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Mawaru Penguin Drum


_gallo_

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Boh, dico cosa più o meno ho capito io. Poi magari sono tutte cazzate.

Sul finale:

 

 

Amore=vita e viceversa.

 

La mela rappresenta il sentimento di amare e essere amati e allo stesso tempo la vita. Kamba aveva donato metà mela a Shouma. Con il gesto ha scelto di essere legato a lui nella vita e sono riusciti ad uscire ad child boiler che è il posto per coloro che non sono amati e che non otterranno mai nulla (“voi che non concluderete nulla, trovate il penguindrum” diceva Himari posseduta dal cappello).

 

Shouma nel finale ridona la sua metà a Kanba il quale ha sua volta dona la somma delle due parti a Himari, perché probabilmente solo una mela completa ha lo stesso valore di una vita. Mentre solo una metà può donare un’esistenza assieme agli altri dove si viene amati e si ricambia. L’idea alla base è la condivisione: “condividiamo il frutto del destino”.

 

Dunque Shouma e Kanba si sacrificano per Himari e dovrebbero morire.

 

Ringo a quel punto della puntata cerca di cambiare il corso del destino come fece Momoka per permettere ai due di sopravvivere. Il prezzo da pagare è bruciare (le fiamme). La fa mossa dai sentimenti per Shouma. In questo passaggio diventa metaforicamente la mela (Ringo=apple) di Shouma. Shouma però ricambia i sentimenti per Ringo, “aishteru”, e quindi si sacrifica lui al posto di Ringo per salvarle la vita traslando su di se il costo del gesto (il fuoco intorno a Ringo si spegne e comincia a bruciare lui).

 

Sul perché i due fratelli non siano morti ma solo rinati in un altro destino, io credo che alla base del la spiegazione è che il sentimento di amare e essere amati di tutti i personaggi abbia un valore superiore alla somma delle parti, e proprio questa differenza (che è il penguindrum) ha permesso alle esistenze di Sho-chan e Ka-chan non di scomparire ma di rinnovarsi. Una delle ultime frasi dette da Sho "La mela (= la vita) è il frutto promesso a chi decide di sacrificarsi per amore, da qui tutto inizia (=nasce una nuova vita)"

 

 

Modificato da _gallo_
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Provo cosi'.

 

 

 

Questa e' una serie sulla percezione di se stessi e degli altri, quindi anche a livello relazionale, in due fondamentali tappe della crescita; da bambini e da adulti.

 

Quello cui abbiamo 'assistito' altro non e' che la rappresentazione 'attuale' (adulta) di esperienze sedimentate a tal livello da non poter piu' essere discernibili chiaramente, non poter quindi distinguere nettamente tra realta' e immaginazione.

 

Esperienze, la storia principalmente su di un gruppo di 3 persone, che si sono incontrate in modo...

E' davvero cosi' importante che sia chiaro il modo in cui si sono incontrate?

 

A queste persone e' accaduto qualcosa di fondamentale; non e' tanto il penguindrum o altro folklore particolare, quanto il fatto che sono 'uscite' da una sorta di 'stallo' temporale che forzosamente le teneva insieme.

Sono quindi cresciute, al di la' del tingere una casa di molti colori, di un orsachiotto rattoppato lasciato in un angolo.

Ed essendo cresciute, due di loro, Kanba e Shouma, non possono piu' dividere lo stesso 'tempo' con Himari, che resta sola e prosegue la sua vita.

 

Cos'e' realta', fantasia o sogno, alla fine, conta relativamente in una storia, visto che alla fine ogni storia tende a 'dar vita' ad uno piu' personaggi ed a raccontare anzi le gesta degli stessi, ovviamente inventate come il personaggio in se'.

