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Suzumiya Haruhi no Imi
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Precedente animato di ben tre anni fa: http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_When_They_Cry_episodes Non l'avevo mai sentita, ho dato uno sguardo alla pagina che linki, ma la similitudine col caso di Endless Eight non mi è balzata all'occhio. Potresti dettagliare? -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
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Era per farti capire, in riferimento al tuo precedente post, che nessuno qui -io per primo- aveva inteso la ragione essere una "visione del mondo", come invece tu imputavi si stesse facendo. Onde permettere una più univoca lettura semantica del termine 'ragione' utilizzato in questa sede, ho dettagliato con un referente piuttosto canonizzato. Quanto al tuo appunto, aspetto parimenti che tu lo dettagli. Per ora lo leggo come un "è tirata per i capelli", ok. In che senso, e soprattutto: perché? -
Mi sembra una recensione piuttosto onesta e priva di imprecisioni. :)
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Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
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Per fugare ogni dubbio semantico, uso 'ragione' nel senso di 'logos', contrapposta a 'metis', nel senso di 'intelletto/capacità d'adattamento'. -
Suzumiya Haruhi no Imi
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Parlando dei nuovi episodi, e di come si inseriscono del senso del tutto: La conclusione di Endless Eight è stata, a mio modo di vedere, davvero maestosa. La maestosità del minimalismo. Ovvero, quando si arriva ormai a empatizzare *realmente* con la noia di Nagato, così come fa Kyon (che è proprio un bravo ragazzo, davvero!), allora ci siamo. E' un grande miracolo compiuto dalla KyoAni, quello di farci 'vivere' i sentimenti della narrazione. Dico, nemmeno Micheal Ende era mai arrivato a tanto. Una cosa del genere non si può fare con un media a consultazione on demand, come un libro o un DVD. Salti quel che vuoi, con quelli. Si può fare solo con una prima messa in onda, i cui tempi sono scansionati forzosamente (per il pubblico, dico). Quindi credo che questa trovata di KyoAni sia stata davvero EPOCALE, nel senso che farà -giustamente- epoca. E ricordate che io sono quello che non sentiva il bisogno di questa seconda serie, quindi almeno un punto per onestà credo di meritarmelo. Ok, sul finale, dunque. Tra suggesioni a là Twilight Zone, è come sempre l'ovvia normalità a rompere il parossistico egotismo di Haruhi. Haruhi, il cui superego desidera sempre cose straordinarie, fuori dal comunque, etc etc etc, alla fine cosa voleva? Voleva quello che una normale studentessa può avere d'estesta: fare i compiti col ragazzo che le piace. Credo che la caratterizzazione psicologica di Haruhi sia davvero la prima 'rivelazione' nel genere, dai tempi della psicoroba di Anno, e questo l'ho già detto. Il fatto che sia tutto inconscio, per lei, palesando il suo conflitto tra volontatà di potenza viziata e naturalità del desiderio della normalità è davvero un meraviglioso affresso di una 'moderna' crescita psicologica dura, in chiave femminile. Non è proprio come per un otaku (maschio), ovvero a là Sasshi, ma non è neppure come una classica femmina (a là Arumi). Ed è spendido vedere come dissimula goffamente dietro la finta arrabbiatura il fatto che lei, quella che aveva già fatto tutti i compiti in un giorno, NON era stata invitata a casa di Kyon. Sentirla dire "VENGO ANCH'IO!" è davvero dolce. Poi la vedremo giocare ai terebi-geemu con la sorellina del suo innamorato, certo, ma credo che lei volesse essere proprio invitata in quella casa. "Per questa estate, vorrei avvicinarmi un po' di più al ragazzo che ho scelto per me." Ah, l'es femminile! Tanto di cappello e inchino all'autore originale dei romanzi, dunque, e alla KyoAni per avere usato il media 'animazione' come mai prima d'ora. In una così calda estate, chi avrebbe mai pensato in una simile ventata d'aria fresca? -
