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Kimagure Orange Road


Shito

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Si può ipotizzare che dopo l'episodio in cui Kazuya rivela la verità, anche se Hikaru aveva accettato le rassicurazioni di Kyosuke, come tutti anche lei si rende pian piano conto del reale rapporto che si è creato.

 

"Si può ipotizzare"? Ma non ha senso!

 

In primis, non è quello il finale della serie: il "secondo primo bacio" di Madoka e Kyosuke è molto "comincia tutto da qui", non trovo in alcun modo plausibile altro che dal giorno dopo loro stessero insieme, dichiaratamente, in tutto e per tutti. E anche il 'cambiamento' di Yuusaku sta lì per quello,

 

MA SOPRATTUTTO

 

è una narrazione. I personaggi NON esistono 'a prescindere' dal narrato, né 'fuori da quello'. Ma cosa stiamo facendo, #italiafanfict a 15 anni 2.0? No, davvero, i personaggi di qualsiasi finzione SONO SOLO quello che fanno NELLA narrazione.

 

Ergo, direi che per la narrazione che è stata la serie, le premesse del film sono proprio tutte storte. E' un non-sequitur bello e buono.

 

A me sembra piuttosto che il regista abbia inteso 'dare una conclusione ulteriore' al manga originale, piuttosto che alla serie (da cui l'età dei personaggi / il tempo che è trascorso, in primis).

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- Atto 3

 

Kyosuke e Madoka cominciano a uscire insieme senza più sotterfugi. Madoka rivela che in principio non le dava fastidio che Kyosuke uscisse con Hikaru, ma dopo la storia del bacio e vedendo quanto fosse felice l'amica ha scoperto di potere essere gelosa. Di una gelosia talmente forte che nemmeno lei si immaginava. Kyosuke le ripete che la ama. Ma Madoka sa anche che Hikaru non si rassegnerà così facilmente.

Infatti HIkaru si fa sentire di nuovo, telefonando a Kyosuke di sera tardi. Ha due biglietti per il concerto di Kanako Wada (ricevuti in regalo, dice) e vorrebbe invitarlo a distrarsi. Ma Kyosuke sta muto al telefono. Davvero non vuoi parlarmi più? Non è possibile! Hikaru si mette a piangere. Kyosuke la saluta e riattacca. Poi torna in camera sua e toglie il furin dalla finestra.

Il giorno dopo Hikaru si presenta direttamente a casa sua e si offre di accompagnarlo in stazione. Kyosuke non riesce a farle cambiare idea. Quindi le chiede fino a quando continuerà con questa storia. E Hikaru risponde che lo farà fino a che lui non ritornerà a guardarla. Perché lei pensa sempre a lui, alle cose che dovevano fare insieme, ai posti che avrebbero visitato.

Kyosuke sale in treno senza risponderle. Poi finito il corso preparatorio torna verso casa. Salendo sulla grande scalinata si trova di fronte ancora una volta Hikaru, ma prosegue per la sua strada come se lei non esistesse. Ma lei urla di non ignorarla. Hanno una breve discussione, coperta dal rumore di un elicottero in volo, alla fine della quale Kyosuke le urla di lasciarlo in pace. Hikaru ancora piange.

E' sera, piove. Hikaru si presenta all'ABCB. Il Master se ne va e lascia le due ragazze da sole. Madoka si scusa, ma Hikaru non lo accetta. Ripete che ha sempre saputo chi amava davvero Kyosuke, ma che era convinta di poterlo conquistare. Perché lei ha sempre fatto di tutto per avere la sua attenzione. Si sente capace di qualsiasi cosa! Mentre Madoka cosa ha mai fatto? Niente. "Sei scorretta". Ma l'unica cosa che le risponde la ragazza è che non potranno più rimanere tutti e tre insieme come prima. A qual punto Hikaru se ne va.

Un altro giorno. Kyosuke e Madoka sono di nuovo usciti insieme. Questa volta sono al cinema a vedere il primo film di Touch. Ci viene mostrata la scena in cui Minami dice "noi tre staremo sempre insieme". Poi proseguono il loro appuntamento come una coppia normalissima, fra acquisti e fotografie.

Si fa di nuovo sera. Hikaru sta guardando la televisione, ma è inquieta. Non riesce a darsi pace e si reca di nuovo a casa di Kyosuke nonostante sia sera tardi. Lui però non la lascia entrare. Anzi, è contrariato dalla sua insistenza e si allontana da casa. Però lei lo segue. Kyosuke le fa presente che il giorno dopo ha un esame e deve andare a dormire presto. Hikaru però vuole comunicargli che è stata scelta per il ruolo della protagonista e che il suo nome apparirà sui manifesti. Kyosuke le risponde che probabilmente non andrà nemmeno a vederlo lo spettacolo. Hkaru lo afferra per la camicia. Lo trattiene, non lo lascia andare. Perché altrimenti lui se ne andrà e lei rimarrà da sola. Non mi hai mai voluto bene? Cosa sono per te? Kyosuke si allontana e Hikaru urla "rispondimi!".

