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Anonimo (*lui*)

Pchan User
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Tutti i contenuti di Anonimo (*lui*)

  1. Grazie per il titolo estremamente immeritato (e a John per la segnalazione)! Che dire, mi ispira ingenuamente fiducia il fatto che il nuovo direttore di Rai Kids non sia in partenza dell'avviso di buttare un cartone a caso in palinsesto, vedere l'effetto che fa e cambiare idea dopo un solo giorno di bassi ascolti. Bene che provi a dare un'identità alla fascia mattutina: ragionevolmente vorrà costruire sul modello degli spazi autoprodotti su Rai YoYo e Gulp, sempre che ora abbiano qualche riscontro (io non ho neanche idea di quali ci siano...). Se devo dare un'opinione personale da soggetto fuori target, mi viene da pensare che la struttura a "pillole ispirate al linguaggio dei social" possa diventare un po' stancante nel corso del tempo, se dietro non c'è una buona capacità narrativa / di improvvisazione e ci si limita a competere con lo smartphone per l'attenzione. Ma boh, si vedrà. Come dice il Genovese il discorso sugli orari mattutini non è poi tanto importante visto che tanto chi è interessato potrebbe recuperare i contenuti su Rai Play; per quel che vale io punterei ad anticiparli un po', dalle 6 alle 7:30 magari, per intercettare un minimo di pubblico scolastico. (Mi è venuta la curiosità di controllare a che orari andavano in onda le Pretty Cure sulla Rai: le prime serie andavano dal lunedì al venerdì alle 8 e forse qualcuno le guardava, ma da un certo punto in poi hanno cominciato a farle solo al sabato e alla domenica mantenendo quell'orario). Giusto pensare alla variabilità di target, diciamo fra 6-10 anni e 10-14, ma personalmente io penserei anche a privilegiare le serie a episodi brevi autoconclusivi (Peanuts, Puffi come dicono, magari in futuro un kodomo con 2-3 segmenti a episodio che si possono "smontare" in TV e lasciare uniti su Rai Play?) a cui aggiungere al massimo una/due serie con episodi da 22 minuti, giusto perché magari qualcuno resta più tempo davanti alla TV e altri meno, ma entrambi potrebbero vedersi una "storia completa" per quanto breve, e non degli spizzichi o bocconi a cui nessuno ha voglia di stare dietro. Goldrake può andare bene lì, se tanto per tre quarti degli episodi si va a forza di mostri della settimana, a quanto mi dicono, e magari se ci si distrae per una battuta non si perde troppo Storie meno autoconclusive si programmano meglio in altra fascia, e lì Rai Gulp è più flessibile, a meno che si riesca ad avere la fascia pomeridiana o preserale su Rai 2. Insomma, mi pare un buon inizio purché ci sia una strategia messa a fuoco
  2. Nel senso che sarebbero distribuiti anche in Italia o che l'edizione francese avrà i sottotitoli in italiano?
  3. Anonimo (*lui*)

    Blu-ray Dynit difettosi

    (A memoria, mi sembra che problemi di blocco sul Blu-ray di Hols fossero stati segnalati anche quando era appena uscito, tipo nel 2018, e in quel caso sembrava che il problema fosse dovuto ad alcuni lettori anziché altri. È per caso uscita una riedizione in seguito?)
  4. Anonimo (*lui*)

    Dynit - Novità e discussioni

    Beh, ma quello è a pagamento: Serially è gratuito con pubblicità (anche se sembra funzionare anche con l'adblock acceso... più o meno) dietro registrazione. Identico a VVVVID, appunto.
  5. Beh, quando nel lontanissimo 2016 esordì lì Sailor Moon Crystal (e Rai Gulp era già un canale di scarto) i risultati furono abbastanza soddisfacenti rispetto alle aspettative, pare. Poi naturalmente aveva dalla sua la forza del marchio (e quella di un doppiaggio che superava l'eredità Mediaset...). Va be', tanto l'importante saranno i numeri su RaiPlay, e quelli li ha fatti pure Goldrake U
  6. Anonimo (*lui*)

    Dynit - Novità e discussioni

    Ho scoperto solo ora che un po' di serie Dynit sono disponibili gratuitamente su tale Serially.it, che potrebbe essere il nuovo VVVVID dall'offerta ad ampio spettro. Buono, almeno quando vorrò rivedere "Le situazioni di lui & lei" più attentamente e superare la manciata di episodi che intercettai su Supersix diversi (troppi...) anni fa, saprò dove guardare!
  7. Anonimo (*lui*)

