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Per esempio, molti dei primi giochi del mio amato NeoGeo, erano obiettivamente dei kusogee, nel senso che da giocare erano pressoché un pezzo di legno. Però la componente (la cifra) stilistica li rendeva kakkoii anyway, e quindi sono entrati nella storia, anzi sono invecchiati bene: essendo giochi di merda sin da principio, non si è mai "preteso nulla" da loro, mentre invece certi giochi carini all'uscita sono poi diventati outdated nell'evoluzione del loro genere... :)
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Capisco che, a dispetto di quanto gli appassionati nostrani credano, da noi manga e anime siano arrivat dall'Atlantico. Ma vi prego: OVA, non OAV Bishoujo *nantoka*, ero-*nantoka*, non 'hentai'. Essenzialmente le cose 'bishoujo' (belle fanciulle) dopo poco divennero le cose 'con le donnine' (ne senso italiano settantino), più o meno (sempre più) discinte. Poi le cose facendosi pesanti, inventarono l'uso del prefisso 'ero-' Erogee (GAME - geemu, da cui i vari composti tipo 'geesen' da Geemu Center [geemu senta-], da cui 'GeeSen-Zoku, la mia tribù, nomché GeeManto-, il nostro imperituro eroe), e il mitico termine 'kusogee', gioco di merda.
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Quote Ma quando si parla di discomunicazione, visto che si sta trattando l'argomento, non bisogna dimenticare che Gundam e' proprio il primo caso. La prima serie di Gundam e' la storia della ricerca di comunicazione da parte di Amuro. Con la madre, con il padre, con l'altro sesso. C'e' gia' il perfezionamento dell'uomo: la donna migliora l'uomo, l'uomo migliora la donna. Ci fu una grande risposta (tardiva) di pubblico, c'erano gli universitari a seguire la serie. Sicuramente in molti hanno capito. Ma alla fine tutto si risolse con Gundam "real robot". Tutti a vedere solo quello. Pure Tomino cadde in depressione. Non a caso poi ha fatto Zeta Gundam. Non a caso Camille e' un otaku che finisce lobotomizzato. E' triste vedere come la storia si ripeta, anche in questo ambito. Caro Garion, ti prego di droppare la discutibile traduzione che feci per Jinrui Hokan Keikaku. Traducendo correttamente 'hokan' con 'complementarità', ti do quindi ancora più ragione nel discorso da te citato di 'uomo + donna'. In questo senso, anche Macross ha attinto a piene mani da Gundam e -beh- dal common sense dell'umanità. A tutti tanne Garion: ovviamente voi sapete che 'hentai' NON è un genere di manga/anime/geemu, vero?
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(Shuji non perderti la risposta precedente che ti ho fatto, il mio secondo post di fila ha cambiato pagina) Ah, per favore, ma chi ha inculcato in voi l'idea che fanservice = "componente ecchi"? La violenza gratuita è fanservice. L'Eva che *sbrana* Zeruel è fanservice. Il dettaglio tecno-militare é fanservice. In Gunslinger Girl, ad esempio, sono fanservice tanto le rori che i teppou. Così come in Top wo Nerae erano fanservice tanto le bishoujo che i robotto. Non ha senso pensare che il fanservice sia necessariamente 'di tipo erotico', e che indi i prodotti erotici siano 'tutto fanservice'. Il fanservice si intende come un generale 'omake' gratuito fatto ai fan nei loro *vari* punti di gradimento fetish, tutto qui.
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Quote Quindi se ho capito bene il discorso, la 'seconda' e anche la terza generazione sono prettamente di tipo 'passivo? Se questa e' l'unica cosa che le accomuna, perche' una distinzione tra seconda e terza? E' un crescendo di passività. La seconda è prevalentemente passiva, ma semi-conscia. La terza è autoreferenziata a pressoché oblivia nel consumo.
