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Saint Seiya,confronto anime\manga originali
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
No, e credo sia questo il bello della serie. Non segue lo schema cattivo --> cattivo più forte ---> cattivo fortissimo. Per trovare avversari più forti di Saga e Shaka devono andare nell'Elisio (escluso Kanon vabbè) Ma questa è già una rilettura a posteriori del tutto. Nei fatti, ogni volta i protagonisti incontreranno un nemico che sulla carta è più forte di loro, ne saranno inizialmente schiacciati, poi 'in qualche modo ce la faranno', per uscirne quindi più forti. Come disse Niezsche, noto sayajin: "ciò che non mi uccide, mi rende più forte..." -
Saint Seiya,confronto anime\manga originali
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Perché i 'fan giovanili' di una narrativa, crescendo, non possono fare a meno di predendere da quella più coerenza interna di quanto la narrativa stessa abbia mai preteso di avere? Credo che Saint Seiya sia semplicemente un manga/anime/storia a 'potenza incrementale' dei protagonisti. Come DragonBall. Come tutto quello che si faceva in un certo momento per dei ragazzini di una certa età. Non fategli le pulci in questo modo. Non gli rendete giustizia. Non dimenticate che Saint Seiya non era, e quindi non è, un prodotto e un opera dedicata all'età che voi avete adesso, ma a quella che avevate. O riuscite a godervelo ancora con quella semplicità, o nel ricordo di quella, oppure non ha senso, no? Oh, solo i miei due cents. -
Il doppiaggio italiano arricchisce culturalmente saint seiya, presunzione o realtà?
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Ringrazio tutti coloro che hanno trovata sensata e sottoscrivibile la mia semplice esposizione di logica di traduzione/adattamento. Due precisazioni e aggiunte: -la cosa riguarda ovviamente l'ambito della traduzione in toto. Non solo l'adattamento degli anime. Ci sono film 'santissimi', dico mostri sacri, che hanno subito trattamenti simili a quello di Saint Seiya. Ci sono casi di letteratura veramente brutalizzata nelle traduzioni. E' sempre così. Ora ci si chiede: PERCHE'? La risposta è molto semplice: perché la diffusione di un prodotto è una questione commerciale, non filantropica. Che il prodotto abbia una componente culturale più o meno rilevante, difficilmente interessa al commerciale. Ora, ponendosi una torre d'avorio di purismo culturale, è facile spregiare tutto questo. Io potrei essere il primo. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che noi stessi, io per primo, sono venuto in contatto con ciò che avrei in seguito 'studiato e approfondito fino alla radice' tramite una sua commerciale distribuzione. In soldoni: avrei mai conosciuto Macross senza Robotech? Forse sì, forse no, forse dopo, forse mai. Del senno di poi ne son piene le fosse. Tant'è. Questo serve semplicemente a far capire che per me il purismo è una questione culturale, artistica, deontologica. Quindi, nulla di male se un girellaro dice "viva Goldrake, Alabarda Spaziale tutta la vita, chissene dei gialli! Quello è il cartone animato della mia infanzia". Quindi, posso capire che un professionista che vive di un mestiere lo fa mettendoci esperienza e basandosi su quello che ha in mano, e facendo del suo meglio. Sono due le cose che non capisco davvero: Chi dicesse "viva Goldrake, VIVA GO NAGAI!". Ecco, questo è un ossimoro. Il professionista che, PUR AVENDO LA POSSIBILITA' FATTUALE di operare in in certo modo deontologicamente corretto, fa tutt'altro. Per comodo, ignoranza, ego, quel che sia. Si vede bene che le casistiche sono diverse. Ora io onestamente non so cosa ci fosse alla base dell'edizione italiana dei 'Cavalieri dello Zodiaco', ai tempi. Dubito che agli adattatori furono fornite puntuali traduzioni dal giapponese. Vedo che al di là della traduzione, è stata perseguita una volontà 'drammatizzante all'italiana' di un prodotto straniero. Questo non mi sembra sensato come logica di traduzione, forse commercialmente lo è. Ma la semplice verità è che 'Saint Seiya' è uscito sulla TV italiana in una sua deformata versione ribattezzata 'I Cavalieri dello Zodiaco', infarcita di molte insensatezze, invenzioni, quant'altro. Anche con questo, molta della potenza dell'originale Saint Seiya era ancora presente. PER QUESTO la serie ha avuto successo. E poi, siccome quel che si è assaggiato in infanzia poterà per sempre il sapore della dolce in-coscienza infantile, come quando "si guarda un semplice cartone animato come se non ci fosse un domani", allora quell'edizione, pur essendo una terribile storpiatura di un'opera originale, è diventata 'mitica' per chi da bimbo l'aveva seguita. E' difficile detronizzare gli idoli di infanzia. Costa molta fatica, dolore, accetazione di crescita. Soprattutto fatica. Va tutto bene, quindi. Anche i girellari che amano i CdZ. Solo, non capisco perché si debbano mettere sulla prospettiva del paragone con l'originale. Non ha in effetti senso, per loro, e perché gli dovrebbe servire? Questo mi fa pensare che il loro inconscio, che cresce e matura anche nei girellari, li pungoli con la retrocognizione della realtà. E che per mettere a tacere queste lontane eco di logica sensatezza, si edifichino interi castelli di autoinganni. Ma a tutti consiglio di guardare le cose con onestà, anche semplice, persino misera onestà. Tutto diventa più pulito, e il mondo che si vive è un po' più bello. I M H O -
Amen, e poi io sono l'ultimo dei fiscalizzatori. :) Chiedo a questo punto a un gentile mod di cancellare tutto il meta-dialogo su dove debba stare questo thread, e stia dove stia vediamo come si sviluppa. :)
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bravo moderatore Mh, allora non capisco più. Come ho scritto pensavo a questo thread per una discussione psico-sociale dell'attuale realtà giovanile giapponese e non, come mostrato nell'opera. E' chiaro che il regista sta mettendo in scena una certa incapacità inter-relazionale umana, dove dei 'più innocenti' androidi sembrano invece genuinamente capaci di comprendere, e empatizzare, con gli animi altrui. Comunque, a prescindere dalla sezione in cui vogliate collocare il thread, cosa ne pensate?
