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Evangelion 2.0: l'agognata antitesi?
topic ha risposto a Shito in una silent bob nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Vedo di seguirti, dunque. Sta bene, che poi a noi interessa più il messaggio che Anno mette in Eva che il livello di autobiograficità di questo. Nel senso che la biografia dell'autore può essere mezzo ermeneutico per capire l'opera, mai il contrario! :) Per come l'avevo vista e letta e capita io, Anno aveva avuto un periodo buio con cinque anni di depressione clinica dalla fine di Nadia (e il rifiuto della Hidaka, dicono). E il primo progetto di Eva sarebbe il suo tentativo di narrare ciò che lui stesso aveva imparatato 'risalendo la china', ovvero venendo fuori da quella depressione. Queste due letture mi paiono appropriate. Le piccole aggiuntea di 'fixing' in corsivo sono solo per perfezionare un po'. :) Tocchi nervi scopertissimi. Volevo fare un quoting puntuale ma non c'è l'ho fatta, è un discorso unico. C’è un abisso tra decidere esteticamente ed eticamente, sono parole da scriversi a lettere d'oro nel lato maschile del cielo. C'è un'abisso tra 'fare il buon marito', perché il nostro super-ego ce lo impone, e 'essere un buon marito', per amore reale e realmente maturo di nostra moglio. C'è un abisso davvero. Detto questo, credo che tu abbia forviato il punto di discontinuità che è End of Eva. Ovvero, penso davvero che la visione "tutto sommato ottimistica" di Anno nella serie portasse Shinji in un andirivieni di scappo-nonscappo (ti ricordo la centralità del tema della 'fuga dalla realtà del sé') sì, ma in un crescendo di drammaticità e pesantezza di scelte. Quindi c'era comunque una 'crescita'. Shinji sceglie nell'episodio1 di pilotare l'Eva di fronte al sangue di Rei, ed è una cosa focale. E' triste come tu la liquidi: Shinji se ne frega dalla figuraccia, ma figurati se ha un super-ego da 'maschietto'. Si è appena preso un calcio dal padre, che non vedeva da anni, e stà lì imbambolato. Ti prego di NON sorvolare su una sceneggiatura puntuale. Shinji reagisce al SANGUE di Rei, e al suo volto che SOFFRE FISICAMENTE. Poi strizza gli occhi ripetendo 'non devo fuggire' (non 'che figura di merda'), e infine -con un primo piano nettissimo- sfodera un'espressione di determinazione chiara. Shinji ha scelto onestamente, realizzando il dolore vero di un altro essere umano, che non conosceva. Nell'episodio 6, che pure ti prego di non dimenticare, Shinji empatizza PIU' VOLTE con Rei, che pure non gli aveva fatto da 'mammima' come lui avrebbe voluto (la dialettica dell'amaeru giapponese), tanto che alla fine proprio Rei 'sovrappone' Shinji a Gendo, mica per niente. Sono tutte cose che ti prego di ricordare. So che è difficile rintracciare questa linea, in quando Eva diviene molto più cupo dall'episodio diciamo 16 in poi, ma questa linea c'è, come c'è in 'battaglia da uomo', come c'è nel confronto finale con Kaworu (che, vorrei dirlo, è l'apoteosi dell'esercizio del libero arbitrio, sia per Shinji che per Kaworu). Questo per dire che la serie va in una direzione, finisce senza soldi e tutto, ma la direzione del contenuto era comunque una. End of Eva è un'inversione a 180°, non è 'uno dei tanti andirivieni di volitività incompleta di Shinji', no. Pertanto: La mia impressione è che la tua lettura della serie sia stata retroattivamente contaminata da End of Eva. Non dubito che un autore ora ammogliato sia più sereno, e nonostante tutto si veda. Ma non è questo il punto. Altrimenti potremmo dire che un otaku infine ammogliato e cresciuto inzia a pensare davvero ai soldi, e si vede anche questo. Ma non è questo il punto, tutto sommato. Anche se un sacco di delusione viene pure da lì. SORYU Asuka Langley continuerebbe a dire "Kimochi Warui" dinanzi ai nuovi film, imho. Con un'altra motivazione, ma sempre kimochi warui... -
Evangelion 2.0: l'agognata antitesi?
