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Quel "tipo trent'anni" non mi ha fatto storcere il naso, personalmente parlando. Forse perche' inconsciamente m'immagino Shito come un nobile ottocentesco di una certa eta'. E' anche questo il bello di internet, il poter fantasticare sulle persone che stanno al di la' dello schermo, senza che il loro corpo faccia da intermediario nella comunicazione. Cmq grazie per la risposta Shito, lo sto trovando molto interessante come libro (per me l'opinione di un Pellitteri a caso su uno studio sui giappi vale molto, ma molto di meno della tua).
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Che triste prendere un classico mitologico come Yamato e piegarlo alle proprie canzoncine gne gne gne. Mi mette veramente l'angoscia 'sta cosa. Mi tengo stretti i subbi eng di Central Anime...
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Ho finito di leggere "La società Giapponese" della Nakane. Molte cose le sapevo, tuttavia certi particolari sulla struttura dei gruppi e sull'interazione tra i loro membri sono stati preziosi. Inoltre, leggere questo libro durante un rewatch di Shinsekai Yori è stato doppiamente costruttivo per me. Domani inizierò "Il Crisantemo e la Spada" della Benedict. Ne ho sentite di tutti i colori su questo libro. C'è chi dice che è razzista e obsoleto (tipo Pellitteri), che è un facepalm clamoroso sulla yamatologia, oppure, al contrario, che è un capolavoro imprescindibile e ancora oggi brillante... boh. Voi che ne pensate?
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[Serie] Shin Megami Tensei:Persona
topic ha risposto a AkiraSakura in una Marko nella sezione L'arena videoludica
Prenderò la fap edition yankee su ebay mi sa. -
Moe, lolicon, kawaii, apocalisse, denti storti delle ragazzine
topic ha risposto a AkiraSakura in una AkiraSakura nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Ho scritto che malinconia di Betty Boop e' a suo modo wabi-sabi, non Betty Boop in se'. E' la sensazione di cui parla Toshio Okada, quello la cui asserzione da me riportata e' stata da te liquidata come "cazzabubbola" (essendo il suddetto un otaku giapponese penso che ne sappia piu' di te sull'argomento). Non li conto neanche tutti gli anime e manga in cui viene esternato un complesso d'inferiorita' di natura militare. Se non erro lo stesso takashi Murakami associa la cultura militare al kawaii (fonte: Little Boy). Quello che dici non mi convince. E poi l'otaku esercita il suo potere nella sua cameretta (gia' negli anni '80), di cui e' il Re incontrastato. Seeee, buonanotte. "The Art of Japan's EXPLODING subculture". Nelle prime pagine: bomba atomica. Subito dopo, Yamato. E mi fermo qui. Di nuovo, no. Non criminalizziamo nulla, citiamo soltanto Hiroki Azuma e il suo Generazione Otaku. Gli elementi moe servono per suscitare nell'otaku il sentimento del moeru, e hanno una funzione erotica non indifferente, come fanno notare (penso) tutti gli studiosi dell'argomento. Accostamento che viene fatto dagli stessi otaku giapponesi. No, perche' quella dell'Armageddon e' la prima e quella del moe dei romanzi gioco la terza. Hotaru e' il punto d'incontro di queste due tendenze. Lo stesso Shinji le dice che sembra una mamma, in una scena sull'ascensore, dopo che l'ha vista strizzare un panno. Ok. Si sta parlando di concetti e si sta cercando di contestualizzarli, non si sta parlando di generi. -
Moe, lolicon, kawaii, apocalisse, denti storti delle ragazzine
topic ha risposto a AkiraSakura in una AkiraSakura nella sezione La tesi dell'angelo crudele