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Quote Anche il libro che tu citi mette in scena un cataclisma che cancellerebbe l'intero Giappone in breve tempo, dunque iperbolico, e che unisce tutti nel dramma. Qui no. Qui Tokyo è crollata, ma a Sendai e a Nagasaki la vita continua esattamente come prima. Ed è questo, forse, il lato più spaventoso dei disastri.... Nel caso di Violence Jack, il Kanto disastrato veniva allegramente 'abbandonato a sé stesso' dal Giappone, che lo riteneva 'insanabile'. Da cui l'evoluzione in 'terra di nessuno'. A parte le tipiche digressioni sado-porno alla Nagai, quel soggetto aveva degli spunti socio(eto?)logici interessanti, infatti.
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Quote Curiosita'; se l'hai letto "Genshiken" di Shimoku Kio, del 2002, di quale 'generazione' tratterebbe? No, non l'ho letto, anche se ne ho sentito un po' parlare. A naso direi che era una rielaborazione fasulla della fisrt-gen (cfr Otaku no Video) edulcorata per i sopravvissuti second-gen che permangono nella terza. Oltre a essere una parte del progetto di sdoganamento (come Densha Otoko, come Kekkon Dekinai Otoko), da anni in atto per ripulire i 'nuovi consumatori' (third-gen) dall'alone di sordido che ancora li sfiorava (vedi Miyazaki Tsutomu).
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Quote Mah, la risposta mi pare sensata e contiene diverse informazioni di antura personale su Anno di cui non ero a conoscenza. Sapevo più generalmente di come Eva avesse rappresentato un terapia alla depressione, ma non da osa questa depressione derivasse. Tuttavia ci sono alcune cose che non condivido. E' strano, perché sembra che tu abbia capito tutto il mio post, ma non il senso del tutto. Ovvero: io volevo darti un quadro interpretativo. Elementi ermeneutici. Non un giudizio di valore sull'opera, che a diritto emetti tu come ciascuno. Io ho piuttosto inteso fornirti degli strumenti, altrimenti in base a cosa ti fai una tua idea/giudizio? Quote Primo, la si sta buttando troppo sul personale. Io giudico un'anime per quello che è, per i suoi contenuti e per come è realizzato. Non potrei rivedere ogni mio giudizio a causa delle vicessitudini personali dei suoi autori, perchè è impossibile conoscere la vita di tutte le persone. Dovrei giustificare pure Strike Witches a 'sto punto, perché la povera Gonzo si trova con l'acqua alla gola e gli servono soldi. Non devi infatti rivedere nulla in questo senso. Quello che ti ho scritto è una chiave interpretativa. Ogni opera è un modo comunicativo, quindi il punto è: COSA voleva DIRE colui che PARLAVA (l'autore?). Questo è il principio di ogni analisi di un'opera narrativa, I M H O. Se la risposta è: l'autore non voleva dire NULLA, per me è caso archiviato: l'opera NON ha raison d'etre, e non avrebbe indi dovuto esistere. Se invece c'era qualcosa che l'autore diceva ci chiederemo: è RIUSCITO a farsi CAPIRE? Se sì, bene, applausi. Se no: come mai? E si va avanti. Quote Secondo, tu parli di fallimento, ma in che termini? Economici non di certo. E' forse un fallimento artistico? In questo caso perché insistere così tanto sul nome a distanza di anni. Se Anno considerasse così fallimentare la sua opera l'avrebbe abbandonata. Probabilmente avrebbe pure smesso con l'animazione. Non ne avrebbe tratto negli anni immediatamente successivi due film, o no? Un fallimento comunicativo, ovvero artistico. Dato che era un'opera meta-comunicativa (comunicava sulla difficoltà dalla comunicazione interpersonale), l'essere stata completamente fraintesa, ovvero persino snobbata nel suo contenuto, dal suo PUBBLICO DI RIFERIMENTO costituisce una perfetta discomunicazione sustanziale. E' come se tutti i critici, dinanzi a "ce ci c'est pas une pipe", avessero detto: "cazzo dice, è proprio una pipa! che titolo di merda! però è dipinta benissimo, che bella pipa!", capisci? Quote Ma poi, non è forse stato proprio Anno a dire nel 2005-2006 che l'animazione odierna faceva schifo e che serviva qualcosa di nuovo, di innovativo, una rivoluzione insomma, per donargli nuova linfa vitale? Lui invece cosa ha fatto? Ha fatto il remake della sua serie. La serie che per lui dovrebbe essere un fallimento. Certo, sicuramente vorrà cambiarla per renderla