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Di sottotitoli e di doppiaggi


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Uh, dici che per un giapponese sentir dire "hime neesama"  non faccia "sorridere"? Che non suoni strano? O addirittura che non faccia cagare? Ne sei certo? Da dove ti è venuta l'idea che per l'appunto suoni bene in giapponese? Giusto per chiedere eh, perchè effettivamente non ho mai pensato a chiedere ad un giapponese come reagisse a quell'appellativo. Magari appena avrò l'occasione mi informerò anch'io.

 

Scusa, ma se dici così,  non hai capito molto il modo di sentire e relazionarsi con gli altri dei giapponesi.

Modificato da Dio Sam
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Certo perchè normalmente i giapponesi usano il termine "hime" nella loro vita quotidiana per riferirsi a qualcuno...

Quello che al solito non ha capito nulla, manco a dirlo, è sempre lo Zio.

Parlando così dimostri ancora di più di non sapere nulla .

Se no avresti già capito cosa intendeva dire Miyazaki con quel " sorella principessa" e che può essere capito davvero solo da un giapponese.

Modificato da Dio Sam
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faccio l'esempio della lancia a 3 punte invece di tridente nel manga di Saint Seiya.

Quello era un errore, non una scelta di adattamento. Come anche spada corta d'oro.Poi finchè una traduzione è corretta, anche se non ti piace almeno è corretta.

Non lo sapevo! Lo detto che non sono un'esperto. Allora il lavoro dei Kappa è stato peggiore di quello che pensavo. Comunque ritengo che una traduzione corretta se poi risulta inascoltabile o ridicola vada rivista, ma ripeto è una mia opinione.

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Hime-neesama suonera bene in giapponese, ma noi siamo in Italia però! E la sua traduzione letterale fa semplicemente c....e!

 

e 'sticazzi?

Ma almeno dai una possibile altra versione, eh.

Sinceramente, preferisco una traduzione quasi letterale(o similia)a quella a senso, dove il traduttore/adattatore di turno reinterpreta per te il pensiero del regista(perché quello fa, imho).

Che suoni male, fa niente.

 

Quoto

Non sono un traduttore. Pero a mio modesto parere bisogna sempre adattare un'opera. Una traduzione letterale è nociva, faccio l'esempio della lancia a 3 punte invece di tridente nel manga di Saint Seiya.

 

Quella non era letterale era cannata...

 

faccio l'esempio della lancia a 3 punte invece di tridente nel manga di Saint Seiya.

Quello era un errore, non una scelta di adattamento. Come anche spada corta d'oro.

Poi finchè una traduzione è corretta, anche se non ti piace almeno è corretta.

 

 

Esatto

La mia è solo l'opinione di un possibile acquirente, a voi piace a me no! Tutto qui.

 

No tu hai cominciato già con la lagna del "siamo in Italia così fa cagare" come se fosse un assoluto e non solo una tua impressione, cosa ben diversa, se a te non piace amen, anche a me non fa impazzire ma una traduzione migliore non mi pare ci sia... a meno di non rendere neesama con signorina (mi pare lo si rende anche così) e verrebbe "signorina principessa"... il che forse è ancora più strano, in fondo son bambine che parlano quindi meglio tenere "sorellona"

Non lo sapevo! Lo detto che non sono un'esperto. Allora il lavoro dei Kappa è stato peggiore di quello che pensavo. Comunque ritengo che una traduzione corretta se poi risulta inascoltabile o ridicola vada rivista, ma ripeto è una mia opinione.

 

Come fai a stabilire che una traduzione è ridicola in assoluto? fai un sondaggio? quello che lo è per te magari non lo è per me, quindi? che si fa?

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Tralasciamo che una traduzione, fintanto che è corretta, non può essere ridicola, perché sarebbe ridicolo anche il testo originale a quel punto lol 

 

Choco tu ragioni logicamente, ma ti dimentichi che in Italia è molto diffusa l'idea che il nostro doppiaggio migliori l'originale. Ed è difficile ragionare con soggetti che prendono in considerazione certi presupposti.