Differenza tra Arte ed Intrattenimento
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Sono in disaccordo con tal definizione. Ed è fondamentale discutere di quello, sennò entriamo nel classico errore che ammazza la filosofia (parafrasando non ricordo chi a memoria, tremila anni di storia di definizioni personali confuse con definizioni universali; non a caso è morente). Ergo, ivi, arte nel suo significato generale e contemporaneo: attività di costruzione di qualcosa, di un "oggetto", atto a comunicare dei sentimenti. L'essere "di intrattenimento" non è una qualità più particolare di, non so, essere "barocco" (quando tal aggettivo non è riferito storicamente, ovvio). A me pare che siamo in perfetto accordo, invece. Ovvero: io ho argomentato 'arte' e 'intrattenimento' come *sostantivi*. Entrambi. Come nelle frasi: "questo quadro è arte!" "questo videogioco è intrattenimento!" Altrettanto, ne ho sottolineato la NON parentela. Sono due cose DIVERSE che possono *eventualmente* intersecarsi in taluni "oggetti" di entrambi. Direi quindi che siamo sulla stessissima posizione. Peraltro, sposo anche chi dice che la differenza, qualora colta dal pubblico, sia spesso soggettiva. Proprio per questo io ho rimandato a una differenza *a monte*, ovvero una differenza di *finialità intenzionale* posta dall'autore nella sua opera, opera d'arte o opera di intrattenimento (o nel 99,99999% dei casi, di entrambe). -
Naturalmente! Gli appassionati del genere (essendo un NeoGeoFreak son miei cugini) in genere non accettano neppure i boot, e ci mancherebbe! :) Solo jamma originali, meglio se originali giapponesi. Conosco persone che han fatto follie per titoli come Guwange, Progear no Arashi, e altri. :)
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Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
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Si, ma questa svolta avviene tutta nell'END, mentre nella serie tv (che in ogni caso è un'opera compiuta in se) continuo a vedere Anno "intessere intorno a Shinji tre prototipi di tre femminilità diverse", proprio come dicevi anche tu.. Sì, mi riferivo anch'io soprattutto a End of Eva. E' palese che nel 'finale ripensato' i dualismi siano Shinji-Asuka e Rei-Kaworu/Gendo. Ovvero Rei è divenuta madre (di Shinji) e Madre (dell'umanità), come figura pressoché dissolta nella sua stessa archetipalità. Credo che la verità sia che il personaggio di Asuka è così realistico, anche nell'iperbole drammatica scenica, da essere 'scoppiato in mano' a Anno. Eva era chiaramente incentrato sul SOLO Shinji, e gli altri intorno. Poi è venuta fuori la caratterizzazione di Asuka, che a tratti oscura quella di Shinji stesso: l'episodio 22, specie in versione 'home video', è davvero impressionante per profondità. E anche l'analisi che da lì si può trarre di tutta la psiche e il comportamento di Asuka, per come lo si è visto nella serie al completo, è forse la coaa più coerente di tutto Evangelion. -
Differenza tra Arte ed Intrattenimento
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Beh Darion, in primis direi che arte e intrattnimento abbiano finalità diverse. L'intrattenimento, come dice il nome stesso, vuole intrattenere. Far passare piacevolmente del tempo. L'arte credo sia in primis un modo che un uomo, che la fa, usa per esprimere qualcosa del sé. Che poi si possa mettere una componente artistica (espressivo/comunicativa) mentre si produce intrattenimento, o viceversa mettere una componente di intrattenimento per 'far passarare' la comunicazione artistica, beh, mi pare pacifico. Almeno da quando Lucrezio orlò di miele (poesia, che ai suoi tempi era l'intrattenimento) il calice dell'amaro assenzio (il suo tentativo comunicativo-educativo epicureista). Sappiamo anche che quando Eraclito depositò il suo libro al tempo la pensava diversamente, rifuggendo la contaminazione dell'una e dell'altra cosa. Io sono sempre indeciso, di mio. Alla fine ha interessato a certi temi più Eva che un libro di filosofia esistenzialista. Soprattutto, il