Il ragazzo di siede affranto su di una panchina. Mentre in sottofondo parte "ano sora wo dakishimete" torna verso casa, ma trova ancora Hikaru ad aspettarlo. Quindi si allontana di nuovo e si rifugia in un conbini. Mentre si trova al suo interno inizia a piovere. Kyosuke si mostra preoccupato. Si volta a guardare un ombrello in vendita. Poi torna a guardare fuori dalla vetrina e piangendo pensa "addio, hikaru".

Il giorno dopo Kyosuke si rincontra con Madoka. Non pensa che l'esame sia andato bene, perché ha dormito poco. Madoka sa che la sera prima si è visto con Hikaru e viene brevemente informata su cosa è accaduto. Lei risponde che non lo biasima. Se proprio lei dovesse biasimarlo, cosa rimarrebbe dei suoi sentimenti?

 

Si ritorna al presente e lo schermo torna in b/n

 

Mentre percorrono la strada assieme, Madoka fa notare a Kyosuke che lo spettacolo di Hikaru si terrà proprio oggi. Kyosuke guarda l'orologio e risponde che comincerà fra poco. Quindi viene mostrata Hikaru recitare. Mentre in sottofondo parte "back to the red straw hat time", osserviamo dei flashback a colori dove viene mostrato a Kyosuke un album fotografico con Madoka e Hikaru da bambine. Madoka sembrava proprio un maschio!

Mentre viene inquadrato il cartellone con i numeri degli studenti ammessi all'università, si sente la voce di Kyosuke dire "Io e Ayukawa, abbiamo passato l'esame".

 

Titoli di coda ("ano sora wo dakishimete").

 

Lo spettacolo è finito. Ancora con l'eco degli applausi Hikaru riceve i complimenti del coreografo. Quindi si chiude nel suo camerino. Mima una pistola con la mano destra e la punta verso gli spettatori.

 

Bang!

 

- Tanta carne al fuoco. Ma credo che il punto fondamentale sia il confronto fra Hikaru e Madoka. La prima ha fatto di tutto per avere l'amore di Kyosuke. La seconda, niente. Eppure Kyosuke ha scelto Madoka. Sei scorretta! E' scorretto... L'impegno dunque non vale niente? Il cuore non ha regole...

- L'insistenza di Hikaru è al limite dello stalking. Senza Kyosuke lei sentiva di non essere niente. Aveva messo lui al centro della sua vita e ora si trova senza punti di riferimento, totalmente persa. E dopo avere fatto finta di non vedere per un sacco di tempo, ora si trova a fare domande a cui Kyosuke non può rispondere...

- Aggiungendo altra crudeltà, ci voleva anche la scena con Minami che dice "noi tre staremo sempre insieme". Certo, come no...

- La regia in questa ultima parte si concentra sulla mimica di Kyosuke. A parole dice poco, ma a gesti moltissimo. Sente che la colpa è sua e quindi si fa carico di tutto quanto, soffrendo in silenzio. Madoka condivide con lui questa colpa, ma è Kyosuke quello che la sente più pesante. Ma nessuno dei due si dimentica di Hikaru, difatti entrambi sanno bene in che giorno e in che ora si tiene lo spettacolo a cui partecipa.

- Joke inside: un riferimento preciso alla serie tv è la comparsa di Umao alla tv. E' in una specie di "Chi l'ha visto?" e chiede a Ushiko di tornare a casa, perché Shikao ha bisogno di lei. Shikao è il figlio della coppia (Shika= cervo). L'atmosfera drammatica del film coinvolge anche le due comparse?

- "back to the red straw hat time" è l'unica bmg della serie tv utilizzata nel film. Fa molto effetto nostalgia.

- L'ultima frase di Kyosuke "abbiamo passato l'esame" si può intendere anche in senso metaforico. Pare dire "Io e Ayukawa siamo diventati adulti".


Il tono sembra quasi lo stesso dell'episodio 43. E' come se Orange Road possa essere raccontato con continuità sia come commedia, sia come farsa con qualche punta caciarona, sia come un dramma realistico.


