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Trollate Random


Taro

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andando oltre, una trollata vera nella vita vera.

 

A ( = ragazza ) scrive:

*uuuu matteo ha la ragazza

    B ( = fidanzatto )     scrive:

*:D

A scrive:

*finalmente ha finito di stare solo come un cane

    B   scrive:

*tanto si faceva la sorella

A scrive:

*non è una bella cosa

*mi mette ribrezzo

     B     scrive:

*è la vita

A scrive:

*oddiooo

*non è la vita fa davvero schifo

     B   scrive:

*se hanno tratto piacere

A scrive:

*ma che stai dicendooooooooooooooo

      B     scrive:

*la verità

*devi starci alla vita

 

 

chiaramente a lei non verrà mai detto che era uno scherzo

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Wow, come sei uomo!

 

Non mi risulta fattualmente di posizioni filosofiche che annullino l'oggettività delle sensazioni e della logica; lavorano solo a livello fenomenico/interpretativo. (anche perché se già il solipsismo sostanzialmente va subito a finire nel silenzio come posizione...)

Sarò lieto di essere smentito, naturalmente.

 

A parte la mia propria posizione filosofica, è dalla quinta liceo che mi pare chiaro ed evidente che da Cartesio a Kant a tutti è solo un magheggiare per tentare di giustifica l'ontico con l'ontologico.

 

Ma non c'è e non potrà mai esserci alcuna conferma che:

 

1) l'ontico esista, in assoluto

2) i nostri sensi rispondano alla percezione dell'ontico

3) le nostre percezioni siano comuni

4) le nostre percezioni siano altro che creazioni della nostra mente

5) vi sia altro che il nostro ontologico, che potrebbe essere in effetti creativo di percezione

 

Sono l'unico che da ragazzino vedendo Matrix ha pensato *obv* e *yawn*?

 

L'argomento sui colori, quello sulla sensorialità, sono tutte cose ovvie, no?

 

Alla fine 'io penso' è il nome che quel deista di Kant da al suo dio. Non è neppure un bel nome, Ed è disonesto.

 

Oh, è bello vedere che qui c'è gente che si trova sulla mia stessa lunghezza d'onda.

 

Che poi è quella di Protagora. O di Sesto Empirico.

 

Quelli che sapevano *davvero* che non c'era *nulla* di garantito/certo/verificabile al di là di una percezione che è pia illusione coronorare di qualsiasi assolutezza.

 

E nel campo della percezione si rimboccavano le maniche, eh! Ma senza mafrine del genere "mapperò quacolsa ci deve pur *essere*...."

 

No, non è detto.

 

Basta imparare a convivere con questa cognizione di inconoscibilità radicale.

 

Un po' ci abitua. Dopo vent'anni, tipo, un po' ci si abitua. :)

 

Oh, siate voi tutti reali o creazioni del mio subconscio, mi state simpa e un po' vi voglio bene.

 

Ma se siete creazioni del mio subconscio, allora sono veramente un figo. :D

 

 

 

Anche fosse cosa cambierebbe ?

 

Non capite che tutto quello che dite è fuffa. La mia vita la regolo sulla mia percezione, se voglio regolarla bene.

 

Sennò finisco come Pirrone scettico che si faceva mordere le gambe dai cani avendo fede che la percezione fosse illusoria.

 

 

Tra l'altro siete una massa di segaioli fastidiosi, vorrei vedere se alla cassa di un negozio la commessa invece da darvi 4 da dieci di resto ve ne da 3 che dite ihih ( il bello è che vi esaltate pure credendovi intelligenti )

 

Ti prego di tornare a leggere e rispondere intelligentemente.

 

Tutto l'argomento scettico è stato sollevato (da me) solo per screditare chi scredita il fideismo.

 

Tutto è fede. Fede dell'esistenza. Fede della percezione. L'uomo è un essere autocosciente finito (= buggato), che non può conoscere il vero né avere certezza dell'esistenza, indi in lui tutto non può essere che fede.

 

Si potranno criticare le fedi per quello che sono, ma non in quanto fedi.

 

Perché è insensato nella sua inconscia ipocrisia, capisci?

 

Ho fede che capirai.

Modificato da Shito
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1) l'ontico esista, in assoluto

2) i nostri sensi rispondano alla percezione dell'ontico

3) le nostre percezioni siano comuni

4) le nostre percezioni siano altro che creazioni della nostra mente

5) vi sia altro che il nostro ontologico, che potrebbe essere in effetti creativo di percezione

 

Uhm.... appunto?

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Wow, come sei uomo!

 

Non mi risulta fattualmente di posizioni filosofiche che annullino l'oggettività delle sensazioni e della logica; lavorano solo a livello fenomenico/interpretativo. (anche perché se già il solipsismo sostanzialmente va subito a finire nel silenzio come posizione...)

Sarò lieto di essere smentito, naturalmente.

 

A parte la mia propria posizione filosofica, è dalla quinta liceo che mi pare chiaro ed evidente che da Cartesio a Kant a tutti è solo un magheggiare per tentare di giustifica l'ontico con l'ontologico.

