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Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)
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No, a nessuno di specifico. È che quando provo a parlare di EVA in reaktà mi chiedo sempre chi possa essere realmente interessato, al di là delle banalità, delle scemenze, delle letture "da anime shounen". MA non dar peso a queste mie parole: sono i vaneggiamenti vittimistici di un veccho mezzo-otaku invecchiato male. :-) Capisco il dubbio e il suo fondamento. in genere scioglierlo (quanto più possibile) sarebbe compito della più sana ermeneutica funzionale, a sua volta radicata nella più rigida esegesi delle fonti, ma senza dimenticare una percezione diffusa del tutto, sempre imprescindibile nella comunicazione umana. Secondo me. Mi chiedo spesso anche io, dinanzi a un grande successo, quanto sia imputabile a una percezione (anche solo inconscia percezione) del suo profondo, e quanto al godimento superficiale della sua godereccia e goduriosa superficialità. La risposta che mi do nel 2020 è: dipende dal fattore T. un grande ma effimero successo può venire anche da una gustosa patina, ma un amore duraturo nasce sempre da qualcosa di più profondo, non importa quanto indigesto sia. Credo invero sia il contrario. Come insegna la Volpe al Principino, è il tempo investito nell'addomesticare persone e cose che ci lega a quelle. Quindi ciò che è di facile comprensione, è di volatile memoria. Al contrario, ciò che è criptico, ermetico persino, ma profondamente significativo lascia un segno altrettanto profondo nelle persone e nel loro mondo. Secondo me. -
A quando tutte le cloth/robe/scale/surplice da altro produttore? :-D
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Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)
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Oggi sono proprio in vena di liquidazioni... È la cover di una canzone francese molto amata in Giappone, originariamente la theme song di un film che mi pare si intitolasse "La femme de ma vie". Magari poi la certo e la posto, non so dove. Questo è il titolo del capitolo "cuore" di KareKano: il sonetto di lui & lei. È il capitolo dove Yukino inizia davvero a "curare" Arima, bambino abbandonato (ma sul serio, non come Shinji). Nel confronto tra i due, i "non devi fuggire" di lei, che lo esorta ad affrontare un passato sepolto, sono innumerevoli. Credo sia il capitolo 72 del manga. Tutto il manga prende titolo da questo capitolo chiave: Il sonetto di lui, il sonetto di lei, il sonetto di lui e lei -> le situazioni di lui, le situazioni di lei, le situazioni di lui & lei. Yukino "rompe" Arima ricevendone la violenza, letteralmente. La notte dopo sogna di lui placido, e si tocca il ventre al risveglio. Lui si pianterà un taglierino nella mano, ma poi lei lo confronterà ancora più dura per tirarlo fuori dal suo guscio. La nonchalance con cui spacca un vetro (uno specchio?) col dorso della mano per farle vedere che è stato solo un cretino a ferirsi, ed infantile, è grandiosa. "non ho detto no neppure una volta". E lui ancora a autocolpevolizzarsi. Per difesa. Ma Yukino è Yui, non è Asuka. E Shinji non è Jean. Come diceva qualcuno, almeno uno dei due deve avere ricevuto una mela, per spartirla con qualcun altro. Due metà senza mela, come farebbero? Chi volesse capire Evangelion, potrebbe cercarne il senso raccogliendo queste molliche di pane, risalendo fino a Miyazawa Kenji e Akage no Anne, a Hisashi Inoue e Takahata Isao. Non so che smiley mettere in chiusura, quindi credo che non ne metterò nessuno. -
Ma non era già uscito da altra azienda?
