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Lucky Red - Studio Ghibli (e altro: Dragon Ball, Harlock, etc...)


Taro

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Due cazzate non fanno una cosa giusta; che in itaglia si ragli a questi livelli quando si fa piena espressione di basso provincialismo d'accatto piu' volte non la rende ne' giusta ne' una qualche tipo di consuetudine su cui valga la pena di spalare altro che letame.

 

Mica ho detto che è giusto, solo che non mi stupisco visto il livello medio dell'informazione

Ma in realtà, penso che si siano ridotti a ciò sempre per quella famosa tesi cara ad alcuni, secondo cui "L'utente finale non capisce un cazzo".

 

Questa, se gli dici "gli Oscar Giapponesi" capiscono subito di che si tratta, se dici "il premio... quel che è che non mi ricordo il nome" si chiedono "e che cazzo è?" ricordiamoci che quando c'era il Telegatto li chiamavano "Oscar TV"... ve lo ricordate il telegattone?

Il punto è che non è che non capisca perché non possa capire, è che non è interessato a capire.

 

Non si tratta di strumenti, si tratta di intenzioni.

 

Beh... è anche comprensibile che in cima al pensiero degli italiani (parlo della proverbiale casalinga di Voghera non dell'appassionato di cinema) al momento non ci sia l'interessarsi di premi cinematografici giapponesi... la gran parte sa solo degli Oscar di Venezia Cannes e FORSE Berlino perché ne parlano spesso i TG, altro quasi non li si nomina, già è troppo il Golden Globe che ci si fila solo come "anteprima degli Oscar"

Modificato da Alex Halman
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Ho visto gli Yamada. 

 

L'ho trovato un film tutto sommato molto positivo nel suo messaggio, forse anche un po' ingenuo. Mi pare che Takahata abbia voluto mostrarci il tipo di famiglia che crede essere quello più giusto. E lo mostra con la sua solita perizia, concedendo momenti davvero belli come i discorsi nei due matrimoni.

Però non mi si è staccata la sensazione di dosso di stare a vedere una sitcom. Qualcosa come dovrebbe essere, ma come in realtà spesso non è. Ogni famiglia fa storia a sé, magari in molti trovano qualche scena del film nella propria esperienza; ma proprio nei due discorsi nuziali ho trovato una positività molto forzata, spesso non basta essere in due e fare figli per andare avanti come si dice in quello iniziale, e non basta neanche rassegnarsi e perdonare come affermato nel discorso finale. Sarebbe davvero bello se bastasse solo questo.

 

Torno sul discorso nuziale di Takahashi: quello che dice è molto significativo, ed è quello che ho sempre pensato riguardo alle relazioni; che alla lunga, terminata la passione iniziale, la graduale scoperta della bellezza del proprio partner, quello che rimane dopo tanto tempo dell'amore è la forza che ti dà di sopportare e capire l'altro e la voglia che hai di sacrificarti per lui. 

 

È un film molto maturo comunque, più per genitori che per figli. Devo riuscire a convincere i miei a vederlo. 

 

L'adattamento l'ho trovato buono come sempre, anzi devo dire che stavolta mi è filato molto più liscio rispetto ad altri lavori. Va dato atto a Shito che il sottotitolare tutto, dai titoli iniziali a quelli di coda, ai cartelli, ad ogni voce fuori campo, alle canzoni è davvero una splendida abitudine che si è creata con i film Ghibli. Spero diventi uno standard per tutti gli altri.

 

A proposito di canzone, come è il titolo di quella che si sente poco dopo la scene delle cartoline di capodanno?

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Salve Godai! :-)

 

Dunque, sono al lavoro su MaiMaiShinko, quindi in un momento di pausa ho letto il tuo commento, poi sono andato a fare la doccia notturna per svegliarmi un po' (non emulavo Noboru, lo faccio da una decade almeno), e ora sono qui a risponderti.

 

In effetti ho varie cose da dirti, tuttavia in primis mi occorre sapere se hai il DVD o il BD. :-)

 

Intanto, la canzone dicevi questa:

 

 

?

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Ok, ottimo. Sono certo che quando avrai il tempo per farlo te li godrai, ma questo già mi permette di impostare il discorso su cose che hai sottomano - e che quindi non ho ragione di raccontarti/esplicare io per filo e per segno. :-)

 

 

 

L'ho trovato un film tutto sommato molto positivo nel suo messaggio, forse anche un po' ingenuo. Mi pare che Takahata abbia voluto mostrarci il tipo di famiglia che crede essere quello più giusto. E lo mostra con la sua solita perizia, concedendo momenti davvero belli come i discorsi nei due matrimoni.