adeguata ai tempi, ma siamo proprio sicuri sicuri che non avrebbe potuto parlare anche dei medesimi temi con un altro progetto totalmente differente? Ed ecco tutte le ragioni per cui per me Rebuilt = chissenefrega. E' una cosa che ho scritto anche in un post sul blog ai suoi tempi. E' una mossa che non posso condividere, anche con l'abbandono di Gainax per Khara. Più che una risposta, è un tradimento. Si aspettava una soluzione alla Tesi dell'Angelo Crudele, non l'adesione a quella. Così erano bravi tutti. Quote Ok, adesso la butto io sul personale e faccio un esempio di fallimento personale. Per farti un esempio che sicuramente conoscerai, su cui però suppongo la pensi in modo diametralmente opposto a me, pensa al Castello errante di Howl di Hosoda. Gli chiesero di conformarsi all'estetica Ghibli e non tentare azzardi di stile, gli chiesero di riscrivere da zero la sceneggiatura perché le sue idee non andavano bene. Lui disse chiaramente che non avrebbe sacrificato così tanto della suo idea, lo avrebbe considerato un fallimento artistico, e perciò decise di lasciare. Andò a fare un film di One Piece. Così' facendo ha rinunciato ad una popolarità (e a dei soldi) che difficilmente otterrà mai alla Madhouse. Hosoda ha tutta la mia stima. Ha sicuramente evitato un grande fallimento artistico, ha fatto l'otaku. Va benone. In questo Hosoda > Anno. Spiace dirlo, ma è così. Nous sommes durs et purs. (We accept him, one of us!) [Miyazaki è un otaku Zero-G. Un otaku non si può impiantare nel regno di un altro. E' la semplice realtà.]
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Quote No certo, quello "che c'è da veramente da capire" va bene così, ma il punto è: quanti ci sono arrivati di primo acchito? In quanti hanno invece pensato che il focus della serie fosse tutt'altro? Tu stesso hai detto di aver speso buona parte del tuo tempo per rieducare ai reali contenuti dell'opera i presunti fan di Eva e di aver poi desistito nell'impresa vista la scarsa ricettività. Questo suggerisce che "quel che c'è veramente da capire di Eva" non è stato presentato in modo così cristallino e che anzi in molti abbiano frainteso "quel che veramente" voleva dire Anno. Quindi? Quindi ecco il vero MONUMENTO ALLA DISCOMUNICAZIONE, seguimi perché è un quid sociopsicologico da manuale, davvero: Anno è un otaku di prima generazione. Pensa, pensa a sé stesso, cade in depressione. Di mezzo c'è il rifiuto della Hidaka, l'abbandono di Okada, un sacco di cose. Anno, come tutta la Gainax, incomincia a fare vero e proprio studio di meta-otakuzoku, pensa all'otaku che è e che rappresenza. Il risultato di tutto questo è Evangelion. Anno in qualche modo ne era uscito. Era arrivato alla conclusione che l'otakuzoku avesse una via di uscita. A questo punto, concepisce EVA. In Eva mette tutte le suggestioni del suo periodo di autoanalisi, e mette in in scena il 'dramma psico-cognitivo esistenzialista' di un otaku. Da questo punto di vista, Shinji è *semplicemente* Amuro 2.0 (Garion, mi leggi?), ed è anche *più* realistico, a dispetto della 'sci-fi mistica' della serie. Mi segui fin qui? Ok, Anno mette in scena tutto questo per dire agli otaku suoi spettatori: ecco come vanno le cose, ecco come io sono riuscito a venirne fuori, potrebbe valere anche per voi! Oh, nel fare questo diviene molto visceralmente coinvolto, fa saltare il piano originale, e va tutto bene, perché a serie ne guadagna grandemente in vigore narrativo. Si era stressato, sì, ma fortemente appassionato. Alla fine resta senza soldi e tempo, eh beh, che fare? To hell con la fabula! Allora con del buon sperimentalismo finisce di dire solo quello che stava dicendo davvero, "tanto il mio pubblico avrà capito..." E P I C - F A I L Il pubblico non aveva capito un cazzo. E manco voleva capirlo. Il pubblico voleva gli OMG robbottoni viola che si pigliano a cazzotti, la soluzione degli OMG misteri, e amen. Vi spiego l'inghippo. Anno è un otaku di prima generazione. Gli otaku di prima generazione NON avevano prodotti 'loro dedicati'. Avevano prodotti generalisti dentro i quali scavare con la loro monomania. Libri. Riviste. Film. Animazione. Un otaku di prima generazione scava in tutto questo, registra dalla TV (il mercato degli home-video è agli inizi), e