 

Limitatamente alla parte 'fantastica'; semplicemente, Kanba e Shouma non sarebbero dovuti sopravvivere, fin quando in qualche modo hanno trovato il sistema di farlo, dividendo in due quindi una sorta di 'destino'. Il modo puo' essere semplicemente per 'relazioni' di potere tra famiglie, oppure il personaggio di Momoka che nel tentativo di salvare 'tutti' ha fatto pero' 'deragliare' e incartare la realta' su se stessa.

 

Quindi, alla fine, dei personaggi si sono evoluti e hanno 'preso vita' sullo schermo, hanno intessuto relazioni, hanno, con la loro evoluzione costante, raccontato la storia di loro stessi.

 

Il tutto in modo decisamente concreto. Per il resto, cosi' come ci sono persone il cui comportamento non lo capiremo mai, in Penguindrum ci sono pinguini di accompagnamento. Ben poco ci e' dato di capire realmente delle persone e di chi ci sta accanto, perche' affannarsi a cercare tante spiegazioni in un'opera di fantasia?

 

Abbiamo in qualche modo 'diviso' un pezzo di strada o fatto lo stesso tragitto in treno con tutti questi personaggi per queste puntate. In questo tragitto hanno lasciato qualcosa, lo stesso non si puo' dire per la maggior parte di gente 'reale' che incontriamo.

 

E poi, che ne sapete o sappiamo che non esistano realmente pinguini di accompagnamento? Potremmo anche averli tutti, e nessuno lo direbbe.

 

Il tutto, per un anime, direi che sia davvero molto.

 

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Bellissimo il commentario di Shuji.

 

 

A me da parte mia piacciono narrazioni più risolutive e meno sottili per cui sebbene nel complesso non possa dire che Penguindrum sia brutto, tutto il contrario, è una serie che ci ha tenuto belli appesi fino alla fine quindi il suo dovere l'ha fatto, rimango un poco meh per come tutto questo substrato simbolico (il mondo chiuso, il child broiler, Yuri che non sapremo mai se c'ha la nerchia oppure no, Sanetoshi che in tutto questo rimane la figura più enigmatica e se vogliamo gratuita) sia appunto rimasto un substrato e basta, dopotutto se vogliamo nemmeno in Utena Ikuhara spiegò tutto, penso che nelle opere di Ikuhara più che l'esperienza narrativa sia da apprezzare l'esperienza, diciamo, sensoriale, i sentimenti che i personaggi che si muovono sullo schermo ci trasmettono e il viaggio che facciamo con loro, tanto alla fine è un viaggio, la meta non è importante poichè l'essenza esperienziale è il viaggio stesso

 

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E' un po' la mia stessa impressione. Ikuhara ha spinto troppo sull’ affabulazione della storia. Alla fine tanti risvolti messi li per incuriosire si sono rivelati delle bolle di sapone.

 

Non necessariamente. Dai, siamo abituati da Utena con le spiegazioni allegoriche. Ha davvero importanza se non ci viene detto se Sanetoshi era il serpente, i conigli, satanasso o quant'altro? Era uno che non accettava di venire dimenticato con la morte, tanto da organizzare attentati terroristici manovrando le persone.

 

Piegare la narrazione ai propri fini significa sacrificare la spontaneità dei sentimenti e l’autenticità delle persone. E’ un po’ come Inception ( o anche, per quel che mi riguarda, Madoka Magica): predominio della storia sui personaggi, e alla fine rimane l’impressione che manchi qualcosa o che la messa in scena sia un guscio vuoto.

 

Quello che dici è giusto. Ma Penguindrum mi pare tutto fuorchè vuoto. La scena della mela divisa Ikuhara se l'è tenuta per l'ultimo episodio, perchè secondo me era la chiave di volta. Non tanto per il significato allegorico dell'affetto diviso e condiviso (ok, anche quello), ma perchè quel gesto si pone in antitesi con tutto il credo di Sanetoshi. L'egoismo e l'individualismo (le persone che pensano solo al proprio tornaconto) viene spazzato via dall'altruismo di un bambino. Il destino (di solitudine) a cui crede Sanetoshi è stato vanificato.

 

Despoilero.