Però non mi si è staccata la sensazione di dosso di stare a vedere una sitcom. Qualcosa come dovrebbe essere, ma come in realtà spesso non è. Ogni famiglia fa storia a sé, magari in molti trovano qualche scena del film nella propria esperienza; ma proprio nei due discorsi nuziali ho trovato una positività molto forzata, spesso non basta essere in due e fare figli per andare avanti come si dice in quello iniziale, e non basta neanche rassegnarsi e perdonare come affermato nel discorso finale. Sarebbe davvero bello se bastasse solo questo.

 

 

Sicuramente è un film positivo nel suo messaggio. E' anche un film che intende essere in qualche modo 'leggero' - perché Takahata dichiara proprio, nel suo contestare l'utilità della finzione fantastica, "ma non ci staremo prendendo tutti troppo sul serio?". E' uno degli assunti di base della pellicola e del suo soggetto, che come di certo saprai è un manga yon-koma (delle 'strip' da quotidiano, insomma).

 

Non credo però che il film sia ingenuo. Al contrario. E' un film realistico, perché la famiglia Yamada è lungi dalla perfezione. La perfezione è nella finzione fantastica. Anche la tragedia è perfezione, nella fantasia. Ma nella famiglia Yamada regna la mediocrità, il tutto a caso, e i momenti di tristezza vera - quindi non drammatica - sono molti. La famiglia assorta in uno stupido survival movie mentre il padre vorrebbe farsi una foto perché c'è la prima neve (reale), e viene trattato e lasciato solo come un cane è realtà. Lo sgarbo della quotidianità è realtà. La mamma che non ha voglia di cucinare. La ricerca continua degli espedienti. La solitudine profonda del marito che torna a casa ubriaco. Per non dire della nonnina che si è fatta ricoverare anche se non ha niente, tranne che la solitudine dell'anzianità.

 

Gli Yamada sono una famiglia allegra. E sono allegri, dice Takahata, proprio perché vivono spensieratamente un po' come viene. Tanuki anyone?

 

 

Torno sul discorso nuziale di Takahashi: quello che dice è molto significativo, ed è quello che ho sempre pensato riguardo alle relazioni; che alla lunga, terminata la passione iniziale, la graduale scoperta della bellezza del proprio partner, quello che rimane dopo tanto tempo dell'amore è la forza che ti dà di sopportare e capire l'altro e la voglia che hai di sacrificarti per lui. 

 

Credo che tu abbia letto quel discorso in un modo molto romantico.

 

Takashi non parla di "a graduale scoperta della bellezza del proprio partner, quello che rimane dopo tanto tempo dell'amore è la forza che ti dà di sopportare e capire l'altro e la voglia che hai di sacrificarti per lui". Takashi non parla neppure di *sopportazione*. Parla di *rassegnazione*, ovvero di rinuncia. E', tutto al contrario, la cosciente rinuncia che no, non c'è speranza. Che le persone sbagliano, ci feriscono, e continueranno a farlo perché no, non sono belle e buone e adorabili come si può credere. E non è che "quindi amale". No, no. Quindi rassegnati. Perché la rassegnazione è l'unica cosa che serve, che è necessaria, a tirare avanti. Il discorso di Takashi è in questo la distruzione di ogni idealismo. Che è esattamente ciò che coltiva la narrativa di finzione fantastica.

 

E' come dire: smettetela di pensare anche solo che possano esistere le persone giuste, oneste, amorevoli. Non esistono. Rassegnatevi e vivete rassegnati. Fintanto che le cattiverie almeno non vengono fatte con dolo, come proprio "frutto di intenzione malevola", perdonate e andate avanti. Senza fare così, vivere non è possibile.

 

Quanto invece al discorso nuziale di apertura, bisogna immaginare che è tenuto da una persona molto anziana. Se l'anime è ambientato nella prima metà dei '90, gli Yamada si saranno sposati negli '80, quindi 'Nonna Kikuchi' sarà una donna che ha fatto la guerra. La società era già cambiata tutta. Infatti, durante il suo discorso, Takashi e Matusko manco la ascoltano (stanno mangiando). Credo che quel discorso stia lì a testimoniare una mentalità ancora pregressa, appunto.