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Shingeki no Bancio (Attack on Bancio)
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione Anime & Manga
Continui a fraintendere le mie parole, ma vabbe' mi saro' spiegato male io. Certo vedo anch'io la differenza che dici, l'ho sottolineata. Volevo solo chiarificare che anche lo stile che tu chiami 'piatto' è in realtà 'volumetrico', dato che le campiture di colore NON sono piane. E' uno stile affine NON alla colorazione dei cel di un anime, ma semmai simile allo stile di un manga poi colorato, e volumetrizzato, con classico chiaroscuro stile acquerello. La tecnica di colorazione che tu percepisci come "davvero volumetrica" è invece una tecnica più propriamente 'pittorica'. :) Se ho compreso male, ti prego di spiegarmi cosa/dove/perché. Non intendevo dire che gli stili fossero in effetti 'la stessa cosa', infatti non l'ho mai detto né fatto. Intendevo dire che il punto di differenziazione tra i due era impropriamente individuato, per come l'avevi espresso. -
Dunque, sto attualmente lavorando sul sesto episodio, la cui uscita è imminente. C'è qualcuno che ha seguito questa miniserie? Tralasciando le questioni sul formato ONA e blah blah, mi piacerebbe qui parlare dei contenuti e del valore del prodotto. Il sesto episodio non delude da alcun punto di vista. Si crea un climax emotivo su uno dei protagnisti, in maniera al tempo stesso assai intensa ma molto delicata. Credo che l'autore si sia sforzato, con successo, di approcciare il discorso "analisi dei sentimenti umani allo sbando nella società contemporanea" usando una light-SF molto intelligente. Ritengo quest'opera mirabile nella sua minimalistica delicatezza. C'è da dire che l'episodio 6 introduce elementi di contorno/universo narrativo piuttosto consistenti, e si chiude con un clamoroso McGuffin su uno dei protagonisti. Questo impianta una solida testa di ponte verso la programmata 'seconda stagione', in totale continuità con la prima. Spero fortemente in un edizione italiana doppiata del prodotto, non solo perché mi piacerebbe molto realizzarla, ma anche perché credo che la freschezza e la funzionalità di un opera come questa, così incentrata sul contenuto e sull'atmosfera dei dialoghi, beneficerebbe molto di una comprensione linguistica del testo doppiato. A voi la palla! :)
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Evangelion 2.0: l'agognata antitesi?
