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Shito

Pchan User
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Tutti i contenuti di Shito

  1. Shito

    Yamato Video - News

    Fencer saggio. :-)
  2. Shito

    Alita: Battle Angel (Gunnm, Ganmu)

    Io pensavo che un certo tipo di esoftalmo umano fosse un chiaro segno di trisomia21 ovvero mongoloidismo. Nella vita reale, dico. Non nei fumetti. Nei fumetti i topi parlano e portano i canlzoncini.
  3. Shito

    Alita: Battle Angel (Gunnm, Ganmu)

    Sybil Vane is not amused, huh?
  4. Shito

    Alita: Battle Angel (Gunnm, Ganmu)

    Beh, c'è lo splendido Big Eyes di Burton. :-) Un film che merita sotto almeno tre aspetti (cinematografico/registico, storico-artistico e psicologico-sociologico).
  5. Shito

    Alita: Battle Angel (Gunnm, Ganmu)

    La riprova che quello che funziona in un canone espressivo e stilistico, non funziona in un altro. Quello che può essere grazioso in un manga, può facilmente essere creepy as fuck in live action. Resta una sola domanda: perché? Oh, wait, Scooby-Do in CG, giusto?
  6. Shito

    Yamato Video - News

    Salvo che non volessero intendere come "inedito" (rispetto a quello TV) il doppiaggio Shin. Oppure inedito (in home-video) quello TV.
  7. Shito

    Yamato Video - News

    Ma figurati! Sei come tuo solito elegante e gentile, che poi sarebbero pressoché sinonimi. :-)
  8. Non è una provocazione, è un'interessante osservazione! :-) La mia risposta è: dipende. C'è una logica, o almeno si cerca di ragguagliarne una. In primis: quello che è in "lingua straniera" nell'originale resta tale. Quindi, nel nostro caso, "Saiya-jin" può diventare "Duraveriani", ma "Tsufuru" non si traduce, ovvero si traslittera in logica: Fruits [fu ru tu ] -> [tsu fu ru] -> Tsfrui. Quindi sarebbero gli Tsufruiani, pronununcia "tsufruyani' (la parte di '-jin' si traduce). In secundis: si cerca di distinguere tra quanto di 'nome proprio' e quanto di 'denominazione comune' ci sia in un nome. Per esempio, "Vegeta" è il nome proprio di un pianeta e di un re. Ma "saiya-jin" è la denominazione di una razza, non dovrebbe avere neppure la maiuscola, come tu non la metti a "italiani", per quanto questo nome derivi da quello proprio di nazione "Italia" - nel nostro caso la nazione "saiya" non c'è neppure. ovviamente ci sono sempre casi storti e particolari, cose dubbie, decisioni da prendersi comunque. Tipo, i nomi di animali. Che spesso hanno una forte connotazione di "denominazione", come quelli degli indiani d'America, no? Però, il punto è sempre decidere non "a caso", non "a gusto e fantasia e simpatia", ma "secondo logica" e "usando senno". :-) Del resto suo padre si chiama Mutande. Cmq mi pareva che figlio di Bulma/Bloomer sia Trunks, ovvero altro capo di intimo? Bra non era la figlia di... boh? Mi sono perso.
  9. Shito

    Yamato Video - News

    Veramente CCSakura The Movie lo curò una collega femmina. :-) La traduzione era della sempre brava Laura Valentini, IIRC: L'adattatrice mi para abbia anche ripreso in mano il suo copione, che era già piuttosto buono, tanto per upgradarlo per sub. Del resto quanti anni son passati? Anche lei soprattutto quanto a giapponese ora se la cava parecchio di più. Che ci stia rilavorando un po' lo so perché spesso collaboriamo, lei mi chiede consigli per il suo lavoro, io spesso le chiedo pareri - ma non si occupa granché di anime. Se non erro ai tempi di Shin Vision fece anche qualcosa sui qualche manga.
  10. Credo che la storia di frutta e verdura, sottogeneri di "piante", venga dallo special sull'infanzia di Goku e il padre Bardak. IIRC, su Plant c'erano Tsufurujin (Fruts -> furutsu -> tsufuru-jin) e Sayajin (Yasai -> Saiya -> saiya-jin). GLi tsufurujin degli scienziati/tecnomani, i saiyajin delle bestia/selvaggi. Complice la tasformazione in scimmioni, i saiyajin sterminano gli tsufurojin, conquistano il pianeta e lo ribattezzano Vegeta in onore del loro barbaro re. Ancora, "Vegeta" (pianeta e famiglia reale) si pronuncia Veg'ta, senza la E di mezzo, e quindi in giapponese "vejita" (la i per voxcale muta), perché non viene, tipo, da "vegetal", ma dall'inglese "vegetable", verdure (pratic<mente l'inglese per yasai), che si pronuncia "veg'tebòl". Tant'è che il fratellino di Vegeta di chiama Table (tebòl). :-) Che poi i lumakkiani siano viscidi, bavosi e abbiano le "antenne" a occhi di lumaca è anche un fatto, eh. Come del resto il fatto che tutti i duraveriani abbiano nomi derivati da quelli di verdura.
  11. Shito

