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Saint Seiya - Ma se Atena entra in scena


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  • 9 months later...

Riporto su segnalazione di John, il dodo rompe le balle intervista Cerioni:

 

-Chi è Stefano Cerioni

 

"Ho frequentato Liceo Classico e D.A.M.S (Discipline delle Arti, della Musica e dello Spettacolo) terminandolo nel 1987. Dopo la laurea ho lavorato presso la redazione di una rivista, scrivendo al contempo qualche articolo, qualche recensione e... qualche altra cosettina qua e là. Nel 1988 ho esordito come autore televisivo. Poi, tanto doppiaggio e qualche ritorno (sporadico) in televisione.

Ho lavorato a molte serie, non riuscirei a ricordarle tutte. Citerò a memoria solo le più continue.

Le serie animate: Milly, un giorno dopo l’altro; Scuola di Polizia (con Ivo come Mahoney); Muppet Babies; Luigi e Mario Bros; alcune mai viste come Pollicina, Superdave (con Ivo come Superdave).

I telefilm: Benny Hill; La famiglia Hogan; Segni particolari: genio.

I film (uno!): Un videotape per l’assassino (con Ivo tra i protagonisti), più altri tre o quattro mai usciti.

Come sono diventato adattatore? Questo me lo domando anch’io ogni tanto."

 

 

-come conobbe Carabelli? Aveva già lavorato prima con lui?

 

"Occasionalmente. I Cavalieri dello Zodiaco fu la prima serie che ci vide lavorare assieme con una certa continuità. Devo dire che, almeno all’inizio, la storia dei Cavalieri non fu una storia di scelte. La serie ci fu "appioppata" e, anzi, lui recalcitrava alquanto perché la trovava violenta e poco adatta al pubblico italiano. Poi, l’idea che tutti sappiamo. Perché non la rendiamo un po’ più così… un po’ meno così… utilizziamo un linguaggio un tantino meno… e via dicendo."

 

 

-Come è stato adattare il primo episodio dei cavalieri?

 

Adattare il primo episodio dei Cavalieri fu una sorta di volo radente su una foresta di pini durante una notte di luna nuova. I primi minuti di introduzione? L'albero più alto.

I copioni originali in inglese erano lacunosi. E come il talento di ogni adattatore ne venisse messo duramente alla prova.

Bei tempi!

 

 

-Come vennero scelti i nomi?

 

"I nomi vennero scelti da noi, tutti se non ricordo male. I dialoghi nacquero quando mi accorsi che i personaggi si prestavano ad essere sviluppati in maniera un po’ più approfondita del solito. Una volta consolidati lo stile e la trattazione dei caratteri, l’approfondimento risultò spontaneo, dettato dalla scena. Fu assai stimolante e divertente."

 

 

-Come mai furono tolti i riferimenti al giappone?

 

"L’afflato di saga senza tempo e spazio, all’inizio meno spiccato ma comunque presente, un po’ contrastava con l’ambientazione giapponese dei luoghi (che, tra l’altro, si fermava ai soli nomi: per questo cambiarli non provocò grandi sconvolgimenti). Tokyo, la stessa New York sarebbe stata stretta ai cavalieri di Atena. Perché non una città inesistente, allora? Un’idea di metropoli. Nuova Luxor! L’antica sorgeva vicino Tebe; vi si contemplano tutt’oggi bellissimi templi d’ispirazione classica.

Lady Isabel, come nome, ricordava la regalità dei sovrani spagnoli e l’aristocratica fierezza di una casta inglese i cui meriti andavano oltre la gloria in battaglia e la difesa del diritto. Fu una sorpresa anche per me quando il nome finì col rappresentare addirittura la reincarnazione della dea Atena sulla Terra.

In quanto a Pegasus, durante le prime puntate circolavano nomi anche per i cavalieri di Atena, ma… bastavano le costellazioni d’appartenenza. Probabilmente fu un equivoco dovuto al fatto che la serie si chiamava Cavalieri dello Zodiaco, e doveva essere incentrata sulla corsa alle dodici case. Solo che, durante i primi episodi, ancora non si avevano i copioni coi riferimenti ad Atene e al Grande Tempio. E noi tutti ci chiedevamo dove fossero i cavalieri di cui si cominciavano a vendere i primi modellini in miniatura.

