-
Numero di post
14336 -
Iscritto dal
-
Giorni Vinti
361
Tipo di contenuto
Profili
Forum
Blogs
Gallery
Calendario
Tutti i contenuti di Shito
-
Grazie Endo! Il fatto è che considerato il suo buon gusto, prendo spesso la sign di Garion come sito di news in fatto di tys&figure
-
Chissà. E' un forum pubblico, non una privata telefonata. Quando ci scrivo, intendo sempre che a leggere saranno anche altri che la sola persona con cui interloquisco. Cerco sempre di seminare. Ho avuto qualche buon raccolto. :) Veramente ho scritto l'esatto contrario. A più riprese. Lo credo così tanto (che ogni espressione umana sia frutto di esperienze personali) che APPUNTO non credo che l'opera particolare possa essere analizzata a priori da termini 'generali e più o meno astratti', e in specie prescindere dalla verità che dice l'autore (dalla cui esperienza personale l'opera nascere). Che solo l'autore conosce, invero. Che senso ha dire "ogni opera nasce dall'esperienza PERSONALE dell'autore, e tale esperienza lo dico IO a cosa sia riconducibile"? Insisto che neppure dio potrebbe. Nessuno è nella mente e nella vita di nessun altro, questo è certo. Ti invito a rileggere il mio post, dove a più riprese ripeto che: "le storie sono già state tutte raccontate" e anche che "è ovvio che ogni persona avrà in sé il suo retroterra culturale, sociale, familiare, etc" Ti prego di non deformare quello che IO penso. Quello che io penso lo scrivo io. E l'ho fatto. Così come non sei nella mente di nessun autore, non sei neppure nella mia. Non puoi sapere meglio di me quello che penso. E soprattutto, non dovresti negare platealmente quello che ho scritto solo due post fa a tuo comodo uso. Questo perché lo dici tu? Perché lo dicono in molti? So che è una tipica visione accademica. Esiste anche quella opposta. Che io e molti altri sosteniamo. Quindi? Non spacciare OPINIONI come DATI DI FATTO. Idem. Non credo che un'espressione artistica abbia una vita propria. Non è un essere pensante, è un oggetto. Che un certo tipo di accademia scambi la 'fortuna' e il 'sedimentato critico' di un'opera per la sua 'vita', beh, non mi interessa. Un'opera per me è e resta quel che il suo autore la intesa. Non è un figlio, che diviene un essere indipendente. Non pensa. E' una cosa ferma. Per me l'ermeneuitca serve appunto a SPAZZARE VIA tutto il sostrato di inutitlità che il tempo sedimenta sulle opere, ma che NON SONO l'opera. La critica NON è l'opera. E il critico NON è l'autore. Io potrò studiare l'autore, la sua vita, il suo contesto sociale, la sua cultura, tutta la sua produzione, la sua formazione, tutto. Ermeneutica buona. Empatizzerò con l'opera. Ma non mi importerà mai cosa ha detto un *terzo* di un'opera. L'autore è il primo. Parla al pubblico. Io sono il pubblico, sono il *secondo*. I terzi possono fornire spunti, ma non hanno alcun valore assoluto nel merito, no. 1) Come si fa a sapere se un autore dice e specifica qualcosa perché ci è costretto, perché ne ha voglia, per divertimento, per qualsiasi dannato suo motivo? Salvo eccezioni, non si può. Nel caso, eri di nuovo tu a presumerlo. Detto questo: 2) Chi dice che se uno è costretto poi la sua opera diviene spazzatura? Come può questo intaccare il valore dell'opera? Chi lo dice che 'avesse BISOGNO', anche se l'autore è stato costretto a? Inoltre, anche se fosse manchevole in comunicatività autonoma, chi dice che per questo è un completo fallimento? Ancora vedo un sacco di certezze spacciate per assolute ma basate sul nulla, o quasi. Non sto neppure parlando della mia 'estetica personale', però. Dico solo che anche se tu credi in certi 'elementi banali e anche scontati di critica' questi valgono solo per 'chi ci crede', e nella fattispecie io no, e nella fattispecie