    Saint Cloth Myth

    L'hai notato anche tu, eh? BTW, ma solo a me l'object di Garuda pare in perfetta posa defecatoria su latrina? Dotsuboyan! Senza alcun dubbio. A tale proposito (il TH che è "SU" in kana), per la questione Hols/Holth ho tla cover del roman album).rovato almeno UNA fonte giapponese alquanto autorevole che riporta HOLS in romaji (la cover del roman album).
  12. Ryoga: dipende. Se pronunci il nome in sè, concordo ("kaesar") Ma se dici "Caesar salad", è un nome composto americani che ridefinisce una sua parte, indi è "sisat salad" (grazie per l'ottimo caso di esemplificazione). Toma: a mia gnosi "mass" è una parola inglese di provenienza latina, non è latino. Se erro, ti prego di correggermi. Shuji: sei ridicolo, qui. Non decidi tu come si chiamino le cose degli altri. Che la "X" di OS X sia un rimando a uniX, sin da Darwin, lo sanno tutti - e allora? Non decidi lo stesso tu come si chiamino le cose altrui. Non dire che "va chiamato" O-S-egs. Dì che tu lo chiami così perché piace a te, non ha alcun senso, ma almeno non fai disinformazione spacciando il falso per vero. L'hanno chiamato (i suoi creatori e proprietari) O-S-ten. Da subito e sempre. Si chiama O-S-ten. Non è che tu possa discuterlo, è un fatto. Ovvero puoi discuterlo, ma è solo ridicolo.
  13. No, capisco. Ma come disse Voltaire: "la logica e la ragione sono più antiche di qualsiasi antica tradizione". Indi: "mass" è latino? Tu diresti "messa en scene" o "mise in scena"? Oppure "messa in scena" e "mise en scene"? :-)
  14. Non "Mac OS Dieci", ma "Mac OS TEN". Il nome, di cui il numero è parte, è INGLESE. Quindi va pronunciato TUTTO in inglese. (per la cronaca: si dice un medium, i media, ma se si dice "mass media" si pronuncia giustamente "mass midia", perché il composto polilessemico è anglofono [mass[, indi TUTTO va letto/pronunciato all'inglese, obv. I media di massa, i "mass midia") Non esistono iPhone treggì, tregiesse, quattro, quattroesse, cinque, cinqueesse, cinquecci, sei, seiesse, sette, otto e dieci. Esisono SOLO iPhone Three-Gi, Three-Gi-Es, Four, Four-Es, Five. Five-Es, Five-Si, Six. Six-Es, Seven, Eight, Ten. Alice nel Paese delle Meraviglie è "alis nel paese delle meraviglie" BMW si pronuncia "be-em-we". A ogni nome la sua lingua, a ogni lingua UNA pronuncia. Altrimenti, la prossima volta che qualcuno ha da ridire su gUndam, davvero ridiamo, no? :-) Anche io preferisco "I Cavalieri dello Zodiaco" a "Saint Seiya", sì. "I Cavalieri dello Zodiaco" è un nome molto più affascinante!
  15. Per la cronaca e per chi li ha conosciuti, i miei favoriti di sempre sono OS X 10.4 Tiger e OS X 10.6 Snow Leopard. In totale onestà, prima di OS X 10.3 Panther il sistema era quasi inutilizzabile, perché il problema delle "finestre nascoste" NON veniva risolto col dock in sè, ma necessitava di Exposé. Exposé è migliorato fino all'integrazione di "Spaces" e "Dock Exposé" in Leopard e soprattutto Snow Leopard, ma poi da OS X 10.7 Lion in poi è stato rovinato - come tutto il Finder - con quella menata di "Mission Control". Che mandò a ramengo anche a dashboard dei Widgets introdotta con Tiger, innescando quell'errore madornale del processo "Back to the Mac" (sorry, Steve). BTW, credo che il nome francesino di Exposé fosse un'eredità della mano (e della testa) di Bertand Serlet, che è stato l'ultimo ingegnere davvero bravo a lavorare su OS X. Adoro il suo inglesé americanò. XD Manco a dirlo, lasciò dopo Snow Leopard. Che coincidenza. Credo che Snow Leopard sia stato il picco dello sviluppo e della presentazione al pubblico di un desktop OS come una cosa in qualche modo seria. Diciamo, il computing per la gente della mia generazione/estrazione, ecco. Poi almeno con Mavericks si è fatto un passo avanti, mettendo a posto un po' di menate fatte con Lion e Mountai Lion, ma non risolvendo tutti i guai, intendiamoci - ma almeno la gestione avanzata del multi-monitor finalmente era buona, senza dubbio. Ma da Yosemite in poi tutto a scatafascio.
  16. Scusate, ma state scherzando o semplicemente non sapete di cosa parlate? iPhone X: https://m.youtube.com/watch?v=K4wEI5zhHB0 https://m.youtube.com/watch?v=7ckKbWSdznA Mac OSX: Ho messo l'alpha e l'omega (dato che la X è stata rimossa con Sierra), ma se volete vi posto video per TUTTE le dieci release incluse tra 10.0 e 10.11.[ Cheeta - Puma - Jaguar - Panther - Tiger - Leopard - Snow Leopard - Lion - Mountain Lion - Mavericks - Yosemite - El Capitan ] Ci vuole un attimo, sono tutti su Youtube, ed è sempre, sempre, "O-S ten something". Quindi, rispondendo s Gara, "chi lo dice?" - vedi tu. OSX, che venne dopo MacOS9, si è SEMPRE E SOLO chiamato "Mac O-S Ten". Davvero, di cosa parlate? E par favore non venitemi a dire che: 1) Voi l'avete sempre chiamato/sentitochiamare cosà 2) Il vostro amico italiano che lavora all'Apple Store... 3) I negri e gli zingari e i dodicenni su YouTube... 4) Ma nel doppiaggio storico... 5) Wikipedia... (anzi, neppure: https://en.wikipedia.org/wiki/MacOS -> " The "X" in Mac OS X and OS X is the Roman numeral for the number 10 and is pronounced as such." )
  17. "Ten", semmai. Ogni volta che sento un italiano dire "o-esse-ics" o peggio "yos" mi viene da prendere a testare il muro più vicino. ^^;
  18. Shito