L’ascesa dell’uomo che diventa eroe, in ogni caso, lo si legge anche senza conoscere il nome della città da cui proviene.

Infine: la vicinanza di occidente e oriente nella serie mi auguro traspaia ugualmente. Non dai nomi ma dallo sviluppo delle tematiche universali di dedizione agli ideali eterni di lealtà e giustizia. Personalmente, ho sempre sperato di rendere al meglio il lavoro degli ideatori senza tradirlo né sminuirlo."

 

 

-Come si sceglieva l'uso di un vocabolo nei cdz?

 

"La scelta di un vocabolo, nella versione italiana dei Cavalieri dello Zodiaco, fu ispirata dal senso della trasposizione e dal gusto: non, come ormai avranno capito in tanti, dalla sua traduzione letterale. All’epoca ci si propose liberamente di rendere il testo cercando di ricrearne lo spirito originale, senza soffermarsi troppo nei dettagli o nelle minuterie. La versione inglese era reticente, più che lacunosa: fummo costretti a togliere sovranità alla battuta per tentare di cogliere la grandiosità dell’affresco e svilupparne le potenzialità implicite. La creatività ebbe, all’epoca, il sopravvento su tutto. Ci fece rendere più complessi i personaggi, guadagnare in forza evocativa. Ci suggerì suggestioni. Anche in sala… Ivo potrà ricordarlo meglio di me, la versione si arricchì di espressività nei piani sonori, di resa timbrica nelle sfumature. Di teatralità. I doppiatori furono meravigliosi a seguire la traccia insolita proposta da Enrico Carabelli.

Tali versioni non possono sottrarsi alle scelte stilistiche complessive."

 

 

-In quale momento la giochi preziosi intervenne per scegliere il nome delle armature create col sangue dei cavalieri d'oro?

Intendo molto prima di quella parte della saga o solo in prossimità?

Avete scelto i nomi insieme?

 

"In prossimità, e dimostrarono un tempismo pressochè perfetto.

Non decidemmo insieme. Decisero loro.

Ricapitolando, decisero: il titolo della serie (ma sentendo cosa ne pensavamo), le scelte dei nomi dei protagonisti e le denominazioni delle armature. Il resto lo lasciarono a noi. [Qualche rigo sopra dice che i nomi li scelsero loro, si decida :°_°:]

 

 

-Che criteri sceglieste all'epoca per denominare i personaggi? Perche' alcuni ebbero un nome e altri no? Fu una pura questione fonetica preferire Pegasus a Seiya? Quanto e con quale peso intervenne la committenza?

 

"La Giochi Preziosi ebbe un peso determinante, nelle scelte iniziali. Fece la parte del leone.

Volevano che i protagonisti della serie avessero solamente, come nome, il segno o la costellazione di appartenenza. I Cavalieri dello Zodiaco non venne acquistata da alcuna emittente televisiva, e se Giochi Preziosi non avesse venduto qualche modellino, la serie sarebbe stata miseramente interrotta. La serie continuò, quindi qualche modellino venne in effetti venduto. Ma il rischio iniziale ci fu: bisogna darne commercialmente atto alla dirigenza di Giochi Preziosi.

I copioni dei Cavalieri giungevano col contagocce. Inizialmente, non si capiva bene quali sarebbero state le parti principali. L’unico di cui si aveva la certezza era Pegasus, perché aveva dalla sua il titolo originale e le inequivocabili stimmate del protagonista. Ma gli altri partecipanti alla Guerra Galattica, no. Godevano delle medesime probabilità di gloria.

Non solo Lady Isabel e il duca Alman avrebbero dovuto scegliere i loro paladini cavalieri: anche noi!

Per Pegasus, inizialmente, girarono due nomi che piacevano ai responsabili di Giochi Preziosi: Seian e Sebian. Poi l’ordine dei grandi capi fu perentorio, e non se ne fece niente. Tutto rimase come stabilito.

