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Shito

Pchan User
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  • Giorni Vinti

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Tutti i contenuti di Shito

  1. Il discorso destro e sinistro è interessante anche nelle triangolazioni linguistiche. Ne parlavo con alcune suore inglesi in metropolitana a Roma, un giorno di anni fa. Tipo, in inglese, è divertente perché anche se "sinistra" è "left", si ha "sinister" (ovvero: cupo e sospettoso), perché in fondo non è "right" (giusto). Oppure, da noi, è bello che il concetto di "diritto" (legge), sia comunque legato concetto di "dritto" - non una cosa storta. Alla fine si torna sempre lì: bello - ordinato - pulito - onesto sono tutti sinonimi. Cosmos, pucher, mundi... tipo. Quando rifletto sul potere assoluto della semantica di cui sono intrise le parole per sé, e la loro associazione lineare (senza morfosintassi), tutti discorsi che ho in testa si sciolgono in aforismi datti di sole associazioni di idee, e capisco perché Eraclito scrisse il suo libro come lo scrisse. Tipo: Choice is Knowledge is Damnation. No Choiche but Faith is Love. (erano le frasi serigrafate sotto i vecchi iPod Shuffle rispettivamente mio e della mia consorte, e sotto una mela colta e morsicata avevano ancora più senso, vero?)
  2. Eleusis Ra Arwall non trova la battuta divertente. :-)
  3. Ma sono io, o nella splash page ha disegnato Shura al posto di Aiolos e non so chi al posto di Shura?
  4. Shito

    Rebuild of Evangelion

    E credi che avessi usato il termine "prossimità" senza interderne TUTTI i significati? La vicinanza non è solo nel tempo soggettivo. Pensa a un infermiere nel reparto di oncologia infante terminale. L'esperienza di vita dell'uno è talvolta solo romanzo secco nella vita di un'altro. Così tra gli umani.
  5. Shito

    Retrogaming

    Volentieri, se gradisci. :-) Ti va di darmi un "la" con qualche domanda per tua parte?
  6. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Hai detto una verità dalla portata epocale. Quando ero giovane notai la stessa cosa. I costrutti superegotici che fingono di tenere al guinzaglio l'es, ma invero ne sono trascinati alla cieca rinfusa, tanto perché l'ego possa dire che no, sono tutte libere scelte. Era giovane, dicevo, e mi resi conto che quello che si chiama libero arbitrio non è che un inganno e un alibi di un essere senziente e mortale, che pensa con la testa ma vive per altro. Non fu un'epifania. Fu un innesco. Capii che, spostandosi dalla voglia alla rappresentazione, sbilanciandosi più e più verso l'ambito intellettuale, mentale, psichico, mistico (l'ordine è questo), si arriva per forza all'unica scelta libera data all'uomo: la cessazione deliberata della sua vita. Qualcuno potrebbe pensare a Nagisa Kaworu, ma di mio penso a Emil Cioran. Il punto era trovare non dico una soluzione, ma una strada di vita. Umana. E' quella a cui più mi dedico da allora, e saranno passate due decadi già. Chissà se è la stessa ricerca di quell'uomo che dormiva in una botte. Allo stato attuale credo che l'unica strada per certe persone sia la sublimazione dell'esperienza di morte nella vita. Vivere con lo stato mentale di chi, pur essendo sopravvissuto, si percepisce come già morto. E' uno stadio di nichilismo che però mi rendo conto essere inaccessibile, come esperienza e quindi anche solo come comprensione, a chi non abbia vissuto esperienze di proseimità reale alla morte in una particolare età. E anche così, sono condizioni tutte necessarie ma non sufficienti. Ci sono altri astri ancora da allineare. Ma essendoci passato più d'una volta e in momenti fortuiti, riconosco lo sguado del consimile. In cui c'è un vuoto che è limpido, libero, ma non vacuo. Destinato a sfuggire ai più. Per fortuna.
  7. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Un discorso etologico, lo capisco. Ma non serve Kyubei per capire che da che fu mela colta (metafora della conquista dell'autocoscienza), l'essere umano prende nozione del sé , della sua nudità (ovvero dell'esistenza dell'altro - cfr. Sartre, o Haruhi allo stadio) e soprattutto della sua mortalità. Dal che questo essere mediocre e medio tra animalità e divinità, vive tra voglia e rappresentazione, oppue impazzisce o si ammazza. L'etologia non basta da troppi anni.
  8. Shito