spiego solo perché NON ci credo (ovviamente ci sono dei motivi) e perché io li trovi presuntuosi, assurdi, controproducenti alla comprensione reale di ogni opera. Come vedi, non voglio convincere solo te. Anche questo l'ho detto io con altre parole, citando da un lato le influenze 'culturali, sociali e familiari' di ogni autore, a dall'altro mettendoci 'il particolare momento dell'atto creativo'. Amen. Resta che nessun psicanalista può avere la certezza di sapere COSA e COME ha influenzato un autore più dell'autore stesso. Insisto, neppure dio è dentro la testa della gente. Figurati un critico. La critica è un 'mi piace-non mi piace' che, per quanto (a volte) documentato e colto, non ha l'onestà di chiamarsi per quel che è. A parte il bello di natura (forse), non vedo ALTRO che 2mi piace-non mi piace" (ciao, Immanuel) e ti dirò di più: ANCHE la percezione recettiva di ogni opera, dalla più incolta alla più colta (e certo che c'è una bella differenza), quindi anche quella del critico (dal più onesto al più disonesto, e c'è ancora una bella differenza), NON PUO' prescindere dalle esprerienze personali del lettore, tanto quanto la creazione dell'opera non prescinde dalle esperienze personali dell'autore. Nota: ovvio. Ovvero presumere che lo siano, e dare per certa questa deduzione? Certo. Ho detto che i terzi possono fornire spunti. Anche all'autore. Anche gli spunti del pubblico, eh. La critica è la parte più pretestuosa del pubblico, del resto. Ma per quanto ti possa inorridire, è piena la storia di autori che hanno detestato la critica. C'è chi fa opere sue, chi le fruisce sforzandosi di capirle e poi ne parla, chi ne parla senza essersi manco sforzaro, e poi chi parla sulle opere altrui pensando di aver da speigarle al loro stesso autore, e che questo loro parere possa avere un valore assoluto. E allora perché le hai scritte? Io le mie le ho scritte perché penso che possa essere utile leggerle per te, e soprattutto per altri menti più giovani che passassero di qui. Ti leggo sempre molto strutturato, e quindi non penso (credo) di riuscire a scardinare nella tua mente quelle che per me sono nefaste falsità. Ovviamente, ci provo. Altrimenti non ti risponderei. Cerco di farti riflettere con le mie parole, che poi è il senso del comunicare. Non mi sento certo di scrivere "ma tanto quel che ti ho scritto non servirà a nulla", che è un po' uno sdegno retroattivo dopo che però ci si è già espressi. Inoltre, la mia speranza è che menti meno strutturate possano trarre il significato sensibile delle mie credenze e idee. :)
-
Garion, a giudicare dall tua sign devo dedurre che sia iniziata una nuova serie di armature di Samurai Troopers? :)
-
questo è quello che è arrivato anche a me, Concordo che questa è una lettura più corretta è onesta della cosa. Se rileggi il mio post, ho scritto da principio che ero io a non sopportare l'idea del 'voltare pagina'. Non sopporto che il vecchietto che si muoveva a stento e si era giustamente segregato nel mausoleo delle fisicizzazioni dei suoi ricordi poi -beh- 'volti pagina', affrancandosi dagli oggetti del passato. E' una cosa che trovi troppo finta e disonesta, come e più della sia 'seconda giovinezza' fisica di cui il bimbo patetico è araldo. La scena più bella del film, per me, resta quella in cui lui picchia in testa il tizio che dopo aver toccato LA cassetta della posta, con LE impronte, gliela vuiole pure risistemare. E' per me una scena di una violenza terrificante. Quanto amore in quel colpo di bastone! Mi sono commosso, davvero, a quel punto. Cfr risposta a Shuji. Non ho MAI detto di riferimenti puntuali, certo. Ho detto di influenze contenutistiche, che è diverso. L'ho detto con una base fattuale, peraltro. Non confondiamo, grazie.