Vi rivelerò, infine, un piccolo segreto che condivido solo con me stesso.

Lasciai che Sanctuary venisse tradotto Grande Tempio perché non sapevo esattamente cosa fosse. Altro ordine di scuderia, infatti, fu: evitate qualsiasi contatto o riferimento alla religione. Quando capii di cosa si trattava, sono stato sul punto di cambiare in “Acropoli delle Dodici Case”. Mi pareva più corrispondente, più corretto. Ma mi trattenni, lasciai perdere. Fu meglio, penso: la storia insegna che cambiare quando non è strettamente necessario, in una serie che si prevede lunga e difficile, risulta spesso pericoloso e di sicuro inutile, foriero di danni. Questo per dire che solitamente si è attenti a cambiare per il puro gusto di farlo.

Ovviamente ci sono eccezioni."

 

 

-come mai alla fine la Giochi Preziosi scelse lo stesso di non usare i vostri nomi...

 

"Probabilmente perché non avevano ancora letto i copioni che arrivavano dalla casa madre, né visti gli episodi fermi al telecinema per la conversione NTSC-PAL. Desumo ci fosse anche confusione e incertezza su chi fossero veramente i Cavalieri dello Zodiaco.

I dodici cavalieri d'oro erano ben lungi dall'apparire, e forse si ritenne utile privilegiare i nomi delle costellazioni anche per i nostri cinque eroi paladini di Lady Isabel. L'altisonanza dei segni e delle stelle di appartenenza apparivano sicuramente un potenziale commerciale migliore, posti in paragone a "banali" nomi propri d'invenzione e, quindi, di certo meno noti.

Per quanto di fascino, Sirio, Cristal ed eventualmente Seian sarebbero stati meno evocativi e di presa meno immediata per il pubblico più giovane e i genitori acquirenti."

 

 

-ci fu una interruzione nella lavorazione arrivati alla 5ta casa?

 

"Sì. Restai come impietrito al finale coll'urlo di Pegasus e Ioria che infieriva su di lui. Per me, quello era l'ultimo episodio. La lavorazione riprese solo quando Mediaset decise di acquistare i restanti episodi che Odeon aveva tralasciato di trattare perchè alla prese con la gestione fallimentare della proprietà.

Ebbi spesso occasione di parlare con persone che mi chiedevano come sarebbe andata a finire. Ero più curioso di loro..."

 

 

-Quanto tempo passo' dal fermo dei lavori avvenuto alla 5ta casa alla ripresa?

 

"Non saprei. Pensa che stavo per chiederlo a te! Un eternità, comunque... Un anno, forse due."

 

 

-dice che mediaset acquisì la 2da parte della serie, la prima fu una manovra esclusiva della giochi preziosi e odeon?

 

"Penso proprio di sì. Giochi Preziosi e in subordine Odeon. Potrebbe essere questo, il motivo della lentezza esasperante con cui arrivavano i copioni: la poca dimestichezza del committente con le esigenze e le procedure tipiche della lavorazione televisiva.

E’ una mia idea, sia chiaro. Una possibile spiegazione. Non certo un fatto."

http://icavalieridellozodiaco.myfreeforum.org/Cerioni_risponde_Stephen_s_Corner__about7885.html

 

Cerioni si è poi iscritto direttamente al forum e ha risposto ad altre domande:

-Sirio e Cristal sono gli unici nel quintetto di protagonisti ad avere un nome, cosa invece presente per tutti e cinque i bronze minori (Asher, Aspides, Ban, Black e Geki). Visto quanto detto sopra sull'importanza commerciale dei nomi, come mai con loro la regola fu diversa?