Be', se vuoi posso dirti perché l'episodio 43 potrebbe considerarsi un mondo parallelo. Anzi, potrei dirti che hai visto episodi provenienti da mondi paralleli diversi, mischiati fra di loro. Ma non credo che abbia importanza. Fissarsi su questo aspetto porta fuori tema.
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Si può ipotizzare che dopo l'episodio in cui Kazuya rivela la verità, anche se Hikaru aveva accettato le rassicurazioni di Kyosuke, come tutti anche lei si rende pian piano conto del reale rapporto che si è creato.

 

"Si può ipotizzare"? Ma non ha senso!

 

In primis, non è quello il finale della serie: il "secondo primo bacio" di Madoka e Kyosuke è molto "comincia tutto da qui", non trovo in alcun modo plausibile altro che dal giorno dopo loro stessero insieme, dichiaratamente, in tutto e per tutti. E anche il 'cambiamento' di Yuusaku sta lì per quello,

 

MA SOPRATTUTTO

 

è una narrazione. I personaggi NON esistono 'a prescindere' dal narrato, né 'fuori da quello'. Ma cosa stiamo facendo, #italiafanfict a 15 anni 2.0? No, davvero, i personaggi di qualsiasi finzione SONO SOLO quello che fanno NELLA narrazione.

 

Ergo, direi che per la narrazione che è stata la serie, le premesse del film sono proprio tutte storte. E' un non-sequitur bello e buono.

 

A me sembra piuttosto che il regista abbia inteso 'dare una conclusione ulteriore' al manga originale, piuttosto che alla serie (da cui l'età dei personaggi / il tempo che è trascorso, in primis).

 

 

 

E' un seguito ideale, ripulito della comicità che mostra appunto cosa sarebbe accaduto senza di essa, la serie tv si chiude col secondo bacio e forse ci fosse stato il tempo avrebbe seguito il manga in un finale più dolce che amaro, sono due delle molte facce di un diamante, cambiano i particolari ma la conclusione è la stessa

 

Forse ti irrita perchè Hikaru qui ne esce malissimo :P d'altra parte per me forse lo apprezzo in parte proprio per questo, perchè anche nella serie tv o nel manga chi è da colpevolizzare in quel menage a trois è la più piccola in mia opinione.

 

Hikaru come dice Garion si comporta da stalker, non indifferentemente dalle altre trasposizioni dove si autoelegge fidanzata di Kyosuke ma per esserci un rapporto serve un accordo di ambo le parti cosa che lei non ha ottenuto mai e mai si è posta il problema. Posso capire che Madoka avendo vissuto una vita solitaria come viene suggerito non desideri perdere l'unica amica che ha arrivando a sacrificare la propria felicità ( all'inizio, poi di fronte alla prospettiva concreta non vi riesce) e che Kyosuke ricevendo segnali contraddittori non si sbilanci con Ayukawa e faccia l'opportunista con Hikaru. Però è la cecità di quest'ultima a causare tanto dolore, illusione che si è creata dal primo giorno e in cui egoisticamente ha continuato a viverci finchè non è andata a pezzi per atti altrui.

 

Mi sbilancio a dire che per me è un personaggio quasi completamente negativo, a dispetto dell'episodio della morte in cui viene descritta come collante il suo apporto non tempra la relazione tra Madoka e Kyosuke, non è utile a portarli insieme, è il muro che divide una coppia che poteva formarsi dal secondo giorno del loro incontro.

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- L'estate finita

Negli anni '80 le commedie scolastiche/romantiche/comelevoletechiamare che più hanno avuto successo sono state Touch e Maison Ikkoku. Diverse per target ma comunque accessibili a tutti. La particolarità di questi due manga è di essere stati trasposti in animazione molto in ritardo rispetto alla pubblicazione su rivista. Touch nel 1985, Maison Ikkoku nel 1986. Quando nel 1987 toccò ad Orange Road era in un certo senso già troppo tardi. L'anime boom stava iniziando a sgonfiarsi e si mostravano le prime crepe di disillusione. Il punto è che Touch e Maison Ikkoku preservavano in animazione quei valori da inizio anni '80 con cui erano nati.

Tatsuya Uesugi sembra uno scansafatiche. Ma poi diventa uno che si impegna finché non diventa chiaro che no,  è sempre stato un genio. E porta Minami al Koshien.

Yusaku Godai non è per niente un genio e i suoi limiti sono chiari. Ma si impegna più che può, si laurea, si trova un lavoro e a quel punto può sposare Kyoko.

Kyosuke Kasuga ha i poteri esp, ma nello studio è una capra, aspirazioni non ne ha. Non eccelle in niente.

Tatsuya è lo splendore della giovinezza, che se ti impegni ce la fai.

Yusaku è la responsabilità del diventare adulti, che se ti impegni ce la fai.