-
Ok, quindi ciò che TU dici 'palese' (<- generalizzazione sottobanco di una percezione soggettiva tramite la pretestuosa estensione implicita indefinita della base della soggettività) è più significativo di quello che GLI AUTORI di un'opera esplicitamente dichiarano. Ovvero tu decidi cosa è alla fonte di ispirazione dell'opera altrui e 'te la ridi' perché ti senti più compentente degli autori stessi. OK. L'ho detto io per primo qui che le storie originali non esistono più da duemila anni. Cosa c'entra questo con le fonti di ispirazione PARTICOLARE? Senza dubbio gli umani raccontano solo storie umane, che sono esaurite dal tempo della Grecia Antica. Ma se Anno e Sadamoto dicono "Evangelion è nato come Ideon+Devilman", tant'è. Al meeting creativo per Eva c'erano loro, non noi. Poi potrò dire che in Eva c'è un po' di psicanalisi, perché ci sono citazioni puntuali e formali di testi di psicanalisi, e perché l'autore ha a più rirprese dichiarato cosa stava leggendo al tempo. Ma se uno dice 'in Eva c'è qualcosa di Pirandello', spiacente, è solo speculativo. Ovvero è negli occhi di chi guarda, e sino a controprova OBIETTIVA, resta speculativo. Anche se 'certe cose sono patrimonio della mente comune e blah blah blah', sì. Non esiste una speculazione che renda un'altra speculazione altro che una speculazione. Trovo davvero ridicolo, ma proprio ridicolo, che tu abbia il coraggio di venire a spandere verità su un opera SOPRA alla dichiarazione dei suoi autori forte di logiche speculative. E' la mente critica che prova a mangiare la mente creativa reale nell'autoreferenzialità di sé stessa. E' la ragione per cui odio la critica (e dico dai tempi della prima accademia francese, eh! Mica parlo di cinema!). Significa che ha dovuto giocoforza approfondire la conoscenza di quel particolare film. Hai mai curato l'edizione nella tua linga di un film straniero. Si finisce per forza a eviscerarlo più di quanto non si farebbe nella semplice fruzione. Fidati. Ma cosa ne sai quanto un autore ha in mente delle singole opere quando sta facendo un singolo film? Quanti film hai fatto? Quando Miyazaki ha fatto Ponyo, aveva appena letto Natsume Soseki. Aveva in mente quello. E un singolo romanzo di Nakagawa Rieko che aveva appena letto. La mente delle persone, e anche quella 'creativa', vive di suggestioni anche momentanee. Si dimostra piuttosto che la spinta creativa è spesse volte figlia di una singola suggestione del momento. Hai deciso che The Wonderful Wizard of Oz è un patrimonio IMPRESCINDIBILE della mente narrativa americana in generlae, e di Pete Docter in particolare quando ha concepito UP nel particolarissimo? Bravo tu. Ma credo che neppure Dio potrebbe avere tanta presunzione da dire CERTA una simile speculazione. Se è tutto così facile, ti invito a dirmi quali sono gli archetipi che IO come ITALIANO non potrei non avere nella mente quando domani, ma proprio domani, scrivessi una storia. Ho scritto varie storie. E ho avuto vari periodi. E ti giuro che ci sono stati periodi in cui non pensavo minimamente a Ulisse, e periodi (come questo) in cui credo che una rilettura Orfica dell'Ulisse omerico sia tutto. Ma insisto: vai piano quando da frasi generalissime come "Ci sono storie che sono ben sedimentate nell'immaginario collettivo fino a divenire prototipi archetipi di determinati personaggi e figure." desumi delle pseudocertezze particolari. Tra i massimi sistemi e il particolare reare ci passa un mare di incertezza, dubbio e mera possibilità, davvero. Stai ridento molto, noto. Il riso fa buon sangue, dicono alcuni, mentre altri dicevano che abbondasse nella bocca degli stolti. Io non so. Può benissimo darsi che nell'ideazione del finale quelle due persone americane abbiano avuto una inconcia eco di quello che è un classico per l'infanzia della loro cultura. Non l'hanno neppure negato. Hanno solo dichiarato di essersi sforzati di far si che UP 'non