 

Le figure dei protagonisti, inizialmente, non erano ben chiare. A parte Pegasus, ovviamente... Crystal venne scelto perché presiedeva le energie fredde, quindi parve congruo utilizzare un nome così. Purtroppo scoprimmo tardi che sarebbe stato anche il nome del Maestro dei Ghiacci, non avevamo i copioni. Per Sirio il nome fu dettato dall'assonanza. Non potevamo lasciare i nomi originali, non era consuetudine. Ogni riferimento al Giappone veniva tolto d'abitudine. Nessuno immaginava che sarebbero diventati oggetto di culto e riferimento per intere generazioni successive. Sembrava persino strano che i Giapponesi potessero disegnare! Loro dominio esclusivo erano macchine fotografiche e microelettronica.

 

 

-La mia domanda è perchè chiamare Sigfried Orion? Italianizzare il nome (Sigfrido) sarebbe stato un buon metodo per far conoscere di più il mito nordico.

 

La scelta fu difficile, una decisione repentina. Come tutte quelle che riguardano i Cavalieri, dopotutto... Dovevamo fidarci dell'istinto e dell'esperienza. Non avevamo i copioni seguenti. Decisi di cambiare il nome perché l'eroe dei Cavalieri, nonostante i punti in comune con Sigfrido (la valentia nel combattere e l'unico punto di invulnerabilità), non possedeva nessuno dei punti salienti del personaggio mitologico. Sigfrido era scevro da ogni senso dell'onore e ordine gerarchico, giovanissimo e privo di scrupoli, dedito solo a guerra e supremazia, un meraviglioso condottiero che non accettava ordini. Destinato a conquistare il mondo ma a non sapere come governarlo. Orion di Asgard era dedito a Hilda, difensore delle genti del nord, votato al sacrificio se non in grado di adempiere il voto. Tutt'altro da Sigfrido... Chissà se oggi rifarei quella scelta, forse no. Ma all'epoca ci tenevo.... molto a dare meno idee sbagliate. Sempre col dubbio di riuscirci...

 

Certe affermazioni le lascerò commentare ad altri.

 

 

 

 

P.S.: Come si gasa il dodo per aver trascinato lì Cerioni! :°_°: E allora io cosa ho vinto, che ho fatto iscrivere qui Ivo senza nemmeno invitarlo? :lolla:

Modificato da Ombra Salmastra
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Sembrava persino strano che i Giapponesi potessero disegnare! Loro dominio esclusivo erano macchine fotografiche e microelettronica.

Già, come se i Ribbon no Kishi, o "Ufo Robot Grendizer", o "Dakyu Maryu Gaiking", o "Astroboy",

o "Versailles no bara", o "Alpen Shojo Heidi" o "Captain Herlock", o "Akage no An" l'avessero disegnati gli ammeregani.

 

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Davvero... ma che cazzo puoi rispondere a uno così?

L'unica cosa possibile: che è un razzista. E pure ignorante.

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Continua! :°_°:

 

-per quanto riguarda i nomi dei Cavalieri d'Oro dunque si è restati fedeli (ad ancora maggior ragione rispetto ai protagonisti) alla regola della costellazione con più "appeal" rispetto ai vari Aldebaran, Milo ecc... presumo che le eccezioni Ioria, Mur e Micene fossero tali perché apparsi prima dell'intera casta. Ma il nome di Fish invece come è nato?

 

La scelta di utilizzare il nome inglese venne fatta per esclusione. Ogni volta che mi trovavo davanti a un cavaliere d'oro, mi si poneva il problema del nome. Fish mi sembrò più carino di Pesci e Pisces (direi quest'ultimo per ovvi motivi) anche perché, in più, sottolineava quasi onomatopeicamente la sua maledettissima abitudine a lanciare fiori avvelenati agli avversari per sconfiggerli, quasi con noncuranza, quasi godendo del sibilo che emettevano durante il tragitto. Fish... Fish...

 

 

-a distanza di tanti anni, qual è la singola scelta di adattamento (nome oppure un dialogo in particolare) di cui sei più orgoglioso e convinto e quale quella che, potendo, cambieresti?

