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The Sandman on Netflix
topic ha risposto a Shito in una Chocozell nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Wow, usare un linguaggio tanto forbito gli conferisce spessore in qualità di autore colto? Nulla di grave né di proibito, ma beh, meh.- 61 risposte
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- chissà che ci esce
- dc
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:-)
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Saint Seiya manga news
topic ha risposto a Shito in una Garion-Oh nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Capisco. :-) Benché immagino che in simili rappresentazioni dottrinali religiose ci siano sempre riproposizioni numerologiche interne di iconografiche di forme, numeri e elementi. -
Saint Seiya manga news
topic ha risposto a Shito in una Garion-Oh nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Ma dite 天舞宝輪 di Shaka? A parte il volteggiare celeste, io avevo sempre inteso gli ultimi due kanji come una variazione omofona di 法輪, ossia i "cerchi [chakra] della dottrina buddista che schiacciano il maligno", una sorta di equivalente delle nostre icone di San Michele Arcangelo ce precipita il maligno, o meglio ancora della Madonna sulla Luna Calante che schiaccia il serpente sotto a un piede. Quindi nella mia mente leggendo quei kanji vedevo tanti cerchi come clipei dorati di Buddha che roteao in cielo come una teoria giottesca. E in effetti... Non è una specie di mandala con cerchi frattali (cerchi di cerchi) di teorie (nel senso iconografico) buddhista? Non so voi, ma ho sempre trovato affascinante che le "nostre" teorie di santi medioevali siano lineari, quelle orientali siano circolari! Inga! (Rasen!) -
Infinity, NowTV, Netflix, PrimeVideo ecc... a tutto VOD!
topic ha risposto a Shito in una Tetsuo nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Essendo il vero fanboy di RoboCop (but: with a brain, qualcuno direbbe un ossimoro, lo so) mi permetto di dissentire fortemente. Ritengo che il lavoro tutto di marionette e pupazzetti e matte fosse davvero perfetto per la narrazione e il livello di simbolismo inteso da Verhoeven (dico questo con le memorie del commentario audio della Criterion Collection faticosamente ascoltato per giorni e giorni nel tentativo di trascriverlo tutto – non ero un ragazzino ma il mio inglese era moooooto peggiore di quello che è ora). Voglio dire che quando Enforcement Droid 209 si dimena ribaltato sul pianerottolo delle scale il suo verso è realmente un vagito di neonato blandamente artefatto, indi mi pare che il modellino palesemente giocattolo sia proprio perfetto. Per dire. Il problema di RoboCop è solo uno: Qualsiasi cosa che non sia il primo e unico film. Nota: questo trailer oltre a essere tragicamente onesto mostra un sacco di cose topiche, alcune rimosse dal montaggio cinema (reintegrate in quello Criterion), e alcune delle battute più topicamente (non è un refuso) martoriate dal doppiaggio italiano. Per chi volesse dettagli, sono qua! :-D "In a world where potatoes rule the Earth... one carrot will rise!" (nope, that's not a DragonBall pun, not at all) -
Infatti la piccola Heidi fa incontrare Nonno Alpeggio e la francofortina Clara al paese, dove lei va a scuola, il nonno ritrova la fede (nell'uomo innanzitutto) e Clara l'uso delle gambe. Mica per niente. Semper in medio stat humana et pulcherrima virtus.
