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Yamato Subs - (Shirobako, Wolf Girl & Black Prince, etc)


Kyon

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Per la serie "non ho idea di cosa sia un adattamento quindi lo salto del tutto"

 

 

L'adattamento ci sta nel doppiaggio.

Nei subs, la maggior parte dei fan li vuole uguali al giapponese. E quindi con tutti gli onorifici del caso. A loro non importa che la leggibilita' sullo schermo venga meno, l'importante e' leggere pincopallo-chan, caio-kun e cosi' via. Tale e quale a quello che sentono nel parlato giapponese. 

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Questo e' un discorso strano visto che questa sottotitolata e' per ora l'unica versione esistente e fruibile.

Gia' lo sarebbe se ci fosse anche un doppiaggio italiano, ma esistendo solo i sub... e' forse pure piu' strano di quanto pensavo all'inizio.

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L'adattamento ci sta nel doppiaggio.

Nei subs, la maggior parte dei fan li vuole uguali al giapponese. E quindi con tutti gli onorifici del caso. A loro non importa che la leggibilita' sullo schermo venga meno, l'importante e' leggere pincopallo-chan, caio-kun e cosi' via. Tale e quale a quello che sentono nel parlato giapponese.

Per fortuna la brutta razza che voleva keikaku means plan ormai è praticamente estinta. Non che sia mai stata così numerosa, comunque...

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A me gli onorifici piacciono e quando si tolgono del tutto mi sembra di perdere sfumature nel rappresentare i rapporti personali. Si può arrivare ad un compromesso su quando lasciarli, a me l'unico corrispettivo italiano che mi dà la stessa sensazione è il "lei" il luogo del -san, ma uccio ucci uccia per rendere il chan è meglio ometterlo per quanto è brutto e francamente io non l'ho mai sentito utilizzato in quel modo. Anche roba tipo nee-san o senpai preferisco che rimangano così.

Modificato da Godai
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a me l'unico corrispettivo italiano che mi dà la stessa sensazione è il "lei" il luogo del -san

Il "lei" lo usi per -sama o in un ambito militare quando ci si rivolge a gradi più alti. Usarlo per il -san è perfino esagerato. D'altronde il sistema di onorifici giapponesi è talmente fitto e codificato che quando lo trasli in italiano puoi solo semplificarlo. O lasciarlo così com'è. A me sta bene lasciarlo così com'è quando si tratta di una storia ambientata nella quotidianità giapponese.

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a me l'unico corrispettivo italiano che mi dà la stessa sensazione è il "lei" il luogo del -san

Il "lei" lo usi per -sama o in un ambito militare quando ci si rivolge a gradi più alti. Usarlo per il -san è perfino esagerato. D'altronde il sistema di onorifici giapponesi è talmente fitto e codificato che quando lo trasli in italiano puoi solo semplificarlo. O lasciarlo così com'è. A me sta bene lasciarlo così com'è quando si tratta di una storia ambientata nella quotidianità giapponese.

 

Per il sama mi azzardo a dire che val la pena scomodare il "voi".

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In realtà semplicemente il "voi" ha origini più "italiane" ed era quindi diventato obbligatorio in periodo fascista. Col dopoguerra è ben presto caduto in disuso e si è passati comunemente all'uso del "lei".

Per cui sebbene lei e voi sarebbero in realtà intercambiabili, praticamente il lei è la forma che è rimasta ai giorni nostri, mentre il voi è una forma quasi in disuso e pertanto meno comune/più particolare.

 

Qui se ne parla bene: http://www.alfacert.unibo.it/resources/progetti/corsi_moduli/ita_b1/moduli/schede/files/a2/m02p08_brevestoria.html

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Visitatore John

La sapevo questa cosa la mia traduttrice del canvas ha infatti usato il voi per far rivolgere Pandora ad Alone :sisi:

Ce l'ho scritto sul foglietto degli appunti :sisi:

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In realtà semplicemente il "voi" ha origini più "italiane" ed era quindi diventato obbligatorio in periodo fascista. Col dopoguerra è ben presto caduto in disuso e si è passati comunemente all'uso del "lei".

Per cui sebbene lei e voi sarebbero in realtà intercambiabili, praticamente il lei è la forma che è rimasta ai giorni nostri, mentre il voi è una forma quasi in disuso e pertanto meno comune/più particolare.

 

Qui se ne parla bene: http://www.alfacert.unibo.it/resources/progetti/corsi_moduli/ita_b1/moduli/schede/files/a2/m02p08_brevestoria.html

 

This.

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Barbara Chies, ma il doppiaggio lo avevi diretto tu (in parte?)

 

Avevo solo sostituito il direttore (Massimiliano Alto, forse) in un paio di turni in cui non poteva.

 

Sui dialoghi non misi mano alcuna. Sulle scelte stilistiche non dieti contributo alcuno.

 

Il mio solo suggerimento fu la distibuzione di Perla Liberatori sulla protagonista.

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