 

Ricordo molte puntate con affetto e gioia. Difficile ricordarle tutte. Sono come figli che ti sforzi ogni giorno di contentare e che ami. Anche se, è vero, nel cuore ne avrai sempre di prescelti o privilegiati. Ricordo quando Crystal porta Andromeda morente, la battaglia fra Crystal e Aquarius, la puntata finale di Capricorn, le puntate di Micene, gli alterchi iniziali di Pegasus con Lady Isabel, il monologo di Phoenix sui tiranni... la morte di Orion, tutte le puntate di Mime, l'entrata in scena di Canon. Dimenticherò senz'altro molto. Ma questi, di primo acchito, sono gli episodi che ricordo più volentieri.

 

 

-Perché non hai partecipato al doppiaggio della serie di Ade?

 

Purtroppo, quando Ivo gentilmente mi chiese di partecipare alla serie di Ade ero molto impegnato su troppi fronti. Non avrei potuto impegnarmi con la dovuta serietà sull'intera serie (che bel bisticcio di parole, non trovi?) e così, piuttosto che fare la cosa senza il dovuto impegno... ho preferito non farla. Le consegne sono dure da rispettare, nel mondo del doppiaggio, e con un secondo lavoro non è facile secondare le esigenze della produzione. Mi è dispiaciuto, comunque. Forse oggi prenderei aspettativa...! Ma... Non c'è più Ade. Meno male! Certi personaggi luciferini meglio perderli che trovarli... :D

 

L'onomatopea... :lolla:
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C'è sempre stata questa idea del "cartonaccio", quando si parlava dei giapponesi.

Allora era così.

 

Sì ma non mi puoi raccontare che nel 1990 dopo 12 anni di Cornutone & Co. più tutta la pletoria di orfanelle sfigate (e portasfiga) e maghette che ti pare strano che i nippo disegnino

 

Poi quella su Fish... veramente come si fa a sparare simili cazzate?

Modificato da Alex Halman
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C'è sempre stata questa idea del "cartonaccio", quando si parlava dei giapponesi.

Allora era così.

 

Sì ma non mi puoi raccontare che nel 1990 dopo 12 anni di Cornutone & Co. più tutta la pletoria di orfanelle sfigate (e portasfiga) e maghette che ti pare strano che i nippo disegnino

 

Poi quella su Fish... veramente come si fa a sparare simili cazzate?

 

 

Guarda che credo sia una mentalità che per certi versi non è mai stata abbandonata. Sono vecchi. E sono rimasti con la mentalità da vecchi.

Su quella di Fish, come dicevo pensavo che i nomi li avesse messi GP. Poi per il resto, imho, è semplice lip service per il crociato che lo stava intervistando in nome di altri crociati.

Se fosse vero, comunque, è un monito che ci fa capire come i metodi di localizzazione di allora fanno bene ad essere morti e sepolti salvo che per qualche piccola eccezione.

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Ma avevano detto qualche anno fa che i nomi li aveva scelti Giochi Preziosi.

Le V2. Pegasus di Fuoco, ecc...

E poi sì, imposero che il personaggio portasse il nome della sua cloth. Solo che all'inizio quelli che appaiono prima in civile non si sa a che costellazione appartengono e si sono beccati un nome proprio. (Asher, Sirio, Cristal, Mur, Ioria...).

Cmq Cerioni non aveva mai lavorato sull'animazione giapponese prima dei CdZ e si vede che Goldrake non l'ha mai visto  :dance:

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  • 8 months later...

Perdonatemi, mi ero dimenticato di aggiornarvi con le perle di Cerioni. Sono talmente tante che dovrò dividerle a puntate :°_°:

 

-Qualche aneddoto sui nomi dei Cavalieri di Asgard? :D Tipo perché Artax e Luxor?

 

Artax perché nel mio immaginario ricordava un meraviglioso cavallo bianco, splendido e dal manto adamantino. Un cavaliere che ha fatto della fedeltà a una donna la sua... ragion d'essere mi portava alla mente un bellissimo e incantato destriero, dal pelo di seta, all'epoca così immaginavo il cavallo di... Fantasia? Luxor mi suonava, invece, come il nome di un uomo perso. In cerca di qualcosa... Nella steppa sconfinata, lontano da Nuova Luxor. Nella tormenta fra i lupi.