libro di filosofia se lo leggono sempre i soliti (se va bene) quindi serve pure a poco: è come fare scuola a persona già educate. Al contrario, Eva ha potenzialmente 'scosso' delle menti che non si sarebbero andate a informare su certi temi che Eva veicolava. Per questo adoro il finale televisivo: non ti permette più di ingannarsi che siano solo robot e apostoli, dato che manda a ramengo tutto il sostrato di intrattenimento. Resta solo l'arrosto, alla faccia di chi si droga col fumo. Un bel pugno nello stomaco per chi "non voleva intendere". Infatti quelli (gli otaku 'deboli', cfr Okada) si sono arrabbiati. Direi che tutto torna. -
Concordo con questa tua lettura, che sottoscrivo. Aggiungerei che, per chi come noi era adolescente in quegli anni, il film ha anche il sapore amaro della "dura verità del giostraio", ovvero quando scendi dalla giostra difficilmente ti fermi a riflettere che il giostrario è quasi sempre una specie di povero semi-nomade suburbano. Gli anni '80 sono stati l'età dell'innocenza consumistica, quando si facevano cose fiche e sbrilluccianti senza pensare alle conseguenze. Un epoca passata. Una girella che può essere amata, se vista nelle vite a brandelli dei piccoli mugnai bianchi rimasti senza mulino, e senza Clementina. L'unica cosa che mi ha dato fastidio nel film è stato il monologo finale di lui, del tutto fuori personaggio e fuori scena (rompe l'inganno dell'incontro, non si sarebbe mai accettato). Picco emotivo il fallimento finale con la figlia, ultima occasione sprecata nella putrida banalità di un coito occasionale in un gabinetto pubblico. Addio, Rourke. Questa non è stata la tua rinascita, lo sai. La cosa più triste è forse che non mancherai a nessuno, come a nessuno mancavi prima di questo ultimo guizzo del moribondo. Such is life I guess.
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Cabinet simili sono stati commercialmente venduti anche e soprattutto tra gli operatori di sale giochi, quando ormai il settore stava morendo. Gli appassionati di arcade gaming in genere recuerano dei cab originali giapponesi, tipicamente dei Taito Egret (I o II) o dei Sega Astro/NewAstro/Blast City, e ci fanno girare dentro schede originali. :)
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Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
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Non ha senso che tu utilizzi il concetto di 'ordine' in senso di 'ordine funzionale', è un magheggio linguistico. Nella metafora di Chrichton (sp?) e mia, per ordine si intende 'stasi', tutto fermo, MASSIMO DELL'ENTROPIA! La vita è dunque antientropica, è movimento ovvero anti-stasi, disordine in senso lato. La semplice equazione vite = metabolismo = divenire = movimento (panta rei?) ne è la prova provata. A livello cosmico, si potrebbe dire che tutto incomincia con la rottura dell'ordine (big bang), segue una sinusoide (galassie si espandono -> galssie tornano a un unico centro di massa), e tutto 'rimuore' tornado alla stasi pre-vita cosmica. Forse. -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
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Su questo non sono molto d'accordo, visto che, nel caso di Shinji-Asuka, a parer mio si può parlare al massimo di coppia "potenziale".. Anch'io una volta la pensavo così. Ovvero, vedevo Anno intessere intorno a Shinji tre prototipi di tre femminilità diverse: Misato (donna matura), Rei (coetanea materna), Asuka (coetanea coetanea). Da cui il famoso episodio in cui tutte e tre gli chiedono se vuole "diventare tutt'uno con loro". Tuttavia, è innegabile che la narrazione prende poi una svolta molto netta incarnando nella coppia Shinji-Asuka l'archetipo maschio-femmina, dallo strangolamento1 allo strangolamentto2, per intenderci. :) -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