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Sull'uso del prefisso "meta-". Come AkiraSakura ha ben spiegato all'inizio di un post sul suo blog, l'uso originale di questo grecismo sarebbe il concetto di "oltre", "muovendo da". Per esempio, l'esempio classico, la parola "metafisica". Tuttavia, ricercando un po' di più, ho scoperto che dapprima (greco antico, credo), il senso non era questo, ma quello di un complemento di argomento. Ovvero, la fisica è la realtà concreta dei fenomeni fisici, e i "discorsi sulla fisica" (quindi: la scienza) sono "metafisica". Si è trattato comunque di una ricognizione rapida, ma mi è parta la differenza di gradiente tra l'ontico e l'ontologico. La cosa ancora più interessante è che in effetti questo uso "originario" e apparentemente non molto noto del prefisso "Meta" è nei fatti rimasto in uso parallelamente a quello più noto, quindo ci si riferisce a un uso "contenutisticamente riflessivo" di un qualcosa, tipo "un film che parla di cinema è metacinematografia", "un'opera linguistica che parla di linguistica è metalinguistica". Sembra però che nella lingua corrente la cosa si usi solo per l'autoriferimento alla propria natura, come fosse un elevamento a potenza. Non mi pare che Babel sia detto un film metalinguistico. Quindi, la metanarrativa sarebbe a rigore una narrativa che parla di narrativa. Un romanzo che parla di come si scrivono i romanzi, tipo. L'uso che AkiraSaakura fa del termine, che non può definirsi un conio ma una ridefinizione di parola tramite deliberata assegnazione di nuovo significato a vecchio significante, non so perché ma l'ho agganciato al volto. E spontaneamente l'ho fatta anche mio. Essenzialmente in questo nuovo uso il senso è un po' quello attuale di "andare oltre", ma consta anche di una componente di pseudo-, quasi- ovvero introduce una connotazione di fittizio, si simulacro di qualcosa. Come un trascendere una realtà per giungere a una sua rappresentazione fittizia. Potremmo ad esempio dire dire, in questo senso, che gli .pm3 sono dei meta-dischi. Inoltre, concordo fortemente che la differenza tra "grandi narrazioni" e "piccole narrazioni" sia completamente diversa, anzi realmente ortogonale a quella di "narrazioni" e "metanarazzioni". Invero, mi pare che le metanarrazioni siano più spesso che non delle "meta-grandinarrazioni". Del resto, la metanarrazione nasce come succedaneo alle tramontate grandi narrazioni. Una persona ancora più disillusa di me direbbe anzi che a ben vedere tutte le grandi narrazioni, quando ancora c'erano, hanno sempre avuto una componente metanarrativa, idolatrica e in questo simulacrizzante. Ops, l'ho detto.
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È strano, citi un dizionario ma sembri non saperlo leggere. Al di là della capziosità lessicale, mi pare siamo d'accordo. A parte le speranze che ti invidio. Ma la tarda età non mi concede simili ottimismi. Invero neanche la tenera me ne concedeva, ma d'altronde si dice che i capricorni nascano vecchi.
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Concordo che la "conoscenza" biblica in senso carnale sia una formidabile variazione semantica del lemma. Del resto, ho anche sempre inteso che "spezzare il pane" intendesse l'idea di "condividerlo", ovvero non "spezzarlo", ma "spartirlo". In epoca passate ma non perdute (in senso proustiano, indi "non dimenticate") mi interessai un pochino a un po' di esegesi e filologia biblica. Perché da piccolo mi arrabbia che "fructus ventris tui" venisse "adattato" (pfff) come "frutto del SENO tuo". Avrei capito "grembo", tutt'al più, ma senza dubbio avrei scelto la crudezza di "frutto del ventre tuo". Piccoli apostoli crescono, letteralmente, nevvero? Siamo molto d'accordo sulla gradualità che segna lo stringersi di un interesse in attrazione in infatuazione in innamoramento in amore reale. Vedo anche io un gradiente. Tuttavia: Non mi sembra cervellotico, a me sembra semplice e anzi abbastanza ingenuo - perché sconfessato dalla realtà immanente. In qualsiasi momento del processo di "avvicinamento graduale" che dicevamo, ed eravamo d'accordo, può capitare una divergenza, un idiosincrasia - ovvero che gli intenti di uno non siano più comuni all'altro. Ovvero che l'uno continui a desiderare maggiore conoscenza,a e vicinanza, e l'altro no – anzi al rendersi conto dell'altrui desiderio si senta piuttosto di fermare il processo, di invertirlo persino, quando non di troncarlo del tutto. Sono cose che succedono comunemente, sin da bambini. Nella mia insignificante infanzia (ma proprio infanzia) mi capitò un paio di volte, credo. O forse una sola, e l'altra volta capitò a un mio amichetto. Una forte simpatia, una stretta amicizia, una vicinanza che inizia ad approfondirsi perché ci si trova proprio bene a passare tempo insieme, a parlare e raccontarsi e conoscersi, ma questo fa evolvere l'interessa in innamoramento da un lato, dall'altro no - da cui una subitanea ritrosia. Nulla di inedito, né di strano, né di drammatico, direi. Dissento fortemente. Se lo ascolti nella sua voce– spero – ti sarà chiaro che lui sta parlando in forma impersonale di "amare le persone" come di "amare una persona". Non che Franco Battiato sia il Verbo, si capisce. È stato solo un'altra persona che talvolta ha espresso il suo personale pensiero, tanto quanto me o te. Concordo fortemente che NON parlasse affatto di questo, ma parlasse di amare realmente (quindi ricambiato) una persona, eppure in quel modo. Direi che questo era il punto di distanza tra me e Godai, mentre tu questa distanza di lettura tra me e te la stia fabbricando. L'incedere della postmodernità rende realmente titaniche le cose che erano più normali, e normalizza molte cose che erano (e credo ancora siano) del tutto aberranti. Anche questo lo si vede distintamente nelle strade come nei bar come nei salotti. Purtroppo. Ma dispiacersene non ne cambia la realtà. Né aiuta a conviverci. (ma davvero l'esplosione atomica all'inizio era nel video ufficiale? Perché se sì, wow!) (peccato per i congiuntivi mancati nelle oggettive dell'incertezza, ma oh - quando i bambini fanno "oh"...) (ammetto che nelle mie orecchia "piccione" fa rima anche con "accattone", specie al verso della fiducia a chi tira il pane, ma ancora: oh.)
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Bleach, L'incredibile Topic Aperto All'ultimo Capitolo
topic ha risposto a Shito in una Shuji nella sezione Anime & Manga
"ただの餌だっろう、塵だっろう、屑だっろう、雑魚だっろう、腐れゲドだっろう!" -
Infatti io dicevo che "l'innamoramento è una conoscenza che desidera conoscenza" (l'amore invece "una comprensione che desidera comprensione"). :-) Hai ragione nel dire che, anche per l'innamoramento, dev'esserci una conoscenza reale, il che già compete a un ambito di realtà di due. Senza di questo, concordo appieno, si avrebbe solo una solipsistica proiezione metanarrativa dell'altro, una cosa tipo "my waifu", che non è neppure innamoramento reale, certamente – si potrebbe forse parlare di "adorazione". Tuttavia, è anche possibile che una conoscenza (reale) tra due persone sfoci in un forte innamoramento (reale) da un lato, ma non sia ricambiata su quel piano dall'altro – non potendosi quindi trasformare in "amore", un diverso piano in cui l'esperienza comune diviene ben più profonda e anche concreta del precedente stadio di "innamoramento". Ovviamente i personaggi di anime fatti da otaku sono puri idealismi proiettivi e metanarrativi. La differenza tra Anne dai Capelli Rossi e Asuka dai Capelli Rossi è che la prima è un personaggio pensato da una donna e trasposto in animazione da Takahata Isao, la seconda è un'insieme di proiezioni nevrotiche e libidiche di Anno Hideaki, come il suo collega colto Yamaga Hiroyuki ebbe così magistralmente a mettere alla berlina.
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Almeno per come io concepisco e definisco l'innamoramento, questo assolutamente sì. Ovviamente dipende dalle persone.