    Dynit - Novità e discussioni

    Vero, però mi chiedevo perché, se dal Giappone non si è voluto pagare i diritti per inserire le varie cover nei master che vanno all'estero, nessuna azienda licenziataria di Eva in un singolo mercato ha pensato di comprare in prima persona i diritti di utilizzo sui brani, per poi aggiungerli sui suoi master per conto proprio. Per l'Italia immagino che il costo fosse proibitivo in rapporto ai ricavi, ma sarà stato lo stesso ad esempio negli USA? Se il problema era pagare il copyright di 26 cover diverse, si poteva optare per qualche soluzione creativa: che so, ricostruire la versione originale pre-Renewal, che se non sbaglio aveva tipo una decina di versioni che si alternavano tra i vari episodi (ma dovrei controllare). EDIT: ho supposto che, una volta depositata, una cover diventi un brano autonomo a tutti gli effetti, che si vende come ogni altro purché gli autori originali siano accreditati e ricevano i loro compensi; e a quanto ne so teoricamente dovrebbe essere così. Però effettivamente è facile ci siano complicazioni varie...
  8. Anonimo (*lui*)

    Dynit - Novità e discussioni

    In effetti non ho capito perché fosse così impossibile ottenere la licenza di Fly me to the Moon per l'Italia dall'editore che li detiene (Universal??). L'unica idea che mi viene è che costasse troppo pagare sia i "punti SIAE" agli autori originali sia i diritti fonografici di tutte le millemila versioni...
  9. Anonimo (*lui*)

    Yamato Video - News

    Effettivamente è vero... ma se la Mediaset ha i diritti per mandarlo, non vedo dove sia il problema. C'è da dire che io ho in mente, in ambito televisivo, il modello dello sfruttamento limitato a N passaggi garantiti, però magari esistono altre modalità.
  10. Anonimo (*lui*)

    Yamato Video - News

    Per autocitarmi e mantenere la tradizione : come non saprete e non vi interesserà, "Il mistero della pietra azzurra" è di nuovo (quinta volta in cinque anni! chi l'avrebbe mai detto!) in replica sulle reti Mediaset dal 31 maggio prossimo, nello specifico su Italia 2 intorno all'ora di pranzo (12:40-13:20 circa) a quattro episodi alla volta il sabato e la domenica, con repliche in notturna gli stessi giorni. Come notavo in altro forum, Nadia sta sostituendo Heidi Visto che continuano a mandarla, varrebbe la pena di metterla in posizione migliore su Italia 1 o su Boing; almeno qualcuno in più la noterebbe, probabilmente... e la Yamato potrebbe far uscire l'edizione stamdard identica alla deluxe precedente ma a metà prezzo L'edizione utilizzata dovrebbe essere ancora quella "storica" con il primo doppiaggio, sempre dai master televisivi italiani del 1991, ma in caso si vedrà.
  11. Mi riferivo (anche...) alla contestualizzazione del manga nell'universo di Saint Seiya, al mettere in rilievo elementi che potrebbero essere efficaci a venderlo. Io dei Caballeros non so praticamente nulla, come credo si sia capito, però l'ho guardato con interesse
  12. (Da noi le case editrici fanno video promozionali efficaci per le nuove uscite? )
  13. Anonimo (*lui*)

    Che film avete visto oggi?

    @Shuji Non saprei, non ho mai sentito la definizione "young adult" o simile applicata al cinema, a meno che probabilmente sia una sezione del Giffoni e di festival similari (e in quel caso, se esiste, esisteranno film con cui riempirla :D). Se penso più facilmente ai romanzi, io ho l'impressione che, più che non essere mai esistita, la categoria "young adult" abbia avuto senso in una certa epoca storica (anni '90/'00?), magari anche come "termine ombrello" per introdurre al pubblico dei generi che non erano conosciuti con il loro nome proprio, es. una certa specie di fantasy. Poi con il tempo le opere che una volta si sarebbero classificate con quel termine sono diventate note con classificazioni diverse; magari il target è cambiato perché lettori/trici sono cresciuti/e e hanno voluto "storie di quel tipo ma per adulti" (vedi i fantasy erotici che a quanto pare hanno un certo pubblico ) e così l'etichetta è diventata stretta anche in quel senso. Per i fumetti il discorso è possibilmente diverso: facendo un'ipotesi assurda (come anche prima), forse il fatto è che il fumetto è quasi sempre stato inteso come per bambini e per giovani adulti, e quindi semmai sono le opere solo per un target più elevato a richiedere una distinzione, in quanto "diverse dalla norma percepita". Nella letteratura invece la norma percepita è il romanzo per pubblico generalista tendenzialmente adulto, quindi l'etichetta "young adult" indicava una differenza percepibile... Forse nel cinema la situazione di norma/alterità è più simile a quella della letteratura, e il film per ragazzi è esistito e può continuare a esistere, mettendoci o meno un'etichetta apposita a seconda del caso.
  14. Anonimo (*lui*)

    Che film avete visto oggi?