 

Ma non c'è e non potrà mai esserci alcuna conferma che:

 

1) l'ontico esista, in assoluto

2) i nostri sensi rispondano alla percezione dell'ontico

3) le nostre percezioni siano comuni

4) le nostre percezioni siano altro che creazioni della nostra mente

5) vi sia altro che il nostro ontologico, che potrebbe essere in effetti creativo di percezione

 

Sono l'unico che da ragazzino vedendo Matrix ha pensato *obv* e *yawn*?

 

L'argomento sui colori, quello sulla sensorialità, sono tutte cose ovvie, no?

 

Alla fine 'io penso' è il nome che quel deista di Kant da al suo dio. Non è neppure un bel nome, Ed è disonesto.

 

Oh, è bello vedere che qui c'è gente che si trova sulla mia stessa lunghezza d'onda.

 

Che poi è quella di Protagora. O di Sesto Empirico.

 

Quelli che sapevano *davvero* che non c'era *nulla* di garantito/certo/verificabile al di là di una percezione che è pia illusione coronorare di qualsiasi assolutezza.

 

E nel campo della percezione si rimboccavano le maniche, eh! Ma senza mafrine del genere "mapperò quacolsa ci deve pur *essere*...."

 

No, non è detto.

 

Basta imparare a convivere con questa cognizione di inconoscibilità radicale.

 

Un po' ci abitua. Dopo vent'anni, tipo, un po' ci si abitua. :)

 

Oh, siate voi tutti reali o creazioni del mio subconscio, mi state simpa e un po' vi voglio bene.

 

Ma se siete creazioni del mio subconscio, allora sono veramente un figo. :D

 

 

 

Anche fosse cosa cambierebbe ?

 

Non capite che tutto quello che dite è fuffa. La mia vita la regolo sulla mia percezione, se voglio regolarla bene.

 

Sennò finisco come Pirrone scettico che si faceva mordere le gambe dai cani avendo fede che la percezione fosse illusoria.

 

 

Tra l'altro siete una massa di segaioli fastidiosi, vorrei vedere se alla cassa di un negozio la commessa invece da darvi 4 da dieci di resto ve ne da 3 che dite ihih ( il bello è che vi esaltate pure credendovi intelligenti )

 

Ti prego di tornare a leggere e rispondere intelligentemente.

 

Tutto l'argomento scettico è stato sollevato (da me) solo per screditare chi scredita il fideismo.

 

Tutto è fede. Fede dell'esistenza. Fede della percezione. L'uomo è un essere autocosciente finito (= buggato), che non può conoscere il vero né avere certezza dell'esistenza, indi in lui tutto non può essere che fede.

 

Si potranno criticare le fedi per quello che sono, ma non in quanto fedi.

 

Perché è insensato nella sua inconscia ipocrisia, capisci?

 

Ho fede che capirai.

 

 

Il mio punto era che le percezioni sensibili - nella dimensione umana - sono cose vere, non cose oggetto di fede. Anche stessimo in un sogno noi lo viviamo come vero.

 

 

p.s.

 

sulla cosa di sopra e il wow come sei uomo, chiaramente non ero io il tizio B :P

Modificato da silent bob
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Ti prego di tornare a leggere e rispondere intelligentemente.

 

Tutto l'argomento scettico è stato sollevato (da me) solo per screditare chi scredita il fideismo.

 

Tutto è fede. Fede dell'esistenza. Fede della percezione. L'uomo è un essere autocosciente finito (= buggato), che non può conoscere il vero né avere certezza dell'esistenza, indi in lui tutto non può essere che fede.

 

Si potranno criticare le fedi per quello che sono, ma non in quanto fedi.

 

Perché è insensato nella sua inconscia ipocrisia, capisci?

 

Ho fede che capirai.

 

Mah, personalmente non faccio altro che scegliere tra le varie possibilità quella che sembra più plausibile, e non posso definire tutto ciò "fede" per il semplice motivo che lascio sempre la porta aperta alle altre ipotesi (sono fondamentalmente uno scettico, in tutto..).

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E' una posizione agnostica razionalista, il che è probabilmente quanto di più sensato possa capitarci.

 

Ma anche così, nel quotidiano "fai come se" X, e X è fede. Anche se questo insiste su uno scetticismo ontologigo (teoretic) diffuso sotto, sul piano pratico c'è sempre un layer di fede funzionale, altrimenti sarebbe paralisi.

 

E' anche la mia posizione: teoreticamente agnostico, praticamente ateo <- è una fede.

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infatti sul piano teoretico l'agnosticismo è il dubbio, il dubbio radicale.

 

poiché questo causerebbe sul piano pratico una paralisi dell'azione, praticamente si assume una posizione fideistica de factu, ovvero "so che non ho garanzie che le mie percezioni rispecchino una presunta realtà, ma faccio come se così fosse", ovvero una 'finta fede' sovrapposta llo scetticismo radicale per trovare un piano d'azione.