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Forse sono stato disattento, ma: -Nell'episodio 1, Shinji sale ba bordo dopo aver empatizzato un minimo con la sofferenza di Ayanami. Poco prima aveva detto "è impossibile". Quando si ritrova col sangue di lei in mano, si ripete 'nondevo fuggire'x 3 e poi si fa forza. -Nell'episodio 15, quando Shinji deve andare a incontrare il padre sulla tomba della madre, e se la fa sotto imbruttito nel letto, Misato gli dice chiaro e tondo che "senza fare un primo passo nulla potrà cambiare", ovvero che da una scelta si mette in moto qualcosa, non si risolve la vita ma si mette in moto qualcosa. -It's only looooove era per il main there di Hikki. Avevamo seguito questi 'alti e bassi' di Shinji nella serie, il suo fare pian pianino delle scelte per uscire da un 'modo di vita' di passività abulica protettiva, ok. Credo che quello fosse l'Anno PRIMA di Eva, il punto dove era pergiunto. Infatti Eva ebbe un finale comunque positivo. Poi lui ricadde nella depressione perché si senti incompreso dal 'suo' pubblico (aka: gli otaku). E fece The End of Eva, come sappiamo. Ora leggo te (perché, non ho visto il film) e mi chiedo: siamo semplicemente tornati allo stadio 'meno pessimista' della serie? Beh, boh. Resta, insisto, che questa storia Anno l'ha già narrata. Se davvero c'è stato in lui un cambiamento, e ha trovato una risposta, avrebbe potuto fare qualcosa di NUOVO. Rimaneggiare un'opera -guardacaso di grande e mai più eguagliato successo- per dire "ci ho ripensato", beh, mi pare anche un po' disonesto. Specie considerando che già i primi film (The End of Eva) erano così, ma almeno c'erano le attenuanti. E no, quel foglietto di scuse preventive non è un'attenuante. Se 'dopo Eva non c'è stato in dieci anni nulla di più nuovo di Eva', beh, fai tu il nuovo e non frignare. Oppure sii onesto e di che se per Eva non si trovavano sponsor, ora sono gli sponsor a chiederti di ravvivare il franchise. Quindi, per ora, non ho trovato UN motivo che mi spinga a pensare di guardare questi film, no. :( -
Come si diceva...? Ah, sì: "Chi disprezza... COMPRA!"
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Differenza tra Arte ed Intrattenimento
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Mea culpa per aver malauguratamente skippato il post di ChibiGoku qui sopra citato, che trovo sottoscrivibile (dico: quello di Chibi Goku). Il punto focale è: "cosa rendere utile/sentato/buono fruire l'opera altrui?" La risposta credo sia: "L'arricchimento di noi che può derivare dalla comprensione reale di un altri pensiero". Ovvero: ogni comunicazione per essere positiva devere essere reale, chi ascolta deve capire quel che chi parla voleva dire. Altrimenti tanto vale mettersi davanti a uno specchio, e non scomodare un quadro. Ribumpo un mio vecchio (ma non tanto) post sul tema, editato alla bisogna: Di seguito, potremmo dire che: A) Tutte le opere necessitano di un *verto livello* di indagine ermeneuitica per essere fruite. Foss'anche solo capire la lingua in cui un autore scrive. Persino la traduzione è, in senso estremamente lato, una forma di 'editing' fotto per includere questa necessità ermeneutica (per degli stranieri) nel testo editato. B) Talune opere possono necessitare, per la loro comprensione, di un'indagine ermeneutica maggiore di talune altre opere. C) Si potrebbe dunque vedere la pretesa 'universalità' di un opera nella minore necessità di indagine ermeneutica. Si *potrebbe*, ma non cosa certa e pacifica. Perché, ad esempio, si porebbe vedere l'universalità di un'opera nell'applicabilità del suo messaggio/contenuto, a prescindere dal bagaglio ermeneutico richiesto per il suo intendimento. Dettagliando su un caso particolare: Non credo che 'Animal Farm' possa intendersi davvero senza aver presente almeno la questione dei successivi tentativi e fallimenti del socialismo minimalista (e poi massimalista) nell'evoluzione delle forme di stato e governo occidentali. Dico a partire dall'antica Grecia. Per noi è un bagaglio culturale comune. Voglio dire che la storia umana ci mostra continue alternanze di forme di governo più o meno assolute e più o meno democratiche. Perché l'antica Roma passò da Regno a Repubblica a