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Anonimo (*lui*)

Pchan User
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Tutti i contenuti di Anonimo (*lui*)

  1. Anonimo (*lui*)

    I film di Makoto Shinkai

    Qualcuno è andato a vedere Suzume alla fine? Io non avevo visto altri film di Shinkai e l'ho trovato veramente ricco e ben sviluppato, come estetica, trama ecc. Si sa qualcosa sugli incassi? (Per la cronaca spicciola, era una proiezione all'orario opinabile delle 16:55 del venerdì. Totale persone presenti: 1 (io); totale incassi diretti della proiezione: 0€ (avevo un buono in tasca da sfruttare)!) Ora, in probabile convergenza con l'Anonima tradizione, ecco una parziale provocazione. Segue link a una recensione di Suzume ad opera del tizio che ha avuto fortemente da dire con Shito. Il fatto è che è molto ricca e dettagliata, mi ha convinto che valeva la pena di andare a vedere questo film e esplicita molto del valore dell'opera e dei riferimenti che io non avrei notato (mi sarei giusto accorto che una delle canzoni pop durante il viaggio in macchina è stata anche sigla finale de "Le situazioni di lui & lei" ). Quindi consiglierei di dare una lettura, spec. dopo la visione per non dover saltare i paragrafi "spoileranti". https://www.dimensionefumetto.it/suzume-no-tojimari-la-porta-sui-ricordi-di-makoto-shinkai/
  2. Beh, per vedere del disincanto europeo in generale basta anche un po' di letteratura italiana di inizio '900... La cosa difficile almeno per me è capire com'era normale che fosse strutturata la società italiana negli anni '60-'70-'80, cosa era normale pensare e quali tipi di opinioni altrui era normale sentire in un dibattito, cosa era visto come manifestamente assurdo o indicibile. La forte impressione è che a fine Prima Repubblica e soprattutto nella seconda, pian piano una marea di idee sia passata dallo spazio del legittimo all'indicibile e viceversa; che più in generale lo spazio del dicibile sia molto più ristretto di quanto fosse 40-50 anni fa, con la differenza che oggi c'è una maggior possibilità di creare piccole bolle in cui ricrearsi il proprio piccolo dicibile. E quindi è alquanto difficile capire, in contesto, il valore di certi eventi, affermazioni ecc.
  3. Anonimo (*lui*)

    Che film avete visto oggi?

    Onestamente sono fermo all'Internazionale trotzkista... Mi informo.
  4. Anonimo (*lui*)

    Che film avete visto oggi?

    La mia era un'osservazione cronologica legata al commento di Shito; l'alternativa socialista non mi ispira nulla di più recente del PSI, il PSI ha avuto il suo mutamento e decadenza con Craxi -> mi sembra che l'alternativa socialista abbia avuto il suo mutamento e decadenza con Craxi. Continua a incuriosirmi se appunto l'afflato sia percepibile da chi è disconnesso/a generazionalmente dalla Prima Repubblica...
  5. Anonimo (*lui*)

    Che film avete visto oggi?

    Per come ho visto presentare questo film, ero convinto fosse del tutto autoreferenziale e che quindi fosse difficile trovarci anche solo un valore "generazionale": in parte sarà la solita scarsa capacità pubblicitaria, per cui nel trailer si nota solo la recitazione (scadente) e qualche battuta (idem)... Interessante che comunque ci si veda qualcosa di più e di "autentico". Non penso comunque di andarlo a vedere... o dovrebbe avere un qualche valore anche per chi (per la generazione che) ha appreso e visto la Prima Repubblica e le sue situazioni sociali come fatti storici misteriosi, le cui logiche nessuno si cura di spiegare a chi non le ha vissute? (Momento: "alternativa socialista" a me fa pensare a qualcosa di non più recente di Craxi (e sulla bocca di quest'ultimo senza dubbio sarebbe stata una presa in giro, dopo la quale non si è più sentito parlare di socialismo fino agli ultimi anni), mentre "terza via" mi pare tardi anni '90... )
  6. Il sottoscVitto è estVemamente plebeo mentalmente Forse riuscirò ad andare a vedere questo film, anche perché di Shinkai non ho visto praticamente nulla finora. Chiaramente non farò attenzione ad altro finché non avrò capito quale scelta di ordine di nome abbia fatto l'adattatore/trice.
  7. Ora c'è il problema che metà dei nomi giapponesi (negli anime, nei libri ecc. ecc.) si trova scritto nome-cognome e l'altra metà cognome-nome (le proporzioni effettive variano a seconda del medium!), per una combinazione appunto di scelte individuali e di fonti che usano alternativamente l'una e l'altra convenzione. E perciò il/la povero/a giornalista o affine che non sa di questo significativo cambiamento fa un grosso caos anche all'interno dello stesso articolo. E un povero lettore quale il sottoscritto, messo davanti a persone poco note, o tira a indovinare su quale sia il nome e quale il cognome, o va a controllare su fonti che usano sempre la stessa convenzione (tipo Wikipedia). C'è da dire che già nei titoli di testa/coda italiani degli anni '80 si trova ogni tanto il cognome-nome e il nome-cognome: alla fine è cambiato ben poco!
  8. @ryoga Che arrivi, la mia risposta è già in questa pagina.
  9. È un capolavoro? *emoji ironicamente pensosa* In qualche discussione se n'è parlato? Al solito metà delle emoji che mi servono è su questo forum e l'altra metà sull'altro.
  10. Anonimo (*lui*)

    Le convenzioni cinematografiche

    Curioso. Viceversa, la luce del giorno è rappresentata più gialla/arancione di quanto dovrebbe essere? Nel muto ero rimasto ai viraggi della pellicola durante o dopo lo sviluppo, molto più espliciti. Chissà se contrastare di più la ripresa dava visibili effetti diversi anche sul colore applicato in seguito.
  11. Anonimo (*lui*)

