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Porco Rosso e Ponpoko


El Barto

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Non mi pare così' incomprensibile. Si "sa" che i giapponesi sono formali "sempre".

 

No, mi chiedo se secondo lo spettatore italico Seita ha ragione, o e' un delinquente. :thumbsup:

 

Nanka furyou ni natte shimaimashita na.

 

Questa cosa mi ricorda un discorso fatto con Bob in mensa.

 

Da italiano.

Modificato da Shito
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Ci incontrammo all'università.

Si direbbe che sono un suo senpai(< very weaboo desu), anche se suppongo ancora per poco. :)

 

Abbiamo pranzato insieme. Siccome è una persona che ascolta molto più di quanto non sembri, e pensa altrettanto, credo stia ancora digerendo il nostro incontro.

 

Mi sento quindi di scusarmi per i suoi recenti exploit con tutto il forum. :inchino:

Suppongo che dietro all'ovvio, non sia stato un pranzo leggero.

 

La mia consorte me lo dice sempre, che sono pesante. :(

Modificato da Shito
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No, mi chiedo se secondo lo spettatore italico Seita ha ragione, o e' un delinquente. :thumbsup:

...noterai un sacco di aberrazioni...

 

Ecco, vedi allora che c'è un qualcosa in più che sfugge a chi non sia particolarmente addentro alla cultura ed alle usanze?

Io pensavo ti riferissi agli avvenimenti "macroscopici". Ma lì c'è poco da "giapponesizzare", sono temi universali.

I dettagli, invece, me li perdo completamente. Dairon ha ragione, i giapponesi sono formali sempre. E questo lo vediamo e lo sappiamo. Quello che sfugge, forse, è il livello di "sostanza" che c'è nella loro "formalità". E quindi la relativa impossibilità per loro di evadere da determinati comportamenti codificati, anche quando a noi sembrano inutili...

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Splendido post, pippov.

 

Vedi, io credo che l'unico e solo valore nella fruizione dell'opera straniera non sia quello di passare il tempo intrattenendosi, ma di provarsi a capire DAVVERO cosa SIA il diverso.

 

Le persone che credono di capire il diverso, in genere lo percepiscono tramite i propri schemi mentali. Il che è, ovviamente, fail.

 

Noi diciamo che 'verde e blu sono colori diversi che i giapponesi chiamano con lo stesso nome', il che significa non capire niente.

 

E' quando inizi a PERCEPIRE, ovvero a PENSARE verde e blu come un unico colore, quando dentro di te l'esistenza di verde e blu può essere davvero 'sentita' come una cosa sola, che hai destrutturato e ricostruito una forma percettiva.

 

Questo è quello che, personalmente, mi sforzo di fare.

 

Tra 'terrorista' e 'martire', del resto, non vi è alcuna differenza sostanziale.

Perché non esiste nessun valore oltre a quello che NOI attribuiamo alle cose.

 

Quindi va da sé che di assoluto non c'è nulla. Ma proprio nulla. Neppure l'io-penso kantiano, che era un'entrata di servizio per Dio.

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Mi sento quindi di scusarmi per i suoi recenti exploit con tutto il forum. :inchino:

 

 

Suppongo che dietro all'ovvio, non sia stato un pranzo leggero.

La mia consorte me lo dice sempre, che sono pesante. :(

 

 

- Shito sa come mettere in imbarazzo le persone, umphf.

 

 

- nah, sei pesante sul forum dal vivo dici cose con contenuto pur avendo molta leggerezza.

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Ma no, che colpe hai... Probabilmente ha solo bisogno di maturare... capita che a volte alcuni individui siano più in ritardo di altri...

 

Suppongo di essere stato quello più in ritardo di tutti, e di esserlo ancora. :(

 

Bob: grazie per la gentilezza. Ma quello vale per gli stupidi. Le persone che chiamo 'intelligenti' mi trovano 'divertente' per iscritto, e 'realmente pesante' dal vivo, supongo.

 

Inoltre:

 

- Shito sa come mettere in imbarazzo le persone, umphf.

 

 

In questa fase della mia vita, è una cosa che mi permetto (mi autolegittimo) di fare solo quando penso che ne valga davvero la pena, sai?

 

Altrimenti, non mi permetterei mai. Per cosa? Per sentirmi bravo/vincente/superiore? Credo sarebbe il peggio del peggio, fare così alla mia età (torniamo al discorso con Kevin).

 

Tu, invece, credo abbia ancora il diritto di 'provare a giocare a umiliare' chi vuoi. :)

 

Eventualmente devi anche esagerare, per trovare il senso di tornare sui tuoi passi.

