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Rebuild of Evangelion


El Barto

  

57 utenti hanno votato

  1. 1. Come dovrebbe essere il finale di Rebuild of Evangelion?

    • Pirandelliano! (come la serie tv)
      5
    • Pascoliano! (come The End of Evagelion)
      4
    • D'Annunziano! (va tutto a p*ttan*)
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    • Non so
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    • MUUUUUUUUUUUU!!!
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    • Kyoshinhei! (NSD Non Siamo Degni!)
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Messaggi raccomandati

Già, ma qua siamo ad un passo dall'inneggiare al flogisto perché più "umana" come teoria. Anzi, forse qualcosa di peggio.

 

Oi, posso sbagliare sull'ipotesi di cui sopra, eh, ci mancherebbe. Diavolo, è un'ipotesi chiaramente volante! Ma si mostri uno studio, no "così facevano in antico". In antico (prima era moderna) farsi il bagno era deleterio.

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Già, ma qua siamo ad un passo dall'inneggiare al flogisto perché più "umana" come teoria. Anzi, forse qualcosa di peggio.

 

 

Perfettamente d'accordo. E' solo che mi suonava istintivamente strano vedere il modello di Bohr usato come esempio delle vecchie teorie abbandonate... che fu un successo, in fondo. Cioè, totalmente fenomenologico e in realtà non spiegava un accidente, ma non male. Ai chimici in fondo basta ancora, quasi sempre.

E poi io ho una certa passione per la storia delle teorie, che trovo molto illuminante anche per il presente; un po' perchè si possono recuperare alcune idee tuttora valide, un po' per certe costanti che si evidenziano nel pensiero. Per esempio, la teoria dei nodi d'etere di Lord Kelvin ha degli interessantissimi parallelismi con la teoria delle stringhe di oggi.

(E secondo me ha anche la stessa attinenza con la realtà fisica, ma questa è una battuttaccia :P)

 

Adesso provo a riguardarmi questo illeggible thread e a capire cosa mi volevate chiedere tu e Gallo, magari, ma non prometto nulla :P

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Diciamo che nella mia italia ideale Cuore è lettura scolastica obbligatora per tutte le quarte elementari.

 

Ottimo sistema per farlo odiare di nuovo, in realtà.

 

Che risposta da crapula anarcoide. La scuola non deve farsi amare, non deve divertire.

La scuola non è intrattenimento, è ISTITUZIONE.

Deve FORMARE anche contro la volontà del singolo. Deve formare dei cittadini di uno stato civile con un ordinamento interno.

 

Per capirne il valore, tempo ci sarà nell'età adulta. Il tempo della riconsiderazione arriva per tutti (auspicabilmente).

Altrimenti non esisterebbe scuola dell'obbligo, e ogni scimmia farebbe a modo suo.

 

EINS ZWEI DREI ALLES!!! HEIL! :hitler:

 

E se sei riuscito a schifare me...

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Mi aspettavo due cose:

 

1) la sciocca svalutazione del mio discorso del tutto focalizzato sull'umano (l'educazione del fanciullo) tramite un'insensato paragone sulla scienza della fisica.

 

Puntuale, è arrivata da Darion.

 

Misero. Non è che siccome i modelli sono utili (e nulla più) in fisica, se ne debbano fare in ogni disciplina. Proprio no. Io non l'ho inteso, tu non controbattere con un controargomento su un'argomentazione che io NON ho inteso. Giovanni Gentile rigettava la psicologia e la bandive dagli studi di base, ma non per questo non vedeva che l'approccio scientifico era opportuno nelle discilpine dette 'scientifiche'. L'enciclopedia italiana la volle lui forse più di chiunque altro, eh! Ma estendere l'approccio scientifico a tutto lo scibile umano, anche quello umanista, è tipicamente scientismo inconscio. Tipicamente una piaga dei nostri tempi. Avanti così.

 

2) La sciocca opposizione da oneliner antifascista/antinazista ignorante, ovvero qualunquista. Mi pare arrivata da Gara.

 

Sì, l'educazione è coercizione. Non c'è alcuna ragione universale per mangiare col coltello e la forchetta. Per fare pranzi e cene. Per non stuprare la prima tipa che incontri che che ferormonicamente ti attira. TUTTA LA SOCIETA' UMANA è basata sull'inculcarsi COERCITIVO di un'insieme di CONVENZIONI SOCIALI, spiacente. Ora, c'è chi ha la forza per guardare in faccia questa realtà, e farsene autore.