topic ha risposto a Shito in una silent bob nella sezione La tesi dell'angelo crudele
su questo ti quoto con tutta l'anima. Edit: e comunque una soluzione che salvi SORYU Asuka Langley non c'è. In The End, poco prima di Komm ... , Shinhi dice ad Asuka che è disposto ad amarla e lei gli dice, da perfetto porcospino, allora lasciami sola cosicché Shinji si ritrova lui solo. E, in questa ottica, sospetto che l'affetto di Asuka verso Kaji si manifesti proprio per la sicurezza che non ci potrebbe mai essere un vero rapporto comportante totale apertura. è proprio triste a scriverlo ... Veramente Shinji più che "sono disposto ad amarti", dice "amami, ti prego", in una sbroccata da autistico-boderline. Il che è l'aopteosi della volontà di amaeru compulsivo. -
Shingeki no Bancio (Attack on Bancio)
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione Anime & Manga
Oshii ci ha sempre sputato sopra. Ha sempre crticato Ghibli in una maniera otakutriste che beh, stendiamo un velo pietoso. L'ultima volta è stata proprio nell'intorno della passata Venenzia. Sicutamente lo Studio Ghibli è una dittatura di uno pseudo-socialista illuminato. Ogni artista lo è, perché l'arte è imperialismo mentale. Va bene. La verità è che Miyazaki padre è un animatore prestatosi alla regia, ma se avesse più mani si disegnerebbe volentieri tutto il film da solo. Per Ponyo ha fatto tutto l'e-konte A COLORI, e ha disegnato il mare sempre da solo. E' un pazzo. Voglio dire, è il tipo di uomo che per spiegarsi disegna. Quindi semplicemente i suoi animatori sono strumenti di cui la sua mente non può fare a meno di servirsi, volendo fare dell'animazione. Takahata non è così. L'intervista Torinese a Kosaka era chiarissima, su questi punti. Anche Anno ha lavorato a Nausicaa, ma il punto non è questo. Al contrario di quel che dici, lo Studio Ghibli NON è in grado di formare nuove leve di animazione. Non ci sono dei gengamen giovani che siano bravi. L'animazione è un lavoro terribile, in verità, ed è nata in Giappone quando il Giappone era povero e in ginocchio, tutto da ricostruire. Non puoi ricreare quelle condizioni. Non puoi convincere giovani nati ricchi a fare un mestiere infame per due lire. Non faranno gli animatori. Quindi puoi solo delocalizzare il lavoro in paesi che siano poveri ora come lo era ieri il Giappone, e dove per pochi yen (o equivalenti) a pagina trovi degli 'operai' che passino le giornate in uno studio. Questa è la realtà, sulla quale Oshii ha ragione. Il genio dello Studio Ghibli non è Miyazaki Hayao. Il mago è Suzuki Toshio, che ha reso commerciabile ciò che sarebbe stato antieconomico allo stremo: Miyazaki Hayao. :) Forse per questo Oshii rosica. Per non aver mai trovato un 'suo Suzuki'. -
Il doppiaggio italiano arricchisce culturalmente saint seiya, presunzione o realtà?
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Nessuna falisicazione può essere tanto buona da giustificare sé stessa. Questo a prescindere dal fatto che la si ritenga buona o meno. Perché 'buona' o 'cattiva' sono giudizi comunque di valore (soggettivi), mentre il concetto di 'falsificazione' è obiettivo. Quindi, l'asserto del topic non è né presunzione né realtà, è follia. Nel caso del 'vecchio doppiaggio' si tratta di parto di ignoranza bella e buona. Ignoranza dell'originale, in primis, ma anche ignoranza etica e artistica della legittimità dell'operare sull'altrui opera, direi ignoranza in tutti i campi umani. E' una cosa giustificabile solo dal punto di vista commerciale, e quellio non è teatro di cultura. -
Differenza tra Arte ed Intrattenimento
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Hai presente Hegel quando diceva che ogni stato deve tendere all'annullamento di sé stesso come fine-limite del suo essere educativo del popolo? Se la sostanza etica del popolo è perfezionata, lo stato si risolve in una anarchia perfetta, certo. Era un'utopia, e Hegel lo sapeva, infatti parlava di 'tendenza', il che implicita l'irraggiungibilità del fine. La democraziona (che poi, se rappresentativa, significa in effetti "oligarchia demagogicamente individuata") è lo stesso. E' il volersi ingannare che l'umanità non sia umana. Certo. A Churchill direi che se la dittatura porta con sé il rischio del malgoverno, la democrazia ne comporta piuttosto la certezza. Perché è un sistema che induce al peggio dell'uomo, nel singolo come nel gruppo. 1) Inconoscibile, il pensiero altrui. Perlomeno fuori da comunicazione non artistiche, l'"onestà" perde significato. 2) Inapplicabile comunque in un'opera d'arte su due (diciamo), dove non c'è pensiero descrivibile dietro. 1) Se la comunicazione perfetta non esiste (e non esiste, infatti), pure è il concetto limite a ci ogni comunicazione deve tendere. Se non si parla per 'farsi capire', per cosa si parla? Ah, sì, onanismo e solitudine. Certo. 2) Non si tratta di 'descrivere' il pensiero, ma di 'esprimerlo' (per l'artista) e di 'empatizzare con' (per il fruitore). La comprensione dell'arte vuole l'uso di entrambi gli emisferi del cervello, sì. Glissa pure, ma non pensare o pretendere che uno smiley valga come un'argomentazione contraria. Non è così. -
Evangelion 2.0: l'agognata antitesi?
