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Shito

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  1. Gli italiani stanno sempre a guardare gli errori arbitrali e le regole. Funziona così: è guerra. Chi vince, per come vince, vive. Chi perde è morto. Tipo nel pugilato: ci sarebbero regole, ma per dire che ci sono.
  2. Scusa, Shito, ma su quale pianeta? Apple vende oggetti in quanto brand. Beh, non è mistero che io consideri cerebrolesi gli utenti di un brand in quanto tale. ^^; Apple e i suoi 'fanboy' (per usare un termine a me odioso) non fa accezione, anzi. Ovviamente, se un brand ha per qualcuno uno 'storico' di prodotti graditi, è una buona ragione per andare a guardare i prodotti di quel brand, ma non per inficiare l'onesto giudizio su ogni singolo prodotto, no? Per la serie: Tiger era dio, per me. Leopard una merda. Snow Leopard un semidio. Lion lol. Mountain Lion non ne parliamo neanche. Non è una questione di brand. E' una questione che ogni prodotto va valutato per quel che è. Questo è tipico di Steve Jobs, della sua 'visione / non visione' delle cose. Era un otaku, ma tutto sommato non sapeva manco lui di cosa. Ogni tanto si fascinava con idee e tool, e ci sviluppava intorno dei prodotti incentrati sull'immagine e sul potenziale che l'avevano affascinato. Anche il Mac originale era proprio così, se ci pensi. Ovviamente questo gioco funziona cavalcando le onde dell'hype zeitgeist di ogni momento, e negli ultimi momenti ne hanno imbroccate svariate, sino a quasi a determinare loro stessi i momenti data la fidelizzazione al brand, perché sì: gli idioti sono sempre la maggioranza. Questi sono fatti, è così. Quanto al discorso del 'trolling' sul fatto che un componente interno è fatto dal concorrente esterno, mi pare una cosa sciocca, appunto da Sega VS Nintendo e cose simili, che lascia non solo il tempo che trova, ma peggio non lascia presumere un intelletto reale. Apple e Samsung sono due compagnie in forte attivo, non ha manco senso speculare su cosa sarebbe meglio per loro, "se fossi stato io" e 'ste cazzate: ma quanti anni abbiamo, ancora? Semplicemente è il 2012. Apple produce prodotti che disegna e ingegnerizza usando le componenti migliori che trova (e a volte fa customizzare) all'uopo. Dal vetro dei gorilla agli HD Sony dentro al primo iPod, degli chassis del primo Mac a quel che volete, quando si vuole fare un prodotto in un certo modo lo si deve disegnare e concretizzare attingendo alle parti che il mercato professionale offre come realizzabili. Tutto qui. Il resto è, se non piace la parola "partigianeria", mero campanilismo. Parimenti vacuo. BTW: parlando del nuovo upcoming film su Jobs, tutti dicono che l'attore che si rumora essere selezionato sia uguale: Io trovo molto più simile (ovviamente pensate a un make-up ad hoc) quest'altro, il cui sguardo penetrante e la cui attitudine mi pare perfettamente calzante con quel che si è visto letto saputo del giovane Jobs:
  3. La partigianeria è supportare o bashare un quasiasu brand, partito, squadra, colore *a prescindere*, ovvero in quanto tale, ovvero dare valore non a un oggetto, a un idea, a un fatto o un atto, ma al marchio di quelle. Tu devi fare un tablet. Cerchi i componenti migliori. Punto. Se tu ti impedissi di aquisire i componenti migliori perche sono prodotti, in quanto componenti, dall'OMG nemico saresti partigiano, illogico, e perderesti un'occasione di avere il meglio - posto che quello sia il meglio. Per l'acquirente, vale lo stesso discorso. Simpatie e antipatie, quando si tratta di acquisto, valore, oggetti e simili, sono stupidi bug di egotismo, nulla più. Vedo un oggetto. Lo valuto in quanto oggetto. Lo giudico in quanto oggetto. Chi lo prodice? Dio? Il diavolo? Che differenza fa? E' un oggetto, devo aquistare quello, non un pensiero parassita ad esso attaccato con cui trastullare la mia debole mente desiderosa di aderire e sentirsi parte di un 'gruppo', così da avere un punto di autodefinizione. In effetti, è dalle elementari che religione fanatica, tifoseria e ogni logica di parte mi pare un'idiozia per menti [autocoscienze - identità] deboli. :(
  4. La partigianeria, di ogni colore, è la negazione della logica e del buon senso. Per contro, la logica e il buon senso sono la negazione d'ogni tipo di partigianeria. C'è poco da fare.