sembrasse troppo Oz'. Per esempio, all'inizio Miyazaki aveva pensato a Ponyo come una rana. L'aveva pensanta come una rana meccanica per l'ifluenza di Kaeru no Elta, la favola della Nakagawa di cui ti dicevo. Ma poi ha pensato che le rane fossero troppo inflazione nell'animazione del momento (Keroro Gunsou) e ha cassato la rana. Quindi se invece fosse rimasto sulla rana, quanti avrebbero detto che era un'inflenza da Keroro? Eppure non c'entrava nulla. No. Direi piuttsto che "per quanto si possano tracciare delle linee comuni per la mente comune, ogni mente particolare è comunque particolare, e in quel particolare ogni momento è un particolare del particolare". E ogni creazione reale è frutto del particolare. In cui si riflettano le linee generali di un mondo, di una cultura, di un tempo, sì. Ma queste cose si ricombinano sempre al punto che credo sia impossibile essere certi delle influenze DIRETTE di 'generale su particolare'. Fail. Qui stai speculando sentendoti più competente degli autori, di nuovo. Peggio, creando tutto un castello di carte sui LORO presunti intenti giustificatori. Double fail. Eì il loro film. E' la loro vita. E' la loro mente. Tre cose su cui non potrai MAI sapere più di loro. Non sei dio. La metodologia di lavoro di Miyazaki è agli antipodi di quella Pixar. Questi sono perlomenti fatti. Quindi Fail1. Che QUESTI PARTICOLARI autori di QUESTO PARTICOLARE film abbiamo dichiarato Miyazaki Hayao come fonte di QUESTO PARTICOLARE film è un fatto. Quindi Fail2. Che PROPIO il regista di PROPRIO questo film avesse curato l'edizione inglese PROPRIO di Howl è un fatto, e che questo fatto stia affianco al precedente è un fatto. Quindi Fail3. Soprattutto, che ti abbia fatto notare tutto questi fatti già tre volte ma tu continui a rispondermi come se non fosse stato detto è un fatto. Quindi Fail4. Ho già scritto che NON ritengo affatto Howl una 'ispirazione' per UP nella meccanica degli elementi narrativi (il castello che si muove, la casa che vola). Quelli sono stratagemmi, solo strateggemi. Per di più funzionalmente diversi: il castello di Howl si muove per fuggire dalle responsabilità e dalla crescita, la casa in UP vola per evadere da una vita in cui non ci si trova più. E nota che la cada di Dorothy vola per evadere, sì, ma dalla noia di una bimba che vive nel nulla (aka Kansas). La questione che -te lo ripeto anche se fingi di non avere letto tutto questo- viene da Howl in UP è quella dell'età interiore e esteriore, e dalla raffigurazione della 'durezza' dell'invecchiamento reale. E del 'facciamo famiglia lungo la via, vecchi e bambini e cani'. Ah, il cane è un traditore, sì. E c'è un salterino. Proprio come nel gruppo fattosi famiglia di Howl e Chihiro, sì. Per la cronaca, in Oz non vedo nulla di tutto ciò.
-
Vabbè ma questo vale anche per One Piece (tanto per citare il primo esempio idiota che mi viene) XD Sicuramente è una cosa tipica di una certa narrativa nipponica. Tutti i team di eroi giapponesi finiscono un poi in 'kazoku' (famiglia), ma sicuramente la questione era assai spiccata, soprattutto nella coniugazione col discorso 'vecchiaia' e 'recupero del senso di famiglia' proprio in Howl (e Chihiro). In One Piece alla fine fine sono più o meno una ciurma tutta sullo stesso piano, hanno tutti la stessa età. Anche le Sailor Senshi hanno i loro bravi ruoli familiari (Jupiter è la sorellona di tutte, Venus è la sciocchina, Mars è la fatale-ma-fragile, Mercury è la yutosei, Moon la pasticciona mangiona sero del sistema di riferimento), ma c'è differenza tra la combinazione di 'vecchi con bambini', cre trovo essere una schietta risposta all'idiosincrasia discomunicativa generazionale tipica di questi tempi. Si sta sendimentando l'idea che la 'soluzione' sia skippare una generazione e salvare i bambini con i nonni, più mentalmente sani -generazionalmente- dei loro stessi genitori. Non so se sia sensato, ma forse sì. IMHO, eh.