    Yack, deculture!

    Vegeta, veniamo a noi. Ho letto la tua risposta, e i tuoi contro-argomenti. C'è una sfasatura di età (mentale) e di modo di affrontare gli argomenti tra me e te, e questo mi rende difficile risponderti direttamente. senza nulla denigrare, sminuire, spregiare del tuo. Solo, l'età delle diatribe punto-su-punto è da tempo sfiorita in me, credo opportunamente e felicemente, ed è stata sostituita da una visione molto più fluida di argomenti di studio, discipline di indagine, eccetera. Anche il mio modo di argomentare ogni cosa ne è non solo influenzato, ma costituito. Non posso esprimere altro che quanto ho dentro di me. Più specificatamente, il mio modo di approcciarmi e vivere ogni istanza intellettuale ha vissuto progressivamente un sempre più spiccato "ritorno all'antico", così lo chiamo io, in cui una certa analitica oggettivamente tipica dell'ultima fase del pensiero moderno è andata sgretolandosi dinanzi a istante umanistiche molto più vecchio stile. Se del resto ho sempre rigettato lo studio accademico e curricolare, oggettivante e specificizzante, tipizzante e strutturalista, dall'altro il mio animo si è sempre più, sempre più accostato ad appercezione intellettuali fondate su istanze più spirituali (ma umanissime!) quali l'intuito, il sentimento, le idee trascendentali, la sensazione sull'osservazione storica e contestuale, la correlazione di ragionamento puro e libero, cose così. Ormai ribattere punto-su-punto, specie su argomenti di ampio respiro, mi sembra il futile, sterile e gretto bisticcio dei ragazzini su internet. Non sto cercando di sminuire il valore delle tue idee, credimi, quanto piuttosto di esprimerti sinceramente e genuinamente il mio stato mentale. Non posso citare "ad hoc" le opere, serie o facete, che ho letto e digerito. Perché la digestione le ha disciolte e mi ha fatto assimilare quei contenuti, che sono diventati parte di me [del mio pensiero individuale, del mio sentire] e non vivono più in un elenco di titoli e nomi da bibliografia universitaria. Questo tipo di intellettualità mi pare ormai quella di un calcolatore, quella di una Wikipedia semi-senziente che avesse almeno imparato a "unire i puntini" nell'elaborazione dei suoi dati. Ma se da quell'elaborazione eliminiamo cose come appunti l'intuizione, la sensazione, il sentimento... il pensiero diviene meccanicista, sterile e direi "disumano", letteralmente. A tale proposito, consiglio a tutti (so per certo che Garion l'ha già letto) la lettura diciamo "introduttiva" di questo bel articolo scritto dal "nostro" utente AkiraSakura: http://lanostrarivoluzione.blogspot.it/2016/11/la-postmodernita-considerazioni-e.html AkiraSakura è un utente con cui ho avuto a disquisire su queste pagine, mi pare a volte anche insieme a te, Vegeta, e io per primo l'ho talvolta "tacciato" di un eccesso di strutturalismo accademico. La gioia di leggere quell'articolo, invece, è quella di trovare una disanima veramente fluidificata, ovvero personale, su un argomento complesso, sfaccettato, di ampio respiro come "la postmodernità". E' una articolo vario e brillante, dall'argomentazione ben organizzata, e stimo molto AkiraSakura per averlo redatto così bene - perché anche se è fluido e personale i puntini fissi sono marcati con degli spilli, e i riferimenti in coda ci sono tutti. Che meraviglia! Fosse stata tutta così la materia accademica non l'avrei mai abbandonata, suppongo. Per contro, io non credi di essere capace di produrre tanto bell'ordine, anche se ogni tanto mi ci provo e fallisco. Quindi sono ben lieto (non dico orgoglioso, dico solo "lieto") di ritrovare nella disamina di AkiraSakura) anche delle schegge di me, degli sprazzi di farina dal mio sacco. Mi conferma che a seminare val sempre la