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Tutto EVA (e la soluzione che gli manca) in 50sec


Shito

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Guarda, io la vedo in modo diverso. Ma non è che trovi la tua lettura insensata.

 

Ti propongo la mia.

 

Io credo che la frase di Tomino voglia dire che l'animazione moderna è troppo masturbatoria. Propone feticci da otaku, quindi da masturbazione. Gli otaku vivono tipicamente nell'erotofobia adolescenziale, che rifugge il contatto REALE con l'altro sesso. E' una forma di xenofobia infantile (l'altro sesso = il diverso). Tipicamente, se un ragazzino "che parla solo di scopate" poi vede una coetanea che gli fa delle proposte reali, si spaventa (salvo a raccontare cazzate con gli amici, dopo). Per intenderci: Shinji dinanzi a Asuka nuda si masturba, nient'altro. E gli anime 'da otaku moderni' non propongono modelli femminili 'reali' con cui 'pensare di fare le cosacce davvero', cose che 'ti sporcano', quanto piuttosto delle caratterizzazioni moe buone per fare bambolette e disegni moe su cui masturbarsi, ecco. Quindi credo che per Tomino quel genere di immaginario sia male, perché ritarda/distoglie la crescita psicosessuale/emotiva del ragazzo.

Il fatto è che quando ha detto questa frase (ho la firma dal 2006, ed è probabile che la frase l'abbia detta ancora prima) il fenomeno MOE non era ancora nato, semmai c'era quello tsundere (non che sia meno idealismo-otaku di quello moe, ma almeno è una fantasia UN PO' più ancorata alla realtà). E il fenomeno tsundere non è mai stato così diffuso come quello moe, quindi secondo me è molto probabile che Tomino lo ignorasse (o forse no, visto che ha il vezzo palesemente fasullo alla Fellini di dire che non guarda anime). I personaggi femminili nelle opere di Tomino sono sempre stati abbastanza complessi, forti o comunque fondamentali per i personaggi maschili (basti pensare ad Amuro-Lalah). Ora, questa frase potrebbe o essere una trollata contro Eva (dove non esiste un personaggio femminile che sia uno veramente maturo, a parte forse la madre di Shinji), il che è plausibile visto che a suo dire ha creato un anime che tratta proprio dell'animo femminile in risposta ad Eva, oppure una trollata contro l'appiattimento direi generale delle caratterizzazioni negli anime (non tantissimo dei personaggi maschili, visto che l'archetipo del ragazzino che cresce è sempre presente per far abboccare l'identificazione dello spettatore).

 

Come una donna 'non può fare a meno di vivere', con tutto il potenziale abbandono alla vita che ne discende, parimenti credo che un uomo 'non possa fare a meno di pensare'

Sessista!!!!!!1111111

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Discussione interessante.

 

Sbaglio o l'animazione giapponese degli ultimi anni (prima non so perché non la conosco) va a parare sempre da queste parti?

 

Ad esempio: ho appena visto il film di Eureka Seven e parla proprio di crescita e di vita...

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Per Kakyoin:

Ma lo sai che credo infine di avere capito il vero significato della frase di Tomino che hai in sign? A a che fare proprio con ciò di cui stiamo parlando. Magari se la discussione prosegue verrà fuori anche questo. :)

Se parli di personaggi alla Clarisse non credo si riferisse ad essi, anche perché ultimamente (sebbene la frase di Tomino risalga a qualche anno fa) c'è stato proprio un eccesso di protagoniste indifese e desiderose d'ammore. Io l'ho sempre intesa come l'esatto opposto, ovvero personaggi femminili forti, carismatici, ai quali ti sottometteresti (in fondo il cunnilingus, come tutto il sesso orale, non è altro che un atto di sottomissione non dando alcun beneficio a chi lo fa... ma forse sto sovranalizzando :lolla: )

 

Guarda, io la vedo in modo diverso. Ma non è che trovi la tua lettura insensata.

 

Ti propongo la mia.