 

-----

 

Sono molto lieto che la localizzazione ti sia stata gradita. :-)

 

In verità, è tra le più scrupolose che abbia ottenuto, ed è scrupolosa persino sulle minuzie. Perché il parlato è molto 'parlato'.

 

Ma per esempio, se ci fai caso, il motociclista prima chiama Shige 'questa vecchia', e poi, dopo tutta la tirata di lei 'questa nonnetta' - è una differenza che è nell'originale, che ci fa capire quanto il motociclista abbia in realtà accusato il discorso. Ed è tutto così, a questo livello di scrupolo. Ancora, nel 'sogno' di Takashi Noboru e Nonoko lo chiamano 'Signor Gekkou Kamen' perché nell'originale quella scena è parlata col giapponese sessantino, come la sigla che sta suonando, quindi i bambini sono "più bambini" e dicono 'Kekkou Kamen no ojiisan!" - manco usare un semplice -san. Infatti lì ho fatto recitare soprattutto Tito Marteddu (Noboru) più 'come un bambino' che 'come il ragazzino che Noboru è'.

 

Se hai trovato il dialogo scorrevole, e ne sono lieto, credo sia più che altro merito degli attori che l'hanno recitato in modo credibile. Perché comunque il dialogo è infarcito di tani nipponismi (su tutti, le preparazione culinarie), e anche di frasi articolate (i discorsi nuziali, specie il primo, il discorso di Shige al motociclista). E anche della tua disposizione d'animo. Le persone che partono con l'idea che "l'adattamento sarà astruso", invece che cercare di capire i dialoghi del film e quindi il film, si mettono a guardarlo proprio concentrandosi, in trepidante attesa, di qualche stranezza, qualcosa che li irriti. Quindi le cose troppo "auliche" non vanno bene, ma non va bene neppure Seita che dice "pisciare", non vanno bene gli anglisi. Insomma, tutto a caso e tutto a priori.

 

Ovviamente, chi ci perde è solo chi guarda le cose -corrette- in questo modo. E' un altro danno del narcisismo. Cosa da cui tu, fortunatamente mi pare, sei scevro. :-)

Modificato da Shito
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Takashi non parla di "a graduale scoperta della bellezza del proprio partner, quello che rimane dopo tanto tempo dell'amore è la forza che ti dà di sopportare e capire l'altro e la voglia che hai di sacrificarti per lui". Takashi non parla neppure di *sopportazione*. Parla di *rassegnazione*, ovvero di rinuncia. E', tutto al contrario, la cosciente rinuncia che no, non c'è speranza. Che le persone sbagliano, ci feriscono, e continueranno a farlo perché no, non sono belle e buone e adorabili come si può credere. E non è che "quindi amale". No, no. Quindi rassegnati. Perché la rassegnazione è l'unica cosa che serve, che è necessaria, a tirare avanti. Il discorso di Takashi è in questo la distruzione di ogni idealismo.

 

 

Credo di averla letta in un altro modo, te pensa che io in quel discorso ci vedo anche del conforto, nel senso che la rassegnazione (ieri sera non ricordavo il termine) in ultima istanza anche se può essere dolorosa è comunque qualcosa che ti permette, appunto di tirare avanti. Che poi è proprio quel sentimento perfettamente racchiuso in "Que sera sera". Ma in certi casi in alcune coppie, anche la rassegnazione diventa un lusso che non ci si può permettere. 

Forse perché io ho interpretato il discorso esclusivamente nel contesto che ho visto nel film: si parla ad un matrimonio e quindi di un rapporto di coppia, non ho pensato ad implicazioni più ampie come l'idealismo. Per questo che ho tirato fuori la mia interpretazione "romantica", come l'hai giustamente definita tu, forse perché avendo avuto la fortuna di aver vissuto con tutti e 4 i nonni per più di 20 anni ho avuto modo di vedere che il modo con cui sono andati avanti nella loro vita insieme è stata proprio la "rassegnazione" a certi atteggiamenti reciprocamente fastidiosi che non sono mai cambiati. 

 

 

 

 

Non credo però che il film sia ingenuo. Al contrario. E' un film realistico, perché la famiglia Yamada è lungi dalla perfezione. La perfezione è nella finzione fantastica. Anche la tragedia è perfezione, nella fantasia. Ma nella famiglia Yamada regna la mediocrità, il tutto a caso, e i momenti di tristezza vera - quindi non drammatica - sono molti. 