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Sì, non siamo d'accordo. Che va benissimo (e come topic starter non mi curo di off topic, lol). Però ricorda: non si può fare un dono a chi non vuole riceverlo. Quello non è amore, diventa molestia. Alcuni lo chiamano "stlaking", il nostro codice pensale invece, essendo grazieaddio ancora un filo più serio dei blog dei top influencer very fashionable lo chiama "atti persecutori". Per fare un dono, bisogna che qualcuno lo riceva. Oppure, anche evitando risvolti legali, è quanto meno solipsismo, no?
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Qui sotto un'altra lettura interessante su quello che anche io chiamo "il mio nichilismo" (in realtà una citazione trasversale a Natsume Souseki, ma penso sempre a Takahata Isao), in totale barba alla grettitudine di tutto l'esistenzialismo di cui fino anche a Kojeve, persino per come ce lo riporta Azuma Hiroki, nella sua lettura pur brillante della "Fine della storia" e dell'umanità e dell'umano di cui Hegel, ovvero una sorta di definizione per opposizione sociale, che è – ancora una volta – adolescenzialità (maschile, tipicamente): http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/musicaemistica/medbat.htm Per me "imbrunire" è un termine normalissimo e di uso comune, ma ok. Buffo che l'intervista fosse stata pubblicata proprio su Vanity Fair. A me da piccino il testo e il significato della canzone e dell'espressione "vanità di vanità" piaceva molto. Ma non avevo ancora collegato "il paese delle meraviglie" di cui Lewis Carroll al "mercato dei folletti" di cui Christina Rossetti. Ora le chiamano "adventures in bordeland", mi pare, intendendo forse quello che il DSM chiama "bordeline disorder", suppongo. Scary shit. Ma fuori citazione per voi: Con la meditazione lei è riuscito a lasciare la sua zavorra? «Io ci provo. Più in alto vai più la materia si fa leggera, più hai la percezione di mondi delicati e sottili. Devi lasciare fuori le grossolanità e un certo genere di pensieri. Alcune sensazioni, un litigio, una guerra contaminano e i tuoi sentimenti sono tirati giù, verso il basso». Però il basso esiste. «Il sociale come luogo comune non mi interessa, invidie e gelosie sono mondi che se non si riesce a eliminare almeno si deve cercare di controllare. Paul Valéry ha scritto una pagina di indimenticabile bellezza sulla competizione tra gli uomini. Il competitivo ha bisogno dell’altro, da solo non è nessuno». Ossia, pure: Timidamente, concordo.
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Non ci siamo capiti. Per come sto definendo l'amore, tanto fisico quanto intellettuale, è un rapporto di due persone, non è la proiezione mentale di un "innamoramento". L'amore in questo sento non è "quel sentimento puro e intenso di devozione", quello può essere chiamato in tanti modi, come "adorazione" o quel che vuoi. Io stavo cercando di riferirmi a quell'altro specifico tipo di sentimento tra due persone che instaurano e vivono un certo tipo di rapporto biunivoco. Per me si tratta di una questione linguistica. Come dire che per fare fare una partita di tennis bisogna essere in due, il tennis è uno sport di coppia. Tirare la pallina contro un muro non è tennis, per come si definisce il significato del significante "tennis". :-)
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Ti ricordo che Fuyutsuki nel manga NON ha detto a Gendou che Yui è rimasta nell'UNitàPrima per sua scelta e disegno, anche se lo sapeva, anche se vedeva Gendou morire di dolore, ma "volevo avere una cosa tua soltanto mia". Anche Fuyutsuki, da bravo accademico, è un vero pornobebé d'antan. XD Nell'anime invece gliel'aveva detto. O forse no. Ah, no, invece sì. Ooops, dimenticavo: è l'anime. XD
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Oddio, alla fine Fuyutsuki era anche un rosicone (specie nella versione di Sadamoto), ma no: l'amore non è l'ammirazione, l'amore è l'esperienza di amore reale. Questo lo capivo anche da ragazzino. Direi che l'innamoramento può esistere nel singolo, ma l'amore reale è sempre esperienza di coppia reale. L?etica che cercavo di tratteggiare è infatti un'etica interna al rapporto di coppia, non del singolo solo che dalla distanza pensa all'innamorata. :-)
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La sovracompensazione consumistica del vuoto interiore dell'uomo postmoderno. E infatti alla fine il consumismo è consunzione, del tutto e del sé.