 

Io credo che la frase di Tomino voglia dire che l'animazione moderna è troppo masturbatoria. Propone feticci da otaku, quindi da masturbazione. Gli otaku vivono tipicamente nell'erotofobia adolescenziale, che rifugge il contatto REALE con l'altro sesso. E' una forma di xenofobia infantile (l'altro sesso = il diverso). Tipicamente, se un ragazzino "che parla solo di scopate" poi vede una coetanea che gli fa delle proposte reali, si spaventa (salvo a raccontare cazzate con gli amici, dopo). Per intenderci: Shinji dinanzi a Asuka nuda si masturba, nient'altro. E gli anime 'da otaku moderni' non propongono modelli femminili 'reali' con cui 'pensare di fare le cosacce davvero', cose che 'ti sporcano', quanto piuttosto delle caratterizzazioni moe buone per fare bambolette e disegni moe su cui masturbarsi, ecco. Quindi credo che per Tomino quel genere di immaginario sia male, perché ritarda/distoglie la crescita psicosessuale/emotiva del ragazzo.

 

Per come la vedo io invece,la questione è più semplice.

Tomino fa parte della vecchia generazione,e ha in mente stereotipi femminili,sia psicologici che fisici,completamente differenti da quelli attuali.

Io penso che personaggi come Rei Ayanami,Asuka,Lain o le più recenti Haruhi e Yuki Nagato(per rimanere fra i personaggi più conosciuti),gli siano completamente indifferenti,se adirittura non arrivino a deprimerlo a morte.

Io cmq,trovo alcuni di questi stereotipi femminili estremamente interessanti(per quel che vale la mia opinione,ovviamente :biggrin: )

 

Poi è vero che l'animazione moderna è troppo masturbatoria,ma penso che anche quella passata lo fosse(anzi,oserei dire che quella masturbatoria è una componente essenziale dell animazione giapponese,perlomeno dagli inizi degli anni settanta in poi).

Semplicimente,la natura consumistica della società attuale ha esacerbato questo aspetto,per vendere quanti più gadgets possibili.

Secondo me,infatti,comprarsi un modellino di Haruhi(e poi ammirarlo)o un dating game basato su Evangelion(e poi giocarlo),sono atti estremamente masturbatori,che l'animazione stessa deve alimentare.

 

 

 

Una volta feci questa metafora alla mia sorellina, molto logotica e indi prona al conflitto interiore.

 

Comunque sia,non credo possa esistere a questo mondo qualcuno di più "logotico" e prono al conflitto interiore di me :snob:

 

Le dissi:

 

"Immagina un laghetto perfettamente calmo. Non un alito di vento. Ti piace come immagine? Ecco, ora buttaci un sasso dentro. Scommetto che aver turbato quella quiete ti da fastidio. Ma vedi, quelle ondine che si muomono increspando l'acqua, quella perturbazione della quiete, che va comunque ad estinguersi... QUELLA è la vita. Non si può vivere perseguendo la perfezione, l'assoluto, l'ordine totale, perché quelle cose sono la negazione stessa della vita."

 

Teoricamente sono perfettamente d'accordo con te.

Peccato però,che all'atto pratico,io sia (quasi)sempre alla ricerca della perfezione e dell'ordine totale :rotfl:

Oddio,ad essere sinceri mica sempre.

Diciamo che dipende dall'umore e dal periodo ^_^

 

Sbaglio o l'animazione giapponese degli ultimi anni (prima non so perché non la conosco) va a parare sempre da queste parti?

 

Ad esempio: ho appena visto il film di Eureka Seven e parla proprio di crescita e di vita...

 

Oddio,direi che pure questo è sempre stato un elemento cardine dell'animazione Jap(e non solo Jap,a dire il vero).

Ma ora ho troppo caldo,perchè mi vengano in mente degli esempi passati decenti ^_^

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Discussione interessante.

 

Sbaglio o l'animazione giapponese degli ultimi anni (prima non so perché non la conosco) va a parare sempre da queste parti?

 

Ad esempio: ho appena visto il film di Eureka Seven e parla proprio di crescita e di vita...

 

e sarebbe una novità recente? :blink:

 

Credo sia uno degli argomenti più triti e ritriti non solo degli anime ma pure della letteratura insieme alle storie d'amore contrastate dalle famiglie dei due

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e sarebbe una novità recente? :blink:

 

Ehm... e dove l'ho scritto che è una novità recente? :goccia:

 

Credo sia uno degli argomenti più triti e ritriti non solo degli anime ma pure della letteratura insieme alle storie d'amore contrastate dalle famiglie dei due

 

Può darsi, ma mi sembra sia un tratto particolarmente caratteristico degli anime...