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Tralasciamo che una traduzione, fintanto che è corretta, non può essere ridicola, perché sarebbe ridicolo anche il testo originale a quel punto lol 

 

Choco tu ragioni logicamente, ma ti dimentichi che in Italia è molto diffusa l'idea che il nostro doppiaggio migliori l'originale. Ed è difficile ragionare con soggetti che prendono in considerazione certi presupposti.

 

 

Non puoi far niente se una scimmia ignorante vuol restare scimmia ignorante. Come dicevo: lascia che si mangi la sua banana avariata tranquilla e beata.

 

Alla fine comunque la storia è sempre quella: c'è chi si arroga il diritto di decidere a proprio gusto cosa va bene e cosa no il tutto con l'aggravante di sparare per partito preso senza preoccuparsi di informarsi. Ignoranza all'ennesima potenza.

 

In primis, non sta al traduttore\adattatore o presunto tale decidere cosa e come può fare effetto su chi, perchè gli esseri umani non sono macchine e di conseguenza non hanno le stesse reazioni di fronte alle cose: ciò che per me può essere ridicolo può non esserlo per qualcun altro. Quindi che qualcosa faccia ca**re o meno è un problema esclusivamente del singolo e non può oggettivamente deciderlo l'adattatore\traduttore o presunto tale (e ce n'è di presunti tale in Italia): chi deve deciderlo è solo l'utente finale che se appassionato (perchè nostalgici e girellari in questo discorso non hanno posto) ha il diritto di guardarsela così come l'autore l'ha proposta, ovviamente nei limiti della compatibilità linguistica (Seiya in giapponese vorrà pure dire freccia delle stelle ed è quello che il giapponese magari percepisce e magari l'autore voleva dire, non si sa anche perchè Seiya è un nome comune in Giappone e potrebbe averlo chiamato così per il piacere del suono, ma renderlo in italiano corretto mantenendo il senso in un doppiaggio è quasi impossibile ergo può essere considerato corretto mantenerlo tale, senza considerare che è mischiato con altri nomi comunissimi come Shun, Saori e Ikki, ma fondamentalmente ha una doppia valenza che in italiano è difficile replicare, devi scegliere) e decidere se quello che vede gli sembra ridicolo o meno. Deve essere posto in condizione di decidere da sè, senza la "benemerenza" dall'alto di soggettoni che pensano che sia meglio così arrivando a snaturare dialoghi e personalità dall'alto del loro scranno o della loro tastiera. Poi sarò io a decidere se Hitomi Kanzaki che si inchina e prega il senpai Amano (chiamandolo senpai magari) sta parlando in modo ridicolo adottando quell'espressione linguistica (il "pregare di concedere") o si sta comportando in modo ridicolo adottando quell'atteggiamento.

Il traduttore\adattatore o presunto tale deve rimanere il più possibile neutro. Non ha diritto di imporre il suo gusto, sia esso melodico, scazzodico o peggio ancora, sull'opera, in primis perchè non è roba sua e in secundis perchè sta mancando di rispetto (magari anche inavvertitamente, per carità) al mio diritto di giudicare da solo quel che mi viene proposto: l'unico diritto che ha è di trovare un compromesso non troppo dannoso con l'originale ove questo si renda necessario per via della compatibilità linguistica di cui sopra.

Che poi il risultato possa farmi ca***e è relativo, perchè io ho davanti l'opera così com'è concepita, ergo a farmi cagare è l'opera stessa (magari anche giustamente). Ma sono io a dover decidere e non è per venire incontro alle mie presunte facoltà mentali (così come concepite dall'adattatore magari perchè tarato su gente molto meno aperta di me) che ci si deve permettere di smanacciare e inventare nomi o designazioni a caso.

 

Anche perchè, detto brutalmente, non sono io il destinatario dell'opera. L'opera è destinata ad un pubblico giapponese, ergo può capitare (vedasi il caso precedente di Hitomi) che un certo atteggiamento mi paia cretino o esagerato. Magari a un giapponese non è così.