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Concordo, è una scena memorabile. E' impossibile fuggire dalla responsabilità della scelta, perché anche non-scegliere è una scelta: la scelta appunto di non scegliere. La differenza tra Tomino e Anno, volendola vedere a favore del secondo, è che Tomino parlava dei problemi di 'questi strani ragazzi' che vedeva dinanzi a lui, ma al cui gruppo non apparteneva. Al contrario, Anno poteva indagare le logiche di quelle psichi dall'intenro, essendoci lui stesso dentro con tutte le scarpe. Sì, davvero annaffiare i cocomeri è grandioso, quando sta per arrivare la fine del mondo. :) C'è tuttavia da dire che quella scena non ha rappresentato per Anno, come per Shinji, una scelta/battaglia/soluzione definitiva. :( -
Suzumiya Haruhi no Imi
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Mi stai fraintendendo. La partita di baseball che cito è quella a cui Haruhi fu portata dalla famiglia nella sua infanzia, quando realizzò l'esistenza degli altri. Realizzando l'esistenda degli altri, Haruhi incomincia a cercare quella 'fuga dalla noia' che tu dici, che -se ci pensi bene- è più che altro una 'fuga dall'oridinario'. Ovvero: gli esseri umani, gli ALTRI, sono 'banali', perché Haruhi vuole sentirsi speciale. Quindi la bizzaria, il voler incontrare solo "alieni, cronoviaggiatori e esper", cose così. La fuga dalla noia, per Haruhi è la fuga -ovvero la demarcazione- dalla 'umana normalità', dall'ordinarietà. Anche un amore per un compagno di classe sarebbe ordinario. Ma l'inconscio di Haruhi né sa di più del suo super-ego, che rifiuta la crescita. Da bambini si può credere di essere speciali perché si ha un amico invisibile, o milla altri prodtti di fantasia. La vita adulta è più spesso che mai 'normale'. E va bene così. Infatti l'inconscio di Haruhi ha già scelto Kyon come 'traghettatore' nella vita adulta. Kyon che è il più ordinario, assennato, 'normale' dei ragazzi. Perché? Perché lui è stato l'unico a tentare, a voler capire la 'stranezza' di lei (a partire dal discorso sulla 'logica' dei cambi di acconciatura), e quindi a capire lei. E come dicevo in altro thread, comprensione = amore. Anche Haruhi, in fondo, crescendo non vuole altro che essere amata. E' questa la cosa 'speciale' che si può desiderare da grandi, come quando lei stessa annulla il mondo per restare sola con... Kyon. Che sorpresa, eh? Bella addormentata... biancaneve... alla fine tutte le bimbe sognano di essere risvegliate alla realtà dal bacio del principe della favole, dissimulato in varie vesti. -
Differenza tra Arte ed Intrattenimento
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Beh Max, è davvero un buon intervento il tuo, soprattutto perché pare cercare 'il giusto mezzo' in cui da sempre si vuole trovare la virtù. Al di là della differenza terminilogica (io parlo di 'empatia', King di 'telepatia') direi che il concetto non cambia, quindi sono d'accordo. Anche se il gioco funziona comunque, credo sia tuttavia sensato sforzarsi per farlo funzionare 'al meglio possibile' (sappiamo bene, lo ripeto, che la comunicazioe "perfetta" è utopica), specie quando ne vale la pena (quando cioè l'oggetto della comunicazione è di grande valore/rilievo). L'autore può sforzarsi di rendersi più intellegibile, il lettore può sforzarsi di intelleggere. E in questo caso credo che valga quel che scrivevo nel post precedente. Soprattutto, mi preme sgombrare il campo dalle teorie pigre e crasse di chi vorrebbe dire "un quadro lo si capisce mettendocisi davanti senza nessuno studio pregresso" solo perché non ha il coraggio di ammettere che non ha voglia di studiare nulla, e che neppure accetterebbe di dire "beh non lo capisco" con onesta umiltà. Sai bene che oggi come oggi l'onesta "ammissione di ignoranza", che in ogni comparto è il primo passo per qualsiasi educazione/miglioramento (Socrate?), non è accettata dall'ego deforme dell'umano contemporaneo. Peccato. A questo proposito, ciò che per me è fondamentale tuttavia è che la *conoscenza* reale di qualcosa, una comunicazione più o meno artistica, o anche una persona, è la matrice dell'amore. Ovvero, se tu ti sforzi di 'conoscere' (ovvero 'capire') davvero qualcosa/qualcuno che non è il 'te', questo diviene amore. Il Principino, o meglio la sua