 

No, ma infatti non ho mai detto che sia una famiglia perfetta, quello sarebbe stato stupido, non ingenuo. Sono una famiglia media con i suoi punti di forza e le sue debolezze, però nel film non si vedono mai alle prese con dei problemi gravi, quelli che scuotono una famiglia e ne mettono alla prova la forza. 

 

 

Ah, nel messaggio precedente non ti ho ringraziato per la canzone.

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  • 2 weeks later...

Nei scorsi giorni ho visto "Si Sente il Mare" e "La ricompensa del gatto", colmando così le ultime lacune che avevo nel catalogo Ghibli.  Vedendo per ultimo Neko no Ongaeshi ho voluto avere come immaginaria sigla sui titoli di coda della mia esperienza Ghibliana la mia amata Kaze ni Naru.

 

Sono entrambe delle belle opere, sicuramente non al livello di altri titoli Ghibli, ma certamente meritevoli. 

 

Riguardo "Si sente il mare" ero abbastanza curioso, quel tipo di storia sentimentale è uno dei miei generi preferiti e volevo vedere come sarebbe stato trattato dallo Studio Ghibli.

La prima impressione è stata di una bella storia, ma con una mancanza di impatto dei momenti più topici, come se gli eventi accadessero così, en passant, tipo la scena del ceffone che inizialmente mi era sembrata un po' tirata via. Ma ragionando con più calma mi sono reso conto che in fondo doveva essere così, era nella logica dei caratteri dei personaggi e della situazione che si era venuta a creare nel triangolo. E più in generale c'è sempre quella considerazione generale, ma ancora più valida quando di parla di rapporti interpersonali: sono giapponesi e il loro modo di vedere le relazioni credo sia quanto di più diverso ci sia dal nostro, quindi certe cose vanno viste con altri occhi. Rikako l'ho trovata davvero affascinante, quel tipo di persona da cui vorresti allontanarti ma che inesorabilmente ti cattura. E poi c'è Matsuno che è quel tipico personaggio sconfitto nel triangolo con cui ho sempre empatizzato per similitudine di esperienze.

 

La Ricompensa del Gatto è una bella favola, di cui ho trovato molto bello il messaggio riguardo a vivere il proprio tempo, molto attuale in questi tempi. E poi è pieno di gatti! Buonissimi i  personaggi specialmente il trio Baron, Muta e toto che funziona benissimo.

E poi nei contenuti speciali c'è un intervista e anche un breve pezzo live di Tsuji Ayano sottotitolati in italiano, da buon fan è un piccolo tesoro.

Modificato da Godai
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Parlando di "Si sente il mare" in primis.

 

Personalmente trovo che uno dei "pallini" di Mochizuki Tomomi sia la "riconsiderazione della passata adolescenza". Tipo il rendersi conto che da ragazzi non si capiscono tante cose, anche quando si crede di capire tutto. Quel tipico 'eccesso di sicurezza in sé stesso' di un ragazzo che, in effetti, si sta appena appena affacciando all'età adulta, e ai rapporti adulti tra le persone.

Taku, per esempio, è un ragazzo di provincia, quasi di campagna. Ed è un ragazzotto bello viziato. Dico affettivamente. Ha una solida famiglia alle spalle, di quelle che la mamma si preoccupa se fai tardi a cena, ed è intelligente: è quel tipo di intelligenza di chi ha bei voti senza studiare. Quindi puoi anche fare i lavoretti per avere qualche soldo di più in tasca. Taku ha tutto quel tipo di sicurezza alle spalle, e infatti è una persona sicura di sè, che può fare lo sbruffone, il bastian contrario, persino "con l'istituzione" (scolastica).

Chiaramente, la bella Rikako che viene da una famiglia di separati cittadini è tutta un'altra cosa. Ha ferite che Taku non può capire. Il suo modo di agire sembra assurdo e a tratti ridicolo, per Taku. C'è un divario, tra i due, davvero profondo.