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Sì, questa idea anti-utilitaristica dell'azione umana, rispecchia nel mondo dell'amore per cose l'idea di amore per le persone che il manicheo Battiato mutuò un po' da Gurdjeff, ovvero: "Non è una cosa facile, amare le persone. Amare vuole dire non aspettarsi niente indietro, se uno si aspetta una cosa non è più amore. È quel dare senza neanche farsene accorgere. Allora sì che ha senso." Che è esattamente quello che ho iniziato a pensare per conto mio quando 18 anni fa qualcuno mi fece capire cosa significhi amare. Chiaramente fino a prima di allora non riuscivo neppure a capire a fondo certi discorsi sull'amore che mi faceva mia madre, poi forse un pochino sì. In compenso, nella mia personale tendenza a "fare tutto per il nulla", ovvero fare tutto il proprio meglio, con il massimo sforzo, per il puro senso di farlo nel modo che si sente essere corretto e giusto, si rispecchia da sempre questa stessa visione. Ho la presunzione di credere che anche Takahata Isao fosse così, sul "lavoro". La libertà che nasce dalla percepita non-necessarietà delle cose. E nell'amore è lo stesso, credo. Amare senza avvertire il bisogno di essere riamato, che è la stessa cosa che diceva Battiato espressa con altre parole. Non sto dicendo che l'amore debba essere un cinico autocompiacimento di abnegazione, no: è ovvio e giusto che essere riamato da chi si ama è una cosa meravigliosa, ma questa cosa meravigliosa non può essere né la causa movente né il fine dell'amore. Ovvero: non è per il bisogno di essere amati che si può amare. In entrambi i casi, a quel modo l'amore si ridurrebbe a un utilitarismo piuttosto gretto fatto di bisogni, servilismi, pretese, rivendicazioni e captatio benevolentiae. Allo stato attuale (e già da un bel po') credo che l'innamoramento sia una conoscenza che desidera conoscenza, mentre poi l'amore sia una comprensione che desidera comprensione. Vale per le persone, ma anche per le cose, secondo me. Per le persone soprattutto, la conoscenza e la comprensione portano al desiderio di prendersi cura dell'altro. Non si tratta di una mera "preservazione", ma anche di un desiderio di realizzazione dell'altro. In questo senso, e mi vengono in mente La cura (sempre di Battiato) e poi il CODE_LIFE in il tempo di EVE, credo sinceramente che l'amore sia il più eroico, titanico atto di umana ribellione contro l'ovvia amoralità della natura. Altro che l'affermazione del proprio libero arbitrio tramite la scelta deliberata della morte (suicidio), puah! Anche questo lo penso già da un pochino. Soprattutto in questa fase della mia vita credo infine che l'amore reale sia una sorta di pratica ascetica laica quotidiana e costante, fatta di devozione e dedizione e assoggettamento del sé e del proprio bene all'altro e al suo bene.
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Voltaire una volta disse (scrisse), che "nulla diventa più immutabile per l'uomo che un errore sufficientemente antico". Poi però aggiunse "ma per quanto antico, nessun errore umano può sottrarsi al tribunale della ragione, poiché la ragione è più antica di ogni errore umano." Credo fosse in "Zadig, o storia orientale". Più a oriente e più concisamente, il Buddha credo Shakamuni disse: "Chi non coglie occasione di correggere un errore ha commesso un errore." Ovvero: "Errare humanum est. Perseverare autem diabolicum". Sulla terza e meno nota parte di questo celebre detto ci sto ancora lavorando, ma cred sia un'aggiunta più tardiva. D'altro canto il vero senso di "non c'è due senza tre" l'ho capito solo col giapponese "ni-do aru koto ha, san-do aru (二度あることは三度ある): quel che capita una seconda volta, capita una terza. Ovvero, la colpa è una, due è già presunzione di dolo – come la legislazione sulle recidive criminali insegna.
