silent bob Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 mi state simpatici. che vi si rompa una gamba. davvero e detto col cuore. dico almeno nel mio caso parli con un individuo che è stato faccia a faccia con la morte innumerevoli volte ... e si è fatto una risata. Cosa pensi possano farmi le tue maledizioni? già dal fatto che io m'addormo alle 5 e tu probabilmente ti svegli pe le 7 si capisce ove risiedano le forze oscure. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Roger Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 mi state simpatici. che vi si rompa una gamba. davvero e detto col cuore. dico almeno nel mio caso parli con un individuo che è stato faccia a faccia con la morte innumerevoli volte ... e si è fatto una risata. bobo candidato numero uno per il prossimo die hard Cosa pensi possano farmi le tue maledizioni? già dal fatto che io m'addormo alle 5 e tu probabilmente ti svegli pe le 7 si capisce ove risiedano le forze oscure. :rotfl: :rotfl: alla fine dimostri ancora di parlare a vanvera. che spreco di (mega)byte. il riferimento era all'espressione 'break a leg' in una delle sue tante accezioni. strano che la tua immensa cultura non l'abbia percepito; ti serviva un asterisco con nota per arrivarci? vedi un po' quanto consistenti sono i tuoi ostentati discorsi sul sapere, fedeltà all'originale, comprensione e formulazione del testo, traduzioni... Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Alex Halman Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 (modificato) Per una volta io quoto Dairon http://www.youtube.com/watch?v=7Hz3IEQ1dVM Tradotto letteralmente avrebbe fatto ridere? Esempio estremo lo so (i giochi di parole e le battute comiche devono essere l'incubo di ogni traduttore/adattatore) ma rende bene l'idea. Si è tolto forse qualcosa al film? no, lo si sarebbe fatto con una traduzione letterale con cui nessuno avrebbe riso (Che poi è il tipo di sostituzione che ha fatto Garion con la famosa merendina, trovata geniale che merita applausi non certo critiche) Tornanto all'esempio iniaziale a cambiare "entro" con "permesso" si toglie qualcosa? ma manco per il cavolo, a meno che in una scena del genere non si voglia marcare la differenza culturale col Giappone ma devono essere proprio casi particolari in una situazione generica dove tale battuta non si collega a nient'altro e sta lì per i fatti suoi si può sostituire tranquillamente "entro" con "permesso" e sarebbe ben poco professionale casomai non farlo... se no le traduzioni facciamole fare a un computer visto che basta fare dei cambi 1 a 1... L'esempio poi dei film degli anni '30 non sta minimamente in piedi, qua si parla di traduzioni da una lingua all'altra se qualcosa E' GIA' in italiano che cacchio traduci? Senza andare tanto indietro prendiamo i film di Don Camillo (anni '50? non ricordo) a volte saltano fuori espressioni che sicuramente oggi non si sentono più tipo "altrimenti non si sarebbe fatto a tempo" ma sempre italiano è, si capisce perfettamente lo stesso e rende bene l'atmosfera del tempo e nessuno si sognerebbe mai di ridoppiare quei film... se poi il Bobo va a confondere espressioni idiomatiche di altre lingue col registro linguistico, che ovviamente va scelto in base alle circostanze, e che è cosa ben diversa allora è inutile starci a discutere Modificato 30 Giugno, 2010 da Alex Halman Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
silent bob Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 (modificato) mi state simpatici. che vi si rompa una gamba. davvero e detto col cuore. dico almeno nel mio caso parli con un individuo che è stato faccia a faccia con la morte innumerevoli volte ... e si è fatto una risata. bobo candidato numero uno per il prossimo die hard Cosa pensi possano farmi le tue maledizioni? già dal fatto che io m'addormo alle 5 e tu probabilmente ti svegli pe le 7 si capisce ove risiedano le forze oscure. :rotfl: :rotfl: alla fine dimostri ancora di parlare a vanvera. che spreco di (mega)byte. il riferimento era all'espressione 'break a leg' in una delle sue tante accezioni. strano che la tua immensa cultura non l'abbia percepito; ti serviva un asterisco con nota per arrivarci? vedi un po' quanto consistenti sono i tuoi ostentati discorsi sul sapere, fedeltà all'originale, comprensione e formulazione del testo, traduzioni... 