei per strada, ti chiudi in casa o ti metti sotto a una macchina. È proprio tutto un altro concetto rispetto all'evacuare una zona. A meno che non si voglia dire di "raggiungere un(il rifugio", ma è proprio un'altra frase, no? 🙂

Quindi siam sempre lì, per te e per chi apprezza il tuo operato per l'aderenza all'originale: DOV'È?

E poi: perché per spiegare il senso di una frase che in una traduzione lineare e corretta risulta già chiara, dovrebbero servire parentesi lunghe due volte la frase stessa solo perché è stata scritta male?

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3 minuti fa, Shito ha scritto:

Beh, contrariamente a quanto si dice, i testi di partenza sono sempre diversi. Proprio perché la mia logica/filosfia è quella che dicevamo, ad esempio, in tutto Evangelion credo che NON ci sia un solo "sorellona" o similiari? Nei testi Ghibli invece sono termini molto presenti. Non è che "Shito vuole a tutti i costi scrivere sorellona nei dialoghi", che poi come dicevamo in una cosa come "Penguin Highway" c''è persino un personaggio che si chiama ed è chiamato così, per non dire dell'amuchina.

A me sembra sempre che, legittimamente, ciascuno si stranisca per ciò che "gli fa strano", e poi a partire d quesro si *mon tino dei casi* che si autoalimentano.

Che poi il mio modo/logica di operare un adattamento a te, come ad altri, non piaccia - questo è legittimo.

Anche questa mi pare una posizione personale del tutto onesta e rispettabile.

Non è che non mi piaccia... faccio proprio fatica a seguire... una volta uscivano 10 cose all’anno e digerivamo tutto... oggi ne escono 1000 e la prima cosa che valuto sono i dialoghi, la sceneggiatura in generale, come dialogano i personaggi poi... se non percepisco comunicazione verosimile tra i personaggi passo subito oltre... serie con presupposti validi distrutte dai dialoghi ne conto a centinaia... se iniziassi oggi Eva probabilmente non arriverei alla fine del primo episodio...

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Adesso, Shito ha scritto:

Beh, contrariamente a quanto si dice, i testi di partenza sono sempre diversi. Proprio perché la mia logica/filosfia è quella che dicevamo, ad esempio, in tutto Evangelion credo che NON ci sia un solo "sorellona" o similiari? Nei testi Ghibli invece sono termini molto presenti. Non è che "Shito vuole a tutti i costi scrivere sorellona nei dialoghi", che poi come dicevamo in una cosa come "Penguin Highway" c''è persino un personaggio che si chiama ed è chiamato così, per non dire dell'amuchina.

A me sembra sempre che, legittimamente, ciascuno si stranisca per ciò che "gli fa strano", e poi a partire d quesro si *mon tino dei casi* che si autoalimentano.

Che poi il mio modo/logica di operare un adattamento a te, come ad altri, non piaccia - questo è legittimo.

Anche questa mi pare una posizione personale del tutto onesta e rispettabile.

Va bene tutto, ma adattare alla lettera "Dio Bestia" sai bene che conseguenze può avere qui in italia.
E' questa la parte difficile: trovare parole che non risultino quantomeno "strane" e che rispettino l'opera.
L'adattamento a mio avviso deve essere a doppio senso, non a senso unico.

Come è stato già detto, rispetto la tua coerenza, ma allo stesso tempo sai bene che la strada che hai intrapreso porta inevitabilmente a questo tipo di critiche.
Prima forse avevano un'entità infinitamente inferiore ma nel 2019, se unisci i fattori Netflix ed Evangelion, una deflagrazione di questa entità era inevitabile e dovevi aspettartelo.

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@Vale:

In primis: intento. Vuol dire: quello che tento (provo, certo) di fare.

In secundis: "perdere" intendo "togliere" - lì rispondevo ad altro utente che mi proponeva un'alternativa di resa molto ridotta. Di mio ho reso un termine con un suo sinonimo funzionale semanticamente contiguo (da monolingua giapponese citato, che riporta un termine in definizione dell'altro), per delle ragioni che avevo chiare i mente, che poi ho ripercorso e infine sono riuscito a esporre (la resa differenziata e ordinata di vari termini affini).

Infine: sulla questione dell'insistito processo alle intenzioni di "ah, hai fatto una svista e la volevi coprire ma ti sei tradito" - su una frase che di certo è quanto più marginale - non riesco a credere che tu sia serio, perché sarebbe come se fossimo quindicenni alla nostra prima connessione su un'arena di discussione. Quindi non vi darò seguito e la considererò simpaticamente. Scusa, mi ero davvero "incartato" nel ri-elaborare a posteriori la resa di "hinan" e "taihi". Ci ho messo un po' a recuperare tutto il materiale mentale e appuntato. :-)

Modificato da Shito
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2 ore fa, Matteo Mascellani ha scritto:

E comunque la colpa maggiore è di chi in Netflix alla fine ha approvato l’operato... lui adatta così, lo sapevamo già 🙄

Però di protestare con Netflix con adattamento ben peggiori in quanto completamente cannati (vedi fate) no eh? Ah no, quelli sono scorrevoli, anche se sbagliati fa niente 

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45 minutes ago, Fencer said:

Uhm, di quest'ultima sarebbe interessante uno spezzone audio. Recitata in modo spezzato, come se Kaji stesse cercando di raccogliere i pensieri o scandendo, possa starci.

Se invece la legge tutta di fila in maniera discorsiva "à la doppiato italiano" è abbastanza strana in effetti.

La risata non è mia.

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Adesso, Alex Halman ha scritto:

Però di protestare con Netflix con adattamento ben peggiori in quanto completamente cannati (vedi fate) no eh? Ah no, quelli sono scorrevoli, anche se sbagliati fa niente 

Non so fammi un esempio... c’è tanta roba che ho smesso di vedere su Netflix perchè non mi piaceva...

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39 minutes ago, Shito said:

Provo a fare una trascrizione più corretta, sfruttando pause a andate a capo, per quello che resta comunque *un dialogo*, una cosa fatta per essere sentita, non letta.

 

 

Già. Infatti è inascoltabile per quanto viene corsa (e immagino che stavolta non ci sia stata una santa Laura Rubin a sistemare alla meno peggio in sincronizzazione). 🙄

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Ecco cosa intendo... sento questo spezzone e mi perdo... andrebbe risentito tre volte per capire qualcosa che TU dovevi farmi capire al primo colpo... se non lo capisco hai adattato male... tradotto magnificamente, ma adattato male... o il doppiatore recitato male... insomma qualcosa è andato storto

Modificato da Matteo Mascellani
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