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Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)
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A beneficio di tutti (?) gli interessati (???), posto un link di un articolo molto informato di redatto sul suo sito da Filippo Petrucci (Nevicata): http://distopia.altervista.org/2017/07/one-more-final/ Ci sono eufemismi e retorica, ma il contenuto è tutto giusto. Sulla traduzione: あんたなんかに殺されるのは... まっぴらよ! Anta nanka ni korosareru no ha... mappira yo! Venire uccisa da uno come te... ma quando mai! La parte parte conclusiva (まっぴら、真っ平) è del tutto idiomatica. In realtà l'idioma letteralmente significa "tabula rasa", nel senso di "linea piatta", nel senso di una cosa che non ha alcuna possibilità di mostrare alcuno sprazzo di niente, zero di zero, meno di zero. Ovviamente l'idioma può usarsi anche per esprimere un proprio soggettivo rifiuto verso qualcosa (Usciamo insieme? - Mappira yo! < "Nessuna possibilità, sottozero"), in quel caso a essere "piatto" è il soggettivo livello di disponibilità a qualcosa, ma non credo proprio sia proprio questo il caso. Credo che la frase di Asuka non fosse infatti realmente un rifiuto (come dire: "non mi faccio uccidere da uno come te", ma un totale scoramento del tipo "quasi ci avevo creduto un'ultima volta, ma aspettare che tu prenda una qualsiasi iniziativa.... tavola piatta, ma quando mai, zero assoluto. Che schifo.") Del resto, Asuka non dice questa battuta divincolandosi, ribellandosi allo strangolamento di lui. L'aveva accettato supinamente. Questo commento finale arriva alle lacrime di lui che ha già mollato la presa, è un fatto. Quindi? Per la cronaca, io penso (personalmente) di capire perché Anno fosse insoddisfatto della resa che Miyamuu dava della battuta. Si sente: perché lei la rende comunque volitiva, oppositiva, molto "in character" con Asuka. Ma il punto non è quello. Il punto è la delusione. La delusione di una ragazza dinanzi all'essere inane del suo "potenziale pretendente", come del resto Asuka esprimeva chiaramente nella ri-messa-in-scena del primo strangolamento (quando lei dice a lui: "tu non vuoi me, sono solo quella che ti fa meno paura di tutti, ma a te andrebbe bene chiunque" - che è una reprise di quando Shinji ha "ammazzato" Asuka dicendole della morte di Kaji, le "cose orribili" che le ha fatto – scena aggiunta nell'ep24', iirc), e in qualche modo è anche il fulcro dell'alterco tra i due che avviene sotto gli occhi di mamma-Rei nel "treno dei desideri" (lol) prima dell'inizio del Third Impact per rinuncia suicidaria di Shinji (Un mondo che finisce). Sulla ragione del vero senso della battuta, che diverrà infatti il famoso, laconico "che schifo", c'è chiarissimo a quel che racconta Miyamuu nella trasmissione linkata prima, che nell'articolo di Filippo Petrucci è un po' edulcorato, abbellito: Miyamuu racconta la cosa come esempio precipuo di come a volte sia difficile intendere le intenzioni del regista per delle battute. Racconta lungamente che nel caso di quella battuta, incisa tante volte, Anno continuava a ripetere "no, non va, non è così....", e che lei e la Ogata avevano anche provato a mettere in scena lo strangolamento in sala di doppiaggio, ma niente, nisba, Anno diceva "no, no". Alla fine, Anno dice a Miyamuu "allora facciamo così... se tu [non Asuka il personaggio, proprio Miyamura Yuuko la ragazza, questo viene specificato] stessi dormendo da sola nella tua stanza, e dalla finestra fosse entrato un uomo sconosciuto... e poi, siccome sei incosciente nel sonno... lui in qualsiasi momento, mmmh.... beh, potrebbe aggredirti [Miyamuu pensa al verbo da usare, credo ne abbia cercato uno più delicato e generico di quelli che vogliono proprio dire "stuprare" in modo più esplicito]... ma a dispetto di questa situazione... ecco, lui senza aggredirti... mentre guarda il posto dove tu stai