Che fai, ti reinventi la scena e cambi le parole per farmelo sembrare più affine, magari perchè mi ritieni troppo stupido? No, perchè non è tuo diritto, o tu traduttore\adattatore o presunto tale. Questa è un'opera giapponese, non italiana nè deve essere tramutata in una via di mezzo giappidiotica per venire incontro a non si capisce bene cosa. Mi sembra strano? Mi sembra diverso? Bene così. Perchè SIAMO diversi dai giapponesi come tradizioni\modi\salcazzo, quindi è perfettamente NORMALE che mi qualcosa mi sembri strano mentre magari ad un giapponese no.

Starà a me decidere se voglio rifiutare in modo ottuso ciò che non mi sembra "affine" (ma allora che cacchio stai guardando a fare anime? Guardati le Winx che sono italiane) oppure abituarmi alla diversità rendendomi conto che quella che mi sta venendo proposta è un'opera destinata ad altri.

Questo ovviamente rendendosi conto di altri due passaggi, ovvero che:

 

A) alla fine è un falso problema, perchè se ti abitui a roba a caso come Actarus ti puoi abituare a Seiya e se senti senza problemi cazzate senza senso come "mangia libri di cibernetica e insalate di matematica" allora poco ti può sconcertare un sorellona principessa o quel che è a meno di "accetto l'apparentemente insensato che vedevo da piccolo e lo voglio ancora, ma non l'insensato che vedo da grande, non lo voglio anche se magari era insensato ab origine o comunque se mi suona strano" ma lì ci vuole la neuro e tanto basta;

B) c'è roba che suona strana ai giapponesi stessi e in quel caso sminchiarla per rendere più "affine" a presunte capacità mentali rovina due volte quello su cui stai lavorando.

Modificato da Fencer
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Comunque in realtà è una cosa dolce e carina: sono *solo* le bambine a chiamare Nausicaä come 'himeneesama' (sorellona principessa), perché Miyazaki così come ci fa vedere che 'la principessa' fa lavori manuali di fatica (ripara il mulino), ci fa vedere che ha un rapporto da mammina con le bambine del villaggio. Tutti gli adulti chiamano Nausicaä solo 'himesama' (principessa).

Questa è una tipica cosa che fa Miyazaki. A lui non importa affatto se quello che fa suoni buffo, o strano, o sinanco incomprensibile. Fa -giustamente- come vuole e piace a lui.

 

Ribadisco che per esempio, durante il *doppiaggio originale giapponese* di Mononoke Hime, gli interpreti giapponesi di Asgitaka e Kaya pensavano, recitando il testo, che i due fossero semplicemente fratelli - dato che Kaya chiama Ashitaka come 'anisama'. Che fossero sposi promessi lo sapeva solo Miyazaki, non era implicito nel testo giapponese per dei giapponesi, non era neppure intuibile, no. ZERO. Infatti poi Miyasan spiegò la faccenda (che aveva in testa solo lui) agli attori.

 

姫姉様 (ひめねえさま) come scrittura non esiste neppure sui dizionari monolingua. E' solo un composto giapponese strambo che un giapponese capisce, perché è in giapponese, tanto quanto un italiano capisce 'sorellona principessa', che è infatti in italiano. E' proprio tutto così semplice.

 

Mettendo 姫ねえさま su Google, lui incomincia a suggerire ricerche che contengano anche 'naushika' o 'serifu' (battuta). Buffo, eh?


Alla fine comunque la storia è sempre quella: c'è chi si arroga il diritto di decidere a proprio gusto cosa va bene e cosa no il tutto con l'aggravante di sparare per partito preso senza preoccuparsi di informarsi. Ignoranza all'ennesima potenza.
 