Impero? Perché nel Medioevo dallo spadroneggiamento del sistema feudale (i Vassalli), si passò alla democrazia dei Comuni, per poi tornare a un regime pseudo-totalitario come le Signorie? Perché, ancora, dalla demolizione dell'Ancien Regime della rivoluzione francese si arrivò al Regime di Terrore, e poi ancora si tornò a un Napoleone? Credo che Animal Farm risponda, molto amaramente, a questo. Orwell come Shito ha capito che "quando c'è un padrone cattivo davvero", o "quando c'è un padrone buono abbastanza da far stare tutti bene abbastanza", le persone pensano di poter fare a meno di un padrone. Nel caso 1): tanto peggio non potrà andare, nel caso 2) a pancia piena si pensa alle 'questioni di principio', e l'idea di avere un padrone da fastidio. Allo il 'popolo' cerca di fare da sé. In questa fase, la democrazia rovescia l'assolutismo. Ma poi non funziona, perché la burocrazia o A) diviene un'oligarchia terroristica/dittatoriale, oppere B) si mangia semplicemente tutto. E allora 'il popolo' torna a piangere nella speranza di trovare un buon 'principe' (Machiavelli style), che possa 'far andare bene le cose'. Se osservate bene la storia del mondo, o Animal Farm, vedrete che è più o meno sempre questo il canovaggio. Gli uomini sono uomini, hanno una sola vita e un solo stomaco. Benché Machiavelli sperasse in un principe sovraumano (centuaro), a goverante gli uomini sono sempre uomini, non semidei. Indi, si può sperare in un illimuninato. In un manipolo di illuminati. Non certo in una 'classe politica' illuminata, è antistatistico. Sono uomini. Penseranno al loro stomaco. E come ci dice Stendhal, gli ideali si alimentano nella fame. La sazietà fa emergere i lati peggiori dell'animo umano: l'ingordigia, l'indolenza, l'essere crasso. Di questo ci parla invece Le Rouge et le Noir, un romanzo che credo ben più universale di Animal Farm. Credo davvero che gli umani dovrebbero smettere di sognare di essere 'meglio che umani', ovvero che l'umanità sia meglio di quello che è. L'autoinganno globale che si vive in questo periodo di benessere diffuso, e la schizofrenia che ne deriva, sono il prezzo che dobbiamo pagare per la nostra disonestà umana. -
Evangelion 2.0: l'agognata antitesi?
topic ha risposto a Shito in una silent bob nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Detta in soldoni: "it's only looooove" non è che mi basti. Ovvero, non è che dire "mannò, guardate, ripensandoci il problema non c'era proprio, ecco vede Shinji sceglie e matura..." mi possa andar bene. Su tutto, anche volendo dire questo, meglio sarebbe stato fare un'opera nuova per una visione nuova delle cose. Fare invece il remix di una vacca grassa, er di più con una società nuova tutta tua o quasi, a me puzza di doppio tradimento. Ora come ora se penso a GAiNAX penso a Takeda, Yamaga, Sadamoto e Tsurumaki persino. -
Saint Seiya,confronto anime\manga originali
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Beh, a me Saori è sempre parsa una Kannon chiamata 'Athena'. :) Suvvia, ognuno rinaturalizza la proprie figure di riferimento con altre facce. Nel rinascimento si diceva che la Primavera di botticelli fosse in realtà una trasfigurazione della Madonna. Comunque io sono di quelli che dicono che il manga >>>> l'anime su tutto. Detesto il fatto che l'originale estica figlia di Ashita no Jo del manga (l'anello mancante tra Ashita no Jo e Saint Seiya è chiaramente Ring ni Kakero!) sia diventata una cosa emo-nobil-ghey nel tratto di Araki Shingo da un lato, e una fiera di giocattoli per i soldi della Bandai dall'altro. Saint Seiya era una manga sanguigno con il classico portagonista spiantanto. Seiya abita al porto e ha sempre la faccia sporca/segnata. E' uno degli ultimi eredi dello spirito di 'sacrificio e gruppo' che nasceva nell'intrattenimento manga popolare post-bellico, quando ancora si stava ricostruendo il giappone (o si credeva così). Con tutto questo l'anime c'entra ben poco. La drammaticità 'viva' che aveva è diventata nell'anime un melodramma, oltre a una fiera dei colori kitsch e quant'altro. E questi magrolini guerrieri sifilitici del dopo-Tempio, beh... lasciamo perdere. Tutto questo prima ancora di andare a parlare nel dettaglio dei ridicoli filler messi ovunque, e del particolare della storia. Detto questo, la serie Polare è del tutto onesta *con l'anime*. Come trama originale, non può essere una detupazione di ciò che non fu. Il design è onesto. La storia è onesta. Anche il coinvolgimento di tutta un'altra tradizione mitologica, quella norrena, non è affatto male come idea. Da piccolo mi aspettavo poi lo scontro con altre mitologie, tipo quella ebraico-giudaica, e quella indiana. La prima avrebbe tutti i serafini da armaturizzare, la seconda dei mostri mica male. -