  5. naturalmente non è una pecca del nuovo ipad, ma viene da chiedersi quanti dei commenti entusiasti sul retina display sono fondati. Credo sia lo stesso effetto che fanno le App, che vengono 'upscalate' a 2x (ovvero ogni pixel originale diventa quattro pixel nuovi, 2x2). L'effetto è chiarmente peggiore del precedente, a risoluzione nativa, dato che un blocco di quattro minipixel 'blenda' peggio di un pixel originale nativo - l'anti-aliasing implicito in una res nativa è fregato. L'effetto dell'upscaling è quello di una grafica bitmap emulata. Al contrario, i testi in grafica vettoriale (pdf professionali vettoriali, iBook), beh, sono tutta un'altra cosa. :-)
  6. Sembra ridicolo il paragone, quanto lo sfottò indiretto, quanto l'atteggiamento di chi schifa Samsung come produttore in quanto tale amando Apple. E' tutto insensato. Siamo nell'anno del signore 2012. I prodotti sono complessi, ovvero composti da molte parti diverse, prodotte da produttori diversi. E il sole nasce a est, l'acqua bagna, e altre cose evidenti e palesi. Un prodotto complesso è l'insieme delle sue parti, il modo in cui sono ingegnerizzare l'un con l'altra, e ciò che performano nel loro insieme. Non so quante firme ci siano dentro a un prodotto Apple. Mi pare che gli accellerometri siano prodotti da un'azienda italiana, sventoliamo il tricolore? Ridicolo. L'iPad, come ogni altro oggetto reale, è quello che è quando lo si tiene in mano e lo si usa. Il resto è perdita di tempo da onanismo mentale partigiano. Ovvero: ridicolaggine.
  7. Direi più sensatamente che il display, a prescindere dal produttore del componente (qualcuno mi spiega il senso che può avere interessarsene?), per la funzionalità che il device offre nel suo insieme con quel componente, vale l'acquisto per chi trovo l'uso di quel componente di un valore pari o superiore al prezzo dell'upgrade. Che poi dovrebbe essere il ragionamento inconscio da 1/2 di ogni acquirente potenziale dotato di senno, no?
  8. Beh, essenzialmente 'il nuovo iPad', che non si chiama 'il nuovo iPad', ma solo 'iPad', è nuovo nello schermo. Non c'è altro. C'è lo schermo updatato, e le interiora updatate per gestire lo schermo updatato. Funziona come prima, è il design di prima, è la stessa 'cosa' di prima, solo con uno schermo molto migliore, dal diverso effetto, feeling e impatto (specie su certi usi). Ah, sì, ci sono anche le camera aggiornate: ma è insignificante. Credo sia un po' da dementi usare una cosa tanto grossa per fare foto o filmati, le cam dell'iPad erano intese solo per le videochiamate, e non è che si faccia straming full HD, no?
  9. Passato ancora un po' di tempo con iPad nuovo e iPad2. Il nuovo è davvero WOW. Le foto sono proprio un'altra cosa: a partire dai minimali, l'effetto di carta stampata è incredibile. A paragone, le stesse foto su iPad2 sembra 'digitali', come un videogioco, mentre sul nuovo iPad sembrano proprio delle stampe. Incredibile. Stessa cosa per il testo, sia con PDF che con eBook. Chi usa l'iPad per applicazioni e usi di questo genere, potrebbe davvero pensare a passare al nuovo: l'esperienza cambia del tutto, e in meglio. Al contrario, credo che chi lo usa per i giochi o altre applicazioni di sorta non potrebbe notare, o meglio apprezzare, una differenza tale da pensare a passare dal 'vecchio' al 'nuovo'.
  10. Ho infine provato estensivamente il nuovo iPad. Che dire? 1) lo schermo è proprio wow. Ma per davvero, eh. Si nota ovviamente soprattutto sui font, sulla lettura. I pdf vettoriali, gli eBook, i nomi delle icone: sono un'altra cosa. Who cares per i giochi e per i video. Per le foto ovviamente la differenza è altresì notevole. 2) il design è lo stesso del precedente iPad2, solo un po' più spesso - che imho è un bene. 3) la velocità percepibile sulle operazioni basiche (apertura applicazioni,ecc) è imho anche un filo meglio del precedente modello. Sembra molto molto snappy. In definitiva, è un prodotto che ha raggiunto la sua piena maturità. Bene per chi lo comprerà d'ora in avanti. :-)
  11. Sì. Per la cronaca, alcune battute del trailer sono incise apposta per il trailer, non sono battute presenti nel film. Possono quindi suonare un po' buttate lì, dato che sono state recitate in modo decontestualizzato. Per esempio, quella di Sheeta che si citava qui sopra.
  12. Shito