 

Sul perché i due fratelli non siano morti ma solo rinati in un altro destino,

 

Guarda bene. Sono morti. Hanno intrapreso il loro viaggio sul treno della via lattea.

Lo nominano pure, Kenji Miyazawa. Semplicemente, la morte non è la fine.

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però imo la serie avrebbe spaccato di più se shoma e kanba non fossero "rinati"; si poteva accennare al fatto che ciò sarebbe accaduto prima o poi, ma proprio il (ri)vederli alla fine mi ha lasciato la sensazione che colpo non sia stato affondato a dovere.

cmq è una serie tutt'altro che banale e che rivedrei volentieri in italiano.

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Il simbolismo già ai tempi di Utena era spesso gratuito, ma oggi come allora non trovo sia mai pretenzioso. Vedo un certo piacere ludico in diverse cose di Pinguin Drum, che ricordano molto le folli riunioni del consiglio studentesco. E, in generale, molte delle cose più "strane" di Penguin Drum un senso sottile lo hanno. La serie collega molto poco i puntini, ma le idee ci sono, e credo ci si possa azzardare a dire che per Ikuhara il simbolo è più importante del vero e del falso.

 

Rispondendo in spoiler a Gara riguardo il commento su Sanetoshi, e riprendendo qualche spunto dal bel post di Shuji per dare i miei due cent sulla serie:

 

 

Sanetoshi è sicuramente il personaggio più citazionistico che Ikuhara si sia concesso, tra l'aspetto che richiama Utena, le battute che richiamano Mikage e, soprattutto, il grosso del suo senso e della sua fine ripresi da Akio. Tuttavia, non penso sia stato gratuito. La storia che si è vista alla fine è quella della contrapposizione di diversi modi di vivere: solipsismo contro altruismo, amore per se stessi bilanciato contro l'amore per gli altri. Sanetoshi e Momoka sono i simboli di due modi di esistere, gli altri personaggi hanno ripetuto la loro battaglia, o meglio, forse ne hanno finalmente deciso le sorti, in quanto loro eredi.

 

Il punto del personaggio di Sanetoshi non credo risieda nel farci sapere che tipo di leader fosse, come fosse arrivato a quel punto. Con Utena, Ikuhara aveva trattato in modo più specifico degli archetipi narrativi e dei loro ruoli, ma anche qui mostra come a parlarci allo spettatore non sia tanto una estesa caratterizzazione quanto il potere dell'archetipo: Sanetoshi è il modo sbagliato di essere adulti, è l'uomo che non riconosce il valore degli altri. Qui c'è anche, secondo me, la più grossa differenza tra lui e Akio. Questi, prima che Lucifero o il Dio Demiurgo, era l'adulto che dominava, in ogni senso, un mondo chiuso e ciclico di giovani che si combattevano per il proprio destino. Sanetoshi, prima che la versione bella di Asahara Shoko, è la maledizione di un'esistenza solitaria, l'incarnazione di un destino in cui non sarà possibile trovare la felicità.

 

La grandiosità nel finale, per me, è simile a quella del finale di Utena. Sia Akio che Sanetoshi sono solipsisti incapaci di riconoscere il valore degli altri. Entrambi vengono battuti da un sacrificio, da un atto di amore del tipo più puro. E non vengono annullati: vengono lasciati indietro. La cosa più terribile. Come Anthy abbandona lo Ohtori Gakuen, lasciando Akio e giocare e procedendo verso il modo sano di essere adulti, così Sanetoshi viene lasciato da solo. E devo dire che Sanetoshi, nella sua malvagità, forse è riuscito a essere anche più terribile e triste di Akio: tutto quello in cui Akio crede vacilla nel momento in cui sua sorella si rifiuta di riconoscerlo. Sanetoshi, invece, non ha pianto, non ha tremato, restando un mostro fino alla fine, in un certo senso una maledizione che minaccia di non abbandonarci mai.