 

Sono i migliori.

 

E chi invece segue semplicemente una morale comunque inculcata, scioccamente convinto di essersi autoderminato (ahahahahahahah!) mentre invece deroga scioccamente l'autorità che sarebbe sua a finti-enti creati ad arte, manichi vuoti come dio, la tradizione e cose, le cui fila sono tirate da chissà chi, in genere tendenze generali e indi peggiori dei forti di cui sopra, in quanto meno conscie di quelli.

 

Perché non si ruba? Perché tra i Masai è invece un legittimo modo di appropriazione dei beni? Perché la monogamia. Cosa è 'giusto' e cosa 'sbalgiato' e perché?

 

Suvvia, queste sono speculazioni basiche, ancora una volta liceali.

 

Attendo Darion alla guida dei Bonobo, che gli sono cari.

Modificato da Shito
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Non è che siccome i modelli sono utili (e nulla più) in fisica, se ne debbano fare in ogni disciplina.

 

No, se ne debbono fare solo quando sono utili. In questo caso, così parrebbe (oddio, almeno parrebbe logico, poi sperimentalmente...). Altrimenti, attendo pacificamente una falsificazione, che può benissimo avere come corollario che la tua intuizione funzioni. La attenderei anche da Gentile, sia chiaro. E non credo affatto sia scientismo inconscio, perché dovrebbe?

 

Per intanto, relax man, altrimenti ti si costringe a guardare Der Furher's Face in loop. Consigliato comunque a tutti.

(no quello con Stalin non credo ci sia, se no lo mettevo)

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Perché? Non c'è nulla di sottobanco, è palese.

Come lo deve essere nell'anno 2011, e nel 111 doveva esserlo il ragionare con la sofistica dietro (nell'area d'influenza ellenistica, ovviamente).

 

Comunque se ti rilassasse potresti evitare d'offendere gli altri con un "misero" od un "qualunquista" qua e là.

 

E guardatevi Paperino fare Heil Hitler, per intanto.

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Io non riferisco mai appellativi alle persone, quando ragiono. Il 'misero' era riferito al ragionamento, all'argomento. Un argomento misero, a mio modo di vedere, sia nel senso di 'povero' che nell'originale senso di 'triste'. Allo stesso modo: qualunquista. Se la cosa era poco chiara, mi spiace e mi scuso.

 

Ovviamente io leggo un ragionamento e giudico quello. Se poi la persona che vede giudicato un suo ragionameno (che è espressione del sé, non è la totalità del sé) assume il giudizio sulla sua persona essa tutta, io non sono autore di tale assunzione. In genere dico: coda di paglia.

 

C'è differenza, insomma, tra dire "che stronzata!" e "che stronzo!", ecco.

 

Ciò detto: io sono un relativista anche in ambito scientifico.

 

Ci pensai proprio al tempo dei modelli atomici: il fatto che tutti i modelli passati si siano dimostrati superati, ovvero "errati" è la prova provata che anche quello attuale è "errato". E' solo il modello attualmente più funzionale, più utile, e va benone così. La scienza non deve interessarsi di ontologia, sennò diviene scientismo ed è per me il male del secolo.

Modificato da Shito
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Sì, l'educazione è coercizione. Non c'è alcuna ragione universale per mangiare col coltello e la forchetta. Per fare pranzi e cene. Per non stuprare la prima tipa che incontri che che ferormonicamente ti attira. TUTTA LA SOCIETA' UMANA è basata sull'inculcarsi COERCITIVO di un'insieme di CONVENZIONI SOCIALI, spiacente. Ora, c'è chi ha la forza per guardare in faccia questa realtà, e farsene autore.

 

Sono i migliori.

 

E chi invece segue semplicemente una morale comunque inculcata, scioccamente convinto di essersi autoderminato (ahahahahahahah!) mentre invece deroga scioccamente l'autorità che sarebbe sua a finti-enti creati ad arte, manichi vuoti come dio, la tradizione e cose, le cui fila sono tirate da chissà chi, in genere tendenze generali e indi peggiori dei forti di cui sopra, in quanto meno conscie di quelli.

 

Perché non si ruba? Perché tra i Masai è invece un legittimo modo di appropriazione dei beni? Perché la monogamia. Cosa è 'giusto' e cosa 'sbalgiato' e perché?

 

 

Dagli studi antropologici che ho fatto l'anno precedente - e ci metto in mezzo anche una buona dose di cose lette da te - le convenzioni sociali nascono in risposta al bisogno umano di quiete. E ho trovato interessantissimo il passo di Bataille in cui si dice che l'esperienza interiore avviene quando l'uomo trasgredendo prende coscienza di infragere se stesso.