    Saint Cloth Myth

    Le Crown OCE sarebbero cosa notevole. :-)
  13. Ah, no, è che San Pietro in Vincoli è una chiesa piccolina, davvero non ci sono opere d'arte così rilevanti, né magnificenza architettonica. Non è san Giovanni, o Santa Maria Maggiore. Solo, c'è il Mosè. :-)
  14. Ci sarebbe anche da dire che i giapponesi sono uno dei popoli in assoluto più soggetti alla "Sindrome di Stendhal" (gli italiani invece ne sono completamente immuni..). Questo è interessante, ma l'avevo portata a vedere il Mosé, e a San Pietro in Vincoli c'è praticamente solo quello. Non, che so, i Musei Vaticani con Sistina in coda. Solo... ecco... il fatto che te ne esci con un "solo quello" parlando del Mosè direi che comprova quanto detto... e puoi permetterti di dire "solo" proprio perché sei Italiano, i giapponesi non hanno avuto il rinascimento... No, è che la presenza del Mosé, in quella chiesa, annichilisce e annulla de factu la presenza di ogni altra opera (da cui il mio 'praticamente'), incluse le le altre due statue sempre (almeno parzialmente) create da Michelangelo. E' una questione di valori relativi, capisci. :-) Ed era chiaro e sensibile alla nostra ospite in primis, che cmq era già stata in Italia più volte, tra Firenze, Venezia e altre città. Domanda di rito: tu sei stato a San Pietro in Vincoli, per dirmi che non c'è solo il Mosè? :)
  15. Ci sarebbe anche da dire che i giapponesi sono uno dei popoli in assoluto più soggetti alla "Sindrome di Stendhal" (gli italiani invece ne sono completamente immuni..). Questo è interessante, ma l'avevo portata a vedere il Mosé, e a San Pietro in Vincoli c'è praticamente solo quello. Non, che so, i Musei Vaticani con Sistina in coda.
  16. Certamente ogni linguaggio parla delle cxose in quel linguaggio.
  17. Abenobashi Mahoushoutengai, Suzumiya Haruhi no Yuuutsu, Fushigi no Umi no Nadia e altri fanno un buon lavoro, in questo senso. :-) Come anche "La cura" di Battiato, per dire.
  18. ...il cui conio risale ad Eva (ep.16, iirc - Shinji bimbo sul tram a Shinji ragazzo, sulla questione del non aver mai imparato a nuotare perché il corpo umano non sarebbe fatto per galleggiare). Tutto vero. Ma più ancora dell'arte individuale (dal Mosé a un manga - opere di singoli), le opere di una *produzione*, che prevedono un *investimento, sono di certo tutte "commerciali" (vogliono quantomeno ripagarsi le spese di produzione) e altresì "d'autore" (dato che non posspono essere autogenerate). Per dire: il vero genio dello Studio Ghibli è Suzuki, si capisce.
  19. Shito

    The Amazing Spider-man

    Non è il fumetto mainstream USA, o i manga in Giappone. E' una generazione di tutto il mondo 'civilizzato' che, essendo nata nel benessere, è piena di bambino più o meno ritardati che stanno anche da adulti apprezzo all'intrattenimento che gli era proprio da ragazzini. Più o meno dissumulando la cosa, ma non cambia la sostanza. Così lì, così là, così qui. E' per questo che le meccaniche sono simili.
  20. Altro oro colato. Sì, non si può fare nulla di culturalmente buono in campo se ci si è formati in quello stesso. Così facendo, è solo ridondanza ciclica. Ecco perché l'ulitma generazione buona di otakuzoku è stata la prima, che poi ha prodotto lavori da otaku sì, ma otaku che avevano sorbito prodotti assai diversificati, ed erano cresciuti un una cultura mediatica vasta. Da lì, si è innescato il meccanismo dell'autoreferenzialità, ovvero una spirale verso il basso.
  21. Non ci siamo capiti. Al 100% (o 99%, che so) ci arriva. Solo che da lì inzia autoscarica fino a diciamo il 90%, ricarica fino al 100%, autoscarica fino al 90%, all'inifnito. Serve a non usurare la batteria per chi tiene come me i device sempre in carica. Quindi, una volta che l'apparecchio entra nel 'top range', segna comunque full charge. La carica massima si ottiene quindi "un po' dopo" il primo raggiungimento del 100% dichiarato. E' funzionale e sensato. :-)
  22. Shito

