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La deteriorità dell'otakuzoku


Shito

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(mi pare tu stesso avessi spiegato che in giappone "otaku" ed "adulto appassionato di animazione" non sono esattamente sinonimi..).

 

Il fatto è che l'animazione non è considerato come un media per adulti. Ma solo per bambini e ragazzi. Tutto qui.

Per cui un adulto che continua a guardare anime verrà per forza additato, indipendentemente dal fatto che abbia comportamenti maniacali o meno.

 

Inoltre un ragazzo giapponese fra i 20 e i 30 all'una di notte ha quattro scelte su cosa fare:

1) dormire

2) studiare (se è ancora studente)

3) andare per pub

4) andare a donne

 

(dopo i 30, se ha un lavoro e una famiglia, non ha minimamente tempo per guardarsi qualsiasi cosa).

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Il fatto è che l'animazione non è considerato come un media per adulti. Ma solo per bambini e ragazzi. Tutto qui.

Per cui un adulto che continua a guardare anime verrà per forza additato, indipendentemente dal fatto che abbia comportamenti maniacali o meno.

 

Cosa quanto mai bizzarra, considerando che per il fumetto non è così (mentre in occidente si tende a mettere fumetto ed animazione sullo stesso piano..).

Tanto più che, come spiegavi sempre tu, comunque in Giappone ci sono delle opere di animazione "sdoganate"..

Modificato da EYMERICH
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Cosa quanto mai bizzarra, considerando che per il fumetto non è così (mentre in occidente si tende a mettere fumetto ed animazione sullo stesso piano..).

 

Perchè il fumetto era praticamente l'unica forma di intrattenimento negli anni '60 e '70, quando in Giappone non c'era niente altro. Un'intera generazione cresciuta così non vieterà mai i manga ai suoi figli.

 

Tanto più che, come spiegavi sempre tu, comunque in Giappone ci sono delle opere di animazione "sdoganate"..

 

Beh, quelle che sono state viste da tanti bambini che ora sono adulti. Sarebbe un po' ipocrita il contrario, dopotutto.

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Ma l'animazione jap e gli otaku hanno cominciato a essere visti male con il caso di Tsutomu Miyazaki, il pluriomicida pedofilo che aveva la casa piena di anime e telefilm in vhs.

I giornali hanno cominciato a diffondere il termine otaku ( che fino ad allora non era diffusissimo) su scala nazionale in maniera negativa.

Da lì che è nato il binomio otaku = persona malata e schifosa.

 

Prima gli otaku erano considerati al massimo un movimento bizzarro e colorito tipico dell' Arcipelago, niente più.

Dei Nerdacci , insomma.

Poi , dopo il caso Miyazaki ,qualcosa di molto peggio.

 

Non è un caso se, nonostante anche i videogiochi abbiano la loro bella fetta di otaku strampalati, non siano visti in maniera altrettanto negativa come succede agli anime ( ma forse anche perchè il mercato dei VG muove un giro di soldi che gli anime oggi se lo scordano).

Modificato da Zio Sam
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Da lì che è nato il binomio otaku = persona malata e schifosa.

 

Sicuramente.

Infatti cose come Densha Otoko sono chiaramente uscite per ripulirne un po' l'immagine. Perchè gli otaku spendono un sacco di soldi e le ditte non devono vergognarsi di guadagnare su di loro.

Ma le brutte abitudini sono dure a morire.

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Beh , in occidente ci provano in continuazione a spacciare i videogame e chi gioca per persone violente con turbe sociali, e ogni volta che qualche coglione fa una strage in una scuola, poi salta sempre fuori che era un giocatore di Modern warfare o qualche altro Fps.

 

Ma più che Otaku ( termine che francamente penso che abbia senso applicato solo ai Giapponesi e alla lora realtà) noi siamo tutti fondamentalmente una manica di nerdacci consapevoli di esserlo.

 

Penso che nerd sia più corretto per noi occidentali. Nerd in senso moderno, ovviamente, non certo il nerd anni 70.

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Ma più che Otaku ( termine che francamente penso che abbia senso applicato solo ai Giapponesi e alla lora realtà) noi siamo tutti fondamentalmente una manica di nerdacci consapevoli di esserlo.

 

Penso che nerd sia più corretto per noi occidentali. Nerd in senso moderno, ovviamente, non certo il nerd anni 70.

 

Esattamente :)

Per descrivere i nerd "buoni" hanno inventato apposta la parola geek, cmq.