volpe, avrebbero parlato di 'addomesticamento'. Al contrario, non si può dire di amare ciò che non si è prima capito, insisto, perché l'amore non può essere una mera dissimulazione del sé sull'altro: così sarebbe solo una sorta di trasnfer narcisistico che sfrutta il non-sé come specchio, e che amore sarebbe? No. Questo è molto tipico di questi tempi di egoismo e solitudine. La gente che dice di "amare Mazzzinga", ovviamente non sa nulla della 'realtà' di Mazinger, non lo conosce, e come potrebbe amarlo? Quella gente, i girellari, non ama che sé stesso, ovvero l'idolo della propria stessa infanzia, dissimulato in un finto 'non-sé' deformato da una percezione errata perché incolta. E' un meccanismo mentale fisiologico fino all'infanzia (quella vera), ma credo poi inaccettabile. E' normale che un bambino sia egocentrico, e quindi egoista. Va bene. Lo sviluppo intellettivo, la MATURAZIONE della psiche umana dovrebbero poi portare all'elaborazione delle altrui esistenze, e alla capacità di interagire onestamente con quelle. E anche l'amore è uno specialissimo modo di interazione interpersonale, direi. E' la soluzione dell'empasse Sartriano sull'esistenza. L'unica via di salvezza per un essere che "sa di essere mortale" (<- è un bug). Altrimenti, come disse il grande Natsume Souseki: "La solitudine è il prezzo da pagare per essere nati in un'epoca così piena di libertà, di indipendenza e di egoistica affermazione individuale." -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
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Ah, ok, nel senso del rifiuto di un completo determinismo meccanicista. Come dire: "no, non esiste un Demone di LaPlace"... :) -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Tieni presente che il caso di Shinji-Asuka è comunque quello (per come affrescato dall'autore) di una coppia. Ovvero, l'idea che Anno cercava, e che ha trovato nella Miyamura con la sua metafora, è quella del disgusto femminile dinanzi alla debolezza/inettitudine maschile di cui l'otaku, la non-crescita, l'erotofobia infantile (mi masturbo su di te, mia idol, ma non avrei coraggio di toccarti e 'sporcarti') rappresenta. In questo, la scena in se è un puro oro di simbolismo. E' un fatto che l'amore maschile, anche e soprattutto il più 'elevato', tenda a mettere l'amata su un piedistallo. E' un fatto che il sentimento femminile trovi tutto questo un'idiozia. E' la differenza tra 'pensiero' e 'vita'. E' l'eterna idiosincrasia tra il fanciullino che resta per sempre annidato nell'intellettualità maschile, e la madre che nasce inevitabilmente nella prammaticità femminile. Guarda Miyazaki. Guarda l'arte preraffaelita e simbolista. Guarda l'arte classica perfino. (Il segreto dell'Odissea è che non c'è reale differenza tra Circe e Penelope, quanto tra loro e Nausicaa) Oppure leggi Saint-Euxpery, o vai al museo di Gustave Moreau... E troverai che il conflitto dell'artista è sempre quello di un uomo non del tutto cresciuto che non riesce ad accettare la femminilità matura, ovvero l'inspiegabilità della vita. :) ( o forse :( ) -
Differenza tra Arte ed Intrattenimento
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Sir, il tuo post mi pare utopico. Un'opera 'autoconclusiva' nel senso di definita in sé stessa? Intanto, per leggerla devi conosce la lingua in cui è scritta. E non dire che è banale. Il FONDAMENTO della comunicazione è il SOGNO di una 'lingua a interpretazione univoca', e già questa non esiste. Ognuno usa anche una lingua 'codificata' a modo suo. Presente Joyce? Ognuno ha nella sua testa una 'sua' lingua. E' la base della discomunicazione: ciascuno da ai significanti delle sfumate variazioni di significato che definisce inconsciamente nella sua testa. Chi legge, però, applica le PROPRIE associazioni significante-significato. Ed ecco qui. Questo col linguaggio. Pensa poi a modi di comunicazione meno formali, quali quelli grafici, pittorici, che vivono di simbolismi più o meno (sino all'ermetismo) codificati. Quindi, direi che per comprendere davvero un'opera, di qualsiasi genere, ci