-
Shuji, per Oz credo sia il contrario. Citando Wikipedia: "Docter and Rivera cited inspiration from the Muppets, Hayao Miyazaki, Dumbo and Peter Pan. They also saw parallels to The Wizard of Oz and tried to make Up not feel too similar." Capita a volte che uno inizi a scrivere una storia, e poi si renda conto che questa è *involontarialmentw* (non intenzionalmente) simili a un classico. Un po' come con Ponyo e La Sirenetta, per esempio. :) Del resto, sappiamo bene che le storie sono state già tutte raccontate da tempo. Quanto al sillogismo, come vedi gli autori hanno proprio citato Miyazaki come fonte di ispirazione per QUESTO film, non in generale, e insisto che Pete aveva curato l'edizione inglese (= approfondito, giocoforza) PROPRIO Howl, e direi che questi due obiettivi fatti, uniti ad assonanze a mio avviso sostanziali (non già formali), siano più dei due indizi che fanno una certezza. Anche se ovviamente non si può parlare di Certezza, certo. Io 'giovane divenuto vecchio' è negli occhi del pubblico, ovvero nell'occhio della telecamera, ovvero nell'occhio del regista. In pochi minuti vedi un bambino che si 'mette con la bambina', e questa è una scena a tempo reale. Poi in fast-forward (di classe, eh!) -quindi a tempo skippato- arrivi alla sua vecchiaia. E quanco torni a 'scorrere del tempo normale', te lo ritrovi scricchiolante. Direi che la differenza è solo dove sta la magia. In Howl era 'dentro la narrazione', qui invece sta 'fuori' (nello strumento registico). L'effetto è il medesimo: riconsiderazione della vecchiaia con occhi diversi.
-
Allora, partiamo dal discorso ispirazione. Piccola precisazione. A parte che Howl/Ghibli di per se' non e' un progetto peculiare od originale ed è in qualche modo derivato a sua volta da un romanzo, se si parla di 'citazione' nei confronti del libro di Diana Wynne, e' una cosa che forse ci puo' stare. Ma anche in questo caso il discorso della 'casa che vola' andrebbe piu' a toccare il Mago di Oz (e a supporto ulteriore ci sarebbe il discorso che nella casa volante ci fossero sia un bambino/a che un cane, come del resto in Up). Quindi sarebbe assai piu' filologicamente corretto parlare del mago di oz, come immediato e molto piu' palese referente. Non mi riferivo affatto a elementi di materiale fabulistico, quanto all'evidente incipit narrativo del 'giovane divenuto vecchio' (per quanto, qui, non con la magia ma con un ffwd) le cui ossa scricchiolano, e fa pensare ai bambini "wow, che dura deve essere la vecchiaia". Era una dalle componenti di Howl che, torno a ripetere, lo stesso regista di UP ha curato nella sua edizione inglese/americana. Lui ha stesso dichiaratamente e esplicitamente citato Miyazaki come mentore e in particolare come fonte di ispirazione per UP. Tra le fonti di ispirazione, non figurava 'The Wonderful Wizard of Oz', a mia memoria. Altro elemento che credo venga dritto dritto da Howl in UP è il 'minna kazoku ni natteru', ovvero "diventiamo tutti famiglia". Il gruppo di protagonisti si allarga con successivi incontri casuali e alla fine tutti sono pervarsi da un forte senso di famiglia. Questa cosa, a dire il vero, era presente anche in Sen to Chihiro (il viaggio in treno), ma in Howl diviene focale del film intero. Su tutto il resto del tuo post, non posso che rispondere "non concordo". Del resto questo è chiaro dal mio stesso post. Io non mi aspettavo, ma avrei auspicato, un onesto e dolce suicidio del vecchietto una volta ancorata la casa sopra alle cascate. O ancora più romanticamente la sua 'morte serena' sulla giusta poltrona di sinistra. Dicono che il corpo di Pierre abbia schiuso le braccia, nella bara, quando poi vi introdussero anche quello della sua Heloise. Sono un inguaribile romantico, e trovo che il senso nella finitezza possa travarsi solo nella proiezione sull'infinito degli attimi. Ma il vecchietto che camminava a stento che "wow trova una nuova giovinezza col ragazzino half-straniero dalla famiglai atipica", beh... questo è persino peggio del finale di Gran Torino, sù. :) Sono certo che se ti dicessi "questo film profuma di una forma deforme di Orfismo" capiresti ugualmente cosa intendo. Per il resto, è comunque un film che IMHO merita di essere visto. Per molte molte ragioni. Ti