dormendo... – ecco, anche se non si tratta della scena di prima con Shinji – da solo... ecco, si mette a masturbarsi. E tu, aprendo gli occhi nel momento in cui lui si è masturbato... che cosa ti verrebbe da dire?" Questo è quello che racconta realmente Miyamuu. Non ha senso addolcirlo (atti osceni): la scena che Anno le ha raccontato per suggestionarla, che poi è in effetti la stessa di Shinji in ospedale (ma che al tempo del doppiaggio Miyamuu non aveva ancora visto, presumibilmente), è semplicemente quella della scoperta di un "violentatore impotente". Ovvero, il trionfo (la disfatta) della mentalità aggressivo-passiva, che anche se a volte "scoppia" in sprazzi inconsulti, alla fine è sempre passiva, schifosamente passiva, succube, inane. "Che schifo", appunto. Si noti, Miyamuu riporta anche la risposta che Anno diede quando lei gli disse che in quella situazione avrebbe detto solo "Chi schifo..." – Anno avrebbe risposto "Ah, e infatti è così, eh?", e adottato quella battuta. È ovvio il transfer del regista sull'essere aggressivo-passivo del protagonista. Quando Miyamuu gli ha detto, in sostanza, "beh, un uomo così imbelle mi farebbe pensare solo "che schifo"..." è probabile che Anno abbia pensato a questa situazione su di sé. Tipico di lui. Ora io non sono Freud né Berne, ma mi pare evidente la dinamica di coppia messa in scena. Ed è realistica: non c'è la solita scenetta da "aaah, maniaco!" e cazzate varie, ma la banale miseria della vita, della debolezza umana, del disgusto della donna per un uomo debole, e che schifo. Sembra un dialogo di Ozu: "Che schifezza, essere in vita" - "Eh sì, tutte solo schifezze!" (detto con un sorriso, però). Storia di Tokyo, cugina giovane e cugina adulta. Cose di vita. Ah, ovviamente ora sembra che io stia facendo il fichetto, ma no, non si creda: nel 1997 – e direi forse ancora tre o quattro anni dopo – non avevo capito nulla, nulla e sottolineo nulla (ho detto "nulla"?) di questo finale. Forse quanto di più tominiano sia mai stato fatto da Anno in termini di realismo relazionale di coppia. Ma le dinamiche di un amore (che tenta di essere) adulto non sono afferrabili da chi ha ancora tutti e due i piedi, con tutte le scarpe, nell'infanzia più dilettuosa e delittuosa. Sempre l'atroce moratoria crepuscolare. Ah, e se la cosa dovesse parere eccessiva: Arima Soichirou "violenta" Miyazawa Yukino e la ingravida. Nella sigla dell'anime già c'era lei con la mano sulla pancia. Ho usato le virgolette perché poi lui si pianta un taglierino nella mano, finché lei non lo affronta e gli dice a muso duro: "scusa, ma mi hai mai sentito dire "no"...?". Quel manga piaceva molto ad Anno, sì. Un pinguino col nome elevato al quadrato lo prova da tempi non sospetti. Cose da Nobi Nobita. -
Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)
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In quel filmato Miyamuu fa un resoconto dettagliato su come nacque la battuta,e anche sul significato ovvio/chiaro che ha. Asuka esprime femminile disgusto per l'impotenza/mollezza maschile di Shinji. Finché la strangolava andava anche bene, lei lo accetta e lo carezza, ma quando lui al tocco della mano di lei subito molla la presa, mettendosi a piangere e mostrandosi l'irrisoluto ignavo che è sempre stato (salvo sprazzi) nella versione di Anno (specie dei film originali), lei commenta con uno scoratissimo "che schifo", rivolto a lui e al suo comportamento. Così è, come Miyamuu racconta e spiega, in modo vertiero quanto colorito. Sono cose vecchie di quindici anni almeno. Forse di più. Per la cronaca, nel recente BD Box (giapponese) è stata inclusa anche la migliore incisione della battuta finael per come era stata originariamente scritta. -
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Tutte queste cose, direi e sottoscrivo. :-) -
Shinseiki Evangelion - forma dell'anime, forma dell'uomo (cit.)