Shingeki no Bancio (Attack on Bancio)
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione Anime & Manga
ma basta sto pogno te 5cm per second l'hai visto? http://www.youtube.com/watch?v=STx2-lBGiyE&ws Guarda, io non l'ho visto, ma se è come le parti incluse nel video che hai postato, non vedo grandi animazioni. Anzi, ce ne sono proprio poche. Quoto idealmente il mio post precedente: per favore, non dire "belle animazioni" pensando a una "generale alta qualità grafica". Sono cose diverse. Le animazioni impressionanti sono quelle di Ponyo che corre sull'acqua e tutta l'acqua è animata come un soggetto invece che come un fondale, e in ogni fotogramma è tutta ridisegnata, tutta in movimento, e muta costantemente . °_° Le animazioni pressionanti sono quando miyazaki fa le soggettive, o i movimenti dei soggetti verso la camera, e allora anima TUTTO, e ogni volta devi ridisegnare dacaccapo tutto, non solo la parte in movimento della figura. E comunque Ponyo è una cosa matta. Perché è disegnato tutto a mano, a quella qualità, e tutto 'made in Japan'. Quello che Oshii ci sogna, e allora come la volpe e l'uva ci vorrebbe sputare sopra (ma si vergogna). Ma la verità è che ormai Miyazaki/Ghibli hanno fondato una loro tradizione interna che NON rispecchia il mondo della 'animazione giapponese', nei confronti dei quali Ghibli è in effetti anacronistica. -
Shingeki no Bancio (Attack on Bancio)
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione Anime & Manga
Ma no, dai, non puoi dire questo! ^^ Ovvero: la base della colorazione in un anime, è la colorazione a campiture piane e definite. Questo perché in animazione si animano le linee, indi anche le colorazioni deveno essere 'zone di piano' definite da linee, da cui campiture piane. Esempio: Come si vede si notano le linee vere e proprie, e poi le 'linee di contatto' delle sfumature del medesimo colore in luce e ombra. Questo crea il chiaroscuro volumetrico basico. E così si ha una colorazione detta 'in stile anime'. Al contrario: Non hai campiture piane di colore. Non la pelle, non i capelli, non gli occhi, non i vestiti, nulla. E neppure le linee vere e proprie sono nettamente definite, a tratto nitido e chiuso. Questa illustrazione non ha nulla a che fare con il design 'pulito' di un anime, al contrario è più simile alla tecnica illustratoria di una fumettista. Si nota del colore pantone acquerellato, probabilmente (anche se non posso dirlo con certezza, l'immagine è piccola). Ma non è certo uno stile di campiture piane com'era ai tempi dell'ukiyoe, per intenderci. O come fu per HTL. Lo stile che chiami '3D', al contrario, è più propriamente 'pittorico', a livello di chiaroscuro, con pennellate non visibili (o quasi). Personalmente amo davvero molto la Takada, anche se a livello di illustrazioni credo che le vette del miglior Mikimoto siano ancora inaccessibili ai più. Un caso simile a quello dell'evoluzione stilistica della Takada, ma ancora più spiccato nelle due diverse radici, è senza dubbio rappresentato da Shinkirou, il fu illustratore simbolo della SNK. -
Shingeki no Bancio (Attack on Bancio)
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione Anime & Manga
