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Mondo Apple (sempre più QUALITY)


Brarez

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Perché invece di ridere mi sento triste?

 

Non lo so, so solo che per quanto rispetti la tua opinione così come qualunque altra, non sono d'accordo con te.

 

Il ragazzo che è venuto da noi oggi in lacrime per farsi accettare un finanziamento in 36 rate per un TV 24" da 399€ che la finanziaria non voleva accettare perché troppe rate in rapporto all'importo, quello è triste. Anche perché su quel TV doveva farci vedere alla figlia di 3 anni i DVD masterizzati con i cartoni della Disney passati da un amico perché lui non ha né internet né PC. QUESTO, per me, è triste.

 

Non chi vuole indebitarsi fino all'ultimo rotolo di ciccia per un iPhone.

Modificato da Il grande Mu
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Perché invece di ridere mi sento triste?

 

Non mi viene neppure da fare una di quelle mie uscite sagaci che piacciono a Bob.

 

Non è bene ridere delle disgrazie -e sono disgrazie- altrui. Dovreste essere mediamente grandi abbastanza non per saperlo, ma per avere iniziato a *percepirlo*.

 

Ridendo del male altrui, dovreste sentire un po' di distrubo allo stomaco. In genere inizia così.

Neanche io non sono d'accordo.

Trovo la situazione delle signore, raccontate da Mu, estremamente istruttiva nel senso che purtroppo è l'esemplificazione del fatto che la selezione naturale non funziona più come migliaia di anni fa.

Ho avuto a che fare per una decina d'anni con mediamente 100 dipendenti di ogni genere, di cui curavo le questioni amministrative.

Ho visto gente provare a richiedere prestiti per cellulari avendo già "svenduto" 2 quinti dello stipendio per cazzate simili.

E non riuscire a convincerli del fatto che più importante mangiare.

Migliaia di anni fa questa gente semplicemente cedeva il passo ad altri.

Saluti Toma

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Il facile sdegno di cui vi riempite la bocca vi fa apparire ai miei occhi come ragazzini a dispetto delle voste età.

 

Non intende essere un insulto. Se lo percepite come tale, rifletteteci, magari.

 

Ma davvero, a sedici anni "coglioni tutti a sbronzarsi, coglioni tutti a drograrsi, coglioni tutti a non capire che cazzata è questo e quello".

 

Poi, crescendo, capisci che non perché la gente sta stupidamente male non sta male.

 

Che non perché ingenerata da motivi che si possono facilmente etichettare come 'stupidi' (in genere per sentirsi migliori e confortarsi del sé), la sofferenza non è tale.

 

E che nessuno fa il proprio male volontariamente.

 

Il fallimento di una società, misurato nella malaeducazione dei suoi membri, vede tutti colpevoli.

 

O almeno, così la penso e la sento ora, approcciando il mezzo del cammin della mia vita.

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Il problema principale credo non sia sull'adolescente che vuole l'iphone (è una 'moda' o 'status symbol' e i giovani se stanno in un 'gruppo' guardano anche quelle cose) quanto ai genitori che dovrebbero essere sufficientemente maturi per comprendere come in tempi di crisi (sia mondiale ma soprattutto familiare) bisogna saper rinunciare a cose di non prima necessità come può essere un cellulare modaiolo. Dovrebbero essere i genitori stessi a dialogare col figlio e far comprendere queste cose. Invece succede proprio il contrario... il genitore (evidentemente già con dei finanziamenti in corso) si lamenta perchè non gli fanno passare il finanziamento per comprare l'iphone. E' il paradosso che c'è ultimamente... accade con l'iphone ma accade anche con le automobili. Ci sono tantissime persone già indebitate che chiedono finanziamenti per acquistare auto di semi-lusso. Auto che ovviamente non possono nemmeno permettersi... e non sto ovviamente parlando di leasing.

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Shuji: esiste eccome spiegare l'umorismo.

Molti filosofi dediti all'estetica l'hanno fatto, alcuni meglio e alcuni peggio.

 

Io mi trovo d'accordo con chi ritiene che l'umorismo trova la sua radice nella crudeltà umana, in un modo o nell'altro.

 

(la comicità, invece, nell'imbarazzo infantile e nel senso di gruppo)

 

PS:

L'umorismo è distanza ovvero solitudine.

La pietà, l'empatia, la comprensione... sono amore e quindi non-solitudine.

 

Pulce per voi.