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Btw, kimochi warui... -
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Meglio, sono tornati al design del 4, perché abbiamo vetro davanti e dietro. Era ora. @Shuji: Io non ho detto che avesse realizzato "il primo full touchscreen". Rileggimi se vuoi. Io ho scritto "introdusse il concetto", e intendevo "al grande pubblico, nel mercato dei cellulari mainstream". Apple non ha mai inventato praticamente nulla. Ah, comunque la "storia" è una narrazione scritta a posteriori da degli esseri umani. La storia ricorda e dimentica ciò che il "mondo" vuole. Persino sulle cose importanti. Figurati sul mercato dei giocattoli. -
Mondo Apple (sempre più QUALITY)
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Ma non se lo ricorda nessuno che pochi conoscitori. Inventare le cose serve alla soddisfazione degli inventori, ma nel mondo dei vivi è il popolarizzarle che le rende "visibili al mondo". Per dire, quante persone conoscono lo Xerox PARC? Forse persino meno di quelle che sanno che si pronuncia "gzerocs" e non "cserocs". Il fatto che io personalmente appartenga a entrambi i sottoinsiemi non cambia la realtà del mondo. E si che per me Palo alto era quello della "scuola" di psicologia...! Quanti domani sapranno dello Xerox PARC? Forse meno di oggi. E forse uno Youtuber ne parlerà dandosi un tono, e qualcuno lo seguirà per darsi un tono, e poi dopo poco tutti se lo dimenticheranno, perché probabilmente non gliene importava niente da principio, e poi Youtube esso tutto sarà passato e finito e sepolto e dimenticato, mentre il mondo seguiterà a girare di scemenza in scemenza. Saranno sempre in pochi a interessarsi alla verità e al significato delle cose, e credo tu lo sappia molto bene. :-) Sappiamo altresì che l'iPhone da principio era un computer palmare che faceva anche telefonate, non un telefono con funzioni di light computing. Dentro aveva una customizzazione di OSX da principio, quindi? L'avrebbero potuto chiamare MacPocket. E sarebbe stato il più grande flop dopo il Newton. E poi dicono che le parole non fanno la differenza. ;-) -
Mondo Apple (sempre più QUALITY)
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Credo che, di fatto, da quando la Apple introdusse il concetto di "terminale tuttoschermo touchscreen" i giochi fossero fatti, e tutti (i competitor) l'abbiano realizzato all'istante. Da lì, il design non cambia, perché il concept non cambia.Infatti Jobs era sciocchino a pensare di poter brevettare la ruota, dopo averla perfezionata all'uso. Le prossime generazioni saranno semplicemente tutte chiuse: nessuna porta, ricarica solo a induzione, connessioni solo wireless. In questo, ora a parte il bel design abbiamo l'induzione magsafe che è una cosa bella e vera, un vetro più rinforzato che è una cosa bella e vera, l'impermeabilità aumentata che è una cosa bella e vera. La totale mancanza di entusiasmo e partecipazione delle persone che hanno presentato questi prodotti è stata imbarazzante al limite del deprimente. Apple era una azienda tipo "a bunch of weird guys who want to create cool gadgets and kick asses". Di cui Jobs non era che il primus inter pares. Anche i suoi fallimenti sono sempre stati causati da questa mentalità quasi dilettantistica, non corporate. Non sorprende che Ive si sia eclissato. Peccato. È stato divertente finché è durato. -
Proprio tutto OK! Che piova o ci sia il vento, va tutto bene! [KareKano]
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Dimenticavo: stai approcciando la verità scientifico-emotiva degli incubator? :-) Così si rischia di turnare a dire di dianetics, antipsichiatria e lo stato "libero" del nichilista reale... -
Del resto, Anno Hideaki non parla d'altro che di quell'Effetto Urashima che in GunBuster era portato dai viaggi interstellari, in Eva dal "pilotare" gli umanoidi, e nella sua stessa vita dal vivere con l'animazione. Aveva provato a trasformare il fare l'animazione in una catarsi autoterapica, a credo abbia fallito e rinunciato, per poi accettare la proposta cura come un mero palliativo sintomatico. Che è di nuovo un modo di fuga, da cui le periodiche crisi.