 

Dunque i divieti sessuali - monogamia, incesto o altro - per un controllo sulla sessualità, quelli sull'omicidio ( da cui, a mio parere, una disciplinazione della proprietà che la tolga dalla legge del più forte ) per il sussistere di una civiltà, dunque non sono esternamente indotti nell'uomo, ma connaturati a lui. La varietà delle forme è inculcata.

 

La diversità delle norme è inculcata, ma nelle norme stesse c'è l'uomo. Ci vorrei fare la mia tesi di laurea sopra, anche se ritagliando l'argomento e metterlo sotto un commento a l'erotismo di bataille.

 

In definitiva credo che una vita di sesso e morte incontrollati e allo stato puro per l'uomo sia impossibile in quanto uomo, non perchè educato e mentalmente controllato. ( Sade scriveva di trarre piacere proprio dal crimine in sè infatti come trasgressione violenta e interiore più che sociale ... )

Modificato da silent bob
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E' tutto molto ovvio, Bob. Se studi filosofia del diritto (Hans Kelsen e altri) lo trovi espresso con meno psicofronzoli di Bataille.

 

L'uomo vieta al suo prossimo di uccidere per paura di poter essere ucciso.

 

Ci si accorda, e si perde una parte della propria libertà d'azione, per averne in cambio delle garanzie.

 

Tutto qui, E' già in Rousseau, in Hobbes, non scomodare sinanco Bataille. :)

 

Ma anche "l'Uomo", vivificato come Ente (pseudosenziente) è un magheggio per eleggere un sovra-uomo (semidio) sottobanco. L'Io Penso di Kant è la stessa cosa. E un passaggio sottobanco di responsabilità, delegata a un essere ontologico fantoccio. Una cosa molto misera, molto debole, molto umana.

Modificato da Shito
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Bisogna anche capire che il giappone postbellico è stato un coacervo di culture davvero incredibile. Takahata e Miyazaki leggevano Edith Piaf, conoscevano le avanguardie, amavano Visconti. Leggevano letteratura per l'infanzia europea per farne opere animate. Anche per questo considero Miyazaki un otaku zero-gen: faceva anzitempo quel che la generazione successiva avrebbe fatto con l'SF -letteraria in primis-. Ma anche così, una cosa è The Incredible Tide, una cosa è Pollyanna. E lo sapevano tutti, dagli autori ai produttori. Intenti e posizioni produttive cambiano a seconda della materia trattata, è inevitabile.

 

Anche Versailles no Bara e La Seine no Hoshi c'entrano poco e niente, in realtà. Versailles no Bara è uno shoujo, ma uno shoujo atipico e davvero d'avanguardia. Negli anni in cui su Margaret andavano di moda le versioni per bambini dell'epopea americana a là Via col Vento (cfr Igarashi Yumiko, e inflenza sulla narrativa popolare del Takarazuka Kagekidan di quegli anni, assai filo statunitense... sino al Grande Gatsby!), la Ikeda era una studentessa di FILOSOFIA che aveva un'interesse europeista storico. Ha PREGATO il suo editor di Shueisha per farle fare 'la versione shoujo manga' della biografia di Marie Antoinette, la Rosa di Versailles. E poi avrebbe fatto Orpheus no Mado, così intriso di narrativa russa, che per l'intensità dei contenuti passò da Margaret a Seventeen. Al contrario, la Seine no Hoshi era un anime d'avventura romanzata ad ampio pubblico, essenzialmente un anime super-eroistico storico con influenze shoujo. Tutt'altra cosa.

 

Again: è necessario sapere di cosa si parla per dire cose sensate. Come diceva Woody (non della Pixar): provaci ancora, Sam.

 

 

Quello che non capisci è che io sostenevo che la serie animata di Anna è una serie finatamente per bambini, mentre tu asserisci il contrario perchè tratta da un romazo cosidetto per bambini.

Come se la trasposizione e il romazo fossero due cose identiche.

Come se dicessimo che se il manga di Berubara è uguale all' anime perchè il secondo è tratto dal primo.

Perchè hai tirato in ballo la storia che gli anime hanno sfondato in Occidente negli anni 80 perchè lo yen costava 5 lire?

Cosa c'entra con gli intenti dei nipponici di penetrare i mercati esteri ( visto che quella dello yen basso era dovuto al caso e non all' iniziativa dei produttori di anime)?