Kyosuke è la schifezza della giovinezza. Non sai niente della vita, continui a fare errori. Non sai niente dell'età adulta, eviti le responsabilità.

 

Orange Road ebbe molto successo. Una popolarità molto alta, anche se non tanta quanta gli altri due anime che ho nominato (che negli anni '80 divennero veri fenomeni di costume). Madoka Ayukawa però vinse l'Anime Grand Prix di Animage nel 1987 come personaggio femminile preferito (all'epoca un premio con un senso molto più rappresentativo di oggi).

Ecco Animage. Al contrario di Newtype che era in sostanza una vetrina patinata per gli anime, su Animage si tenevano anche discussioni e riflessioni. Si commentavano le serie in onda e gli articolisti si scambiavano pensieri ed opinioni. Io li ho letti e qui espongo i fatti di chi quell'epoca l'ha vissuta con passione.

Dicevo sopra che per Orange Road forse era troppo tardi per essere come Touch e Maison Ikkoku. Il protagonista non era più un personaggio con un obiettivo da raggiungere, ma si trastullava con la vita. Era come se non avesse una propria strada da percorrere. Era la fine degli anni '80 e difatti Orange Road viene considerato l'ultimo anime ad avere catturato lo spirito di quel decennio. Ma era uno spirito già in decadimento.

Poi venne "Vorrei tornare a quei giorni". Il film non ebbe una grossa distribuzione, ma per quegli anni era la regola. Lo videro in pratica solo gli appassionati, ragazzi un po' più adulti del target che la serie si era conquistata in tv. Diciamo che la sensazione generale fu più un senso di rifiuto. Su Animage si discusse che il rifiuto probabilmente derivava dall'incapacità di accettare.

Si volle strappare il velo che separava la finzione dalla realtà. La finzione era più rassicurante. Si rideva di comportamenti poco edificanti, ce lo si poteva permettere perché era tutto finto. Ma a quel punto, se ci si rendeva conto di come Kyosuke, Madoka e Hikaru fossero ipocriti allora gli spettatori si rendevano conto di essere pure loro tutti quanti degli ipocriti. Perché ci si erano divertiti.

Altri però ci vennero a patti e accettarono che quello era il finale di Orange Road, nonostante tutto. La fine dell'adolescenza. La fine dell'estate. In senso più ampio addirittura la fine delle commedie sentimentali. Perché poi negli anni '90 i protagonisti senza midollo come Kyosuke diventarono la norma, ma non erano più sopportabili per la generazione che aveva visto la fine degli anni '80. Già Ranma 1/2, che arrivò nel 1989, era considerata come un'opera per il decennio successivo. Non era più possibile guardare un anime del genere divertendosi, senza pensare all'ipocrisia delle finzioni che metteva in scena. Il meccanismo si era rotto.

 

Kyosuke per diventare adulto ha dovuto soffrire, ha dovuto fare soffrire. Anche gli spettatori che ne seguivano le imbranate avventure. Come se non bastasse, il 1988 riservò un altro schiaffo agli appassionati di animazione. Ancora una volta un altro film. Ancora una volta, una conclusione. Beyond the time. Ma di quello ne parlerò altrove.

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Queste rivisitazioni mi lasciano una diffusa sensazione di tristezza.

Davvero, non l'ho mai visto, ero nel periodo in cui NON potevo guardarlo e anzi era un must prendere per il culo le adolescenti che lo facevano.

Ma i ricordi di quel periodo danno davvero tanta nostalgia.

Comunque bellissimi i commenti davvero Garion, si leggono davvero che è un piacere.

Saluti Toma

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Tanta carne al fuoco. Ma credo che il punto fondamentale sia il confronto fra Hikaru e Madoka. La prima ha fatto di tutto per avere l'amore di Kyosuke. La seconda, niente. Eppure Kyosuke ha scelto Madoka. Sei scorretta! E' scorretto... L'impegno dunque non vale niente? Il cuore non ha regole...

 

Quanto è vero, c'è chi ci mette tutto se stesso nella conquista id un amore, ma purtroppo, molto spesso, tutto ciò non basta, l'attrazione tra due persone va per conto suo senza alcuna logica ed è più forte di qualsiasi impegno. 

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Garion, senza dubbio sarebbe valsa la pena di scrivere e leggere tutta la tua rivisitazione della serie solo per giungere al tuo ultimo post. Ti ringrazio.