accumula i suoi feticci facendosi COMUNQUE una cultura trasversale dell'immaginifico. Mi segui? Questi otaku first-gen sono quindi 'otaku forti', e lo sono per forza: a scavare ti fai le ossa. Essendo 'forte', dopo la fase passiva (consumo) viene la parte attiva (produzione), e infatti gli otaku first-gen diventano spesso creatori: di doujin, di garage-kin, di ANIME! Gli otaku first-gen sono diventanti una generazione di autor fan-turned-pro di cui la Gainax è l'araldo. E cosa è successo? Hanno iniziato a fare prodotti 'da otaku per otaku'. Questo ha indebolito l'otakuzoku, perché ora gli otaku avevano la pappa pronta, fatta apposta per loro. Buona, per carità, ma pronta all'uso. Serie e film di anime, poi gli ova, e poi il mercato home-video, dico VHS e LD. Siamo così alla seconda generazione dell'otakuzoku. E' una generazione viziata, capisci? Quindi Anno pensava di parlare ai 'suoi', ma parlava a 'loro'. A questi nuovi otaku viziati, dei guai seri dell'otaku forte, che si rende conto del suo 'problema', non fregava nulla. Tanto papà mi paga le VHS. Quindi Eva = EPIC FAIL. Quindi discomunicazione. Quindi tutto quello che Anno pensava di aver 'risolto' e 'ritratto in Eva', gli è proprio RIVOLTATO CONTRO in senso sostanziale. Riesci a immaginare un fallimento più vivido? Io no. Il risultato di questo è il finale cinematografico, che inverte tutto l'ottimismo del finale della serie, e rimanda alla disperazione pura della comunicazione umana. :) E da lì, proprio da Eva, il mercato dell'otakuzoku sarebbe stato sconvolto, e sarebbe sorta la terza generazione. Quella dei DVD, dei modellini, e degli storditi del tutto brainless. Che sono diventati tali e tanti da essere un soggetto/acquirente interessante persino per semi-major, disposte malignamente a spingere e spingere il consumo di quasi-massa, come nella generazione prima si era ingenuamente cominciato a fare *inconsciamente*. Siamo ora sul finire di questa terza generazione. Si auspica a un rinascimento per la quarta, se ci sarà. Okada ha già scritto un libro intitolato "Otaku ha sudeni shinde iru". L'ha scritto già qualche anno fa.
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Quote A me sembra la fraintendibilità assolutamente spoporzionata di Eva sia un difetto parecchio grave, che non ha scusanti. Vallo a dire a Lynch... (btw insisto che "quel che c'è veramente da capire" in Eva NON è affatto fraintebile, neppure un po')
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http://en.wikipedia....iki/Japan_Sinks Da notare il regista del remake. Il film originale mi pare fosse citato a più riprese in Top wo Nerae!, per non dire che si tratta praticalmente del film che Shinji va a vedere nell'all-night cinema nell'ep.4, salvo la ricontestualizzazione al S.I. Comunque è buffo dire Eva non sia realistico. Cosa importa quale sia la 'presunta causa' del disastro? A parte che in Eva hanno cambiato la 'vera causa' del S.I. dodici volte, il punto è: c'è stato un disastro globale. Questo è il setting narrativo di Eva, la cui ambientazione sociale è chiaramente il Giappone del 1995, manco futuribile. Anche Hokuto no Ken, che riprende proprio da Violence Jack (più Interceptor/MadMax) è lo stesso. Poco conta che il disastro sia atomico, il what if resta lo stesso: "se domani ci fosse IL disastro, come sarebbe ridotta la nostra società?". Una cosa simile la trovi anche in Arjuna, e in modo ASSAI realistico. :)
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Quote Be' comunque credo che ci sia comunque un primato. Nel senso, VJ è nato inizialmente come manga a cui sono seguiti degli OAV. TM 8.0 è nato come soggetto originale per un'anime. In effetti è difficile trovare precedenti in cui uno scenario post-catastrofe naturale sia stato trattato con taglio realistico direttamente in animazione. Un altro caso, analogo a VJ, sarebbero gli special di A Spirit of the Sun, tratti però dall'omonimo manga. In Doomed Megalopolis (anime assai roggerico) ci sono riferimenti al terremoto del Kanto, ma sono oav con una forte componente soprannaturale. Non capisco bene perché sarebbe sensato considerare un primato narrativo all'interno di un singolo media come l'animazione, senza considerare invece quelli da cui attinge. Il Giappone