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Io stavo pensando a Lum-chan e soci. :-)
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Mondo Apple (sempre più QUALITY)
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Comunque il "keynote" mi ha profondamente depresso. Ne ho parlato con un amico dei tempi, farlo non mi ha sollevato molto. Quindi vorrei dire che a new soul may fit in a paper envelope, e che 1234 tell me that you love me more, I tried to do handstands for you, and now I'm permanently back and blue. For you. :-( -
Il bello di Maison Ikkoku è che ti inganna di essere una commedia sentimentale. Non lo è. Quello è solo il canovaccio, anche riuscito e a tratti geniale, e persino variegato, in cui si innesta la storia della profonda crescita di due persone. La crescita di un ragazzo di campagna, figlio di famiglia, in un adulto in città, con un suo ruolo nella società, ma soprattutto la crescita di una giovane donna oltre l'elaborazione del più tragico dei lutti e tutti gli alibi che la tengono ancorata a quella. E sono l'uno lo strumento della crescita dell'altro. Come sempre accade nell'amore reale: "trovarsi a essere ciò che serve quando serve, vicendevolmente". Un colpo di fortuna iniziale, una buona dose di coraggio, e tanta pratica di costante impegno a seguire. In tutto questo, perdonatemi davvero, adoro Yagami. E la Kyouko liceale dei flashback. Ma Yagami ancora di più. The most radical girl. Quando parla ubriaca al Chachamaru è tipo Ninamon che scoppia a piangere dinanzi ai genitori (non la vediamo), per poi riuscire a saltare in alto sopra l'asticella (la vediamo). Certo Soichiro deve essere stato un uomo molto fortunato. Ha fatto bene l'autrice a non mostrarcene mai il viso, sarebbe stato troppo odioso, troppo invidiabile, poverino. In tutto questo, il gran rifiuto di Godai è davvero l'estrema prova d'amore. Tipo Odisseo con Nausicaä, manco Calypso o Circe, dico proprio la principessa dei feaci. Il gran rifiuto.
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- Rumiko Takahashi
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生きてる人達が、だんだん私の中にはいってる... (è a due minuti e mezzo) Un thread (anche molto bello) riassunto in una frase. Il video, la musica, l'ensemble, il contenuto è davvero... wow. Grazie a chi l'ha realizzato, e a chi la postato qui, facendomelo scoprire. :-) I momenti intensissimi, i dialoghi intensissimi, le espressioni intensissime nelle scene del manga sono meravigliosamente enfatizzati dalla regia aggiunta. Non avevo mai, mai visto un'opera derivata di questo livello. Si tratta davvero di un montaggio molto significativo su cui vale la pena di riflettere, almeno una volta l'anno, direi.
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- Rumiko Takahashi
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Proprio tutto OK! Che piova o ci sia il vento, va tutto bene! [KareKano]
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Dalle stelle alle stalle? Eh già... -
Eh. Io e la maschera di vetro abbiamo la stessa età.
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Mi chiedo se tu non stia pensando piuttosto al tratto di Takada Akemi. :-)
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Più che il Deus Ex Machina, credo che Suzuki sia sempre stato l'efficiente macchinista. Il motore immobile, o "catalizzatore" (come qualcuno l'ebbe a definire) direi senz'altro Takahata. :-)
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What?
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Proprio tutto OK! Che piova o ci sia il vento, va tutto bene! [KareKano]
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Ed il riproporsi delle dinamiche combinatorie ne è la quadratura. Ogni guaritore cerca un malato da salvare. Suppongo che l'importante sia non sentirsi mai un benefattore, perché come si vede lo scambio è del tutto mutuale. Peggio poi erogare buone azioni non richieste. Quelle non passano mai impunite, giustamente, e chi le mette in atto è da odiarsi più di tutti, come Donato-Alfonso ebbe mirabilmente a spiegare nella sua Novella J.