In primis, non sta al traduttore\adattatore o presunto tale decidere cosa e come può fare effetto su chi, perchè gli esseri umani non sono macchine e di conseguenza non hanno le stesse reazioni di fronte alle cose: ciò che per me può essere ridicolo può non esserlo per qualcun altro. Quindi che qualcosa faccia ca**re o meno è un problema esclusivamente del singolo e non può oggettivamente deciderlo l'adattatore\traduttore o presunto tale (e ce n'è di presunti tale in Italia): chi deve deciderlo è solo l'utente finale che se appassionato (perchè nostalgici e girellari in questo discorso non hanno posto) ha il diritto di guardarsela così come l'autore l'ha proposta, ovviamente nei limiti della compatibilità linguistica (Seiya in giapponese vorrà pure dire freccia delle stelle ed è quello che il giapponese magari percepisce e magari l'autore voleva dire, non si sa anche perchè Seiya è un nome comune in Giappone e potrebbe averlo chiamato così per il piacere del suono, ma renderlo in italiano corretto mantenendo il senso in un doppiaggio è quasi impossibile ergo può essere considerato corretto mantenerlo tale, senza considerare che è mischiato con altri nomi comunissimi come Shun, Saori e Ikki, ma fondamentalmente ha una doppia valenza che in italiano è difficile replicare, devi scegliere) e decidere se quello che vede gli sembra ridicolo o meno. Deve essere posto in condizione di decidere da sè, senza la "benemerenza" dall'alto di soggettoni che pensano che sia meglio così arrivando a snaturare dialoghi e personalità dall'alto del loro scranno o della loro tastiera. Poi sarò io a decidere se Hitomi Kanzaki che si inchina e prega il senpai Amano (chiamandolo senpai magari) sta parlando in modo ridicolo adottando quell'espressione linguistica (il "pregare di concedere") o si sta comportando in modo ridicolo adottando quell'atteggiamento.

Il traduttore\adattatore o presunto tale deve rimanere il più possibile neutro. Non ha diritto di imporre il suo gusto, sia esso melodico, scazzodico o peggio ancora, sull'opera, in primis perchè non è roba sua e in secundis perchè sta mancando di rispetto (magari anche inavvertitamente, per carità) al mio diritto di giudicare da solo quel che mi viene proposto: l'unico diritto che ha è di trovare un compromesso non troppo dannoso con l'originale ove questo si renda necessario per via della compatibilità linguistica di cui sopra.

Che poi il risultato possa farmi ca***e è relativo, perchè io ho davanti l'opera così com'è concepita, ergo a farmi cagare è l'opera stessa (magari anche giustamente). Ma sono io a dover decidere e non è per venire incontro alle mie presunte facoltà mentali (così come concepite dall'adattatore magari perchè tarato su gente molto meno aperta di me) che ci si deve permettere di smanacciare e inventare nomi o designazioni a caso.

 

Anche perchè, detto brutalmente, non sono io il destinatario dell'opera. L'opera è destinata ad un pubblico giapponese, ergo può capitare (vedasi il caso precedente di Hitomi) che un certo atteggiamento mi paia cretino o esagerato. Magari a un giapponese non è così.

Che fai, ti reinventi la scena e cambi le parole per farmelo sembrare più affine, magari perchè mi ritieni troppo stupido? No, perchè non è tuo diritto, o tu traduttore\adattatore o presunto tale. Questa è un'opera giapponese, non italiana nè deve essere tramutata in una via di mezzo giappidiotica per venire incontro a non si capisce bene cosa. Mi sembra strano? Mi sembra diverso? Bene così. Perchè SIAMO diversi dai giapponesi come tradizioni\modi\salcazzo, quindi è perfettamente NORMALE che mi qualcosa mi sembri strano mentre magari ad un giapponese no.

Starà a me decidere se voglio rifiutare in modo ottuso ciò che non mi sembra "affine" (ma allora che cacchio stai guardando a fare anime? Guardati le Winx che sono italiane) oppure abituarmi alla diversità rendendomi conto che quella che mi sta venendo proposta è un'opera destinata ad altri.