Come lo si può definire? "Rifiuto di crecere"?

 

Perché secondo voi ha trovato un terreno tanto fertile nell'animazione giapponese?

Per la particolare condizione dei giovani nella società giapponese moderna?

O solo perché in giappone se ne parla e nel resto del mondo no?

 

E' interessante comunque pensare che dall'animazione (che il 90% della popolazione italica considera ancora roba per bambini) sia venuto un fuori un thread come questo.

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Il punto è ESATTAMENTE quello, ovvero in Giappone (e in Italia) l'animazio e *è* un mezzo di intrattenimento per bambini/ragazzini di cui dei 'bambini che si rifiutano di crescere' (gli otaku) si sono 'appropriati'. L'animazione si è quindi adeguata a questo pubblico, non viceversa. Con Tomino, con la GAiNAX, con altri ancora.

 

Una cosa analoga sta accadendo al mercato del giocattolo, e il caso dei Myth Cloth o dei Soul of Chougokin è lampante: sono giocattoli di ieri, che ieri erano per bambini (ovvero il Cloth originali, i Chougokin originali), che ora vengono venduti non hai bambini di oggi, ma ai bambini di ieri che non sono realmente cresciuti. Pertanto, la loro 'filosofia' è passata dal 'giocattolo puro' (molto simbolico, da giocare), al modellino (molto fedele, da esprorre).

 

Ora, il discorso da farsi è che l'infanzia è un lusso. E' un periodo di consumo improduttivo. Se si nasce in luoghi/tempi davvero poveri, a sei anni si va a lavorare. Ma col benessere diffuso di una società industrializzata? In quel caso, l'infanzia/adolescenza può diventare come l'estate infinita di Lum in Beautiful Dreamer, come quella di Haruhi o, se permetterei, come il soggiorno di Urashima Taro al Castello del Dio Drago.

 

L'altro inghippo sta nella parola 'consumo'. In anni post-industriali in cui il consumismo inizia ad arrancare, non si butta via una fetta di consumatori ormai importante come questi bambinoni che si chiamano 'otaku'. Conviene tenerli così, tanto spazi produttivi manco ci sarebbero.

 

In tutto questo, è normale che l'animazione giapponese parli del 'dolore della crescita', o meglio ancora del 'problema della crescita'.

 

Lo fa con i suoi narratori anziani, che guardano ai giovani e non capiscono (non possono capire) il loro modus vivendi.

Lo fa con i suoi narratori più giovani, che hanno vissuto (e vivono) sulla loro pelle il problema di non riuscire a staccarsi da modelli mentali tardo-infantili, in un modo o nell'altro.

 

L'idealismo, l'idealità anche del sentimento, il non volere compromessi... sono tutte cose infantili, da otaku.

 

Chi ricorda la MAGNIFICA frase di Ritsuko a Maya, quando la kohai esprimeva il suo disprezzo per lo sviluppo del Dummy System?

 

"Per un misofoob è sempre difficile vivere in mezzo alle altre persone. Quando ci si incomincia a sporcare, lo si capisce."

 

E' terribile. Ovviamente la metafora etica è palese: puoi schifare 'i cattivi' (la sporcizia della vita) e sentirti 'buono' (pulito) finantato che sei un ragazzino che si può 'chiamare fuori' dalla vita civile (l'adultità), ma quando inizi a essere inevitabilmente sporcato (la crescita) poi lo capisci. Wow.

 

Quando si dice la Tesi dell'Angelo Crudele. :(

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Teoricamente sono perfettamente d'accordo con te.

Peccato però,che all'atto pratico,io sia (quasi)sempre alla ricerca della perfezione e dell'ordine totale :rotfl:

Oddio,ad essere sinceri mica sempre.

Diciamo che dipende dall'umore e dal periodo ^_^

 

Nota a margine: in realtà non è vero che la vita corrisponde al caos ed il pensiero all'ordine, bensì corrispondono entrambi al "margine del caos" (vedasi JURASSIC PARK e IL MONDO PERDUTO by Michael Crichton..).