topic ha risposto a Shito in una silent bob nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Vedo di seguirti, dunque. Sta bene, che poi a noi interessa più il messaggio che Anno mette in Eva che il livello di autobiograficità di questo. Nel senso che la biografia dell'autore può essere mezzo ermeneutico per capire l'opera, mai il contrario! :) Per come l'avevo vista e letta e capita io, Anno aveva avuto un periodo buio con cinque anni di depressione clinica dalla fine di Nadia (e il rifiuto della Hidaka, dicono). E il primo progetto di Eva sarebbe il suo tentativo di narrare ciò che lui stesso aveva imparatato 'risalendo la china', ovvero venendo fuori da quella depressione. Queste due letture mi paiono appropriate. Le piccole aggiuntea di 'fixing' in corsivo sono solo per perfezionare un po'. :) Tocchi nervi scopertissimi. Volevo fare un quoting puntuale ma non c'è l'ho fatta, è un discorso unico. C’è un abisso tra decidere esteticamente ed eticamente, sono parole da scriversi a lettere d'oro nel lato maschile del cielo. C'è un'abisso tra 'fare il buon marito', perché il nostro super-ego ce lo impone, e 'essere un buon marito', per amore reale e realmente maturo di nostra moglio. C'è un abisso davvero. Detto questo, credo che tu abbia forviato il punto di discontinuità che è End of Eva. Ovvero, penso davvero che la visione "tutto sommato ottimistica" di Anno nella serie portasse Shinji in un andirivieni di scappo-nonscappo (ti ricordo la centralità del tema della 'fuga dalla realtà del sé') sì, ma in un crescendo di drammaticità e pesantezza di scelte. Quindi c'era comunque una 'crescita'. Shinji sceglie nell'episodio1 di pilotare l'Eva di fronte al sangue di Rei, ed è una cosa focale. E' triste come tu la liquidi: Shinji se ne frega dalla figuraccia, ma figurati se ha un super-ego da 'maschietto'. Si è appena preso un calcio dal padre, che non vedeva da anni, e stà lì imbambolato. Ti prego di NON sorvolare su una sceneggiatura puntuale. Shinji reagisce al SANGUE di Rei, e al suo volto che SOFFRE FISICAMENTE. Poi strizza gli occhi ripetendo 'non devo fuggire' (non 'che figura di merda'), e infine -con un primo piano nettissimo- sfodera un'espressione di determinazione chiara. Shinji ha scelto onestamente, realizzando il dolore vero di un altro essere umano, che non conosceva. Nell'episodio 6, che pure ti prego di non dimenticare, Shinji empatizza PIU' VOLTE con Rei, che pure non gli aveva fatto da 'mammima' come lui avrebbe voluto (la dialettica dell'amaeru giapponese), tanto che alla fine proprio Rei 'sovrappone' Shinji a Gendo, mica per niente. Sono tutte cose che ti prego di ricordare. So che è difficile rintracciare questa linea, in quando Eva diviene molto più cupo dall'episodio diciamo 16 in poi, ma questa linea c'è, come c'è in 'battaglia da uomo', come c'è nel confronto finale con Kaworu (che, vorrei dirlo, è l'apoteosi dell'esercizio del libero arbitrio, sia per Shinji che per Kaworu). Questo per dire che la serie va in una direzione, finisce senza soldi e tutto, ma la direzione del contenuto era comunque una. End of Eva è un'inversione a 180°, non è 'uno dei tanti andirivieni di volitività incompleta di Shinji', no. Pertanto: La mia impressione è che la tua lettura della serie sia stata retroattivamente contaminata da End of Eva. Non dubito che un autore ora ammogliato sia più sereno, e nonostante tutto si veda. Ma non è questo il punto. Altrimenti potremmo dire che un otaku infine ammogliato e cresciuto inzia a pensare davvero ai soldi, e si vede anche questo. Ma non è questo il punto, tutto sommato. Anche se un sacco di delusione viene pure da lì. SORYU Asuka Langley continuerebbe a dire "Kimochi Warui" dinanzi ai nuovi film, imho. Con un'altra motivazione, ma sempre kimochi warui... -
Evangelion 2.0: l'agognata antitesi?