 

E' naturale. E finché lo fai con persone di sesso maschile tue coetanee o più grandi di te, so be it. :)

Modificato da Shito
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Rivisto Pom Poko, su tutto:

 

- è l’unico cartone giapponese finora visto che parli di politica concreta qui e ora piuttosto che di questioni tanto universali quanto aeree, ce ne sono altri del genere?

 

- ho letto un po’ di cose su internet e, oltre a notare come conseguenza di quanto segue che l’idiozia regna sovrana tra i fan ghibli ( imo più fan di fantasy e cazzi vari che di contenuto ), ho notato che tutti ne parlano come di favola ecologista, quasi nessuno come puntualissimo e acutissimo discorso metaforico su i vari movimenti ( dal rock americano, all’engage chiacchieroso alla francese fino alla lotta armata ) degli anni ‘70. Mi sono imbattuto nei siti sbagliati o continuo ( / avo ) a sopravvalutare la gente ?

Modificato da silent bob
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La ciliegina sulla torta di Ponpoko è la combo Omohode Poroporo + Mimi wo Sumaseba, con i motivi per cui Shizuku 'non riesce a capire' il senso di Country Road.

 

Comunque anche se politica in Ponpoko c'è, ovviamente non pensare che sia il centro focale del tutto. Direi che il centro focale è un Giappone che cambia senza essere pienamente conscio del suo cambiamento.

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Rivisto Pom Poko, su tutto:

 

- è l’unico cartone giapponese finora visto che parli di politica concreta qui e ora piuttosto che di questioni tanto universali quanto aeree, ce ne sono altri del genere?

 

Zipang, Real Drive, Rideback, i vari GiTS.

 

Perlomeno, come "concretezza" mi pare siamo là. Altri a venire, credo...

 

[se non è chiaro, NON sto facendo alcun commento sulla "qualità" delle produzioni]

Modificato da Dairon
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no, il fulcro non era di parlare di cose realmente accadute.

 

 

Era di parlare di cose realmente accadute in modo dialettico.

 

Pom Poko mi ricorda molti film militanti anni '70, stile Dziga Vertov Group. Ma dico davvero eh! a parte i cartoni e tutto, ha un acutezza critica grandiosa, porta alla riflessioni su cose vere.

 

Chessò uno dopo aver visto Gits non hai capito cmq un cazzo di niente. Perché Gits parle di cose alla fine vacue e difficilmente identificabili: società supermoderne e disumanizzate, etc. etc. Classiche cazzate da fantascienze.

 

 

Pom poko ha un cipiglio militante davvero unico per un anime giapponese, e per dirla alla Shito la cosa pazza è che è anche un cartone destinato ai giovani alla fine.

 

 

 

Dopo Pom Poko puoi capire la contraddizione di amare la vita e volere la morte dei borghesi, la tristezza dietro tutti i concerti rock ( una decadenza ininterrotta ), il significato di parole come bobo ( non proprio boheme, ma alla fine hanno i classici vizi da borghesi: dicono non ricordo a che punto di non essere pronto ad ammazzare tutti gli umani ( = borghesi e capitalisti ) perché assueffatti alle loro cose ), CAPISCI EGREGIAMENTE TUTTI GLI ANNI '70.

 

Ma in modo critico, Takahata non dà un resoconto storico ma una SPIEGAZIONE SUA.

 

 

Versailles No Bara ha, per l'aspetto politico, il cipiglio di un libro di storia, Pom Poko di un saggio critico di primo spessore.

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Su questa analisi posso concordare.

 

Di mio, ho sempre avuto (anche) un altro livello di lettura su Ponpoko, ma potrei essermelo sognato.

 

Mi piacerebbe sapere cosa ne pensa Garion.

 

In breve, così come per Jungle Taitei (il manga) io mi chiedevo se 'gli animali' e 'gli umani' non fossero un po' l'allegoria di 'i giapponesi di un tempo' e 'gli occidentali', in Ponpoko ho sempre avuto la sensazione che i tanuki, con la loro semplicità e bonarietà paesana, fossero un po' 'i giapponesi della tradizione', mentre invece i giapponesi del film siano 'la contaminazione occidentale'. Come dire: giapponesi vecchi contro giapponesi nuovi, nella decadenza di una tradizione sacrificata al progresso. :/

 

E intanto Shizuku non ha il senso di una 'country road' che la riporti a una 'terra natia', perché la sua 'terra natia' è una 'strada di cemento' (tra apici i sic).

 

Comunque il livello allegorico di Ponpoko è veramente, ma dico veramente, qualcosa di elevatissimo.

 

Io non so te, Bob, ma alla scena del 'ritorno della primavera' mi commuovo sempre un po'.

