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Shito

Pchan User
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  1. Ah, fosse così semplice. Tutti i termini inglesi, assai presenti nei nomi dei colpi soprattutto, potrebbero essere considerati più o meno "gairaigo" (外来語, forestierismi), e indi tradotti come lingua base del testo originale. Soprattutto quando, nella realtà narrativa, la conoscenza della ingua inglese da parte del personaggio che li usa è incongruente con la sua caratterizzazione. Ovviamente, questa è solo una osservazione su un possibile punto di analisi e discussione. Pegasus Ryuusei-Ken è un nome di un colpo espresso in Giapponese in un'opera giapponese. Rozan Shoryuu-Ha pure. Ok. Diamon Dust? Va inteso come inglese-inglese o come garaigo giapponese? La questione non è del tutto scontata. A tal proposito, la citazione nella chou-hissatsuwaza di Kula Diamond: Il nome del colpo è "Freeze Execution", ma è bello che nell'eseguirlo lei "scaccia" l'avversario dicendo, da ragazzina, "ma davvero, che ne so!" [quel modo di intendere "non se voglio sapere niente"]. Non so perché nella versione potenziata abbiano voluto mettere una citazione di Clay/Ali, però (volteggia come una farfalla, pungi come un'ape).
  2. Credo che lavorare sull'adattamento linguistico di un'opera come Saint Seiya comporti, giocoforza, una serie di scelte artistiche che sono destinate a restare discutibili, nel senso buono del termine.
  3. Concordo con i ragionamenti espressi da Sirtao. Fermo restando che queste cose sono spesso spinose, e proprio la saga di SS mi pare uno di quei casi.
  4. Questa a me pare una traslitterazione ufficiale su un prodotto originale in lingua giapponese. Sbaglio?
  5. Shito

    Gunslinger Girl

    Un mio vecchio articolo sulla prima serie animata: https://lanostrarivoluzione.blogspot.com/2022/10/fratelloni-sorelline-la-cosa-piu.html Versione fansubbata della stessa: link rimosso dal moderatore Per nessun motivo sono ammessi link diretti a materiale coperto da copyright Speciale in prossimità della fine del manga: https://natalie.mu/comic/pp/gunslingergirl le pagine 2 e 3 contengono un'intervista all'autore. Il titolo del tutto è sempre la catchcopy della serie, ovvero: 「少女に与えられたのは大きな銃と小さな幸せ」 cioè: "Ad essere stato dato alla ragazzina, è un grosso fucile e una piccola felicità" (nota: 小さな幸せ [chiisana shiawase], erroneamente tradotto in italiano come Poca Felicità, è anche il titolo dell'Image Album dedicato alla prima serie animata.) Una mostra che si tenne alla Meiji University dopo la conclusione del manga: https://www.meiji.ac.jp/manga/yonezawa_lib/exh-aida_gun.html (contiene link al ber chirashi e alla lista del merchandise esposto) Il titolo è: 相田裕の「GUNSLINGER GIRL」"改造"と"再生"の10年 展 cioè: "Esposizione "GUNSLINGER GIRL' di Aida Yuu, dieci anni di "modificazione" e "rinascita" (nota: "改造" e "再生" [kaizou e saisei] sono concetti chiave, e anche storicizzati, nel linguaggio giapponese che riferisce a cyborg, cloni e compagnia bella, spesso riferiti come kaizou-ningen [esseri umani modificati] già nella saga di Kamen Rideri]. Traduzione in inglese di un'intervista all'autore apparsa originariamente proprio in italiano (grassetti miei):
  6. Shito