 

E beh, Utena si era sacrificata, ma Anthy credeva di poterla ritrovare, no? La morte non è la fine finché qualcuno crede che ci sia stata un'altra possibilità. Lo gnosticismo forse non era il pane di Ikuhara, ma direi che con i treni e con Miyazawa Kenji ha azzeccato meglio che mai i riferimenti. La chiusura ciclica con Kenji ci dice che il viaggio non finisce mai, e che l'importante è trovare il modo giusto di percorrerlo.

 

Credo sia il modo giusto per il tornare alla regia dopo tanti anni. Una serie che ci ricorda la grandezza dell'opera precedente, riprende le tematiche care all'autore e ce le mostra in un modo nuovo e bello. Forse più maturo, ma mi concedo di pensarci un po'.

 

 

Comunque, Ginga Tetsudo no Yoru in italiano c'è tradotto da Giorgio Amitrano, uno abbastanza con gli attributi, come "Una notte sul treno della via lattea". Si trova facile e costa poco, se i riferimenti di Mawaru hanno incuriosito suggerisco di provarlo.

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Guarda bene. Sono morti. Hanno intrapreso il loro viaggio sul treno della via lattea.

Lo nominano pure, Kenji Miyazawa. Semplicemente, la morte non è la fine.

 

 

Con l’espressione "non sono morti" intendevo dire che la loro esistenza non è finita ma sono ancora presenti nel mondo, sebbene le loro vite abbiano un corso modificato. Non è facile trovare dei termini non fraintendibili per descrivere degli eventi del genere ^^;

 

Comunque mi sono reso conto che dal mio post non si capisce un cazzo. Quindi credo che sia meglio ricorrere ad un strumento iperpotente.. vai di infograph! (Sostanzialmente ho cercato di descrivere le ultime tre righe della terza colonna.)

owd19.jpg

Modificato da _gallo_
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BEST EXPLANATION EVAH!

 

Comunque il discorso della ricompensa che illustra Gallo è un po' paragonabile (come notavo hanno detto anche alcuni su Random Curiosity) al finale di Full Metal Alchemist versione Bones, dove il concetto di scambio equivalente viene trasceso.

Quello che non mi è chiaro nell'Equazione della Mela, è come Himari porti sulle sue spalle in toto il peso della punizione derivante dall'atto terroristico del '95... Comunque idem mi rivedrei tutto il Pingudrama in italiano al volo.

DYNIT SAI COSA FARE!

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BEST EXPLANATION EVAH!

 

Comunque il discorso della ricompensa che illustra Gallo è un po' paragonabile (come notavo hanno detto anche alcuni su Random Curiosity) al finale di Full Metal Alchemist versione Bones, dove il concetto di scambio equivalente viene trasceso.

Quello che non mi è chiaro nell'Equazione della Mela, è come Himari porti sulle sue spalle in toto il peso della punizione derivante dall'atto terroristico del '95... Comunque idem mi rivedrei tutto il Pingudrama in italiano al volo.

DYNIT SAI COSA FARE!

 

Io non ho capito però/non ricordo nemmeno com'era la storia del pinguino che dà la candela a Himari nella 13.

 

Comunque un po' anche a me il surrealismo è sembrato in parte una scusa per non spiegare alcune cose, buttar là qualche colpo di scena senza doverlo rendere coerente. Oh beh, nulla di grave, ovviamente.

Modificato da Dairon
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ah ma lol... rivedendo l'ultimo episodio viene da pensare che quindi, visto che chi riceve la mela è predestinato a morire per amore (e il perchè la riceva kanba si può interpretare con "le colpe dei padri ricadono sui figli"?), la formula magica serviva a salvare himari (dato che anche lei ha avuto un pezzo di mela, ma grazie al sacrificio di altri è sopravvissuta).

tra l'altro... i due marmocchi sono destinati a ripetere la propria esistenza? cioè si mettono in cammino per cercare un'altra persona con la quale condividere la mela? :pazzia:

cmq imo il rischio è che venendo a mancare una giusta chiave (o meglio: magari c'è, ma l'anime non la fornisce) per interpretare correttamente quel che risulta dalla fusione di realtà e fantasia, passando per le varie metafore e i depistaggi volutamente messi in mezzo, strada facendo non si notano molti particolari o gli si attribuisce il significato corretto.

l'ultimo episodio fa abbastanza chiarezza, ma prima ce ne sono 23 che confondo le idee.