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Ma più che Otaku ( termine che francamente penso che abbia senso applicato solo ai Giapponesi e alla lora realtà) noi siamo tutti fondamentalmente una manica di nerdacci consapevoli di esserlo.

 

Penso che nerd sia più corretto per noi occidentali. Nerd in senso moderno, ovviamente, non certo il nerd anni 70.

 

Esattamente :)

Per descrivere i nerd "buoni" hanno inventato apposta la parola geek, cmq.

 

I nerd buoni.... XD XD Ma dai... Non c'è nessuna differenza. Geek è nato comunque come termine dispreggiativo, esattamente come nerd.

Il punto però è che da minoranza ( questi secchioni patiti di elettronica), i nerd sono diventati la maggioranza oggi, e la cultura spopola sia tra i ragazzi sia tra le ragazze ( alcuni consapevoli, altri inconsapevoli) perchè la tecnologia è diventata un aspetto fondamentale della nostra cultura.

 

Computer, internet , telefonini, ipad.. ecc ecc. Quando entri in contatto con queste cose, inevitabilemente finisci anche per rimanere invischiato in altre, come videogiocare, a guardare telefilm o cartoni in internet perchè lo fanno tutti perchè tutti ne parlano e questo non è più visto come una cosa "discriminante" , ma parte della normalità.

 

 

Più che altro mi sconvolge come in Giappone sia bastato un singolo squilibrato per bollare negativamente una categoria di persone facendo di tutta l'erba un fascio ( anche se probabilmente ci sono anche altri, fattori).

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Più che altro mi sconvolge come in Giappone sia bastato un singolo squilibrato per bollare negativamente una categoria di persone facendo di tutta l'erba un fascio ( anche se probabilmente ci sono anche altri, fattori).

 

Beh, tieni conto che il fenomeno otaku era qualcosa di noto solo nelle grandi città. Per cui immaginati quando è uscita la notizia di quel pazzo e in tutto il Giappone hanno scoperto l'utilizzo della parola otaku legata a quei fatti.

 

Cmq guardate che per il senso comune giapponese, basta guardare anime dopo una certa età, andare al Comike e comprare modellini per essere considerati otaku, qualsiasi sia il suo significato.

 

Per cui se Kiavik andasse in Giappone a dire "mi piace Madoka Magica" tutti lo guarderebbero storto e penserebbero molto male di lui.

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Più che altro mi sconvolge come in Giappone sia bastato un singolo squilibrato per bollare negativamente una categoria di persone facendo di tutta l'erba un fascio ( anche se probabilmente ci sono anche altri, fattori).

 

Beh, tieni conto che il fenomeno otaku era qualcosa di noto solo nelle grandi città. Per cui immaginati quando è uscita la notizia di quel pazzo e in tutto il Giappone hanno scoperto l'utilizzo della parola otaku legata a quei fatti.

 

Cmq guardate che per il senso comune giapponese, basta guardare anime dopo una certa età, andare al Comike e comprare modellini per essere considerati otaku, qualsiasi sia il suo significato.

 

Per cui se Kiavik andasse in Giappone a dire "mi piace Madoka Magica" tutti lo guarderebbero storto e penserebbero molto male di lui.

Se vado al mare in Giappone e vedono tutti i tatuaggi che ho probabilmente mi internano...

Ma io sono fiero di essere otaku...

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Si ,ma loro sono loro... Noi siamo noi. Obbiettivamente perchè ce ne dovrebbe fregare qualcosa del fatto che per loro comprare modellini o guardare anime sia etichettato come otaku schifoso?

 

Ma sti cazzi, noi occidentali gli ridiamo in faccia...

 

Cioè, in realtà non capisco neppure perchè Kiavik sia così disperato dall'etichetta otaku "ipotetica che avrebbe" SE FOSSE in Giappone. Non stai in Giappone, quindi stai sereno.

 

 

In fondo anche in America vieni considerato alchool dipendente ubriacone se bevi più di due bicchieri di vino a tavola. Noi Italiani saremmo tutti bollati come ubriaconi da disintossicarsi.

Modificato da Syrus
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Il punto è che Kiavik usa il termine "otaku" in modo dispregiativo (come da originale) per etichettare quelli cui magari piace PenguinDrum, o K-on o quello che lui reputa merda (sui gusti non si discute, già sulla capacità di giudizio invece... ma qui si va su un altro piano del discorso).

Peccato che, ad usare quel termine con quel significato che si porta dietro, anche lui è perfettamente etichettabile come otaku, visto che si guarda chessò Madoka, Sac, Magnitudo 8.0 o altri anime, poco importa che possano avere, a torto o a ragione, una trama migliore, personaggi più curati o non avere il moeblob, tette e culi o elementi citazionistici.

