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Anime, per bambini, adulti (o Otaku?)


Shito

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Shuji, si vede che io e te concepiamo il dialogo in maniera diversa. Credo sia chiaro. Io concepisco il dialogo come il confrontarsi di due persone ognuna delle quali pensa che la propria opinione sia giusta, e indi implicitamente pensa che quelle di tutti gli altri che divergano dalla sua siano sbagliate, sino a che non viene convinto del contrario.

 

Perfetto.

 

In letteratura c'è tipicamente la letteratura per l'infanzia, che copre sia gli infanti, sia i bambini, sia i ragazzini, sia i ragazzi, mi pare. Credo che il genere 'fantasy' rientri -e giustamente- in detto insieme.

 

Come no.

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Kokomi: sì, ho smesso di risponderti. In genere quando lo faccio non metto avvisi e bandiere, perché non è rivendicazione. :-)

OK, quando vorrai spiegare il perché si tira in ballo la "natura" quando si parla di bambinate per adulti, sto qui...

Sempre che tu sappia spiegarlo...

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Per l'ultimo argomento citato, mi permetto di suggerire/approfondire su:

 

Herman Northrop Frye - Anatomia della critica (Einaudi), The Educated Imagination, The Secular Scripture (questi due se esistono in italiano, non ne ho idea)

Gerard Genette - Figure 1-2-3(4-5 mi risulta ancora non tradotto) (Einaudi) - Introduzione all'architesto (Pratiche).

Tzvetan Todorov - Introduzione ala letteratura fantastica (Laterza) - I formalisti russi (Einaudi) - La letteratura in pericolo (Garzanti)

(E questo dovrebbe piacere molto a qualcuno, direi, a me permette di vanificare una certa critica a prescindere.)

 

e poi perche' no; Voza Pasquale - La meta-scrittura dell'ultimo Pasolini. Tra "crisi cosmica" e bio-potere.

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Per l'ultimo argomento citato, mi permetto di suggerire/approfondire su:

 

Herman Northrop Frye - Anatomia della critica (Einaudi), The Educated Imagination, The Secular Scripture (questi due se esistono in italiano, non ne ho idea)

Gerard Genette - Figure 1-2-3(4-5 mi risulta ancora non tradotto) (Einaudi) - Introduzione all'architesto (Pratiche).

Tzvetan Todorov - Introduzione ala letteratura fantastica (Laterza) - I formalisti russi (Einaudi) - La letteratura in pericolo (Garzanti)

(E questo dovrebbe piacere molto a qualcuno, direi, a me permette di vanificare una certa critica a prescindere.)

 

e poi perche' no; Voza Pasquale - La meta-scrittura dell'ultimo Pasolini. Tra "crisi cosmica" e bio-potere.

 

Shuji... ehm come dire.... mi viene male solo a leggere i titoli....

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Libri che trattano di libri, cosa c'è di più otaku e immaturo?

 

Comunque shito ha ragione, la letteratura è fondamentalmente evasione, come la filosofia (che altro non è che una branca della letteratura, nè più nè meno di fantasy, horror o sci-fi), e quindi è rivolta ad un pubblico infantile.

L'unica forma letteraria "per adulti" è la divulgazione scientifica e la gazzetta.

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Comunque shito ha ragione, la letteratura è fondamentalmente evasione, come la filosofia (che altro non è che una branca della letteratura, nè più nè meno di fantasy, horror o sci-fi), e quindi è rivolta ad un pubblico infantile.

 

Quindi mi stai dicendo che quando leggo un romanzo di Chandler o Spillane stò leggendo un libro per bambini ?

Salute.

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Shito, immaginavo una risposta simile, e ti dirò... concordo. Non so sul gioco di Peach, ma in fondo mi diverto di più col Super Hang-On appena uscito nel tentare di battere i record degli otaku nipponici (e piano piano ce la posso fare) piuttosto che giocare a qualche roba adulta solo per la presenza di sangue. Ok Assassin's Creed che ha un suo contesto particolare, ok Brutal Legend... ma vedere delle meccaniche trite e ritrite sporcate dal gore e da una trama fantasy messa male mi deprime.

 

 

Però permettimi di dissentire sull'animazione, perchè sarà vero che ci sono molte opere finte infantili, ma Honneamise e GITS mi sembrano di tutt'altro calibro, insomma, penso che sia proprio il mezzo di comunicazione che si sottovaluta, per continuare a far contenta la nicchia che li mantiene. In fondo, non era Tomino che disse che si è passato da sceneggiatori che leggevano di tutto e volevano comunicare il loro messaggio ai bambini a fan di quelle opere che seguono solo il proprio autocompiacimento prendendo come unico riferimento solo la propria nicchia?