    Gunbuster - Diebuster

    Sulla questione dei LD hai anche ragione, ma "sono cose davvero alla giapponese", ovvero: Come vedi, se il "jacket" del LD riporta, come tu giustamente dicevi: GUNBUSTER | AIM FOR THE TOP, l'obi riporta *solo* トップをねらえ! – allo stesso modo, gli home-video originali di Eva in copertina riportano solo: NEON GENESIS EVANGELION ma poi in costa c'è *solo* 新世紀エヴァンゲリオン. Casi analoghi sono "Kidou Senkan Nadeshiko" (La corazzata celere Nadeshiko) / MARTIAN SUCCESSOR NADESHIKO oppure "Tenkuu no Escaflowne" (Escaflowne dei cieli) / THE VISION OF ESCAFLOWNE, e tornando indietro si arriva almeno fino a "Koukaku Kidoutai" (Squadra celere antisommossa) / THE GHOST IN THE SHELL, o ancor a "Densetsu Kyojin Ideon" (Ideon il gigante leggendario) / SPACE RUNAWAY IDEON e ovviamente a "Kidou Senshi Gundam" (Il guerriero mobile Gundam) / MOBILE SUIT GUNDAM. Credo che sia tutto nato ai tempi dell'anime boom, quando la SF la faceva da padrone e voleva un certo senso di "anglismo fittizio" per essere "cool" (anglismo!). Tipicamente, su certi tipi di materiali (che so, gli shitjaiki) si usava il titolo inglese, su altri quello giapponese, che restava però quello "vero" ossi "a catalogo". Questo "titolo principale" è in genere quello che appare in testa alle sigle di testa, mentre il secondario, in inglese, negli "stacchetti". Come ho spiegato, così è per GunBuster, Nadia, e Eva – ma di sicuro lo era già per Ideon. Su altre opere di Tomino non ho verificato, ma non mi stupirebbe. Suppongo sia sempre una questioni di fascinazioni d'esotismo... proprio come per 使徒/ANGEL o 波動パターン/BLOOD TYPE. Anche l'all-caps è very cool, come si capisce. :-D
  7. Shito

    Gunbuster - Diebuster

    Credo che la "traduzione inglese del titolo reale ovvero giapponese", ossia トッピをねらえ! (Punta al Top! / Aim for the Top!) sia comparsa solo in un secondo momento rispetto all'uscita originale della serie OVA. La GAiNAX in genere insisteva molto sulla correttezza dei loro titoli, il caso più cassico è quello di BANDAI che volle a tutti i costi un titolo del tipo "qualcosa di qualcosa" per il film che la GAiNAX aveva intitolato "La regia astronautica" (王立宇宙軍 - "Ooritsu UchuuGun"), facendo nascere quindi prima il titolon pubblicato nei teaser "Lequinni no Tsubasa" (Le ali di Lequinni) e poi "Honnemise no Tsunasa" (Le ali di Honneamise), con un nome di regno senza senso e buttato lì per lì (Honneamise), titolo poi declassato a sottotitolo in tutte le pubblicazioni ufficiali e poi eventualmente dimenticato. :-) E tu hai ragione, ma mi dicono dalla regia che sono sempre rigido. Tipico Capricorno, aggiungono.
  8. Shito

    Gunbuster - Diebuster

    Ma non hai torto nel dire che rompo le scatole sono puntiglioso anche sulla doppia maiuscola, per il sottotitolo. :-D
  9. Shito

    Gunbuster - Diebuster

    Perché è una tradizione quella di usare il sottotitolo [inglese] nell'eyecatch, così in Fushigi no Umi no Nadia (ovvero "Nadia dei mari delle meraviglie", ma nell'eyecatch: THE SECRET OF BLUE WATER), così anche per ShinSeiki Evangelion (ovvero "Nuovo Secolo Evangelion", ma nell'eyecatch: NEON GENESIS EVANGELION). In questo secondo caso la tradizione si estese non solo al titolo della serie, ma anche ai titoli dei singoli episodi, come sappiamo. È probabile che questa tradizione origini anche da molte opere di Tomino Yoshiyuki, e da una velleità (finto)internazionalista tipicamente SF settantina..
  10. Shito