 

Ora capisco perché dici che il film è in effetti un"what if", più che un ideale "what after". E' proprio un what if. What if Kimagure Orange Road (la serie) fosse stata una più realistica commedia senza poteri e viaggi nel tempo sin da principio? La sensazione che il film voglia concludere 'la narrazione di Orange Road' in toto, quindi anche quella del manga, per me è forte. C'è l'elemento temporale sfasato, intanto. Inoltre, il finale dela serie è montato (sceneggiato) come un finale, non credo vorrai o potresti negarlo. E' un finale da 'qui cambia tutto, andate in pace'. Invece, se leggessimo il film come seguito di quel finale, dovremmo dedurre che anche tutta quella narrazione che finisce col secondo primo bacio si è poi risolta come un'ennesima parentesi, anche se era stata narrata come "e questa non è più una delle solite parentesi". Quindi dico proprio no.

 

C'è poco da aggiungere su quello che dici della decadenza dei sentimenti ottantini, di quel positivismo sociale. Touch puzza ancora di Spokon, è l'apoteosi del 'douroyoku vs tensai', del resto. Maison Ikkoku è il trionfo del douryoku con di mezzo la cura della donna ferita, in tutto in ambito seinen: Kyoko non è la ragazzina abbandonata dalla famiglia, è UNA VEDOVA! E' una che ha amato di un amore perfetto, ha fatto l'amore col marito, e poi le hanno tolto tutto. *Non*è*una*shojo*. E' Kshana, non è Nausicaa. Sicuramente sia Touch e Maison Ikkoku sono capolavori.

 

Va detto che il germe della decadenza c'era già. Perché a latere di cose come Maison Ikkoku e Touch c'era comuqnue già stato Uruseiyatsura, ovvero Moroboshi Ataru. Chiaramente il parossismo di narrazione, personaggio e quant'altro aiutavano il pubblico generalista ad ascrivere il tutto come una cosa demenziale e punto. Ma chiaramente non era così semplice, no? La verità è che il modello psichico di Moroboshi Ataru, pur nel suo parossismo, già mostrava un archetivo (certamente estremizzato) della penetrazione della postmodernità nella società giapponese. Quella che era una macchietta parossistica e grottesca sarebbe, nel fattore T, diventato una ridicola maschera di una tendenza sociale reale.

 

Ti ricordi come definiva Hegel la posmodernità? "La fine della storia".

Kojève l'aveva capito molto bene, cosa intendesse.

Poi andò in Giappone, Kojève.

E 'corresse il tiro', dico davvero.

Il frutto del rifiuto dell'inesistenza storica del singolo della posmodernità che è tipico della mentalità giapponese, secondo Kojève, risulta in una forma di 'snobismo' sociale di puro formalismo che, in ultima analisi, è la nascita dell'otakuzoku.

 

Il mio libro sul NeoGeo l'ho dedicato "al rifiuto dell'impermanenza".

 

Ma davvero in pochi hanno colto la polisemia implicita in quella dedica.

 

--

PS: senza dubbio ben capisco perché lo "zurui" di Hikaru a Madoka stia per "così è scorretto", o "così è sleale". Se dice solo 'zurui' mi viene da pensare che non si riferisca neppure direttamente a Madoka come persona, ma alla situazione, alla condotta di Madoka: ha vinto senza neppure competere, perché aveva vinto in partenza - così è sleale, perché così l'altro partecipante può fare quel che vuole, ma tanto non serve a nulla.

Infatti è così. Vedendo Orange Road, un'altra cosa molto ottantina è che i due 'erano destinati'. En ga aru futari da ne! Il cappello rosso era il cappello rosso, il primo bacio era a ripetersi. Quindi, da questo PDV, la cura di Madoka era solo in attesa. Hikaru? Hikaru è la vittima della debolezza di Kyosuke, soprattutto - per come la vedo io. Credo che il film sia stato fatto come è stato fatto perché il regista voleva dire "Anche se nella serie si è tutto risolto sempre in modo ridanciano, tutto sommato, non pensate che esista una cosa come un'abbandono pacifico". Essenzialmentew il film è la storia del reale rifiuto di Hikaru che alla fine Kyosuke deve intentare. E fa male, malissimo, perché tutto sommato Hikaru lo ama e ha fatto del suo meglio. Il non-rispondere a un amore che non ha nessuna colpa reale è tremendo. Non esiste una cosa come un rifiuto indolore, non esiste! Nella serie si poteva quasi pensare che potesse esistere: oh beh, poi scelierà Madoka, amen. Amen un cazzo. Per 'lasciare davvero' Hikaru, Kyosuke deve fare la merda. Perché sennò Hikaru non si staccherebbe davvero. ovvero, Hikaru deve piangere davvero, perché Kyosuke si comporta da merda. E Ayukawa deve vedere e tacere, perché sennò come potrebbe poi 'tenersi la merda'? E' proprio così. Dico, nella realtà.