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Libri che trattano di libri, cosa c'è di più otaku e immaturo?

 

Comunque shito ha ragione, la letteratura è fondamentalmente evasione, come la filosofia (che altro non è che una branca della letteratura, nè più nè meno di fantasy, horror o sci-fi), e quindi è rivolta ad un pubblico infantile.

L'unica forma letteraria "per adulti" è la divulgazione scientifica e la gazzetta.

 

A dire il vero la divulgazione scientifica è roba che tantissimi ragazzini apprezzano e c'è un mercato specializzato. Certo, non sarà fatta bene, ma considerato che Focus è una rivista scientifica "vera", fai te. :albopanini:

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Però permettimi di dissentire sull'animazione, perchè sarà vero che ci sono molte opere finte infantili, ma Honneamise e GITS mi sembrano di tutt'altro calibro, insomma, penso che sia proprio il mezzo di comunicazione che si sottovaluta, per continuare a far contenta la nicchia che li mantiene. In fondo, non era Tomino che disse che si è passato da sceneggiatori che leggevano di tutto e volevano comunicare il loro messaggio ai bambini a fan di quelle opere che seguono solo il proprio autocompiacimento prendendo come unico riferimento solo la propria nicchia?

Il fatto è, da quel che ho capito, che Shito considera l'animazione come mezzo esclusivamente infantile, e quindi, qualsiasi prodotto realizzato per essa è di natura infantile , allora va bene ( perchè sincera) mentre qualsiasi altro intento sofisticato e adulto è una stortura, è sporca, berluscona e chi più ne ha più ne metta.

Una sorta di Marshal MC Luhan e il suo" il mezzo è il messaggio" , in pratica.

Modificato da Zio Sam
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Direi che questa volta zio hai colto in pieno il problema, Shito se ne fotte del contenuto lui ha stabilito che un certo mezzo espressivo è rivolto ai bambini (ovviamente negherà sostenendo che semplicemente deve essere così per sua natura :giggle: ) quindi se lo usi stai facendo una bambinata e se provi a rivolgerti agli adulti allora ti stai solo autoingannando perché quelli non sono veri adulti ma bambini mai cresciuti

 

Disocorso che come ha ricordato giustamente Shuji riprende da capo sempre uguale tutte le santissime volte motivo per cui ormai mi son talmente rotto i coglioni che mi limito a leggere e ridere delle sue minchiate, tanto non serve a una mazza rispondergli

Modificato da Alex Halman
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Wow, è fico se faccio ridere. C'è gente che deve pagare dei buffoni per riuscire a ridere, invece qui è tutto gratis. :-)

 

RyoGO: se inverti la logica, il mezzo di comunicazione (anime) non si 'sottovaluta' in quanto viene talora usato per veicolare contenuti non rivolti ai più giovani, piuttosto io direi che lo si 'abusa', in qualche modo. Per questo dicevo che "un anime per adulti" è in qualche modo deforme sin da principio, sin dalla sua concezione.

 

L'animazione è un mezzo narrativo grafico e fantasioso, che nasce per affascinare un certo tipo di mente giovanile con la rapprentazione animata di cose fantasiose. Vi siete mai chiesti perché proprio la CG, ovvero le sue potenzialità, stiano rimbambendo il cinema (live.action)? Ecco. Credo che un adulto dovrebbe sapersi affacciare a certe tematiche senza bisogno di avere il bicchiere d'assenzio orlato del miele dei robottoni che si menano, o che. La fantasia rende attraente la narrazione per il giovinetto, che così sarebbe portato a suggerne il significato metaforico, allegorico, quant'altro. Funziona così almeno dai tempi di Esopo. Del resto, alla fine le storie umane parlano di cose umane, e il livello trasfigurativo di quelle dovrebbe essere dimensionato all'età del pubblico a cui la comunicazione si rivolge.