 

Per contro, Matsuno è una persona più adulta della sua età - a livello di maturità interiore. Matsuno è il tipo di persona che ottiene l'eccellenza tramite l'impegno e il sacrificio. Lo si vede durante tutto il film. E' come se Taku fosse Tatsuya e Matsuno fosse Katsuya. Ma Rikako non è certo Minami. Rikako è un personaggio femminile molto credibile, con i suoi conflitti, le sue debolezze, il suo dover essere grande quando vorrebbe essere piccola - ma non può permetterselo. Si nota molto che il soggetto venne scritto da una penna femminile, e credo sia stato trattato con dedizione dal regista maschio. Ottimo connubio,

 

Anche Shimizu è un personaggio femminile molto bello. E' un po' la controparte femminile di Matsuno. Shimizu. Credo che che il suo 'monologo' alla rimpatriata sia un po' tutto il quid del film. Le stagioni della giovinezza che si alternano così veloci tra loro.

Modificato da Shito
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Ragazzi, sicuramente qualcuno ne avrà già parlato in questo topic, ma non vogliatemi male se non mi metto a spulciare tutte le pagine. Acquistai il bluray di  "Si alza il vento" all'uscita. Il film mi piacque molto, ma lo resi ad amazon per via di quel frame fuori posto e i sottotitoli degli extra fuori sincro. Da allora non ho più seguito la vicenda, per cui mi chiedevo se nel frattempo è stata rilasciata una versione corretta.

Modificato da Basara
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Ragazzi, sicuramente qualcuno ne avrà già parlato in questo topic, ma non vogliatemi male se non mi metto a spulciare tutte le pagine. Acquistai il bluray di "Si alza il vento" all'uscita. Il film mi piacque molto, ma lo resi ad amazon per via di quel frame fuori posto e i sottotitoli degli extra fuori sincro. Da allora non ho più seguito la vicenda, per cui mi chiedevo se nel frattempo è stata rilasciata una versione corretta.

Si Bas. Io l'ho preso verso Dicembre 2015 e tutto filava liscio.

Ora aspetto solo Nauscaaaaaaaaa(che credo non arriverà piu)

 

Inviato dal mio D6603 utilizzando Tapatalk

Modificato da Chocozell
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Grazie per la risposta ;)

Edit: btw, Choko, io Nausicaa l'ho preso steel box  >_< Peccato che non sia uscita insieme alla versione liscia. Per quanto fighi i box di metallo si graffiano facilmente, senza contare che non me ne faccio nulla del dvd. Però VOLEVO quel film e non ho saputo aspettare XD Sul mio podio delle opere Ghibli Nausicaa è al secondo posto. In cima regna sovrano colui che odia i fascisti  :hitler:

Modificato da Basara
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Lo penso anch'io. Promette di essere uno strumento da utilizzare non solo in ambito videoludico. Immagino già i documentari nei vari musei del globo, gli extra dei film e chissà cos'altro. Tuttavia il primo pensiero che ho avuto quando vidi la demo presentata dalla Sony all'E3 del 2015, Summer Lesson, è che in mano a un disadattato (aka hikikomori) ne avrebbe aggravato la situazione. Conosco un paio di persone vicino ai quaranta che non hanno mai tenuto per mano una ragazza, non lavorano, vivono sulle spalle dei genitori e vidogiocano tutto il giorno (meglio dire la notte, visto che il giorno dormono). Se questi casi umani usassero un aggeggio del genere per relazionare con una ragazza virtuale, gli verrebbero le occhiaie e morirebbero per la ficchezza :P

Modificato da Basara
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L'ho visto qualche settimana fa previa pesca al torrente. Mi ha lasciato un po' interdetto il rimescolamento di carte nella seconda parte del film. Il comportamento di Kyuuta rispetto al vero padre lo trovo piuttosto sensato, ma rispetto a Kumametsu è come se si cestinasse il rapporto costruito fino a quel momento in modo fin troppo semplice.

Alcune cose telefonate, tipo la questione di Ichiro hiko, l'amicizia con Kaede tutta nei clichè di Hosoda (un po' di inventiva in più non guasterebbe, che la ragazza media affascinata dal bel tenebroso l'ha già mostrata).

La parte migliore è il rapporto che si costruisce tra Kumametsu e il ragazzino discepolo, il primo che non sa come rapportarsi con un giovane allievo/figlio adottivo, il secondo che non sa esattamente cosa vuole. Solo che con la riscoperta di Tokyo ho trovato le scelte di Kyuuta fin troppo decise, come se gli anni passati nel mondo delle bestie con Kumametsu e gli altri amici non venissero proprio presi in considerazione. 

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