@Godai Dato che ormai Anime al Cinema è introvabile ti allego un mio scritto in cui attingo direttamente dal capitolo di cui parla Shito, aggiungendo anche altre cose. http://lanostrarivoluzione.blogspot.it/2016/04/aum-shinrikyo-considerazioni-e-spunti.html Inoltre non posso non consigliare l'Underground di Murakami (quello più famoso tra tutti i vari Murakami). :) -
Moe, lolicon, kawaii, apocalisse, denti storti delle ragazzine
un topic ha aggiunto AkiraSakura in La tesi dell'angelo crudele
Ho iniziato a scrivere un dossier sul moe, tenendo altresi' presente il suo rapporto con il lolicon (gia' illustrato da Garion nel suo "Otaku the Origin", pertanto non ne parlo) e il kawaii. Il titolo che penso di dare a questo scritto e' "Dalla malinconia di Betty Boop alla malinconia di Haruhi Suzumiya", o qualcosa del genere. Penso che tutto abbia inizio con l'importazione di Betty Boop dagli USA negli anni '30. Il personaggio e' stato la principale fonte d'ispirazione per il kawaii televisivo e tezukiano, assieme alle opere di Walt Disney (penso che cmq il kawaii sia radicato nella cultura giapponese, si pensi agli Yuru-chara, che a loro volta derivano dagli Yokai dello shinto). La cosa che imho ha favorito il successo del personaggio oltre al suo aspetto e' la sua malinconia, a suo modo Wabi-sabi, ovvero decadente, modesta. In Betty Boop per me c'e' gia' una commistione tra americanismo e spirito giapponese. In merito alla riflessione sul kawaii non si possono non citare le stanze private delle ragazzine nate nei 70s, che erano piene di oggetti "carini", e costituivano dei veri e propri "templi" nei quali prolungare la propria adolescenza e immaginarsi simili a quegli oggetti cosi' dolci, che suscitavano un sentimento artificiale di comunione con l'infanzia tanto candido quanto masturbatorio (Ejisonta qui avrebbe qualcosa da dire). Fatta questa premessa, per parlare di moe vero e proprio devono entrare in gioco gli otaku. Miyazaki ci dice: Quello che viene descritto dall'otaku primigenio e' il sentimento del moeru, ovvero del "bruciare di passione" per un personaggio fittizio grazioso e con determinate - e commoventi - caratteristiche estetiche, sentimento misto ad un senso di "vergogna per se' stessi", proprio come quello descritto dai signori dell'otaku talk (uno dei capitoli del "Little Boy" di Murakami): Il termine vide “ufficialmente” luce su una board di 2ch (e’ impossibile avere prove certe della cosa giacche’ in tale sede i messaggi venivano cancellati dopo poco tempo), mediante la classificazione da parte degli otaku dei personaggi di Sagisawa Moe (“Kyouryuu Wakusei”, 1993-1994) e Takatsu Moe (“Taiyou ni Sumasshu!”, 1993). Cio’ premesso, la canonizzazione ufficiale del termine e’ dovuta alla grande notorieta’ riscossa (presso i nerd dell'epoca) dal personaggio di Hotaru Tomoe (“Sailor Moon S”, 1994), che in se’ riuniva molteplici substrati estetici ed emozionali intimamente connessi con la psicologia otaku. Hotaru rispecchia una fase di transizione: e' portatrice dell'apocalisse otaku tanto osannata dall'Aum Shinrikyo e dai loro soci meno estremi, e' bishoujo, lolicon e allo stesso tempo possiede una uniforme pregna di elementi moe (quelli di cui parla Azuma), allo stesso modo di card Captor Sakura e Di Gi Charat. Inoltre, Hotaru ToMOE suscita nell'otaku il sentimento del moeru: essendo graziosa, bisognosa d'affetto, gne gne gne, hihihihihi, malatina, sfigata ecc., oltre ad essere a suo modo Wabi-sabi, fa venir voglia di prendersi cura di lei, di darle dell'affetto. Questi elementi in quegli anni grazie ai lavori seminali dello studio Leaf vennero inseriti nelle visual novel, in cui bisognava prendersi cura di numerosissime "Hotaru Tomoe" dotate di numerose variazioni sul tema (grazie a internet gli otaku