 

O si pensa, o si crede. (non è mia)

 

Non si può pensare di credere.

 

Si può al massimo pensare di fingere di credere.

 

Per utilità (pratica).

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Il mio punto era che le percezioni sensibili - nella dimensione umana - sono cose vere, non cose oggetto di fede. Anche stessimo in un sogno noi lo viviamo come vero.

 

E chi ha fede in Dio non ha dubbi di sorta lo prende come vero e reale.

Dove stà la differenza?

 

http://dizionari.hoepli.it/Dizionario_Italiano/parola/fede.aspx?idD=1&Query=fede

 

Tu ma anche gli altri, Shito e Dairon, gli state dando il significato religioso quando io l'ho sempre inteso in maniera laica. Per fede si intende semplicemente fiducia incondizionata.

 

Posso ripetere anche a te la stessa domanda fatta Dairon? Ti spaventa così tanto il termine fede?

Modificato da War3333
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Il mio punto era che le percezioni sensibili - nella dimensione umana - sono cose vere, non cose oggetto di fede. Anche stessimo in un sogno noi lo viviamo come vero.

 

E chi ha fede in Dio non ha dubbi di sorta lo prende come vero e reale.

Dove stà la differenza?

 

http://dizionari.hoepli.it/Dizionario_Italiano/parola/fede.aspx?idD=1&Query=fede

 

Tu ma anche gli altri, Shito e Dairon, gli state dando il significato religioso quando io l'ho sempre inteso in maniera laica. Per fede si intende semplicemente fiducia incondizionata.

 

Posso ripetere anche a te la stessa domanda fatta Dairon? Ti spaventa così tanto il termine fede?

 

 

Torno a ripetere che nella dimensione umana, dell'uomo, ci sono cose delle quali si dubita e cose delle quali no.

 

I dubbi sulla realtà sono sempre fortemente speculativi, più che un dubbio sentito mi sembra un dubbio ragionato di speculazione spinta all'estremo. Per il resto la percezione sensibile la viviamo come vera.

 

 

Al contrario la fede in Dio è spesso rappresentata come costellata da dubbi e incertezze, anche nei santi talvolta eh

Modificato da silent bob
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Infatti l'ateismo e la scienza sono delle fedi assai più (surrettiziamente) dogmatiche di ogni credo rivelato.

 

Buffo, no?

 

Alla fine, transustansazione o quantistica è solo una questione di spirito del tempo.

Modificato da Shito
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Infatti l'ateismo e la scienza sono delle fedi assai più (surrettiziamente) dogmatiche di ogni credo rivelato.

 

Buffo, no?

 

Alla fine, transustansazione o quantistica è solo una questione di spirito del tempo.

 

Adesso non esageriamo: sulla quantistica si possono portare elementi di prova, sulla transustansazione no (un'ostia consacrata, sottoposta ad ogni possibile analisi, risulta assolutamente identica ad un qualsiasi pezzo di pane..).

Modificato da EYMERICH
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Infatti l'ateismo e la scienza sono delle fedi assai più (surrettiziamente) dogmatiche di ogni credo rivelato.

 

Buffo, no?

 

Alla fine, transustansazione o quantistica è solo una questione di spirito del tempo.

 

Adesso non esageriamo: sulla quantistica si possono portare elementi di prova, sulla transustansazione no (un'ostia consacrata, sottoposta ad ogni possibile analisi, risulta assolutamente identica ad un qualsiasi pezzo di pane..).

 

 

Eymerich il discorso di Shito nel punto di sopra è vero. Ti basta pensare che le teorie scientifiche nei secoli sono costantemente sottoposte a revisioni e corretture, talvolta anche sostanziali.

 

Indi è solo un bluff la verità della scienza.

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Ma la differenza tra religione e scienza è proprio questa: nella scienza non c'è LA verità, assoluta ed immutabile, come c'è invece nella religione (anche se poi ogni religione ha la SUA verità, assoluta ed immutabile..); la scienza eletta a dogma non è altro che scientismo.

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La scienza si basa su un dogma: che la nostra percezione (estesa con varie tecnologie) abbia un valore e una corrisponenda su un presunto 'essere'.

 

La scienza, presa in un dato momento X del tempo, è vissuta dalla stragrande maggioranza dei suoi adepti come uno scientismo bello e buono. Ci sono ovviamente illuminati a là Sesto Empirico che fanno scienza ben consci delle fondamente relative su cui si fonda, ma sono rari. Sono, chiaramente, i migliori. E grandi in assoluto.

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Nella percezione comune diventa tuttavia un dogma surrettizio.

 

Aggiungerei inoltre che non è affatto l'ipotesi più plausibile, quanto "l'unica utile". :)

 

Uhm, di questo non sarei così sicuro (le "ipotesi alternative" sono sempre utili, in un modo o nell'altro, se non addirittura necessarie..), e comunque si potrebbe osservare che proprio il fatto di essere "l'unica utile" la renderebbe automaticamente "la più plausibile".

Modificato da EYMERICH
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