si deve educare: -in primo luogo, sul mezzo espressivo utilizzato -in secondo luogo, sul modo in cui l'autore lo utilizza, e quindi -in terzo luogo, sul clima che ha 'partorito' la mente narrante ovvero l'indagine ermeneutica di base. Nabokov nelle sue lezioni di letteratura diceva che per comprendere Joyce non si può non andare a Dublino. Per altri autori potrebbe non essere necessario visitare un luogo, ma leggere dei testi pregressi. Però, davvero, con quale violenta presunzione si può pensare di poter capire l'opera ALTRUI senza studiare appunto l'altro? Ovvero, credere di essere 'nati imparati', che la semplice condivisione di un idioma (quando pure ci sia), possa valere la recezione empatica di un contenuto mentale? Ma magari, sarebbe la Fusine Mentale Vulcaniana, davvero! Ecco quindi l'inganno -soprattutto moderno- dell'arte: credere di poterla fruire e capire 'gratis'. E' così, a mio dire, che l'arte è *diventata* "mero intrattenimento", abbassandosi tremendamente di valore. Di fatto, l'ho già scritto non mi ricordo dove, la fantasia non crea NULLA. La fantasia, l'immaginazione, non fanno che ricombinare elementi introdotti nella nostra mente dai sensi. Se io provassi a descriverti un sapore che tu non hai mai assaggiato, lo farei per analogie (è dolce/acido e assomiglia un po' all'arancia ma anche alla mela...), ma alla fine tu NON avresti l'idea di quel sapore, ma solo un patchwork che la tua fantasia avrebbe assemblato con pezzi di sensazioni che TU hai provato. Leggere un libro è lo stesso: come fai ad avvicinarti al pensiero/sensazione dell'AUTORE, piuttosto che 'ricostruirlo' nel tuo immaginifico fantasizzante? Se l'autore narra sentimenti che tu NON hai mai provato? Esperienze che tu NON hai mai vissuto? A questo serve tutto lo studio, a educarsi per TENTARE di 'avvicinarsi' a una sensibilità che NON ci apparterrebbe, perché non è nostra, ma di un altro essere umano. E con questo, solo con questo, provare a EMPATIZZARE (<-percezione sentimentale) con quella. Così fruire un'opera d'arte può essere arricchente. Altrimenti l'arte è solo uno specchio che inconsciamente si usa per vedere sé stessi, in maniera più o meno masturbatoria. Diviene un appiglio di egotismo, proprio come accade sempre adesso. Oppure un passatempo, intrattenimento. In ogni caso, niente per cui varrebbe davvero la pena di preoccuparsi. Il punto è che l'arte è uno specchio che deve essere attraversato: solo al di là si trova il mondo dell'autore, celato dalla nostra stessa immagine riflessa. Accedere a quel mondo è la fruizione reale dell'arte, tutto il resto è inutile vacuità. (sì, il simbolismo Carrolliano non è casuale). -
Suzumiya Haruhi no Imi
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Che la crescita, oltre alla disillusione e l'abbandono delle dolci idealità, porti la noia e anche un po' la tristezza del distacco dai 'mondi di fantasia' è sicuramente uno dei punti di Haruhi. Però pensavo di averlo scritto. Ovvero, è nella differenza tra lei e Kyon: Kyon è l'accettazione della crescita, come si vede chiaramente nel suo monologo iniziale, quando racconta come il passaggio tra medie e superiori abbia per lui consciamente rappresentato l'abbandono dei pensieri di fantasia, e l'accettazione pacifica del 'senso comune'. Haruhi è il rifiuto di tutto ciò, il rifiuto di questa 'normalità'. La cosa davvero strana è che a non voler 'crescere' è lei e non lui. C'è poi che Haruhi è una personalità molto presuntuosa. Ovvero, lei per prima si ritiene 'specialissima'. E infatti, come pure credo che avessi scritto, tutto arte dalla sua tardo-infantile realizzazione intellettuale (introiezione, elaborazione) della semplice *esistenza* di altre coscienze. Per un egocentrismo infantile puro, è un grosso scacco: "non esisti solo tu, e non esistono neppure solo quelli che conosci tu... esistono MILIARDI di coscienze!". Da cui lo shock che crea la frattura nel 'tessuto dei dati' di cui parla Nagato (è quello che accade alla partita di baseball). Credo che da questo shock, Haruhi tragga la necessità