Questo ovviamente rendendosi conto di altri due passaggi, ovvero che:

 

A) alla fine è un falso problema, perchè se ti abitui a roba a caso come Actarus ti puoi abituare a Seiya e se senti senza problemi cazzate senza senso come "mangia libri di cibernetica e insalate di matematica" allora poco ti può sconcertare un sorellona principessa o quel che è a meno di "accetto l'apparentemente insensato che vedevo da piccolo e lo voglio ancora, ma non l'insensato che vedo da grande, non lo voglio anche se magari era insensato ab origine o comunque se mi suona strano" ma lì ci vuole la neuro e tanto basta;

B) c'è roba che suona strana ai giapponesi stessi e in quel caso sminchiarla per rendere più "affine" a presunte capacità mentali rovina due volte quello su cui stai lavorando.

 

 

Sono commosso e stordito per overdose di verità.

 

Se sarai a Lucca ti offro da bere.

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Tralasciamo che una traduzione, fintanto che è corretta, non può essere ridicola, perché sarebbe ridicolo anche il testo originale a quel punto lol

Che penso sia una cosa che pochi vogliono ammettere.

Cioè che molti anime hanno dialoghi ridicoli.

Allora perché A TE paiono ridicoli li si può cambiare alla cazzo di cane? Ma va a farti un giro

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Tralasciamo che una traduzione, fintanto che è corretta, non può essere ridicola, perché sarebbe ridicolo anche il testo originale a quel punto lol

Che penso sia una cosa che pochi vogliono ammettere.

Cioè che molti anime hanno dialoghi ridicoli.

 

Beh, dipende dall'anime, ma può essere vero così come falso.

Di certo, se guardo Supergirl Z non mi aspetto che parlino di fisica quantistica(anche se in un certo qual senso potrebbero farcela entrare), eh.

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Nel cinema ci sono un sacco di esempi di frasi o battute spiritose che tradotte letteralmente nella nostra lingua non farebbero ridere nessuno, in quel caso l'adattatore a riscritto tutto per ottenere lo scopo.

 

E tu che ne sai che non farebbero ridere nessuno?

Stai oggettivando il tuo gusto prendendoti ad esempio per tutto il resto della penisola italica e arrogandoti il diritto di parlare per altra gente. Non ce l'hai. 

 

Inoltre la questione è sempre quella: se il film è nato per far ridere una certa audience è naturale che possa capitare non ne faccia ridere un'altra. Puta caso che ci sia un film inglese pieno di perculate ai francesi e questo poi venga importato in Francia: è normale che i mangialumache non si divertano a guardarle visto quanto sono autocritici (specie i parigini).

Ha il diritto l'adattatore francese di riscriverselo cambiando con i dialoghi quello che il film ha voluto dire, magari trasformandolo, chessò, in un film sugli italiani?

Risposta: NO.

SE si decide di importare qualcosa starà poi al pubblico decretarne il successo e il fallimento, e il distributore può incolpare solo se stesse del fallimento, perchè ha scelto un film non adatto al pubblico in questione. Perchè chiariamoci, esiste una scelta molto intelligente da fare nel caso di certi film: NON IMPORTARLI NE' DISTRIBUIRLI. Si immagina (si immagina) che chi sceglie un film per distribuirlo in un determinato paese sia conscio di quel che fa quando lo sceglie e non vada a caso (specie oggi dove ormai chiunque conosce un film prima ancora della distribuzione e si accorge delle minchiate, persino i cinesi ormai si accorgono degli scazzi nei sub): se lo fa viene punito.

E non è che sminchiare completamente il film sia una soluzione sensata per chi voleva vedere quel film e ne conosceva i dettagli, è uno stupro non migliore di quelli stile la tata ebrea che diventa ciociara, perchè c'è il piccolo problema che si parla di commedie, per cui il problema della soggettività è due volte vero. Film come le commedie sono praticamente delle trappole esplosive, perchè puta anche caso che il fenomeno adattatorio di turno decida arbitrariamente che a lui il film non fa ridere e quindi decida di cambiarlo.... Come fai a sapere che il senso dell'umorismo (che è sempre materia anomala) dell'adattatore sia quello del pubblico e che magari quel che fa ridere lui non lasci tiepida la gente in sala?