Veramente trovo che l'analogico sia qualitativamente superiore al digitale. Quindi direi semmai il contrario. Diciamo solo che il digitale (lol 'grazie alla computer grafica') ha portato un'abbassamento dei costi della soglia di decenza. Nulla più. Inoltre: Garion, mi stupisce un po' la classificazione di stile di illustrazione 2D e 3D che fai. °_° Dal punto di vista di tecnica di disegno e pittorica non credo abbia senso. Si tratta piuttosto di una differenza stilistica nell'uso delle campiture (che comunque NON sono piane in NESSUN caso, anche quello che chiami '2D') e del tratto/pennellatta, sia esso 'visibile' (quello che chiami 2D) o 'perlopiù non visibile' (quello che chiami 3D) nella crezione del chiaroscuro volumetrico. Quanto a preferenze, sicuramente lo stile ottantino è il migliore, secondo me. L'idea dell'illustrazione a pennellata invisibile non appartiene alla mano pittorica giapponese, non c'è niente da fare. Quindi la pennellata si occulta, anche al massimo, ma si vede palesemente la 'linea di disegno mentale' sottostante. Come per le illustrazioni che la Takada produsse in quel periodo su Creami Mami. Sanno sempre un po' di falso. Non conosco Honneamise, ma, se non ricordo male, 5cm per second è recente ed è stato fatto in larga parte al computer, e mi sembra animato divinamente... Se mi permettere, ho anche la sensazione che ci sia graaaaande confusione di idee tra: "qualità di animazioni" e "qualità grafica/visiva" di un anime. Se parliamo di *animazioni* in senso stretto, è probabile che l'anime meglio animato della storia sia Ponyo. E' sinceramente impressionante sia per lo studio dei movienti, che per la qualità di quelli, che per la quantità di soggetti animati. Le scene con le onde sono quasi a livello 'Bambi', per intenderci. Ma parliamo di animazione in senso stretto, e Ponyo ha più disegni di Mononoke Hime, che dura un bel po' di più. Ponyo è stato fatto tutto a mano, comunque. La qualità visiva è molte cose insieme. Attenzione nel giudicarla. Coerenza e costanza del design nelle varie mani dei gengamen. Solidità delle animazioni chiave. Strabilità cromatica. Qualità di riprese (intendo il momento fotografico, etc) e altro cose ancora. -
Saint Seiya,confronto anime\manga originali
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Posso dire che cercare di fare le pulci a uno shounen 'incrementale' come Saint Seiya, o DragonBall, suona un po' parossistico tipo "ma Gundam contro Gunbuster non potrebbe nulla", ovvero come "le esplosioni di Sachiel sono a forma di croce per questo principio fisico che ora vi spiego..." Dico: sono manga. Sono shounen (= per ragazzini). Tutto bello. Direi che sarebbe più interessante tirarne le somme in prospettiva storica, per vedere quale eredità raccolgono, e quali valori cercano di inculcare nei giovani lettori, e perché. Il senso di Seiya è che un ragazzino zozzetto che abita al porto diviene il favorito di una DEA. Il senso di Saint Seiya è anche molto in Pegasus Fantasy, imho. "Tutti ragazzini, eroi di domani..." Ashita no... Seiya? -
Ho capito da dove viene il fascino dell'armatura di Siegfried. Il sottomento sembra quello di RoboCop. Seriamente. RoboCop è un eroe in Giappone come nel mio cuore. Cmq il design delle Robe riprende IMHO quello delle Bronze V1 versione anime. Andiamo, Siegried indossa un elmo che lo fa apparrire "la verione nordica e incacchiata" dalla Dragon Shiryu V1..
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Ehm, non considero l'edizione italiana a prescindere. :) Vorrei far notare che tutta la serie pre-Asgard è piena di filler IMMONDI. Voglio dire: -Amica di Shaina e tre scagnozzi -Steel Saint -Crystal Saint -Altri Silver Saint random a scelta più o meno parossistici -allievi di Virgo -Gardaland sotto la Casa di Sagittarius sono tutte cose che, onestamente, a Asgard non puliscono nemmeno le scarpe in quanto a demenza. Siamo d'accordo che Asgard sia TUTTO un grosso filler giocattoloso e tirato per le lunghe, ma in confronto alle cose che ho nominato, suvvia... Almeno ha una sua parvenza di coerenza interna ed è in linea con lo spirito dell'ANIME, se ma ce n'è stato uno. ^^; Giocattolosamente parlando, i God Warrior hanno armature interessanti. Molte sono assimetrice, ad esempio (le più fiche, direi), e questo è un po' originale nella saga delle armature dorate sempre simmetriche e sempre più 'ridondanti'. Ah, dimenticavo il fatto delle Robe. Ma volevo dire che era una della armature che preferivo in assoluto tra tutte le Cloth, Robe, Scale, Surplice. Quelle degli Steel Saints si chiamano Mobile Suits? PS: Grazie per la segnalazione della gallery del buon Garion, che comunque conoscevo di già. PPS: Ma il tuo nick allure a uno degli 'schieramenti' dei vecchi X-Fans?