pena. :-) Ad ogni modo, l'articolo tratta di "postmodernità" in senso lato, non squisitamente nipponista. Il che è una volta di più prezioso. Di mio ho rivolto il mio sguardo di indagine verso il Giappone per un sacco di motivi, con tutti i miei limiti. Vedo il "caso giapponese" come una sorta di "prisma" dell'evoluzione sociologica della fine della modernità (un po' come Kojeve?). MI specchio in uno specchio distante perché ci sono delle assonanze spaventose con il caso del mio contesto, e delle diversità insuperabili che esaltano la sincronia delle affinità, nel classico contesto da "così lontano, così vicino". Un po' suppongo sia anche semplicemente il caso della mia vita, della mia propria recalcitranza alla postmodernizzazione totale - che poi è esattamente la storia dell'otakuzoku, ovvero della sua mentalità, nelle sue varie declinazioni. Guardo una società che ormai consuma neppure più gli oggetti, ma direttamente le esperienze, e penso che un uomo come me, dalla mentalità rivolta alla conquista di simulacri di grandi narrazioni parcellizzate e formalisticamente "elevate", ovvero "elette" a mo' di totem sia già antico. Tipica generazione di mezzo: arrivati tardi alla festa, ci si attacca ai coriandoli e alle stelle filanti da raccattare in terra, ma non per buttarle nella spazzatura: per farne un museo nella sala da ballo già vuota, fredda, dove riecheggiano solo i ricordi delle risate. Anche il mio rivolgermi sempre più a cose come la storia dell'arte, neppure più lettratura e filosofia, mi sembra una conferma - perché la storia dell'arte è scritta in oggetti fisici e unici, indi totemica. E' incarnazione materica dello Spirito del Tempo, no? Personalmente consiglio a tutti di fare buon uso della coppia di forse ctrl-c / ctrl-v e incollare tutto il testo dell'articolo di AkiraSakura su un qualsiasi file che abbia un font e un'impaginazione meno aassassine di quelle del blog linkato. Per uno sprazzo più nipponista, consiglio anche questo meno ambizioso articolo/recensione: http://lanostrarivoluzione.blogspot.it/2016/05/akira-recensione.html che vale comunque da bella integrazione. Nota per i lettori e per l'autore: ぼうそうぞく (bousouzoku) sarebbe 暴走族, che vuol dire sì "gang di motociclisti", ma letteralmente sarebbe "la tribù bousou", dove "bousou" (暴走) -pensate un po'- che è scritto con i kanji di "violenza" e "corsa" indica semplicemente la marcia sfrenata, cieca, furiosa. Chiaramente (?), è lo stesso "bousou" di Evangelion, ovvero quel famoso termine che io ai tempi resi come "berserk", ma essenzialmente vuol dire "fuori controllo", "furioso". e' anche lo stesso termine ripreso in King of Fighters per esprimere quando i personaggi "mezzosangue di Orochi" vanno "fuori di testa" e vengono presi da una furia sanguinaria, in quel caso di parla di 血の暴走 (chi no bousou - la furia del sangue). Quindi, sul filo dell'etimologia stretta e della metonimica intrinseca, non dire che "bousouzoku" significhi "letteralmente: gruppi delle corse violente" - come dice AkiraSakura. Io personalmente lo rendo in genere come "gli sfrenati", o qualcosa di simile. :-) Ah, e qui c'è un omake matto per voi tutti: https://www.youtube.com/watch?v=uNEiwo0wBv8 (chi capirà, capirà) E dopo di ciò, non posso non citare direttamente un pezzetto dello scritto di AkiraSakura che mi pare scintillante per quanto lucido: Le società completamente postmoderne sono società completamente otaku, e in esse la definizione stessa di otaku perde completamente di significato, dacché non è più possibile distinguere ciò che è otaku da ciò che non lo è. Ma l'otaku sostanzialmente è un bambino troppo cresciuto, un eterno adolescente radicalmente legato alle sue pulsioni infantili: in un mondo in cui non esistono più la sofferenza ed una realtà