topic ha risposto a Shito in una silent bob nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Forse sono stato disattento, ma: -Nell'episodio 1, Shinji sale ba bordo dopo aver empatizzato un minimo con la sofferenza di Ayanami. Poco prima aveva detto "è impossibile". Quando si ritrova col sangue di lei in mano, si ripete 'nondevo fuggire'x 3 e poi si fa forza. -Nell'episodio 15, quando Shinji deve andare a incontrare il padre sulla tomba della madre, e se la fa sotto imbruttito nel letto, Misato gli dice chiaro e tondo che "senza fare un primo passo nulla potrà cambiare", ovvero che da una scelta si mette in moto qualcosa, non si risolve la vita ma si mette in moto qualcosa. -It's only looooove era per il main there di Hikki. Avevamo seguito questi 'alti e bassi' di Shinji nella serie, il suo fare pian pianino delle scelte per uscire da un 'modo di vita' di passività abulica protettiva, ok. Credo che quello fosse l'Anno PRIMA di Eva, il punto dove era pergiunto. Infatti Eva ebbe un finale comunque positivo. Poi lui ricadde nella depressione perché si senti incompreso dal 'suo' pubblico (aka: gli otaku). E fece The End of Eva, come sappiamo. Ora leggo te (perché, non ho visto il film) e mi chiedo: siamo semplicemente tornati allo stadio 'meno pessimista' della serie? Beh, boh. Resta, insisto, che questa storia Anno l'ha già narrata. Se davvero c'è stato in lui un cambiamento, e ha trovato una risposta, avrebbe potuto fare qualcosa di NUOVO. Rimaneggiare un'opera -guardacaso di grande e mai più eguagliato successo- per dire "ci ho ripensato", beh, mi pare anche un po' disonesto. Specie considerando che già i primi film (The End of Eva) erano così, ma almeno c'erano le attenuanti. E no, quel foglietto di scuse preventive non è un'attenuante. Se 'dopo Eva non c'è stato in dieci anni nulla di più nuovo di Eva', beh, fai tu il nuovo e non frignare. Oppure sii onesto e di che se per Eva non si trovavano sponsor, ora sono gli sponsor a chiederti di ravvivare il franchise. Quindi, per ora, non ho trovato UN motivo che mi spinga a pensare di guardare questi film, no. :( -
Come si diceva...? Ah, sì: "Chi disprezza... COMPRA!"
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Differenza tra Arte ed Intrattenimento
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Mea culpa per aver malauguratamente skippato il post di ChibiGoku qui sopra citato, che trovo sottoscrivibile (dico: quello di Chibi Goku). Il punto focale è: "cosa rendere utile/sentato/buono fruire l'opera altrui?" La risposta credo sia: "L'arricchimento di noi che può derivare dalla comprensione reale di un altri pensiero". Ovvero: ogni comunicazione per essere positiva devere essere reale, chi ascolta deve capire quel che chi parla voleva dire. Altrimenti tanto vale mettersi davanti a uno specchio, e non scomodare un quadro. Ribumpo un mio vecchio (ma non tanto) post sul tema, editato alla bisogna: Di seguito, potremmo dire che: A) Tutte le opere necessitano di un *verto livello* di indagine ermeneuitica per essere fruite. Foss'anche solo capire la lingua in cui un autore scrive. Persino la traduzione è, in senso estremamente lato, una forma di 'editing' fotto per includere questa necessità ermeneutica (per degli stranieri) nel testo editato. B) Talune opere possono necessitare, per la loro comprensione, di un'indagine ermeneutica maggiore di talune altre opere. C) Si potrebbe dunque vedere la pretesa 'universalità' di un opera nella minore necessità di indagine ermeneutica. Si *potrebbe*, ma non cosa certa e pacifica. Perché, ad esempio, si porebbe vedere l'universalità di un'opera nell'applicabilità del suo messaggio/contenuto, a prescindere dal bagaglio ermeneutico richiesto per il suo intendimento. Dettagliando su un caso particolare: Non credo che 'Animal Farm' possa intendersi davvero senza aver presente almeno la questione dei successivi tentativi e fallimenti del socialismo minimalista (e poi massimalista) nell'evoluzione delle forme di stato e governo occidentali. Dico a partire dall'antica Grecia. Per noi è un bagaglio culturale comune. Voglio dire che la storia umana ci mostra continue alternanze di forme di governo più o meno assolute e più o meno democratiche. Perché l'antica Roma passò da Regno a Repubblica a Impero? Perché nel Medioevo dallo spadroneggiamento del sistema feudale (i Vassalli), si passò alla democrazia dei Comuni, per poi tornare a un regime pseudo-totalitario come le Signorie? Perché, ancora, dalla demolizione dell'Ancien Regime della rivoluzione francese si arrivò al Regime di Terrore, e poi ancora si tornò a un Napoleone? Credo che Animal Farm risponda, molto amaramente, a questo. Orwell come Shito ha capito che "quando c'è un padrone cattivo davvero", o "quando c'è un padrone buono abbastanza da far stare tutti bene abbastanza", le persone pensano di poter fare a meno di un padrone. Nel caso 1): tanto peggio non potrà andare, nel caso 2) a pancia piena si pensa alle 'questioni di principio', e l'idea di avere un padrone da fastidio. Allo il 'popolo' cerca di fare da sé. In questa fase, la democrazia rovescia l'assolutismo. Ma poi non funziona, perché la burocrazia o A) diviene un'oligarchia terroristica/dittatoriale, oppere B) si mangia semplicemente tutto. E allora 'il popolo' torna a piangere nella speranza di trovare un buon 'principe' (Machiavelli style), che possa 'far andare bene le cose'. Se osservate bene la storia del mondo, o Animal Farm, vedrete che è più o meno sempre questo il canovaggio. Gli uomini sono uomini, hanno una sola vita e un solo stomaco. Benché Machiavelli sperasse in un principe sovraumano (centuaro), a goverante gli uomini sono sempre uomini, non semidei. Indi, si può sperare in un illimuninato. In un manipolo di illuminati. Non certo in una 'classe politica' illuminata, è antistatistico. Sono uomini. Penseranno al loro stomaco. E come ci dice Stendhal, gli ideali si alimentano nella fame. La sazietà fa emergere i lati peggiori dell'animo umano: l'ingordigia, l'indolenza, l'essere crasso. Di questo ci parla invece Le Rouge et le Noir, un romanzo che credo ben più universale di Animal Farm. Credo davvero che gli umani dovrebbero smettere di sognare di essere 'meglio che umani', ovvero che l'umanità sia meglio di quello che è. L'autoinganno globale che si vive in questo periodo di benessere diffuso, e la schizofrenia che ne deriva, sono il prezzo che dobbiamo pagare per la nostra disonestà umana. -
Evangelion 2.0: l'agognata antitesi?