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Non so nello specifico di quella scena, ma mi pare di no. On orse ricordo male io. C'è da dire che "pagelbel" per me è un trama recente.
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Sarebbe "non c'è logica, tra uomini e donne" (nel senso: nei rapporti tra uomini e donne) Del resto Ritsuko sta agendo per amore, e per amore dello stesso uomo che amò sua madre, che si trova "in qualità di donna" proprio in Casper, e che proprio "come donna" – Casper – tradirà la figlia preferendole il suo uomo. :-( Ritsuko è il personaggio più tragico di tutto Evangelion, secondo me, e non a caso porta il nome dell'amica di infanzia che fece dell'alunno modello Anno Hideaki un otaku. Certo se era una vendetta nominale, è stata davvero crudele. Ma soprattutto: come si fa ad apprezzare, a dire di amare, qualcosa che non si può capire? Ah, sì: Team Asuka, Team Rei, Team Decerebrazione. Ok.
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Nei commenti di uno dei miei video della serie "MANGA&ANIME Sul Serio", ho intrattenuto una rapida conversazione con un commentatore che credo mi abbia portato a esprimere per iscritto uno dei miei punti fondamentali, proprio nella vita, diciamo non solo della mia deontologia, ma della mia "filosofia" (virgolette). Lo riporto qui perché credo sia qualcosa di buono, e credo sia un'occasione. Per me lo è stata! Riesco a elaborare il mio pensiero solo nel dialogo, dev'essere (anche) per questo che mi piace tanto Takahata Isao - era notoriamente anche lui così. ––– > Mark Landmark Quindi se ho ben capito. Ci sono i livelli di difficoltà nel vedere gli anime.. come nei videogiochi. Easy - Medium -Hard - Cannarsi. Se voglio rilassarmi la sera posso vedere qualsiasi cosa. se Voglio vedermi qualcosa a livello Extreme devo cercare gli adattamenti di Cannarsi. Ma almeno si sbloccano dei trofei? > Gualtiero Cannarsi Il trofeo è la comprensione genuina delle cose e la crescita individuale che ne discende, come nella vita. :-) > Mark Landmark uhmm... sembra lo slogan di un' azienda agricola > Gualtiero Cannarsi Beh, diremo allora che il più genuino cibo per lo spirito nasce dalla migliore pratica di coltivazione della mente. :-) > Mark Landmark gentile Gualtiero, non siamo tutti sullo stesso piano di comprensione. Tal volta comunicare da una dimensione ad un'altra non è semplice ed immediato come si pensa. Anche se l'intento è positivo purtroppo il risultato può essere l'opposto, il più delle volte. Non dipende da nessuno, è solo una questione vibrazionale. Ognuno ha i suoi tempi e i suoi metodi di crescita. > Gualtiero Cannarsi Credo che tu abbia ragione, concordo seriamente con le premesse che hai posto. Proprio per questo (non "tuttavia", non "però", segue una consecutiva, non un'avversativa) i due punti fondamentali della mia deontologia restano: 1) se "non tutti siamo sullo stesso piano di comprensione" (parole tue), è impensabile pensare di sacrificare la fruizione di chi ha maggiore comprensione per facilitare le cose a chi ancora non è su quel piano 2) se "non tutti siamo sullo stesso piano di comprensione" (parole tue), non è detto che le persone non possano salire di piano, arrivando a comprende sempre più. Nessuno è nato su un piano di comprensione più alto, perché la comprensione costa fatica, sforzo e impegno per tutti. 