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Nota a margine: in realtà non è vero che la vita corrisponde al caos ed il pensiero all'ordine, bensì corrispondono entrambi al "margine del caos" (vedasi JURASSIC PARK e IL MONDO PERDUTO by Michael Crichton..).

 

non intendevo quel caos a là Chricton (troppo mistico, per me), ma confusione in senso lato, turbamento. Ovvero, la vita è trasformazione (il metabolismo), è divenire. La stasi è della materia inerte. L'assenza di movimento è la morte, insomma. :)

 

Shito... dovresti mettere su carta quello che stai tirando fuori in questi thread.

 

Dico sul serio.

 

Ti ringrazio per la dimostrazione di interesse e stima.

 

E' bello fare di un topic in un forum come questo un'officina di pensiero. Propongo le mie visioni, ma il contribuito di chi ha voglia di intenderle è altrettanto fondamentale. Credo, con soddisfazione, che questo thread lo dimostri. Va bene arricchirsi leggendo e fruendo grandi opere, ma anche il confronto delle idee che se ne traggono, sia con la vita reale che con altre menti, è fondamentale per evitare la sterilità e la ridondanza ciclica del pensiero (<- significa "accademia", per me).

 

Allora mi dico:

 

"Visto che alla fine siam tutti bambinoni viziati con la pancia piena (noi otaku, dico), almeno facciamo lavorare il cervello."

"Visto che continiamo a guardare cartoni animati anche da adulti, almeno cerchiamo di capire cosa c'è da cpiare (quando c'è) e di riflettere sugli spunti che i migliori autori ci propogono."

 

Insisto nel dire che lo stato mentale 'filosofico' è da otaku: è un viziarsi nell'idealismo per antonomasia, quello che tenta di 'ordinare la percezione del mondo, della vita, delle cose'. :)

 

A questo proposito, Schopenhauer e Kierkegaard, soprattutto il secondo, hanno detto quasi tutto. E Sartre, anche.

 

Toh, sono i tre filosofi ripresi nei titoli di Evangelion... ^^;

 

Ma non c'è bisogno di citare loro. Se si è capito quel che volevano dire, si parli di quello. Qui non stiamo a sciorinare pedigree di formazione, né a supportare i nostri pensieri con quelli degli altri. Tutto è VITA e pensiero di vita. :)

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non intendevo quel caos a là Chricton (troppo mistico, per me), ma confusione in senso lato, turbamento. Ovvero, la vita è trasformazione (il metabolismo), è divenire. La stasi è della materia inerte. L'assenza di movimento è la morte, insomma. :)

 

Mica così tanto mistico, visto che, secondo lui, se è vero che l'ordine assoluto corrisponde alla morte, il caos corrisponde al disordine incontrollato, al cancro, all'autodistuzione..

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non intendevo quel caos a là Chricton (troppo mistico, per me), ma confusione in senso lato, turbamento. Ovvero, la vita è trasformazione (il metabolismo), è divenire. La stasi è della materia inerte. L'assenza di movimento è la morte, insomma. :)

 

Mica così tanto mistico, visto che, secondo lui, se è vero che l'ordine assoluto corrisponde alla morte, il caos corrisponde al disordine incontrollato, al cancro, all'autodistuzione..

 

Beh, sì, la sua teoria è più raffinata della mia mera 'boutade' fraterna. Tuttavia mi viene da pensare che qualcuno disse che il punto terminale dell'evoluzione di vita è l'autoestinzione... per varie ragioni (eccesso di specializzazione, raggiunta cognizione di insensatezza del sé, etc). Chissà se anche questo pensiero si ricollegga a Crichton (mmmh... Andromeda Strain?) in qualche modo. Ovvero: per lui il caos-controllato, ovvero la vita, è destinato ad andare evoluzionisticamente 'fuori controllo' (berserk?) portando all'estizione stessa?

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Dimenticavo di tradurmi il laconico commento di Anno, quando la Miyamura risponde cosa avrebbe detto nella 'immagine' che lui gli propone (la masturbazione del delinquente), ovvero 'che schifo!"

 

Anno disse: "Ah, e infatti è così..." nel senso di "Ah, sì, lo sapevo...". Forse un po' deluso?