topic ha risposto a Shito in una silent bob nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Detta in soldoni: "it's only looooove" non è che mi basti. Ovvero, non è che dire "mannò, guardate, ripensandoci il problema non c'era proprio, ecco vede Shinji sceglie e matura..." mi possa andar bene. Su tutto, anche volendo dire questo, meglio sarebbe stato fare un'opera nuova per una visione nuova delle cose. Fare invece il remix di una vacca grassa, er di più con una società nuova tutta tua o quasi, a me puzza di doppio tradimento. Ora come ora se penso a GAiNAX penso a Takeda, Yamaga, Sadamoto e Tsurumaki persino. -
Saint Seiya,confronto anime\manga originali
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Beh, a me Saori è sempre parsa una Kannon chiamata 'Athena'. :) Suvvia, ognuno rinaturalizza la proprie figure di riferimento con altre facce. Nel rinascimento si diceva che la Primavera di botticelli fosse in realtà una trasfigurazione della Madonna. Comunque io sono di quelli che dicono che il manga >>>> l'anime su tutto. Detesto il fatto che l'originale estica figlia di Ashita no Jo del manga (l'anello mancante tra Ashita no Jo e Saint Seiya è chiaramente Ring ni Kakero!) sia diventata una cosa emo-nobil-ghey nel tratto di Araki Shingo da un lato, e una fiera di giocattoli per i soldi della Bandai dall'altro. Saint Seiya era una manga sanguigno con il classico portagonista spiantanto. Seiya abita al porto e ha sempre la faccia sporca/segnata. E' uno degli ultimi eredi dello spirito di 'sacrificio e gruppo' che nasceva nell'intrattenimento manga popolare post-bellico, quando ancora si stava ricostruendo il giappone (o si credeva così). Con tutto questo l'anime c'entra ben poco. La drammaticità 'viva' che aveva è diventata nell'anime un melodramma, oltre a una fiera dei colori kitsch e quant'altro. E questi magrolini guerrieri sifilitici del dopo-Tempio, beh... lasciamo perdere. Tutto questo prima ancora di andare a parlare nel dettaglio dei ridicoli filler messi ovunque, e del particolare della storia. Detto questo, la serie Polare è del tutto onesta *con l'anime*. Come trama originale, non può essere una detupazione di ciò che non fu. Il design è onesto. La storia è onesta. Anche il coinvolgimento di tutta un'altra tradizione mitologica, quella norrena, non è affatto male come idea. Da piccolo mi aspettavo poi lo scontro con altre mitologie, tipo quella ebraico-giudaica, e quella indiana. La prima avrebbe tutti i serafini da armaturizzare, la seconda dei mostri mica male. -
Shingeki no Bancio (Attack on Bancio)
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione Anime & Manga
ma basta sto pogno te 5cm per second l'hai visto? http://www.youtube.com/watch?v=STx2-lBGiyE&ws Guarda, io non l'ho visto, ma se è come le parti incluse nel video che hai postato, non vedo grandi animazioni. Anzi, ce ne sono proprio poche. Quoto idealmente il mio post precedente: per favore, non dire "belle animazioni" pensando a una "generale alta qualità grafica". Sono cose diverse. Le animazioni impressionanti sono quelle di Ponyo che corre sull'acqua e tutta l'acqua è animata come un soggetto invece che come un fondale, e in ogni fotogramma è tutta ridisegnata, tutta in movimento, e muta costantemente . °_° Le animazioni pressionanti sono quando miyazaki fa le soggettive, o i movimenti dei soggetti verso la camera, e allora anima TUTTO, e ogni volta devi ridisegnare dacaccapo tutto, non solo la parte in movimento della figura. E comunque Ponyo è una cosa matta. Perché è disegnato tutto a mano, a quella qualità, e tutto 'made in Japan'. Quello che Oshii ci sogna, e allora come la volpe e l'uva ci vorrebbe sputare sopra (ma si vergogna). Ma la verità è che ormai Miyazaki/Ghibli hanno fondato una loro tradizione interna che NON rispecchia il mondo della 'animazione giapponese', nei confronti dei quali Ghibli è in effetti anacronistica. -
Shingeki no Bancio (Attack on Bancio)
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione Anime & Manga