iniziavano a creare i moe database, in modo tale da catalogare in modo feticistico tutti i vari elementi del corpo e dei vestitini delle loro ragazzine bidimensionali predilette). E' un sentimento diverso da quello provato da un otaku per una Lum a caso: qui entra in gioco un vero e proprio coinvolgimento emotivo "bipolare", che come fa notare Azuma fa alienare l'otaku dall'affettivita' reale - otaku che da un lato si fappa sugli elementi moe dei personaggi (con SM crescono il numero di negozi fetish in cui sfilano ragazzine vestite con l'uniforme scolastica a mo' di manichini), mentre dall'altro e' coinvolto emotivamente da essi, come se fossero persone, tuttavia vergognandosene e trasformando la sua vergogna in una sorta di orgoglio sovversivo che sfida le convenzioni sociali (il moe e l'apocalisse in fondo sono cose sovversive e catartiche, che soddisfano determinati impulsi soppressi dovuti ad un determinato contesto socio-politico - il "castrante" articolo 9 della costituzione, per dirne una). Morikawa Kaichiro ci dice: Pertanto negli anni '90 moe e "reset the world" convivono, basta anche pensare a lain e Saikano, in cui ragazzine graziose si fanno portatrici di poteri in grado di resettare tutto, la sovversione totale. In particolare anche Rei Ayanami contribuisce all'esplosione del moe, dato il suo temperamento simile a quello di Hotaru, la sua tutina, la sua affinita' con la figura materna - perche' in fondo gli otaku sono dei grandi mammoni, mi sa che una sezione dello scritto la chiamero' "MOEther". Ovviamente il moe, come ogni cosa, e' perennemente in mutamento, e pertanto cio' che oggi e' moe non corrisponde a cio' che era moe nei 90s. L'impressione che (personalmente) ho e' che i personaggi moe stiano diventando sempre meno empatici (emotivamente) e sempre piu' pornografici (a livello di elementi moe e caratterizzazione). Pero' c'e' sempre della malinconia dietro, artificiosa e stucchevole - i lavori della Key, per dirne una -, si', ma come al solito deteriore e fittizia. Quel sentimento li' e' rimasto, assieme alla volonta' di diversificarsi, di "sentirsi brutti e ridicoli" perche' la societa' ci vuole tutti "belli e smaglianti". Non mi dilungo ulteriormente (avrei ancora molto da scrivere) perche' mi interesserebbe sentire i vostri pareri e racconti (dentistici?), sperando che mi forniscano ulteriori spunti di riflessione in grado di migliorare quello a cui sto lavorando. In particolare mi interesserebbe sviscerare piu' a fondo il rapporto tra moe e apocalisse. :) -
Kaguya-hime no monogatari (Autunno 2013)
topic ha risposto a AkiraSakura in una genbu77 nella sezione Anime & Manga
Grazie per la risposta Shito, la terrò presente in fase di rewatch. -
Kaguya-hime no monogatari (Autunno 2013)
topic ha risposto a AkiraSakura in una genbu77 nella sezione Anime & Manga
Per "chiusura" ovviamente intendevo il fatto che Kaguya desidera ricongiungersi al Buddha dopo esser stata "oggettificata" dai nobili. Cmq l'impressione che avevo avuto alla prima visione (tralasciando tutto il discorso folkloristico annesso all'opera) sostanzialmente era quella di una ragazza che non si trovava a suo agio con il formalismo e che pertanto invocava la stasi (cosa c'e' di piu' statico della rinuncia alle passioni, ovvero il "distacco" tipico del buddhismo?), rimpiangendo tuttavia la vita/moto. Poi ovviamente ci si sbaglia (urge cmq un rewatch da parte mia, ho preso il BD apposta). :) -
Kaguya-hime no monogatari (Autunno 2013)
topic ha risposto a AkiraSakura in una genbu77 nella sezione Anime & Manga