2) touche. @Halman- i giochi di parole sono altra cosa. - negli anni '30 - tanto per dire un periodo - poteva essere in voga un'espressione estranea all'italiano corrente quanto il tuo "piovono cani e gatti" o il gergale " 4OO Colpi", se si toglie questa differenza si "impoverisce l'opera. Tu dici è già in italiano che traduci? DICI CAZZATE! la traduzione è it's raining ... = piovono ... oppure les quatre-cents coups = i quattrocenti colpi un adattamento è *** = piove a secchiate ..... *** = la vita movimentata. Se nel primo trattandosi di una quisquilia non ci sarebbe danno, nel secondo si vede come tale schema mentale porti a seri danni. Modificato 30 Giugno, 2010 da silent bob Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 Per una volta io quoto Dairon http://www.youtube.com/watch?v=7Hz3IEQ1dVM Tradotto letteralmente avrebbe fatto ridere? Esempio estremo lo so (i giochi di parole e le battute comiche devono essere l'incubo di ogni traduttore/adattatore) ma rende bene l'idea. Si è tolto forse qualcosa al film? no, lo si sarebbe fatto con una traduzione letterale con cui nessuno avrebbe riso (Che poi è il tipo di sostituzione che ha fatto Garion con la famosa merendina, trovata geniale che merita applausi non certo critiche) Tornanto all'esempio iniaziale a cambiare "entro" con "permesso" si toglie qualcosa? ma manco per il cavolo, a meno che in una scena del genere non si voglia marcare la differenza culturale col Giappone ma devono essere proprio casi particolari in una situazione generica dove tale battuta non si collega a nient'altro e sta lì per i fatti suoi si può sostituire tranquillamente "entro" con "permesso" e sarebbe ben poco professionale casomai non farlo... se no le traduzioni facciamole fare a un computer visto che basta fare dei cambi 1 a 1... L'esempio poi dei film degli anni '30 non sta minimamente in piedi, qua si parla di traduzioni da una lingua all'altra se qualcosa E' GIA' in italiano che cacchio traduci? Senza andare tanto indietro prendiamo i film di Don Camillo (anni '50? non ricordo) a volte saltano fuori espressioni che sicuramente oggi non si sentono più tipo "altrimenti non si sarebbe fatto a tempo" ma sempre italiano è, si capisce perfettamente lo stesso e rende bene l'atmosfera del tempo e nessuno si sognerebbe mai di ridoppiare quei film... se poi il Bobo va a confondere espressioni idiomatiche di altre lingue col registro linguistico, che ovviamente va scelto in base alle circostanze, e che è cosa ben diversa allora è inutile starci a discutere Nel caso di battute che si consumano immediatamente o comunque di frasi non ripetute e non ricavabili dal contesto, sono d'accordo. Del resto quello e' un esempio che avevo fatto anch'io anni fa Se invece una frase e' ricavabile dal contesto, o ne e' stata utilizzata una forma in qualche modo differente dalla consuetudine (attuale) italiana, dipende. Se tale frase ha radici nella lingua d'origine, bisogna vedere a chi si rivolge il 'prodotto' italiano; se si intende allargare il piu' possibile il bacino di utenza, dei compromessi sono, secondo me, gioco forza inevitabili; se ci si vuole rivolgere ad un pubblico piu' preciso e che intende acquistare proprio quel prodotto, allora ritengo sia il caso di adoperare costrutti il piu' possibile vicini alla lingua originaria. Per dire, nonostante ci sia una notevole coerenza interna nell'adattamento delle varie serie di Star Trek, spesso e volentieri nei sottotitoli si leggono cose anche molto differenti nel narrato gia' nella trascrizione italiana che non deve tener conto dei labiali o quant'altro, passando ai sottotitoli inglesi e alla lingua originaria si vede quasi un'altra serie. Per questo i dvd con i sottotitoli li ho sempre ben "visti" ; il doppiaggio dipende da tanti fattori specialmente legati alla produzione in se', che trovo difficile tracciare una linea netta di 'comportamento'. Personalmente sono uno di quelli che "acquista proprio quel prodotto" di prima, quindi mi aspetto aderenza all'originale. E alla fine in un mercatino delle pulci qual e' quello italiano dell'home video, spesso mi chiedo perche' non attenersi in modo specifico all'originale. My 2 cents Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Alex Halman Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 (modificato) @Halman- i giochi di parole sono altra cosa. Come i registri linguistici... - negli anni '30 - tanto per dire un periodo - poteva essere in voga un'espressione estranea all'italiano corrente quanto il tuo "piovono cani e gatti" o il gergale " 4OO Colpi", se si toglie questa differenza si "impoverisce l'opera. Non più in uno forse ma sempre italia non un qualcosa che in italino non ha semplicemente senso, differenza ENORME Tu dici è già in italiano che traduci? DICI CAZZATE! Senti chi parla la traduzione è it's raining ... = piovono ... oppure les quatre-cents coups = i quattrocenti colpi un adattamento è *** = piove a secchiate ..... *** = la vita movimentata. Se nel primo trattandosi di una quisquilia non ci sarebbe danno, nel secondo si vede come tale schema mentale porti a seri danni. Chiarmanente chi traduce ed adatta deve conoscere a fondo la lingua e l'opera su cui sta lavorando espressioni gergali e modi dire compresi... se no appunto si fa come dici te si va di traduzione letterale e poi se la gente che legge non capisce cazzi suoi... @Shuji: Concordo su tutto, l'aderenza all'originale è fondamentale... ovviamente nei limiti del buon senso come hai fatto notare anche tu, farsi le pare su un "entro" cambiato con "permesso" vuol dire andare molto oltre quei limiti, quello da conservare sempre è IL SIGNIFICATO delle parole più che le parole stesse (almeno di solito, se parliamo di terminilogia tecnico/scientifica e casi analoghi dove si vuole essere molto specifici allora quelli li devi tenere per forza così come sono) NOTA: Io mi riferisco a dialoghi "comuni" cioè a quelli che non hanno particolari collegamenti o riferimenti, lì se no per forza di cose scattano una miriade di eccezioni che vanno trattate caso per caso singolarmente ed è impossibile elencare tutte no facciamo notte... e che poi sono i casi che fanno riconoscere la bravura di un traduttore e la sua voglia di sbattersi Modificato 30 Giugno, 2010 da Alex Halman Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Taro Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 Alla fine è sempre questione di dove "mettere il paletto"; rispetto a quanto pensavo tempo fa (una posizione analoga a quella dell'Halman) ho rivisto il limite per me dell'accettabile/non accettabile. Ovviamente per proverbi o modi di dire e giochi di parole, dove la fonetica gioca magari un ruolo importante in eventuali doppi sensi e incomprensioni, laddove deve essere immediata la reazione dello spettatore, si deve accettare il compromesso di perdere il significato letterale in favore di una forma adeguata. Per ciò che concerne invece il modo di parlare, quindi di usare verbi e aggettivi in determinati contesti e situazioni, che è stretta espressione di una cultura di un popolo (cultura che ritroviamo in opere di narrativa -film, libri, anime, fumetti eccetera-), ritengo invece che sacrificare l'immediatezza di un adattamento che suoni bene all'orecchie di un italiano (nel nostro caso) sia accettabile; se vedrò un solo film giapponese magari mi suonerà strano in qualche punto, se ne vedrò diversi (perchè ho interesse) magari imparerò che "entro" (riprendendo l'esempio) in un determinato contesto ha una certa valenza per i giapponesi. Al di la della posizione sul livello di adattamento, e ritornando al caso Gundam (per restare più in tema nel tread), in particolare nel mio precedente post volevo far notare come quella risposta riportata contenesse diverse contraddizioni al suo interno. Leggiamo che Tomino sarebbe saggio a perculare chi pronuncia bene Gundam perchè tutta la platea scazzava il nome, ma poi troviamo lo sfottò contro chi storpiava la pronuncia di Naruto. Oppure il tirare in ballo il fatto che Topolino andrebbe bene ma poi trovare Koji nel doppiaggio finto-rustico al posto di Alcor (non che me ne freghi dell'assenza di Alcor eh ). Alla fine sembra che le motivazioni dietro scelte di traduzione/adattamento siano solo elementi per far polemica tra editori concorrenti o espedienti per pararsi il culo quando si commettono degli errori. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Alex Halman Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 (modificato) Koji avevano detto di averlo tenuto per una questione di continuità con gli altri robottoni visto che è sempre lo stesso personaggio Sul resto capisco che intendi, ma faccio fatica a far rientrare "entro" al posto di "permesso" come espressione di una cultura... se poi lo dice un personaggio di un cartone giapponese ma che giapponese non dovrebbe esserlo (tipo Amuro visto che si parlava anche di Gundam) ancor meno... espressione di una cultura può essere il loro modo di usare gli onorifici, il mettere il cognome davanti al nome, ecc... ma a una semplice espressione per indicare che si sta entrando in una stanza non riesco a darle tutta 'sta rilevanza Modificato 30 Giugno, 2010 da Alex Halman Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Taro Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 E il doppiaggio fedele (con Grendizer) garantiva tale continuità; nel doppiaggio finto rustico potevano anche scazzare il nome, tanto in Italia tutti lo conoscono come Alcor (come il 99% della platea davanti a Tomino pronunciava GUndam). Occhio che per me non è un problema se Alcor finisce nel cesso del dimenticatoio, ma se osservo che chi opera (volente o nolente) per buttare Alcor nella tazza, nel contempo affermado di voler dare dignità alle opere di Nagai con le proprie edizioni (e per quanto mi riguarda lo sta facendo in modo più che discreto), si ritrova poi di fatto a dare ragione a chi decide di commettere volontariamente errori grossolani (Dynit sulla pronuncia di Gundam), almeno da ridere mi viene. Un personaggio di un mondo fantasy (un elfo ad esempio) non sarà giapponese in senso stretto, ma se la sua caratterizzazione (nel modo di parlare e di porsi con gli atri) è quella di un giapponese, va comunque mantenuta questa "giapponesità" (perdonatemi il termine orrido). Sulla rilevanza di determinati termini, alla fine molto rientra nell'ambito di sfumature, che io tenderei a mantenere il più possibile. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 (modificato) Permesso lo dicono gli italiani magari, ma se il personaggio non è italiano perchè farlo parlare come un italiano? Beh, perché Ilaria Latini in quel doppiaggio in effetti parla in italiano, per esempio. Darion sei fuori strada e in una maniera sciocchina. Parlare italiano è una cosa. Parlare in italiano è un'altra cosa. Parlare in giapponese tradotto in italiano, laddove detta traduzione esiste solo 'al di fuori della dimensione narrativa' è un caso della seconda branca di cui sopra. Da cui discende tutta una logica di trattazioni di linguaggi più o meno formali, dove il valore della forma cresce, ma anche di persicolosità, con l'idiomaticità delle locuzioni. PS: L'uso di 'idiomaticità' in questo modo è un anglismo bello e buono, e qualsiasi serio docente di linguistica ne riderebbe. :-) PS2: L'esempio dello stupido, STUPIDO adattamento di Lupo Ulilì viene SEMPRE preso a titolo di 'buon cambiamento', ed p invece solo una M E R D O S A G I R E L L A ma delle peggiori, eh! Un giorno feci, a richiesta, un adattamento migliore (più fedele e più sensato) in DUE dico DUE secondi: Lì-cantropo, là castello. Semplice, no? Non capisco inoltre che senso abbia lincare SOLO la versione italiana (lol). Alex: temo tu stia parlando a tentoni di quello che conosci meno di quel che vorresti dimostrare. :-( DANNAZIONE, ma avete MAI MAI pensato a cosa significhi 'it rains cats and dogs'? Dico, il SENSO SEMANTICO? Peché questo è il TIPICO esempio di chi dice 'non si può tradurre letteralmente', e TIPICAMENTE chi lo porta NON ha capito il DANNATO SENSO della frase inglese. Oh, non significa che 'piovono i cani e i gatti' o che 'piovono gocce grosse come canini e felini' ma che 'PIOVE A CANI-E-GATTI', nel senso di 'rabbiosamente' (come in una zuffa tra cani e gatti, appunto), ovvero in un temporale rabbioso. Ci avevate MAI PENSATO, anche se magari vi siete messi in bocca l'esempio millemila volte? Ho un'edizione italiana di The Adventures of Alice in Wonderland in cui i detti 'ammazzare il tempo' e 'prendere un granchio' sono SPIEGATI IN NOTA, perché sono inlgesi e ai tempi dell'edizione non erano ancora comunemente usati in Italia. E indovinate poi cos'è sucesso. E allora? La linguistica, come la moda, o la si fa o la si segue. L'importante è che chi la fa sia conscio di farla, e la faccia con coscienza e responsabilità. PPS Quando ho fatto dire a Yui "Tutto scorre con la corrente..." un (a mio giudizio) buon adattamento di 'subete nagare no mama ni...", dite che: NON si sia capito che 'era un detto locale'? NON si sia capito il senso? Che sarebbe stato meglio usare un'italianata simile (che so: 'finché la barca va..."), mentre IKARI YUI e FUYUTSUKI KOUZOU parlavano in GIAPPONESE (anche se voi li sentivate in italiano per il pescedibabele noto come 'doppiaggio') da GIAPPONESI che sono? Io dico, semplicemente, di no. :) Lo dico vedute un sacco di ragioni. E rivedutele. E studiatele. E approfondiltele. E poi ricogitatele ancora. Mi ha fatto grande piacere leggere dell'evoluzione del pensiero di Taro. Mi ha fatto piacere per la sia onestà intellettuale di uomo che torna su suoi passi e lo dichiara, non come ammissione di sconfitta, ma di vittoria. Così dev'essere. Altrimenti, saremmo tutti nelle camere dell'eco. Pensateci. Modificato 30 Giugno, 2010 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Roger Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 Pensateci. il mondo è pieno di baccalà. o erano stoccafissi? uh... che vuol dire 'fissi'? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Alex Halman Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 (modificato) L'esempio dello stupido, STUPIDO adattamento di Lupo Ulilì viene SEMPRE preso a titolo di 'buon cambiamento', ed p invece solo una M E R D O S A G I R E L L A ma delle peggiori, eh! de gustibus... Un giorno feci, a richiesta, un adattamento migliore (più fedele e più sensato) in DUE dico DUE secondi: Lì-cantropo, là castello. Semplice, no? Hai provato a inserirli dentro tutta la scena insieme al resto a vedere come viene? Non capisco inoltre che senso abbia lincare SOLO la versione italiana (lol). Il senso è che non avevo sotto mano quella originale e volevo proprio portare un esempio di adattamento italiano... semplice no? Alex: temo tu stia parlando a tentoni di quello che conosci meno di quel che vorresti dimostrare. :-( Io esprimo semoplicemente una mia opinione come tu esprimi la tua argomentandola come meglio credo, punto. DANNAZIONE, ma avete MAI MAI pensato a cosa significhi 'it rains cats and dogs'? Dico, il SENSO SEMANTICO? Peché questo è il TIPICO esempio di chi dice 'non si può tradurre letteralmente', e TIPICAMENTE chi lo porta NON ha capito il DANNATO SENSO della frase inglese. Oh, non significa che 'piovono i cani e i gatti' o che 'piovono gocce grosse come canini e felini' ma che 'PIOVE A CANI-E-GATTI', nel senso di 'rabbiosamente' (come in una zuffa tra cani e gatti, appunto), ovvero in un temporale rabbioso. Ci avevate MAI PENSATO, anche se magari vi siete messi in bocca l'esempio millemila volte? Prima di incazzarti per non si sa bene per quale motivo hai mica pensato che forse forse stiamo dicendo la stessa cosa? perchè al di là di tutto questo discorso sulla semantica alla fine il significato di quell'espressione è sempre quello, "diluvia"... quindi dov'è che non avrei capito il senso? la prego esimio professore mi illumini Cambiando esempio "you are wellcome" quando noi diremmo prego come lo tradurresti? e in senso inverso "prego" dall'italiano all'inglese? P.S. la trovata di Garion in Gurren Lagann come la giudichi? in effetti quella è DAVVERO una girella P.P.S. Ma è il caso di prendersela tanto per un "esco"/"permesso"? sono questioni di lana caprina, io la vedo in un modo tu e Taro in altra ma non è che me ne freghi un accidenti qualunque sia alla fine la scelta @Roger: Hai ragione, bisogna fare accurati studi semantici sull'argomento sia mai che ci si sbagli parlando di cose che non sappiamo Modificato 30 Giugno, 2010 da Alex Halman Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 (modificato) Io a volte rispondo davvero a 'grazie' con 'sei il benvenuto', ma è un mio bug. In genere traduco 'you are welcome' come 'non c'è di che', ma stiamo parlando veramente di idiomaticità (ancora anglismo) a basso basso livello. Non c'è quasi contenuto semantico distinguibile, figurarsi fraseologia. Sono sintagmi fatti, manco frasi fatte. Indi per cui: non sono esempi calzanti. Su cani&gatti, come spero avrai inteso, non parlavo schiettamente di te. In genere astraggo sempre dal particolare, e quando dico qualcosa di davvero ad personam lo rendo vieppiù chiaro. Nel caso, mi pare ad esempio che Bob avesse tipicamente frainteso il senso del detto inglese. Modificato 30 Giugno, 2010 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Alex Halman Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 Io a volte rispondo davvero a 'grazie' con 'sei il benvenuto', ma è un mio bug. Come OS hai montato Windows SVista? In genere traduco 'you are welcome' come 'non c'è di che', ma stiamo parlando veramente di idiomaticità (ancora anglismo) a basso basso livello. e il senso inverso? dall'italiano "prego" all'inglese? Non c'è quasi contenuto semantico distinguibile, figurarsi fraseologia. Sono sintagmi fatti, manco frasi fatte. Allora anche il caso iniziale "entro"... Su cani&gatti, come