Ripeto, non dico che i nipponici avessero sempre in mente di vendere in Occidente, ma su nove serie create per il mercato interno, ce ne era sempre una pensata per essere venduta all' estero tanto per ricordare agli occidentali che ci sono pure loro.

Pensate a Sherlock Holmes di Miyazaki.

Co.produzione Rai-TMS dagli investimenti iniziali enormi, poi la Rai molla tutto e la TMS la continua e completa da sola .

Una serie di animali antropomorfi (genere che in Giappone non ha mai attecchito) doppiata PRIMA in inglese che in giapponese per sbolognarla all' estero.

Alla faccia del menefreghismo per l' Occidente!

Ma d' altronde parliamo della TMS, quella che ha realizzato molte co-produzioni con l'estero ( Francia, Italia, USA) tra cui un certo Spielberg, che evidentemente gli avranno dato un qualche vantaggio economico .

E i Transformers?

Dopo la fine della seconda serie, i giappi decidono di continuarla per i cassi loro.

"Perchè i TF avevano un discreto seguito in Jap" dirà qualcuno.

Vero.

Stà però di fatto la suddetta serie fu realizzata con lo stile accidentale delle precedenti, con violenza ridotta al minimo ( niente sangue e muoiono solo robot, che in quanto non esseri in carne e ossa sono tollerati dalla censura americana), riferimenti alle tradizioni e usanze nipponiche cancellate.

Sarà un caso o tentativo di sbolognare la serie nei Paesi Occidentali dove i TF spopolavano?

Certo, dalla 4a lo stile di disegno è diventato giapponese ( forse perchè la terza avrà venduto poco all' estero, dato che nel frattempo gli yankee avevano realizzato una loro 3a serie con gli stessi personaggi ma trama diversa), ma anche lì riferimenti culturali e geografici orientali ridotti al minimo così come la violenza.

Penso che il motivo sia lapalissiano.

Di esempi simili potrei citarne a vagonate.

Come anche il fatto che nel 1993, la Toei ,sotto la guida di Tsutomu Tomari ( che dichiarò l'intento di aumentare le coproduzioni internazionali e potenziare le vendite all' estero) fece un accordo con la 20th Century Fox per trasmette i suoi anime in USA.

Perchè mai i giapponesi che hanno sempre guardato i mercati esteri in settori come i videogiochi , le auto ecc.. non avrebbero dovuto fare lo stesso con gli anime?

Il problema è stato credo sopratutto di tipo culturale, perchè come sapete i nipponici hanno una concezione dell' animazione che in Occidente si fatica a capire.

E per citare il ( lo sarà ancora?) responsabile per l'estero Kiyoshi Takahashi, "un altro fatto che ci scoraggia quando pensiamo di collaborare con l' Occidente è che da voi è molto in voga la pirateria e l'uso di censure televisive ingiustificate [...] Finchè in Occidente continueranno a esistere imprese che si comportano tanto spregiudicatamente, non è difficile capire che noi non intendiamo avventurarci in un mondo poplato da gente simile.."

Mi sembra che basti, no?

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E' tutto molto ovvio, Bob. Se studi filosofia del diritto (Hans Kelsen e altri) lo trovi espresso con meno psicofronzoli di Bataille.

 

L'uomo vieta al suo prossimo di uccidere per paura di poter essere ucciso.

 

Ci si accorda, e si perde una parte della propria libertà d'azione, per averne in cambio delle garanzie.

 

Tutto qui, E' già in Rousseau, in Hobbes, non scomodare sinanco Bataille. :)

 

Ci ho riflettuto, o mi hai frainteso o assolutamente no.

 

Il bisogno di cui dicevo io - e anche Bataille - è di ordine psichico, non di difesa pratica. Sotto tale bisogno si iscrivono anche infatti il divieto sui bisogni sessuali e una certa ritualizzazione di alcuni eventi, che pare l'uomo effettui proprio per sottrarsi all'impetuoso divenire della vita. Più si torna indietro nel tempo, più ritualizzazioni c'erano nelle società. ( mi vengono in mente le cerimonie funerarie, e più indietro ancora nel tempo quelle legate all'uccisione degli animali e alla mietitura del grano )

 

Al di là dell'ultima parte molto dubbia, il punto è che la trasgressione oltre alla frattura esteriore - per cui l'uomo ha paura - ne porta anche una interiore.