Visto che non è la prima volta che Kiavik usa quella parola con intenti provocatori, credo sia giusto ricordargli che anche lui a questo punto è un otaku fatto e finito, soltanto che ancora non ne era consapevole.

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Più che altro mi sconvolge come in Giappone sia bastato un singolo squilibrato per bollare negativamente una categoria di persone facendo di tutta l'erba un fascio ( anche se probabilmente ci sono anche altri, fattori).

 

Beh, tieni conto che il fenomeno otaku era qualcosa di noto solo nelle grandi città. Per cui immaginati quando è uscita la notizia di quel pazzo e in tutto il Giappone hanno scoperto l'utilizzo della parola otaku legata a quei fatti.

 

Cmq guardate che per il senso comune giapponese, basta guardare anime dopo una certa età, andare al Comike e comprare modellini per essere considerati otaku, qualsiasi sia il suo significato.

 

Per cui se Kiavik andasse in Giappone a dire "mi piace Madoka Magica" tutti lo guarderebbero storto e penserebbero molto male di lui.

Se vado al mare in Giappone e vedono tutti i tatuaggi che ho probabilmente mi internano...

Ma io sono fiero di essere otaku...

 

Ma vah, ti portano rispetto e poi ti chiedono se hai ancora tutti e due i mignoli.

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Cmq guardate che per il senso comune giapponese, basta guardare anime dopo una certa età, andare al Comike e comprare modellini per essere considerati otaku, qualsiasi sia il suo significato.

 

Quando due miei amici giapponesi sono venuti ospiti a casa mia e hanno visto la mia collezione di manga, anime e figures penso che abbiano perso buona parte del rispetto che avevano per me^^

Scherzi a parte, sono stati davvero colpiti da quel che hanno visto. Gli ho spiegato che da noi non è come da loro, che mi considero un collezionista e non un otaku e che nessuno mi considera un malato da evitare (o meglio i miei che son malato me lo dicono:P). Visto che hanno capito e non è che da li in poi mi hanno evitato o si sono comportati diversamente con me, ma resta il fatto che sono stati a dir poco sorpresi da quello che hanno visto.

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A questo punto mi viene da pensare che sia dovuto proprio al caso miyazaki, oltre alla cattiva fama degli otaku in Giappone (magari non del tutto ingiustificata, considerando come sono i "veri" otaku ..), anche il fatto che chiunque si interessi di tali argomenti venga subito etichettato come otaku, perchè l'interesse per certe cose ormai viene automaticamente associato ad una personalità disturbata.

Ed infatti..

 

http://www.rockncomics.com/NewsCommets.php?id=1201&read=1

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Il punto è che Kiavik usa il termine "otaku" in modo dispregiativo (come da originale) per etichettare quelli cui magari piace PenguinDrum, o K-on o quello che lui reputa merda (sui gusti non si discute, già sulla capacità di giudizio invece... ma qui si va su un altro piano del discorso).

Peccato che, ad usare quel termine con quel significato che si porta dietro, anche lui è perfettamente etichettabile come otaku, visto che si guarda chessò Madoka, Sac, Magnitudo 8.0 o altri anime, poco importa che possano avere, a torto o a ragione, una trama migliore, personaggi più curati o non avere il moeblob, tette e culi o elementi citazionistici.

Visto che non è la prima volta che Kiavik usa quella parola con intenti provocatori, credo sia giusto ricordargli che anche lui a questo punto è un otaku fatto e finito, soltanto che ancora non ne era consapevole.

 

Ah ma allora era questo il problema? Ma guarda c'è stato un malinteso, mica mi riferivo a voi o intendevo denigrarvi. Dicendo "anime da otaku" intendevo anime da otaku giapponesi, non italiani (anche perché sono due cose completamente diverse).

Non sto insinuando che voi siate otaku perché vi guardate quella roba lì. Volevo solo dire che io provo ribrezzo per gli anime creati con in mente gli otaku, come quelli che ormai ho citato fin troppe volte, proprio perché generalmente favoriscono moeblob, fanservice etc etc ad una trama decente. Non so se mi sono spiegato.

Modificato da Kiavik
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Sapessi la fatica a spiegare ai giapponesi che lavoravano con me a Chiba che, nonostante amassi anime Gundam e company, avevo anche una vita sociale normale...