    Sì, quella era una competizione di fatto sullo stesso target. Io però pensavo più al lato dell'offerta che della domanda, ovvero ci sono proprio meno film per ragazzi, e (anche in un'ottica più vasta, al di là del cinema in sé) dopo un'età relativamente bassa i film "generalisti" sono l'unica opzione. Visto che mi dimenticavo qualcosa di importante? Sì, molti Classici corrispondono più o meno alla mia descrizione. Diciamo che hanno meno visibilità altri modi di intendere la stessa formula. Verissimo, però io parlavo di "film per ragazzi" con una certa formula, non di ragazzi in sala in generale (di nuovo, ero sul lato offerta) Poi una cosa è il cinema classico o "generalista" apprezzato anche dai ragazzi e un'altra i film diretti a un pubblico adolescenziale/giovane: mi hai fatto tornare in mente "Parthenope" che non ho visto, che rappresenta sicuramente un modello diverso (e a quanto pare efficace) rispetto all'ignorantissima tripartizione "film per ragazzi"/"documentario"/"personaggi celebri" che avevo buttato giù (anche se lì il target forse non era esattamente sovrapponibile, ma chisseneimporta). Dovrò recuperare la tua recensione in questa discussione; all'epoca, dal poco che ne avevo letto, mi era parso un film troppo "truce" e "sanguigno" (fingiamo che siano termini chiari) per i miei gusti... (Io pensavo che i Goonies rientrassero esclusivamente nella categoria della girella )
  15. Anonimo (*lui*)

    Che film avete visto oggi?

    Più che altro del perché un certo genere di film sembri essere trascurato, anche se esiste un festival relativamente prestigioso e noto al grande pubblico che sarebbe dedicato a promuoverlo. Tanto per "sragionare" sul film in sé: la riflessione sull'"altezza bambino" mi è venuta ripensando al discorso di Mikey (se non mi confondo il nome...) di quando il gruppo avrebbe l'occasione di essere salvato: lui ricorda che nel mondo "di sopra" tutto sembra deciso, mentre quel mondo sotterraneo è il loro mondo, quello in cui loro possono agire. Ovvero il concetto - per come lo rielaboro io - è: - mondo dei ragazzi diverso dal mondo degli adulti; - MA non è un mondo di escapismo, bensì quello a loro misura che permette loro di crescere e/o fare qualcosa di concreto. E questo secondo me è il contesto che caratterizza un "film per ragazzi" vero e proprio, a differenza del "documentario sulla condizione di bambini e ragazzi" o di un generico film destinato a loro. Però, ripeto, probabilmente sto sovrageneralizzando e magari non ho presente qualche film che non si può ridurre a questo schema Sì. :)
  16. Anonimo (*lui*)

    Che film avete visto oggi?