    Rebuild of Evangelion

    E' esattamente come dice Fencer. Nelle ultime lezioni di traduzione e adattamento che mi capita di tenere, c'è un semplice argomento che lascia in genere sgomenti i discenti. I discenti sono in genere laureati in lingue straniere. Chi triennale, chi magistrale. Qualche volta anche persone che hanno già un dottorato. E allora faccio notare che si parla di "traduzione tecnica", "traduzione letteraria", "traduzione legale", avete presente? Dico, in accademia. Ma è ridicolo pensarle come cose diverse. Stilisticamente diverse a monte. E' ridicolo perché, se una traduzione è ben fatta, ovvero se è fedele, tanto *i conti torneranno sempre*, e traducendo fedelmente un bugiardino di un farmaco il risultato sarà il bugiardino di un farmaco, scritto come il bugiardino di un farmaco, mentre traducendo fedelmente della prosa letteraria il risultato sarà... della prosa letteraria. Wow. Alla fine la traduzione dovrebbe intendersi come un processo volto a un'ideale una traslazione omotetica. Le viene fatta bene, ogni cosa resta sé stessa. Semplicemente. Naturalmente. Non ci sarebbe neppure bisogno di chiedersi cosa fosse in originale, per assurdo. Tanto lo sarà anche all'arrivo. Solo su una cosa Fencer ha torto. Non è vero che non è difficile. Lo è. Perché è faticoso. Capire è faticoso, costa sforzo e applicazione mentali. E poi trovare il modo per rendere fedelmente quel che già si è faticato a capire è quasi altrettanto faticoso. E l'essere umano è pigro, tendenzialmente pingue e proclive all'abulia. Per lui faticare è difficile. Quindi è difficile. Tirare a campare lagnandosi e fottendo è molto più semplice. Di giustificazioni, poi, se ne trovano a bizzeffe. Infatti è quello che la maggioranza dei nostri simili fa.
  9. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Dai, faccio un discorso serio. Hai presente cosa si intende, in musica o acustica, per "estensione della gamma dinamica del suono"? In pratica è la misura dell'ampiezza dalla tonalità più bassa (la valle più fonda, in sinusoide) a quella più bassa (il picco più elevato). Questa differenza, questo delta, è un'ampiezza massima misurabile nell'andamento dell'onda. Ma è anche la "ricchezza" dell'informazione contenuta. Più un segnale è "stretto" un una magra estensione di gamma, più è monotòno. Normale, no? Lo stesso vale per la lingua. La ricchezza della cifra stilistica di un testo, come i dialoghi de La tomba delle lucciole, o un libro come Lolita, per esempio, è che Seita dice "vado a pisciare2, ma il medico che visita Setsuko parla da medico, il poliziotto che congeda Seita parla da poliziotto. Allo stesso modo, H.H. ha una prosa inglese che è imbarazzante per la ricchezza terminlogica e i riferimenti culturali, ma quando vuole essere incisivo sa sferzar con parole ed espressioni di basso lignaggio. Estensione, ovvero ampiezza, di gamma. La misura della cifra stilistica. Quindi indovina cosa succede se tu "abbassi i picchi" (perché li contienti) e "innalzi le valli" (perché le sostieni)? Esatto, impoverimento. Gli audiofili staranno pensando alla "loudness war" nelle masterizzazioni musicali. E hanno ragione. Ovviamente ho spiegato tutto da illetterato, a pane e salame, e chi volesse correggermi è il benvenuto. :-) Grazie. Le due citazioni sono sempre quele che erano, vengono da Le petit prince e Histoire d'O, ovvero due libri molto diversi sullo stesso tema: la responsabilità insita nel sentimento, la dipendenza vicendevole insita nell'amore. Mi è sempre piaciuto accostare due testi così violentemente diversi ma tutto sommato incentrati sullo stesso contenuto. Chissà cosa ne avrebbe detto Jean Paulhan, o George Bataille, anche. Poi ho pensato che col cappello deposto di Nemo, il tema è vivificato ancor più. Il cappello che poi sarà ereditato da un altro Jean (Roque Lartigue).
  10. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Più che altro, che quando si usa un linguaggio troppo "elevato" non va bene, ma quando Seita dice "vado a pisciare" non va bene lo stesso. XD
  11. Ma lo so! Avevo solo voluto cogliere una palla al balzo, che da bimbo praticai un po' il basket. :-)
  12. Io? Forse. In questo caso non sarebbe la "maledizione degli Eva", ma la "maledizione della Blue Water". La Maledizione di Trismegistos. Che erano i miei quindici anni. Qualcun altro nato prima di me potrebbe chiamarla la Maledizione dell'Ide. Siamo sempre lì.
  13. Shito