Modificato da Shito
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Shuji: esiste eccome spiegare l'umorismo.

Molti filosofi dediti all'estetica l'hanno fatto, alcuni meglio e alcuni peggio.

 

Io mi trovo d'accordo con chi ritiene che l'umorismo trova la sua radice nella crudeltà umana, in un modo o nell'altro.

 

(la comicità, invece, nell'imbarazzo infantile e nel senso di gruppo)

 

Se per quello uno scienziato (un fisico) puo' mostrarti il mondo secondo la maggiore o minore evidenza della meccanica quantistica, rappresentata matematicamente in forma affatto differente dal normale, com'anche fare dei numeri niente male spiegando che no, in realta' le leggi newtoniane hanno un valore limitato al moto conosciuto e comunque al subluce.

 

E' sempre il solito discorso.

Non cercare mai di capire gli altri e che i loro comportamenti non sono sempre da 'alieni/capre' e da stigmatizzare, che vai benissimo cosi'.

 

Cio' che esiste e' un palese lack di comunicazione.

 

E ripeto, no, non mi sogno neanche di addentrarmi in un discorso accademico sull'umorismo, c'e' veramente un limite a tutto.

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Il facile sdegno di cui vi riempite la bocca vi fa apparire ai miei occhi come ragazzini a dispetto delle voste età.

 

Non intende essere un insulto. Se lo percepite come tale, rifletteteci, magari.

 

Sei liberissimo di etichettarmi come un ragazzino, figurati.

Io so solo che ho provato sulla mia pelle (e allora si', che ero un ragazzino) cosa significa vedere i propri genitori fare sacrifici per portare a casa il sostentamento per la propria famiglia, portare sulle loro spalle il peso dei debiti scellerati fatti da quella scelleratissima persona di mio nonno paterno, che ci ha indebitato a livelli tali da infilarci in un girone infernale durato piu' di vent'anni. Ho visto i miei genitori sputare sangue e lacrime e rischiare l'esaurimento nervoso per portare avanti e salvare la famiglia, e nel mio piccolo di ragazzino ho fatto anche io quello che potevo, proseguendo da adulto (tanto che non ho fatto un giorno di vacanza per ventuno anni di seguito)

 

Per cui, no. Una famiglia che si indebita per comprare l'iPhone alla figlia che vuole lo status symbol mi fa solo girare letteralmente i coglioni.

Poi saro' cattivo io, amen, la prendero' troppo sul personale visto il mio vissuto, ma la penso cosi'.

Modificato da Tetsuya
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PS:

L'umorismo è distanza ovvero solitudine.

La pietà, l'empatia, la comprensione... sono amore e quindi non-solitudine.

 

Io guardo il lato positivo, l'indifferenza è (quasi) sempre sincera, cosa che non si può dire del contrario.

 

E poi semplicemente il non conoscere è più comodo, più facile, non costa sforzi e in fondo a una persona cosa dovrebbe fregargliene di una madre che si vuole indebitare per comprare l'iphone alla figlia? Non essendoci reale interesse mi pare più che logico che l'umorismo sia la reazione più consueta.

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Tetsuya: posso capire il tuo discorso, ma c'è differenza tra 'gli sbatterei la testa contro il muro fino a farglielo capire' (le palle che girano, se vogliamo), e lo sbeffeggiamento della messa alla berlina.

 

La prima cosa non è cattiva, è in effetti buona. E' un moto che nasce dalla voglia di fare capire al prossimo ciò che onestamente si ritiene giusto. E' una cosa buona, davvero. Posso stimarti per questo.

(Ovviamente non mi permetto di scendere nel personale, pur ringraziandoti della dimostrazione di stima implicita alla condivisione di esperienze reali :inchino:)

 

Deridere lo sventurato, argomento la cosa per la gioia di Shuji, è al contrario il modo di purgarsi crudelmente di un abito di paura. "Rido di ciò che vedo di brutto negli altri, rallegrandomi di non essere io". Facile.

 

Ripeto, è un atteggiamento adolescenziale tipico. Connotarasi come 'meglio di ciò che si irride', e rassicurarsi inconsciamente in questo.

 

Ma ok, se ci si pensa è solo crudele.

 

Molto meglio l'indifferenza di cui parla Chibi. E' più onesta, e anche meno meschina. Ma molto meno.

 

L'umorismo fatto sull'altrui bassezza -diciamo così, invece che 'disgrazia'- è sempre, sempre crudele e meschino.