ha una lunga tradizione in fatto di 'narrativa catastrofica': a naso mi viene soprattutto in mente il classico "Il Giappone affanda" (e relativo remake). Ovviamente, se parli di "disastri naturali come presupposto narrativo della storia", ti dovrei dire che anche Eva si apre proprio col mondo allagato post-second Impact. Ma che dire? Dai Sette Giorni di Fuoco di Nausicaa (il referente di Eva, nel caso), al mondo di Mirai Shounen Conan, o per sino di Hokuto no Ken, con l'anatemico zampino della scienza/guerra umana bipenne o meno, la salsa non cambia. :) Semplicemente, il Giappone ha una memoria storica di disastri sia naturali che umani assai vivida, e questo si riflette nella loro proiezione narrativa. I daikaijuu, invece, sono un altro filone/concept, in quanto più che 'un disastro globale', che 'un dannato mostro che fa danno individualmente', ed è altra storia. :)
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Il 'grande terremoto del Kanto' è infatti la premessa dichiarata del Giappone di Violence Jack. :)
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Quote Eppure è la prima volta, mi pare, che la cosa viene mostrata esplicitamente in un anime invece che sublimata in metafore tipo Gozzilla o i vari mostri meccanici (fino agli Heterodyne di Daiguard ) Welcome to Violence Jack.
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[NERD] L'angolo delle seiyuu
topic ha risposto a Shito in una Marko nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Diressi sia Novara che Ponticelli su ruoli minori in RuroKen (Seisouhen), MegamisamaGekijouban e Saikano. Attendevo coomenti soprattutto sul secondo, essendo un lavoro milanese che considero molto ben riuscito. :) -
[NERD] L'angolo delle seiyuu
topic ha risposto a Shito in una Marko nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Se il mio parere vale qualcosa, ho trovato sia Renato Novara che Benedetta Ponticelli squisitamente dotati. :) Tuttavia non li ho mai ascoltati che quando li ho diretti io stesso, quindi magari in altri modi/sedi/occasioni sono risultati in cose peggiori dell'impressione che mi hanno lasciato. Ma questo in effetti è valido nella mia mente per ogni doppiatore... -
[NERD] L'angolo delle seiyuu
topic ha risposto a Shito in una Marko nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Norio Wakamoto sings Lucky Star OP (full) -
Quote Quote Kubrick ne sa. Attento a citare certi nomi in questo forum, potresti risvegliare inquietanti presenze (soprattutto se intuisco quale film di Kubrick hai in mente). Almeno: Lolita (che però non è perfetto) e Eyes Wide Shut (che è più prossimo alla perfezione) Ma la lezione Kubrikiana viene da tante opere. :)
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Due spunti: 1) Ogni modulo espressivo vive di canoni propri. E' impossibile pensare che un buon libro possa diventare *fedelente* un buon film, dato che ciò che rende grande un libro non renderebbe grande un film, e viceversa. Indi, la 'fedeltà' nella trasposizione transmediatica è piuttosto una trappola, imho. Kubrick ne sa. 2) Completa è un'opera che, a mio avviso, esprime in maniera esaustiva quel che voleva esprimere. Non è una questione di meccanicismo narrativo, ma di 'teleologia narrativa', semmai, ovvero non la compiacenza di 'dire tutto', ma la capicità di raggiungere perfettamente un fine (della narrazione stessa). :)
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Quote Quote Quote Quando una cosa è perfetta (<- significa originariamente 'completa') non necessita di aggiunta alcuna. Spe', dissero questo? No, lo disse Shito. Capiamoci. Che la 'perfezione' non necessiti di nessuna aggiunta e nessuna sottrazione, è una semplice verità linguistica (questo si intende correttamente per 'perfezione'). Che IO consideri l'originale serie di Haruhi una cosa perfetta, beh, chiaramente è una mia opinione. :) Darion, al di là dei tuoi rolleyes, NON sto giudicando la seconda serie. Sto dicendo che A PRESCINDERE da essa, non ritengo che la serie originale avesse necessità di seguito ALCUNO, essendo PER ME *perfetta*. E infatti NON ho parlato della seconda serie, figurati giudicarla, ma espresso un parere sulla 'logica strutturale del sequel in ragione dell'originale', che è altra cosa.