3) se "non tutti siamo sullo stesso piano di comprensione" (parole tue), è assolutamente necessario dare a tutti il materiale affinché ciascuno possa fare il proprio (seconda le sue possibilità e discrezione) massimo sforzo per migliorare sé stesso. Ed è proprio tutto qui. Ti ringrazio. Hai centrato il punto del mio pensiero. Trattare tutti come la fascia bassa del tutto, vuol dire abbassare il livello per tutti. Trattare tutti come la fascia alta del tutto, significa permettere a tutti di migliorarsi. In psicologia si parla di "effetto Pigmalione" (puoi cercarlo), ma secondo me il termine è abusato: in realtà è solo la scelta di innescare un circolo vizioso o un circolo vizioso, che tenda al peggio o che tenda al meglio. Stiamo parlando di cartoni animati, ma è sempre educazione. Ma per dire di cartoni animati, ricordati che Clara non è paralizzata, ma è ridotta sulla sedia a rotelle per una ragione psicosomatica. sarà Heidi a smuoverla, e lei camminerà, senza alcuna miracolosa operazione. tendere al meglio vuol dire sforzarsi. Lo predica anche più o meno ogni religione. E in un mondo in cui si forniranno comode sedie a rotelle per le persone perfettamente sane, solo perché camminare è faticoso, le persone dimenticheranno la gioia di muovere il coppo. La Pixar lo diceva in WALL·E, ed era atroce. Ma si sapeva. E infatti la vita umana andrebbe vissuta ogni giorno come una pratica di sforzo vitalistico, in tutti gli ambiti, tutti. Grazie per avermi fatto scrivere chiare e tonde queste cose. Buona vita a te, amico! :-) ––– E niente, credo che sia proprio tutto qui. Credo che per vivere si debba sempre vivere "al massimo sforzo", intellettuale prima che fisico, e che la vita sia esercizio e pratica continua, oppure diviene indolenza, sedazione e morte. Il divertimento è sedazione. Il consumismo è un modello di società basato sulla sedazione. Quindi io credo che in questo sistema in cui siamo ormai credo tutti semplicemente nati e quindi inseriti, si tratti semplicemente di cercare, trovare e esercitare l'intelletto in tutte le occasioni che questa vita ci offre, e gioirne, perché anche l'educazione è un lusso, il benessere fisico e mentale è un grandissimo privilegio, quindi credo che avendolo ricevuto bisognerebbe avere la forza e la dignità di esercitarlo sempre. Questa è una specie predica laica che feci già una volta a Catania, difronte a persone vive dal vero vivo, parlando dell'evoluzione tra prima e seconda e terza generazione di otakuzoku. I miei studi sulla sociologia della postmodernità da allora sono andati un po' avanti, ma alla fine il punto è sempre questo. La cosa ridicola di MATRIX è che le macchine, nel "mantenere gli esseri umani in stato vegetativo sarebbero "cattive". Ma quando mai? In effetti, per l'attitudine mostrata dall'umanità, quella potrebbe essere una volontaria scelta di vita percorsa dagli esseri umani stessi. In effetti le macchine di MATRIX potrebbero avere attuato lo scenario per il bene degli esseri umani, nel perfetto ma sovraumano rispetto delle leggi asimoviane. Del resto il bene di qualcuno lo si fa anche contro la sua apparente volontà, giusto? Socrate già ne disse, e ogni padre amorevole lo sa. In questo, WALL·E era molto più intelligente. Qualcuno parlerebbe di entropia, qualcuno ne parlò in tema di desideri e disperazioni di fanciulle magiche, ma l'entropia è in noi, è una tendenza di cui noi siamo parte, non in cui siamo immersi. Ad ostacolarla può essere solo la nostra volontà, o men,e o spirito, o anima, perché forse quella non ricade sotto le mere leggi fisiche. Il corpo materico, sì. Buona vita a tutti gli amici! :-)
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Ritsuko sarebbe il celebre (a memoria) "Watashi... baka na koto wo shiteiru no ka? Otoko to onna ha, logic ja nai no... ne, kaasan?" (tipo) ? Perché se la risposta è "sì" il commento è "urgh".
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Quindi ti tocca Pagelbel o Cauoru o tutt'e due? XD