 

Tipo "E infatti una donna non può che schifare un otaku che non ha la spina dorsale di 'prenderla'..."

 

Oro puro.

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Beh, sì, la sua teoria è più raffinata della mia mera 'boutade' fraterna. Tuttavia mi viene da pensare che qualcuno disse che il punto terminale dell'evoluzione di vita è l'autoestinzione... per varie ragioni (eccesso di specializzazione, raggiunta cognizione di insensatezza del sé, etc). Chissà se anche questo pensiero si ricollegga a Crichton (mmmh... Andromeda Strain?) in qualche modo. Ovvero: per lui il caos-controllato, ovvero la vita, è destinato ad andare evoluzionisticamente 'fuori controllo' (berserk?) portando all'estizione stessa?

 

Non necessariamente, ma ciò che è certo è che per lui è impossibile predeterminare quale direzione prenderà la vita (come tentavano di fare, fallendo, gli scienziati di JURASSIC PARK..).

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Dimenticavo di tradurmi il laconico commento di Anno, quando la Miyamura risponde cosa avrebbe detto nella 'immagine' che lui gli propone (la masturbazione del delinquente), ovvero 'che schifo!"

 

Anno disse: "Ah, e infatti è così..." nel senso di "Ah, sì, lo sapevo...". Forse un po' deluso?

 

Tipo "E infatti una donna non può che schifare un otaku che non ha la spina dorsale di 'prenderla'..."

 

Oro puro.

 

Beh, insomma, in un caso del genere la donna sarà più schifata per quel che l'otaku ha fatto piuttosto che per quel che non ha fatto (visto che se in tale occasione l'otaku avesse avuto "spina dorsale", la donna sarebbe un pò più che semplicemente "schifata"..).

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Beh, insomma, in un caso del genere la donna sarà più schifata per quel che l'otaku ha fatto piuttosto che per quel che non ha fatto (visto che se in tale occasione l'otaku avesse avuto "spina dorsale", la donna sarebbe un pò più che semplicemente "schifata"..).

 

Tieni presente che il caso di Shinji-Asuka è comunque quello (per come affrescato dall'autore) di una coppia.

 

Ovvero, l'idea che Anno cercava, e che ha trovato nella Miyamura con la sua metafora, è quella del disgusto femminile dinanzi alla debolezza/inettitudine maschile di cui l'otaku, la non-crescita, l'erotofobia infantile (mi masturbo su di te, mia idol, ma non avrei coraggio di toccarti e 'sporcarti') rappresenta.

 

In questo, la scena in se è un puro oro di simbolismo.

 

E' un fatto che l'amore maschile, anche e soprattutto il più 'elevato', tenda a mettere l'amata su un piedistallo.

E' un fatto che il sentimento femminile trovi tutto questo un'idiozia.

 

E' la differenza tra 'pensiero' e 'vita'.

E' l'eterna idiosincrasia tra il fanciullino che resta per sempre annidato nell'intellettualità maschile, e la madre che nasce inevitabilmente nella prammaticità femminile.

 

Guarda Miyazaki. Guarda l'arte preraffaelita e simbolista. Guarda l'arte classica perfino.

(Il segreto dell'Odissea è che non c'è reale differenza tra Circe e Penelope, quanto tra loro e Nausicaa)

Oppure leggi Saint-Euxpery, o vai al museo di Gustave Moreau...

E troverai che il conflitto dell'artista è sempre quello di un uomo non del tutto cresciuto che non riesce ad accettare la femminilità matura, ovvero l'inspiegabilità della vita. :) ( o forse :( )

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Non necessariamente, ma ciò che è certo è che per lui è impossibile predeterminare quale direzione prenderà la vita (come tentavano di fare, fallendo, gli scienziati di JURASSIC PARK..).

 

Ah, ok, nel senso del rifiuto di un completo determinismo meccanicista. Come dire: "no, non esiste un Demone di LaPlace"... :)

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Comunque, tornando al punto di partenza della discussione, trovo che la sequenza in cui Kaji aiuta Shinji a capire che lui ha una responsabilità da cui non può fuggire (anche se è spiacevole) sia molto meglio della sequenza dello schiaffo in Gundam.