Modificato da Shito
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Tatsuya Uesugi sembra uno scansafatiche. Ma poi diventa uno che si impegna finché non diventa chiaro che no,  è sempre stato un genio. E porta Minami al Koshien.

Yusaku Godai non è per niente un genio e i suoi limiti sono chiari. Ma si impegna più che può, si laurea, si trova un lavoro e a quel punto può sposare Kyoko.

Kyosuke Kasuga ha i poteri esp, ma nello studio è una capra, aspirazioni non ne ha. Non eccelle in niente.

Tatsuya è lo splendore della giovinezza, che se ti impegni ce la fai.

Yusaku è la responsabilità del diventare adulti, che se ti impegni ce la fai.

Kyosuke è la schifezza della giovinezza. Non sai niente della vita, continui a fare errori. Non sai niente dell'età adulta, eviti le responsabilità.

Mhhh... no so se  Matsumoto volesse dare un qualsivoglia messaggio del genere  in KHR.

In fin dei conti, nei manga/anime, l'essere portati a qualcosa, è il pretesto narrativo che da il via alla storia: sono un talento del baseball, perché il mio è un manga sportivo, sono un asso delle arti marziali perché faccio un manga di combattimenti ecc... Kyosuke ha già un abilità che lo distingue da tutto e tutti: i suoi poteri ESP.

Altro non gli serve per renderlo speciale e per far procedere il tipo di  storia pensata dall' autore,    o ipoteticamente, un giorno  farsi strada nella vita ( anche se poi diventerà giornalista).

Un pò come Takao Yaguchi che in Sampei, mostrava il nostro pescare dalla mattina alla sera senza mai andare a scuola  : l'autore ha detto più volte che Sampei ha scuola ci va e ha tanti amici, ma questi dettagli non li rappresentava perché li riteneva superflui al fine della storia.

E penso che in KHR è lo stesso, a modo suo.

Il paragone di Kyosuke con Godai lo trovo un pò forzato, perché s tratta di due opere rivolte a due diverse fasce di pubblico e con ben diversi intenti da parte degli autori ( a partire dal fatto che  nel manga della Takahashi si vede il protagonista innamorarsi di una vedova, non la tipica  liceale pure come un giglio, cosa all' epoca rarissima)

Modificato da Dio Sam
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I poteri esp però sono tenuti nascosti, funzionano un pò a caso (come visto più per esigenze di trama che altro, talvolta per qualche gag comica), il loro uso quando non mette a rischio la tranquillità della famiglia, risulta più in un'azione da baro che da talentuoso, inoltre la serie funziona benissimo anche senza poteri esp, certo si rinuncerebbe ai what if (al più relegabili nei normali sogni del protagonista), ma per il resto i rapporti tra i personaggi si costruiscono pian piano indipendentemente da essi. Anzi negli episodi chiave della serie sono proprio marginalizzati, al più fanno effetto scenico nelle corse spericolate o permettono al protagonista di catapultarsi da qualche parte, invece che farlo vedere salire su un treno o correre a piedi o in bici (che tra l'altro sovente si ritrova a fare), ma appunto roba marginale. Per dire, nell'episodio della piscina e della biblioteca, senza poteri esp, sarebbe bastato mettere le due strutture vicine tra loro e lasciare che Kyosuke saltasse magari un muro per fare le stesse identiche cose.

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I poteri esp però sono tenuti nascosti, funzionano un pò a caso (come visto più per esigenze di trama che altro, talvolta per qualche gag comica), il loro uso quando non mette a rischio la tranquillità della famiglia, risulta più in un'azione da baro che da talentuoso, inoltre la serie funziona benissimo anche senza poteri esp, certo si rinuncerebbe ai what if (al più relegabili nei normali sogni del protagonista), ma per il resto i rapporti tra i protagonisti si costruiscono pian piano indipendentemente da essi. Anzi negli episodi chiave della serie sono proprio marginalizzati, al più fanno effetto scenico nelle corse spericolate o permettono al protagonista di catapultarsi da qualche parte, invece che farlo vedere salire su un treno o correre a piedi o in bici (che tra l'altro sovente si ritrova a fare), ma appunto roba marginale. Per dire, nell'episodio della piscina e della biblioteca, senza poteri esp, sarebbe bastato mettere le due strutture vicine tra loro e lasciare che Kyosuke saltasse magari un muro per fare le stesse identiche cose.

In alcuni casi i poteri sono accessori, ma in altri casi sviluppano le vicende in un modo impossibile senza ( tipo i viaggi nel tempo) e in altri casi , sviluppano gag diverse dal solito, dando un che di eccentrico e fantasy al tutto.