lascio con una pagina di letteratura, tradotta da me medesimo, che credo racchiuda tutto il 'senso' di una vita maschile mortale. Almeno per me. (PS: 'poesia' è la terza parola più abusata del nostro dizionario, dopo 'libertà' e 'arte'. Non unirti allo scempio! ) --- II - 31 In questa solitaria fermata di rinfresco tra Coalmont e Ramsdale (tra l'innocente Dolly Schiller e il gioviale zio Ivor), passai in rassegna il mio caso. Con la più estrema semplicità e chiarezza vedevo ora me stesso e il mio amore. I tentativi precedenti a paragone sembravano sfocati. Un paio d'anni prima, sotto la guida di un intelligente confessore francofono, al quale, in un momento di curiosità metafisica, avevo tentato di volgere uno scialbo ateismo di protestante per una cura papale vecchio stile, avevo sperato di desumere dal mio senso di peccato l'esistenza di un Essere Supremo. In quelle gelide mattine nel Quebec merlato di brina, il buon prete lavorò su di me con le più spiccate tenerezza e comprensione. Sono infinitamente obbligato verso di lui e la grande Instituzione che rappresentava. Ahimé, fui incapace di trascendere il semplice umano fatto che per quale che conforto spirituale potessi io trovare, per quali che litofaniche eternità potessero essere disposte per me, nulla potrebbe far dimenticare alla mia Lolita l'oscena lussuria che io avevo inflitto su di lei. A meno che non possa essere provato a me --a me come sono ora, oggi, con il mio cuore e la mia barba, e la mia putrefazione-- che ad infinito andare non importa un bel nulla che una ragazzina nordamericana di nome Dolores Haze sia stata deprivata della sua infanzia da un maniaco, a meno che questo non possa essere provato (e se può esserlo, allora la vita è una beffa), non vedo altro per la cura della mia sofferenza che la melanconia e l'assai parziale palliativo dell'arte verbale. Per citare un antico poeta: Il senso morale è nei mortali il balzello Che abbiam da pagare sul mortal senso del bello. (H.H. ~ V.N.)
-
Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Anche Leopard ha sempre avuto un sacco di problemucci. All Hail TehTigaa -
Ed ecco il secondo film del regista 'più otaku' di tutta la Pixar, Pete Docter. Quello con l'infanzia sociopatica. Quello che è un fan di anime. Quello che è un superfan di Miyazaki. Quello che ha curato il doppiaggio inglese di Howl. La sua prima regia, Monsters Inc., svetta secondo me a tutt'oggi come miglior film Pixar di sempre. Un capolavoro di perfezione. Riesce Pete a bissare? No. Non ci riesce perché Up, a parte l'infinita ispirazione presa da Howl, è un film assai sgangherato. Intendiamoci: è un film Pixar. La qualità artistica è alle stelle, eh! L'espressività è incredibile. Lo stile è raffinato. E sì, ci sono momenti DAVVERO SPLENDIDI. E anche un sacco di belle trovate, certo. Ma tutto sembra legato insieme piuttosto male. E soprattutto, mentre un sacco di cose interessanti restano delicatamente sul fondale (la vecchiaia, l'isolatria, la voglia di fuga, l'idiosincrasia intergenerazionale), il tema principale del film mi è DAVVERO ODIOSO! "Puoi sempre ricominciare, anche dopo la più grande delle perdite." Ve benone che una FEMMINA l'avessi scritto al marito in fondo al diario, ma che lui accetti la cosa, beh, proprio no. Talvolta la più bella delle storie cerca solo un degno finale. E bisogna saper vedere quando quel momento è giusto. Non ci si può ingannare che tutto possa proseguire. E non sto parlando del film, sto parlando della vita umana. Alla fine, l'ho trovato un film piuttosto vile. Viel perché gioca sull'inganno del "accetta la vecchiaia", ma poi la vecchiaia non è più tale. Peggio che per Sophie (e poi lì almeno c'era la magia di mezzo). L'abbraccio di Sophie e Howl, che ritrovano le rispettive età dei loro sessi (lei, innamorata, manderebbe tutto il mondo a quel paese per vivere col suo uomo, lui che rifuggiva le responsabilità infine si responsabilizza per difendere lei) è una cosa. Ma qui è il contrario. Il vecchietto che butta i ricordi di una vita fuori di casa per uno stupido uccello (ma come gli piacevano gli scheletri delle precedenti prede del grande-avventuriero-idolo-d'infanzia!) è solo viltà nei confronti della propria vita vissuta. Fail.