 

-1) una delle figure chiave è stata sicuramente il cavaliere del sagittario che, per buona parte della prima tranche di episodi doppiati era ritenuto addirittura l'unico ad avere un'armatura d'oro. come mai si decise di mutare il nome in Micene, quando nell'episodio in cui viene descritta la sua storia e l'incontro col nonno putativo di Isabel fu lasciato il nome originale, ossia Aioros? è stato forse un ''errore'' tecnico (nel senso che si era doppiato in un primo momento senza tradurre, in attesa di trovare il nome definitivo) o un errore vero e proprio (nel senso che ci si è dimenticanti, in quel frangente, che il personaggio era stato ribattezzato Micene) ?

 

2) molte tecniche dei cavalieri d'oro furono, notoriamente, adattate con la formula ''per il sacro leo'' ''per il sacro toro'' e via dicendo. come mai operò tale scelta, se si ricorda? e questo richiamo alla ''sacralità'' non creò dei problemi con la nota ''censura'' che ha portato persino negli anni più recenti a ribattezzare 'Scin'' un personaggio chiamato ed il ''muro del pianto'' in ''muro del lamento'' ?

 

3) una delle cose per cui è più noto il lavoro sui CDZ mi pare sia proprio l'adattamento spesso estremamente lontano dall'originale (a prescindere dal fatto che ciò fosse stato dovuto alle esigenze di censura o alla frammentarietà\erroneità degli script pervenuti). ricorda se c'è stata qualche parte più difficile da adattare\riadattare? a me pare molto interessante, ad esempio, il modo in cui si è ''reinventata'' la figura del cavaliere di virgo, reincarnazione del Budda e sorta di guardiano dell'aldilà buddista, che dev'essere stata una discreta fatica per far quadrare bene in termini di logica tutta la vicenda

 

Proverò a rispondere alle domande una ad una. Dunque:

1) Micene rappresentava, fin dai tempi del liceo, la pace. L'età degli eroi, il regno della fecondità. Un luogo dove regnava l'abbondanza e la concordia. Tant'è che la città, se non ricordo male, non aveva mura o, comunque, era poco fortificata. Declino inarrestabile e collasso furono dovuti alle invasioni dei Dori, che distrussero città ed economia. Capitò lo stesso al tempo del crollo di Roma... sebbene in proporzioni ancora più colossali. Per me, rappresentava la pace e l'abbondanza che non tornano dopo che l'ambizione umana le ha distrutte. Come accadde in realtà per il cavaliere che amavo più di ogni altro...

 

2) Scegliemmo un colpo comune nel nome per ogni cavaliere d'oro così da evidenziarne ancora di più (se ce ne fosse stato il bisogno) il carattere di casta. Ogni pretendente al ruolo doveva avere colpi personali ma anche uno, diciamo così... in dotazione, di mera appartenenza al segno. A lui poi dosarne l'efficacia e l'uso in battaglia. Ma se diventavi custode di Cancer, un colpo tipico del segno dovevi pure averlo. O no? :-)

 

3) Esattamente le puntate di Virgo. Tiziana la traduttrice e Felice l'attore erano entrambi buddisti. Ed erano sempre nella mia postazione a chiedermi di cambiare questo, non utilizzare quello... Il che mi spinse, a un certo punto, a tentare addirittura una strada nuova. Diversa. Con la loro autorizzazione perché, a quanto mi dicevano, lo script avrebbe potuto offendere i veri credenti. Durante la lavorazione di quegli episodi ero un uomo perso! :-) Ma fino a un certo punto... sempre fino a un certo punto

 

Micene era poco fortificata. OK.