legittima e solida con la quale confrontarsi, è impossibile diventare adulti. Sono le difficoltà e i pericoli intrinsechi presenti nell'ambiente naturale a far crescere ed evolvere l'uomo; nel momento in cui l'abuso di tecno-scienza lo rende apatico e una finanza fantasma – illusoriamente – benestante, egli non ha più motivo di andare avanti, di crescere, di progredire come persona. In fondo, metanarrazioni che legittimino uno sviluppo spirituale e personale dell'individuo in un contesto del genere sono diventate o della fuffa new age per pochi disadattati, o delle parole al vento sussurrate da pochi pseudo-superuomini isolati, frustrati e succubi del loro nichilismo attivo –magari alimentato da qualche ideale romantico preconfezionato – del tutto privo di attrattiva per i più. Questo mi colpisce come una raffica di sberle ben mirate, grazie, AkiraSakura! Ma come disse Miyazaki Hayao (lol): "Qual è lo scopo della vita? "Lo scopo della vita è la felicità... lo scopo della vita è essere felici"... Bah. io proprio non riesco a crederci". Se traduciamo "felicità" con l'illuministicamente francese "bonheur", davvero trovo la cagione della mia grande frattura con il pensiero illuminista, tanti anni fa. Credo ormai che l'umano sia nello sforzo per superare la "malheur", sia nei confronti della natura/contesto, sia nei confronti del proprio simile. La colluttazione di conquista, nient'altro. Una vita gratuita è l'araldo della morte dello spirito, indi dell'uomo. Credo. Infine, dunque: In realtà non credo che nessuno abbia mai provato a farlo. Al governo ci va chi vuole governare, non chi è bravo a governare. Nessuno fa test di intelligenza per scegliere il leader. (Mamma mia che patema usare il multi-quote su questo forum...) Credo che la tua visione non sia errata, ma non colga quello che intendevo. "Chi vuole governare", dici, il che mi sta bene. Ma il punto è che "chi vuole governare", nella storia, è assurto allo scranno con varie mentalità. La mentalità che riferivo io è quella giacobina, della rivoluzione francese. Il socialismo minimalista, hai presente? "I migliori della base", un tentativo pressoché timocratico. Anche molto logico, perché parliamo di timocrazia francese, e la cultura francese è basata su logica e matematica, che sono la stessa cosa. Fin dal medioevo, dalle dissertations pubbliche su temi biblici (ah, Abelard! Ah, ma cherie Eloise!). Quelli per me erano i "bimbi bravi e buoni", che sapevano fare i compitini e tracciare per bene le lineette dritte. Capiamoci, adoro certi giochi di bambini come il "calendario rivoluzionario" (io per esempio sono nato il secondo settidì di Nevoso, "terra vegetale"), oppure la logica dietro alla divisione delle province francesi... eppure non funzionò proprio, l'intelletto subito deragliò, e sappiamo cosa ebbe a scrivere Stendhal di un certo Julien. Sappiamo anche come un certo Lenin cercò di superare i limiti del (socialismo) minimalista con quello massimalista, ma tanto non funzionò lo stesso. (ok, ci rinuncio - il multi-quote è proprio impossibile, almeno con FF du OSX. Ci ho provato. Anche troppo. Peraltro non vedo comando per passare a posting in HTML diretto, forse sono scemo e cieco io) Solo una cosa: le masse non sono al di sotto della media? Dipende da come calcoli la media. Certo, se la base di calcolo è statistica le masse incarano la media, ma con una onesta semidispersione? Disegna un triangolo equilatero. Traccia una riga orizzontale alla metà dell'altezza. Sotto alla riga ci sono i tre quarti dell'area del triangolo. E più sali, più la proporzione si sbilancia *esponenzialmente*, perché vai verso una vetta, che si stringe. Leggi la statistica della distribuzione dei vari Q.I. sul pianeta. Non è una retta, eh. Anzi.
  19. Shito