 

Ma allora che senso ha erigere un modellino di gundam scala 1:1 a Tokyo? E perchè attorno a questo modellino si riuniscono un esercito di persone?

 

Non è che alla fine SONO TUTTI otaku e non se ne rendono conto solo perchè la società gli fa il lavaggio del cervello? Mi sorprende leggere gli esempi dei colleghi di kevin o gli amici di jeadh. Nell'era della globalizzazione la società giapponese riesce ancora a fare muro e barriera contro gli stimoli esterni... E non parliamo certo dell'ingenua vecchina che annaffia i fiori.

 

E' come se venissi bollato come "sadico torturatore" solo perchè adoro la saga di "24" e la società decidesse di punto in bianco che è un telfilm per gente violenta.

 

beh pensandoci bene... Non è quello che è successo con Dylan Dog? XD XD

 

 

(Tratto dall'articolo)

Un'altra donna era disgustata dall'aver scoperto che il marito (di 26 anni) è un fan delle Pretty Cure. Insomma, pare che i pregiudizi su chi segue gli anime anche da adulto siano molto radicati anche in Giappone...

 

Ecco, sulle donne bisognerebbe fare discorso a parte. ( A parte che... Seriamente... Ma cosa te lo sei spostato a fare se non sai neppure quali sono i suoi gusti?)

 

Le donne hanno "l'adorabile" abitudine di sparare facili giudizi sulla "presunta maturità" degli uomini, quando loro per prime rifiutano qualsiasi forma di responsabilità ( dimostrando che nei "fatti veri e propri" , non in cazzatine come guardarsi un cartone, forse non sono nella posizione per poter giudicare qualcuno) .

 

Ovviamente senza fare di tutta l'erba un fascio.

 

 

Probabilmente dirò una cazzata... Ma io ho l'impressione che l'accettazione delle donne da parte di alcuni tipi di comportamento sia ( nel bene o nel male) uno step fondamentale per lo sdoganamento di una certa cultura.

Nel momento che le donne entrano a far parte della cerchia ( al di là che questo sia un bene o un male per qualità dei prodotti) , oltre ad aumentare il campione statistico cambia anche il modo di percepirsi a vicenda.

Modificato da Syrus
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Mah, non so, scusate se mi permetto di abbassare un pò il livello di serietà della discussione con tale esempio.

Ora come ora mi sovviene il personaggio di Ryusei Date, di SRW OG: ha 18 anni e bada alla madre malata. Dovrebbe essere già un ometto fatto e finito. Ma cosa faceva prima di diventare un membro del team SRX? Impiegava gran parte del suo tempo a giocare coi simulatori di robottoni, partecipando addirittura a fior di tornei e soprattutto comprava SoC a pacchi, per di più di fronte alla sua prima innamorata (Kusuha).

Ryusei è un otaku, pochi cazzi, eppure qualcuno dei personaggi glielo ha mai rinfacciato per emarginarlo? Non mi sembra. Poi, certo, un'analisi più maliziosa potrebbe portare a pensare che tutto ciò è un'idealizzazione di un otaku fatta da altri otaku, perchè nella real life un otaku non è un figo come Ryusei (perchè a modo suo lui lo è) ecc ecc... Non ne usciamo più.

Quello che penso è che quando in Giappone, essendo esso un Paese con tasso di criminalità molto basso (non so se ancora il più basso), succedono casi come quello dell'Aum Shinrikyo nel '95 o quello più recente di Miyazaki avvenga un'amplificazione che trova molta più risonanza rispetto agli altri Paesi in cui pedofili e (wannabe) assassini sguazzano allegramente.

Il punto è che i giapponesi hanno comportamenti ancora pesantemente codificati, ma hanno anche un'ironia particolare. Tenendo bene a mente questa loro peculiare alchimia, sono portato sempre più a pensare che i giappi sugli otaku ci ridono sopra (di certo non lo fanno su casi ben più gravi), soltanto che a noi gaijin sembra che li guardino con disprezzo e raccapriccio. Gli anime sono pieni di personaggi otaku, però non ricordo che qualcuno di loro venga trattato o voglia vivere come un'emarginato, al massimo vengono presentati come personaggi eccentrici. Possibile che tutte queste rappresentazioni siano tutti "abbellimenti" della finzione animata rispetto alla realtà?

In conclusione, io proverei più perplessità (ma proprio nel peggiore dei casi) per un giapponese di vent'anni che va in giro coi capelli biondi e le lentine azzurre, piuttosto che per un occidentale trentenne che si compra l'edizione pornolusso di Madoka Magica.

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