 

Ci tengo a dire, anzi a ripetere, che mai e poi mai ho intesto "cosa per bambini = stupida". E' pressoché vero il contrario, dato che proprio i bambini sono ancora quelli col cervello vivo, che capiscono e imparano e apprendono e ragionano. Gli adulti sono già sclerotizzati. Da questo punto di vista, infatti, le favole sono le storie più "significative" (significanti) di sempre. Più archetipali. E sempre da questo punto di vista, ha ragione Ryoga nel dire che tutta la letteratura, tutta l'arte, è sotto sotto un 'gioco di bambini'. E' vero. E' il lusso dell'adulto che può permettersi di vivere ancora degli idealismi, delle teorie, delle passioni intellettuali della giovinezza, che nulla hanno a che fare con l'adultità pratica, terrano di compromesso e grettitudine.

 

Alla fine, io per primo mi ritengo un 'viziato', e in questo un bambino recalcitrante alla crescita. Solo, cerco di essere 'viziato' senza dover per questo restare così indietro da riscoprimi 'ritardato'. E' questo l'equilibrio (l'antitesi) alla ricerca del quale mi muovo, su molti piani paralleli di indagine e analisi e autoanalisi.

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In altre parole, signori, Omero e chi lo ascoltava, erano dei ritardati.

 

Comunque ogni decennio c'ha chi parla male degli effetti speciali di quel decennio, e di come questi rendano il cinema da cretini. In effetti, pensarle che sia il mezzo tecnico a farlo, è da cretini.

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In altre parole, signori, Omero e chi lo ascoltava, erano dei ritardati.

 

 

oggi mi viene a trovare un amico e mi fa, oh ieri ho accompagnato la mia ragazza a dare un esame. Davvero in facoltà c'è un aria strana, mi sentivo a disagio, mi sembrava di stare non nella vita vera, ma tipo nel paese dei puffi.

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Shito, ho parlato di animazione come "mezzo espressivo autolimitante" e te ne esci con la storia dei robot e di altri elementi fantastici per giustificare il tuo punto di vista.

Quindi, se ho capito bene, ogni rappresentazione del fantastico è solo un modo per attirare il bambino (vero o adulto ritardato) verso delle tematiche che non hanno bisogno di tali elementi nell'età adulta? Eppure, ci sono anime che non parlano di elementi fantastici, come Una Tomba per le Lucciole...

 

E continuo a sperare in una fiction su Giant Killing...

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Libri che trattano di libri, cosa c'è di più otaku e immaturo?

 

Comunque shito ha ragione, la letteratura è fondamentalmente evasione, come la filosofia (che altro non è che una branca della letteratura, nè più nè meno di fantasy, horror o sci-fi), e quindi è rivolta ad un pubblico infantile.

L'unica forma letteraria "per adulti" è la divulgazione scientifica e la gazzetta.

 

A dire il vero la divulgazione scientifica è roba che tantissimi ragazzini apprezzano e c'è un mercato specializzato. Certo, non sarà fatta bene, ma considerato che Focus è una rivista scientifica "vera", fai te. :albopanini:

 

Sono bambini che si credono adulti e quindi vivono fuori dal loro tempo senza seguire il normale processo di crescita, crescendo diventeranno dei ritardati sociopatici incapaci di farsi una famiglia.

Degli ingegneri in sostanza.

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RyOGo: sì, hai capito correttamente il mio pensiero. Ci sono ovviamente delle eccezioni, e La Tomba delle Lucciole è tra queste. Volendo, anche il recentissimo Dalla Collina dei Papaveri lo è. Quelli sono film 'per tutti', o 'per la famiglia'. Parliamo di Takahata e del suo discepolo. Non a caso, in Giappone chi va al cinema a vedere qui film non è considerato un otaku.

 

Ryoga: sto seriamente diventando un tuo fan.

Modificato da Shito
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Ryoga: sto seriamente diventando un tuo fan.

 

Ehm, mi sbaglierò, ma mi pare che Ryoga sia ironico..

Comunque, anche se non è vero che "cosa per bambini = stupida", è vero invece che "cosa per bambini = ingenua", quindi inappagante per una mente più sofisticata di quella di un bambino..

E poi c'è poco da fare: i (ad esempio..) romanzi cavallereschi medievali non sono mai stati considerati "letteratura per l'infanzia" nonostante siano con ogni evidenza opere di "genere fantastico", e cosa sono le parabole del Vangelo se non "fiabe per adulti"?

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Ma qui si dicono un sacco di banalità e luoghi comuni, come quella dei bambini che sono più saggi degli adulti e che tutto quello rivolto a loro sia più intelligente di quello rivolto "ai grandi" ( si certo, come no).