    Yamato Video - News

    Wow, nella full credit list del film di Sakura figura anche lo Studio Ghibli! :-)
  20. Shito

    Shin Godzilla

    Il Giappone affonda, anche. L'originale. Pensa a Sachiel, poi.
  21. Shito

    Shin Godzilla

    Okamoto Kihachi. Blue Christmas. BLOOD TYPE: BLUE.
  22. Shito

    Yamato Video - News

    Il punto vero è che per fare dei "sub fedeli" ci vogliono tante risorse umane e di tempo che per fare dei dialoghi di doppiaggio fedeli, più o meno. Non è che scrivere (FC) (DS) (VERSO) porti via molto tempo. Non è che impostare un file .doc a 50 battute per riga con un font non proporzionale sia difficile. Tutto sta a tradurre davvero bene, capire davvero a fondo, rendere in italiano quanto più possibile ogni dettaglio e sfumatura. E questo non cambia da un dialogo per il doppiaggio a un sottotitolaggio. Nel sottotitolaggio, del resto, ci sarebbero tanti accorgimenti di morfosintassi, percettivismo di lettura temporizzata e cose varie, che di certo non richiedono meno tempo di "fare il synch", noto rifugium peccatorum del settore in cui opero da vent'anni ormai. Nadia andrebbe fedelmente adattato. Per le prima volta. Tutto qui.
  23. Shito

    Yack, deculture!