Secondo me togliendo la parola "suicidio" e mettendo la parola "congelamento" si risolve tutto. La natura divina di Kaguya e' legata all'impermanenza, mentre quella umana al mutamento. Kaguya vivendo e scontrandosi con il formalismo sociale ha modo di sviluppare una sua identita', di realizzarsi a suo modo in quanto essere mosso da passioni e turbamenti, anche negativi. Il punto pero' e' che la natura "impermanente" nel contesto della poetica di Takahata corrisponde a quella dei giovani postmoderni, ovvero degli Urashima Tarou chiusi nel loro egotismo. Tipo la Tomba delle Lucciole, siamo li'. Nel suo gesto finale, preso atto del fatto che non riesce ad adattarsi ai canoni arcaici della societa' giapponese, Kaguya si chiude in una dimensione impermanente, che equivale alla non-vita. Eppure fino all'ultimo rimane attaccata alla vita, perche' mediante essa ha avuto comunque modo di definirsi, interagendo con gli altri. Mi viene in mente Kaji, quello di Evangelion, che secondo Misato e' come suo padre, in quanto non e' interessato agli altri (e quindi al contesto sociale che lo circonda) eppure soffre per la sua solitudine (in quanto non ha modo di definirsi senza interagire col prossimo, rimanendo per questo "congelato"). Secondo me la situazione di Kaguya e' simile. Il "congelamento" genera sempre del rimpianto. Pure io ho vissuto dei sentimenti del genere. PS: Spero di non avere svarionato troppo perche' il film lo vidi appena uscito al cinema e pertanto non sono fresco di visione. -
Io oggi ho visto The Nice Guys. Starsky e Hutch in versione trip-acido 70s, la cui profondità intellettuale può essere benissimo riassunta da questo video: Ovviamente c'è anche la loli perché si sa che gli yankee sotto sotto sono regrediti all'infanzia come i giappi (forse anche peggio di loro, basta guardare i candidati alla presidenza degli USA).
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Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)
topic ha risposto a AkiraSakura in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Io ho sempre trollato parlando di un probabile crossover tra Eva e Godzilla... oh my god, in un certo senso la mia trollata è diventata realtà. -
Scherzi a parte, penso proprio che Anno sia in secca creativa, pertanto imho o ripete di nuovo le stesse cose o non dice nulla. Il problema, come diceva qualcuno, è che le cose che aveva detto in passato andavano bene in quel contesto. Ora come ora, più che inserire fujoshi bait qua e là o pubblicizzare un nuovo tipo di smartphone non vedo cosa possa fare.
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Anzi di fare un mix con Devilman e la donnina gigante con le alette stile Eternal Sailor Moon senza veli potrebbe metterci un po' di Karekano a 'sto giro. Oppure attingere direttamente da Almodovar, dati gli sviluppi pro-fujoshi del terzo film.
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Possono prendere direttamente Be Envoked, fargli il restyling grafico al passo con le mode attuali e proiettare quello come ultimo capitolo del Rebuild. E ovviamente i fan partoriranno lo stesso fior fiore di teorie e sovranalisi su multiversi, loop e quant'altro.
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I nostri acquisti
topic ha risposto a AkiraSakura in una Garion-Oh nella sezione Modellini e gadgets
Io adoro la GSC delle origini, quella della Rin UBW superfiga, della Shiki col kimono bianco ultra-elegant-badass e della Moka con la collanina di metallo vero. -
Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)
topic ha risposto a AkiraSakura in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Sottoscrivo in pieno. -
Quello storico.
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Stanno doppiando Tenshi no Tamago. Fra due anni finiranno.