di differenziarsi, di demarcare la propria esistenza dall'Esistenza. C'era a questo proposito una frase molto bella, che non ricordo bene ma cito a memoria, che diceva: "E' un gran pugno nello stomaco quando, crescendo, ti rendi conto che tutte quelle cose che ti dicevano da bambino, che tu eri speciale e che ognuno è speciale, erano solo cavolate. E che alla fine tutta l'umanità, te incluso, è facilmente ascrivibile a un numero di fenotipi psicologici da contarsi sulle dita delle mani, più comninazioni e variazioni marginali." Molto vero, a mio dire. Quanto alla 'soluzione' dello 'scriviamo in coppia romanzi dilettuosi', come si diceva? "Nigecha dame da!" -
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?_________? una interpretazione in quanto tale e' sempre autentica... non vedo come una interpretazione possa non essere autentica... Interpretazione autentica. Lascio a te la traslazione in ambito letterario/artistico. Hint: il 'legislatore' è l'autore della 'legge' che ha scritto. -
Differenza tra Arte ed Intrattenimento
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Beh no, le questioni triviali sono rimesse ad altri lidi, suppongo. Quindi per dire che il plug suit da test di Asuka è una cretinata di fan service sciattissimo, si posta di là... (suppongo) -
Ciascuno chaima snob ciò che si rifiuta di ammettere di non avere voglia di sforzarsi per comprendere. (si scusi la costruzione un po' anglosassone)
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no, a quanto ne so io, gli akibakei sono gli otaku moderni, non piu' ossessionati da un particolare feticcio ma dei semplici anime e manga addict nel senso piu' consumistico del termine, con pochissime serie che sopravvivono alla fine della serie animata.. da poco sono finiti Gundam 00 e Macross Frontier, e gia' sono diventati anime _vecchi_ Non so se sia stato tu a cambiare il nome della sezione, ma ti sottoscrivo e mi inchino, perché mi hai letto nel pensiero! Ci avevo pensato anch'io. Del resto, è proprio quello il titolo della riflessione meta-otaku di Anno, non a caso citata anche nel sottotitolo del mio ormai abbandonato blog. Se vuoi un sottotitolo buffo e calzante, c'è quello che va spesso in giro nelle fiere giapponesi tipo WonderFestival o Cokiket: "Mai fidarsi di un otaku sotto i trent'anni..." che poi riassume un po' la tua (a mio avviso giusta) differenziazione. Se parti dal presupposto che per gli otaku 'antichi' la prima cosa da collezionare era la conoscenza (i 'grandi esperti' erano rispettati per il loro bagaglio 'culturrale'), si vede bene come gli antichi non possano che spregiare i moderni consumatori del superficiale, per i quali in effetti forse non si dovrebbe neppure usare il termine 'otaku', la cui ermeneutica -a datare da Macross- è precisa e specifica di un mondo che essi NON rappresentano più! In soldoni: GET THE SO-CALLED THIRD GENERATION OUT THE THE OTAKUZOKU KINGDOM! E con questa uscita super-snob ho tenuto fede al mio rank! peccato che sia impossibile capire\conoscere un'opera "obiettivamente" quindi solo il valore soggettivo ha valore... insomma, De Gustibus Non Disputandum Est. Non esageriamo: esistono, per le opere recenti, le interpretazioni autentiche. Proprio a quel concetto tende lo studio sull'autore di ogni opera, che inizia IN PRIMIS dalla raccolta di materiale di interpretazione risalente direttamente a lui. Bisogna capire una persona diversa da noi, per capire cosa sta dicendo, e in questo rendere almeno *un pochino* utile ogni forma di comunicazione. So bene che la comunicazione perfetta non può esistere. Tuttavia, se non si prova almeno a perfezionarla, a che pro tentare di comunicare? Diventa solo masturbazione (<-sterilità)! -
Suzumiya Haruhi no Imi
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Bump per richiedere cortesemente ai moderatori lo spostamento di questo thread nella nuova sezione "otaku". Era un po' deragliato, ma conto di riportarlo sulle analisi dei significati della serie, e sul loro livello di analisi nella sociologia sentimentale moderna. :)