    Retrogaming

    Chrono Trigger è un mio ricordo prezioso. E FFIV per motivi professionali.
  14. Se mai dovessi riadattare quella scena, sarebbe ancora "non devo fuggire". Intanto perché, come scrivevo, la resa impersonale sarebbe davvero troppo sbilenca in italiano. Ma ancor più perché ho ulteriormente rivisto quella mia posizione, in ragione di qualche altra fonte che continuo a consultare per saggio lungo su Takahata che sto cercando di definire.
  15. Shito

    Saint Cloth Myth

    Ho letto con attenzione la discussione tra Garion e V sulle colorazioni dell'oro delle armature. Era interessante perché palesemente era un dialogo genuino. Per sciocco che possa essere l'argomento, se il dialogo è genuino seguirlo è interessante. Ora, potrà sembrare assurdo ma io dedicandomi alle questioni delle ombre lavate dagli affreschi di Michelangelo un po' ho empatizzato. E' evidente che anche alla Bandai, come forse anche nel corso della produzione dei vari anime, avranno fatto confusione e una PERFETTA coerenza non c'è. Del resto le produzioni reali sono fatti da persone, gruppi di persone, e cose così. In generale, forse penso di avere capito. Soprattutto cosa intendeva V. Ovvero: di base dovrebbero esserci tre colorazioni, chiamiamole oro giallo [media, standard], oro rosso [più scura] e oro bianco [più chiara], ok? Di ciascuna di queste, ci sono al massimo tre variazioni: luce (standard), ombra e "riflesso" (luminescenza più chiara e brillante). Nella tipica logica di colorazione degli anime. Ora il punto è che non sempre la gradazione dominante (più presente) è la "base" (luce) - per esempio, a me pare che per l'oro bianco domini la gradazione "riflesso", perché quella colorazione viene in primis usata per le cose più brillanti, certo. Inoltre, non sempre (quasi mai), sono presenti su ogni colore tutte e tre le variazioni. Ma questo per dire che io credo abbia ragione V. Ovvero, che il diadema/elmo di Sagittarius, come il "gonnellino/corazza", siano in realtà più chiari, "oro bianco", la cui gradazione in ombra ha del rossiccio dentro, come contro-riflesso. Non so se sono riuscito a spiegare le mie impressioni. E' veramente difficile parlare di percezioni cromatiche per iscritto. Grazie della lettura.
  16. Shito

    Rebuild of Evangelion

    beh, non mi pare troppo male, suvvia ma non è chiara la componente militare, no?
  17. Comunque la citazione nel topic è errata.
  18. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Sai caro Den-chan, quello è un titolo su cui penso da un sacco di tempo. Dico, il titolo. "Regia Astronautica - Le ali di Honneamise" perché se c'è un' "aeronautica", per logica si dovrebbe anche dire, come sostantivo, "astronautica", no? :-) Beh dai, con questo bel post immagino che tanti lettori impegnati avranno di che ridere per tanto tempo! XD
  19. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Hai citato Gunbuster! ecco lo SGUUUUUUBBE! Sarà finalmente doppiato! Acc! Mi sono tradito!
  20. Shito

    Rebuild of Evangelion

    Quella prospettiva è da annichilazione materia-antimateria. Tipo il reattore della Excelion in GunBuster e della Eltreum in Nadia.
  21. Shito

    I film di Makoto Shinkai

    Miyazaki Hayao è amico di Okada Toshio? No lo sapevo!
  22. Shito

    I film di Makoto Shinkai

    Secondo me quel film potrebbe valere la consacrazione del regista. Dico solo che lo potenzialità potrebbero esserci.
  23. Shito

    Che film avete visto oggi?

    Fritz Lang? Luchino Visconti? Elio Petri? Wim Wenders?
  24. Shito

    I film di Makoto Shinkai

    La locandina è davvero WOW. Ma davvero, eh. Dopo l'iper-realismo l'ipernaturalismo fantastico? Sembra un Iblard più delicato. Potrebbe superare Kimi no Na ha. E Sen to Chihiro
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