Non importa che i poteri siano tenuti nascosti o meno, servono a dare una qualche  identità alla serie, che altrimenti, si sarebbe persa nel mucchio delle millemila  commedie adolescenziali del periodo.

Penso che senza questo elemento, KHR sarebbe venuto fuori molto, molto diverso nella caratterizzazione dei personaggi e nello sviluppo della storia di come lo conosciamo , molto più di quanto si creda.

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"Anche se nella serie si è tutto risolto sempre in modo ridanciano, tutto sommato, non pensate che esista una cosa come un'abbandono pacifico".

E' così.

 

perché Kyosuke si comporta da merda. E Ayukawa deve vedere e tacere, perché sennò come potrebbe poi 'tenersi la merda'? E' proprio così. Dico, nella realtà.

Appunto. Kyosuke è diventato adulto perché alla fine ha deciso di entrare nella merda.

 

 

Mhhh... no so se  Matsumoto volesse dare un qualsivoglia messaggio del genere  in KHR.

Matsumoto non c'entra niente infatti. Stiamo parlando di Mochizuki. KHR che sarebbe?

 

Il paragone di Kyosuke con Godai lo trovo un pò forzato, perché s tratta di due opere rivolte a due diverse fasce di pubblico

E Mochizuki se n'è fregato. Ha preso uno shonen e ci ha fatto un film seinen...

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Il paragone di Kyosuke con Godai lo trovo un pò forzato, perché s tratta di due opere rivolte a due diverse fasce di pubblico

E Mochizuki se n'è fregato. Ha preso uno shonen e ci ha fatto un film seinen...

 

 

Direi che il cerchio è perfettamente quadrato.

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Matsumoto non c'entra niente infatti. Stiamo parlando di Mochizuki.

Ah ecco.

Penso che Mochizuki abbia fatto il passo più lungo della gamba cercando di cambiare KOR ( senza l'acca)  rispetto al suo spirito originale, in qualcosa che non è.

Cioè, non dico che ciò non debba essere fatto, non sono così purista, però ihmo Mochizuki lo ha fatto in maniera non proprio riuscitissima.

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-Che il film sia in 'non sequitur' con la serie credo sia un dato piuttosto obiettivo.
-Che il film non porti in animazione materiale narrativo dell'opera originale mi pare invece sia del tutto obiettivo, giusto?

---

-Ciò che il regista ha fatto con questo film mi pare poco discutibile.
-Le sue intenzioni mi paiono altresì chiare.

Giudizi di valore su tutto ciò, ovvero se sia stato un bene o un male, una cosa bella o una cosa brutta, una cosa 'giusta' o 'svagliata' (ecceter: sono tutti abiti dello stesso giudizio di valore, in realtà) sta al giudizio di ciascuno.

Per me, ad esempio, tutta la serie animata è tutto sommato indebita (余計な事).

Paradossalmente, trovo più senso nel senso del film. Solo che 'usa' un impianto che tutto somato mi pare perniciosamente abusato, ecco.
Un po' come Cagliostro no Shiro, o Beautiful Dreamer: cose per me 'belle' in quanto 'con un certo senso', ma che restano degli 'ingiusti sfruttatori' di cose che, per quanto per me brutte/indegne, pure non avrei voluto vedere abusate. ^^; 


A me invece piace, perché ci trovo un senso.

 

Credo che il senso il film ce l'abbia obiettivamente, in corcondanza con quanto espresso dall'autore. Non è che lo 'trovi' tu. ^^

Il valore che si da al senso che ha, e al fatto che sia stato mess nel contenitore in cui è stato messo, questo è un giudizio soggettivo/personale/divalore.

Modificato da Shito
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E' una cosa che deve decidere lo spettatore in effetti.

A te la cosa non è piaciuta. E' una tua legittima opinione.

Ci sono pure un sacco di giapponesi che non hanno gradito.

A me invece piace, perché ci trovo un senso.

Però attenzione: io non trovo poco riuscito l film perché si prende la libertà di andare oltre il manga originale o perché presenta una storia che come intenti e storia è l' antitesi  del manga ( cosa che avrà fatto incacchiare numerosi fan che considerano il manga un testo sacro), ma in quanto trovo l'esecuzione in sè non brillantissima.

 

Insomma, l' idea è buona , ma nella pratica....

 

Per dire come esempio  : Oshi in Lamù , riusciva ( non sempre ) a rimanere nel solco dello spirito originale de manga ma allo stesso tempo ad ampliarlo e ad approfondirlo  con intuizioni molto azzeccate e originali  ( Al contrario di Yamakazi, che ti faceva dei film dove i personaggi di Lamù erano accessori e li potevi sostiuire con qualsiasi altro).