    Sicuramente Macross – serie originale e film originale – propone una "visione delle cose" che trovo al tempo stesso profonda e infantile. Provo a spiegarmi: realizzato da due autori giovani, Macross mostra un "esperimento sociale" molto positivistico e logico. L'amore della famiglia nucleare è il fondamento culturale della nostra specie, una specie sessuata, ed è anche l'unica strada per la felicità in Terra, che è raggiungibile. Questo ottimismo logico ragiona un po' come il naturalismo francese, un po' come la mentalità socialistica minimalista: "Se facciamo tutti insieme la cosa più logica e sensata, mettendo i migliori di noi alla guida del gruppo, tutto andrà per il meglio". Disgraziatamente, non funziona. La rivoluzione francese, ovvero la sua mentalità, deraglia nel regime di terrore. Al tribunale rivoluzionario che mette a morte Lavoisier gli si dirà anzi: "La repubblica non ha bisogno di sapienti" - sic. Un certo autore che ritengo intelligente scrisse un libro intitolato "Il rosso e il nero", ben mostrando come è in animo umano che dalla rivolta e dalla scalata dell'uomo sull'uomo non nasca che il peggio del peggio (Carogne! Carogne! Carogne!). Essenzialmente, la mentalità infantile/giovanile di pensare che con la logica e le buone intenzioni ( = "bravo bimbo intelligente") si possa arrivare a un ordine è falsa e fallace, perché ignora e prescinde dalla componente sensuale dell'essere chiamato "uomo". Prendere in considerazione questa componente, cosa che la storia dimostra imprescindibile, è attitudine che appartiene a pensatori più anziani - o più germanici, forse. Nel mio caso, dico spesso che nel corso della mia crescita educativa mi sono trovato a "dover correggere una mentalità proclive al giacobinismo francese con una cura germanica luterana vecchio stile", per capirci (?). Il filmato del videogioco che mostri sembra portare a un livello contemporaneo una certa speculazione Asimoviana (la Fondazione?) che poi passa anche in Tsurumaki Kazuya (la Fraternity, con nome preso a prestito da Cordwainer Smith e il suo Ciclo della Strumentalità dell'Uomo). Ma alla fine stiamo sempre girando intorno a quello che l'intelligentsia francofona imparò dalle ceneri della Rivoluzione. Per esempio, Henri-Frédéric Amiel, nel 1871: Le masse saranno sempre al di sotto della media. La maggiore età si abbasserà, la barriera del sesso cadrà, e la democrazia arriverà all'assurdo rimettendo la decisione intorno alle cose più grandi ai più incapaci. Sarà la punizione del suo principio astratto dell'uguaglianza, che dispensa l'ignorante di istruirsi, l'imbecille di giudicarsi, il bambino di essere uomo e il delinquente di correggersi. Il diritto pubblico fondato sulla uguaglianza andrà in pezzi a causa delle sue conseguenze. Perché non riconosce la disuguaglianza di valore, di merito, di esperienza, cioè la fatica individuale: culminerà nel trionfo della feccia e dell'appiattimento. L'adorazione delle apparenze si paga. Sono cose che suonano sinanco profetiche, se non fossero banali al limite del lapalissiano (per restare in Francia). La sola condanna di Lavoisier dice altrettanto in così poche parole. Ogni forma di democraticizzazione di ogni forma di aggregazione umana è nefasta, e conduce alla distruzione dell'umanità intesa come natura. Se tre persone governano tremila persone, tre persone sono troppe. Ogni forma di "gruppo umano" è distruttivo. L'uomo non è un animale sociale che per forza e per convenienza, talvolta anche intima, e al vertice di una piramide non può che esserci uno soltanto. Altrimenti si metterà comunque in moto il meccanismo di decadimento. Perché nel gruppo, l'uomo mostra sempre il più nefasto dei suoi difetti: il narcisismo. Il credersi migliore, o anche solo "buono", come gruppo. Come razza. Come specie. E si innesca la logica democratica. E tutto si guasta. Il filosofo Morioka Masahiro, che ho conosciuto personalmente e privatamente a Tokyo, ha scritto vari libri interessanti, tra cui forse il più brillante è "La società senza dolore". Senza conoscere il dolore, la sopraffazione vicendevole, il conflitto, l'uomo non troverà mai un senso della sua esistenza - a tutti i livelli di scala di grandezza. Perché uno sia felice, dieci devono soffrire. Non si può essere felici tutti insieme, perché l'uomo è un essere che desidera più del suo necessario. E tende così all'antropofagia. Per ogni uomo libero ci sono dieci schiavi, anche oggi, anche per le frivolezze. Ecco la verità dietro al sogno americano, che nasce da una logica imperialista e sionista. Solo, come gli antichi romani insegnano, è sempre opportuno mettere gli schiavi lontano dagli occhi e lontano dal cuore, perché per alimentare il narcisismo umano, che è in primis morale, bisogna usare religioni che facciano apologia del gran cuore. Bisogna creare dei padroncini che si compiacciono credendo di avere la morale degli schiavi. Così funziona bene. E' l'estremo narcisismo umano, o meglio delirio di onnipotenza, l'illusione di poter sovvertire quell'ordine naturale che vive di disuguaglianza e crudeltà. E' tramite il conflitto che si genera nella disuguaglianza, a tutti i livelli, che la vita va avanti. Perché la disuguaglianza è dinamica, transistatica, metabolica. L'uguaglianza è stagnante, omeostatica, mortifera. Ed è per questo che talune filosofie vedono nell'esercizio della guerra un'attività igienica per la psiche umana stessa.
  24. Interessante nota su... Kerberos. Stavo riguardando i credits ufficiali del primo film di CCSakura. Lì "Kerochan" è ovviamente riportato (e chiamato) come ケルベロス (Kerberos - alla greca), ma poi viene scritto come Cerberus. Per i giapponesi credo che questo nome mitologico sia un semplice caso di pronuncia (con conseguente scrittura in katakana) e scrittura in romaji "canonizzata" da due diverse fonti, in una sorta di divertente caso di disgiunzione allotropica. ^^
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