    The Amazing Spider-man

    Sembra la discussione su Saint Seiya Omega.
  23. Sapere quando sei entrato nel range di oscillazione di 'carica massima' e poter staccare il dispositivo. E' come se di un reale 100%, l'ultimo 10% resta in oscillazione costante armonica intorno al valor medio.
  24. Non vi ho mica detto quello che le ho risposto. :-) Ovviamente il suo punto di vista era quello di una donna giapponese: "i manga e gli anime sono un subprodotto subculturale del Giappone post-bellico, che anelava a educare le proprie generazioni future all'accettazione della comunità internazionale, a prepararle per essere al pari o quasi con gli europei e gli americani". Quindi, dal suo punto di vista, se il popolo italiano ha tante ricchezze culturali (o Mosè è un esempio, abbiamo parlato di Michelangelo, ci siamo messi a fissare lo sguardo della statua, poca accademia e molta percezione), che "bisogno" ha di andare a rimestare nella sottocultura nipponica? Ovviamente avevamo prima parlato di ukiyoe e anche di japonisme, di Tezuka, di Takahata e Tomino. Tutta l'intervista che mi aveva fatto si era incentrata sul concetto di 'colonizzazione e retrocolonizzazione dell'immaginario dell'intrattenimento infatile', secondo quella che è la mia teoria su cosa sia successo con manga e anime nel momento 1 (Tezuka) e nel momento 2 (anni '70-mid'80) e nel momento 3 (mid'80-'90). Abbiamo anche parlato confrontadoci con le teorie di Okada Toshio, di Azuma Hiroki, e cose. Voglio dire, chi meglio di una docente di sociologia alla Todai interessata di questo settore per parlare di 'otakuzoku'? Tuttavia, tutto in lei si è franto di fronte alla cultura artistica preraffaelità. Dirò che il manierismo non le aveva fatto lo stesso effetto, e lo capisco bene. :-) -- PS: Il mod che ha operato split&move dei post ha fatto un ottimo lavoro e lo ringrazio per questo, :inchino:
  25. Beh, forse è la dimostrazione di quanto male facciano davvero gli anime. O da un altro punto di vista, puoi chiederti che cosa spinge un adulto a ricercare ancora i propri miti dell'infanzia/adolescenza. Gli anime in quanto tale non è che facciano male. Tanto, come dicevo, se non sono gli anime è l'intrattenimento televisivo di altra marca. A 'fare male' è senza dubbio una infanzia vissuta con benessere e superficialità, ovvero in cui si sviluppa un attaccamento sinanco morboso per idoli infantili, che poi si ricercano ad libitum nell'adultità. Ciò che spinge l'adulto a ricercare la dolce leggerezza dell'infanzia è la sua debolezza. Alla base della nostalgia per l'infanzia che la tendenza a 'tollerare', ma non 'apprezzare', la vita aduylta, che sarà sempre più dura e anche più meschina dell'idealistica ma semplice infanzia vissuta in una società di benessere. Miyazaki l'ha capito e dichiarato a 70+ anni. Ma non era così difficile. Io preferisco non guardare niente, a questo punto. Infatti il mio discorso era un 'per assurdo'. Di mio non guardo, ovvero non seguo, alcun anime. Se non quando capita per caso o per eccezione. E in genere lo guardo con occhi tali che poi altre persone che l'hanno seguito ed apprezzato, e dico della mia età, sono completamente su un altro mondo. Per dire: un mesetto fa sono stato intervistato da una sociologa docente della Todai che si interessa di questo settore, che sta fancendo un giro di interviste in Europa con professionisti e insider del settore (manga/anime) per una sua ricerca internazionale. Parlavamo di Doraemon e degli akichi, di Ashita no Joe e Saint Seiya (abbiamo parlato anche dello scontro tra Seiya e Misty, sì), di Versailles no Bara e delle ragazzine di Osaka che si svagavano in adolescenza pensando alle nobiltà delle corti europee per poi sposare l'amico d'infanzia. Dopo tre ore che mi intervistava, mi diceva che, secondo lei, dovrei scrivere un libro su questi argomenti, ma chiaramente le ho detto che per me non ha senso un'idea del genere (non sono un giapponese). Ma se penso ancora a manga e anime non posso che farlo con questo tipo di mente analitica, con questo tipo di interesse umano verso il senso dell'opera umana. Poi siamo andati a vedere il Mosé di Michelangelo, a San Pietro in Vincoli, e li mi chiedeva come fosse possibile che una popolazione che ha cose simili sul suo territorio possa interessarsi a cose triviali come manga e anime. Le ho risposto credo onestamente, ma la risposta conteneva un "quando si è bambini".
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