spero avrai inteso, non parlavo schiettamente di te. Considerato che avevi specificato sopra con "Alex:" che rispondevi a me il dubbio era legittimo... Nel caso, mi pare ad esempio che Bob avesse tipicamente frainteso il senso del detto inglese. ok Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 Inga: Werewolf! Dr. Frederick Frankenstein: Werewolf? Igor: There. Dr. Frederick Frankenstein: What? Igor: There, wolf. There, castle. Dr. Frederick Frankenstein: Why are you talking that way? Igor: I thought you wanted to. Dr. Frederick Frankenstein: No, I don't want to. Igor: Suit yourself. I'm easy. Inga: Licantropo! Dr. Frederick Frankenstein: Li'-cantropo? Igor: Li'(?) Dr. Frederick Frankenstein: Cosa? Igor: Li' cantropo, Li' castello. (omissis) Posso dire che lo trovo agghiacciante? Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
jetblack Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 (modificato) Inga: Werewolf! Dr. Frederick Frankenstein: Werewolf? Igor: There. Dr. Frederick Frankenstein: What? Igor: There, wolf. There, castle. Dr. Frederick Frankenstein: Why are you talking that way? Igor: I thought you wanted to. Dr. Frederick Frankenstein: No, I don't want to. Igor: Suit yourself. I'm easy. Inga: Licantropo! Dr. Frederick Frankenstein: Li'-cantropo? Igor: Li'(?) Dr. Frederick Frankenstein: Cosa? Igor: Li' cantropo, Li' castello. (omissis) Posso dire che lo trovo agghiacciante? non posso che concordare :sick: Modificato 30 Giugno, 2010 da jetblack Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 (Oh, senza polemica eh, ma mi fa sto effetto qua -> ) Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 (modificato) Se considerariamo i seguenti elementi OBIETTIVI: 1) nell'originale il gioco di parole è fonetico su were/there in composizione di 'werewolf' 2) nell'originale il concetto di 'ulato' è del assente direi che la mia traduzione è piuttosto corretta e mantiene pressoché lo stesso gioco di parole, persino nella stessa logica di morfema e che voi amate la vostra girella. Girella in cui, perlatro. si introduce tutto un elemento di demenza reale (ulilì, ululà), e NON di fraintemendimento fonetico come nell'originale, il che è persino un tipo di umorismo diverso. Conoscete la famosa filastrocca francese del: 'je dis sept!' - 'dix-sept?' 'mais non, sept, sans dix!' 'SEPT-CENT-DIX?" etc etc etc... :) Modificato 30 Giugno, 2010 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
formatted_brain Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 (modificato) Napoléon, cédant Sedan, céda ses dents Modificato 30 Giugno, 2010 da formatted_brain Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shuji Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 Resta agghiacciante Inoltre, sempre parlando di elementi obiettivi, una cosa e' il termine werewolf, nel quale e' facile inserire un gioco di parole di fraintendimento considerando che il termine e' scomponibile, e limitatamente fraintendibile in were/where e wolf. Licantropo non da' origine a due termini, un italiano che lo sente non 'isola' LI da Cantropo specialmente in quanto il termine 'cantropo' non esiste. Continuo a riternerlo un gioco di parole che non esiste e soprattutto non funziona con i tempi giusti in italiano. Come dicevo, ok per il tenere fede al testo originale, ma in questi casi o si perde il tempo comico, la battuta, e qua e' la priorita', oppure si fa qualcosa di comunque al limite dello didascalico. P.s. non e' che tutto quello che e' stato fatto in passato e' 'girella', eh, qui il termine nun c'azzecca proprio Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Shito Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 (modificato) Beh, credo sia pacifico che la traduzione della 'comicità immeditata' sia quanto di più corto si trovi nell'armadio delle coperte. Come sappiamo che il mio 'tentativo da due secondi' non è certo perfetto (io stesso ho usato termini limitativi, circostanziali e non assoluti nel definirne la correttezza). Tuttavia, converrai pure tu che 'castello ululì' non vuol dire nulla, ma proprio nulla. Non ha alcun senso, e non fa ridere per umorismo (= intelletto coinvolto) ma per demenzialità (=intelletto spento). Quindi, dire che una cosa del genere è un 'buon adattamento' è per me 'girella', ovvero ottenebrazione di onesto giudizio critico dinanzi a ciò che si amò nell'età degli amori a-critici (l'infanzia, that is). Modificato 30 Giugno, 2010 da Shito Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Garion-Oh Inviato 30 Giugno, 2010 Autore Share Inviato 30 Giugno, 2010 espressione di una cultura può essere il loro modo di usare gli onorifici, il mettere il cognome davanti al nome, ecc... La cosa bella e' che in Gundam (fin dalla prima serie) nel testo originale si usa nome-cognome. Pensa come dev'essere strano per un giapponese. Pero' in italiano tutti gli anime vengono adattati con nome-cognome, percui per una volta che l'ordine e' davvero corretto non se ne capira' la differenza. Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Eymerich Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 (modificato) Beh, comunque c'è anche da considerare il fatto che, mentre in un libro o in un fumetto, si possono utilizzare tutte le traduzioni letterali che si vuole aggiungendo poi note a pié di pagina per chiarirne il significato, questo non è possibile in un doppiaggio.. Modificato 30 Giugno, 2010 da EYMERICH Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Alex Halman Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 (modificato) @Garion: Un bel paradosso Modificato 30 Giugno, 2010 da Alex Halman Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
Fencer Inviato 30 Giugno, 2010 Share Inviato 30 Giugno, 2010 (modificato) ma anche no. i tortellini, fenza! i tortellini! quanti ne abbiamo magnati dagli anni '90 ad oggi, senza sapere che non erano D.O.C. pur essendo spacciati per tali? e naruto! Uh....eh? ecco, in sostanza questo è quello che fa sbarellare ogni volta la discussione. e lo capisco anche, visto l'impeto di quel discorso... nel senso: si dice solo che in fase di adattamento e traduzione si deve cercare di trasmettere ciò che l'autore ha fatto anche ai fruitori di una lingua di destinazione diversa da quella di partenza. e che ci sono dei compromessi inevitabili per arrivare ad un buon risultato, altrimenti ci si deve imparare la lingua di partenza. per farlo ci sono diverse strade, come alternare traduzione letterale ed evocativa a seconda delle possibilità linguistiche. io in tutto ciò non vedo nè purismo nè girella, ma solo un accenno di metodologia peraltro condivisibile e, credo, condivisa. sul resto non entro più nello specifico e ho già espresso la mia, e poi un c'ho voglia di spremere i libri di linguistica che, de facto, concordano con quanto scritto da colpi Ma l'accenno di metodologia l'avevo capito, e come detto io capisco entrambe le teorie, la letteralità e quella che qui sostiene il tizio che ha scritto, ovvero l'effetto. Non atmosfera ed emozioni, secondo me, si cerca di replicare nello spettatore l'effetto immediato che una particolare parte del discorso ha sullo spettatore giapponese, generandone lo stesso effetto. E' una cosa comprensibile per quanto riguarda appunto frasi particolari e proverbi, e infatti per me sono due teorie, letteralità ed effetto, che piantando il paletto iniziale della fedeltà all'originale sono condivisibili e comprensibili entrambe. Preferisco la teoria della letteralità perchè credo sempre che non sia un'opera giapponese a doversi adattare all'italiano, ma l'italiano a rendersi conto che nel mondo c'è gente che parla o ha modi idiomatici diversi dai propri. Un'opera giapponese è appunto in giapponese, con un modo di parlare giapponese e con tutto il resto che da quel paese arriva, di conseguenza in un adattamento italiano dell'opera, pur traducendo le parole credo sia giusto mantenere anche i modi di parlare, compresi i proverbi, gli "entro", eccetera. E' vero che non aiuta la fruibilità, come invece fa l'altra strada (che poi altra strada secondo me è eccessivo, si usa semplicemente in casi particolari in cui si ritenga che un cambiamento italiano per mantenere l'effetto sia il modo migliore per rispettare la volontà dell'autore e dell'originale) perchè c'è roba che un italiano non sa, nel senso che mi si può dire "Ma che ha voluto dire con quella frase lì?": non fa parte del suo ramo di normali conoscenze per guardarsi la tv. Indi, se vuoi conservare il suddetto effetto, cerchi di adottare un modo italiano che lo permetta: per esempio, ora su Italia1 sta andando Dodgeball , la squadra si chiama Average Joe (il medioman qualunque in americano) ed è stato tradotto Pinco Pallino Joe facendo una stronzata (Average Joe è una locuzione sola, il Joe non è un nome proprio, è come dire Jane Doe o Average Jane), ma avessero lasciato semplicemente la Pinco Pallino