 

Ci tengo a dire, anzi a ripetere, che mai e poi mai ho intesto "cosa per bambini = stupida". E' pressoché vero il contrario, dato che proprio i bambini sono ancora quelli col cervello vivo, che capiscono e imparano e apprendono e ragionano. Gli adulti sono già sclerotizzati. Da questo punto di vista, infatti, le favole sono le storie più "significative" (significanti) di sempre.

Le fiabe non sono nate coem racconti per bambini.

Erano storie che si raccontavano davanti al fuoco quando la gente non aveva di meglio da fare la sera.

Che le sentissero anche i bambini, rapiti, è una coincidenza.

Tanto che molte fiabe, nei secoli, sono state censurate, ed edulcorate per farle fruire ai bambini .

Ma ciò non significa che siano state pensate inizialmente per esse.

Che poi non è che trovi infamante dire " questo è per ragazzi/bambini" e questo "invece è per adulti".

Ma diamo a Cesare ciò che è di Cesare.

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Le fiabe non sono nate coem racconti per bambini.

Erano storie che si raccontavano davanti al fuoco quando la gente non aveva di meglio da fare la sera.

Che le sentissero anche i bambini, rapiti, è una coincidenza.

Tanto che molte fiabe, nei secoli, sono state censurate, ed edulcorate per farle fruire ai bambini .

Ma ciò non significa che siano state pensate inizialmente per esse.

 

Beh, si, su questo non c'è dubbio: anche i Grimm censurarono gli elementi sessuali spesso presenti nelle fiabe da loro raccolte, ma lasciarono tutta la violenza e il terrore (quelli ci pensò Disney ad eliminarli del tutto nei suoi "adattamenti" che poi si imposero nell'immaginario collettivo odierno..).

Modificato da EYMERICH
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Meraviglioso :pfff:

 

Dopodiche' passo io per completare la trollata.

Non credo di essere stato particolarmente str*nzo pero', visto che un 'avvertimento' ben poco velato c'era e chi ha voluto intendere ha inteso.

 

Comunque.

Nei testi che suggerivo per approfondire il tema della narrativa (lista pur minima ma comunque significativa):

 

 

Herman Northrop Frye - Anatomia della critica (Einaudi), The Educated Imagination, The Secular Scripture (questi due se esistono in italiano, non ne ho idea)

Gerard Genette - Figure 1-2-3(4-5 mi risulta ancora non tradotto) (Einaudi) - Introduzione all'architesto (Pratiche).

Tzvetan Todorov - Introduzione ala letteratura fantastica (Laterza) - I formalisti russi (Einaudi) - La letteratura in pericolo (Garzanti)

(E questo dovrebbe piacere molto a qualcuno, direi, a me permette di vanificare una certa critica a prescindere.)

 

e poi perche' no; Voza Pasquale - La meta-scrittura dell'ultimo Pasolini. Tra "crisi cosmica" e bio-potere.

 

c'e' appunto la figura di Tzvetan Todorov.

Chi e' costui (lo prendo dal primo risultato su google che non ho voglia di scrivere/trascrivere):

 

 

Cvetan (o Tzvetan) Todorov (in bulgaro Цветан Тодоров[?]; Sofia, 1939) è un filosofo e saggista bulgaro.

 

Dopo il diploma, nel 1963, si è trasferito a Parigi, dove ha studiato filosofia del linguaggio con Roland Barthes. Nel 1967-1968 ha insegnato alla Yale University ed è diventato ricercatore presso il Centro Nazionale della Ricerca Scientifica di Parigi (CNRS).

 

Dal 1983 al 1987 ha diretto il Centro di Ricerca sulle Arti e il Linguaggio (CRAL) di Parigi.

 

Dopo i primi lavori di critica letteraria sulla poetica dei formalisti russi, si è occupato di filosofia del linguaggio, disciplina che Todorov concepisce come parte della semiotica. Dagli anni ottanta ha svolto ricerche di tipo filosofico-antropologico come La conquista dell'America (1984) e Noi e gli altri (1989).

 

Si è poi occupato del ruolo del singolo e della sua responsabilità nella storia. I suoi interessi storici si sono concentrati su temi cruciali come la conquista dell'America e i campi di concentramento nazisti e stalinisti.

 

Ha pubblicato Le morali della storia (1991), Di fronte all'estremo (1992), una riflessione intensa sulle vittime dei lager e dei gulag, e Una tragedia vissuta (1995).

