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Yuri Kuma Arashi aka Penguinbear Project


Tetsuo

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Endo, ti basti sapere che sono un po' come gli iniziatori del genere bara (nemmeno yaoi quindi) e negli anni sono diventati un meme molto citato, tanto che lo si ritrova nei posti più impensabili.
Non indagare più di così, perché la faccenda va mooolto oltre quello che puoi immaginare.

Ma veniamo a Yurikuma 12.
Kumaria-sama!  :D

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Alla fine il tutto viene presentato come un sistema quasi "meccanico", in cui la massa invisibile continua a vivere sempre allo stesso modo e a fare le sue inquisizioni di esclusione mentre ciclicamente si ripete la storia dell'incontro fatidico tra un'umana e un'orsacchiotta da salvare (Mitsuketa!), che le porterà a ripercorrere lo stesso percorso di affrancamento e "approvazione" (Yuri, shounin!) da parte della propria Kumalia-sama, che non è un'entità univoca realmente esistente (per questo si dice che sia scomparsa), ma la persona che più ci ha a cuore (per questo per Kureha si rivela essere Sumika).

 

Bon, mi sono già perso, che cazzo ho scritto non lo so, ma va bene così  :sweatingbullets:

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  • 2 weeks later...

Per capire Yuri Kuma Arashi alla fine sono andato a vedermi le altre opere di Ikuhara, prima Penguindrum e poi Utena. Con la visione di Utena mi sono state chiare molte cose.

 

Apro un attimo una parentesi Utena visto che è uscito troppi anni addietro per avere un suo thread.

 

EDIT: come suggerito da Garion, sposto nell'altro thread.

 

Allo stesso modo pure Yuri Kuma Arashi probabilmente ha dietro un messaggio che non può essere rivelato apertamente.

 

Esaminiamo meglio come sono gli orsi:

-sono di un'altra razza

-hanno un loro paese

-ci hanno fatto una guerra

 

Se si va a guardare, gli orsi alla fine sembrano simboleggiare gli stranieri. E la protesta contro gli stranieri viene dalla tempesta invisibile, che guarda caso ha la mentalità conformista degli attivisti di estrema destra. E che cos'altro odiano le persone di estrema destra? Gli omosessuali (l'omofobia è di per sé parte del disturbo paranoide di personalità. L'estrema destra è un magnete per i paranoidi). Gli orsi qui hanno espressamente yuri nel nome, e rappresentano quindi il peggio del peggio per una persona di estrema destra. Con uno sberleffo finale la protagonista lascia tutti e diventa un orso yuri.

 

Non sarà profondo come Utena o Penguindrum, ma nel suo piccolo pure Yuri Kuma Arashi è un anime che affronta temi rischiosi.

Modificato da Final Vegeta
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visto solo ora.

a me sembra che più che criticare una certa mentalità omofoba (cosa questa che in realtà non avviene direttamente, è semplicemente l'opinione che chiunque può farsi considerando il contesto della storia), questa volta si dia sostegno al cambiamento di sè che si vuole attuare. senza alcuna forzatura, semplicemente ricordando ciò che si è e cosa si vuole. in pratica è un incoraggiamento ad essere sè stessi. fin qui ok.

non mi piace il fatto che non si dia più di tanto importanza a chi si sacrifica per la massima felicità altrui, se non con un po' di drama di effetto. forse era nelle intenzioni ma nell'ultimo episodio IMO non è stato reso sufficientemente bene.

nel complesso è una buona serie, ma molto particolare.

 

spero che la rivelazione/spiegazione non sia: si può essere felici solo nel mondo delle favole.

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a me sembra che più che criticare una certa mentalità omofoba

Il bersaglio sembra essere più la mentalità razzista. Si parla di omofobia a livello metaforico, con la tempesta invisibile che distrugge il giardino di gigli (giglio = yuri).

 

Da questo punto di vista, si può contrastare la scena in cui Kureha, Sumika e Yurizono si sporcano le mani per sistemare il giardino con quella in cui la preside Yuriika spiega come è cresciuta, dentro una scatola per restare al riparo dalla sporcizia ("kegare"). Razzisti di tutto il mondo tendono ad usare la parola "sporchi" (e anche "depravati", che è un concetto spesso collegato nel linguaggio). Eliminare tutta la sporcizia del mondo però non lo fa diventare migliore.

 

in pratica è un incoraggiamento ad essere sè stessi.

In realtà no, qui si distrugge se stessi. Quando cambi affiliazione finisci per cambiare anche tutti gli amici.

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A me sembra che il discorso verta più sull'omologazione e l'esclusione (con conseguente bullismo, nelle forme giapponesi) che si può trovare nell'ambito delle situazioni scolastiche nipponiche. Lo yuri in questo caso risulta più un orpello narrativo usato da Ikuhara perchè c'ha la fissa per la tematica.

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a me sembra che più che criticare una certa mentalità omofoba

Il bersaglio sembra essere più la mentalità razzista. Si parla di omofobia a livello metaforico, con la tempesta invisibile che distrugge il giardino di gigli (giglio = yuri).

 

non è un bersaglio diretto, altrimenti l'autore avrebbe parlato solo di quello. inoltre il giudizio conclusivo sulla costruzione di quel sistema viene lasciato allo spettatore, sebbene venga guidato in una certa direzione.

quella che dici è certamente una componente importante, tuttavia viene raccontata la storia di alcuni personaggi che si trovano in quel contesto e l'attenzione è rivolta a loro.

 

Da questo punto di vista, si può contrastare la scena in cui Kureha, Sumika e Yurizono si sporcano le mani per sistemare il giardino con quella in cui la preside Yuriika spiega come è cresciuta, dentro una scatola per restare al riparo dalla sporcizia ("kegare"). Razzisti di tutto il mondo tendono ad usare la parola "sporchi" (e anche "depravati", che è un concetto spesso collegato nel linguaggio). Eliminare tutta la sporcizia del mondo però non lo fa diventare migliore.

 

sì, è proprio il contesto in cui si muovono i personaggi.

 

 

in pratica è un incoraggiamento ad essere sè stessi.

In realtà no, qui si distrugge se stessi. Quando cambi affiliazione finisci per cambiare anche tutti gli amici.

 

ciò che vene distrutto è la maschera del vero "io", imposta o autoimposta coscientemente sulla base delle regole della massa.

 

si noti che, se preso per quello che si vede e che si tratti o meno una fissa dell'autore, in questa serie si parla di un mondo/sistema completamente femminile (perfino quando si prende in considerazione la famiglia, nel senso una figura paterna potrebbe pure esserci ma la si evita). non credo che sarebbe andata allo stesso modo se nell'equazione fossero stati compresi anche dei maschi.

pertanto l'atra faccia della medaglia, dopo il 'bravo ikuhara suonagliele agli omofobi!', potrebbe essere una mentalità estremamente maschilista.

 

w lo yuri (finchè si parla di questo)

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