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A quanto ho capito io no, non sono predestinati a ripetere le stesse azioni.

Sulla serie:

 

 

Secondo me il sottotesto della serie riguarda il destino delle persone ed è strettamente legato alle mela come simbolo che rappresenta il sentimento di amare/essere amati. L’idea che emerge è che Ikuhara abbia voluto tratteggiare il destino delle persone né come qualcosa di completamente autodeterminato dai singoli né come un percorso obbligato e prestabilito.

 

Non è infatti possibile ammettere che la sorte di Himari dipendesse esclusivamente da lei. Nell’episodio 9, Sanetoshi le chiede perché il destino sia tanto avverso con una persona buona come lei, e Himari non ha una risposta. A posteriori la risposta è che in parte le persone subiscono le conseguenze dell’egoismo altrui, anche in modo totalmente indiretto, e in questo risiede quella sensazione di ingiustizia quando la vita di una persone sembra essere un concatenarsi di eventi negativi. Nella serie, pur non avendo colpe, Himari deve espiare per l’attentato.

 

Tuttavia Ikuhara dice anche che il destino è modificabili delle persone tramite l’altruismo e l’amore, che nella serie sono oggettivizzati nella mela e rappresentano l’essenza stessa della vita e il motore che permette alla vita di rigenerarsi. Se le persone agissero mosse da questi sentimenti, probabilmente diverse conseguenze apparirebbero meno ingiuste agli occhi di chi le riceve.

 

Da questi sentimenti è nata la famiglia Takakura, in quanto i tre hanno condiviso la mela fra loro. Sempre da qui è stato possibile cambiare il destino e garantire a tutti un futuro migliore di quello cui andavano incontro.

Credo che Ikuhara voglia sottolineare la necessità di assumersi le responsabilità delle nostre azioni e di accettare quanto la realtà ci riserva, a prescindere da quanto ingiusto possa essere, ma anzi continuando ad essere motivati dall’amore e dall’altruismo. Per quanto non è detto che si riceva qualcosa in cambio, è necessario seguire questa inclinazione, perché solo in questo modo si dimostra di credere nell’umanità.

 

A livello narrativo questo è rappresentato da Momoka e Sanetoshi. La prima rappresenta la fiducia nell’umanità e altruismo. Il secondo è l’opposto, cioè la tendenza al nichilismo e all’annullamento. La loro natura antitetica è alla base del vita delle persone. Sanetoshi vuole porre fine all’umanità, attraverso gli stessi sentimenti che rappresenta che nella realtà porterebbe ad una perdita di altruismo e amore. Le conseguenze di un attentato sul treno esemplificano la sua natura tramite un’azione concreta. Così come Tabuki ha seguito la stessa deriva, in quanto incapace di sopportare la morte di Momoka, ed infatti al termine dell’episodio 18 dice a Ringo di non diventare come lui.

 

In un certo senso mi ha ricordato Escaflowne: l’amore fra Hitomi e Van e il destino ideale prescritto dall'imperatore.

 

 

TL:DR It’s all about love

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l'ultimo episodio fa abbastanza chiarezza, ma prima ce ne sono 23 che confondo le idee.

 

Beh, questo è lo stile di Ikuhara. Quello che personalmente mi ha deluso è che sotto sotto stringi stringi, i significati di Penguindrum non sono troppo diversi da quelli di Utena. Come dire che anche Ikuhara ha solo una cosa da dire come autore. La veste in modo diverso, ma sempre quella è.

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