 

dal+1700+a.C.+al+1100+a.C+(tarda+et%C3%A

 

Ma i milioni di buddisti giapponesi com'è che non hanno ancora impiccato Kurumada? :lolla:

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E ancora

 

-un altro ''episodio'' che ora mi sovviene dove vi è stato un forte mutamento tra originale e adattamento, è il secondo scontro tra aquarius e cristal, mentre il primo (quello nella casa della bilancia, dove il maestro asfalta nel ghiaccio l'allievo) è molto fedele all'originale. si ricorda, per caso, il motivo del cambiamento? lacune nello script o scelta mirata? grazie :)

 

L'episodio lo ricordo molto bene e ricordo anche che quasi impazzivo. Non mi raccapezzavo più. Fui costretto a inventare un motivo di disputa che fosse lontano dai temi. Per non incorrere in errori dopo! Se avessi cambiato di poco, o inteso male... i pasticci si sarebbero sommati ai pasticci. Meglio qualcosa che non aveva nulla a che fare con l'episodio. Le parole e le battute sembravano talmente senza senso... spero che l'originale (dei cui contenuti purtroppo non avevo la minima idea) non fosse molto meglio. Ugualmente mi scuso con Kurumada...

 

-quindi dipese dalla frammentarietà degli script o fu una scelta giudicata dallo staff più coerente con la storia? chiaramente sempre se lo ricorda, visto che son cose successe un po' di tempo fa :D

 

Dalla frammentarietà dello script. Durante quella puntata, le battute mancanti erano decisamente troppe. Non capivo nulla leggendo... e la traduttrice stessa confessava di essersi costretta a inventare alcuni passaggi. Meglio in alcuni casi inventare ex novo che rischiare di equivocare. Per non sbagliare l'episodio seguente, quando non sarebbe stato più possibile tornare sui propri passi.

 

-Stefano, quando hai possibilità, ci racconti esattamente come avvenne il processo di traduzione e adattamento? :o

Per esempio, voi cosa riceveste per iniziare? Gli script in giapponese di due-tre episodi con i soli dialoghi, o qualcosa di più corposo? E quanti episodi avevate in mano ogni volta?

 

La traduttrice riceveva di solito uno script, che riportava in maniera molto sommaria i contenuti dell'episodio. La possiamo considerare una traccia, più che un copione vero e proprio. Molte battute in giapponese non erano tradotte, quindi la traduttrice stessa si vedeva sovente costretta a dedurre molti passi secondo logica e non da traduzione stretta. Il che era portava a difficoltà, soprattutto all'inizio di una serie che non si conosceva affatto. Tiziana veniva spesso da me, non solo per i Cavalieri, e nella saletta di adattamento eravamo soliti concordare il modo di lavorare. Preferivo che lei inventasse meno di quanto facevo io, perché se per caso inventavo su una traccia inventata, la situazione poteva sfuggire di mano obbligandomi a rivedere a fine lavoro l'intera puntata per risolvere controsensi e incongruenze narrative. Perché qualcosa poteva non tornare! E difatti... Succedeva! Per i Cavalieri, inoltre, avevamo diversi obblighi. Dovuti allo stile delle lavorazioni all'epoca (linguaggio non violento, stili di scene al limite della censura) e alle pressioni dei committenti (perlopiù Giochi Preziosi, meno Odeon). Con l'andare del tempo e lo scorrere degli episodi, lavorare divenne più agevole, ma sempre fino a un certo punto. Le battute in inglese continuavano a essere frammentarie, e il giapponese continuavamo a non conoscerlo punto. La bravura degli autori ci dava un vantaggio rispetto ad altre serie coeve. La possibilità di appoggiarsi su una trama unitaria che, una volta compresa appieno (e non sempre succedeva, molti fili erano lasciati andare es. Patricia, Lanya, i cavalieri d'acciaio etc), poteva offrire più appoggi che punti di rottura. Fu un'avventura assai emozionante, capirete, sotto molti punti di vista. Mai in mano più di uno, massimo due episodi alla volta. Mai la possibilità di correggere una volta consegnato. Se avessi avuto un fisico allenato (lo avevo più allentato, direi), avrei potuto tranquillamente tentare la carriera dell'equilibrista. Letterariamente il lavoro fu per la sua gran parte esercizio acrobatico.

 

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Rieccoci.

 

-Qualche aneddoto sulle pressioni dei committenti - scelta dei nomi a parte - e di qualche situazione particolarmente contorta?