 

 

Non a caso il divieto di uccidere è accomunato al divieto sessuale, sono in risposta - oltre che alla paura di essere uccisi il primo - ad un bisogno di quiete e ordine. E la vera trasgressione - qui prosegue Bataille - è nell'infragitura di tale desiderio.

 

Trovo che sia molto interessante :)

Modificato da silent bob
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@Zio Sam: Guarda che il cristianesimo in Eva c'entra davvero zero, hanno solo fatto un minestrone di elementi puramente ESTETICI appunto per "fare figo" per fare in modo che chi guarda faccia "ohhhh" e stia a farsi domande inutili come quelle che girano da oltre un decennio su Kaworu come Gesù e perché cacchio Misato portasse una croce al collo (che poi si vede che l'unico motivo è che gliel'ha lasciata suo padre quando l'ha ficcata nella capsula, poteva anche essere una paperetta di gomma che tanto era uguale)... che poi se c'è una cosa che i nippo dovrebbero sapere è che se vuoi vendere senza problemi un anime in occidente con la religione cristiana VACCI COI PIEDI DI PIOMBO che porta più che problemi che vantaggi

 

Quanto a Devilman ti è già stato detto che Nagai è rimasto affascianato dalla Divina Commedia illustrata (tanto che ne ha fatto una versione manga) e alla fine pure lì non è andato oltre il livello puramente estetico, di sostanziale c'è davvero poco, alla fine trattasi di una storia horror dove ci ha ficcato dentro anche Satana e Dio... ma forse da quel lato è peggio ancora Mao Dante (tho, si torna ancora a Dante) per di più come detto sopra citare il cristianesimo è più un ostacolo alla vendita in occidente che non un vantaggio

 

Ma anche io ho detto che in EVA la religione era messa per far figo, mentre in Devilman la religione era parte integrale della trama .

Nel senso, che se a Devilman togli la religione cristiana, i riferimenti a Satana, Dio, l'inquisizione, i sabba ti veniva fuori una roba completamente diversa.

In Mazinga era accessoria: in questo episodio ( lo metto così qualcuno può guardare coi propri occhi)

 

http://www.youtube.com/watch?v=MMLKP0M_wuU

 

Jun ha problemi sul fatto di essere nera di pelle è ha una crisi esistenziale.

Questo episodio è stato realizzato prima nel l manga di Ota ( almeno così dice Colpi ), ma nellla versione a fumetti del suddetto l'elemento religioso è totalmente assente.

Allora perchè i giappi lo hanno messo ( e non solo in questo episodio)?

Non c'è qualchemodo per entrare in contatto con gli autori dell' epoca per chiederglielo ?

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Pensate a Sherlock Holmes di Miyazaki.

Co.produzione Rai-TMS dagli investimenti iniziali enormi, poi la Rai molla tutto e la TMS la continua e completa da sola.

 

Scusami l'intrusione, ma dopo aver letto questa frase mi sentivo in dovere di ricordare lei:

reporterblues1.jpg

 

Così, tanto per.

Interessante quello che racconti, comunque.

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Ma sei sicuro?

Anche io continuo adire che i nippo dessero la precedenza al mercato interno, ma che snobbassero i mercati esteri come comunemente si pensa credo sia un errore.

Non esisteva nessun ufficio atto alla vendita dei diritti all'estero, e quindi lo facevano un tanto al chilo senza sapere quanto chiedere per davvero. Quindi sì, è vero che all'epoca in Italia ci fu l'invasione perchè il cambio era favorevole (1 yen = 4 lire, se ricordo bene), ma cmq i diritti costavano niente di base. E non per incentivare le esportazioni, ma perchè i giapponesi vendevano quasi per fare un favore.

Basti pensare che ne Il Grande Mazinga, i protagonisti vanno in Chiesa , pregano Gesù e mangiano con le posate occidentali (non ricordo se solo in alcuni episodi o tutti).

Sarà mica una strizzata d' occhio all' Occidente e in particolare la Spagna ( primo paese occidentale che esportò le serie robotiche Toei) dove Mazinga Z fuorieggiava ?

No. E' che si voleva dare una forte impronta religiosa ai protagonisti, per differenziarli al massimo dai nemici (che erano un'altra civiltà). Percui scelsero le cerimonie cristiane perchè il pubblico giapponese ne sarebbe rimasto più colpito. Vedere Shiro pregare al tempio shintoista o buddista non sarebbe stato niente altro che realtà quotidiana, dato che in giappone la religione è vissuta un po' così. Vederlo pregare in chiesa faceva invece il senso di "è un vero credente, non lo fa per abitudine".