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Wow! Peccato che essendo di plastica non significhi nulla. Vetro colorato sarebbe già stato sufficiente. :( Così con Hilda avrebbero potuto mettere una replica dell'Anello del Nibelungo. Tra l'altro Alpha Siegfried è una delle mie Cloth preferite in assoluto. Però, direi che la spallina a cui si attacca la testa del drago sia un po' troppo lunga, o sbaglio? Mi pareva che la testa del drago fosse quasi un coprispalla... Sulla saga polare: io sono di quelli che dicono che il manga >>>> anime su tutto. Detesto il fatto che l'originale estica figlia di Ashita no Jo del manga (l'anello mancante tra Ashita no Jo e Saint Seiya è chiaramente Ring ni Kakero!) sia diventata una cosa emo-nobil-ghey nel tratto di Araki Shingo da un lato, e una fiera di giocattoli per i soldi della Bandai dall'altro. Saint Seiya era una manga sanguigno con il classico portagonista spintanto. Seiya abita al porto e ha sempre la faccia sporca/segnata. E' uno degli ultimi eredi dello spirito di 'sacrificio e gruppo' che nasceva nell'intrattenimento manga popolare post-bellico, quando ancora si stava ricostruendo il giappone. Con tutto questo l'anime c'entra ben boco. La drammaticità viva è diventata melodramma, è la fiera dei colori kitsch e quant'altro. E questi magrolini guerrieri sifilitici del dopo-Tempio, beh... lasciamo perdere. Detto questo, la serie Polare è del tutto onesta. Come trama originale, non può essere una detupazione di ciò che non fu. Il design è onesto. La storia è onesta. Anche il coinvolgimento di tutta un'altra tradizione mitologica, quella norrena, non è affatto male come idea. Da piccolo mi aspettavo poi lo scontro con altre mitologie, tipo quella ebraico-giudaica, e quella indiana. La prima avrebbe tutti i serafini da armaturizzare, la seconda dei mostri mica male. :)
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Quindi alla serie di Asgard mancano solo le due sorelline, ormai... Con quella arrabbiata (doppia testa di default!), daranno anche il modellino del corvo con i pezzi di carne da dargli? No, perché credo che avessero riciclato quel cut tipo 34857623487563487560 volte durante gli episodi della serie... :) Comunque io avrei fatto, per i polaretti, la VERA CHICCHERIA: includere una replica degli zaffiri in actual size con le confezioni. :) /me adora i gadget actual size ^^
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Suzumiya Haruhi no Imi
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Precedente animato di ben tre anni fa: http://en.wikipedia.org/wiki/List_of_When_They_Cry_episodes Non l'avevo mai sentita, ho dato uno sguardo alla pagina che linki, ma la similitudine col caso di Endless Eight non mi è balzata all'occhio. Potresti dettagliare? -
Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
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Era per farti capire, in riferimento al tuo precedente post, che nessuno qui -io per primo- aveva inteso la ragione essere una "visione del mondo", come invece tu imputavi si stesse facendo. Onde permettere una più univoca lettura semantica del termine 'ragione' utilizzato in questa sede, ho dettagliato con un referente piuttosto canonizzato. Quanto al tuo appunto, aspetto parimenti che tu lo dettagli. Per ora lo leggo come un "è tirata per i capelli", ok. In che senso, e soprattutto: perché? -
Mi sembra una recensione piuttosto onesta e priva di imprecisioni. :)
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Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
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Per fugare ogni dubbio semantico, uso 'ragione' nel senso di 'logos', contrapposta a 'metis', nel senso di 'intelletto/capacità d'adattamento'. -
Suzumiya Haruhi no Imi