Al film di Mochizuki manca qualcosa per rendere la pietanza servita davvero saporita.

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Un po' come Cagliostro no Shiro, o Beautiful Dreamer: cose per me 'belle' in quanto 'con un certo senso', ma che restano degli 'ingiusti sfruttatori' di cose che, per quanto per me brutte/indegne, pure non avrei voluto vedere abusate. ^^; 

Be', ognuno di loro ha fatto quei film in quel modo perché poteva farlo. Se Monkey Punch e Rumiko Takahashi si sono risentiti è perché i loro personaggi sono stati usati per fare altro rispetto alle loro idee.

Matsumoto invece non è che abbia scomunicato il film. Ha chiesto semplicemente di considerarlo come un "mondo parallelo" (ma nessuno ha mai cercato di spacciarlo per il finale canonico della serie tv). Quello che ai tempi gli diede fastidio fu la rappresentazione del rapporto fra Madoka e Hikaru, perché per lui era fondamentale che la loro amicizia fosse al primo posto. Sul resto non ha mai fatto commenti particolari. Solo che nel 1994 ha ritoccato di nuovo il finale del manga in un modo che sembra dire a Mochizuki "ok, avevi ragione tu".

Per cui alla fine credo che Mochizuki non abbia fatto quello che pareva a lui, ma quello che era giusto fare con quei personaggi.

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Come ho detto a Garion anche in privato, ho letto con molto interesse i suoi riassunti e commenti perchè li ha scritti lui, ma Orange Road non è davvero un'opera per me, quantomeno a giudicare da ciò che ha scritto lui.:rotfl: Però è stato interessante comunque.

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Be', ognuno di loro ha fatto quei film in quel modo perché poteva farlo. Se Monkey Punch e Rumiko Takahashi si sono risentiti è perché i loro personaggi sono stati usati per fare altro rispetto alle loro idee.

Matsumoto invece non è che abbia scomunicato il film. Ha chiesto semplicemente di considerarlo come un "mondo parallelo" (ma nessuno ha mai cercato di spacciarlo per il finale canonico della serie tv). Quello che ai tempi gli diede fastidio fu la rappresentazione del rapporto fra Madoka e Hikaru, perché per lui era fondamentale che la loro amicizia fosse al primo posto. Sul resto non ha mai fatto commenti particolari. Solo che nel 1994 ha ritoccato di nuovo il finale del manga in un modo che sembra dire a Mochizuki "ok, avevi ragione tu".

 

A proposito, ma l'edizione di KOR pubblicata da J-Pop è quella del 1994 col finale "rivisto"?

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Un po' come Cagliostro no Shiro, o Beautiful Dreamer: cose per me 'belle' in quanto 'con un certo senso', ma che restano degli 'ingiusti sfruttatori' di cose che, per quanto per me brutte/indegne, pure non avrei voluto vedere abusate. ^^; 

Be', ognuno di loro ha fatto quei film in quel modo perché poteva farlo. Se Monkey Punch e Rumiko Takahashi si sono risentiti è perché i loro personaggi sono stati usati per fare altro rispetto alle loro idee.

Matsumoto invece non è che abbia scomunicato il film. Ha chiesto semplicemente di considerarlo come un "mondo parallelo" (ma nessuno ha mai cercato di spacciarlo per il finale canonico della serie tv). Quello che ai tempi gli diede fastidio fu la rappresentazione del rapporto fra Madoka e Hikaru, perché per lui era fondamentale che la loro amicizia fosse al primo posto. Sul resto non ha mai fatto commenti particolari. Solo che nel 1994 ha ritoccato di nuovo il finale del manga in un modo che sembra dire a Mochizuki "ok, avevi ragione tu".

 

 

Quella che ho espresso è la *mia personale* etica della finzione, quindi sta comunque nei 'giudizi di valore', ergo 'soggettivi'. ^^

 

Onestamente non so quanto Kato e la Takahashi si siano risentiti, e non sapevo di Matsumoto in merito alle varie animazioni di KOR, non sapevo neppure avesse detto di considerare il film un 'universo parallelo', e che nessuno l'avesse considerato/inteso come la conclusione delle vicende. Il mio era un giudizio personale espresso sulla mera realtà dei fatti. Solo però:

 

 

Per cui alla fine credo che Mochizuki non abbia fatto quello che pareva a lui, ma quello che era giusto fare con quei personaggi.

 

 

Non potrei essere in maggiore disaccordo. Ma immagino tu l'avessi capito al punto da saperlo tanto quanto me. Del resto, la mia etica sul tema è abbastanza lineare.

----

 

PS:

 

dimenticavo di aggiungere che, per la gioia di Jung, proprio stasera ho visto Super 8.

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