 

Le altre sue opere comprendono una ricerca sulle ragioni della socialità dell'uomo, La vita comune (1995), Le jardin imparfait (1998), un saggio sui totalitarismi, Memoria del male, tentazione del bene (2000) e Il nuovo disordine mondiale (2003).

È stato visiting professor di numerose università, tra cui Harvard, Yale, Columbia e la University of California, Berkeley.

I suoi riconoscimenti comprendono la Medaglia di Bronzo del CNRS, il premio Charles Lévêque dell'Accademia Francese di Scienze Morali e Politiche, il primo premio Maugean dell'Académie Française e il Premio Nonino; è anche ufficiale dell'Ordine delle arti e delle lettere.

 

Voi direte, ed ecco la' la solita figura del Professore e del Critico ad oltranza, in pratica tutto quello che 'qualcuno' non sopporta fin nel profondo del proprio essere.

 

C'e' solo un piccolo problema.

 

Chi critica tanto la critica e spara ad alzo zero sulla narrativa (e Todorov ha avuto ben il merito, non unico, di redigere un corpus essenziale dei formalisti russi, passando per Propp et similia, ben chiarendo anche elementi precipui della letteratura fantastica) incorre in un problema di fondo; critica per criticare, ma in realta' non ha idea di cosa stia parlando.

 

Perche'?

 

Prendiamo la sinossi di un libro:

 

 

Questo piccolo e sferzante saggio, il trentacinquesimo nella lunga carriera di uno degli intellettuali europei più autorevoli, prende di mira l'insegnamento scolastico della letteratura, che anziché accostare i testi si ferma alle metodologie interpretative, e in generale la critica letteraria, che privilegia testi autoreferenziali e di scarso interesse per il pubblico più vasto dei lettori. Insomma, la letteratura moderna sarebbe stata inaridita dai tecnici della materia e soffrirebbe oggi di un distacco con il mondo reale. E tempo, dunque, di restituire alla letteratura la sua funzione, ovvero quella di offrire ai lettori un senso alla loro esistenza. Contro i professori, gli scrittori che scrivono solo di sé e i critici che predicano una letteratura autoreferenziale e che insegna solo la disperazione, devono sollevarsi i lettori comuni, che continuano a cercare nei libri la possibilità di riflettere sulla propria vita e sulle proprie esperienze.

 

In estrema sintesi questo e' parte del pensiero di Tzvetan Todorov.

(il libro: Tzvetan Todorov - La letteratura in pericolo (Garzanti))

 

Qualcuno che ha ben scritto molti saggi riguardanti la letteratura (fantastica o meno), che ha ben esposto determinate tematiche tanto da averne fatto manuali di critica (e che con Genette e' uno dei due piu' importanti divulgatori a riguardo).

 

Sentite per caso l'eco delle parole di altri?

Unica differenza: Todorov sa di cosa sta parlando.

 

Penultima cosa, non e' l'unico critico su queste posizioni.

 

Ultima cosa, farsi delle idee personali su determinati argomenti e' sicuramente bello.

Ma queste non hanno di per se' valore 'erga omnes'.

Se non si conoscono correttamente i giusti contesti.

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Ryoga: sto seriamente diventando un tuo fan.

 

Ehm, mi sbaglierò, ma mi pare che Ryoga sia ironico..

Comunque, anche se non è vero che "cosa per bambini = stupida", è vero invece che "cosa per bambini = ingenua", quindi inappagante per una mente più sofisticata di quella di un bambino..

E poi c'è poco da fare: i (ad esempio..) romanzi cavallereschi medievali non sono mai stati considerati "letteratura per l'infanzia" nonostante siano con ogni evidenza opere di "genere fantastico", e cosa sono le parabole del Vangelo se non "fiabe per adulti"?

 

Sono fan di Ryoga anche e soprattutto perché lui capisce, non concorda, e fa ironia strutturale dimostrando solo la sua comprensione delle cose. E' una figata. :-)

 

Shuji: anche il tuo ultimo post è una (diversa) figata, ma quale trollata? :-)

Non sei stato né sei stronzo neppure un po', nel mio libro, a questa pagina. ^^

 

Sentite per caso l'eco delle parole di altri?

Unica differenza: Todorov sa di cosa sta parlando.

 

Penultima cosa, non e' l'unico critico su queste posizioni.

 

Ultima cosa, farsi delle idee personali su determinati argomenti e' sicuramente bello.