 

Nel caso della commedia non si sta parlando di semplice cambio di "riferimenti" magari, eh, si parla proprio di qualcosa che non è prevedibile salvo pigiare su abitudine e notorietà. Ma lì ti inculano costantemente i cinepanettoni.

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Il verbo avere esiste per essere utilizzato.

 

 

Detto questo, ho visto una certa quantita' di film e telefilm doppiati in italiano con dialoghi che al massimo il direttore 'pensava' suonassero meglio.
Al di la' del discorso di principio sul doppiaggio, quanti credi che una volta adattati pure con queste intenzioni, siano risultati a livelli del testo originale, o che abbiamo 'funzionato' in italiano addirittura meglio?

 

Non confondere quelle sparute occasioni in cui per puro c*lo il risultato di un 'adattamento per ridere' abbia funzionato, per trovare un modo di giustificare tali cambi un po' ovunque.

 

Ma e' tempo perso, vado a vedermi altra roba.

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Non ce l'ha con te. E non ha nemmeno messo in bocca parole che non hai scritto. Ti ha fatto notare che non è detto che siccome l'adattatore abbia deciso per un determinato adattameno, quello sia migliore dell'originale solamente perché "adatto" a noi

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No, di base tu non sei niente di speciale. Ne ho visti di peggiori di te. E penso anche che abbiamo un flamer e un troll più capace in materia di quanto sia tu.

 

Quello che mi fa ridere però è che le cose son due: o fai interventi completamente a caso slegati l'uno dall'altro senza una motivazione o pensi di avere a che fare con una massa di deficienti da prendere in giro come ti pare.

L'hai smenata tutto il pomeriggio con le tue paturnie sulla letteralità come "nociva", ti è stato risposto anche esaustivamente, poi hai posto un altro esempio del perchè la letteralità sarebbe nociva e adesso mi vuoi sbaioccare che "non l'ho detto io, ma i direttori di doppiaggio"? Che non era un altro esempio del perchè secondo te la letteralità sarebbe nociva? Che era un intervento a caso slegato dal discorso precedente?

Andiamo. A questo punto potresti anche cercare di vendermi il ponte di Brooklyn.

 

Detto questo poi, c'è il solito piccolo problema. Stai piagnucolando alla persecuzione personale tralasciando due cose fondamentali.

 

A) In materia di adattamento e commedia tutto ciò che ho esposto in questo intervento qui (e nel precedente:

 

http://www.pluschan.com/index.php?/topic/3951-di-sottotitoli-e-di-doppiaggi/page-77&do=findComment&comment=369334

 

resta valido. Non è che perchè dichiari che l'ha detto qualcun altro allora ti puoi esimere dal confutare SE vuoi continuare una discussione e non semplicemente l'ode agli stupri italiani delle opere.

 

B) Chiunque, direttore del doppiaggio\adattatore\salcazzo abbia coscientemente attuato una simile operazione sulla base del suo gusto personale e sull'assunto che una determinata cosa "funzioni" o "non funzioni" ("faccia ridere" o "non faccia ridere") ha fatto una cazzata, operando una violenza su un'opera non sua e sull'intelligenza dello spettatore privandolo della possibilità di decidere per sè. Queste persone sono il prototipo del come non si dovrebbe lavorare in ambito localizzativo e portarle ad esempio non solo non sposta di una virgola quanto già detto, ma anzi peggiora la posizione di chi lo espone. Perchè non è che il "L'ha detto X" sia minimamente fondante di una qualsivoglia ragione. 

Modificato da Fencer
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Il verbo avere esiste per essere utilizzato.

 

Shuji è mezzanotte casco dal sonno!