    Dynit - Novità e discussioni

    Ti ho letto e concordo su quello, era solo una puntualizzazione
  12. Anonimo (*lui*)

    Dynit - Novità e discussioni

    Più che un'invenzione inglese, mi sembra più facile che sia una traduzione diretta dal tedesco, visto che la versione italiana dell'anime viene da quella tedesca e lì salvo stranezze la nomenclatura sarà stata adattata a quella del libro. Comunque appunto concordo con Shito: lasciare in giapponese i nomi/nomignoli alla fine stona inutilmente con il contesto. Volendo, il fatto che sia un'opera giapponese e non tedesca dovrebbe trasparire dalla trama ecc. Diverso sarebbe stato se Takahata o chi per lui avesse lasciato il nome della capretta in tedesco... ---- Questione completamente diversa che mi è tornata in mente ora: risulta per caso che lo stile dei paesaggi e degli edifici di Heidi fosse ispirato a quello di una precedente trasposizione filmica austriaca del '65? (Indovinate da dove viene questa ipotesi! )
  13. Anonimo (*lui*)

    Dynit - Novità e discussioni

    Infima no, dai, semmai opinabile.
  14. Anonimo (*lui*)

    Dynit - Novità e discussioni

    È emerso il problema di zia Deith/Dete di cui avevamo parlato qui?
  15. Ah, ecco, non avevo fatto attenzione ai video Sì, è quella scena.
  16. Se me la citi in giapponese, no . Effettivamente non è una battuta a cui ho fatto particolare attenzione, comunque: non ho idea del motivo per cui collochi la produzione dell'episodio entro la trasmissione dell'ep.1 (o non ho capito la frase del tuo post precedente).
  17. Anonimo (*lui*)

    Che film avete visto oggi?

    Visto ieri sera su Rai 4, per puro caso, "Seoul Station", in primo luogo perché non conoscevo film d'animazione sudcoreani moderni. Incuriosisce che il suo regista sia in primo luogo un animatore che ha esordito poi anche nel cinema dal vivo: fra l'altro questo film sarebbe un prequel del live-action "Train to Busan" (che non ho visto). Genere del film: apocalisse zombie. I miei giudizi non daranno mai bene l'idea come quelli di Shuji, ma dirò che secondo me è un film che "trasuda rigidità". Ciò in parte nell'animazione -- c'è moltissima intercalazione digitale (almeno mi sembra) che va un po' a scatti, sebbene il risultato finale sia comunque di buona qualità -- ma anche nella sceneggiatura: linearissima e cinica. Qualche volta mi sembrava ci fossero lievissimi problemi di logica, ma potrebbe essere dovuto alla mia scarsa capacità di comprensione. (Nota a parte, leggermente spoiler: Il pregio di questo film chiaramente è la critica sociale sudcoreana, ed è giusto che questo merito sia riconosciuto. Ma la società sudcoreana dev'essere proprio banale (banalmente, tristemente divisa in "caste"), visti i temi che emergono e la rappresentazione dei personaggi. Già dopo aver visto solamente Parasite, si sa più o meno cosa aspettarsi. Ad esempio (A tutt'oggi non riesco a capire perché in Corea del Nord non contrastino l'esposizione ai drama sudcoreani proiettando un paio di questi film di denuncia. Di sicuro la metà di chi pensa di disertare cambierebbe idea senza difficoltà ) Se non avete mai visto un film d'animazione sudcoreano "per adulti", dateci un'occhiata. Spero di trovare altre opere di questo regista (Yeon Sang-ho) per fare qualche paragone. EDIT: nel caso vi informiate, Yeon non è il primo regista di film d'animazione per adulti in Corea del Sud. Ad esempio mi ricordavo di aver letto di questo: https://en.wikipedia.org/wiki/Aachi_%26_Ssipak
  18. Cioè? (dico: com'era adattata nel doppiaggio anni '90, magari che scena era...)
  19. Anonimo (*lui*)

    Discussione Oscar

    Me lo ricordo, ma si era anche fatto notare che, dal modo in cui erano formulate le regole, con un po' di abilità nel copywriting (si dice così?) quasi qualunque film poteva rientrare.
  20. Anonimo (*lui*)

    Yamato Video - News

    Il nome nascosto dai cancelletti potrebbe essere Koch Media... Comunque sarei curioso di sapere di quali serie si parli Magari potrebbe essere una causa che si trascina da dieci anni!
  21. Uno dei commenti di risposta ha ipotizzato un'alternativa più probabile.
  22. Anonimo (*lui*)

    Yamato Video - News

    Prepariamoci a altre due rimasterizzazioni con errori nei crediti e audio con problemi di tonalità...
  23. Un po' di banalissima neo-girella ovvero ricordo d'infanzia metà anni 2000. Prego non ridere (se possibile...) e non confondere con la versione originale (che avrò sentito per la prima volta... dieci anni dopo?).

    Bello che le cover scadenti di sigle italiane abbiano la loro seconda vita su YouTube: ma mentre quelle su 45 giri da due lire di metà anni '80 hanno un minimo di considerazione (cercare i brani a firma "Tilly"), quelle in CD da due euro degli anni 2000 sono assai trascurate e monetizzano indisturbate quel poco (?) che possono. E il fatto che queste ultime riguardino soprattutto sigle dance dall'arrangiamento poco stratificato già in origine fa sì che la cover risultante possa occasionalmente non risultare così indecente.

    https://www.youtube.com/watch?v=6CXJUdaFdoo

     

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