    Gunbuster - Diebuster

    BTW, by no means the series title is "GunBuster". :-D
  11. Non vedo link ad articoli e non so di cosa tu stia parlando. :-)
  12. Ma "final edition" nel senso che poi la smetteranno di usare il titolo italiota idiota?
  13. La cosa vertiginosa di quella scena è la comunicazione che il regista instaura col pubblico mettendo in scena la discomunicazione tra i tre personaggi in scena. La comunicazione dell'incomunicabilità. Vertiginoso.
  14. Certo. La trovi nel trailer. Il modo in cui si allargano gli occhi e il sorriso da bimba di Lum. "Dis-moi que c'est pur toutour...!" THE DREAMERS Dio mio. La sirenetta è il vero youkai. La sua immagine. Non Circe, ma Nausicaä è l'ultima tentazione di Odisseo, eh. Più che un giro infinito in giostra, ancora un altro ultimo giro in giostra. Perché alla fine "tu sei solo un bambino che vuole seempre restare fuori a giocare anche quando il sole è tramontato da un pezzo."
  15. E soprattutto: "In cambio, mi faresti una promessa?" "Mh?" "Prenditene la responsabilità, eh!" La doppiatrice di quella sola scena la riconoscete? Indizio: nello stesso anno doppiò una principessa. Qualche hanno prima una contessina. E se lui avesse compiuto quel bacio, prendendosi la responsabilità della sua scelta, l'infanzia sarebbe finita. La distruzione dell'otakuzoku. Peccato. Che grande occasione persa. In fondo, quello era anche l'anno dei DAICON-IV. Era già la fine, la noia, la nausea.
  16. Sicuramente tra le più pregne e significative.
  17. Non hai molta esperienza con gli amori/infatuazioni/fissazioni femminili prim'adolescenziali, vero? Non so in questo remake, ma non l'originale-originale una cosa è palese: Lum è poco più che una bambina, Shinobu è una ragazza, Sakura è una donna. Nell'originale-originale (animato) questa differenziazione è così marcata da essere disarmante. Lum ha tutta l'ingenuità,la semplicità, la radicalità e l'irruenza di una poco-più-che-bambina (ottantina) bambina innamorata. In Beautiful Dreamer c'è una scena (chiave, ovviamente) che è davvero "le tre età della donna" più dell'omonimo quadro di Klimt. Dai suo vezzi di pronuncia, ai suoi ragionamenti, tutto in Lum dice fortemente "sono piccola". Credo che senza questa componente, il personaggio non abbia alcuna adorabilità, nè alcun senso. Ne remake, ripeto, non so: ho visto solo la sigla fino a lei che fa un balletto da odoroite-mita su NicoNicoDouga e ho chiuso, auspicabilmente per sempre. Che gran peccato. Il design era memorabile, per cominciare. "Prenditene la responsabilità, eh!" (<- chi capisce, capirà.)
  18. Oggi in un bella caffetteria di Hamburg la radio ha passato questa canzone: Come passa il tempo. Schegge di un passato in cui c'era un certo entusiasmo tecnologico, una musica molto diversa da oggi. Al tempo, fu quando appressi l'espressione angloamericana "(to be) black&blue". Poi la stessa radio ha passato "Una storia importante" (ouch!), di Ramazzotti 1985. Che a risentirla oggi pare una canzone di Battisti-Mogol. Ridateci le giovani marmotte. E il loro manuale per saper fare tutto. E sopravvivere.
  19. Per quel video, ringraziamenti al caro Domenico (Guastafierro). Breaking News: ho infine visto il primo episodio della "seconda versione italiana" di Evangelion. Non l'avevo mai ascoltata, l'ho fatto ora grazie al lavoro amatoriale di un (vero) appassionato e conoscitore della serie. L'ho trovata davvero molto buona. Ossia la verità è che anche Fabrizio aveva fatto un ottimo lavoro. E voglio solo immaginare in quali anguste condizioni e con quali serrati ritmi di lavoro. Su dialoghi di questa complessità e precisione, non adattati da lui stesso ma da un ortodosso come me, non posso che sottolineare che aveva fatto davvero più di quello che si sarebbe potuto ragionevolmente sperare. Sono serio e senza un filo di sarcasmo. Sono persino stupito. E la distribuzione delle voci era ottima, tutti gli attori altrettanto. Ritsuko finalmente suona come una coetanea di Misato, una giovane donna. Per dire. Ah, la stupenda e geniale Barbara De Bortoli su Ritsuko è farina del sacco di Fabrizio, almeno a metà. Merito principalmente suo, di sicuro. E anche Stefano Broccoletti su Shinji è stato molto bravo, anche contro i miei dubbi, che nella mia ortodossia avrei detto il contrario. Invece. Ovviamente, ora quello che dicono personaggi è così attaccato sulle loro facce, sulla sceneggiatura, sugli stacchi. Per dire: Misato dice a Ritsuko che anche nel suo "non essere carino" Shinji assomiglia molto a suo padre. Ritsuko fa solo uno sguardo, perché lei è l'amante di quel padre, solo che Misato non lo sa, né noi. Dopo lo stacco, secco, vediamo Gendou bistrattare persino il suo amico di sempre Fuyutsuki. Tutto torna. Anche le cose più sottili. Perché Evangelion è fatto così. Tutto quello che nel 1997 non avevo colto, qui c'è. Ed è così tanto! Con una mia direzione sarebbe stato tutto ancora più preciso, cesellato, scolpito? L'atmosfera più centrata? La caratterizzazioni più coerenti? Sì, certo. Avendo scritto quei dialoghi, complessi e ortodossi, dopo essere ripassato ancora una volta in ogni parola, battuta, scambio di ogni episodio, beh neppure con una fusione mentale potrei trasferirne la percezione nella mente di un'altra persona. Ma questo è scontato, ovvio, dovuto. Così com'è, invece, è un miracolo. Nel globale, la migliore edizione italiana della serie animata giapponese intitolata ShinSeiki Evangelion. Di cui, per motivi che ancor meno riesco ora a capire, si è fatto un atroce spreco. Ma ho come l'impressione che tanto importi sul serio solo a me e a pochi altri. :-( Peccato, peccato. Non per me, eh, io questa serie la conosco a memoria – letteralmente – in due lingue almeno. Peccato per Evangelion in italico sé, e per quei pochi italiani a cui interessa o interesserebbe Evangelion in quanto tale. Di tutto il resto poco o nulla mi interessa, invece.
  20. Shito