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Quote voglio la notarella di shitarello Quote Shito probabilmente sclererà, ma io sono felicissimo del rerun in ordine cronologico, con puntate nuove per integrare tutti i buchi! Personalmente, come ho già scritto, non sentivo alcun bisogno di alcun 'seguito' della versione animata di Haruhi. Quando una cosa è perfetta (<- significa originariamente 'completa') non necessita di aggiunta alcuna. Tuttavia, volendo produrre un seguito, credo se la siano cava con un'idea che è geniale da molti punti di vista, e al tempo stesso era l'unica cosa sensata da farsi. Quindi, applausi. :)
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QUALCUNO UCCIDA I TELETUBBIES!!!!!!
topic ha risposto a Shito in una kevin8 nella sezione Film e telefilm nel salotto di casa
Credo che ci siano da sempre due teorie sullo sviluppo psicocognitivo del fanciullo: 1) tratta l'infante come un mongoloide 2) tratta l'infante come una persona normale Sarò un po' Rousseau-iano, ma sono per la 2. NON-CI-CREDO che a creare un ambiente (anche solo visivo) 'a dimensione (presunta) della psiche infantile si faccia del bene. Non ha senso. E' innaturale. La mente di ogni creatura è fatta per svilupparsi nella naturale socialità della sua razza, con i limiti che gli vengono dalla natura stessa. Ripeto, non esiste un mondo com quello dei Teletubbies, e i bimbi devono semplicemente vedere/sentire il mondo normale, che è quello per il quale si devono formare. Imitando i Teletubbies, e quasi come se si pretendesse che un bambino potesse psicosvilupparsi mettendolo in un box di soli altri neonati. E' una cavolata tremenda, imho. Del resto i bambini NON imparano a parlare facendogli BAAAAH e BOOOOH, ma parlandogli normalmente dinanzi. Per natura, il bambino imita. Si sforza di imitare e riprodurre i suoni che sente, e così impara a articolare i fonemi della lingua del paese in cui nasce. Tutto qui. Quindi IMHO Teletubbies = cerebrolesione. Kevin, sono serio, eh! -
Una scoperta sensazionale!
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Che stress che anche la distribuzione a noleggio non funziona decentemente. In caso, scaricatelo. :) Quanto al film che ormai 'chi lo voleva vedere l'ha visto' benissimo, d'altro un valore di un film (specie di quella caratura) non è 'a consumo', ma credo resti nel tempo. :) -
Una scoperta sensazionale!
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Quote Quel film credo siano riusciti a vederlo in pochi... Troppo difficile noleggiare un DVD? -
Una scoperta sensazionale!
topic ha risposto a Shito in una Shito nella sezione La tesi dell'angelo crudele
Pensa Kevin, ricordo distintamente che la prima serie dei Teletubbies venne doppiata nel periodo di Eva. A quel tempo, nel cast dei Teletubbies c'era anche Ilaria Latina (aka Asuka), una persona squisita (oltre che molto brava) con cui ho da sempre avuto un cordiale rapporto. Mi raccontava che nel doppiare i Teletubbies ogni tanto dovevano fare 'pausa' loro stessi perché gli sembrava di impazzire. Non feci mai fatica a crederlo. Ah, parlando della brava Ilaria: nessuno ha notato/gradito la finezza dell'averle fatto doppiare la 'signorina' in Battle Royale.