    "I Goonies", ieri sera (su indiretto consiglio di J-Ax. Davvero) Che, tra l'altro, mi ha fatto pensare che oggi i film per ragazzi sembrano praticamente spariti dalla discussione: tutti i film che si presentano al Giffoni poi vengono distribuiti? o rimangono seppelliti nel catalogo di Netflix/Prime ecc.? Mi sembra che di solito si trovino solo: - film sui ragazzi da un punto di vista "adulto", più o meno documentaristico; - film con personaggi che i ragazzi vogliono vedere; e non film realmente "ad altezza ragazzi", come immagino siano (ognuno a loro modo) le antiche "Simpatiche canaglie", un preciso genere di film sovietici a cui si dedicavano studi appositi, appunto "I Goonies" e i film in concorso al Giffoni. Mi perdo qualcosa di importante?
  17. (praticamente è un sito giapponese disponibile anche in altre lingue, visti gli autori e visto il fatto che scrivendo nella barra solo "nippon.com" si viene rimandati a "nippon.com/ja" Comunque sembra interessante, ci darò un'occhiata)
  18. Sì, auspicabilmente ci dovrebbe essere fiducia che chi si occupa del materiale farà scelte coerenti e sensate. Poi può non succedere, magari perché qualcuno "da questo lato" fa le cose male o in maniera ambigua, o perché qualcuno "dall'altro lato" interferisce / vuole che le cose siano fatte a suo modo. Se con Saint Seiya (visto che vai sempre a parare lì) quest'ultima cosa non succede e la prima si identifica a colpo d'occhio, meglio così
  19. @John(Grazie per aver risposto alla mia domanda precedente prima che la mandassi!). Beh, almeno qualche chiarimento o nota ci vuole: se es. devo scrivere un elenco di artisti, e ricevo la direttiva che "a quella là piace l'ordine nome-cognome e usa quello, quello là preferisce cognome-nome e scrivilo così", chi legge potrebbe essere leggermente confuso... Oppure, anni fa avevo menzionato qui che non capivo l'ordine di nomi e cognomi in "Fire Force" perché una fonte scriveva in un modo, una in un altro e non si capiva quali direttive dell'artista o scelte di adattamento ci fossero sotto. Poi sarò l'unico a porsi problemi del genere, ma tant'è
  20. Ehm... mi servirebbe una riformulazione di questa frase. ---- @GodaiPer il verbo corretto: è frutto della cultura leggiucchiata in giro e di un corso universitario di antropologia Dagli esempi che fai, che in parte non conoscevo, mi viene da pensare appunto che il gusto del pubblico occidentale sia sfaccettato: magari ne fa parte tenere l'ordine cognome-nome sui libri perché "fa intellettuale" (e se uno/a compra i libri appena usciti è un(')intellettuale, chiaramente!), ma anche mettere i meme in un adattamento perché "è originale"... e perché ci si può inserire nel gruppo di coloro che li capiscono (e quindi "fa intellettuale" in un altro senso ). A proposito dell'originalità e dell'adattamento di Gintama, avevo già detto in passato che secondo me, per gli "adattatori giovani" in specie, la "fedeltà assoluta" potrebbe essere ritenuta (anche se non lo è) la cosa più banale del mondo, in quanto esito del traduttore automatico, mentre la "creatività" è qualcosa di originale e inaspettato. Concordo che, alla fine, potrebbe essere un bias diverso che dà esiti più o meno simili al passato. Sui problemi di comprensione praticamente mi ripeto: concordo che il problema non è la scelta del cognome-nome in sé, ma il fatto che ognuno fa la scelta che vuole e quindi bisogna di fatto "stare nella testa dell'articolista/adattore/ecc." per capire che convenzione userà (per non parlare dei casi in cui chi scrive proprio non sa del problema e quindi in due colonnine si alternano nomi scritti in cognome-nome e altri in nome-cognome, evidentemente perché il tizio ha fatto le ricerche su fonti che usano convenzioni diverse...).
  21. Se ti riferisci a "da dove viene il dibattito sull'ordine nome-cognome", rimango orientato all'ambito accademico: il concetto alla fine è rafforzare la comprensione di un'altra cultura e addomesticarla meno allo sguardo occidentale, quindi di ordine antropologico; e soprattutto è un'ambiente per cui sono passati tutti o quasi gli operatori culturali che prendono queste decisioni. Mi sembrano argomentazioni più o meno oggettive Se dovessi adattare io qualcosa, probabilmente userei la convenzione nome-cognome (salvo nomi pre-Meiji come già detto) in assenza di certezza che sia stata pienamente superata, naturalmente a meno di direttive editoriali e di questioni di coerenza (es. film tratto da un romanzo già edito in italiano con ordine cognome-nome).
  22. Personalmente ci vedo una tendenza alla semplicità/semplificazione***, che poi più o meno accidentalmente e più o meno comunemente coincide al "vero"; e volendo anche una questione di moda in senso lato. Ma tant'è, finché un lavoro è curato secondo premesse ben dichiarate non ci si dovrebbe fasciare la testa. *** che per me è tutto il contrario della "girella" vera, ovvero quella filologica
  23. @Godai Non vedo post di continuazione altrove, al momento, però alla fine non servono, direi. Dovrei scusarmi anzi io che continuo a ricollegarmi a certe questioni, sulle quali più o meno sono chiare le posizioni di tutti Direi che BakaShinji ha di fatto completato bene il discorso sul perché un certo sviluppo non sarà tutto rose e fiori. Io forse ci vedo quasi un cerchio che si chiude, ma immagino sia una visione limitativa.
  24. Anonimo (*lui*)

    Stagione Anime Primavera 2025

    Rispondono: "vedi il titolo di questo topic" Scherzo, la fonte era https://notizianime.altervista.org/crunchyroll-doppiaggio-my-hero-academia-vigilantes-fire-force-stagione-3/
  25. Anonimo (*lui*)

    Stagione Anime Primavera 2025

    "Fire Force" mi dicono che arriverà doppiato su Crunchyroll
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