-
QFT&E :)
-
Puoi dirgli dove e come indicizzare se proprio non ti piace che si metta ad indicizzare troppa roba. A parte che poi come fai a fare a meno dell'indicizzazione? Ho provato a dirgli 'non indicizzare nulla'. Non mi ha ascoltato. Il mio rimedio alla non-indicizzazione è un HD perfettamente ordinato da 10+ anni. Mai ricerche. Mai minimali a thumbnails. Semplicemente nomi sensati secondo croterio in un albero di cartelle ordinato secondo criterio. :) Anche per questo, per me Time Machine di OSX è uno stupido videogioco. Spotlight è solo vagamente utile. Il miglior implement di un OS è un utilizzatore educato. Al contrario, le features dummies-proof non fanno che rendere tutti gli utenti dei dummies, perché uccidono la NECESSITA' di apprendere l'OS, e la virtù nasce dalla necessità. Un po' come dire che mettendo balaustre ovunque stiamo allevando una generazione di scoordinati bambocci che senza un parapetto cadrebbero ovunque.
-
Is this confirmed? Io sono con Xp sp2. Sp3 per me è fail anche solo per Windows Desktop Search e le sue indicizzazioni interminabili... Però, col nuovo mini dovrò reinstallare anche un Win, e mi chiedevo se non cambiare la squadra vincente oppure passare a Vista. Suggerimenti welcome.
-
Ammetterai che cose come la sorella di Hilda o il maggiordomo di Saori (shinai included!) sabbero davvero epici. L'uscita ufficiale le vegliardo violaceo spalanca nuove porte, là dove nessun fagiano si è mai spinto! Voglio davvero tutti i bronzini in versione bambini dell'orfanotrofio, con il kit per il sorteggione incluso. Anche il ministro di Ares sarebbe notevole. Quello con un occhio di vetro e una sorta di elmo dalle sembianze di gufo. Epico. Intendiamoci, per me se han fatto il Crystal Saint possono fare DAVVERO tutto. Non vedo nulla che meritasse damnatio memoriae più del Crystal Saint.
-
E l'anello life-size da indossare tra amichette? Che fine hanno fatto i gadget life-size a là pupazzettidisailormoon? E il corvo, soprattutto? BTW, per completare la serie polarettica manca anche la sorella bionda di Hilda (sì, non ho voglia di googlare il nome real, ammesso che quello girellico fosse fake).