 

Non può non esserlo.

 

Se ci pensate, in fondo al cuore saprete già che è così.

Modificato da Shito
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Potrei raccontare dei napulei che si son cattati il gayfon4 e son venuti il giorno dopo a lamentarsi che "Vendete i cellulari da 800€ e non li sapete manco preparà, uè! :pazzia:"

 

Salvo poi scoprire che non era stato sbloccato cò aitiunz :lolla:

 

Ma non lo racconterò. Perché io sono un bravo bambino che non ride delle disgrazie altrui ringraziando di non essere io :nono:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

:°_°:

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Potrei raccontare dei napulei che si son cattati il gayfon4 e son venuti il giorno dopo a lamentarsi che "Vendete i cellulari da 800€ e non li sapete manco preparà, uè! :pazzia:"

 

Salvo poi scoprire che non era stato sbloccato cò aitiunz :lolla:

 

Ma non lo racconterò. Perché io sono un bravo bambino che non ride delle disgrazie altrui ringraziando di non essere io :nono:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

:°_°:

 

...Lo chiedo, lo chiedo :pazzia:

 

In che senso "non li sapete prepara'?" :banana:

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"Credo" (non ero presente, mi è stato raccontato dal collega della telefonia in pausa pranzo) intendesse una roba tipo "Vi pago un botto di soldi (come se il prezzo lo decidessimo noi :lolla:) e mi date un telefono che non posso usare subito" :lolla: Anche lì, come se fosse colpa nostra se i devices Apple necessitano della connessione ad iTunes :lolla:

 

Poto dirti che il collega (seguace del senatùr, da buon brianzolo) gli voleva rispondere una roba del tipo: "O napulonico del ghezz, invece di cagare la minchia a noi quando sei te che non sei capace di usare la roba che compri, perché non torni all'ombra del Vesuvio dove parlate coi segnali di fumo? :°_°:"

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Ok, arricchiamo il campionario dello shito pensiero (tanto il dialogo e' impossibile con chi si pone in questo modo) e archiviamo.

 

Restiamo in attesa delle nuove e strabilianti avventure dei Niu Eppoliani :messicano:

 

Post simili sono più arricchenti del suddetto pensiero, vero?

 

Mi pare che con altre persone si riesca a dialogare.

 

Non estedere surrettiziamente i tuoi limiti a tutti quanti solo per sentirne meno il peso.

 

E' vile.

 

(Visto? Altre perle per te.)

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Non mi viene neppure da fare una di quelle mie uscite sagaci che piacciono a Bob.

 

 

Qui non sarebbe piaciuta nemmeno a me, i motivi li hai detto bene tu:

 

 

Poi, crescendo, capisci che non perché la gente sta stupidamente male non sta male.

 

Che non perché ingenerata da motivi che si possono facilmente etichettare come 'stupidi' (in genere per sentirsi migliori e confortarsi del sé), la sofferenza non è tale.

 

 

 

 

Le lollate me le faccio vedendo un mio conoscente di famiglia tale da poter continuare gli studi senza problemi che fa un lavoraccio manuale da 700-800 euro mensili che spende tutti in cazzate tipo iphone ( ne ha addirittura 2! follia! )

Il caso riportato da Mu è triste davvero - non per il fatto che la gente con le pezze al culo compri l'iphone - ma per tutto il contorno ( e cechi voi che non lo vedete, è un dramma forte che manco nei cartoni e ci ridete su ... )

 

 

Anche se ultimamente piuttosto che ridere di lui che si fa il culo per le cazzate tecno un pò mi spiace. Dico faccio la faccia triste, non triste in modo compiaciuta ma la cosa mi lascia un pò d'amaro veramente.

 

Andando con lo zoppo, sto imparando a zoppicare. Penso risieda tutto nella pratica dell'empatia che pian piano sostituisco a quella del giudizio.

 

 

p.s.

 

perla assurda anche questa:

 

PS:

L'umorismo è distanza ovvero solitudine.

La pietà, l'empatia, la comprensione... sono amore e quindi non-solitudine.

 

+

 

Mu è molto stupido a non ridere del caso dei napoletani dove c'è solo stupidità. E non ha capito per un cazzo Gualtiero.

Dei napoletani si deve ridere! Anche in faccia a loro ed insieme a loro della loro coglionaggine, ci si diverte insieme.

Modificato da silent bob
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