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Ottima osservazione. Stai parlando di cio' che Jung definisce come "ombra", il lato rimosso del se' che nel suo venire a galla nel conscio genera nevrosi. Penso che Lynch su questo concetto abbia costruito la sua poetica, come fanno molti orientali, che essendo piu' inclini di noi occidentali all'animismo, hanno un dialogo con l'inconscio piu' proficuo e meno inficiato dal formalismo e dal moralismo rispetto al nostro - come fa notare lo stesso Jung. Rendere l'ombra cosciente in un certo senso e' come accettare il male. Accettare il contraddittorio, rendendo una molteplicita' unita'. La Loggia Nera e La Loggia Bianca, che formano un tutt'uno indivisibile. Siamo li'. D'altro canto, vedendo questa cosa dal punto di vista gnostico, gli arconti sono nettamente separati dal "bene" assoluto, l'emanazione piu' alta dell'Uno. C'e' una separazione tra bene e male netta, quel residuo di platonismo che alla luce della postmodernita' perde di significato. Perche' tutto diventa proiettivo, le certezze svaniscono, si ritorna all'animismo e al primitivismo. Ci si animalizza. Ed ecco che nasce Twin Peaks, e piace tanto alla gente.
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Hai ragione, tuttavia nulla vieta di interpretare un'opera in chiave psicoanalitica/antropologica basandosi su evidenze concrete. Nel caso di Lynch poi si e' pure agevolati, sicche' inserisce sempre le stesse ricorrenze nelle sue opere. Tipo Mulholland Drive, siamo sempre li'. Poetica dell'inconscio, esseri soprannaturali, uomini succubi di forze a loro ignote. Idem Jodorowsky e compagnia, altri esoteristi apparentemente nonsense.
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C'e' della logica anche nella follia (cit.) La produzione cinematografica di Lynch e' strettamente correlata al suo approccio "inconscio" al medium: quel "tutto a caso" si potrebbe sostituire ad un bel "tutto a inconscio", come lui stesso fa notare quando viene intevistato in merito alla Meditazione Trascendentale. Perche' la signora ceppo, che crede che il suo tronco abbia un'anima, i gufi maledetti, l'attenzione maniacale del regista per gli elementi (il fuoco che cammina con me o l'elettricita', ad esempio), sono tutte manifestazioni della psiche dell'uomo primitivo. Si tratta di puro, atavico animismo, si pensi alla scena in cui lo spirito della cinese viene imprigionato nel legno, che per uno spettatore occasionale puo' non voler dir nulla, ma per un antropologo invece vuol dire molto. E via dicendo. Elementi ricorrenti nell'opera del regista sono degli esseri sovrannaturali (come gli abitanti della Loggia Nera, rimanendo in tema) che giocano con l'uomo, privandolo della liberta' di agire, rendendolo una macchietta abbandonata a se' stessa. Gli abitanti della Loggia, le streghe, gli alieni, le donne dei termosifoni ecc. paiono quasi dei demiurghi gnostici congiunti in uno strano dualismo primordiale che invero e' un'unita' indivisibile, quella dell'inconscio collettivo, appunto.
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No, guarda che Lynch e Frost sono due esoteristi convinti. Loro credono alla meditazione trascendente, a Madame Blavatsky ecc. L'Agente Cooper infattti è l'alter ego di Lynch a detta dello stesso Lynch. Non è una sovrastruttura nata per caso, per nulla. Soltanto l'episodio di Killer BOB è nato caso, ma l'intenzione di fare una serie "esoterica" e allo stesso tempo postmoderna c'era fin dal principio. Gli abitanti della Loggia Bianca sono proprio come la Donna del Termosifone, mentre quelli della Loggia Nera come l'Alieno (mi riferisco allo scontro di forze sovrannaturali che è il fulcro di Eraserhead). E' puro sciamanesimo. Infatti la Garmonbozia è il cibo dell'anima, il mana primitivo. Detto questo, ovviamente la critica sociale c'è, ma non è di certo la priorità di un regista che è convinto di avere dei poteri paranormali - da qui la sua scelta causale dell'attore di Killer BOB, dovuta all'interpretazione della sua riflessione nello specchio nel set del primo ep. come un evento "esotericamente" propizio.
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Proprio tutto OK! Che piova o ci sia il vento, va tutto bene! [KareKano]
topic ha risposto a AkiraSakura in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Grazie! :)