-
A un primo Touch&Feel test Seven mi è parso un po' troppo baraccone per i miei gusti, ovvero ricco di quelle cose che vogliono essere ed apparire fiche, e che quindi dopo 4 secondi mi affaticano occhi e mente... :/
-
Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Mela-Z, ovviamente! ^^ -
Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
La necessità di due tasti aggiuntivi sul mouse dipende ovviamente dal modo di uso di OSX. Non avverto infatti alcuna necessità di terzo e quarto tasto in ambiente Windows. Nel mio caso, io uso molto il Desktop come era nato per essere utilizzato: come 'primo appoggio' per tutti i file da smistare, organizzare, gestire in varie cartelle e applicativi. Conseguentemente, è per me fondamentale poter passare 'on the fly' a una determinata cartella, o al desktop 'pulito' (senza finestre a coprirlo). Questa cosa viene ottenuta tramite taskbar in Windows, che mostra i processi attivi e ha un tasto per mostrare il desktop pulito. Ma il Dock di OSX non permette ciò. Quindi, se ho un file sul Desktop che voglio spostare in una finestra di cartella nascosta sotto due quelle di due applicativi, come faccio? Tasto cetrale del Mighty -> Exposé tutte le finestre. Prendo il file da Desktop, e tenendolo selezionato uso il tasto 'grip' del Mighty -> Exposé mostra tutte le finestre, e quindi ne seleziono una trascinandoci sopra il file in questione. Senza i due tasti aggiuntivi o passo da tastiera per ottenere le stesse funzionalità, o uso gli angoli attivi che però sono scomodi da attivarsi quando si sta trascinando un file, imho. :/ Comunque anch'io non amo i Mouse. Spervo in un TrackPod da attaccarsi a DX o SX della mia tastiera Apple ALU wired. Sono molto contro il wireless per le periferiche di controllo, peraltro. -
Mondo Apple (sempre più QUALITY)
topic ha risposto a Shito in una Brarez nella sezione PC Zone (TechnoFap included)
Provato il Magic Mouse. Commento: EPIC FAIL Dal punto di vista del design, è facilmente il più bel mouse di sempre. Compatto, essenziale, pulito. Il click è meccanico. Ed è un mouse con un solo click reale. A questo si aggiunge un 'secondo click' (a dx o sx, si imposta via software) che utilizza il riconoscimento del tocco in superficie, e funziona benone. Lo scrolling multidirezzionale, che nel Mighty mouse si effettua con la pallina, qui funziona con lo sfioramento del Touch Screen, e funziona benone. Quindi, sfiorando a DX e SX con due dita, si scorllano le pagine in docoumenti multipagina. OK. Allora perché FAIL? Perché, rispetto al Mighty Mouse, mancano due e dico DUE (2) tasti ad uso esclusivo. Che, tipicamente, vengono assegnati a funzioni di Exposé. Che, per chi non fosse pratico di OSX, è quel che rende OSX utilizzabile. Allo stato attuale questo Mouse resta uno scintillante gingillo assai poco utile. Sarebbe forse utile con Windows, dove due tasti e un sistema di scrolling sono sufficientissimi. Ma con OSX proprio no, sorry. OSX senza controlli immediati su Exposé è fallimento, per me. Peccato. :( -
Semper Fidelis
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
VD: "Chi è causa del suo mal, pianga sé stesso..." SS: "AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAARGH!" Scegliete voi tra: EPIC FAIL NEOLINGUA ORWELLIANA -
Le DIVICHE
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Orion dice "addio monti sorgenti *dai ghiacci*" Non so se sia più triste che qualcuno lo abbia avuto a scrivere, o che tu lo abbia a ricordare. -
:lolla: Ma chi ce la fa a mangiarlo? E quanto costa? Impossibile is nothing. 777yen is teh cheap. I'd hit it.
-
Mah, il taglia sui file è pericoloso. E' facile perdere roba random, a quel modo. Il tasto destro sul mouse credo sia arrivato nel 2005 (non ho voglia di Googlare l'uscita del Mighty). :) Cioé? °_° Comunque un'ottimo integrativo del Finder è questo: http://www.irradiatedsoftware.com/sizeup/ davvero essenziale. :)
-
Le DIVICHE
topic ha risposto a Shito in una Fencer nella sezione I Cavalieri dello Zodiaco (aka Saint Seiya)
Perché ricordo una frase del tipo: "In lui RIVIVE il mito di Sigfrido?" E' un'invenzione del mio cervello adolescente tipo correzione automatica degli errori in lettura? Resta che Siegfried ha l'armatura più fikerrima della serie hands down, period. Sembra la V1 di Shiryuu incavolata blue e mixuppata con quella di Gemini. Per superare la fikeria di quella c'è voluto forse Radamanthis. Ma la Robe di Sieg è più minimalista e quindi più , si capisce. -
Non sbagli di una singola lettera.