    Kimagure Orange Road

    Ops, edito. Era una frase che avevo pensato in forma passiva, e poi messa all'attivo. Grazie. Della correzione e dell'attenzione, ancora prima.
  21. Shito

    Kimagure Orange Road

    Non sono un appassionato virtuoso di Kimagure Orange Road. Quando venne mandato in onda la prima volta in Italia la prima volta lo snobbai perché trovai umiliante la sigla italiana. E i nomi dei personaggi peggio. E da lì non mi sono mosso finché non lessi il manga, ai tempi della prima pubblicazione italiana per la Star Comics. Allora lo trovai un po' interessante, ma non ci capii molto. Poi lavorai persino ai dialoghi della versione italiana ridoppiata da Dynamic Italia, ma ancora ci capii poco e niente. Ai miei occhi, continuava a trattarsi si una storia alquanto frivola di sentimento adolescenziale e blanda fantasia, ma senza alcuna rivelazione. Certo, alcune scene dell'anime avevano forte atmosfera e forte impatto. L'intreccio del viaggio nel tempo che chiude la serie animata era molto vicino alle mie fissazioni di sempre, in parte anche di adesso, e quindi andava a toccare un groviglio di miei nervi sempre scoperti. E poi le musiche, certo. Non che ancora spessi niente del compositore. E poi quella sigla, la seconda. Come ragazzino cresciuto negli '80 certe atmosfere mi erano davvero molto vicine. Così lontane, così vicine. Ma ancora non ci capivo niente, perché vedi, io sono davvero tardo. Ci volle Cristian, l'amico che ti dicevo, che con una frase mi fece capire tutto Orange Road. E la frase fu: "Orange Road è la storia di come Madoka viene salvata, ovvero recuperata, da Kyousuke. Hikaru non aveva bisogno di essere salvata, era già salva fin da principio." BAM Quindi tutto sommato è una serie, fumettata e animata, che non mi dispiace. Al netto dei momenti che tu credo giustamente enuclei, è quello che è. Ora dovrei dire del film di Mizoguchi. Per ora però, propongo solo una sincronia probabilmente non casuale. Yuming: Credo sinceramente che "Vorremmo tornare a quei giorni" (pluralizzazioni infarinate dal mio sacco) sia la più cristallina espressione della mentalità otaku insieme al famoso (?) "Noi no vogliamo diventare adulti" citato in apertura dell'articolo di Ejisonta.
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