 

Anche perché Kaji lascia a Shinji una scelta: "...decidi tu solo..."

 

Mica per niente quell'episodio si intitola "Battaglia da uomo".

 

Chapeau.

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Comunque, tornando al punto di partenza della discussione, trovo che la sequenza in cui Kaji aiuta Shinji a capire che lui ha una responsabilità da cui non può fuggire (anche se è spiacevole) sia molto meglio della sequenza dello schiaffo in Gundam.

 

Anche perché Kaji lascia a Shinji una scelta: "...decidi tu solo..."

 

Mica per niente quell'episodio si intitola "Battaglia da uomo".

 

Chapeau.

 

Concordo, è una scena memorabile.

 

E' impossibile fuggire dalla responsabilità della scelta, perché anche non-scegliere è una scelta: la scelta appunto di non scegliere.

 

La differenza tra Tomino e Anno, volendola vedere a favore del secondo, è che Tomino parlava dei problemi di 'questi strani ragazzi' che vedeva dinanzi a lui, ma al cui gruppo non apparteneva. Al contrario, Anno poteva indagare le logiche di quelle psichi dall'intenro, essendoci lui stesso dentro con tutte le scarpe.

 

Sì, davvero annaffiare i cocomeri è grandioso, quando sta per arrivare la fine del mondo. :)

 

C'è tuttavia da dire che quella scena non ha rappresentato per Anno, come per Shinji, una scelta/battaglia/soluzione definitiva. :(

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non intendevo quel caos a là Chricton (troppo mistico, per me), ma confusione in senso lato, turbamento. Ovvero, la vita è trasformazione (il metabolismo), è divenire. La stasi è della materia inerte. L'assenza di movimento è la morte, insomma. :)

 

Mica così tanto mistico, visto che, secondo lui, se è vero che l'ordine assoluto corrisponde alla morte, il caos corrisponde al disordine incontrollato, al cancro, all'autodistuzione..

 

 

Presumo Chricton sia pressochè digiuno di termodinamica >_<

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E' proprio il contrario: la vita è l'ordine (mantenimento dell'ordine); la morte è il disordine, dove tutto è equipotenziale, tutto è alla stessa temperatura, tutto ha le stesse percentuali dei vari elementi o sostanze eccetera, nessuna trasformazione è più possibile, mancando quei "dislivelli" che le permettono (a meno di interventi provenienti da un sistema esterno, che contiene il sistema che stiamo considerando, che operino un ordinamento e quindi diano una qualche potenzialità).

 

Esempio: sistema di cariche elettriche positive e negative separate (ordine), c'è una differenza di potenziale; una carica elettrica si sposterà secondo le linee di campo.

Adesso: sistema di cariche elettriche positive e negative "mischiate insieme" (disordine); tutto è equipotenziale, pertanto non è possibile un moto ordinato di una particella carica elettricamente. Se opero dall'esterno dividendo le cariche elettriche del sistema introduco "vita", essendo ora possibile il moto ordinato.

 

Nella vita organica:

la cellula è viva fintanto che mantiene l'ordine al suo interno (da ciò ne consegue l'integrità del DNA).

Se ora la cellula non è più in grado di mantenere l'ordine, le trasformazioni che ne caratterizzano la vita non sono più possibili, tutto degenera nel caos, il DNA è fottuto (si disgrega nel caos crescente) e la cellula muore.

 

Motore a combustione:

Condizione di ordine: benzina nel serbatoio e aria nell'atmosfera.

Il motore funziona perchè è possibile la corretta reazione di combustione (con le giuste percentuali delle sostanze). Il motore è "vivo".

Condizione di disordine: prova a progettare un motore che funzioni senza un serbatoio che mantenga il combustibile in una condizione di ordine :rotfl:

 

Cucina (piuttosto metaforico):

Ordine: gli ingredienti sono separati uno dall'altro nei vari recipienti. E' possibile per chi cucina prenderli nelle giuste dosi e creare una pietanza a sua discrezione.

Disordine: zucchero, farina, riso, spezie eccetera tutto mischiato in un unico grosso recipiente senza più possibilità di essere separati. Non è possibile creare pietanze diverse a seconda dei propri gusti o necessità. La cucina è "morta".

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