No, di base tu non sei niente di speciale. Ne ho visti di peggiori di te. E penso anche che abbiamo un flamer e un troll più capace in materia di quanto sia tu.

 

Quello che mi fa ridere però è che le cose son due: o fai interventi completamente a caso slegati l'uno dall'altro senza una motivazione o pensi di avere a che fare con una massa di deficienti da prendere in giro come ti pare.

L'hai smenata tutto il pomeriggio con le tue paturnie sulla letteralità come "nociva", ti è stato risposto anche esaustivamente, poi hai posto un altro esempio del perchè la letteralità sarebbe nociva e adesso mi vuoi sbaioccare che "non l'ho detto io, ma i direttori di doppiaggio"? Che non era un altro esempio del perchè secondo te la letteralità sarebbe nociva? Che era un intervento a caso slegato dal discorso precedente?

Andiamo. A questo punto potresti anche cercare di vendermi il ponte di Brooklyn.

 

Detto questo poi, c'è il solito piccolo problema. Stai piagnucolando alla persecuzione personale tralasciando due cose fondamentali.

 

A) In materia di adattamento e commedia tutto ciò che ho esposto in questo intervento qui (e nel precedente:

 

http://www.pluschan.com/index.php?/topic/3951-di-sottotitoli-e-di-doppiaggi/page-77&do=findComment&comment=369334

 

resta valido. Non è che perchè dichiari che l'ha detto qualcun altro allora ti puoi esimere dal confutare SE vuoi continuare una discussione e non semplicemente l'ode agli stupri italiani delle opere.

 

B) Chiunque, direttore del doppiaggio\adattatore\salcazzo abbia coscientemente attuato una simile operazione sulla base del suo gusto personale e sull'assunto che una determinata cosa "funzioni" o "non funzioni" ("faccia ridere" o "non faccia ridere") ha fatto una cazzata, operando una violenza su un'opera non sua e sull'intelligenza dello spettatore privandolo della possibilità di decidere per sè. Queste persone sono il prototipo del come non si dovrebbe lavorare in ambito localizzativo e portarle ad esempio non solo non sposta di una virgola quanto già detto, ma anzi peggiora la posizione di chi lo espone. Perchè non è che il "L'ha detto X" sia minimamente fondante di una qualsivoglia ragione.

Fencer io ho spresso il mio parere questa mattina e nell'ultima ora non tutto il pomeriggio
Modificato da God Mars
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Fencer io ho spresso il mio parere questa mattina e nell'ultima ora non tutto il pomeriggio

 

E il discorso cambia come, mister "aperto alle discussioni"?

Cambia che io ho detto solamente la mia, e se "qualcuno" la smettesse di attaccarmi solo per questo non avrei fatto altri interventi.
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Fencer io ho spresso il mio parere questa mattina e nell'ultima ora non tutto il pomeriggio

E il discorso cambia come, mister "aperto alle discussioni"?

Cambia che io ho detto solamente la mia, e se "qualcuno" la smettesse di attaccarmi solo per questo non avrei fatto altri interventi.

 

 

Certo che hai detto la tua.

Ignorando poi tutto quello che è stato detto in risposta dicendo "io ho detto solo la mia" e fermandoti lì.

Pur avendo avuto risposte anche estensive alle tue obiezioni.

Quindi, esattamente, di che ti lamenti?

Se non vuoi discutere che ci fai su un forum di discussione? Sei qui a farci sentire i tuoi vaticini pro-scempi italici cercando di menare per li naso che comunque sono cose che non hai detto tu ma il direttore del doppiaggio x?

Perchè in se frega niente delle tu odi ai doppiaggi sbagliati e alle usanze del doppiaggio italiano. Sono usanze sbagliate.

Se poi non vuoi discutere ma vuoi solo l'ultima parola, dovresti sapere che per averla qui devi avere argomenti inoppugnabili.

Non basta dire "io la penso così, punto e stop". I bambini stanno all'asilo, non a discutere con i grandi. 

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