 

La più divertente riguarda i riferimenti alla religione cattolica. Furono in gran parte cancellati, nessuno finora lo aveva mai notato. Erano Saint Seiya, il Santuario, il papa... Il Papa? Proprio così, signori. Arles era il Papa. Aveva usurpato il trono uccidendo il vero Papa e cercando di uccidere Atena in fasce. Un traditore, con mantello nero, maschera rossa e poteri magici. Un po' fortino, no? Forse Kurumada non aveva previsto di vendere la serie in Italia. La traduzione inglese suggeriva Pope. Nient'altro che quello. Pope... In una città dove esisteva il Colosseo, si combatteva nell'arena, per vincere armature medioevali. E che era vicina alla catastrofe, a seguito di non ben precisati crolli o sciagure inaspettate. Senza contare, poi, che si presupponeva l'esistenza contemporanea di due papi... Oops! Ma... Per fortuna la Chiesa Cattolica ora li ha tollera entrambi, anzi... Nessuno è stato ucciso, nessuno ha alzato la voce, né abbiamo assistito alla dissoluzione delle dodici case a San Pietro o guerrieri greci armati di tutto punto hanno tentato di riportare sul seggio gli antichi costumi e le usanze della religione delle origini. Né Atena si è vista rapire nelle stanze Vaticane o Micene è stato inseguito dai corazzieri. La realtà ha seguito molto dopo le trame dei Cavalieri. Ma allora, credetemi, anche solo parlare di due pontefici sarebbe stato poco meno che un sacrilegio. Escludere le proposte originali di due Papi fu una scelta felice, io credo.

 

-Una domandina l'avrei anche io: trovare il doppiatore adatto per un personaggio era un compito che spettava a voi? E se sì, come mai capitava che diversi personaggi avessero lo stesso doppiatore? Era una scelta presa da voi o dovuta a problemi di budget? Grazie mille.

 

La scelta dei doppiatori spettava al direttore, che per i Cavalieri (come di certo ben saprai) fu Enrico Carabelli, per tutte e tre le serie 'classiche'. Poteva succedere, all'epoca, che i doppiatori fossero molto impegnati, soprattutto quelli bravi, e che Enrico fosse costretto a rimpiazzarne. Lui però amava lavorare soprattutto con alcuni, e amava chiamare sempre quelli. Sapeva di potersi fidare di loro, che lo avrebbero seguito, che avrebbero garantito recitazioni teatrali intense e, soprattutto, superiori alla media. Per cui alla fine alcuni attori (perché per i Cavalieri si trattava soprattutto di quello... Attori,con la A maiuscola) risultarono iperutilizzati. Perché semplicemente... favoriti del Re. Per la loro bravura.

 

-Un'altra domanda curiosa che riguarda i cavalieri d'oro: c'è un perchè dietro la scelta di chiamare Ariete e Toro in italiano, Fish (Pesci) in inglese e gli altri in latino? Anche questa fu una mossa consigliata dalla giochi preziosi?

 

La scelta non fu di ordine logico, ma meramente fonetica. Combattere contro Acquario sarebbe suonato un po' troppo... desertificativo. Prova a immaginare anche solo l'urlo: 'Per il sacro Acquario', il colpo cardine di Camus... sarebbe sembrato più un'esclamazione di stupore e meraviglia genovese, che la terrificante e temutissima arma di un cavaliere superiore. Fish è sicuramente meglio di Pisces, ma anche di Pesci. Dialogo immaginario fra Pegasus e Crystal: Pegasus: "Lascia che mi occupi io di Pesci, Crystal. L'Aurora del Nord non ha sortito effetto alcuno" Crystal: "Ho acquisito lo zero assoluto! Quale temperatura dovrò raggiungere per congelare Pesci?'' Non so... Ti sarebbe piaciuto? :-) La logica e la coerenza non sono sempre le soluzioni migliori. Di certo appaiono perlopiù preferibili, ma... esistono eccezioni.

A me invece Aquarius fa venire in mente la pubblicità :giggle:
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