Ma no, dai, non puoi dire questo! ^^ Ovvero: la base della colorazione in un anime, è la colorazione a campiture piane e definite. Questo perché in animazione si animano le linee, indi anche le colorazioni deveno essere 'zone di piano' definite da linee, da cui campiture piane. Esempio: Come si vede si notano le linee vere e proprie, e poi le 'linee di contatto' delle sfumature del medesimo colore in luce e ombra. Questo crea il chiaroscuro volumetrico basico. E così si ha una colorazione detta 'in stile anime'. Al contrario: Non hai campiture piane di colore. Non la pelle, non i capelli, non gli occhi, non i vestiti, nulla. E neppure le linee vere e proprie sono nettamente definite, a tratto nitido e chiuso. Questa illustrazione non ha nulla a che fare con il design 'pulito' di un anime, al contrario è più simile alla tecnica illustratoria di una fumettista. Si nota del colore pantone acquerellato, probabilmente (anche se non posso dirlo con certezza, l'immagine è piccola). Ma non è certo uno stile di campiture piane com'era ai tempi dell'ukiyoe, per intenderci. O come fu per HTL. Lo stile che chiami '3D', al contrario, è più propriamente 'pittorico', a livello di chiaroscuro, con pennellate non visibili (o quasi). Personalmente amo davvero molto la Takada, anche se a livello di illustrazioni credo che le vette del miglior Mikimoto siano ancora inaccessibili ai più. Un caso simile a quello dell'evoluzione stilistica della Takada, ma ancora più spiccato nelle due diverse radici, è senza dubbio rappresentato da Shinkirou, il fu illustratore simbolo della SNK. -
Shingeki no Bancio (Attack on Bancio)
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione Anime & Manga
Veramente trovo che l'analogico sia qualitativamente superiore al digitale. Quindi direi semmai il contrario. Diciamo solo che il digitale (lol 'grazie alla computer grafica') ha portato un'abbassamento dei costi della soglia di decenza. Nulla più. Inoltre: Garion, mi stupisce un po' la classificazione di stile di illustrazione 2D e 3D che fai. °_° Dal punto di vista di tecnica di disegno e pittorica non credo abbia senso. Si tratta piuttosto di una differenza stilistica nell'uso delle campiture (che comunque NON sono piane in NESSUN caso, anche quello che chiami '2D') e del tratto/pennellatta, sia esso 'visibile' (quello che chiami 2D) o 'perlopiù non visibile' (quello che chiami 3D) nella crezione del chiaroscuro volumetrico. Quanto a preferenze, sicuramente lo stile ottantino è il migliore, secondo me. L'idea dell'illustrazione a pennellata invisibile non appartiene alla mano pittorica giapponese, non c'è niente da fare. Quindi la pennellata si occulta, anche al massimo, ma si vede palesemente la 'linea di disegno mentale' sottostante. Come per le illustrazioni che la Takada produsse in quel periodo su Creami Mami. Sanno sempre un po' di falso. Non conosco Honneamise, ma, se non ricordo male, 5cm per second è recente ed è stato fatto in larga parte al computer, e mi sembra animato divinamente... Se mi permettere, ho anche la sensazione che ci sia graaaaande confusione di idee tra: "qualità di animazioni" e "qualità grafica/visiva" di un anime. Se parliamo di *animazioni* in senso stretto, è probabile che l'anime meglio animato della storia sia Ponyo. E' sinceramente impressionante sia per lo studio dei movienti, che per la qualità di quelli, che per la quantità di soggetti animati. Le scene con le onde sono quasi a livello 'Bambi', per intenderci. Ma parliamo di animazione in senso stretto, e Ponyo ha più disegni di Mononoke Hime, che dura un bel po' di più. Ponyo è stato fatto tutto a mano, comunque. La qualità visiva è molte cose insieme. Attenzione nel giudicarla. Coerenza e costanza del design nelle varie mani dei gengamen. Solidità delle animazioni chiave. Strabilità cromatica. Qualità di riprese (intendo il momento fotografico, etc) e altro cose ancora. -
Saint Seiya,confronto anime\manga originali
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Posso dire che cercare di fare le pulci a uno shounen 'incrementale' come Saint Seiya, o DragonBall, suona un po' parossistico tipo "ma Gundam contro Gunbuster non potrebbe nulla", ovvero come "le esplosioni di Sachiel sono a forma di croce per questo principio fisico che ora vi spiego..." Dico: sono manga. Sono shounen (= per ragazzini). Tutto bello. Direi che sarebbe più interessante tirarne le somme in prospettiva storica, per vedere quale eredità raccolgono, e quali valori cercano di inculcare nei giovani lettori, e perché. Il senso di Seiya è che un ragazzino zozzetto che abita al porto diviene il favorito di una DEA. Il senso di Saint Seiya è anche molto in Pegasus Fantasy, imho. "Tutti ragazzini, eroi di domani..." Ashita no... Seiya? -
Ho capito da dove viene il fascino dell'armatura di Siegfried. Il sottomento sembra quello di RoboCop. Seriamente. RoboCop è un eroe in Giappone come nel mio cuore. Cmq il design delle Robe riprende IMHO quello delle Bronze V1 versione anime. Andiamo, Siegried indossa un elmo che lo fa apparrire "la verione nordica e incacchiata" dalla Dragon Shiryu V1..