Nishizaki ribattezzò Saraba Yamato in " Arrivederci Yamato" per l'esportazione invece del solito titolo inglese, alla faccia di come noi italiani eravamo poco considerati.

Beh, l'ipotesi più semplice è che volesse fare l'alternativo, mica vendere il film in Italia...

Poi, considerare una lingua straniera è ben diverso dal considerare una nazione straniera.

Trovo anche ipocrita, se rappresenta la realtà, il disprezzo che i giapponesi provano per loro, malgrado non si facciano scrupoli a vendergli oggetti adatti alle loro manie (per esigenze consumistiche, ovviamente). D'altronde non penso che Myth, Chogokin e modellini di belle figliole discinte siano pensati per bambini e adolescenti.

 

Beh, in effetti è una situazione un po' ipocrita. Ma quando Bandai pubblicizzò il GX-45 tratto da Shin Mazinger mostrò l'immagine di uno che negli anni '70 era bambino e ora impiegato 40enne. In generale anche in Italia il target è più o meno il medesimo. Si tratta di uomini che da bambini rimasero molto colpiti dai robot, tanto da volerli collezionare ancora. Ma che nel frattempo hanno trovato un lavoro e si sono fatti una famiglia. E il robot diventa anche condivisione coi figli.

Una merce più prettamente da otaku è la figure della protagonista di turno, magari spogliabile. Di fatto trovo che attualmente (soprattutto ora) gli otaku cerchino sfogo sessuale più che altro. Perchè la produzione di questo tipo di materiale è davvero immane. Guarda che io non sono contro il porno, ma dato che quest'anno ho visitato per la prima volta un Tora-no-Ana ne sono rimasto spiacevolmente colpito.

Cioè, il resto della produzione per "otaku" sparisce al confronto, nel merito della quantità prodotta.

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Ci ho riflettuto, o mi hai frainteso o assolutamente no.

 

Il bisogno di cui dicevo io - e anche Bataille - è di ordine psichico, non di difesa pratica. Sotto tale bisogno si iscrivono anche infatti il divieto sui bisogni sessuali e una certa ritualizzazione di alcuni eventi, che pare l'uomo effettui proprio per sottrarsi all'impetuoso divenire della vita. Più si torna indietro nel tempo, più ritualizzazioni c'erano nelle società. ( mi vengono in mente le cerimonie funerarie, e più indietro ancora nel tempo quelle legate all'uccisione degli animali e alla mietitura del grano )

 

Al di là dell'ultima parte molto dubbia, il punto è che la trasgressione oltre alla frattura esteriore - per cui l'uomo ha paura - ne porta anche una interiore.

 

 

Non a caso il divieto di uccidere è accomunato al divieto sessuale, sono in risposta - oltre che alla paura di essere uccisi il primo - ad un bisogno di quiete e ordine. E la vera trasgressione - qui prosegue Bataille - è nell'infragitura di tale desiderio.

 

Trovo che sia molto interessante :)

 

Mah, si potrebbe semplicemente osservare che l'Uomo, in quanto animale sociale, istintivamente "sa" che una società necessita di quiete ed ordine per poter funzionare, e che tali elementi siano otteinibili solo tramite "regole"; regole che, almeno per quelle basilari come il "non uccidere", tendono a ritrovari in tutte le società (ma pure nelle tribù di scimpanze, per non parlare dei bonobo..).

Il discorso è simile per la tendenza alla "ritualizzazione", che si ritova in tutte le società umane e pure in alcuni animali..

Modificato da EYMERICH
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Perchè devi ridurre tutto in termini scientifici ?

 

 

Hai presente i personaggi cattivi nei film - ora mi sovviene l'immortale nemico di Lambert in Highlander -, hai presente il piacere che ricavano dalla devastazione ? Dalla verità di quel piacere ( interiore ), prova a capire la verità di quello della quiete.

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Perchè devi ridurre tutto in termini scientifici ?

 

Sorry, ma data la mia "formazione" non rieso a farne a meno..

 

Hai presente i personaggi cattivi nei film - ora mi sovviene l'immortale nemico di Lambert in Highlander -, hai presente il piacere che ricavano dalla devastazione ? Dalla verità di quel piacere ( interiore ), prova a capire la verità di quello della quiete.

 

Beh, il "piacere della quiete" è comune a tutti gli animali sociali (ma in effetti l'Uomo sembrerebbe l'unico animale sociale in cui si ritrova anche il "piacere della distruzione"..).

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