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Parlando dei nuovi episodi, e di come si inseriscono del senso del tutto: La conclusione di Endless Eight è stata, a mio modo di vedere, davvero maestosa. La maestosità del minimalismo. Ovvero, quando si arriva ormai a empatizzare *realmente* con la noia di Nagato, così come fa Kyon (che è proprio un bravo ragazzo, davvero!), allora ci siamo. E' un grande miracolo compiuto dalla KyoAni, quello di farci 'vivere' i sentimenti della narrazione. Dico, nemmeno Micheal Ende era mai arrivato a tanto. Una cosa del genere non si può fare con un media a consultazione on demand, come un libro o un DVD. Salti quel che vuoi, con quelli. Si può fare solo con una prima messa in onda, i cui tempi sono scansionati forzosamente (per il pubblico, dico). Quindi credo che questa trovata di KyoAni sia stata davvero EPOCALE, nel senso che farà -giustamente- epoca. E ricordate che io sono quello che non sentiva il bisogno di questa seconda serie, quindi almeno un punto per onestà credo di meritarmelo. Ok, sul finale, dunque. Tra suggesioni a là Twilight Zone, è come sempre l'ovvia normalità a rompere il parossistico egotismo di Haruhi. Haruhi, il cui superego desidera sempre cose straordinarie, fuori dal comunque, etc etc etc, alla fine cosa voleva? Voleva quello che una normale studentessa può avere d'estesta: fare i compiti col ragazzo che le piace. Credo che la caratterizzazione psicologica di Haruhi sia davvero la prima 'rivelazione' nel genere, dai tempi della psicoroba di Anno, e questo l'ho già detto. Il fatto che sia tutto inconscio, per lei, palesando il suo conflitto tra volontatà di potenza viziata e naturalità del desiderio della normalità è davvero un meraviglioso affresso di una 'moderna' crescita psicologica dura, in chiave femminile. Non è proprio come per un otaku (maschio), ovvero a là Sasshi, ma non è neppure come una classica femmina (a là Arumi). Ed è spendido vedere come dissimula goffamente dietro la finta arrabbiatura il fatto che lei, quella che aveva già fatto tutti i compiti in un giorno, NON era stata invitata a casa di Kyon. Sentirla dire "VENGO ANCH'IO!" è davvero dolce. Poi la vedremo giocare ai terebi-geemu con la sorellina del suo innamorato, certo, ma credo che lei volesse essere proprio invitata in quella casa. "Per questa estate, vorrei avvicinarmi un po' di più al ragazzo che ho scelto per me." Ah, l'es femminile! Tanto di cappello e inchino all'autore originale dei romanzi, dunque, e alla KyoAni per avere usato il media 'animazione' come mai prima d'ora. In una così calda estate, chi avrebbe mai pensato in una simile ventata d'aria fresca? -
Differenza tra Arte ed Intrattenimento
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Sono in disaccordo con tal definizione. Ed è fondamentale discutere di quello, sennò entriamo nel classico errore che ammazza la filosofia (parafrasando non ricordo chi a memoria, tremila anni di storia di definizioni personali confuse con definizioni universali; non a caso è morente). Ergo, ivi, arte nel suo significato generale e contemporaneo: attività di costruzione di qualcosa, di un "oggetto", atto a comunicare dei sentimenti. L'essere "di intrattenimento" non è una qualità più particolare di, non so, essere "barocco" (quando tal aggettivo non è riferito storicamente, ovvio). A me pare che siamo in perfetto accordo, invece. Ovvero: io ho argomentato 'arte' e 'intrattenimento' come *sostantivi*. Entrambi. Come nelle frasi: "questo quadro è arte!" "questo videogioco è intrattenimento!" Altrettanto, ne ho sottolineato la NON parentela. Sono due cose DIVERSE che possono *eventualmente* intersecarsi in taluni "oggetti" di entrambi. Direi quindi che siamo sulla stessissima posizione. Peraltro, sposo anche chi dice che la differenza, qualora colta dal pubblico, sia spesso soggettiva. Proprio per questo io ho rimandato a una differenza *a monte*, ovvero una differenza di *finialità intenzionale* posta dall'autore nella sua opera, opera d'arte o opera di intrattenimento (o nel 99,99999% dei casi, di entrambe). -
Naturalmente! Gli appassionati del genere (essendo un NeoGeoFreak son miei cugini) in genere non accettano neppure i boot, e ci mancherebbe! :) Solo jamma originali, meglio se originali giapponesi. Conosco persone che han fatto follie per titoli come Guwange, Progear no Arashi, e altri. :)
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Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec
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Si, ma questa svolta avviene tutta nell'END, mentre nella serie tv (che in ogni caso è un'opera compiuta in se) continuo a vedere Anno "intessere intorno a Shinji tre prototipi di tre femminilità diverse", proprio come dicevi anche tu.. Sì, mi riferivo anch'io soprattutto a End of Eva. E' palese che nel 'finale ripensato' i dualismi siano Shinji-Asuka e Rei-Kaworu/Gendo. Ovvero Rei è divenuta madre (di Shinji) e Madre (dell'umanità), come figura pressoché dissolta nella sua stessa archetipalità. Credo che la verità sia che il personaggio di Asuka è così realistico, anche nell'iperbole drammatica scenica, da essere 'scoppiato in mano' a Anno. Eva era chiaramente incentrato sul SOLO Shinji, e gli altri intorno. Poi è venuta fuori la caratterizzazione di Asuka, che a tratti oscura quella di Shinji stesso: l'episodio 22, specie in versione 'home video', è davvero impressionante per profondità. E anche l'analisi che da lì si può trarre di tutta la psiche e il comportamento di Asuka, per come lo si è visto nella serie al completo, è forse la coaa più coerente di tutto Evangelion. -
Differenza tra Arte ed Intrattenimento
topic ha risposto a Shito in una kache nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Beh Darion, in primis direi che arte e intrattnimento abbiano finalità diverse. L'intrattenimento, come dice il nome stesso, vuole intrattenere. Far passare piacevolmente del tempo. L'arte credo sia in primis un modo che un uomo, che la fa, usa per esprimere qualcosa del sé. Che poi si possa mettere una componente artistica (espressivo/comunicativa) mentre si produce intrattenimento, o viceversa mettere una componente di intrattenimento per 'far passarare' la comunicazione artistica, beh, mi pare pacifico. Almeno da quando Lucrezio orlò di miele (poesia, che ai suoi tempi era l'intrattenimento) il calice dell'amaro assenzio (il suo tentativo comunicativo-educativo epicureista). Sappiamo anche che quando Eraclito depositò il suo libro al tempo la pensava diversamente, rifuggendo la contaminazione dell'una e dell'altra cosa. Io sono sempre indeciso, di mio. Alla fine ha interessato a certi temi più Eva che un libro di filosofia esistenzialista. Soprattutto, il libro di filosofia se lo leggono sempre i soliti (se va bene) quindi serve pure a poco: è come fare scuola a persona già educate. Al contrario, Eva ha potenzialmente 'scosso' delle menti che non si sarebbero andate a informare su certi temi che Eva veicolava. Per questo adoro il finale televisivo: non ti permette più di ingannarsi che siano solo robot e apostoli, dato che manda a ramengo tutto il sostrato di intrattenimento. Resta solo l'arrosto, alla faccia di chi si droga col fumo. Un bel pugno nello stomaco per chi "non voleva intendere". Infatti quelli (gli otaku 'deboli', cfr Okada) si sono arrabbiati. Direi che tutto torna. -
Concordo con questa tua lettura, che sottoscrivo. Aggiungerei che, per chi come noi era adolescente in quegli anni, il film ha anche il sapore amaro della "dura verità del giostraio", ovvero quando scendi dalla giostra difficilmente ti fermi a riflettere che il giostrario è quasi sempre una specie di povero semi-nomade suburbano. Gli anni '80 sono stati l'età dell'innocenza consumistica, quando si facevano cose fiche e sbrilluccianti senza pensare alle conseguenze. Un epoca passata. Una girella che può essere amata, se vista nelle vite a brandelli dei piccoli mugnai bianchi rimasti senza mulino, e senza Clementina. L'unica cosa che mi ha dato fastidio nel film è stato il monologo finale di lui, del tutto fuori personaggio e fuori scena (rompe l'inganno dell'incontro, non si sarebbe mai accettato). Picco emotivo il fallimento finale con la figlia, ultima occasione sprecata nella putrida banalità di un coito occasionale in un gabinetto pubblico. Addio, Rourke. Questa non è stata la tua rinascita, lo sai. La cosa più triste è forse che non mancherai a nessuno, come a nessuno mancavi prima di questo ultimo guizzo del moribondo. Such is life I guess.
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Cabinet simili sono stati commercialmente venduti anche e soprattutto tra gli operatori di sale giochi, quando ormai il settore stava morendo. Gli appassionati di arcade gaming in genere recuerano dei cab originali giapponesi, tipicamente dei Taito Egret (I o II) o dei Sega Astro/NewAstro/Blast City, e ci fanno girare dentro schede originali. :)