Ma queste non hanno di per se' valore 'erga omnes'.

Se non si conoscono correttamente i giusti contesti.

 

Se ti riferisci a me, dunque, o sono un genio, visto che per *combinazione* sostengo quanto sostiene l'intelletuale supremo che citi, oppure si vede che ne capisco abbastanza da dire le stesse cose che dice lui senza averli mai letto, e quindi per altre vie so pure io di cosa sto parlando? :-) Fico. (now *this* is trolling, huh?)

 

Le ultime tre righe che hai scritto le trovo in contraddizione tra loro *e* in contraddizione con tutto il resto del discorso, ma capisco il senso generale di quello che dici e, in linea di massima, lo condivido anche.

 

BTW: il fatto che io creda pervicacemente, ostinatamente e 'sensualmente' in ciò che predico *non* vuol dire che io abbia mai avuto alcuna pretesa di originalità del mio pensiero, ci mancherebbe. A ricercare quella ci penserà qualche perditempo dopo la mia morte, e quel perditempo non sarà in grado di 'sentire' nulla del mio pensiero. :D

Modificato da Shito
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:rotfl:

 

proprio li' lo volevo, era ovvio; a parte il fatto che non adoro nessuno (ma che riconosco l'importanza concreta di quanto qualcuno afferma ove la vedo), veramente ti stai infilando in un cul de sac in cui:

 

1) da un lato 'critichi la critica', dall'altro dici alcune cose simili alla critica stessa

2) da un lato critichi i 'professori', dall'altro uno di questi che critichi dice alcune cose che tu affermi

3) da un lato pensi e credi che esista un 'unicum' critico, una galassia critica unica, mentre dall'altro ti si mostra che esistono tanti punti di vista quasi quanti sono i critici stessi

4) da un lato critichi il loro lavoro, spesso definendolo inutile e inconsistente sulla letteratura, dall'altro sei contento e garrulo di essere arrivato in parte ad alcune loro convinzioni che sono basate su quanto personalmente, diciamo cosi', disprezzi?

 

p.s.

la mia precedente e' una esposizione sequenziale e pure banale dei fatti, cerca piuttosto di trovare un punto di incontro se vuoi tra cio' che la realta' che critichi, e il fatto che tale realta' si critica gia' da tempo, senza necessita' di qualcuno che la critica, dicendo le sue stesse cose.

:lolla:

 

p.s2.

quando ti capita rileggi bene gli altri commenti :giggle:

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1) Io non ho mai criticato la critica punto, ho sempre criticato un certo tipo di critica, che definisco 'accademica', 'ipertrofica' e 'ridondante'. Nefasta. Sono pur certo che altri, prima di me, abbiano espresso questa stessa meta-critica in maniera ben più efficace, documentata, e intellegente della mia.

 

2) Io non ho mai criticato la docenza punto, ho sempre criticato un certo tipo di docenza accademica contemporanea, che definisco 'sterile', 'autoreferenziata' e 'arida'. Nefasta. Sono pur certo che altri, prima di me, abbiano espresso questa stessa critica in maniera ben più efficace, documentata, e intellegente della mia.

 

3) No, non ho mai pensato che esista un unicum critico, come credo si evinca dai punti 1) e 2). Credo che tuttavia che esista una certa vague maggioritaria, diciamo, endemica nel tempo e nello spazio. Senza pensare alle puttanate tipo The Dead Poets Society credo che la vague maggioritaria di questo particulare (la U è guicciardiniana) spazio-temporale sia perlopià deprecabile.

 

4) Avevo scritto 'questo sì che è trollare' in calce al mio precedente commento (e non è un edit di adesso). Non sono garrulo nello scoprire che altre persone abbiano già pensato qualcosa che io ho pensato (trollavo). In effeti la cosa mi è indifferente. Non cerco puntelli. Non mi da maggiore fiducia nel mio pensiero. Solo, è naturale scontato ovvio banale che sia così, e quindi trollavo. Non esiste, nell'anno 2012 d.C., qualcosa come un pensiero umano originale.

 

p.s.

Sono altresì convinto che nessun pensiero umano sia 'necessario'. Non può esserlo. Il pensiero umano al massimo, per me può essere onesto perché sincero perché passionale, e così vivificato.

 

p.s.2

Vedrò di farlo, se dici che potrebbe essermi necessario. La quantità e la tipologia di smiley nel tuo post però non depone a favore della bontà del tuo consiglio.

Modificato da Shito
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