 

L'umanità sembra così semplice, quando fai due passi indietro e la guardi dalla distanza con un pizzico di etologia da fruttivendolo... non trovi?

 

(PS: Versailles no Bara riesce a fare anche un pizzico di storiografia, più che storia bruta. Oltre che a romanticismo e drama per delle quattoridicenni, come deve essere uno shoujo, si intende.)

Modificato da Shito
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a mio parere i giapponesi della tradizione mi sembra del tutto sbagliato.

 

Io vedrei piuttosto i tanuki come i giovani sessantottini infatuati dalle idee di sinistra ma sotto sotto attratti dal capitalismo e gli umani come i "borghesi".

 

In Masculin Feminin di Godard c'è una frase che dice: figli di Marx e della Coca Cola, per bene identificare quella generazione ( poi su un cocaocolainomane come me resta impressa 2 volte :lolla: )

 

 

 

D'accordo con la scena del ritorno in primavera e le riflessioni connesse. Penso che la grandezza di Pom Poko risieda proprio in parlare di cose aspre e razionali in modo umano e dolce ( chessò c'è una scena di valenza equivalente anche in La Cinese di Godard [ i ragazzi fanno la ginnastica mattutina alla Mao ma non tralasciano di darsi toccatine e occhiate varie ] ma non ha neppure la metà dell'impatto emotivo e di conseguenza significativo di Pom Poko, il tentativo di rendere le cose un pò più umane passa inosservato )

Modificato da silent bob
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Tuttavia tu ora stai scivolando verso una lettura quasi metacinematografica, che non è molto takahata.

 

Il continuo rimando dei tanuki 'anziani' (soprattutto) alla tradizione, come la messa in scena della Yashima Sakusen, con Nasu no Yoichi e tutto. Il modo di combattere un po' bushi un po' drama dei tanuki, e in ultimo il sacrificio di Gonta in un 'attacco speciale' (quello che in occidente chiamano 'kamikaze'), non credo che non possa non far pensare al Giappone di prima della 'contaminazione occidentale', se vogliamo.

 

Anche sul finale, la madre anziana che rivede il paese... hai presente.

 

Soprattutto, quando Shoukichi alla fine dice 'certo però che gli umano sono straordinari...', mi fa tanto pensare al vecchio giapponese fiero ma comunque semplice abbastanza per stupirsi dinanzi alla tecnologia dell'occidente.

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Sicuramente c'è rimpianto per il tempo che è stato e avversione per l'invasione del nuovo.

 

Ma ci fu anche nel '68 europeo. Ora io non so davvero niente di quel periodo in Giappone però presumo che la nobiltà di spirito vecchio stile e gesti sacrificali come quello del kamikaze s'accordassero molto allo spirito anti-borghese del tempo.

 

Quindi penso che si, rimpianto del vecchio che era maggiore spiritualità e nobiltà d'animo dinanzi alla miseria incalzante della modernità. Soprattutto per un paese di tradizione piene d'onore come il Giappone ci sta tutto.

Modificato da silent bob
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Attento solo a non universalizzare troppo tutto quanto.

 

Se fai così, alla fine in mano avrai solo un pugno di mosche.

 

Perché anche se credi di farlo, alla fine stai solo leggendo una cultura con le 'forme a priori' di un'altra.

 

Dire 'medioevo giapponese', per esempio, per me vale una barrata sui denti a chi l'ha pronunciato. Per capirci.

 

(Idem per la linguistica - tutti studiano le lingue straniere con le forme a priori della loro lingua madre, ovvero lingua acquisita. E' un legno.)

Modificato da Shito
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(Idem per la linguistica - tutti studiano le lingue straniere con le forme a proprio della loro lingua madre, ovvero lingua acquisita. E' un legno.)

 

 

d'accordo sul non quotato.

 

Ma non so bene che intendi tanto più che su libri del genere non ci vado da secoli, però io studiai sia il latino che l'inglese con le loro forme. Cioè non mi dissi mai costrutto inglese ma cercavo sempre di andare alle origini.

 

Del tipo la perifrastica passiva mi fa venire in mente un aggettivo ( il gerundivo ) + dativo come complimento di termine.

 

Bellum vincendum est mihi = la guerra è per me da vincere.

 

Non so se è quello che intendevi tu, però.

Modificato da silent bob
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Sulla linguistica, se vuoi, possiamo aprire un thread apposito.

 

non vorrei deragliare del tutto questo.

 

A proposito: lo stsrter o qualche mod potrebbe cambiare il titolo in

 

Porco Rosso e Ponpoko - prossime uscite Ghibli in Italia

 

 

?

 

:discobongo:

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