avrebbero fatto una scelta anche condivisibile, perchè molti italiani (purtroppo) non hanno la più pallida idea di cosa sia un Average Joe, e il Pinco Pallino essendone praticamente la versione locale mantiene l'effetto. Perchè preferisco l'altra? Perchè per me un essere umano deve essere aperto ad imparare cose nuove anche se queste all'inizio gli sembrano strane. Anche se per me i nomi van lasciati fissi e stop. Però quando le scelte le capisco, non mi metto certo a dire nulla e prendo lo stesso (per dire, non come gUndam dove si è bellamente fallito nel darmi una spiegazioe razionale sensata e si è cercato anche di prendermi per i fondelli). Ora, tornando a bomba sull'intervento, la questione è che si tratta di una contraddizione unica scritta con un'arroganza che al bel tomo qui mica compete. Si lamenta di chi vuole la letteralità, la fedeltà a tutti i costi, e poi mi piglia ad esempio gli EDITORI ITALIANI? Ma chi voleva la fedeltà a tutti i costi? Panini? Quella che traduceva dallo spagnolo e che tutt'ora mi scrive Gatsu e Grifis pur con duecento ristampe per mettere a posto le cose? Quella della traduzione ad muzzum di Slam Dunk? Quella dell'aula di gastronomia? Quella delle pomiciate? Andiamo. Panini non ha un cazzo a che fare con la gente che vuole roba fatta bene (l'apriorismo mica è nato a caso in quel forum dove si riunivano quelli che vengono ignorantemente chiamati "puristi" da imbecilli che ancora non hanno capito che le cose fatte bene sono normali, ed è chi non le vuole a non essere del tutto normale) Star? STAR? Quella in mano ai Kappa? Quelli che a oggi si vanno a pigliare le traduzioni girelliche delle organizzazioni di Giant Robot? Andiamo. Se devi nominare nomi e fandom, cerca di farlo bene e non sclerare come se fossi l'unico dio ad avere la verità in tasca, non fare di tutta l'erba un fascio dall'alto della tua tracontanza e falsa indignazione. Anche perchè il discorsetto nella parte dell'adattamento sarà pure quello, però tu mi hai scritto questo: il quale di certo non ha affermato che si scrive grendizer ma si legge goldrake E ti dico, in teoria è vero, ma se mi scrivi: Perche' dunque Go Nagai diceva "Goldrake" (o "Goldorak") e Tomino "GUndam" invece di "GAndam"? Semplice. Perche' su 100 persone che incontravano 99 dicevano "Goldrake" e "GUndam" , non certo "Grendizer" o "GAndam". Per lo stesso motivo, noi manteniamo e manterremo il "GRANDE Mazinger" e non certo "Great Mazinger". Se faremo un'edizione alternativa con "Great Mazinger"? Certamente. Il giorno che Mondadori reintitolera' "Topolino" "Mickey Mouse". E scusaci se abbiamo approfittato del tuo intervento per questa lunga sfuriata contro il "mangadom" italiano! Ciao!! Tutto il discorso è nullo, perchè mi giustifichi le stronzate di adattamento nomi in base al fatto che lo dicano in tanti, quindi mi giustifichi gli stessi svarioni coi nomi di Panini che continua a chiamarli Gatsu e Grifis perchè ormai "li conoscono tutti così". Cosa che a questo punto non ti rende meno ipocrita degli stessi paninari, a mio parere, cosa che a tutt'ora fa con traduzione di nomi girelliche anche nei manga che in teoria non lo richiederebbero. Per giunta, dice anche di voler perseverare nell'errore alla stessa maniera della gente che critica. Dall'alto di cosa allora questo discorso e questa sfuriata? Non saranno certo loro a rendere dotto il "mangadom" italiano e uscire dalla girella, altrimenti che senso ha il doppiaggio finto rustico? Fai il doppiaggio fedele a modo tuo (cioè con il metodo di adattamento che espone nell'unica parte umana del discorso), metti i nomi originali e amen. Così com'è, questo discorso suona solo incredibilmente ignorante ed ipocrita, anche perchè mette sullo stesso piano gente che non c'entra una mazza con altra (per dire, io non ho mai condonato le minchiate di adattamento di Panini, eppure mi mette sullo stesso piano di uno che accetta il modo paninaro di fare editoria manga, solo perchè magari non condivido nemmeno il loro Grande Mazinger), si sclera contro i modi "sbagliati" di fare manga, dicendo che lro li san fare e adattare.... e poi mi accetti GOLDRAKE? Con tutto il rispetto verso l'ignoto che ha scritto sta roba..... ma vada a vendere caldarroste, che nel fuoco della sua ipocrisia le castagne cuociono bene. Modificato 30 Giugno, 2010 da Fencer Link al commento Condividi su altri siti More sharing options...
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