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Ehm, non considero l'edizione italiana a prescindere. :) Vorrei far notare che tutta la serie pre-Asgard è piena di filler IMMONDI. Voglio dire: -Amica di Shaina e tre scagnozzi -Steel Saint -Crystal Saint -Altri Silver Saint random a scelta più o meno parossistici -allievi di Virgo -Gardaland sotto la Casa di Sagittarius sono tutte cose che, onestamente, a Asgard non puliscono nemmeno le scarpe in quanto a demenza. Siamo d'accordo che Asgard sia TUTTO un grosso filler giocattoloso e tirato per le lunghe, ma in confronto alle cose che ho nominato, suvvia... Almeno ha una sua parvenza di coerenza interna ed è in linea con lo spirito dell'ANIME, se ma ce n'è stato uno. ^^; Giocattolosamente parlando, i God Warrior hanno armature interessanti. Molte sono assimetrice, ad esempio (le più fiche, direi), e questo è un po' originale nella saga delle armature dorate sempre simmetriche e sempre più 'ridondanti'. Ah, dimenticavo il fatto delle Robe. Ma volevo dire che era una della armature che preferivo in assoluto tra tutte le Cloth, Robe, Scale, Surplice. Quelle degli Steel Saints si chiamano Mobile Suits? PS: Grazie per la segnalazione della gallery del buon Garion, che comunque conoscevo di già. PPS: Ma il tuo nick allure a uno degli 'schieramenti' dei vecchi X-Fans?
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Wow! Peccato che essendo di plastica non significhi nulla. Vetro colorato sarebbe già stato sufficiente. :( Così con Hilda avrebbero potuto mettere una replica dell'Anello del Nibelungo. Tra l'altro Alpha Siegfried è una delle mie Cloth preferite in assoluto. Però, direi che la spallina a cui si attacca la testa del drago sia un po' troppo lunga, o sbaglio? Mi pareva che la testa del drago fosse quasi un coprispalla... Sulla saga polare: io sono di quelli che dicono che il manga >>>> anime su tutto. Detesto il fatto che l'originale estica figlia di Ashita no Jo del manga (l'anello mancante tra Ashita no Jo e Saint Seiya è chiaramente Ring ni Kakero!) sia diventata una cosa emo-nobil-ghey nel tratto di Araki Shingo da un lato, e una fiera di giocattoli per i soldi della Bandai dall'altro. Saint Seiya era una manga sanguigno con il classico portagonista spintanto. Seiya abita al porto e ha sempre la faccia sporca/segnata. E' uno degli ultimi eredi dello spirito di 'sacrificio e gruppo' che nasceva nell'intrattenimento manga popolare post-bellico, quando ancora si stava ricostruendo il giappone. Con tutto questo l'anime c'entra ben boco. La drammaticità viva è diventata melodramma, è la fiera dei colori kitsch e quant'altro. E questi magrolini guerrieri sifilitici del dopo-Tempio, beh... lasciamo perdere. Detto questo, la serie Polare è del tutto onesta. Come trama originale, non può essere una detupazione di ciò che non fu. Il design è onesto. La storia è onesta. Anche il coinvolgimento di tutta un'altra tradizione mitologica, quella norrena, non è affatto male come idea. Da piccolo mi aspettavo poi lo scontro con altre mitologie, tipo quella ebraico-giudaica, e quella indiana. La prima avrebbe tutti i serafini da armaturizzare, la seconda dei mostri mica male. :)
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Quindi alla serie di Asgard mancano solo le due sorelline, ormai... Con quella arrabbiata (doppia testa di default!), daranno anche il modellino del corvo con i pezzi di carne da dargli? No, perché credo che avessero riciclato quel cut tipo 34857623487563487560 volte durante gli episodi della serie... :) Comunque io avrei fatto, per i polaretti, la VERA CHICCHERIA: includere una replica degli zaffiri in actual size con le confezioni. :) /me adora i gadget actual size ^^